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 Riflessione critica sui DSA.

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Scuola70



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MessaggioOggetto: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 8:28 pm

Vorrei proporre una mia analisi critica sul mondo dei DSA. Innazitutto, dopo la legge del 29 settembre 2010 sulla dislessia e sui DSA che impone alle scuole di preparare un PDP per chi ha disturbi di apprendimento, sono aumentati a dismisura i casi di DSA riconosciuti da certificazioni e l'associazione AID (Associazione italiana dislessia) ha iniziato ad affermare che non è mai troppo presto per sottoporre i bambini fin dalle elementari a test per la dislessia. Ora, possibile che siano diventati tutti dislessici o discalculici? Non solo, possibile che non si riconosca che le difficoltà di lettura possano dipendere anche da fattori emotivi (ansia della prestazione) oppure da scarsità di stimoli culturali? Se sei deprivato culturalmente leggerai poco o nulla, e quindi non è necessario essere Einstein per comprendere che la tua abilità di lettura non sarà eccelsa. Invece no, le difficoltà devono dipendere da disfunzioni cerebrali, ma del resto non viene detto quale area del cervello è interessata dal problema, si dice solo che il problema è presente e durerà a vita, ma poi quando il DSA viene inserito nel mondo lavorativo non gli viene redatto il PDP, leggerà come tutti. E soprattutto, ammesso che la dislessia ci sia, gli strumenti compensativi SISTEMATICI (adottati sempre) non possono essere perfino controproducenti? Essi impediscono di fatto alla persona di fare quello sforzo mentale che favorirebbe una concentrazione maggiore, perché non è affatto vero secondo me che il cervello non possa recuperare l'assenza eventuale di connessioni, tanto più gli scienziati studiano il cervello tanto più notano come esso può stabilire nuove connessioni grazie all'impegno, può migliorare le connessioni neurali esistenti, quindi io sono convinto che possa anche recuperare deficit esistenti. Soprattutto se non mi si fa toccare con mano la natura FISICA del problema con dati obiettivi io sarò sempre scettico sulla sua reale natura neurobiologica e irrimediabile.
Soprattutto ritengo che il fatto di sottoporre a test in massa bambini di sei anni sia espressione di un approccio assolutamente freddo e insensibile all'essere umano, è come trattare la persona come una macchina che se in un tempo stabilito non risponde a determinati imput (stimoli a leggere o a calcolare) con degli output ( risultati) allora è GUASTA, ma ragazzi stiamo delirando forse? In questo modo ragazzi secondo me soltanto deprivati culturalmente vengono considerati come portatori di una disfunzione, sono etichettati come dislessici/discalculici, ci sono sempre di più casi di depressione dovuta a questo, casi di ragazzi che non hanno studiato più per questo, io ho avuto tre anni fa un alunno che piangeva sistematicamente ogni qualvolta gli si davano gli strumenti compensativi, li rifiutava dicendo di essere esattamente come gli altri, ma intanto i genitori li pretendevano. No, per me è tutto sbagliato, voi come la pensate?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 9:33 pm

Fermo restando che sono convinto che molti ci marcino, sono anche convinto che molti abbiano veri problemi.

100 anni fa nessuno faceva certificare la propria cecità, perchè ora chi è cieco se lo fa certificare ? Ovviamente per accedere all'assistenza a cui ha diritto, da meno di 100 anni (non so quanti). E' strano questo ? No per nulla, che senso aveva farsi fare un certificato che non avresti potuto usare ?

Se un cieco si sforza può migliorare la propria vista ? MMM non credo !
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 9:38 pm

Sono stati di più i bambini che i problemi li avevano ma non li hanno visti riconosciuti e venivano trattati da fancazzisti o ritardati, nonostante il loro impegno.

