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 Riflessione critica sui DSA.

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Scuola70



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MessaggioOggetto: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 8:28 pm

Promemoria primo messaggio :

Vorrei proporre una mia analisi critica sul mondo dei DSA. Innazitutto, dopo la legge del 29 settembre 2010 sulla dislessia e sui DSA che impone alle scuole di preparare un PDP per chi ha disturbi di apprendimento, sono aumentati a dismisura i casi di DSA riconosciuti da certificazioni e l'associazione AID (Associazione italiana dislessia) ha iniziato ad affermare che non è mai troppo presto per sottoporre i bambini fin dalle elementari a test per la dislessia. Ora, possibile che siano diventati tutti dislessici o discalculici? Non solo, possibile che non si riconosca che le difficoltà di lettura possano dipendere anche da fattori emotivi (ansia della prestazione) oppure da scarsità di stimoli culturali? Se sei deprivato culturalmente leggerai poco o nulla, e quindi non è necessario essere Einstein per comprendere che la tua abilità di lettura non sarà eccelsa. Invece no, le difficoltà devono dipendere da disfunzioni cerebrali, ma del resto non viene detto quale area del cervello è interessata dal problema, si dice solo che il problema è presente e durerà a vita, ma poi quando il DSA viene inserito nel mondo lavorativo non gli viene redatto il PDP, leggerà come tutti. E soprattutto, ammesso che la dislessia ci sia, gli strumenti compensativi SISTEMATICI (adottati sempre) non possono essere perfino controproducenti? Essi impediscono di fatto alla persona di fare quello sforzo mentale che favorirebbe una concentrazione maggiore, perché non è affatto vero secondo me che il cervello non possa recuperare l'assenza eventuale di connessioni, tanto più gli scienziati studiano il cervello tanto più notano come esso può stabilire nuove connessioni grazie all'impegno, può migliorare le connessioni neurali esistenti, quindi io sono convinto che possa anche recuperare deficit esistenti. Soprattutto se non mi si fa toccare con mano la natura FISICA del problema con dati obiettivi io sarò sempre scettico sulla sua reale natura neurobiologica e irrimediabile.
Soprattutto ritengo che il fatto di sottoporre a test in massa bambini di sei anni sia espressione di un approccio assolutamente freddo e insensibile all'essere umano, è come trattare la persona come una macchina che se in un tempo stabilito non risponde a determinati imput (stimoli a leggere o a calcolare) con degli output ( risultati) allora è GUASTA, ma ragazzi stiamo delirando forse? In questo modo ragazzi secondo me soltanto deprivati culturalmente vengono considerati come portatori di una disfunzione, sono etichettati come dislessici/discalculici, ci sono sempre di più casi di depressione dovuta a questo, casi di ragazzi che non hanno studiato più per questo, io ho avuto tre anni fa un alunno che piangeva sistematicamente ogni qualvolta gli si davano gli strumenti compensativi, li rifiutava dicendo di essere esattamente come gli altri, ma intanto i genitori li pretendevano. No, per me è tutto sbagliato, voi come la pensate?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:02 am

mac67 ha scritto:
giggi ha scritto:

Nonostante io condivida questa affermazione, quest'anno mi è capitato - al corso di formazione per il ruolo - di essere smentita dalla docente che teneva il corso e che mi ha detto che in caso di ricorso per una bocciatura di un dsa il tribunale ha affermato che i voti al di sotto del sei erano demotivanti e non aiutavano l'autostima dell'allievo, andando in conflitto con quanto scritto nel pdp (ragazzo con bassa autostima, necessità di lavorare su questo)

Ecco, questo è giocare con le parole in malafede (non tu, chiaro, la presunta "esperta").

questo è un gioco sporco.

