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 Riflessione critica sui DSA.

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Scuola70



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MessaggioOggetto: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 8:28 pm

Promemoria primo messaggio :

Vorrei proporre una mia analisi critica sul mondo dei DSA. Innazitutto, dopo la legge del 29 settembre 2010 sulla dislessia e sui DSA che impone alle scuole di preparare un PDP per chi ha disturbi di apprendimento, sono aumentati a dismisura i casi di DSA riconosciuti da certificazioni e l'associazione AID (Associazione italiana dislessia) ha iniziato ad affermare che non è mai troppo presto per sottoporre i bambini fin dalle elementari a test per la dislessia. Ora, possibile che siano diventati tutti dislessici o discalculici? Non solo, possibile che non si riconosca che le difficoltà di lettura possano dipendere anche da fattori emotivi (ansia della prestazione) oppure da scarsità di stimoli culturali? Se sei deprivato culturalmente leggerai poco o nulla, e quindi non è necessario essere Einstein per comprendere che la tua abilità di lettura non sarà eccelsa. Invece no, le difficoltà devono dipendere da disfunzioni cerebrali, ma del resto non viene detto quale area del cervello è interessata dal problema, si dice solo che il problema è presente e durerà a vita, ma poi quando il DSA viene inserito nel mondo lavorativo non gli viene redatto il PDP, leggerà come tutti. E soprattutto, ammesso che la dislessia ci sia, gli strumenti compensativi SISTEMATICI (adottati sempre) non possono essere perfino controproducenti? Essi impediscono di fatto alla persona di fare quello sforzo mentale che favorirebbe una concentrazione maggiore, perché non è affatto vero secondo me che il cervello non possa recuperare l'assenza eventuale di connessioni, tanto più gli scienziati studiano il cervello tanto più notano come esso può stabilire nuove connessioni grazie all'impegno, può migliorare le connessioni neurali esistenti, quindi io sono convinto che possa anche recuperare deficit esistenti. Soprattutto se non mi si fa toccare con mano la natura FISICA del problema con dati obiettivi io sarò sempre scettico sulla sua reale natura neurobiologica e irrimediabile.
Soprattutto ritengo che il fatto di sottoporre a test in massa bambini di sei anni sia espressione di un approccio assolutamente freddo e insensibile all'essere umano, è come trattare la persona come una macchina che se in un tempo stabilito non risponde a determinati imput (stimoli a leggere o a calcolare) con degli output ( risultati) allora è GUASTA, ma ragazzi stiamo delirando forse? In questo modo ragazzi secondo me soltanto deprivati culturalmente vengono considerati come portatori di una disfunzione, sono etichettati come dislessici/discalculici, ci sono sempre di più casi di depressione dovuta a questo, casi di ragazzi che non hanno studiato più per questo, io ho avuto tre anni fa un alunno che piangeva sistematicamente ogni qualvolta gli si davano gli strumenti compensativi, li rifiutava dicendo di essere esattamente come gli altri, ma intanto i genitori li pretendevano. No, per me è tutto sbagliato, voi come la pensate?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 11:31 am

non ci avevo nemmeno pensato.

Non mi preoccupa un vaffa, avido. : - )
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 11:32 am

Ire ha scritto:
Tu dici che hai sempre appreso da solo ma tu non sei dsa, non fermarti alla generalizzazione necessaria in un elenco di punti.  analizza la cosa e cerca di uscire dal limite del tuo modo di essere.  Non è detto che per altri sia sbagliato ciò che è sbagliato per te.
Ovviamente bisognerebbe leggere il libro, ma la frase che ho riportato parla chiaro: "L’apprendimento non è mai un processo solitario" si nega con un singolo controesempio, il mio appunto, forse la frase è uno slogan ? In effetti i l libro mi sembra una raccolta di slogan.

Ire nella scienza lo scienziato si preoccupa di descrivere la scoperta in tutti i suoi dettagli e di dimostrare che è coerente con il mondo oltre che utile a descriverlo e magari a dominarlo.

