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 SAGA DEL TRENO pt.3

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Felipeto



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MessaggioOggetto: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 9:34 am

Continua la saga degli adolescenti investiti dal treno. Dopo i selfie sui binari,i ballerini a Milano Centrale ed i vari investiti ai passaggi a livello,oggi raggiungiamo vette mai viste.!
Una 15 enne attraversa in stazione in Calabria i binari,cosa folle e vietatissima,con due amici. Gli altri due raggiungono per un pelo la banchina,lei,IMPEGNATA A CONTROLLARE IL SUO SMARTPHONE,viene travolta dal treno.
Nell articolo di cronaca viene detto che appena prima aveva pubblicato la nuova a foto profilo.verosimilmente era impegnata ossessivamente a controllare i "mi.piace". Forse manco sapeva di trovarsi sui binari..
Forse manco sapeva di trovarsi sulla Terra
Ora io mi chiedo: è colpa di qualcuno? A parte ovviamente del macchinista che non ha fatto decollare il suo treno per evitarla.
Cosa non funziona in questo sistema sociale ed educativo, dove le ragazzine,dai 12 anni un su,perdono ogni contatto con il mondo reale e vivono ossessivamente per l esibizione , il sentirsi belle,le foto, la vanità più assoluta?
Cosa non funziona se arrivati all adolescenza questi alieni, fantasmi,o mostri di adolescenti non conoscono non solo la lingua italiana e il contare con le dita, ma nemmeno le regole base di sopravvivenza e la percezione del pericolo che andrebbero date per scontate a 6-7 anni?
A quale età un essere umano impara a non attraversare i binari? A quale età impara a non guardare il cellulare mentre attraversa i binari alla cieca in una stazione ferroviaria?
Abbiamo creato dei mostri, delle creature distaccate dalla realtà e viventi in un loro mondo.
Cosa fare?riaprire ospedali psichiatrici? Corsi di disintossicazione dai social?provare,ad insegnare alle ragazze che la vita non è 100% bellezzamipiaceseibellailragazzolex..?
Con buona pace di chi si preoccupava che avessero troppi compiti da fare..
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 9:59 am

A me pare che i primi responsabili sono i genitori che li fanno crescere in una bolla.

Io sono sempre andato a scuola da solo o con mia sorella (2 anni più di me). Fin dalla prima elementare. Abbiamo imparato ad attraversare le strade, a non accettare nulla dagli sconosciuti o anche dai conoscenti. A 6 anni usavamo normalmente il coltello a tavola. Andavamo a fare la spesa al negozio vicino e pagavamo noi (già prima dei 10 anni).

I genitori di oggi spesso non si pongono il problema di rendere autonomi i figli. li accompagnano ovunque, a scuola, se potessero, entrerebbero in aula con l'auto, non li mandano a fare nessuna commissione. Quando una volta misi a tavola un coltello al posto della figlia di amici mi urlarono "no, il coltello alla bambina no!" e io li guardai stupiti, perché la "bambina" aveva già 10 anni.

Poi, purtroppo, il momento di stupidaggine e distrazione l'abbiamo tutti, nessuno si creda perfetto. Spesso ci distraiamo nel momento buono e non succede nulla. Qualche volta ci distraiamo nel momento peggiore.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 10:23 am

Le disgrazie sono sempre successe.ricordo nel 1999 alla stazione di spotorno una ragazza fu travolta da un.intercity per essersi spostata indietro mentre salutava il ragazzo che partiva con il treno. I suicidi pure.
Ma qui parliamo di SUICIDIO INCONSAPEVOLE. UN BIMBO può attraversare i binari.non una 15 enne. Non con un cellulare in mano.manca completamente l interazione con il mondo esterno.la percezione. È una cosa estremamente preoccupante..
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 10:30 am

Felipeto ha scritto:
Le disgrazie sono sempre successe.ricordo nel 1999 alla stazione di spotorno una ragazza fu travolta da un.intercity per essersi spostata indietro mentre salutava il ragazzo che partiva con il treno. I suicidi pure.
Ma qui parliamo di SUICIDIO INCONSAPEVOLE. UN BIMBO può attraversare i binari.non una 15 enne. Non con un cellulare in mano.manca completamente l interazione con il mondo esterno.la percezione. È una cosa estremamente preoccupante..