La legge sui DSA è molto abusata e distorta; l'idea originale sarebbe:

un bimbo dislessico ha ed avrà sempre problemi a leggere; se gli insegniamo la storia dandogli da leggere un libro otterremo un bimbo che non sa leggere e non sa la storia, se gli insegniamo la storia raccontandogliela avremo un bambino che non sa leggere ma sa la storia .... che è meglio.
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 9:51 pm

Permettimi di avere molti molti dubbi, Avido, ma dimmi: il problema del DSA a che cosa è dovuto? Quale parte precisa della corteccia è lesa o non ha connessioni? Ascolta comunque il mio ragionamento: se nei pazienti colpiti da ictus ad esempio all'emisfero destro con molta pazienza e tempo il sinistro può imparare addirittura le funzioni dell'emisfero lesionato e compensare, perché non potrebbe farlo con un eventuale danno infinitamente minore? Come vedi è evidente che le potenzialità della persona sono superiori a quanto si vorrebbe far credere ed inoltre nella storia passata ci sono stati anche casi di personaggi illustri dislessici ma a cui non è stato dato a scuola nessun strumento compensativo, tuttavia si sono affermati come scienziati o anche letterari, se erano così gravi probabilmente sarebbero rimasti nell'ombra.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 9:53 pm

aggiungiamo anche che la legge è stata abusata per primi dagli insegnanti, che l'hanno immediatamente e per primi interpretata come un sicuro lasciapassare per la promozione, senza che NULLA nella legge legittimasse tale interpretazione.
Dopo sono venute le certificazioni abusate e l'indotto vario
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 9:53 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Fermo restando che sono convinto che molti ci marcino, sono anche convinto che molti abbiano veri problemi.

100 anni fa nessuno faceva certificare la propria cecità, perchè ora chi è cieco se lo fa certificare ? Ovviamente per accedere all'assistenza a cui ha diritto, da meno di 100 anni (non so quanti). E' strano questo ? No per nulla, che senso aveva farsi fare un certificato che non avresti potuto usare ?

Se un cieco si sforza può migliorare la propria vista ? MMM non credo !

Scuola70 però pone una questione ben diversa: è possibile uscire dalla logica dogmatica che rifiuta qualsiasi discussione sull'origine del disturbo e sulla sua gestione che sia difforme dal paradigma recepito dalla legge 175?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 9:55 pm

Scuola70 ha scritto:
Permettimi di avere molti molti dubbi, Avido, ma dimmi: il problema del DSA a che cosa è dovuto? Quale parte precisa della corteccia è lesa o non ha connessioni? Ascolta comunque il mio ragionamento: se nei pazienti colpiti da ictus ad esempio all'emisfero destro con molta pazienza e tempo il sinistro può imparare addirittura le funzioni dell'emisfero lesionato e compensare, perché non potrebbe farlo con un eventuale danno infinitamente minore? Come vedi è evidente che le potenzialità della persona sono superiori a quanto si vorrebbe far credere ed inoltre nella storia passata ci sono stati anche casi di personaggi illustri dislessici ma a cui non è stato dato a scuola nessun strumento compensativo, tuttavia si sono affermati come scienziati o anche letterari, se erano così gravi probabilmente sarebbero rimasti nell'ombra.


Sei un medico? Per certe affermazioni servono credenziali.
Perché ne sentiamo già tanta di fuffa pseudoscientifica, non vorremmo metterci a farla anche noi che ci lamentiamo che i medici sconfinano nel campo della didattica, mi auguro!
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 10:04 pm

Scuola70 ha scritto:
Permettimi di avere molti molti dubbi, Avido, ma dimmi: il problema del DSA a che cosa è dovuto? Quale parte precisa della corteccia è lesa o non ha connessioni? Ascolta comunque il mio ragionamento: se nei pazienti colpiti da ictus ad esempio all'emisfero destro con molta pazienza e tempo il sinistro può imparare addirittura le funzioni dell'emisfero lesionato e compensare, perché non potrebbe farlo con un eventuale danno infinitamente minore? Come vedi è evidente che le potenzialità della persona sono superiori a quanto si vorrebbe far credere ed inoltre nella storia passata ci sono stati anche casi di personaggi illustri dislessici ma a cui non è stato dato a scuola nessun strumento compensativo, tuttavia si sono affermati come scienziati o anche letterari, se erano così gravi probabilmente sarebbero rimasti nell'ombra.
Chi ha parlato di danno ? Chi di lesione ? Io sono convinto che sia handicap; limitato a ben specifiche funzioni ma handicap.

