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 Politici, allarmismi e grado di istruzione..

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Felipeto



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MessaggioOggetto: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Mer Ago 31, 2016 8:55 am

Promemoria primo messaggio :

L intero sistema di istruzione italiano è ormai in mano a personale controllato dalle famiglie,le quali richiedono sempre più pezzi di carta facili e considerano lo studio inutile e preferibili altre strade più comode,come la politica e le buone amicizie..
A livello politico il grado di istruzione è altresì carente, o quasi esclusivamente di tipo umanistico ,motivo ulteriore per l affossamento delle materie scientifiche e tecnico laboratoriali.
Non solo ignoranti o "diversamente competenti" si permettono di interferire nelle metodologie di insegnamento tradizionali erodendole, ma si arrogano il diritto di parlare,criticare,dare consigli e protestare su cose di cui non hanno nessuna competenza. Il succo è : sei un politico ? Fai il tuo lavoro,cioè nulla o chiacchiere. Lascia lavorare chi ha competenze..
L articolo che segue mi ricorda quei pensionati che assistono ai lavori nei cantieri e dicono la loro pur non sapendo nulla. La cosa grave qui è che il popolo bue analfabeta si fa subito coinvolgere da questi parolieri .
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_agosto_29/treno-contromano-carico-gpl-paura-pendolari-c547d16a-6e15-11e6-8bf4-ee6b05dcd2d0.shtml

Se qualcuno è interessato alla lettura, invito a riflettere sulla risposta di trenitalia.
Un vagone cisterna non esplode da solo così dal nulla. ,per lo più fermo.
Il transito sul "binario illegale " è una procedura prevista da regolamento e normative ferroviarie in casi particolari,il macchinista non ha compiuto alcun illecito.
La rete ferroviaria in zona è gestita dal scmt, sistema controllo marcia treno,cioè un sistema elettronico di gestione della circolazione a prova di errore umano.
Non si "rompono le ruote" ,ma le boccole. E non in un treno fermo,e statisticamente in rarissime occasioni come Viareggio.
INSISTETE,COLLEGHI,NELLA FORMAZIONE TECNICA E SCIENTIFICA..IL POPOLO NON PUÒ CREDERE ALLE STREGHE COME NEL MEDIOEVO!combattiamo l ignoranza e i parolai..
Caro leghista,continua a bere l acqua del Po a pian del Re e ad incantare i vecchietti con bassa demagogia..ma prima di parlare di "tReno contromano",prenditi un diploma!!!!!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Gio Set 01, 2016 3:29 pm

Nonostante la contiguità geografica, giuro che dei risultati della Fiorentina non so niente, e che me ne frega ancora meno...

In ogni caso, no, non penso che la situazione dell'IRC sia così florida come vorrebbero farci credere. E' vero che ci sono molte regioni o provincie in cui continuano ancora a iscriversi quasi tutti, ma è anche vero che localmente, nelle situazioni in cui è capitato che si raggiungesse una "massa critica" di non iscritti, poi questa è aumentata molto ma molto rapidamente, in pochissimo tempo.

E proprio il fatto che non vengano diffusi dati ufficiali del ministero, e anche aggiornati, mi insospettisce. Da 10 anni si continua a ripetere sui media che la percentuale di non iscritti a religione, in tutta Italia, facendo la media di tutte le regioni e di tutte le fasce di età, è solo del 10%, ma si tratta solo di dati diffusi dalle curie, e che sostanzialmente rimangono sempre uguali nel tempo, e che non hanno conferme ministeriali.

Quando invece molti di noi conoscono realtà locali in cui la situazione è molto diversa, in cui di fatto l'ora di religione (almeno alle superiori) non la segue quasi nessuno, e comunque c'è stata una diminuzione notevolissima nel giro di pochi anni.

Ora, va bene che saranno nicchie locali, ma è possibile che abbiano influito così poco sulla media nazionale, nel corso di 10 anni?

Scusa, ma non ci credo.