O si tratta dell'estrapolazione di una frase di sentenza che inserita nel contensto aveva un senso e un motivo diverso rispetto all'essere la ragione dell'accettazione del ricorso

O si tratta di una parte della memoria dell'avvocato di parte ricorrente

O si tratta di una libera interpretazione dell'esperta che ha dato un senso definitivo ad una situazione reale ma che definitiva non è.
Non si evita la bocciatura per l'autostima.  Si lavora durante l'anno affinche il ragazzo riesca ad esprimere le proprie abilità e questo aumenti la sua autostima
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:06 am

Ma ancora c'è chi va dietro alle puttanate del drone et similia per contrapporre l'insegnamento tradizionale a quella figo, pratico, concreto delle nuove tecnologie?

Certe tecnologie forniscono oramai interfacce "user friendly"  che consentono a chiunque di fruire del prodotto finito, pur non possedendo  grandi prerequisiti.

Avere la possibilità di fruire di una tecnologia non equivale però a padroneggiarla - per operare da zero o comunque per poter fare qualcosa di serio, occorrono certe basi scientifiche e tecnologiche che solo la pallosissima formazione teorica  di base fornisce.

Troppo facile farsi fighi per aver potuto fare qualcosa di bello senza avere alcuna seria base culturale, quando ciò è stato possibile grazie allo studio serio di altre persone.

Oggi è possibile creare una App per dispositivi mobili senza conoscere alcun linguaggio di programmazione - basta utilizzare un programma ad hoc in cui una comoda e intuitiva interfaccia grafica consente di fare operazioni che avrebbero richiesto centinaia di righe di codice.
Ma un tale programma può esistere perché lo ha scritto qualcuno che invece la programmazione la conosce e che ha alle spalle anni di studi.
Capisco poi che agli ingenui possa apparire più figo vedere come prodotto finito una App anziché un noiosissimo programmino in cui si fa l'ordinamento di un vettore.
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disorientata71



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:12 am

Ire io ti posso garantire (poi tu, legittimamente puoi non credermi, ci mancherebbe), che per un intero anno scolastico (non in sede di ricorso, specifico) abbiamo avuto a che fare con questo scoglio: si rispettava il Pdp, si semplificavano i contenuti, si faceva di tutto, ma poi davanti alla valutazione negativa si opponeva, da parte della famiglia e dei tutor privati, il problema dell'autostima. In pratica ci si chiedeva di dare valutazioni non sotto il 5 perchè altrimenti questo avrebbe colpito l'autostima del ragazzo e gli avrebbe impedito qualsiasi miglioramento.
In sostanza: all'inizio, come è giusto che sia, si è concordato un PdP con la famiglia. Quando i risultati non sono arrivati ci è stato contestato il fatto che di fronte alle prime valutazioni negative l'alunno si era bloccato psicologicamente, infine che è stato chiesto, in più modi e con più modalità, di dare valutazioni alte ( e poi di lavorare per la promozione) per evitare di colpire l'autostima del ragazzo.
E' chiaro che questo è un episodio, che è successo e me e che non fa testo, ma i "luminari" che rappresentavano la famiglia ci proponevano questa teoria come "assoluta" e ce la indicavano come regola alla quale sottostare perchè in sede di ricorso questo avrebbe fatto la differenza.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:21 am

ti credo, disorientata, ti credo.

Ma mi parli di corso d'anno e il docente deve e può, nel momento del confronto con tutor e famiglia, far notare che l'autostima del ragazzino una volta che tutto è stato fatto ecc ecc ecc è aiutata anche da esperti e parenti in grado di fargli capire che il voto negativo serve solo a dire che per quel compito c'è ancora da lavorare e che tutti sono lì per trovare insieme a lui il modo di farlo efficacemente anche se questo dovesse significare metterci un anno in più.

E' un discorso, come sempre, di buon senso, equilibrio e sinergia di intenti. Che difficilmente si riescono ad unire in un unico lavoro per arrivare ad un risultato soddisfacente ma....... ci si deve sempre provare.

