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 Riflessione critica sui DSA.

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Scuola70



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MessaggioOggetto: Riflessione critica sui DSA.   Ven Ago 19, 2016 8:28 pm

Promemoria primo messaggio :

Vorrei proporre una mia analisi critica sul mondo dei DSA. Innazitutto, dopo la legge del 29 settembre 2010 sulla dislessia e sui DSA che impone alle scuole di preparare un PDP per chi ha disturbi di apprendimento, sono aumentati a dismisura i casi di DSA riconosciuti da certificazioni e l'associazione AID (Associazione italiana dislessia) ha iniziato ad affermare che non è mai troppo presto per sottoporre i bambini fin dalle elementari a test per la dislessia. Ora, possibile che siano diventati tutti dislessici o discalculici? Non solo, possibile che non si riconosca che le difficoltà di lettura possano dipendere anche da fattori emotivi (ansia della prestazione) oppure da scarsità di stimoli culturali? Se sei deprivato culturalmente leggerai poco o nulla, e quindi non è necessario essere Einstein per comprendere che la tua abilità di lettura non sarà eccelsa. Invece no, le difficoltà devono dipendere da disfunzioni cerebrali, ma del resto non viene detto quale area del cervello è interessata dal problema, si dice solo che il problema è presente e durerà a vita, ma poi quando il DSA viene inserito nel mondo lavorativo non gli viene redatto il PDP, leggerà come tutti. E soprattutto, ammesso che la dislessia ci sia, gli strumenti compensativi SISTEMATICI (adottati sempre) non possono essere perfino controproducenti? Essi impediscono di fatto alla persona di fare quello sforzo mentale che favorirebbe una concentrazione maggiore, perché non è affatto vero secondo me che il cervello non possa recuperare l'assenza eventuale di connessioni, tanto più gli scienziati studiano il cervello tanto più notano come esso può stabilire nuove connessioni grazie all'impegno, può migliorare le connessioni neurali esistenti, quindi io sono convinto che possa anche recuperare deficit esistenti. Soprattutto se non mi si fa toccare con mano la natura FISICA del problema con dati obiettivi io sarò sempre scettico sulla sua reale natura neurobiologica e irrimediabile.
Soprattutto ritengo che il fatto di sottoporre a test in massa bambini di sei anni sia espressione di un approccio assolutamente freddo e insensibile all'essere umano, è come trattare la persona come una macchina che se in un tempo stabilito non risponde a determinati imput (stimoli a leggere o a calcolare) con degli output ( risultati) allora è GUASTA, ma ragazzi stiamo delirando forse? In questo modo ragazzi secondo me soltanto deprivati culturalmente vengono considerati come portatori di una disfunzione, sono etichettati come dislessici/discalculici, ci sono sempre di più casi di depressione dovuta a questo, casi di ragazzi che non hanno studiato più per questo, io ho avuto tre anni fa un alunno che piangeva sistematicamente ogni qualvolta gli si davano gli strumenti compensativi, li rifiutava dicendo di essere esattamente come gli altri, ma intanto i genitori li pretendevano. No, per me è tutto sbagliato, voi come la pensate?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Dom Ago 21, 2016 11:41 am

Quindi torniamo alla teoria che gli sconti e le facilitazioni scolastiche (perchè di questo si tratta, è inutile essere ipocriti) siano sempre e comunque un bene per tutti, indipendentemente da quale sia il loro vero problema, e da che cosa è causato?

E "casualmente" questi sconti e facilitazioni che si concedono per ragioni psicologiche, umanitarie e sociali devono proprio essere praticamente identici agli strumenti compensativi che sono stati concepiti apposta per chi un un problema di apprendimento specifico e ben individuato, e che comunque "fanno bene" a prescindere anche a chi quel problema non ce l'ha.

Ma il punto importante è soprattutto un altro: questi provvedimenti, che a quanto pare sarebbero adeguati automaticamente a "chiunque abbia un problema personale di qualsiasi genere", che sia di salute fisica, di disagio sociale, di sofferenza familiare, di delusione sentimentale, di complessi psicologici, e quant'altro, aiutano veramente l'APPRENDIMENTO di questo ragazzo? Cioè, gli permettono davvero di imparare ugualmente i contenuti e le competenze previsti per il suo grado scolastico, e per i quali si pensa che "senza aiuti non ce la fa"?

Oppure semplicemente gli consentono di saltare una parte di quegli apprendimenti, di esserne esonerato, di aggirarli, di ridurli, di differenziarli, e in pratica di non impararli, e di stare tranquillo che sarà mandato avanti lo stesso anche se non li ha imparati?

Perché la differenza sta tutta lì.

Forse si pensa che quegli strumenti (che appunto, sarebbero stati pensati su misura per casi specifici di DSA, e che invece vengono applicati indifferentemente anche a chi non ha affatto un DSA ma ha difficoltà di tutt'altro genere) servano a qualcosa di molto vago e generico dal punto di vista della serenità del ragazzo, del "farlo sentire meno a disagio", che abbiano un effetto consolatorio e rassicurante, che è sempre meglio che niente.