Le persone stonate esistono ? A noi non frega niente se uno non riesce a vocalizzare al meglio, mentre interessa se non sa leggere, ecco perchè la dislessia è considerata "cosa da gestire" e l'essere stonati non ha neanche un nome.

Io ho 49 anni, quando ero bambino non esistevano diagnosi per la disortografia; ho sempre fatto errori ortografici ed ancora li faccio; sai quante volte non metto l'accento sul nè negazione ? Pensi che non lo sappia riconoscere ? Eppure se scrivo di getto lo sbaglio quasi sempre; se poi rileggo spesso lo correggo, ma a volte mi scappa comunque; idem per il sì idem per hanno.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 10:08 pm

comp_xt ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Fermo restando che sono convinto che molti ci marcino, sono anche convinto che molti abbiano veri problemi.

100 anni fa nessuno faceva certificare la propria cecità, perchè ora chi è cieco se lo fa certificare ? Ovviamente per accedere all'assistenza a cui ha diritto, da meno di 100 anni (non so quanti). E' strano questo ? No per nulla, che senso aveva farsi fare un certificato che non avresti potuto usare ?

Se un cieco si sforza può migliorare la propria vista ? MMM non credo !

Scuola70 però pone una questione ben diversa: è possibile uscire dalla logica dogmatica che rifiuta qualsiasi discussione sull'origine del disturbo e sulla sua gestione che sia difforme dal paradigma recepito dalla legge 175?
Non so se la legge 175 (ma non era la 170 ?) entri nel dettaglio delle cause; se lo fa lo fa a sproposito; le cause non sono definite per legge e del resto chi se ne fotte perchè uno è così; quello che conta è che se è così e se si può aiutare va aiutato.

I medici dovrebbero esprimersi sulla questione delle cause; ho scritto medici non psicologi che sono stregoni; i neurologi per essere precisi, ma temo che anche loro non ne sappiano nulla (il che non significa che il problema non sia neurologico)
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 10:17 pm

La causa della incremento dei dsa è senz altro chernobyl, o le scie chimiche. Condivido ol fatto che individuare danni o limiti cerebrali anche lievi dove c è solo inerzia e fancazzismo è abominevole. Ma se pensi al giro del affari dei logopedisti e compagnia bella e i finanziamenti pubblici o privati alle varie associazioni il cerchio si chiude. In Italia TUTTO si fa per profitto.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 10:27 pm

Felipeto ha scritto:
La causa della incremento dei dsa è senz altro chernobyl, o le scie chimiche. Condivido  ol fatto che individuare danni o limiti cerebrali anche lievi dove c è solo inerzia e fancazzismo è abominevole. Ma se pensi al giro del affari dei logopedisti e compagnia bella e i finanziamenti pubblici o privati alle varie associazioni il cerchio si chiude. In Italia TUTTO si fa per profitto.
I bambini che non imparavano a leggere c'erano anche quando i maestri usavano la bacchetta; quella bacchetta non faceva magie.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 10:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Sono stati di più i bambini che i problemi li avevano ma non li hanno visti riconosciuti e venivano trattati da fancazzisti o ritardati, nonostante il loro impegno.

La legge sui DSA è molto abusata e distorta; l'idea originale sarebbe:

un bimbo dislessico ha ed avrà sempre problemi a leggere; se gli insegniamo la storia dandogli da leggere un libro otterremo un bimbo che non sa leggere e non sa la storia, se gli insegniamo la storia raccontandogliela avremo un bambino che non sa leggere ma sa la storia .... che è meglio.