Secondo me c'è un tentativo deliberato di nascondre che le iscrizioni a religione sono in diminuzione quasi ovunque... magari in alcune provincie molto più velocemente, e in altre molto meno, ma il calo c'è, e invece viene minmizzato!
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Gio Set 01, 2016 4:09 pm

Anch'io penso che gli avvalentisi stiano diminuendo, pur non essendomi documentato molto sulla questione .Io pero' mi riferivo all' influenza politica della chiesa cattolica, piu' forte adesso rispetto a 40 anni fa.I vescovi mantengono tuttora un potere di veto piuttoso forte,superiore a quello che avevano , mutatis mutandis, negli anni 70, quando ero fanciullo.La grottesca vicenda di Eluana e il piu' recente pateracchio sulla stepchild adoption docent.In Italia non e' rimasto uno straccio di partito laico e il concordato non si tocca, quindi nemmeno l' irc.Facciano pure le serenate nell' ora di religione, basta che questa bandiera
Dell' invadenza clericale continui a sventolare, nonostante tutto.

1956, 1969, ........?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Gio Set 01, 2016 8:31 pm

lucetta10 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

...in quel corso si parla talmente POCO di religione cattolica, che gli alunni non si rendono nemmeno più conto di star seguendo un corso di religione cattolica!

Alle scuole superiori, forse.
Alla materna e alla primaria non c'è molta differenza con il catechismo, e di sicuro nessuno fa fare ai bambini i cartelloni per lo Yom kippur o il Ramadan

Beh, qualche anno fa nella classe di uno dei miei figli, all'inizio delle elementari, ci fu una mezza rivoluzione tra le famiglie di quelli iscritti a religione (il mio non lo era), perché una maestra di religione aveva osato spiegare ai bambini una cosa terribile, ossia che Gesù era stato ucciso sulla croce. E quindi era stata accusata di essere "troppo fanatica" e di "traumatizzare i bambini con cose brutte", mentre si rivendicava che l'insegnamento di religione avrebbe dovuto essere fondato solo sull'amore, sulla pace, sulla fratellanza, e su quanto sia bello provare tanti buoni sentimenti per tutti gli altri.

Non sto scherzando, ci furono diverse famiglie che pretesero di ritirare i figli dall'iscrizione a religione, ad anno scolastico già iniziato, perché la maestra di religione aveva (incredibilmente) fatto il suo mestiere, parlando di uno dei pilastri fondamentali della religione cattolica.

E se è scoppiato un putiferio è proprio perché era considerato talmente ANOMALO che l'insegnante di religione parlasse davvero di religione... che nessuno se lo aspettava, nemmeno i cattolici più osservanti.

E infatti, tra questi che chiedevano di ritirare i figli, non c'erano solo buonisti generici che avevano iscritto i figli solo per conformismo (che appunto, dalle mie parti sono pochi, chi non è convinto sceglie direttamente di non avvalersi, e finisce lì), ma c'erano anche dei genitori veramente cattolici praticanti, che portavano il figlio in chiesa tutte le domeniche, che gli insegnavano a pregare, e che avevano i crocifissi in casa!

Mi chiedo che razza di spiegazioni avessero dato, ai loro figli, di fronte a quell'immagine, fino al giorno prima...

Però anche quelli davano per scontato che il corso di religione cattolica, alla materna e all'elementare, dovesse consistere solo in disegni di angioletti sorridenti, e in apologia zuccherosa buonista su quanto è bello volersi bene, fare volontariato, aiutare gli sfortunati e cantare canzoni sulla pace e sulla gioia.

Evidentemente la religione cattolica vera è considerata troppo trucida e non adatta ai bambini, anche da genitori cattolici!
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Gio Set 01, 2016 9:24 pm

Esatto..ai bimbi la corona di spine e i chiodi nelle mani NON INTERESSANO, FANNO MALE E SPAVENTANO.avrei fatto lo stesso..
Vabbé già che ci siamo portiamo i bambini di 6 anni a vedere una mostra sulla tortura,un bel santino di Torquemada, una bella descrizione della scarnificazione o disarticolazione..anche quello è cattolicesimo no?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Gio Set 01, 2016 9:35 pm

Felipeto ha scritto:
Esatto..ai bimbi la corona di spine e i chiodi nelle mani NON INTERESSANO, FANNO MALE E SPAVENTANO.avrei fatto lo stesso..