Quando non ci si riesce, cara disorientata non potete far altro che dire: vaya con dios, povero ragazzo, che la vita ti sia semplice perchè hai qualcuno che ti rema contro. Avanti il prossimo, noi abbiamo fatto quello che dovevamo e potevamo
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:25 am

Noi abbiamo fatto come dici tu e siamo andati avanti per la nostra strada. Però era solo per dirti che le pressioni a cui si viene sottoposti sono anche di questo tipo.....
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:26 am

lo so benissimo : -)

(il sorriso è per te, non certo per la situazione)
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:32 am

Però tu convieni che non sono corrette?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:44 am

In generale no, non sono corrette.

In particolare, disorientata, bisogna vedere.

Siparietto:

si fa tutto per un ragazzino e questo proprio non ce la fa perchè a causa degli insuccessi scolastici, relazionali conseguenti o tutto quello che vuoi, ha sviluppato una psicopatologia che lo mette in situazione critica in quanto ad equilibrio emotivo. Lo mette a rischio di serie vitali negative conseguenze.

Sono situazioni, come sai, che si possono sanare ma che possono richiedere molto tempo, tanto lavoro, progressi e regressi...........
in questo caso, se il punto critico è un voto negativo o positivo e se lo specialista ve ne parla con serietà....... non credi sia opportuno darlo quel 6, intanto che si lavora con il ragazzo anche su altri fronti?

Immagino che non sia il caso che hai vissuto tu, ma queste situazioni esistono e qualche volta gli specialisti, interessati più alla salute mentale del ragazzo lavorano d' anticipo ed insistono molto su questo aspetto.

Ogni caso è a sè e, come me, lo sai benissimo anche tu. E, come me, anche tu ne hai mille dei casi. Io sicuramente più del primo tipo, tu sicuramente più di quelli che fanno pensare che, insomma, questa insistenza sia inopportuna. Come dicevi: stesso argomento due punti di vista diversi, che dovrebbero confluire.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 11:52 am

Ire ha scritto:
non credi sia opportuno darlo quel 6

è quello che si fa, e lo facciamo noi tutti E per tutti: per i DSA, per i BES, per i normodotati sfaticati, per i banchi e per le sedie delle classi
credo che non sia giusto: non per i DSA, non per i BES, non per i normodotati sfaticati...

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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:02 pm

Ire ha scritto:

Certo.

Generalmente, se interviene Stella, lo fa perchè il ragazzo ha una diagnosi certificata e protocollata cosa che, come sai, impone alla scuola il pdp.   Che poi la scuola lo predisponga è un altro paio di maniche, che poi sia fatto come si deve è ancora un paio di maniche diverse.


Credo che Stella abbia cose più importanti da fare che ricordare alle scuole che un ragazzo ha una certificazione DSA. Per quel che dici tu basta (anzi, è meglio) un avvocato.

Ire ha scritto:

Per quanto riguarda il dare l'occhiata alla formula invece che usare il pc: è vero, per te che non sei dsa o anche per tanti dsa può essere sufficiente un foglio di carta ma per qualcuno può essere più semplice un programma che faccia la ricerca della formula che chiede il ragazzo con parole sue (formula per trovare l'area del cerchio) piuttosto che mettere il ragazzo nella necessità di individuare in fretta e in ansia la formula per l'area del cerchio tra un elenco di dieci formule. Tanto non se la ricorda. Che sia il pc che gliela rende o la ricerca (ripeto necessariamente veloce e per questo con alta possibilità di errore) su un foglio

che differenza fa, davvero?