Ok, può essere un'interpretazione legittima, ma da qui a dire che lo aiutino nell'apprendimento, e che migliorino le sue prospettive di efficacia dell'apprendimento, ci passa l'oceano.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Ago 21, 2016 12:36 pm, modificato 1 volta
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Dom Ago 21, 2016 12:09 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

Forse si pensa che quegli strumenti (che appunto, sarebbero stati pensati su misura per casi specifici di DSA, e che invece vengono applicati indifferentemente anche a chi non ha affatto un DSA ma ha difficoltà di tutt'altro genere) servano a qualcosa di molto vago e generico dal punto di vista della serenità del ragazzo, del "farlo sentire meno a disagio", che abbiano un effetto consolatorio e rassicurante, che è sempre meglio che niente.

Ok, può essere un'interpretazione legittima, ma da qui a dire che lo aiutino nell'apprendimento, e che migliorino le sue prospettive di efficacia dell'apprendimento, ci passa l'oceano.

In un paese civile la concessione di eventuali esoneri e dispense verrebbe lasciata alla libera valutazione del docente - il quale conosce lo studente ed è in grado di valutare quale è la strategia ottimale da seguire.
In Italia invece la cosa viene normata per legge sulla base di assunti pseudo-scientifici elaborati e difesi da sedicenti esperti che in realtà sono solo difensori di un'ideologia.
Questi "scienziati" non ammettono la possibilità che in alcuni casi allentare la presa possa essere controproducente.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Dom Ago 21, 2016 12:13 pm

Ire ha scritto:
E se non deve essere la scuola a farlo, visto che la scuola è il lavoro del ragazzo in quel momento della vita, vorrei sapere chi dovrebbe essere

Beh, credo che il paragone che hai scelto, quello con il lavoro, sia il meno calzante e il meno adeguato possibile.

Soptrattutto per l'incomprensibile passaggio logico che sottintendi.

Cioè, tu dici che, SICCOME la scuola in quel momento è il lavoro del ragazzo, allora PROPRIO PER QUELLO deve pensarci la scuola a risolvergli i problemi personali.

A me risulta che nel mondo del lavoro non funzioni affatto così: se un lavoratore ha dei problemi personali, col cavolo che l'azienda, il datore di lavoro, il superiore gerarchico o la massa dei colleghi siano tenuti a sbracciarsi per risolverglielo, e cl cavolo che se ne interessano più di tanto. Se l'ambiente di lavoro è corretto (e quindi non si arriva a cose ancora più spiacevoli, come mobbing, ricatti, demansionamenti o delegittimazioni personali), gli saranno garantite tutte le opportunità previste dalla legge, il diritto di prendersi i permessi di cui ha bisogno, una maggiore elasticità degli orari, eccetera... ma col cavolo che l'azienda si sbraccia a fargli il piano lavorativo personalizzato, concordando di dimezzargli le richieste a parità di stipendio, o di esonerarlo di dover rispondere dei propri eventuali errori o inadempienze!

E comunque, a parte il paragone infelice e sballato, l'osservazione è generale: tu attribuisci alla scuola un carattere di onnicomprensività, onnipotenza e onni-responsabilità che invece non ha e non dovrebbe avere... e consideri la scuola il solo e unico fattore infinito e totalizzante che influisca sulla vita di un giovane, quando invece ce be sono parecchi altri, importanti quanto la scuola e anche di più, da ognuno dei quali bisognerebbe aspettarsi il proprio contributo specifico dove serve. Tu invece dai per scontato che tocchi sempre solo alla scuola preoccuparsi di TUTTI gli aspetti della vita del ragazzo, che spetti alla scuola risolvergli tutti gli eventuali possibili problemi, e che debba essere sempre solo la scuola ad essere condatnnata e biasimata se non ci riesce.

La scuola può (e non sempre) aiutare un ragazzo a risolvere dei problemi che hanno attinenza specifica all'area dell'apprendimento, perchè quello fa parte del suo scopo istitutivo.

Ma NON PUO' risolvere a un ragazzo dei problemi personali che arrivano da malattie organiche, disagi psicologici, sofferenze emotive, povertà materiale, difficoltà in famiglia, situazioni di dipendenza (da droghe, da giochi, da relazioni personali poco sane, o da abitudini di vita sbagliate), dinamiche spiacevoli in gruppi e compagnie che frequenta fuori di scuola, delusioni sentimentali, e situazioni sociali varie. In quei casi, se c'è qualcuno che può risolverli, NON E' la scuola: a seconda dei casi, ci vuole il medico, ci vuole lo psicologo, ci vuole l'assistente sociale, ci vuole un'indagine giudiziaria, ci vuole un brusco allontanamento dalla situazione dannosa, e così via, tutta roba che in generale, con la didattica che si fa a scuola, non c'entra proprio niente.

