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 tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!

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sparviero.



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MessaggioOggetto: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Gio Lug 21, 2016 2:05 pm

Promemoria primo messaggio :

Come da titolo in questi giorni tutte le maggiori testate specializzate ci stanno bombardando con i problemi derivanti dalla chiamata diretta , tralasciando di occuparsi del vero dramma dei neo assunti: La mobilità obbligatoria su tutto il territorio nazionale. Credo che tutto ciò stia agevolando il MIUR per portare a termine nel silenzio più totale quello che si preannuncia essere il più grande esodo di docenti da sud verso nord. Cosa importa a chi deve spostarsi dalla Sicilia verso la Lombardia il dover presentare o meno il curriculum?
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sconcertato_1



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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Lun Ago 01, 2016 2:23 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
MWM ha scritto:
Filosofo80 ha scritto:
Secondo me il grosso dell'esodo si è avuto in Sicilia Campania e Puglia, non saprei in Calabria... il dato deve essere rapportato a queste 4/5 regioni, non su tutta Italia naturalmente. Per me sarà esodo solo dal 20% in poi...al di là delle situazioni personali naturalmente

In effetti, a ben riflettere e considerato il fatto che, in generale, al sud non ci sono posti sufficienti per tutti i docenti del sud, si dovrebbe arrivare alla conclusione che, in buona sostanza, la differenza tra questi due numeri, con riferimento a coloro che hanno partecipato al piano straordinario di assunzioni, rappresenta una soglia fisiologica assoluta sotto la quale è impossibile andare. Il piano del MIUR dunque ha avuto successo nel limitare i trasferimenti quanto più il numero di trasferimenti complessivi si è avvicinato al numero rappresentato da questa soglia.

Facendo un paragone, il successo si può assimilare all'asportazione di un organo danneggiato da una precedente operazione chirurgica. Il danno - per quanto "minimo" - non si è prodotto adesso, ma a monte.

Nel 2014 era inizialmente previsto che - attraverso un famoso questionario che mai è stato fatto - il MIUR avrebbe acquisito le informazioni necessarie a valutare la fattibilità e la dimensione di un piano straordinario di assunzioni che prevedeva una mobilità in ingresso, anche in funzione dell'eventuale disponibilità alla mobilità territoriale manifestata.

Questo famoso questionario, che si sarebbe dovuto svolgere nel dicembre 2014, non c'è mai stato. Da allora, il governo e il MIUR hanno proceduto su una strada costellata da disinformazione, mancanza di trasparenza, illusione, in buona e/o malafede, incoerenza, con capovolgimenti dall'oggi al domani.

Che l'incontro tra offerta e domanda si potesse avere solo in un ambito nazionale era noto a tutti. Quello che non era noto (ai più) è che a tale incontro si è arrivati dopo un anno e mezzo di errori, di improvvisazioni, di inganni e di ricatti. Pur di garantire il successo del piano straordinario di assunzioni si è costretto a produrre la domanda di assunzione al buio, con la logica del prendere o lasciare. Si è creata la falsa illusione dell'assunzione nel luogo di residenza per mero calcolo politico, trasformando una procedura inizialmente basata su una graduatoria nazionale in un'altra basata su singole graduatorie provinciali in base alla prima preferenza, inserendo poi a pettine la graduatoria nazionale.

Sarebbe stato politicamente più onesto presentare dal principio, ad ogni singola persona, le clausole di ingaggio:
La tua destinazione sarà questa provincia. Se accetti sarai immesso in ruolo. Se non accetti resterai precario nella tua provincia in una lista d'attesa che potrebbe stagnare per molti anni. La decisione è tua.