Quoto in pieno il tuo intervento,  fammi anche spezzare una lancia a favore degli strumenti della didattica multimediale.
Premetto di avere pochissima esperienza, ma per quel poco che ho potuto sperimentare, l'uso di audiovideo relativi ai testi adottati a quelli semplificati, possono essere di grande ausilio per questi ragazzini. Il fatto di proporre sintesi audio dei capitoli di storia o vignette illustrate degli eventi storici e dei loro protagonisti era particolarmente apprezzato dagli alunni affetti da questi disturbi, che effettivamente mi invitavano a riproporre allo stesso modo anche gli altri capitoli di storia.
Ricordo, con grande soddisfazione, la gratitudine e la felicità di due di loro con i quali facevo il recupero di storia, quando, per la prima volta in tutta la carriera scolastica, presero 8 alla verifica di storia.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 10:53 pm

Che cosa possiamo ancora dire sull'argomento che non abbiamo già detto in millemila post in questi anni? Nulla.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 10:58 pm

mac67 ha scritto:
Che cosa possiamo ancora dire sull'argomento che non abbiamo già detto in millemila post in questi anni? Nulla.
Ripeti t'aiuvant
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 11:03 pm

mac67 ha scritto:
Che cosa possiamo ancora dire sull'argomento che non abbiamo già detto in millemila post in questi anni? Nulla.

Capisco che per te possa essere un argomento trito e ritrito, ma permettimi di confrontare con i colleghi interessati le esperienze di lavoro.
Magari non servirà a niente, ma potrei trarre giovamento e conforto sul modo in cui ho ritenuto d'impostare la didattica con questi soggetti.
Scusami ancora per la noia.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 11:35 pm

lucetta10 ha scritto:
Sei un medico? Per certe affermazioni servono credenziali.
Perché ne sentiamo già tanta di fuffa pseudoscientifica, non vorremmo metterci a farla anche noi che ci lamentiamo che i medici sconfinano nel campo della didattica, mi auguro!

Però il problema dell'autoreferenzialità assoluta (e quindi, della dogmaticità e della non-scientificità) dei criteri di diagnosi esiste eccome.

E' vero che non è colpa della legge e di chi l'ha scritta, ma è un problema strutturale che inficia TUTTO il meccanismo delle diagnosi e delle certificazioni in sé, quindi è anche peggio, rispetto a un'eventuale ipotesi di inadeguatezza della legge.

Cioè, anche ammettendo che la legge sia fatta benissimo e che risponda davvero alle esigenze di chi ha problemi di apprendimento... è un dato di fatto che l'intero sistema delle certificazioni mediche e delle conseguenti "prescrizioni" didattiche è condizionato da criteri arbitrari e autoreferenziali, non verificabili in alcun modo.

I test che vengono usati per diagnosticare i DSA sono del tutto fenomenologici.

Ossia individuano solo l'effetto finale, cioè determinate carenze nei risultati concreti in certe prove di abilità di lettura, scrittura e calcolo, ma non individuano affatto le cause del problema, e quindi la differenza tra le motivazioni di quelle carenze tra un soggetto e l'altro. I test misurano (ad esempio) la velocità di lettura, la frequenza di errori ortografici, la prontezza nel distinguere due parole che si assomigliano ma che non sono uguali, e roba del genere.

Quale sia la vera causa delle prestazioni scarse, e se queste siano correggibili o no, dai test NON PUO' risultare in alcun modo.

Se due ragazzi hanno entrambi una percentuale alta di errori ortografici e di imprecisioni di lettura, ma uno dei due ha davvero un DSA e l'altro invece non ha affatto un DSA, ma scrive e legge male solo a causa di scarso esercizio, scarsa concentrazione, scarsi stimoli culturali in famiglia, o altre motivazioni contingenti che (a differenza dei DSA veri) potrebbero tranquillamente essere eliminate e corrette con l'esercizio... a entrambi viene data la stessa diagnosi, si dà per scontato che entrambi abbiano un DSA, e a entrambi si consigliano gli stessi identici strumenti di ausilio didattico, che magari al primo sono davvero utili, mentre al secondo fanno solo danni.