Ripeto, a me va anche bene che a scuola, INDIPENDENTEMENTE dalle altre azioni realmente efficaci per risolvere il problema, si decida provvisoriamente di tenerlo meno sotto pressione e di alleggerirgli un po' la fatica "per farlo stare meno a disagio" in quel frangente. Ma sostenere che questo sia un ausilio ALL'APPRENDIMENTO, non si può proprio sentire...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Dom Ago 21, 2016 2:38 pm

fa un po' te paniscus.

Come ho spesso modo di dire: con questi chiari di luna meno male che ci sono quelle ridicole e maledette leggi.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Dom Ago 21, 2016 3:18 pm

Ire, finiscila.

la tua strategia di delegittimare e di denigrare chiunque sollevi un'obiezione critica alle tue certezze ideologiche, alzando (figuratamente) gli occhi al cielo e sospirando che "purtroppo con certa gente non c'è niente da fare se non obbligarli con la frusta", è veramente indecorosa.

ARGOMENTA, santo cielo, porta delle prove, porta delle fonti plausibili a sostegno delle tue posizioni, che non siano solo svenevolezze sentimentali o appelli all'emotività e al cuore di mamma, e poi si discute tranquillamente in modo razionale.

Ma tu NON VUOI discutere in modo razionale, e tantomeno vuoi impantanarti sul terreno delle prove.

E' molto più comodo appellarsi al "signora mia, quante cose brutte ci sono in giro, quanto egoismo, quanta cattiveria, dove stiamo andando a finire....".

Porta TU una qualsiasi argomentazione positiva per dimostrare che gli stessi strumenti compensativi TECNICI previsti per un dislessico... servano allo stesso identico modo anche a uno che soffre di scoliosi, di morbo di Crohn, di fobia per i cani, di complessi sull'aspetto fisico, o di (comprensibilissimo e legittimo) lutto per la morte della nonna.

Porta TU qualche argomento a favore, e poi si discute, invece di sparare veleno.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Dom Ago 21, 2016 4:03 pm

un altro punto.
I DSA e i relativi PDP sono l'attuazione più concreta di quella didattica personalizzata che governi e ministero cercano pervicacemente di inculcare nella scuola italiana da almeno un quarto di secolo. Da un punto di vista ideologico, e non solo nella scuola, a me pare che tutto ciò faccia parte di un enorme tentativo di sostituire i diritti collettivi faticosamente costruiti in un paio di secoli con ben più banali diritti individuali: a scuola il presunto diritto individuale di uno ad avere un proprio piano didattico personalizzato con il diritto collettivo di tutti, del singolo, di tutti i suoi compagni e della collettività nel suo complesso, ad avere una scuola che funzioni, che insegni, che prepari, che consegni a tutti un bagaglio di strumenti culturali e di abilità utili alla vita e al lavoro.


Ultima modifica di ushikawa il Lun Ago 22, 2016 5:59 am, modificato 1 volta
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Dom Ago 21, 2016 10:01 pm

Salvo poi lamentarsi quando i ragazzi usciti da quel genere di scuola (DSA o meno, non ha importanza) non trovano lavoro, o non riescono a passare i test di accesso all'università, oppure riescono anche a iscriversi all'università ma poi smettono dopo un anno, e rientrano nel circolo di quelli che "non trovano lavoro".

Solo allora ci si accorge che il mondo reale là fuori non prevede strumenti compensativi o programmazioni personalizzate su misura, e richiede cultura, conoscenze, e competenze VERE, non quelle fintamente certificate dai voti gonfiati a scuola per quieto vivere e per immagine diplomatica (e non certo solo per i DSA, ma anche per tutti gli altri).

E allora, solo allora, ci si ricorda di prendersela contro la scuola perché ha illuso il ragazzo per anni ma alla fine "non gli ha insegnato abbastanza".

E q*zzarola, però gli stessi che in seguito si lamentano... quando lo stesso ragazzo lo si promuoveva senza che avesse imparato niente, quando si trasformavano i 4 in 6, o quando gli si regalavano gli 8 e i 9 anche a chi avrebbe dovuto avere a malapena il 6 preciso preciso, allora l'illusione o la finzione se la facevano andare bene.

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 6:10 am

per essere più espliciti: il pdp da strumento inizialmente riservato a una ristrettissima minoranza di discenti precisamente individuata (legge 170) si è trasformato in uno strumento di uso estensivo che sta scardinando il carattere generalista dell'istruzione pubblica e provocando un continuo e generalizzato abbassamento dell'asticella della didattica, sia per i suoi "beneficiari" che per tutti gli altri.