No, troppo rischioso. Si sarebbe corso il rischio di numerose defezioni che avrebbero portato a vuoti nel nord Italia e, probabilmente, ad un ridimensionamento dell'operazione di facciata, ovvero l'assunzione in massa. Politicamente si è scelto di ingannare con false promesse (e di promesse false ce ne sono state parecchie). Si è scelto di costringere a fare la puntata al buio, senza far vedere le carte. Si è scelto il ricatto, ovvero mettere le persone nella condizione di dover accettare una condizione retroattiva per non autolicenziarsi e perdere tutti i diritti che sono maturati nel corso di 5, 10, 15, 20 anni di precariato. Si è scelta la mera convenienza politica di correggere il tiro secondo il susseguirsi degli eventi. Si è scelta l'irrazionalità di allestire un quadro di bisogni adattato all'offerta, generando un contesto che ha fatto sì che si sia immesso in ruolo un numero esorbitante di docenti che non servivano precludendo la possibilità di adattare, nel presente e nel prossimo futuro, la composizione degli organici alla reale domanda di offerta formativa.

Dov'è il successo? Sarebbe bastato dire "se vuoi lavorare subito vai al nord". Si è preferito dire "se non vai al nord non lavorerai più".

Quoto in toto. Analisi lucida ed obiettiva.
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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Lun Ago 01, 2016 2:51 pm

royalstefano ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
Facendo un paragone, ....

[...]

... Si è preferito dire "se non vai al nord non lavorerai più".
Chi ( persona di fiducia/sindacato) invece ha consigliato di produrre domanda  cosa credi abbia detto al docente? se un docente medio non ci è arrivato ( aggravante), almeno i più acuti avevano l'obbligo morale di comunicare ciò che il MIUR stava effettivamente architettando, troncando le rosee aspettative degli ingenui malcapitati.
P.S. non è che i residui gae possano gioire ma col quadro che si sta delineando di certo "non si mangeranno le mani".

Giusta osservazione, in effetti mi sento chiamato in causa perché un anno fa mi sono trovato nella condizione di dare dei consigli ad alcuni colleghi. Il tutto era nato dalla mail di un collega che aveva manifestato l'intenzione di non inoltrare la domanda per la paura (nel suo caso infondata) di essere coinvolto nella fase B. Tra lui e gli altri colleghi a cui era indirizzata la mail, erano interessati 4 ad un'eventuale immissione in ruolo in fase B o C. Tutti colleghi in posizioni alte nella GAE (primi 10 per intenderci) ad eccezione di uno che era tra i primi 25 ma in una classe di concorso che ha una decina di immissioni in ruolo ogni anno.

Mi sono preso la briga di smazzarmi i siti degli uffici scolastici di tutta l'Italia, per raccogliere tutte le informazioni possibili, dopo di che ho allestito un foglio di calcolo per avere un quadro globale della situazione e fare un'analisi più circostanziata. Alla fine ho rassicurato i 4 colleghi dicendogli che nessuno di loro sarebbe stato coinvolto in fase B. L'unico rischio lo correva uno dei quattro perché rientrava tra i 10 punteggi più alti su scala nazionale, ma in una classe di concorso che non aveva graduatorie esaurite in nessuna parte d'Italia.
A fronte di questa rassicurazione, ho sottolineato che non c'erano certezze, invece, per la fase C. Ho espresso però delle considerazioni motivate per cui consigliavo l'inoltro della domanda, sottolineando comunque che non c'erano certezze al 100% e che alla fine dovevano essere loro a valutare l'opportunità o meno.
Tutti e quatro hanno inoltrato la domanda, compreso il collega che non era intenzionato a farla e una collega che era attanagliata dal dubbio. Uno dei quattro è stato poi recuperato da una rettifica della fase A. Gli altri tre sono entrati in fase C, con posizioni tra la seconda e la decima nelle graduatorie di immissione. Tutti quanti hanno avuto il ruolo nella provincia di Cagliari e su questo non c'erano dubbi, date le specificità della nostra provincia.

Due di loro si sono ancora affidati ai miei suggerimenti per la compilazione della domanda di mobilità, in effetti si fidano più di me che di uno sportello dei sindacati. Proprio per questo motivo vivo con un po' di apprensione la dinamica degli eventi, pur non essendone coinvolto, e mi adopero per studiare la situazione ogni volta che c'è una novità, per valutare le loro prospettive.