Se i soloni della scienza dell'educazione pensano di sapere quali siano le strade non dovrebbero entrare in una classe vera (non di liceo) fare lezioni vere riprenderle e documentare per tutti processi ed esiti, affinchè tutti possano imitarli ?

Ho fatto il TFA ed ho seguito lezioni di didattica speciale oltre che di didattica normale; non so quante volte le teste di caz scusa i docenti hanno risposto alle nostre domande con "i docenti siete voi, voi dovete trovare il modo".

Ci avete rotto i coglioni con queste stronzate; e questa è rivolta anche a te.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 11:39 am


Citazione :
Se i soloni della scienza dell'educazione pensano di sapere quali siano le strade non dovrebbero entrare in una classe vera (non di liceo) fare lezioni vere riprenderle e documentare per tutti processi ed esiti, affinchè tutti possano imitarli ?

I soloni (cosa vuol dire?) della scienza dell'educazione probabilmente nei loro studi lavorano proprio così: sperimentano, riprendono, rivedono e scrivono libri e insegnano quello che hanno trovato.
Come ti ho detto ci sono docenti che stanno cominciando a condividere esperienze concrete.

Ti sarai anche rotto le scatole con ste stronzate ma è proprio così: i docenti siete voi e voi dovete trovare il modo.

Lo vedi anche tu: ti si suggerisce qualcosa di diverso su cui ragionare per cambiare o aggiustare il modo e non ti sta bene perchè non è nelle tue corde................l'unica è dire: trova tu il modo.

Visto che non dovresti dire io insegno solo a chi mi capisce.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 11:52 am

Ire ha scritto:

Citazione :
Se i soloni della scienza dell'educazione pensano di sapere quali siano le strade non dovrebbero entrare in una classe vera (non di liceo) fare lezioni vere riprenderle e documentare per tutti processi ed esiti, affinchè tutti possano imitarli ?

I soloni (cosa vuol dire?) della scienza dell'educazione probabilmente nei loro studi lavorano proprio così:  sperimentano, riprendono, rivedono e scrivono libri e insegnano quello che hanno trovato.
Come ti ho detto ci sono docenti che stanno cominciando a condividere esperienze concrete.

Ti sarai anche rotto le scatole con ste stronzate ma è proprio così: i docenti siete voi e voi dovete trovare il modo.

Lo vedi anche tu:  ti si suggerisce qualcosa di diverso su cui ragionare per cambiare o aggiustare il modo e non ti sta bene perchè non è nelle tue corde................l'unica è dire:  trova tu il modo.

Visto che non dovresti dire io insegno solo a chi mi capisce.
Loro sperimentano nei loro studi senza studenti ? Sti cazzi !

Noi dobbiamo trovare il modo ? E loro a che servono ? Perchè pagargli lo stipendio ? Perchè includere i loro inutili corsi nei percorsi abilitanti ?

Comunque potresti avere ragione a dire che sta a me trovare il modo, ma solo dopo che TU hai dimostrato che il modo esiste avendolo trovato almeno una volta in almeno una classe, e documentandolo correttamente, prendendo uno che non sa fare qualcosa, che si è sempre detto "non imparerà mai" e mostrando che l'ha imparata.

Chiedo troppo ?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:16 pm

penso che tu chieda qualcosa che non ha senso.

Ti dimostro che è possibile e se con il tuo alunno non lo è perchè il metodo che ho usato io non va bene?

Si suggeriscono sistemi che possono essere validi tenendo conto della modalità preferenziale di apprendimento (sì, so di cosa ho bisogno io, mi servono raffigurazioni: quando qualcuno mi parla io traduco in immagini e in testa non sento le parole ma vedo le figure - il tipico esempio di disegnino a prova di scemo ; - ) )

tu devi prendere il modo che più viene suggerito come funzionale alla modalità dell'alunno che hai davanti avendone tanti di alunni dovresti cercare di individuare quali siano i tipi di apprendimento presenti e agire

Come lo possa fare un docente solo in una classe io non lo so e ritorniamo in loop, io non sono una docente, qui il tuo collega che ha parlato di didattica inclusiva forse qualcosa ha provato altrimenti ci sono quelli di cui parlavo prima che sono a disposizione.