Ultima modifica di ushikawa il Lun Ago 22, 2016 7:48 am, modificato 1 volta
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 7:33 am

Lo vado dicendo da anni.
L'errore,  almeno a mio parere,  sta nel non segnare da nessuna parte,  sul diploma in uscita,  la frasette "attenzione competenze certificate secondo pdp e non secondo regolari programmi ministeriali".
A quel punto un ragazzino con problemi seri,  serissimi,  ma che ha raggiunto le sue competenze massime previste,  uscirà  con un guadagnato alto voto,  con soddisfazione di tutti.
Ma a quel punto... Lo scansafatiche con famiglia furba e certificatore compiacente (ormai una qualsiasi certificazione non si nega a nessuno)  ci penserà  tre volte prima di prender scorciatoie  per un percorso  scolastico di fatto semplificato.
In più... E questo lo ricordo sempre perché mi riguarda in prima persona... I vari certificabili reali ma non gravi... Spesso più  che trovar giovamento dagli aiuti scolastici,  si adagiano  e purtroppo spesso lo fanno,  lo facciamo,  anche noi docenti.
Io,  discalculica da sempre,  ma in periodi in cui si era riconosciuti solo come  "un po'  tardi",  ho imparato con tanta tanta fatica a cavarmela con i numeri.. .certo  i resti non riesco mica a calcolarli al volo ma son certa che con l'attuale  sistema scolastico ora,  da adulta,  sarei messa molto peggio...
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 8:14 am

tellina ha scritto:
Lo vado dicendo da anni.
L'errore,  almeno a mio parere,  sta nel non segnare da nessuna parte,  sul diploma in uscita,  la frasette "attenzione competenze certificate secondo pdp e non secondo regolari programmi ministeriali".
A quel punto un ragazzino con problemi seri,  serissimi,  ma che ha raggiunto le sue competenze massime previste,  uscirà  con un guadagnato alto voto,  con soddisfazione di tutti.
Ma a quel punto... Lo scansafatiche con famiglia furba e certificatore compiacente (ormai una qualsiasi certificazione non si nega a nessuno)  ci penserà  tre volte prima di prender scorciatoie  per un percorso  scolastico di fatto semplificato.
In più... E questo lo ricordo sempre perché mi riguarda in prima persona... I vari certificabili reali ma non gravi... Spesso più  che trovar giovamento dagli aiuti scolastici,  si adagiano  e purtroppo spesso lo fanno,  lo facciamo,  anche noi docenti.
Io,  discalculica da sempre,  ma in periodi in cui si era riconosciuti solo come  "un po'  tardi",  ho imparato con tanta tanta fatica a cavarmela con i numeri.. .certo  i resti non riesco mica a calcolarli al volo ma son certa che con l'attuale  sistema scolastico ora,  da adulta,  sarei messa molto peggio...

Quoto la tua proposta Tellina, potrebbe essere una soluzione molto mirata ed intelligente per risolvere alla radice il malcostume che hai giustamente denunciato :-)
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 8:43 am

La legge sui DSA prevede strumenti ed operatività diversi per ottenere con i DSA/BES gli stelli livelli di apprendimento dei normodotati/normosituati; sulla carta NOI certifichiamo che i ragazzi hanno imparato; come abbiano imparato non gliene frega niente a nessuno e non c'è motivo di riportarlo sul diploma.

Purtroppo gli scrutini sono il trionfo del falso in atto pubblico e noi docenti siamo la categoria di delinquenti può imbecille che esista, sempre pronta a violare le leggi senza ottenere alcun tornaconto personale (perchè questo ai nostri occhi strabici ci nobilita, mentre un ladro che ruba per sè sarebbe ignobile).

Cosa dovremmo quindi scrivere sul diploma ? "attenzione competenze falsamente certificate secondo pdp e non secondo regolari programmi ministeriali" ?

Scordatevelo ! Io sono un tradizionalista ed è consolidata tradizione che i delinquenti (come me) si muovano nell'ombra, non alla luce del sole.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 9:04 am

avidodinformazioni ha scritto:
La legge sui DSA prevede strumenti ed operatività diversi per ottenere con i DSA/BES gli stelli livelli di apprendimento dei normodotati/normosituati; sulla carta NOI certifichiamo che i ragazzi hanno imparato; come abbiano imparato non gliene frega niente a nessuno e non c'è motivo di riportarlo sul diploma.

Purtroppo gli scrutini sono il trionfo del falso in atto pubblico e noi docenti siamo la categoria di delinquenti può imbecille che esista, sempre pronta a violare le leggi senza ottenere alcun tornaconto personale (perchè questo ai nostri occhi strabici ci nobilita, mentre un ladro che ruba per se sarebbe ignobile).

Cosa dovremmo quindi scrivere sul diploma ? "attenzione competenze falsamente certificate secondo pdp e non secondo regolari programmi ministeriali" ?

Scordatevelo ! Io sono un tradizionalista ed è consolidata tradizione che i delinquenti (come me) si muovano nell'ombra, non alla luce del sole.