Per il momento non dovrebbero avere problemi, nelle mie analisi ho considerato sempre un certo margine di rischio e con una probabilità altissima otterranno il trasferimento in un ambito della provincia. Mi sono anche azzardato a indicare quali sono le sedi a cui possono aspirare (sia pure nel contesto di una mobilità per ambiti) e ad uno dei due ho già prospettato uno scenario non idilliaco, in quanto dopo aver fatto l'anno di prova andando a scuola a piedi, si dovrà sicuramente smazzare 80-140 km al giorno (in andata e ritorno) con la nuova sede.
Entrambi sono comunque consapevoli del rischio che una botta di sfiga potrebbe sbatterli fuori provincia e presumo che siano preparati all'idea.

Non vedo l'ora che tutto sia finito perché mi riterrei in parte responsabile per averli convinti a fare la domanda, anche se l'alternativa sarebbe stata quella di non riuscire più a passare in ruolo per molti anni. Se tutto andrà bene sono sicuro che mi faranno subito partecipe della loro gioia, come è stato in passato, e avrò la soddisfazione di essere stato un supporto - forse non determinante - nei loro confronti. Se qualcosa andrà storto mi resterà parecchio amaro per non essere riuscito in pieno a indirizzarli per la strada giusta, ma so che non me ne faranno una colpa perché ho fatto di tutto per prospettargli nel miglior modo possibile i pro e i contro della scelta.
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royalstefano



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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Lun Ago 01, 2016 3:38 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
royalstefano ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
Facendo un paragone, ....

[...]

... Si è preferito dire "se non vai al nord non lavorerai più".
Chi ( persona di fiducia/sindacato) invece ha consigliato di produrre domanda  cosa credi abbia detto al docente? se un docente medio non ci è arrivato ( aggravante), almeno i più acuti avevano l'obbligo morale di comunicare ciò che il MIUR stava effettivamente architettando, troncando le rosee aspettative degli ingenui malcapitati.
P.S. non è che i residui gae possano gioire ma col quadro che si sta delineando di certo "non si mangeranno le mani".

Giusta osservazione, in effetti mi sento chiamato in causa perché un anno fa mi sono trovato nella condizione di dare dei consigli ad alcuni colleghi. Il tutto era nato dalla mail di un collega che aveva manifestato l'intenzione di non inoltrare la domanda per la paura (nel suo caso infondata) di essere coinvolto nella fase B. Tra lui e gli altri colleghi a cui era indirizzata la mail, erano interessati 4 ad un'eventuale immissione in ruolo in fase B o C. Tutti colleghi in posizioni alte nella GAE (primi 10 per intenderci) ad eccezione di uno che era tra i primi 25 ma in una classe di concorso che ha una decina di immissioni in ruolo ogni anno.

Mi sono preso la briga di smazzarmi i siti degli uffici scolastici di tutta l'Italia, per raccogliere tutte le informazioni possibili, dopo di che ho allestito un foglio di calcolo per avere un quadro globale della situazione e fare un'analisi più circostanziata. Alla fine ho rassicurato i 4 colleghi dicendogli che nessuno di loro sarebbe stato coinvolto in fase B. L'unico rischio lo correva uno dei quattro perché rientrava tra i 10 punteggi più alti su scala nazionale, ma in una classe di concorso che non aveva graduatorie esaurite in nessuna parte d'Italia.
A fronte di questa rassicurazione, ho sottolineato che non c'erano certezze, invece, per la fase C. Ho espresso però delle considerazioni motivate per cui consigliavo l'inoltro della domanda, sottolineando comunque che non c'erano certezze al 100% e che alla fine dovevano essere loro a valutare l'opportunità o meno.
Tutti e quatro hanno inoltrato la domanda, compreso il collega che non era intenzionato a farla e una collega che era attanagliata dal dubbio. Uno dei quattro è stato poi recuperato da una rettifica della fase A. Gli altri tre sono entrati in fase C, con posizioni tra la seconda e la decima nelle graduatorie di immissione. Tutti quanti hanno avuto il ruolo nella provincia di Cagliari e su questo non c'erano dubbi, date le specificità della nostra provincia.