Cioè, tu avresti PRIMA iscritto il figlio a religione, e poi l'avresti ritirato, indignatissimo, perché volevi che seguisse il corso di religione cattolica, ma non ti aspettavi che parlassero di religione cattolica?

Non è molto più semplice non iscriverlo, come ho sempre fatto io?

Altro dettaglio: guarda che con me sfondi una porta aperta, sul fatto che non sia il caso di far vedere ai bambini la corona di spine e i chiodi nelle mani. Quindi, prenditela con quei cialtroni sadici e sanguinari che sono FAVOREVOLI all'esposizione del crocifisso nelle aule, e non con me, che sono sempre stata contraria!


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Gio Set 01, 2016 9:44 pm, modificato 1 volta
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Gio Set 01, 2016 9:42 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

quindi alla fine della fiera e dell'alto sdegno (faccio notare che anche chi vuole l'insegnamento della religione lo fa in nome di una difesa della propria tradizione), per le stesse va bene anche l'infibulazione?

Il paragone con l'infibulazione ce l'hai messo tu, e non c'entra niente.

Mi sembra che sia completamente privo di senso, il mettere sullo stesso piano una grave mutilazione fisica permanente, oltretutto imposta nell'infanzia, con il diritto di una persona adulta a vestirsi come si vuole (nei limiti della decenza minima, dell'igiene e della riconoscibilità della faccia, ossia di leggi generali che esistono già), o comunque a dover rendere conto a qualcun altro del perché lo fa.

Ti ricordo che si stava parlando di donne adulte, che se ne stavano pacificamente in spiaggia per i fatti propri senza dare fastidio a nessuno, e senza criticare l'abbigliamento (molto più succinto) delle altre... e che si sono trovate davanti un agente delle forze armate che, in nome di non si sa quale norma, ha ordinato loro di TOGLIERSI una parte dei vestiti che avevano addosso, perché il fatto di essere "troppo" coperte offenderebbe il pubblico decoro, quando invece non esiste nessuna legge che regolamenti il come si debba essere vestite in spiaggia, e chiunque altro è libero di coprirsi o scoprirsi come gli pare!!!!

Ma ti rendi conto di cosa si sta parlando?

Ma sul serio, se tu fossi nei panni di un agente di polizia o vigile urbano, lo troveresti dignitoso e civile, il lavoro di andare a minacciare una sfigata che non ha fatto niente di male a nessuno, intimando: "togliti i vestiti e abbi il coraggio di mostrare le cosce come tutte le altre, svergognata!". Non so tu, ma io veramente mi vergognerei di brutto, ma di brutto!

Non so, immagina che ti fermino per strada mentre vai al lavoro o vai fare la spesa e vengano a chiederti con arroganza di toglierti il cappuccio per la pioggia, o di toglierti gli orecchini, in base al principio che "lo facciamo per il tuo bene, perché sicuramente non sei libera di portarli ma sei stata costretta"! Ti inq*zzeresti come una iena, e denunceresti la violazione dei tuoi diritti personali, o no?


Hai la brutta abitudine di tergiversare quando il discorso va in una direzione imprevista, e di ritornare al principio.
E allora retrocediamo.
NESSUNO qui ha difeso l'orribile e violento gesto del gendarme in spiaggia, quindi trattieni pure i punti esclamativi per altre situazioni: dovrai fare la paladina degli oppressi in altri contesti.

Detto questo facciamo un riassunto per rientrare nei binari. La conversazione si era spostata, due pagine fa, sul velo. Il burkini è come la muta da subacqueo, come la panza scoperta: c'è scritto questo. No, non lo è, questa la contestazione.

Fatto salvo, ribadiamolo per evitare tentazioni di dipingere scenari facilmente lacrimevoli con i quali disviare di nuovo, che NESSUNO può permettersi gesti orribili come costringere una donna in luogo pubblico a togliersi il velo e nemmeno a coprirsi una spalla scoperta; il velo rimane un simbolo di sottomissione femminile, introiettato dalla maggior parte delle donne che lo portano.