Non so che cosa sia un suicido inconsapevole. Qui si tratta di avventatezza. Cosa sempre più diffusa a causa dei cellulari, in Italia e altrove (ho letto di segnali a terra per richiamare l'attenzione dei pedoni con gli occhi abbassati verso il cellulare). Infatti è di nuovo in aumento il numero di incidenti stradali, e la colpa è spesso del cellulare. E l'età credo che c'entri poco.
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 11:09 am

Felipeto ha scritto:

Cosa non funziona in questo sistema sociale ed educativo, dove le ragazzine,dai 12 anni un su,perdono ogni contatto con il mondo reale e vivono ossessivamente per l esibizione , il sentirsi belle,le foto, la vanità più assoluta?


Se ti fai un giro su FB scoprirai che non sono solo le ragazzine che si mettono in mostra.


Ultima modifica di -nina- il Sab Ago 06, 2016 2:37 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 11:35 am

Fa parte dell'orrore dell'esistenza; l'ingenuità della ragazza si è tradotta in qualcosa di terribile e la Storia è piena di questi avvenimenti atroci... non so dare la colpa alle nuove tecnologie perchè distrazioni fatali di questo tipo sono sempre esistite e continueranno ad esistere.
Quindi un abbraccio alla famiglia
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 12:02 pm

Dallolio, guardare lo sm artphone mentre attraversi i binari in una stazione non è una distrazione. È inquietante. È sintomo di qualcosa di degenerato nell educazione o nella formazione da bambino ad adolescente. È assente la sensazione del pericolo, come in un bimbo piccolo
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Bequadro



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 4:27 pm

Questa povera ragazzina aveva 15 anni. Questo significa almeno 10 anni di mancata formazione a scuola e a casa, di distrazione e assenza di insegnanti e genitori in materia di responsabilità personale, priorità dei valori, razionalità.
E non ditemi che queste cose sono compito della famiglia: quante ore trascorrono gli studenti a scuola, e quante a casa, di interazione fra pari e con gli adulti?

La distrazione anche grave può purtroppo succedere a tutti in qualsiasi momento, ma una distrazione così enorme mentre si attraversano i binari è veramente troppo.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 4:50 pm

Non ho.parole...Io ho 37 Anni, non sono del giurassico, ma questa generazione di fulminati e alienati mi fa paura..
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 6:27 pm

o tempora o mores
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mar Lug 19, 2016 8:04 pm

Bequadro ha scritto:
Questa povera ragazzina aveva 15 anni. Questo significa almeno 10 anni di mancata formazione a scuola e a casa, di distrazione e assenza di insegnanti e genitori in materia di responsabilità personale, priorità dei valori, razionalità.
E non ditemi che queste cose sono compito della famiglia: quante ore trascorrono gli studenti a scuola, e quante a casa, di interazione fra pari e con gli adulti?

La distrazione anche grave può purtroppo succedere a tutti in qualsiasi momento, ma una distrazione così enorme mentre si attraversano i binari è veramente troppo.
L'ipod no ma il walkman esisteva anche ai miei tempi; non ricordo di avere avuto mai alcun ammonimento dai miei docenti; parlo degli anni 80.

Anche a quel tempo si riteneva che a scuola o si insegnava l'elettronica o si insegnava a vivere.

Io so l'elettronica ed anche vivere, grazie ai miei genitori.
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Bequadro



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 12:29 am

Il problema è che adesso, oggi, qui, ora, i genitori dei bambini e dei ragazzini non insegnano loro più a vivere. E' un dato di fatto che vediamo ogni giorno.
Dunque abbiamo due possibilità; insegnare soltanto l'elettronica/la matematica/l'inglese/l'informatica/la fisica e assistere impotenti allo sfascio lamentandoci, oppure lavorare il doppio e cercare di insegnare loro anche a vivere, almeno un poco.

Non vuoi farlo per adempiere a una missione, perché alla missione non ci credi? Fallo per una ragione molto più terra-terra: questi ragazzini, questi adolescenti, poi voteranno, ti piccheranno per strada quando sarai vecchio e sgradevole da guardare, avranno figli a 11 anni e dovrai crescerglieli tu... e molte altre belle cose.

La responsabilità è di tutti, ma in modo particolare, secondo me, di chi fa l'insegnante, perché insegnare non è un lavoro come gli altri, è un compito che racchiude anche la formazione della persona, oltre alla trasmissione del sapere.