Due di loro si sono ancora affidati ai miei suggerimenti per la compilazione della domanda di mobilità, in effetti si fidano più di me che di uno sportello dei sindacati. Proprio per questo motivo vivo con un po' di apprensione la dinamica degli eventi, pur non essendone coinvolto, e mi adopero per studiare la situazione ogni volta che c'è una novità, per valutare le loro prospettive.

Per il momento non dovrebbero avere problemi, nelle mie analisi ho considerato sempre un certo margine di rischio e con una probabilità altissima otterranno il trasferimento in un ambito della provincia. Mi sono anche azzardato a indicare quali sono le sedi a cui possono aspirare (sia pure nel contesto di una mobilità per ambiti) e ad uno dei due ho già prospettato uno scenario non idilliaco, in quanto dopo aver fatto l'anno di prova andando a scuola a piedi, si dovrà sicuramente smazzare 80-140 km al giorno (in andata e ritorno) con la nuova sede.
Entrambi sono comunque consapevoli del rischio che una botta di sfiga potrebbe sbatterli fuori provincia e presumo che siano preparati all'idea.

Non vedo l'ora che tutto sia finito perché mi riterrei in parte responsabile per averli convinti a fare la domanda, anche se l'alternativa sarebbe stata quella di non riuscire più a passare in ruolo per molti anni. Se tutto andrà bene sono sicuro che mi faranno subito partecipe della loro gioia, come è stato in passato, e avrò la soddisfazione di essere stato un supporto - forse non determinante - nei loro confronti. Se qualcosa andrà storto mi resterà parecchio amaro per non essere riuscito in pieno a indirizzarli per la strada giusta, ma so che non me ne faranno una colpa perché ho fatto di tutto per prospettargli nel miglior modo possibile i pro e i contro della scelta.
Nel vostro caso ci avete ragionato su, esaminando in modo approfondito la specifica cdc e qualsiasi risultato avrete, sarà accettato con serenità.
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Lun Ago 01, 2016 3:41 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:

Non vedo l'ora che tutto sia finito perché mi riterrei in parte responsabile per averli convinti a fare la domanda, anche se l'alternativa sarebbe stata quella di non riuscire più a passare in ruolo per molti anni. Se tutto andrà bene sono sicuro che mi faranno subito partecipe della loro gioia, come è stato in passato, e avrò la soddisfazione di essere stato un supporto - forse non determinante - nei loro confronti. Se qualcosa andrà storto mi resterà parecchio amaro per non essere riuscito in pieno a indirizzarli per la strada giusta, ma so che non me ne faranno una colpa perché ho fatto di tutto per prospettargli nel miglior modo possibile i pro e i contro della scelta.

Errato.
Se andrà bene (per i fase C difficilotto) non ti ringrazieranno..se dovesse andar male, te la meneranno a vita.
^_^
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MWM



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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Lun Ago 01, 2016 3:54 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
OK, ti lascio volentieri l'ultima parola e chiudo qui, tanto perderei il mio tempo.

Concordo sul fatto che, in effetti, non ci sia molto da aggiungere - ma non si sa mai.
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eragon



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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Lun Ago 01, 2016 7:09 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
MWM ha scritto:
Filosofo80 ha scritto:
Secondo me il grosso dell'esodo si è avuto in Sicilia Campania e Puglia, non saprei in Calabria... il dato deve essere rapportato a queste 4/5 regioni, non su tutta Italia naturalmente. Per me sarà esodo solo dal 20% in poi...al di là delle situazioni personali naturalmente

In effetti, a ben riflettere e considerato il fatto che, in generale, al sud non ci sono posti sufficienti per tutti i docenti del sud, si dovrebbe arrivare alla conclusione che, in buona sostanza, la differenza tra questi due numeri, con riferimento a coloro che hanno partecipato al piano straordinario di assunzioni, rappresenta una soglia fisiologica assoluta sotto la quale è impossibile andare. Il piano del MIUR dunque ha avuto successo nel limitare i trasferimenti quanto più il numero di trasferimenti complessivi si è avvicinato al numero rappresentato da questa soglia.