Dai avido, non essere così duro con te stesso...e con la categoria!:-)

E poi, se permetti, a volte il come può avere la sessa sostanza del se, e davvero non vedo lo scandalo di riportarlo sul diploma; almeno in questo caso non ci sarebbe alcuna attestazione di falsità, semmai una opportuna integrazione sulle modalità del percorso d'apprendimento che, lascia stare, potrebbe scoraggiare molti genitori, loro sì piuttosto audaci, a chiedere certificazioni improbabili e destituite da ogni fondamento al solo scopo di facilitare i loro ragazzi, come se la vita fosse tutta in discesa. A me, e magari solo a me, queste distorte "prassi consolidate"oltre ad essere ignobili dal punto di vista etico, sono estremamente diseducative perché i ragazzi in questione prendono consapevolezza del fatto che possano esserci scorciatoie per eludere quelle prove con le quali, invece, prima o poi dovranno misurarsi. E questo mi sembra il danno peggiore di tutta la faccenda!
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 10:00 am

tellina ha scritto:
Lo vado dicendo da anni.
L'errore,  almeno a mio parere,  sta nel non segnare da nessuna parte,  sul diploma in uscita,  la frasette "attenzione competenze certificate secondo pdp e non secondo regolari programmi ministeriali".
A quel punto un ragazzino con problemi seri,  serissimi,  ma che ha raggiunto le sue competenze massime previste,  uscirà  con un guadagnato alto voto,  con soddisfazione di tutti.
Ma a quel punto... Lo scansafatiche con famiglia furba e certificatore compiacente (ormai una qualsiasi certificazione non si nega a nessuno)  ci penserà  tre volte prima di prender scorciatoie  per un percorso  scolastico di fatto semplificato.
In più... E questo lo ricordo sempre perché mi riguarda in prima persona... I vari certificabili reali ma non gravi... Spesso più  che trovar giovamento dagli aiuti scolastici,  si adagiano  e purtroppo spesso lo fanno,  lo facciamo,  anche noi docenti.
Io,  discalculica da sempre,  ma in periodi in cui si era riconosciuti solo come  "un po'  tardi",  ho imparato con tanta tanta fatica a cavarmela con i numeri.. .certo  i resti non riesco mica a calcolarli al volo ma son certa che con l'attuale  sistema scolastico ora,  da adulta,  sarei messa molto peggio...


tu quoque, tellina? : - (


Perchè qualche volta il (immagino poco) tempo che hai a disposizione e che dedichi giustamente alle chiacchiere con i compagni di ventura non lo dividi in due ed una parte la usi per raggiungermi altrove? Non è una proposta indecente, o almeno non credo. E' il tentativo di proporti altri punti di vista.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 10:10 am

prof. Stella -   progetta droni a comando vocale ma per la scuola è da bocciare


o per qualcuno le sue caratteristiche sono da segnare sul titolo di studio così che tutti sappiano come ha fatto ad apprendere,   cosa che è  di fondamentale importanza
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 12:55 pm

Ire ha scritto:
prof. Stella -   progetta droni a comando vocale ma per la scuola è da bocciare


o per qualcuno le sue caratteristiche sono da segnare sul titolo di studio così che tutti sappiano come ha fatto ad apprendere,   cosa che è  di fondamentale importanza
droni a comando vocale ...... un ragazzotto autodidatta; siamo sicuri che quello che viene scritto sia tutto vero ?

E sarà vero che con il PC il 3 in matematica diventa 8 ? L'anno scorso i miei studenti peggiori ci hanno provato col cellulare ed il 3 è rimasto 3; OK lo facevano senza aver testato prima il programma, infatti copiavano e chi copia è stupido quindi lo facevano degli stupidi, però 3 è 3 ed 8 è 8 !
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 1:20 pm

La notizia, come ovvio,e come quasi sempre capita in questi casi,è una cazzata. A 15 anni non ha sicuramente basi e conoscenze hw e sw per sviluppare la baggianata del drone a comando vocale.INVITEREI PER UNA VOLTA I COLLEGHI A NON FERMARSI AL CLAMORE DELLA PUTTANATA E PENSARE CHE UN DRONE A COMANDO VOCALE NON SERVIREBBE A UN CAZZO. e quando si allontana dal padrone questo come fa a comandarlo? Si mette a urlare come un pazzo per farsi sentire dal drone?:))))))) ahahahaja.
Finiamola di riportare come buone ste troiate che hanno uno scopo evidente....
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 2:46 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Però attenzione che la condizione di BES e gli strumenti del PDP vengono decretati dal Consiglio di Classe.

Non parlavo dei casi di BES individuati e proposti direttamente su iniziativa del consiglio di classe (che normalmente non hanno a che fare con disturbi strutturali diagnosticati medicalmente, ma solo con situazioni contingenti di origine sociale, come le difficoltà di inserimento linguistico per uno straniero appena arrivato che non capisce bene l'italiano, o i disagi relazionali di un ragazzo che vive in condizioni d grave arretratezza, o che magari è affidato a una casa-famiglia, o roba del genere).