Finché siamo alla ricerca automatizzata di una formula, ne possiamo discutere (guarda però che la fretta non c'è, non siamo a un quiz a premi con il contasecondi). Ma il PC è in condizione di fare ben altro, cioè fare quei calcoli che i ragazzi devono imparare a fare (non parlo di calcoli aritmetici, ma di risolvere equazioni, calcolare derivate e integrali, ecc.). Lì le cose si fanno più complicate.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:06 pm

mac67 ha scritto:
Finché siamo alla ricerca automatizzata di una formula, ne possiamo discutere (guarda però che la fretta non c'è, non siamo a un quiz a premi con il contasecondi). Ma il PC è in condizione di fare ben altro, cioè fare quei calcoli che i ragazzi devono imparare a fare (non parlo di calcoli aritmetici, ma di risolvere equazioni, calcolare derivate e integrali, ecc.). Lì le cose si fanno più complicate.

infatti (A047 in un professionale) spesso LA FORMULA LA DO IO, LA SCRIVO SULLA LAVAGNA PER TUTTI... (ovviamente se la verifica non verte sulla CONOSCENZA della formula) e in ogni caso la formula È L'ULTIMO DEI PROBLEMI

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:12 pm

sì, per quanto riguarda il pc le cose sono complesse per quanto evidenzi.

Si deve cercare la soluzione che potrebbe essere, non so, un vecchio pc della scuola (magari uno di quelli messi a disposzione gratuitamente da banche, expo............ o chissàchi)
con tutti i programmi apribili con pw dal docente che decide quale mettere a disposizione

(è una cavolo di soluzione che mi è venuta lì per lì', mac, ce ne possono essere mille altre, di certo quel tipo di possibilità non deve essere impedita dal possibile uso improprio dello strumento a disposizone)


Per quanto riguarda Stella: due mesi fa ho partecipato ad una sua lezione, al momento delle domande si è alzato un ragazzino, si è presentato e ha detto: professore cosa devo fare se a scuola durante la verifica non mi lasciano usare gli strumenti?

il professore ha risposto: se non ti lasciano usare quello che hai in pdp prima di tutto chiedi di parlare col dirigente scolastico e se anche questo non serve dì che allora parleranno col tuo amico Stella. Questo è il mio numero, se hai problemi mi chiami. Naturalmente sono a Reggio Emilia, forse non riuscirò a venire a scuola tua, ma una telefonata al preside per capire cosa si possa fare la faccio di sicuro.

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:15 pm

Ire, ma su serio tu hai mai visto un caso che fosse UNO, di studente con dsa certificato e pdp già in opera, al quale non venisse consentito di portarsi dietro i formulari e le mappe durante le verifiche di matematica? Ma se la prima cosa che viene assegnata in automatico, per qualsiasi dichiarazione di "disagio scolastico", non necessariamente dsa, ma anche bes di qualunque tipo, è sempre quella!

In certe classi ci si ritrova con il 30 o 40% degli alunni che "hanno il diritto a portarsi dietro il formulario" e che durante il compito tirano fuori faldoni da 3 o 4 chili con la massima libertà (e che spesso non sono affatto "formulari" o "mappe", ma dei veri e propri riassunti di CONTENUTI espliciti, paragrafi interi di spiegazioni dettagliate, e roba del genere, che non dovrebbero essere previsti)...
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:16 pm

cha ha scritto:
mac67 ha scritto:
Finché siamo alla ricerca automatizzata di una formula, ne possiamo discutere (guarda però che la fretta non c'è, non siamo a un quiz a premi con il contasecondi). Ma il PC è in condizione di fare ben altro, cioè fare quei calcoli che i ragazzi devono imparare a fare (non parlo di calcoli aritmetici, ma di risolvere equazioni, calcolare derivate e integrali, ecc.). Lì le cose si fanno più complicate.

infatti (A047 in un professionale) spesso LA FORMULA LA DO IO, LA SCRIVO SULLA LAVAGNA PER TUTTI... (ovviamente se la verifica non verte sulla CONOSCENZA della formula) e in ogni caso la formula È L'ULTIMO DEI PROBLEMI

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molti ragazzi con dsa hanno difficoltà a copiare dalla lavagna.

Se il tuo strumento per loro è questo......