Tra l'altro, avido, te insegni una materia del piffero!


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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:25 pm

Ire ha scritto:

Citazione :
Se i soloni della scienza dell'educazione pensano di sapere quali siano le strade non dovrebbero entrare in una classe vera (non di liceo) fare lezioni vere riprenderle e documentare per tutti processi ed esiti, affinchè tutti possano imitarli ?

I soloni (cosa vuol dire?) della scienza dell'educazione probabilmente nei loro studi lavorano proprio così:  sperimentano, riprendono, rivedono e scrivono libri e insegnano quello che hanno trovato.
Come ti ho detto ci sono docenti che stanno cominciando a condividere esperienze concrete.

Ti sarai anche rotto le scatole con ste stronzate ma è proprio così: i docenti siete voi e voi dovete trovare il modo.



Cominciando? Veramente sono almeno dieci anni che i docenti chinano il capo alle sperimentazioni più fantasiose e si prestano a verificare la fuffa, sono invece poche che cominciano a sospettare che alcune/diverse di queste siano delle str****te
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:28 pm

Ire ha scritto:
penso che tu chieda qualcosa che non ha senso.

Ti dimostro che è possibile e se con il tuo alunno non lo è perchè il metodo che ho usato io non va bene?

Si suggeriscono sistemi che possono essere validi tenendo conto della modalità preferenziale di apprendimento (sì, so di cosa ho bisogno io, mi servono raffigurazioni: quando qualcuno mi parla io traduco in immagini e in testa non sento le parole ma vedo le figure  - il tipico esempio di disegnino a prova di scemo ; - ) )

tu devi prendere il modo che più viene suggerito come funzionale alla modalità dell'alunno che hai davanti  avendone tanti di alunni dovresti cercare di individuare quali siano i tipi di apprendimento presenti e agire

Come lo possa fare un docente solo in una classe io non lo so e ritorniamo in loop, io non sono una docente, qui il tuo collega che ha parlato di didattica inclusiva forse qualcosa ha provato altrimenti ci sono quelli di cui parlavo prima che sono a disposizione.

Tra l'altro, avido, te insegni una materia del piffero!





E se invece si lavorasse a IMPARTIRE un metodo quanto più possibile efficace per tutti invece di assoggettarsi ai metodi sbagliati degli alunni?
Qui non si parla di correggere i mancini come una volta, ma di correggere chi si ostina a sottolineare tutto su un manuale con la pretesa che quello sia un personale stile di apprendimento
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:31 pm

Ire ha scritto:
penso che tu chieda qualcosa che non ha senso.

Ti dimostro che è possibile e se con il tuo alunno non lo è perchè il metodo che ho usato io non va bene? Intanto se lo dimostri con uno hai dimostrato l'esistenza; l'applicabilità estesa sono poi cazzi miei.

Si suggeriscono sistemi che possono essere validi tenendo conto della modalità preferenziale di apprendimento (sì, so di cosa ho bisogno io, mi servono raffigurazioni: quando qualcuno mi parla io traduco in immagini e in testa non sento le parole ma vedo le figure  - il tipico esempio di disegnino a prova di scemo ; - ) ) E come ti raffiguri il raccoglimento a fattor comune da utilizzare nelle disequazioni ? Tutti ci raffiguriamo Brad Pitt che assale Troia nei panni di Achille, raffigurarci un congiuntivo.... infatti sui congiuntivi poi molti sbagliano

tu devi prendere il modo che più viene suggerito come funzionale alla modalità dell'alunno che hai davanti  avendone tanti di alunni dovresti cercare di individuare quali siano i tipi di apprendimento presenti e agire Agire per la maggioranza ? Agire per quelli che poi tireranno il carretto ? Agire per chi ne ha più bisogno ? Ma non dovevamo "non uno di meno ?" E se andiamo a maggioranza non pensi che tutti gli alunni di tutto il mondo presentino la stessa incidenza statistica delle varie modalità ? A Torino coloro che apprezzano la nutella sono più numerosi di quelli che apprezzano di più la merda; lì a Bologna come butta ?