Ora, se credi, per non essere paternaliste possiamo fare finta che le donne lo mettano solo a 35 anni dopo la laurea e un lungo percorso di autocoscienza, e non che glielo diano le famiglie a 11 dopo la prima mestruazione, quando diventano orrendamente donne e quindi da coprire; o possiamo raccontarci che un velo e un perizoma si equivalgono per sentirci tanto tolleranti e aperti alle culture altrui, purché prese in vitro
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Gio Set 01, 2016 10:18 pm

Riepeto: io ci penserei non "due volte", ma cinquanta, prima di esprimere con tanto fervore le certezze che hai tu su che cosa significhi il velo per una donna che lo porta, e su quante di queste lo facciano per scelta e quante siano costrette... perché io oggettivamente ammetto di saperne pochissimo, e di non potermi sbilanciare a esprimere giudizi tanto ferrei su qualcosa che conosco così poco.

Oltretutto, mi sembrerebbe anche parecchio sano (e non solo per la questione del velo, ma per mille altre usanze e abitudini sociali) che si provasse a superare l'esigenza di incasellarle per forza nelle due uniche categorie previste da una dicotomia assoluta, ovvero chi "lo fa per scelta" e chi "lo fa perché è costretta".

Perché a me risulta pure che, per ognuna di queste azioni, ci siano infinite possibilità intermedie... c'è chi le fa per consuetudine, chi le fa per conformismo, chi le fa per moda, chi le fa perché pensa che gli altri se lo aspettino anche se non c'è nessuno che li costringe, chi le fa per convenienza, chi le fa per pigrizia (cioè, per mancanza di voglia di sbattersi per cambiare), chi le fa per provocazione, chi le fa per ricatto morale piagnucoloso da parte di persone care (che non è la stessa cosa di "essere costretti"), e chi le fa semplicemente perché le trova normali, senza aver subito le pressioni di nessuno.

Prova a fare mente locale sul fatto che la stessa domanda (oltremodo ridicola e offensiva) viene ancora fatta spesso a proposito del LAVORO femminile, che non ha affatto una valenza immaginaria di sottomissione e di inferiorità, ma esattamente al contrario, ossia di indipendenza e parità.

Eppure, c'è ancora un sacco di gente che trova normale dividere la categoria delle donne lavoratrici tra quelle che "lavorano per scelta" (cioè, hanno una bizzarra ambizione eccezionale di realizzazione), e quelle che "lavorano solo perché sono costrette" (cioè, perché in famiglia, purtroppo, con uno stipendio solo non si campa, ma non vedrebbero l'ora di starsene a casa a tempo pieno, se solo il marito guadagnasse un po' di più). Quando invece la maggior parte delle donne lavoratrici non lavora nè "per scelta" né "perché è costretta", ma perché è abituata così e pensa che lavorare sia normale...

Francamente, mi sembra una generalizzazione molto simile, anche se apparentemente va in versi opposti! Io personalmente me lo sono sentita chiedere diverse volte, se "lavoro per scelta" o se "lavoro solo per bisogno", mentre a un maschio non lo chiede mai nessuno!
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 9:15 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Eppure, c'è ancora un sacco di gente che trova normale dividere la categoria delle donne lavoratrici tra quelle che "lavorano per scelta" (cioè, hanno una bizzarra ambizione eccezionale di realizzazione), e quelle che "lavorano solo perché sono costrette" (cioè, perché in famiglia, purtroppo, con uno stipendio solo non si campa, ma non vedrebbero l'ora di starsene a casa a tempo pieno, se solo il marito guadagnasse un po' di più). Quando invece la maggior parte delle donne lavoratrici non lavora nè "per scelta" né "perché è costretta", ma perché è abituata così e pensa che lavorare sia normale...
Tutte le donne lavorano perchè costrette, come gli uomini.