Una verifica sulla conoscenza della formula, per un dsa, non può che essere sulla conoscenza dell'esistenza della formula non certo sulla sua memorizzazione, altrimenti siamo sempre lì... significa non sapere cosa sia e cosa comporti un dsa. Significa non fornire gli strumenti necessari.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:24 pm

Ire ha scritto:
il professore ha risposto:  se non ti lasciano usare quello che hai in pdp prima di tutto chiedi di parlare col dirigente scolastico e se anche questo non serve dì che allora parleranno col tuo amico Stella.  Questo è il mio numero, se hai problemi mi chiami.  Naturalmente sono a Reggio Emilia, forse non riuscirò a venire a scuola tua, ma una telefonata al preside per capire cosa si possa fare la faccio di sicuro.

Se la scena è descritta correttamente ed è andata veramente così, lo trovo un atto di arroganza e di egocentrismo davvero preoccupante. Già l'abuso personalistico del principio di autorità (cioè, il pensare che tutti debbano spaventarsi e sottomettersi all'istante solo per aver sentito un nome famoso, e per essersi sentiti minacciati da quello), è fastidioso. Ma mettere in testa direttamente a un ragazzino minorenne l'idea che sia normale risolvere le controversie con il metodo del "lei non sa chi sono io" o del "lei non sa che io c'ho l'amico importante, famoso e potente", è disturbante proprio di brutto, altro che storie.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:30 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ire ha scritto:
il professore ha risposto:  se non ti lasciano usare quello che hai in pdp prima di tutto chiedi di parlare col dirigente scolastico e se anche questo non serve dì che allora parleranno col tuo amico Stella.  Questo è il mio numero, se hai problemi mi chiami.  Naturalmente sono a Reggio Emilia, forse non riuscirò a venire a scuola tua, ma una telefonata al preside per capire cosa si possa fare la faccio di sicuro.

Se la scena è descritta correttamente ed è andata veramente così, lo trovo un atto di arroganza e di egocentrismo davvero preoccupante. Già l'abuso personalistico del principio di autorità (cioè, il pensare che tutti debbano spaventarsi e sottomettersi all'istante solo per aver sentito un nome famoso, e per essersi sentiti minacciati da quello), è fastidioso. Ma mettere in testa direttamente a un ragazzino minorenne l'idea che sia normale risolvere le controversie con il metodo del "lei non sa chi sono io" o del "lei non sa che io c'ho l'amico importante, famoso e potente", è disturbante proprio di brutto, altro che storie.


non meriti risposta, ma ogni tanto mi prende la scemite quindi:

a me sembra mooooooolto più arrogante non concedere al ragazzo gli strumenti necessari.

E, sì, ne ho visti più di uno più di due e più di tre.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:44 pm

mac ha scritto:
Credo che Stella abbia cose più importanti da fare che ricordare alle scuole che un ragazzo ha una certificazione DSA. Per quel che dici tu basta (anzi, è meglio) un avvocato.

Purtroppo molto spesso si deve ricorrere all'avvocato.

Ma sono due approcci diversi: l'avvocato richiama le leggi e va per la strada del TAR
Stella può individuare il motivo della mancata concessione degli strumenti

(ma come non li concedo? io scrivo alla lavagna le formule per tutti!)

ed ha sicuramente le competenze e la possibilità di chiarire il motivo dell'errore a chi sbaglia in buona fede.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:49 pm

Ire ha scritto:
molti ragazzi con dsa hanno difficoltà a copiare dalla lavagna.

Se il tuo strumento per loro è questo......
è ANCHE questo, se il DSA non si porta gli schemi fatti da casa io la formula gliela suggerisco, gliela scrivo o gliela leggo, gliene faccio un disegnino o un grafico: il problema non è mai la formula o la sua memorizzazione, qui si stava parlando di recuperare dal PC una formula: ecco, la formula giusta gliela do io

Ire ha scritto:
Una verifica sulla conoscenza della formula, per un dsa, non può che essere sulla conoscenza dell'esistenza della formula
certo, ai DSA non propongo verifiche sulla conoscenza della formula: l'esempio classico è la formula per le risoluzioni delle equazioni di II grado. ma se seguo il tuo ragionamento devo ammettere che un ragazzo NON possa conoscere la formula, e possa NON conoscerla NE' applicarla quando serve nè ora nè mai...