Come lo possa fare un docente solo in una classe io non lo so e ritorniamo in loop, io non sono una docente, qui il tuo collega che ha parlato di didattica inclusiva forse qualcosa ha provato altrimenti ci sono quelli di cui parlavo prima che sono a disposizione. Neanche i soloni della scienza dell'educazione sono docenti, ma blaterano, blaterano, blaterano e ti convincono che dobbiamo essere paninclusivi.

Tra l'altro, avido, te insegni una materia del piffero!La più bisognosa di miracoli; ci servirebbe un Dio elefante e non un Dio ..... capisci a mmè"
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:36 pm

lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:

Citazione :
Se i soloni della scienza dell'educazione pensano di sapere quali siano le strade non dovrebbero entrare in una classe vera (non di liceo) fare lezioni vere riprenderle e documentare per tutti processi ed esiti, affinchè tutti possano imitarli ?

I soloni (cosa vuol dire?) della scienza dell'educazione probabilmente nei loro studi lavorano proprio così:  sperimentano, riprendono, rivedono e scrivono libri e insegnano quello che hanno trovato.
Come ti ho detto ci sono docenti che stanno cominciando a condividere esperienze concrete.

Ti sarai anche rotto le scatole con ste stronzate ma è proprio così: i docenti siete voi e voi dovete trovare il modo.



Cominciando? Veramente sono almeno dieci anni che i docenti chinano il capo alle sperimentazioni più fantasiose e si prestano a verificare la fuffa, sono invece poche che cominciano a sospettare che alcune/diverse di queste siano delle str****te
Che dire di quell'idea geniale di allestire aule diverse con colori diversi per le varie materie ? Matematica rosso sangue
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:36 pm

lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
penso che tu chieda qualcosa che non ha senso.

Ti dimostro che è possibile e se con il tuo alunno non lo è perchè il metodo che ho usato io non va bene?

Si suggeriscono sistemi che possono essere validi tenendo conto della modalità preferenziale di apprendimento (sì, so di cosa ho bisogno io, mi servono raffigurazioni: quando qualcuno mi parla io traduco in immagini e in testa non sento le parole ma vedo le figure  - il tipico esempio di disegnino a prova di scemo ; - ) )

tu devi prendere il modo che più viene suggerito come funzionale alla modalità dell'alunno che hai davanti  avendone tanti di alunni dovresti cercare di individuare quali siano i tipi di apprendimento presenti e agire

Come lo possa fare un docente solo in una classe io non lo so e ritorniamo in loop, io non sono una docente, qui il tuo collega che ha parlato di didattica inclusiva forse qualcosa ha provato altrimenti ci sono quelli di cui parlavo prima che sono a disposizione.

Tra l'altro, avido, te insegni una materia del piffero!





E se invece si lavorasse a IMPARTIRE un metodo quanto più possibile efficace per tutti invece di assoggettarsi ai metodi sbagliati degli alunni?
Qui non si parla di correggere i mancini come una volta, ma di correggere chi si ostina a sottolineare tutto su un manuale con la pretesa che quello sia un personale stile di apprendimento
Vendiamo manuali sottolineati no ?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:38 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:

Citazione :
Se i soloni della scienza dell'educazione pensano di sapere quali siano le strade non dovrebbero entrare in una classe vera (non di liceo) fare lezioni vere riprenderle e documentare per tutti processi ed esiti, affinchè tutti possano imitarli ?

I soloni (cosa vuol dire?) della scienza dell'educazione probabilmente nei loro studi lavorano proprio così:  sperimentano, riprendono, rivedono e scrivono libri e insegnano quello che hanno trovato.
Come ti ho detto ci sono docenti che stanno cominciando a condividere esperienze concrete.