E la cosa più pesante è che tale diagnosi, una volta pronunciata, è considerata assolutamente irreversibile ed eterna, in base all'assioma che i DSA siano una condizione strutturale innata e immodificabile dalla quale "non si può guarire"... e quindi anche quello che non aveva affatto un DSA, ma che leggeva lentamente o scriveva male per tutt'altre ragioni che non hanno niente a che fare con i DSA, si ritrova con una certificazione irreversibile che vale per tutta la vita.

Perchè ovviamente nessun altro diagnosta, consultato in seguito, oserà mai dichiarare che Tizio "all'accertamento precedente mostrava evidenze di un DSA ma adesso non ce le ha più", né tantomeno dichiarare che "il DSA non ce l'ha mai avuto, ma la diagnosi precedente era sbagliata".

Ora, come sia possibile, da un punto di vista scientifico, conciliare il carattere dichiaratamente empirico e fenomenologico dei criteri di diagnosi (cioè, la misura solo degli EFFETTI e non delle cause) con la certezza assoluta che un DSA diagnosticato in tal modo sia una condizione neurologica profonda, permanente e immutabile, non l'ho mai capito. E penso che nessuno si sia mai sbilanciato a spiegarlo, perché fa molto più comodo brandirlo come dogma di fede, e aggredire o delegittimare chi si permette di fare la domanda esplicita, invece di rispondergli.

Altro campo infinito per le mistificazioni, inoltre, è la moda recente di allargare la definizione di DSA a qualsiasi difficoltà scolastica di qualsiasi genere, anche quando non rientra affatto nei criteri previsti per le definizioni scientifiche originarie di dislessia, disgrafia, eccetera.

In particolare, è invalsa l'usanza di chiamare indiscriminatamente "DSA" qualsiasi caso di carenza generalizzata nelle capacità di comprensione logica e di astrazione di pensiero, che dovrebbe essere l'esatto opposto di un disturbo SPECIFICO di apprendimento (cioè, un disturbo limitato a una o poche funzionalità strumentali singole, ma che non inficia le capacità cognitive).

Ad esempio, dichiarare "dislessico" chi non riesce a comprendere il significato complessivo di un paragrafo di testo, anche se lo sa leggere correttamente... oppure dichiarare "discalculico" chiunque vada in palla di fronte alle richieste logiche di un problema di matematica perché non sa da dove cominciare a impostarlo, anche se non è affatto "discalculico", perchè i numeri li sa scrivere e i conti li sa fare.

Ecco, queste a mio avviso sono solo escamotage ipocriti per mascherare dei veri e propri difetti cognitivi (magari non gravi, non invalidanti, che non impediscono di fare una vita normale, ma sempre difetti cognitivi sono) dietro all'illusione consolatoria che in realtà si tratti solo di "un modo diverso di apprendere" le stesse cose, con lo stesso livello di competenza finale. No, spiacenti, non è così: nella maggior parte dei casi, quelle cose non è che "vengano apprese in modo diverso", ma semplicemente NON VENGONO apprese. O vengono abbuonate sottobanco senza richiederle (svolgendo di fatto un programma ridotto e differenziato anche se la legge non lo prevede), oppure vengono apprese solo meccanicamente e superficialmente senza averci capito niente, solo per sfangare la singola verifica o il singolo esame, e poi dimenticate subito.

E questo non ha niente a che fare con il concetto di DSA autentico.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 7:42 am

Francesca4 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Che cosa possiamo ancora dire sull'argomento che non abbiamo già detto in millemila post in questi anni? Nulla.

Capisco che per te possa essere un argomento trito e ritrito, ma permettimi di confrontare con i colleghi interessati le esperienze di lavoro.
Magari non servirà a niente, ma potrei trarre giovamento e conforto sul modo in cui ho ritenuto d'impostare la didattica con questi soggetti.
Scusami ancora per la noia.

e' molto giusto quello che dici francesca, ma è giustissimo ciò che dice mac.

millemila post e non si è andati avanti di una virgola.