Facendo un paragone, il successo si può assimilare all'asportazione di un organo danneggiato da una precedente operazione chirurgica. Il danno - per quanto "minimo" - non si è prodotto adesso, ma a monte.

Nel 2014 era inizialmente previsto che - attraverso un famoso questionario che mai è stato fatto - il MIUR avrebbe acquisito le informazioni necessarie a valutare la fattibilità e la dimensione di un piano straordinario di assunzioni che prevedeva una mobilità in ingresso, anche in funzione dell'eventuale disponibilità alla mobilità territoriale manifestata.

Questo famoso questionario, che si sarebbe dovuto svolgere nel dicembre 2014, non c'è mai stato. Da allora, il governo e il MIUR hanno proceduto su una strada costellata da disinformazione, mancanza di trasparenza, illusione, in buona e/o malafede, incoerenza, con capovolgimenti dall'oggi al domani.

Che l'incontro tra offerta e domanda si potesse avere solo in un ambito nazionale era noto a tutti. Quello che non era noto (ai più) è che a tale incontro si è arrivati dopo un anno e mezzo di errori, di improvvisazioni, di inganni e di ricatti. Pur di garantire il successo del piano straordinario di assunzioni si è costretto a produrre la domanda di assunzione al buio, con la logica del prendere o lasciare. Si è creata la falsa illusione dell'assunzione nel luogo di residenza per mero calcolo politico, trasformando una procedura inizialmente basata su una graduatoria nazionale in un'altra basata su singole graduatorie provinciali in base alla prima preferenza, inserendo poi a pettine la graduatoria nazionale.

Sarebbe stato politicamente più onesto presentare dal principio, ad ogni singola persona, le clausole di ingaggio:
La tua destinazione sarà questa provincia. Se accetti sarai immesso in ruolo. Se non accetti resterai precario nella tua provincia in una lista d'attesa che potrebbe stagnare per molti anni. La decisione è tua.

No, troppo rischioso. Si sarebbe corso il rischio di numerose defezioni che avrebbero portato a vuoti nel nord Italia e, probabilmente, ad un ridimensionamento dell'operazione di facciata, ovvero l'assunzione in massa. Politicamente si è scelto di ingannare con false promesse (e di promesse false ce ne sono state parecchie). Si è scelto di costringere a fare la puntata al buio, senza far vedere le carte. Si è scelto il ricatto, ovvero mettere le persone nella condizione di dover accettare una condizione retroattiva per non autolicenziarsi e perdere tutti i diritti che sono maturati nel corso di 5, 10, 15, 20 anni di precariato. Si è scelta la mera convenienza politica di correggere il tiro secondo il susseguirsi degli eventi. Si è scelta l'irrazionalità di allestire un quadro di bisogni adattato all'offerta, generando un contesto che ha fatto sì che si sia immesso in ruolo un numero esorbitante di docenti che non servivano precludendo la possibilità di adattare, nel presente e nel prossimo futuro, la composizione degli organici alla reale domanda di offerta formativa.

Dov'è il successo? Sarebbe bastato dire "se vuoi lavorare subito vai al nord". Si è preferito dire "se non vai al nord non lavorerai più".

Analisi impeccabile...
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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Mar Ago 02, 2016 3:45 pm

Beh, per anni i docenti del sud sono andati a prendersi i ruoli al nord tornando poi giù e facendo allungare a dismisura le graduatorie. Un loro diritto, certo. Io da meridionale me la prendo con queste situazioni (per non parlare di altre incresciose come false assistenze etc.) quanto se non più che con i governi.
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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Mer Ago 03, 2016 5:06 pm

Quello che personalmente trovo rivoltante non è il tornare su e giù..è logico che chi viene dal meridione (per quanto concerne la primaria e l'infanzia quasi tutti, per motivi anche di carattere economico) ha come obiettivo ritornare da dove è venuto..rientra tra le sue facoltà farlo (una volta ottenuto il ruolo chiederà trasferimento).
Ora è chiaro che pagando poco i lavoratori del settore scuola (dal ds, fin sotto al collaboratore che ha la qualifica retributiva più bassa) inevitabilmente ci sarà sempre un numero notevolissimo di lavoratori che viene dal mezzogiorno e che inevitabilmente non potrà lavorare esclusivamente in un'area che ha meno del 30% della popolazione totale...però la scelta di pagare poco i lavoratori della scuola rendendo quindi questi posti appetibili per lo più a chi è del sud lo han voluto loro, anche solo per risparmiare.