Ti sarai anche rotto le scatole con ste stronzate ma è proprio così: i docenti siete voi e voi dovete trovare il modo.



Cominciando? Veramente sono almeno dieci anni che i docenti chinano il capo alle sperimentazioni più fantasiose e si prestano a verificare la fuffa, sono invece poche che cominciano a sospettare che alcune/diverse di queste siano delle str****te
Che dire di quell'idea geniale di allestire aule diverse con colori diversi per le varie materie ? Matematica rosso sangue

... e di usare la penna verde speranza per correggere?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:47 pm

Ire ha scritto:
E' quasi impossibile che qualcuno possa dirti in concreto quale sia il metodo migliore, è impossibile perchè le caratteristiche generali dei dsa (poi ti indico un link nel quale puoi trovare in linea di massima qualcosa) e dei docenti devono incastrarsi con le caratteristiche peculiari di ciascun dsa, di ciascun docente e di ciascuna classe, e questo solo il docente interessato può saperlo fare.

mi aspettavo una risposta del genere: in classe c'è di tutto, quindi dobbiamo fronteggiare tutto

Ire ha scritto:
Se tu non avessi detto, ad esempio, che non arrivi alla flipped

se ci sono colleghi matematicosi che usano la flipped... mi inchino, qui quando scrivo alla lavagna chiamiamo -2x un monomio mi dicono non ho capito, figurati se do del materiale non premasticato dalla spiegazione...

Ire ha scritto:
alunni grandi che non sono mai stati seguiti, con le diagnosi tardive

in effetti qui non stiamo parlando della scuola dell'obbligo

Ire ha scritto:
volevo indicare  I-7-punti-chiave-Erickson-per-una-didattica-realmente-inclusiva

ti ringrazio, ma non serve, non è calibrato su quanto avevo chiesto e sulla piega che ha preso il topic: qui ci si ferma al biennio delle superiori

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:48 pm

Citazione :
.. e di usare la penna verde speranza per correggere?

come siete banali.!


Chissà se ci avreste pensato da soli che essendo la penna rossa il simbolo dell'errore un compito tutto rosso dà all'alunno la percezione visiva del suo insuccesso e gli dice stop
mentre un compito tutto verde lo fa stare meno peggio guardando agli errori col pensiero di dire via c'è da correggere

Non ci credete, non è certo la magia per favorire l'apprendimento ma a qualcuno può servire. Fatelo senza tante critiche e non ci pensate più, che vi costa?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:49 pm

cha ha scritto:
Ire ha scritto:
E' quasi impossibile che qualcuno possa dirti in concreto quale sia il metodo migliore, è impossibile perchè le caratteristiche generali dei dsa (poi ti indico un link nel quale puoi trovare in linea di massima qualcosa) e dei docenti devono incastrarsi con le caratteristiche peculiari di ciascun dsa, di ciascun docente e di ciascuna classe, e questo solo il docente interessato può saperlo fare.

mi aspettavo una risposta del genere: in classe c'è di tutto, quindi dobbiamo fronteggiare tutto

Ire ha scritto:
Se tu non avessi detto, ad esempio, che non arrivi alla flipped

se ci sono colleghi matematicosi che usano la flipped... mi inchino, qui quando scrivo alla lavagna chiamiamo -2x un monomio mi dicono non ho capito, figurati se do del materiale non premasticato dalla spiegazione...

Ire ha scritto:
alunni grandi che non sono mai stati seguiti, con le diagnosi tardive

in effetti qui non stiamo parlando della scuola dell'obbligo

Ire ha scritto:
volevo indicare  I-7-punti-chiave-Erickson-per-una-didattica-realmente-inclusiva

ti ringrazio, ma non serve, non è calibrato su quanto avevo chiesto e sulla piega che ha preso il topic: qui ci si ferma al biennio delle superiori

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ma visto che la legge riguarda anche l'università, come mai nessuno pretende mai una bella riflessione sugli stili di apprendimento agli accademici?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:53 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
.. e di usare la penna verde speranza per correggere?

come siete banali.!