Una persona che tu hai formato e che hai abituato a ragionare, potrà anche recuperare qualche carenza nella matematica, perché sarà motivata a farlo, ma una persona che sa la matematica ma non ha ricevuto un'adeguata formazione come "persona", non recupererà mai, contribuendo al peggioramento delle condizioni di vita e sociali.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 12:40 am

Cioè, siamo arrivati al punto di sostenere che "dovrebbe pensarci la scuola" a insegnare a un quindicenne che non si attraversano i binari spippolando sul cellulare, e che "non si può pretendere che ci pensino i genitori"... perché si tratta di un insegnamento complicatissimo e delicatissimo che richiede alta formazione in pedagogia, e che è al di fuori della portata del genitore medio?

Ma scusate, anche se 30 anni fa i cellulari non c'erano... a voi, ad attraversare la strada, ve l'hanno insegnato a scuola, o ve l'hanno insegnato i genitori?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 12:59 am

Bequadro ha scritto:
Il problema è che adesso, oggi, qui, ora, i genitori dei bambini e dei ragazzini non insegnano loro più a vivere. E' un dato di fatto che vediamo ogni giorno.

E infatti quelli sono insegnamenti che io cerco di dare ai miei figli.

Non dico di essere sicura di riuscirci in pieno, ma almeno ci provo, con il massimo impegno e la massima coscienza.

Ma appunto, parlo dei miei figli, NON dei miei alunni che sono figli di qualcun altro.

Pensare che l'insegnante possa riuscire davvero in qualche intento educativo che va al di fuori del suo ruolo, intromettendosi e sovrapponendosi a dinamiche che riguardano la famiglia, è completamente fuori dalla realtà.

Tanto, se il ragazzino sente continuamente ripetere in famiglia (e VEDE concretamente praticare in famiglia) idee, atteggiamenti e stili di vita che contrastano quello che prova a trasmettergli l'insegnante, non c'è assolutamente storia: nel migliore dei casi, lo prenderà solo come un predicozzo moralistico che fa ridere e che non deve essere preso sul serio... e nel peggiore si rischia pure di trovarsi davanti il genitore inferocito che minaccia di denuncia per aver osato intromettersi nelle scelte educative private della famiglia, o per aver messo in cattiva luce la famiglia di fronte al figliolo.


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Bequadro



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 1:09 am

Non è a 15 anni che si deve fare, anche perché non serve a niente, è prima, molto prima, che bisogna cominciare a lavorarci su.
Io non sto dicendo che sia giusto farlo, ma che va fatto.
Condivido perfettamente l'idea che dovrebbe essere compito dei genitori, ma siccome i genitori oggi non lo fanno, vogliamo lavarcene le mani anche noi, perché tanto "non è compito mio"?

Questa è la storia di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l'avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Qualcuno si arrabbiò perché era un lavoro di Ognuno.
Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno capì che Ognuno non l'avrebbe fatto.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.


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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 1:20 am

Bequadro ha scritto:
Non è a 15 anni che si deve fare, anche perché non serve a niente, è prima, molto prima, che bisogna cominciare a lavorarci su.

Bene: quindi, potresti provare a dare un suggerimento pratico su cosa dovrebbero fare gli insegnanti delle superiori, che se li trovano davanti quando sono GIA' arrivati a 14 o 15 anni?
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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 9:14 am

Ti rispondo, anche sapendo che interpreterai male quello che dico: gli insegnanti delle superiori possono soltanto cercare di risultare più attraenti e interessanti di FB, di Netflix, di Pokemon Go. Impresa quasi impossibile, ma che va tentata lo stesso.
E quando dico "più attraenti e interessanti" non sto dicendo che devono fare i "piacioni facilitatori", proprio no, dico che devono avere energia e passione contagiose, fantasia ed efficacia nel presentare la loro materia, disponibilità a mettersi in gioco nel rapporto con gli studenti, autenticità umana e dirittura morale.
Boooooooooooom!
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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 10:14 am

Condivido l'idea dell'insegnamento come missione filosofica esposta da Bequadro, tuttavia penso che nel caso specifico siamo di fronte a una situazione dolorosa, eccezionale e inevitabile; la ragazza ha avuto questo incidente non certo perchè non sapeva di rischiare la vita facendolo, ma per una drammatica distrazione che comunque è nelle cose stesse che possa capitare.
In nessun caso si sarebbe potuta evitare questa tragedia agendo sulla formazione e l'educazione della ragazza stessa, la scuola può fare molto ma non è in grado di cambiare le condizioni esistenziali dell'umanità, non esisterà mai "il tempo del bene" dove si scongiurerà la morte improvvisa.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 10:25 am