Parlavo di quei casi (sempre più diffusi) in cui il BES è richiesto direttamente dalla famiglia, con una certificazione medica o psicologica qualsiasi (anche più vaga possibile, e comunque NON vincolata a nessun test quantitativo simile a quelli che si fanno per i DSA), che attesti un qualsiasi problema di salute o un qualsiasi "disagio psicologico" vero o presunto, e in cui ci sia scritto sopra, come se fosse una prescrizione medica, che alla scuola "si consiglia di considerarlo in situazione di BES". Con il risultato che nessun consiglio di classe si rifiuta di farlo, e che al presunto ragazzo disagiato vengono concessi, in automatico, esattamente gli stessi strumenti di ausilio, compensazioni e dispensazioni varie che si usano normalmente per i casi di DSA, anche se quello non ha affatto un DSA, e sul certificato non si parla affatto di DSA.

Per quale motivo un ragazzo che ha una certificazione di problemi di salute, che so, di insonnia o di asma o di intolleranza alimentare, o che abbia sofferto per la separazione dei genitori, dovrebbe avere diritto a portarsi dietro il formulario di matematica durante il compito, o a non vedersi valutati gli errori di ortografia nel tema (come se l'intolleranza alimentare o i problemi familiari fossero disturbi di apprendimento), proprio non riesco a capirlo. E soprattutto non riesco a capire in che modo questo dovrebbe AIUTARE il ragazzo stesso.


E allora? Nel caso dei BES i vincoli alla scelta degli strumenti non c'è e il CdC è realmente libero di calibrare l'intervento, parli come se dichiarare qualcuno BES comportasse un corredo di interventi standard. Non vedo nemmeno io perché un asmatico dovrebbe avere il formulario, e non capisco infatti l'insegnante che nel PDP sceglie di fornirglielo, dato che NON ESISTE NESSUN OBBLIGO A FARLO (tra parentesi stai molto banalizzando la categoria di quelli che vengono dichiarati BES, suvvia, l'insonne...) e quindi il CdC se ne assume integralmente la responsabilità.  
Per i BES non c'è tra l'altro la possibilità di dispensare e per alcune tipologie c'è l'obbligo a che siano temporanee.
Mi pare di capire da questo tuo intervento, che i docenti si preparano a interpretare anche queste come promozione facile...
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 3:05 pm

La promozione facile è ormai richiesta da ogni ds e dalla sua Corte per questioni contabili sul numero di iscritti.la scuola è una catena di montaggio ormai, le bocciature provocano inceppamenti e rallentamenti al diplomificio e vanno gradualmente eliminate. Dice bene avido sullo scandalo scrutini,maledetto sia il voto di consiglio. Ma la scuola oggi non deve preparare a nulla,se non una piccola minoranza di ragazzi studiosi. Tutto il resto sono pezzi di capra che vanno assemblati per produrre alla fine del ciclo capre complete diplomate
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 3:16 pm

Vorrei solo capire se questa manfrina continua del DS despota sia più diffusa perché i docenti sono la categoria più vessata dal capo del mondo, perchè sono quella che si fa vessare più facilmente o perché cerca disperatamente di incolpare qualcun altro per un diffusisssssimo atteggiamento incline alla promozione facile, al formulario facile, al poverobimbo facile... ma un po' se ne vergogna.
Ribadisco: non c'è nulla che obbliga a promuovere un DSA o un BES, nulla che obbliga a promuovere in presenza di pressioni del DS, e se pure ce ne sono che premono, per favore smettiamola di dire che TUTTI premono e che invece tutto il CdC vorrebbe SEMPRE bocciare, o che non premano perché convinti di trovare orecchie inclini a cedere.
Il PDP è in mano al solo CdC, se viene fatto con la carta carbone e interpretato in modalità "confort" la colpa è in larga parte di come gli insegnanti hanno impostato la questione negli ultimi anni.
E non mi state a raccontare che non sono spesssssissssimo gli insegnanti stessi a invitare la famiglia a far visitare il ragazzino!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 3:23 pm

Felipeto ha scritto:
La notizia, come ovvio,e come quasi sempre capita in questi casi,è una cazzata.  A 15 anni non ha sicuramente basi e conoscenze hw e sw per sviluppare la baggianata del drone a comando vocale.INVITEREI PER UNA VOLTA I COLLEGHI A NON FERMARSI AL CLAMORE DELLA PUTTANATA E PENSARE CHE UN DRONE A COMANDO VOCALE NON SERVIREBBE A UN CAZZO. e quando si allontana dal padrone questo come fa a comandarlo? Si mette a urlare come un pazzo per farsi sentire dal drone?:))))))) ahahahaja.
Finiamola di riportare come buone ste troiate che hanno uno scopo evidente....


non rispondermi, ti prego è solo una domanda per evidenziare la saggezza con cui alcuni trattano il problema dsa e bes:

mi spieghi cosa c'entra il fatto che la sua invenzione serva o non serva con l'evidente sua capacità, acquisita da dsa studiando su documenti in pdf e superiore a quella dei compagni, di apprendere come si fa un programmino per far muovere un drone?