Se ti dicessero "qui hai un vitalizio pari allo stipendio dell'insegnante; non hai alcun dovere a riguardo. Ora se vuoi vieni a lavorare gratis e ti sottometti a tutte le pratiche didattiche e burocratiche nonchè a tutte le RESPONSABILITA' tipiche della docenza, o se non vuoi puoi startene a casa; scegli tu" che faresti ?
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 9:22 am

lucetta10 ha scritto:
il velo rimane un simbolo di sottomissione femminile, introiettato dalla maggior parte delle donne che lo portano.
Sì, sottomissione al loro Dio; il velo non è simbolo della sottomissione al padre o al marito; non che non siano sottomesse anche a loro, ma certamente non è col velo che lo dimostrano.

E' lucida scelta ? No, le religioni non sono quasi mai lucida scelta, ma plagio infantile; chi è cristiano al 99 % lo è perchè da bambino lo hanno educato così.

Impedire ad una donna islamica di girare col velo si può fare con un atto di violenza ma questo non avrà alcuna influenza sulla sua sottomissione al suo Dio, così come stuprandola in gruppo non la si fa diventare una puttana.
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 10:10 am

quoto avido in tutto.l'esperienza più semplice e diretta da cui un individuo può ricavare il senso della propria identità è L'ESPERIENZA DEL PROPRIO CORPO, ma tale comprensione non deriva da un ragionamento razionale e lineare , tutto quello che a noi sembra istintivo in realtà è basato su "modelli" che abbiamo inconsapevolmente assorbito dalla cultura in cui siamo nati e cresciuti. noi donne occidentali non possiamo capire perchè una donna iraniana o araba mette lo hijab o il burka. ci muoviamo nel mondo grazie ad una " conoscenza incorporata che l'antropologo Bourdieu ha chiamato habitus cioè un complesso di atteggiamenti psicofisici attraverso i quali gli esseri umani "stanno nel mondo" che varia di cultura in cultura, è come una seconda pelle che ti porti dietro ovunque vai ed è difficilissimo estirpare il vestiario ma anche il tatuaggio, l'infibulazione le deformazioni craniche la circoncisione sono tutte pratiche di fabbricazione dell'umano da parte di ogni società. gli ebrei circoncidono i neonati....la cosa non scandalizza nessuno mi pare
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 12:16 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Riepeto: io ci penserei non "due volte", ma cinquanta, prima di esprimere con tanto fervore le certezze che hai tu su che cosa significhi il velo per una donna che lo porta, e su quante di queste lo facciano per scelta e quante siano costrette... perché io oggettivamente ammetto di saperne pochissimo, e di non potermi sbilanciare a esprimere giudizi tanto ferrei su qualcosa che conosco così poco.

Oltretutto, mi sembrerebbe anche parecchio sano (e non solo per la questione del velo, ma per mille altre usanze e abitudini sociali) che si provasse a superare l'esigenza di incasellarle per forza nelle due uniche categorie previste da una dicotomia assoluta, ovvero chi "lo fa per scelta" e chi "lo fa perché è costretta".

Perché a me risulta pure che, per ognuna di queste azioni, ci siano infinite possibilità intermedie... c'è chi le fa per consuetudine, chi le fa per conformismo, chi le fa per moda, chi le fa perché pensa che gli altri se lo aspettino anche se non c'è nessuno che li costringe, chi le fa per convenienza, chi le fa per pigrizia (cioè, per mancanza di voglia di sbattersi per cambiare), chi le fa per provocazione, chi le fa per ricatto morale piagnucoloso da parte di persone care (che non è la stessa cosa di "essere costretti"), e chi le fa semplicemente perché le trova normali, senza aver subito le pressioni di nessuno.

Prova a fare mente locale sul fatto che la stessa domanda (oltremodo ridicola e offensiva) viene ancora fatta spesso a proposito del LAVORO femminile, che non ha affatto una valenza immaginaria di sottomissione e di inferiorità, ma esattamente al contrario, ossia di indipendenza e parità.

Eppure, c'è ancora un sacco di gente che trova normale dividere la categoria delle donne lavoratrici tra quelle che "lavorano per scelta" (cioè, hanno una bizzarra ambizione eccezionale di realizzazione), e quelle che "lavorano solo perché sono costrette" (cioè, perché in famiglia, purtroppo, con uno stipendio solo non si campa, ma non vedrebbero l'ora di starsene a casa a tempo pieno, se solo il marito guadagnasse un po' di più). Quando invece la maggior parte delle donne lavoratrici non lavora nè "per scelta" né "perché è costretta", ma perché è abituata così e pensa che lavorare sia normale...