Chissà se ci avreste pensato da soli che essendo la penna rossa il simbolo dell'errore un compito tutto rosso dà all'alunno la percezione visiva del suo insuccesso e gli dice stop
mentre un compito tutto verde lo fa stare meno peggio guardando agli errori col pensiero di dire via c'è da correggere

Non ci credete, non è certo la magia per favorire l'apprendimento ma a qualcuno può servire.  Fatelo senza tante critiche e non ci pensate più, che vi costa?


Gli dovrebbe dire: hai sbagliato, hai fallito un compito, questa è una banale convenzione, è inchiostro e non il tuo sangue, calmati e respira non per questo sei una nullità (ammesso che ci sia ancora tutto sto' psicodramma oggi di fronte agi errori...).
Mi costa l'ennesimo passo verso la creazione di una generazione di persone fragili, che oggi piangono di fronte al compito rosso, domani si suicideranno di fronte al colloquio mal riuscito o a quello che al semaforo gli strilla "cretino".
Che ti costa ragionare sul valore formativo della personalità dell'insuccesso scolastico?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:54 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
.. e di usare la penna verde speranza per correggere?

come siete banali.!


Chissà se ci avreste pensato da soli che essendo la penna rossa il simbolo dell'errore un compito tutto rosso dà all'alunno la percezione visiva del suo insuccesso e gli dice stop
mentre un compito tutto verde lo fa stare meno peggio guardando agli errori col pensiero di dire via c'è da correggere

Non ci credete, non è certo la magia per favorire l'apprendimento ma a qualcuno può servire.  Fatelo senza tante critiche e non ci pensate più, che vi costa?
Figliola cara, se la stronzata prende piede ci troveremo qui fra 5 anni a dire che un compito tutto verde turba il ragazzo e bisogna passare al rosso.

E cominciare a studiare così il compito rimane del colore che ha scelto il ragazzo ?

Una volta se davi del mongolo a qualcuno ti correggevano con handicappato; ora se dai dell'handicappato ti correggono con il diversabile; eppure chi non voleva offendere non offendeva neanche prima e chi vuole offendere offende anche ora.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:56 pm

Ire ha scritto:
fatelo senza tante critiche e non ci pensate più, che vi costa?


nulla... insieme al verde speranza io uso anche il giallo bile (che mi viene quando correggo), il viola invidia (invidio i pomeriggi che passate senza fare un solo esercizio tra quelli assegnati), l'arancio... ben più che arancio è color c@@@@@@a e l'associazione la fate voi

per finire con un rosa shocking (che serva un sano shock, per andare avanti?)

di certo gli alunni apprezzano, sicuramente non hanno la percezione visiva del loro insuccesso, così come i numeri 3 o 4 non li smuovono (sto generalizzando e non parlando di Dsa) probabilmente perchè tutti hanno difficoltà con il subitizing...

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 12:59 pm

lucetta10 ha scritto:
psicodramma
per anni ho sentito questa parola e l'ho sempre interpretata come "crisi di nervi"; poi due anni fa una psicologa ha fatto realizzare davanti ai miei occhi uno psicodramma in classe

Da santa Wiki: "Lo Psicodramma è un metodo psicoterapeutico che appartiene all'ambito delle terapie di gruppo, ideato da Jacob Levi Moreno nel 1921. Esso ricorre al gioco drammatico libero, e mira a sviluppare attivamente la spontaneità dei soggetti. L'essenza di questa terapia consiste nell'esteriorizzazione rappresentativa dei vissuti personali, mediante le improvvisazioni sceniche fino alla catarsi [1], e la loro analisi, operata da uno psicoterapeuta, "direttore del gioco"."

https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTAzq81PlchM2mFB3DU5yzzxLNojwCmjuHwgqjYZO544riaSaCDgQ

Che puttanata !