Inoltre pensa solo alla possibilità di facilitazioni che si possono pensare per persone a ridotta mobilità (ma questo non c'entra se non per evidenziare quanto tu sia banale)
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 3:38 pm

MA DOVE STA SCRITTO CHE HA INVENTATO QUALCOSA? spiegamelo. Quali pdf? Dove si impara a comandare un drone con la voce? E a che cavolo servirebbe sto coso per persone con ridotta mobilità? I joy stick ci sono da anni. .di cosa stiamo parlando, s e non della ennesima bufala a cui il popolino abbocca?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 3:52 pm

Peraltro, nell'articolo si leggono dele enormità veramente stupefacenti.

A cominciare dal mitologico "diritto alla calcolatrice" come strumento compensativo specifico riservato solo ai DSA, e addirittura come concessione eccezionale da conquistarsi con le unghie e coi denti perché gli insegnanti cattivi glielo vorrebbero negare.

Ma esiste davvero qualcuno che ancora non sa che la calcolatrice alle superiori la usano TUTTI (specialmente in un liceo scientifico o in un istituto tecnico) , che fa parte del materiale scolastico quotidiano indispensabile, e che semmai i ragazzi vengono richiamati e rimproverati per NON averla portata, e non certo per il contrario??????

No, col cavolo... ancora stiamo a favoleggiare di ragazzi di seconda o terza superiore (e per di più, a indirizzo tecnico) costretti tutti i giorni a fare a mano le moltiplicazioni in colonna o addirittura le radici quadrate, e della calcolatrice come mitico strumento proibito che viene concesso eccezionalmente solo ai disadattati gravissimi!

E già questo la dice lunga di quanto ci capiscano di matematica (e di insegnamento delle materie scientifiche in generale) quelli che fanno questi discorsi. La matematica ridotta a una pura e semplice procedura meccanizzata, in cui non c'è niente da capire ma solo sfilze di calcoli noiosissimi e difficilissimi da eseguire come un robot, e "basterebbe solo avere la calcolatrice e il formulario per risolvere automaticamente qualsiasi problema", quando invece non è per niente vero.

Ma soprattutto, quello che mi fa specie nell'articolo, è un altro concetto.

A che titolo sarebbe intervenuto questo mitico dottor Stella, con tanta autorevolezza da ordinare al consiglio di classe di cambiare strategia, e da farsi obbedire subito? Era il medico curante del ragazzo? Era il diagnosta che aveva fatto la certificazione? O era solo un nome noto, brandito come arma mediatica anche se non c'entrava niente con il caso?

I casi sono due: o il ragazzo aveva già un PDP (e allora il diritto all'uso dei formulari, delle tabelle, dei riassunti, o della videoscrittura, per non parlare della mistificatissima calcolatrice di cui sopra, ce l'aveva già, e non è possibile che qualche singolo insegnante glielo negasse)...

...oppure ancora non ce l'aveva, e allora la responsabilità era della famiglia che non aveva ancora portato la documentazione richiesta, e non vedo perchè coinvolgere il nome noto solo per finire sui media, quando sarebbe bastato un certificato qualsiasi, stilato da un qualsiasi professionista autorizzato.

Invece no: hanno voluto lanciare il caso mediatico del ragazzino che "è sicuramente da considerare un genio", ma a cui la scuola malvagia non vuole riconoscere gli strumenti compensativi a cui avrebbe avuto diritto, ed era solo per quello che aveva 3 o 4 in matematica, nonostante fosse un genio.

Peccato che fosse un genio solo nell'ambito dei suoi (legittimi) hobby personali coltivati a casa, che non coincidevano con le richieste dei programmi scolastici da valutare a scuola (e infatti aveva voti alti in informatica, perché quella materia la studiava volentieri, la praticava amatorialmente anche nel tempo libero, ed era disposto a farsi un mazzo così per impararla scavalcando tutte le difficoltà,  mentre aveva insufficienze in matematica e in fisica perché non le studiava allo stesso modo).

Qualcuno pensa seriamente che l'informatica sia una disciplina puramente creativa e spontanea, che non richiede fatica, e che non richiede conoscenze tecniche quantitative dettagliatissime? Per cui uno può essere un "genio del computer" anche se ha un grave DSA su tutto il resto delle materie scientifiche, e prendere 8 a informatica ma 3 a matematica solo perché gli insegnanti cattivoni non gli permettono di usare la calcolatrice?

Ma roba da chiodi!


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Lun Ago 22, 2016 4:15 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 4:03 pm

Purtroppo, e la cosa mi spaventa,l analfabetismo funzionale di chi crede ad ogni sensazionale notizia in ambito tecnico scientifico, senza ragionarci un attimo e rendersi conto che non può che essere falsa,coinvolge non solo il popolino,ma anche parte della classe docente. Come dice panisvus, si continua a credere che informatica e robot siano creazioni magiche e con vita propria nate dalla fantasia e creatività, anche di un ragazzino con 3 in matematica,e non si sa che sono invece il frutto di complesse ricerche da parte di persone con UN BAGAGLIO MATEMATICO,FISICO E INGEGNERISTICO PODEROSO,frutto di anni di studi in ambito scientifico. Pensare che si possa programmare ad alti livelli SENZA UN SUBSTRATO MATEMATICO AVANZATO è follia. Ignoranza. Tutti gli sviluppatori ad alto livello di sw sono laureati con alte competenze non geni incompresi dsa
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 4:11 pm

lucetta10 ha scritto:
E non mi state a raccontare che non sono spesssssissssimo gli insegnanti stessi a invitare la famiglia a far visitare il ragazzino!