Francamente, mi sembra una generalizzazione molto simile, anche se apparentemente va in versi opposti! Io personalmente me lo sono sentita chiedere diverse volte, se "lavoro per scelta" o se "lavoro solo per bisogno", mentre a un maschio non lo chiede mai nessuno!


... e vabbè, dopo quest'ultimo accostamento giudizioso mi ritiro, rimaniamo che il velo è come la tuta da subacqueo e la panzetta della casalinga di Voghera, che mi pare effettivamente un approdo molto più dialettico e raffinato e ci mette al riparo dal non voler sembrare né razzisti né integralisti... non sia mai!
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 12:23 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
il velo rimane un simbolo di sottomissione femminile, introiettato dalla maggior parte delle donne che lo portano.
Sì, sottomissione al loro Dio; il velo non è simbolo della sottomissione al padre o al marito; non che non siano sottomesse anche a loro, ma certamente non è col velo che lo dimostrano.

E' lucida scelta ? No, le religioni non sono quasi mai lucida scelta, ma plagio infantile; chi è cristiano al 99 % lo è perchè da bambino lo hanno educato così.

Impedire ad una donna islamica di girare col velo si può fare con un atto di violenza ma questo non avrà alcuna influenza sulla sua sottomissione al suo Dio, così come stuprandola in gruppo non la si fa diventare una puttana.


Le religioni sono tutte per la mortificazione del corpo femminile (e infatti non solo l'islam prescrive il velo), se è per questo, è questo il motivo per cui solo la donna si sottomette a Dio coprendosi, suore comprese, l'uomo no.
La donna indossa il velo solo in presenza di uomini non di Dio, mi pare di intuire che un certo legame di sottomissione ci sia, che dici?

Ma ora pare che alcune "intermedie" potrebbero sceglierlo per fare snorking in età matura: che ne sai tu? Che fai, generalizzi? Non lo sai che potrebbero esistere molte 12enni amanti dei capelli raccolti sotto al velo, e che questa insana passione sia più diffusa tra le femmine che tra i maschi?

Avete fatto caso come ogni volta che si parla di velo islamico, ci si senta in obbligo di fare sponda col cristiano? Excusatio non petita...


Ultima modifica di lucetta10 il Ven Set 02, 2016 1:02 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 12:23 pm

Citazione :

Eppure, c'è ancora un sacco di gente che trova normale dividere la categoria delle donne lavoratrici tra quelle che "lavorano per scelta" (cioè, hanno una bizzarra ambizione eccezionale di realizzazione), e quelle che "lavorano solo perché sono costrette" (cioè, perché in famiglia, purtroppo, con uno stipendio solo non si campa, ma non vedrebbero l'ora di starsene a casa a tempo pieno, se solo il marito guadagnasse un po' di più). Quando invece la maggior parte delle donne lavoratrici non lavora nè "per scelta" né "perché è costretta", ma perché è abituata così e pensa che lavorare sia normale...

che idea bizzarra!
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 12:28 pm

Eggia ' ...oggigiorno se una donna non mostra liberamente tette e culo,se non è una manager del piffero single e libera senza figli, se non slingua con altre donne e se non sculetta la sua cellulite in discoteca oltre gli anta vuol dire che è vittima sottomessa alla antica oppressa discriminata. .queste sono le conquiste della donna da apprezzare...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 12:29 pm