E noi dovremmo dare retta a queste teste di cazzo ?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 1:03 pm

L'altro giorno un mio caro amico professore universitario in una materia scientifica mi ha girato la mail di una sua studentessa al secondo anno di università e me ne ha chiesto ragione: ma lo insegnate ancora l'italiano a scuola?
A prescindere dalla scelta del registro completamente sbagliato per la circostanza, la cara ragazza lasciava in sospeso un'ipotetica (con "siccome"!), sbagliava tutta la sintassi (parliamo di tre righe di mail), last but not least scriveva il suo nome e cognome minuscolo.
Ora, non dovrebbe costituire un appunto come questo, fatto da un docente universitario, l'incapacità di scrivere una lettera formale per ottenere una banalissima informazione, la percezione di un insuccesso? Non è questo che dovremmo evitare invece della lacrimuccia davanti al compitino di scuola media tutto rosso? Se facciamo occhiacci cattivi invece di pacche sulle spalle, non ci penseranno magari due secondi in più prima di premere invio?


Ultima modifica di lucetta10 il Mar Ago 30, 2016 1:06 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 1:04 pm

lucetta10 ha scritto:
ma visto che la legge riguarda anche l'università, come mai nessuno pretende mai una bella riflessione sugli stili di apprendimento agli accademici?

guarda, all'università il discente DSA chiede l'allungamento del tempo delle prove, che viene concesso senza particolari patemi d'animo
in caso di esame orale non ho mai visto l'uso di strumenti compensativi come le mappe, però non faccio testo
invece faccio testo su una nuova? abitudine che i ragazzi gradiscono molto e che i docenti si sentono obbligati a concedere (le valutazioni, i tassi di bocciatura, il gradimento degli alunni...) cioè lo spezzettamento dell'esame in più prove: nel v.o. c'erano esami di 60 ore di teoria + 60 di esercitazioni, oggi sono splittati su due esami annuali di 12 cfu ciascuno, ognuno dei quali prevede una tesina, una relazione, un lavoro di gruppo, un'interrogazioncina (su quel che resta...)

vedo con gli occhi la licealizzazione del percorso universitario (ovviamente non in tutti i dipartimenti) che forse? aumenta agli occhi UE il tasso di conclusione della laurea a scapito, IMHO, dell'impossibilità di padroneggare il quadro di insieme di una disciplina/argomento, perchè si perdono le connessioni e le interrelazioni tra le parti

ma di questo si può parlare altrove

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 1:08 pm

lucetta10 ha scritto:
A prescindere dalla scelta del registro completamente sbagliato per la circostanza

ma hai idea di quante volte mi è arrivata una mail senza che contenesse gli estremi dell'invio!!!
non firmata, senza la possibilità di risalire all'insegnamento oggetto della domanda...
a tali mail non ho mai risposto!

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 1:10 pm

cha ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
ma visto che la legge riguarda anche l'università, come mai nessuno pretende mai una bella riflessione sugli stili di apprendimento agli accademici?

guarda, all'università il discente DSA chiede l'allungamento del tempo delle prove, che viene concesso senza particolari patemi d'animo
in caso di esame orale non ho mai visto l'uso di strumenti compensativi come le mappe, però non faccio testo
invece faccio testo su una nuova? abitudine che i ragazzi gradiscono molto e che i docenti si sentono obbligati a concedere (le valutazioni, i tassi di bocciatura, il gradimento degli alunni...) cioè lo spezzettamento dell'esame in più prove: nel v.o. c'erano esami di 60 ore di teoria + 60 di esercitazioni, oggi sono splittati su due esami annuali di 12 cfu ciascuno, ognuno dei quali prevede una tesina, una relazione, un lavoro di gruppo, un'interrogazioncina (su quel che resta...)

vedo con gli occhi la licealizzazione del percorso universitario (ovviamente non in tutti i dipartimenti) che forse? aumenta agli occhi UE il tasso di conclusione della laurea a scapito, IMHO, dell'impossibilità di padroneggare il quadro di insieme di una disciplina/argomento, perchè si perdono le connessioni e le interrelazioni tra le parti

ma di questo si può parlare altrove
Sì, se ne può parlare nella sezione diventare insegnanti: forse lì ho spiegato come un quarantacinquenne (io 4 anni fa) con due esami di fisica sul groppone abbia sbaragliato tutti i neolaureati in fisica (tutti meno una) alla prima prova di selezione del TFA in fisica.