non capisco

cha


Ultima modifica di cha il Mar Ago 23, 2016 12:56 pm, modificato 1 volta (Ragione : correzione sintattica)
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:52 pm

Ire ha scritto:
(ma come non li concedo? io scrivo alla lavagna le formule per tutti!)

scusa se mi ripeto: ma se il DSA deve imparare a risolvere le equazioni di II grado, e non si porta il PROPRIO materiale da casa, io cosa devo fare?

cha
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:55 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
In certe classi ci si ritrova con il 30 o 40% degli alunni che "hanno il diritto a portarsi dietro il formulario" e che durante il compito tirano fuori faldoni da 3 o 4 chili con la massima libertà (e che spesso non sono affatto "formulari" o "mappe", ma dei veri e propri riassunti di CONTENUTI espliciti, paragrafi interi di spiegazioni dettagliate, e roba del genere, che non dovrebbero essere previsti)...

purtoppo ne vedo anch'io di situazioni del genere, ma facciamo finta di niente: al termine del compito, QUEI ragazzi con i formulari o le mappe (anche rimpolpate) ci arrivano alla sufficienza?
a me, non sempre (anzi, quasi mai...)

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:56 pm

cha ha scritto:
Ire ha scritto:
molti ragazzi con dsa hanno difficoltà a copiare dalla lavagna.

Se il tuo strumento per loro è questo......
è ANCHE questo, se il DSA non si porta gli schemi fatti da casa io la formula gliela suggerisco, gliela scrivo o gliela leggo, gliene faccio un disegnino o un grafico: il problema non è mai la formula o la sua memorizzazione, qui si stava parlando di recuperare dal PC una formula: ecco, la formula giusta gliela do io

Ire ha scritto:
Una verifica sulla conoscenza della formula, per un dsa, non può che essere sulla conoscenza dell'esistenza della formula
certo, ai DSA non propongo verifiche sulla conoscenza della formula: l'esempio classico è la formula per le risoluzioni delle equazioni di II grado. ma se seguo il tuo ragionamento devo ammettere che un ragazzo NON possa conoscere la formula, e possa NON conoscerla NE' applicare quando serve nè ora nè mai...

non capisco

cha

Va bene, cha, sembrava che tu la scrivessi per tutti e che finisse lì.

Se la formula gliela dici, gliela scrivi, gliela disegni............... va bene

(naturalmente d'accordo con il ragazzo: ti sta bene se te la dico o preferisci lavorare in autonomia e cercartela sul pc - che ha solo la possibilità di cercare formule - ti senti più tranquillo se ....? ) se fai anche questo, se parli con lui e ti accordi sui suoi desiderata sei perfetto/a


Non ho capito bene la seconda parte : - (
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:58 pm

Ire ha scritto:
cha ha scritto:

infatti (A047 in un professionale) spesso LA FORMULA LA DO IO, LA SCRIVO SULLA LAVAGNA PER TUTTI... (ovviamente se la verifica non verte sulla CONOSCENZA della formula) e in ogni caso la formula È L'ULTIMO DEI PROBLEMI

molti ragazzi con dsa hanno difficoltà a copiare dalla lavagna.

Ok, sarà verissimo.

E allora perchè dal formulario cartaceo invece no, o dallo schermo del PC invece no?

Perché il diritto di portarsi dietro un formulario e di consultarlo sarebbe uno strumento compensativo valido, mentre la formula suggeriat direttamente sulla lavagna no?

Citazione :
Una verifica sulla conoscenza della formula, per un dsa, non può che essere sulla conoscenza dell'esistenza della formula non certo sulla sua memorizzazione, altrimenti siamo sempre lì... significa non sapere cosa sia e cosa comporti un dsa.  