In questo thread nessuno ha parlato di esperienze di lavoro, si continua a discutere se sia giusto se sia vero e se sia onesto.

Due scatole così, completamente inutili.

Lucetta ha detto cose giuste.

Se hai bisogno di confrontarti su altri argomenti che non siano quelli già millemilavolte affrontati se ne può parlare e forse serve.

Per ora niente di buono.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 9:39 am

Ire ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Che cosa possiamo ancora dire sull'argomento che non abbiamo già detto in millemila post in questi anni? Nulla.

Capisco che per te possa essere un argomento trito e ritrito, ma permettimi di confrontare con i colleghi interessati le esperienze di lavoro.
Magari non servirà a niente, ma potrei trarre giovamento e conforto sul modo in cui ho ritenuto d'impostare la didattica con questi soggetti.
Scusami ancora per la noia.

e' molto giusto quello che dici francesca, ma è giustissimo ciò che dice mac.

millemila post e non si è andati avanti di una virgola.

In questo thread nessuno ha parlato di esperienze di lavoro, si continua a discutere se sia giusto se sia vero e se sia onesto.

Due scatole così, completamente inutili.

Lucetta ha detto cose giuste.

Se hai bisogno di confrontarti su altri argomenti che non siano quelli già millemilavolte affrontati se ne può parlare e forse serve.

Per ora  niente di buono.
Io non leggo libri in classe e non lascio come consegna di leggerli a casa, tutto quello che devono sapere lo sentono dalla mia voce; sono il professore perfetto per i dislessici.

Me ne frego della forma grafica dei loro elaborati, sono il professore perfetto per i disgrafici.

Me ne frego della correttezza ortografica, anche perchè non sarei idoneo a giudicarla; sono il professore perfetto per disortografici.

Non mi faccio problemi a dare verifiche ritoccate ai discalculici; quelli che continuano ad andar male in matematica se hanno sufficienti tutte le altre materie per me possono anche essere promossi a giugno; tanto ......

Più di questo non penso si possa fare e questo è quel che la maggior parte di noi fa.

Qualcosa dovreste fare voi genitori invece: iscrivere un discalculico allo scientifico è da criminali; un dislessico al classico od al linguistico idem; un disgrafico all'artistico lo stesso; eppure voi vi ostinate ad appoggiare le illusioni dei vostri figli.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 10:13 am

Non sono illusioni dei figli. Sono quelle dei genitori. I ragazzi scelgono la scuola in base ad amicizie e fidanzati
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 10:45 am

E oggi anche la maggior parte dei genitori sceglie la scuola (o consente ai figli di scegliere la scuola) solo in base a sensazioni di pelle nell'immediato, senza la minima lungimiranza di provare a prevedere quali saranno le circostanze, i percorsi e gi effetti da aspettarsi nel corso dei successivi cinque anni. E le sensazioni di pelle nell'immediato ha a che fare solo con il gradimento estetico o psicologico, NULLA che riguardi la didattica, e tantomeno le inclinazioni personali del giovane.

Ormai il criterio principale con cui si sceglie la scuola è il fatto che "mi piace" (come su facebook), che "mi è sembrato un ambiente gradevole", che "mi hanno detto che ci si sta bene". E una volta iscritti perché quella scuola "piace", allora si rivendica il diritto di rimanerci per tutto il percorso, e la garanzia di essere promossi (con tutti gli aiutini, gli sconti, le spintarelle e i voti gonfiati del caso), anche se ci si rende conto di non essere minimamente portati per quel genere di indirizzo di studi.

E sia chiaro che non sto parlando solo dei DSA, ma di un fenomeno che sta diventando assolutamente generale.