Forse è vero alle elementari (delle medie ammetto di sapere troppo poco), ma posso garantire che alle superiori è esattamente il contrario:

al momento in cui il ragazzo, per la prima volta, rischia di bocciare (dopo essere arrivato a 16 o 17 anni con un percorso scolastico assolutamente normale, magari non brillantissimo ma NORMALE, senza tragedie e senza psicodrammi), la famiglia comincia a sottoporlo ad accertamenti in privato, senza nessuna strategia concordata con gli insegnanti, e spesso anche ALL'INSAPUTA degli insegnanti...

...per poi presentare unilateralmente la certificazione bell'e pronta, e quasi sempre a maggio quando non c'è assolutamente più niente da fare per la programmazione, ma serve solo a ipotecarsi lo sconto sulla valutazione finale quando i risultati si sono già avuti.

E non ho alcuna difficoltà ad ammettere che in casi del genere la colpa non è nemmeno esclusiva delle famiglie, ma anche dei consigli di classe che hanno permesso a questi ragazzi, per due o tre anni, di andare avanti con volti abbastanza alti anche non studiando nulla... per cui alla primissima occasione in cui si rendono conto che in terza o in quarta le richieste sono aumentate, e che per continuare a prendere gli stessi voti occorre fare molta più fatica di prima, allora non si capacitano di come sia possibile, e invocano misteriose cause neuropsicobiologiche da investigare medicalmente!

Ma non vuol dire che siano gli insegnanti a consigliare di cercare una certificazione.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione critica sui DSA.   Lun Ago 22, 2016 5:18 pm

Passa il tempo ma quando spuntano questi topic le considerazioni che escono sono le stesse... e non è una critica, ma una constatazione, segno che evidentemente, almeno qua, si parlano due linguaggi che appaiono proprio incomprensibili l'uno all'altro...
Non ho nulla di interessante da aggiungere a quando espresso da Paniscus in primis, ma anche da Tellina, con le quali concordo totalmente; evidentemente qua ciascuno porta la propria esperienza e misura la realtà a partire da essa. Evidentemente l'esperienza di Ire, che si occupa espressamente di DSA è di un tipo, proprio perchè vive la situazione da una certa posizione, mentre la nostra esperienza di insegnanti il più delle volte ci porta a vedere la stessa questione da un punto di vista diverso.
La cosa è anche comprensibile, ma devo dire che un po' mi spaventa perchè significa che veramente vediamo la problematica DSA e SCUOLA in due modi troppo diversi....

Volevo solo aggiungere che, come ha affermato Lucetta, è vero che non siamo obbligati formalmente a promuovere tutti i DSA, ed è vero che un CdC coeso e che abbia sempre lavorato nel pieno rispetto del PdP può scegliere di deliberare la non promozione di un alunno DSA, e ne ho avuto direttamente esperienza; però credo che si possa dire che sono posizioni che si portano avanti a costo di sfide all'ultima "minaccia", a costo di riunioni aggiuntive, di richiami, di consigli di classe e scrutini infiniti, a costo di ingerenze di non ben precisati tutor esterni, esperti, coach, che si presentano a scuola in veste di avvocti difensori senza neppure rispettare le modalità previste dalle consuetudini scolastiche e dai regolamenti di istituto... E questo, secondo il mio modesto parere, non è normale, e sinceramente non lo trovo nemmeno giusto nei confronti di tutti gli alunni non provvisti di PDP che semplicemente devono accettare valutazioni negative, richiami, incitamenti a studiare di più.

C'è una legge e io ritengo che essa vada rispettata; c'è da prendere atto di una diagnosi, c'è da stilare un PdP che deve essere rispettato affinchè non rimanga lettera morta, c' è da costruire un dialogo il più possibile positivo con gli alunni e le loro famiglie, ma poi ci deve essere concesso di lavorare e anche di svolgere una parte del nostro lavoro che si chiama valutazione. Se c'è una cosa che più passa il tempo e meno tollero, sono proprio queste ingerenze continue e sempre più aggressive nel nostro lavoro, e la sempre più timida reazione dei dirigenti scolastici che quasi mai si prendono la briga di venire a conoscere i casi in questione ma che contemporaneamente non hanno il coraggio o la voglia di arginare le famiglie nelle loro spesso eccessive pretese.

Per quanto riguarda l'articolo, ovviamente non conosco il caso singolo in questione e quindi non mi pronuncio;conosco però il modo di porsi nei nostri confronti del luminare citato. Non commento

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