Straparlare di concetti surreali come una "verifica sulla conoscenza dell'esistenza di una formula" significa non sapere cosa sia la matematica, non avere idea di cosa essa comporti, e non avere un'ancor più pallida idea di come venga insegnata, e di che cosa significhi averla imparata o no. Più ancora della convizione, ancora più surreale, che "basterebbe che tutti avessero a disposizione un computer" e allora tutti saprebbero risolvere perfettamente qualsiasi problema di matematica, perchè è noto che il computer fa tutto da solo per magia...

Ah, altro dettaglio: mi meraviglia molto che si salti con tanta disinvoltura tra due concezioni opposte sul computer (entrambe sbagliate, entrambe mitologiche e superstiziose, ma appunto opposte tra di loro): da una parte ci si illude che il computer sia una specie di lampada di Aladino onnipotente, che fornisce immediatamente la soluzione diretta a qualsiasi problema, senza sforzo e senza attesa; e però contemporaneamente si afferma che "saper usare il computer" sia una cosa straordinaria, strepitosa, ammirevolissima, che dimostra sicuramente che il soggetto sia un genio.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:59 pm

Ire ha scritto:

a me sembra mooooooolto più arrogante non concedere al ragazzo gli strumenti necessari.


In un paese civile la valutazione degli strumenti da concedere verrebbe demandata al docente.
In Italia invece questa facoltà viene attribuita a una corrente di psicologi e neuropsichiatri fortemente ideologizzata e poco incline a porre in discussione i propri dogmi.

Per quel che mi riguarda, se la cosa vi rende più felici, sono disposto a dare 10 anche a chi non sa nulla, a condizione che poi non debba essere chiamato a rispondere della loro ignoranza e della falsa certificazione delle competenze raggiunte.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 12:59 pm

cha ha scritto:
Ire ha scritto:
(ma come non li concedo? io scrivo alla lavagna le formule per tutti!)

scusa se mi ripeto: ma se il DSA deve imparare a risolvere le equazioni di II grado, e non si porta il PROPRIO materiale da casa, io cosa devo fare?

cha

Tu devi fare quello che fai.

Ci sono tuoi colleghi invece che dicono: io non voglio formule o foglietti per nessuno perchè dietro potrebbe esserci scritta la ricetta magica, allora scrivo io la formula alla lavagna e con questo credono di aver concesso gli strumenti necessari ad un dsa.

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cha



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 23, 2016 1:15 pm

Ire ha scritto:
Non ho capito bene la seconda parte : - (

SITUAZIONE CLASSICA SULLE EQUAZIONI DI 2 GRADO
INSEGNANTE sai come si risolve una equazione di 2 grado?
DSA sì, c’è una formula (l’alunno conosce l’esistenza di una formula per risolvere il problema proposto)
INSEGNANTE mi piacerebbe chiedertela e chiederti di spiegarmela, ma queste sono domande di competenza, qui non ti chiedo neanche se te la ricordi (conoscenza) perché sei DSA. Allora ti chiedo: ce l’hai tra i tuoi appunti?
DSA sì (e la trae da un faldone di carta)
INSEGNANTE allora, ti va se proviamo insieme a risolvere l’equazione x^2+5x+6=0?
DSA (Ire, te lo dico prima, non prendertela, qui ti sto provocando…) io so solo che esiste una formula che risolve le equazioni, ma non la conosco, non l’ho memorizzata e non la so applicare

cha
che così ha sceneggiato il caso in cui si dice che il DSA non può conoscere la formula (in quanto DSA è impossibilitato a memorizzarla) e può non conoscere la formula (in quanto DSA gli è permesso di essere ugualmente promosso)

PS per me in matematica sono più affascinanti le dimostrazioni di esistenza di un ente che quelle “costruttive”. Ma non è questo il caso! Non mi basta sapere che esiste una ricetta per fare una torta alle pere perché mi compaia una torta alle pere qui davanti!
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Riflessione critica sui DSA.
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