L ossessione per l aspetto fisico e per la bellezza è diventata per le ragazze questione di vita o di morte.occorre uscirne. A partire dalla famiglia che non dovrebbe appoggiare la ricerca a tutti i costi di "quanto è bella mia figlia." proporre attività e interessi,limitare l uso ossessivo dei social. Poi in effetti quando vedi madri vestite da putanun (Cit. Pozzetto) che vanno a ballare con le figlie da amichette capisci molto..
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 10:28 am

Dallolio, abbi pazienza.passare con il rosso distrattamente può capitare. Scendere dalla banchina sulla sede binari ed attraversare a occhi chiusi due o tre binari controllando il cellulare è una pazzia.follia. Non distrazione
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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 11:17 am

Io rimasi colpito da una preghiera di un gruppo di fanatici che incrociai qualche anno fa: "salvaci dalla morte improvvisa".
La verità è che la morte improvvisa c'è sempre stata e sempre ci sarà, ma noi la rigettiamo essendo un'idea troppo macabra che un adolescente, un bambino o noi stessi si possa incorrere, per una banale distrazione, nella fine di tutte le cose... di fronte alla verità tutti cercano un'interpretazione di tipo sociale, politica o esistenziale, ma la sostanza non cambia e il dato di fatto della nostra condanna resta...
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Bequadro



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 11:37 am

Ma la morte improvvisa è un evento nel quale io incappo per fatalità, non per grave responsabilità personale.
Se attraverso i binari mentre arriva un treno sono irresponsabile, se perdo tempo a guardare lo smartphone è colpa mia e basta.
La morte improvvisa è attraversare col semaforo verde ed essere investiti da un criminale che arriva a tutta velocità e passa col rosso, e mille altre possibilità di questo genere.
Parecchi anni fa (ero ancora una ragazzina) ci sono passata veramente vicina, alla morte improvvisa. Era una giornata di vento molto forte, io passavo sul marciapiedi, qualche distratto aveva lasciato una finestra aperta all'ultimo piano del palazzo davanti al quale passavo, la finestra sbatté violentemente, il vetro si ruppe, una pioggia di "pugnali" di vetro mi cadde intorno provenendo dal settimo piano in un fragore che non scorderò mai. Nessun frammento mi colpì, ma avrei anche potuto morire di infarto, due possibilità di morte improvvisa.
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 12:08 pm

Insegnare la propria materia con coerenza di metodo, valutare con equità e POSSIBILMENTE allo stesso modo tutti i ragazzi, far percepire quanto ci piace la nostra materia e che non si fa il prof perché non si è trovato altro..., fissare dei paletti oltre i quali non si va e non oltrepassarli mai, è metodo didattico.
Mostrare una certa severità nei modi, mai maleducazione.
Queste cose che tutti voi conoscete benissimo bastano da sole a completare (e si badi bene, completare) l'educazione ricevuta a casa.
Ogni tentativo di insegnare a vivere in altra maniera è controproducente. Ognuno deve testimoniare come comportarsi nel suo ambito. Sbragare fuori non fa bene ai ragazzi. E parlo sulla base anche di testimonianze loro.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 12:11 pm

Hai perfettamente ragione.occorre distinguere la fatalità (la gomma Dell auto che scoppia, un albero che ti rovina addosso) dall incoscienza perseverare e folle,come attraversate due binari in stazione il che richiede un certo tempo e non è un gesto avventato.la gravità è qua,e ancor più grave la motivazione (guardare i mi piace o "sei bellissima" su Facebook). Ecco perché l ho definito un quasi suicidio o suicidio consapevole..
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: SAGA DEL TRENO pt.3   Mer Lug 20, 2016 12:31 pm

Dallolio ha scritto:
Io rimasi colpito da una preghiera di un gruppo di fanatici che incrociai qualche anno fa: "salvaci dalla morte improvvisa"

Se si trattava della preghiera di un gruppo di fanatici religiosi, credo che il significato fosse puramente teologico e per nulla psicologico o sentimentale: secondo la dottrina ufficiale del cattolicesimo presa alla lettera, alla morte bisognerebbe "prepararsi" con calma in modo da essere sicuri di avere l'anima pulita, e quindi la morte improvvisa mette l'anima in pericolo, perché il malcapitato non fa in tempo a pentirsi delle proprie malefatte e rischia l'inferno.

Penso che tra i cattolici mediamente "normali" non ci sia più nessuno che ci creda davvero (e che il folklore sull'argomento venga lasciato appunto a qualche gruppetto particolare di fanatici), ma non è che la teologia ufficiale sia cambiata, semplicemente la chiesa non ne parla più perché sarebbe imbarazzante...
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SAGA DEL TRENO pt.3
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