I licei scientifici sono pieni di ragazzi che hanno difficoltà croniche in matematica, o che dichiaratamente non amano affatto la matematica, che se la cavicchiano onestamente nelle altre materie, ma che tutti gli anni hanno tre o quattro insufficienze fisse nelle materie fondamentali di indirizzo (matematica, fisica, scienze naturali -specialmente in chimica- , informatica se seguono anche quella), che vanno avanti per anni avendo sempre qualche materia a settembre o spendendo soldi in ripetizioni private tutto l'anno, eppure non concepiscono la possibilità di cambiare scuola "perchè ormai sono abituato qui", e perchè tanto li promuovono lo stesso.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 11:48 am

Scienze picchia così duro ? L'ho sottovalutata; pensavo che fosse un po' come storia, poco da capire molto da studiare.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 11:58 am

"Sono abituato qui : means "ho amici e fidanzato qua,si sta benone"
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 12:05 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E oggi anche la maggior parte dei genitori sceglie la scuola (o consente ai figli di scegliere la scuola) solo in base a sensazioni di pelle nell'immediato, senza la minima lungimiranza di provare a prevedere quali saranno le circostanze, i percorsi e gi effetti da aspettarsi nel corso dei successivi cinque anni. E le sensazioni di pelle nell'immediato ha a che fare solo con il gradimento estetico o psicologico, NULLA che riguardi la didattica, e tantomeno le inclinazioni personali del giovane.

Ormai il criterio principale con cui si sceglie la scuola è il fatto che "mi piace" (come su facebook), che "mi è sembrato un ambiente gradevole", che "mi hanno detto che ci si sta bene". E una volta iscritti perché quella scuola "piace", allora si rivendica il diritto di rimanerci per tutto il percorso, e la garanzia di essere promossi (con tutti gli aiutini, gli sconti, le spintarelle e i voti gonfiati del caso), anche se ci si rende conto di non essere minimamente portati per quel genere di indirizzo di studi.

E sia chiaro che non sto parlando solo dei DSA, ma di un fenomeno che sta diventando assolutamente generale.

I licei scientifici sono pieni di ragazzi che hanno difficoltà croniche in matematica, o che dichiaratamente non amano affatto la matematica, che se la cavicchiano onestamente nelle altre materie, ma che tutti gli anni hanno tre o quattro insufficienze fisse nelle materie fondamentali di indirizzo (matematica, fisica, scienze naturali -specialmente in chimica- , informatica se seguono anche quella), che vanno avanti per anni avendo sempre qualche materia a settembre o spendendo soldi in ripetizioni private tutto l'anno, eppure non concepiscono la possibilità di cambiare scuola "perchè ormai sono abituato qui", e perchè tanto li promuovono lo stesso.

È l'istituzione stessa che alimenta questo badare a tutto tranne a ciò che davvero è importante.
In questo fine agosto ho letto diversi bandi emanati dai DS per la "chiamata diretta".
Per fortuna sono (almeno per ora) fuori da questo meccanismo infernale.
Ci sono DS che cercano docenti di matematica e fisica per il liceo scientifico o  docenti di lettere per un professionale - ma a loro non interesse se dal curriculum emerga un'esperienza didattica specifica (tipo aver insegnato per anni nelle quinte dello scientifico o nei bienni dei professionali) - a loro importa che gli aspiranti alla nomina abbiano frequentato corsi sulla didattica per gli alunni Bes (manco questi fossero gli unici studenti di cui un docente deve occuparsi), che abbiano le certificazioni ECDL, che abbiano seguito corsi sulla "didattica digitale", sul "cooperative learning" o sulla "flipped classroom" e via dicendo. Il resto non conta.
E allora, se Miur, DS e docenti si interessano di altro, vuoi che i genitori scelgano la scuola per i figli sulla base del quanto e del come in essa si studia?


Ultima modifica di comp_xt il Sab Ago 20, 2016 12:09 pm, modificato 2 volte
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 12:05 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Scienze picchia così duro ? L'ho sottovalutata; pensavo che fosse un po' come storia, poco da capire molto da studiare.

In chimica c'è poco da capire? Te la sei scordata?
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Sab Ago 20, 2016 12:10 pm

ma dal punto di vista medico si conoscono le cause fisiologiche della malattia?
c'è una terapia clinica? O l'unica terapia nota consiste nel rendergli più facile la scuola?
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Riflessione critica sui DSA.
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