Quello a cui invece il legislatore dovrebbe porre rimedio (e che si è sempre BEN guardato dal fare) è di stroncare immediatamente il vergognoso malcostume di taluni personaggi di ottimizzare le assenze in modo da non lavorare per anni (tra inverosimili contratti di ricercatore universitario senza assegni, congedi biennali sull'immancabile genitore malato, 104 concesse largamente a tutti, congedi mischiati con malattie bambino e salute personale, ore del diritto allo studio con cui si vorrebbe frequentare un'università romena,etc), fenomeno che nel settore scolastico è tristemente noto. Poi guarda caso d'estate il bambino sotto i tre anni miracolosamente non si ammala più e così via.

Ora abbiamo il Faraone che alza il ditino per le 104 che è il modo per avere facili trasferimenti, quando sanno tutti che in alcune asl meridionali ti danno tutto quello che  richiedi...a noi ci faranno fare i soliti monitoraggi giusto per farci perdere tempo?

Il bello è che poi i politici rompono le palle a tutti, invece di intervenire là dove il malcostume ha assunto fenomeni al limite del ridicolo (c'è una scuola in provincia di Agrigento che ha il 40% dei docenti con la 104).
Ci son certe regioni che non lo so..sembra che ci sia in atto la peste bubbonica oltre che avere il terreno  disseminato da mine, visto il livello fuori scala delle invalidità (altra stortura presente nel nostro paese).


Ultima modifica di mordekayn il Mer Ago 03, 2016 5:25 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Mer Ago 03, 2016 5:25 pm

mordekayn ha scritto:
..... è logico che chi viene dal meridione (per quanto concerne la primaria e l'infanzia quasi tutti, per motivi anche di carattere economico) ha come obiettivo ritornare da dove è venuto .......
Sì, se vuole avere figli disoccupati che dovranno nuovamente emigrare quella è la cosa giusta da fare; se vuole tornare dove la sanità funziona peggio quella è la cosa giusta da fare, se vuole tornare dove ogni servizio pubblico va elemosinato quella è la cosa giusta da fare.

Mio padre negli anni 60 partì dalla Calabria, si girò a pisciare, e non tornò più se non per le vacanze estive; quando si dice "Santo Padre" !
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MessaggioOggetto: Re: tutti contro la chiamata diretta: il vero dramma è la mobilità obbligatoria su tutti gli ambiti!   Mer Ago 03, 2016 5:29 pm

Vero anche questo..io l'anno scorso ho avuto un (bravissimo) collega pugliese (assistente amm.vo)..fosse dipeso da lui sarebbe anche rimasto..ma la moglie non ha voluto sentir ragione, a Milano non si trovava bene.
Ora il casino è che lui è in Puglia in una scuola terrificante che impiega la segreteria solo a far i PON (sul resto hanno arretrati folli lol) e la moglie (docente in fase A..quindi con le vecchie regole pre-renziane) non ha ottenuto il trasferimento...lo sento spesso perchè nel settore personale è molto ferrato.

Quando lavorava da noi faceva una vita fantozziana: metà stipendio solo per affitto e tutti i weekend a casa.
Mi sa che gli toccherà fare AP...

Insomma poi dietro a tutti questi numerini ci sono delle persone.
Di base però se si astrae il tutto solo da un punto di vista economico è ovvio che alle condizioni date avremo sempre una marea di docenti dal sud e pochi docenti del nord. Quello che al sud è una paga accettabile,al nord è una paga troppo bassa e con alternative di carriera nel privato sicuramente più appetibili (anche se la cosa è sempre meno vera con l'aggravarsi della crisi economica in italia)
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