Non sapevo se essere contento o nauseato; l'ideale sarebbe essere contento del male che capita agli altri, ma mi è difficile.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 1:16 pm

lucetta10 ha scritto:
cha ha scritto:
Ire ha scritto:
E' quasi impossibile che qualcuno possa dirti in concreto quale sia il metodo migliore, è impossibile perchè le caratteristiche generali dei dsa (poi ti indico un link nel quale puoi trovare in linea di massima qualcosa) e dei docenti devono incastrarsi con le caratteristiche peculiari di ciascun dsa, di ciascun docente e di ciascuna classe, e questo solo il docente interessato può saperlo fare.

mi aspettavo una risposta del genere: in classe c'è di tutto, quindi dobbiamo fronteggiare tutto

Ire ha scritto:
Se tu non avessi detto, ad esempio, che non arrivi alla flipped

se ci sono colleghi matematicosi che usano la flipped... mi inchino, qui quando scrivo alla lavagna chiamiamo -2x un monomio mi dicono non ho capito, figurati se do del materiale non premasticato dalla spiegazione...

Ire ha scritto:
alunni grandi che non sono mai stati seguiti, con le diagnosi tardive

in effetti qui non stiamo parlando della scuola dell'obbligo

Ire ha scritto:
volevo indicare  I-7-punti-chiave-Erickson-per-una-didattica-realmente-inclusiva

ti ringrazio, ma non serve, non è calibrato su quanto avevo chiesto e sulla piega che ha preso il topic: qui ci si ferma al biennio delle superiori

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ma visto che la legge riguarda anche l'università, come mai nessuno pretende mai una bella riflessione sugli stili di apprendimento agli accademici?

sicura che nessuno lo stia facendo?
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 1:19 pm

Ire ha scritto:
sicura che nessuno lo stia facendo?

probabilmente lo si sta facendo, bisognerà poi vedere se quanto osservato è utilizzabile in un contesto completamente diverso, come la scuola. diverso in tempi, organizzazioni, richieste... o anche nelle necessità di alunni e docenti

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Mar Ago 30, 2016 1:22 pm

lucetta10 ha scritto:
L'altro giorno un mio caro amico professore universitario in una materia scientifica mi ha girato la mail di una sua studentessa al secondo anno di università e me ne ha chiesto ragione: ma lo insegnate ancora l'italiano a scuola?
A prescindere dalla scelta del registro completamente sbagliato per la circostanza, la cara ragazza lasciava in sospeso un'ipotetica (con "siccome"!), sbagliava tutta la sintassi (parliamo di tre righe di mail), last but not least scriveva il suo nome e cognome minuscolo.
Ora, non dovrebbe costituire un appunto come questo, fatto da un docente universitario, l'incapacità di scrivere una lettera formale per ottenere una banalissima informazione, la percezione di un insuccesso? Non è questo che dovremmo evitare invece della lacrimuccia davanti al compitino di scuola media tutto rosso? Se facciamo occhiacci cattivi invece di pacche sulle spalle, non ci penseranno magari due secondi in più prima di premere invio?

Il ragazzo cui fai occhi cattivi riesce a fare senza problemi il passaggio fonema grafema o per qualche motivo non riesce ad azzeccare le doppie o altro?

Se lo riesce a fare puoi anche fargli gli occhi cattivi e ci penserà forse due volte prima di scrivere che il calciatore calcia la pala.

Se proprio non ci riesce perchè è disortografico e se ci pensa mille volte e una ogni tanto l'azzecca perchè sa che ci vuole ma non sempre riesce poi a trasferire bene il suo pensiero (molto banalizzato non facciamo le pulci su questo) cosa gli dici in continuazione che sbaglia? lo mortifichi e lo fai desistere.

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