donadoni ha scritto:
quoto avido in tutto.l'esperienza più semplice e diretta da cui un individuo può ricavare il senso della propria identità è L'ESPERIENZA DEL PROPRIO CORPO, ma tale comprensione non deriva da un ragionamento razionale e lineare , tutto quello che a noi sembra istintivo in realtà è basato su "modelli"  che abbiamo inconsapevolmente assorbito dalla cultura in cui siamo nati e cresciuti. noi donne occidentali non possiamo capire perchè una donna iraniana o araba mette lo hijab o il burka. ci muoviamo nel mondo grazie ad una " conoscenza incorporata che l'antropologo Bourdieu ha chiamato habitus cioè un complesso di atteggiamenti psicofisici attraverso i quali gli esseri umani "stanno nel mondo" che varia di cultura in cultura, è come una seconda pelle che ti porti dietro ovunque vai ed è difficilissimo estirpare il vestiario ma anche il tatuaggio, l'infibulazione le deformazioni craniche la circoncisione sono tutte pratiche di fabbricazione dell'umano da parte di ogni società. gli ebrei circoncidono i neonati....la cosa non scandalizza nessuno mi pare


Questo si chiama introiettare, e mi pare abbastanza comprensibile anche fuori dal deserto, le culture non si danno una volta per tutte, ma si contestano e stigmatizzano se serve, l'habitus si toglie e si rottama, se serve.
Nel caso del velo e di tutti quei simboli che rimandano a una sottomissione femminile, comporta una introiezione dell'inferiorità e dell'impurità della donna, che non a caso lo mette quando diventa adulta.
Ma noi donne occidentali di buona cultura non ce la sentiamo di scagliarci contro il velo come lo facciamo contro la pubblicità delle chiappe che induce a introiettare che siamo tutte troie! Nel primo caso immaginiamo che la metà almeno lo faccia per una lucida scelta consapevole avendo davanti mille alternative; nel secondo gridiamo allo scandalo per la ragazzina che si identifica con la velina perché bombardata da una certa immagine della donna
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 12:33 pm

Lucetta, cosa ne pensi delle minorenni con panta corti vita alta tirati su con l argano apposta per lasciare scoperte mezze chiappa? C osa ne pensi della moda costume di questo anno che vuole costumi sempre più simili a tanga e davanti minuscoli simili calendario Pirelli anni novanta,anche essi indossati da ragazzine minori? Queste sono le conquiste che contano? L oppressione è il velo?la deriva volgare e vergognosa invece è sana conquista ed emancipazione?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 1:22 pm

lucetta10 ha scritto:
 Ora, se credi, per non essere paternaliste possiamo fare finta che le donne lo mettano solo a 35 anni dopo la laurea e un lungo percorso di autocoscienza, e non che glielo diano le famiglie a 11 dopo la prima mestruazione,

Perché, tutti quelli che fanno la prima comunione a otto anni e  la cresima a 11, quelli non sono spinti dalle consuetudini della famiglia e dalle scelte educative della famiglia? Hanno deciso da soli, in piena libertà e dopo un lungo percorso di autocoscienza? Mi pare ovvio che quando il bambino viene mandato al catechismo e a ricevere i sacramenti sia ancora troppo piccolo per scegliere da solo (per non parlare del battesimo dei neonati), e che la decisione sia solo dei genitori... però il fatto che un genitore debba avere il diritto di trasmettere al figlio i propri valori e le proprie convinzioni (o almeno, provarci) mi pare che sia considerato indiscusso ovunque. Mi pare assolutamente ovvio che, fino a una certa età, le decisioni sulla vita del figlio spettino ai genitori, no? Basta che il minore sia tutelato, che non subisca maltrattamenti, abbandoni o trascuratezza, e che non sia avviato a comportamenti illegali, poi la legge consente a chiunque di educare il figlio come vuole, o di stabilire dei criteri personali su cosa permettergli e cosa no.

Eddaje, lucetta, so benissimo che tu personalmente parti da posizioni laiche, e che quindi il condizionamento religioso nell'infanzia non ti va bene nemmeno quando riguarda la comunione e la cresima... ma non mi sembra che, in generale, la consuetudine di mandare i figli al catechismo (o comunque, di instradarli verso un'identità cattolica) sollevi lo stesso livello di indignazione collettiva che si riserva a chi fa la stessa cosa con un'identità islamica.

Al massimo, in campo di scelte educative sui figli, l'unica categoria di genitori che ultimamente rischia ancora più odio e risentimento dei musulmani, è quella dei vegani...
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donadoni



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 1:28 pm

si è vero, una volta anche i testimoni di genova per il divieto di trasfusione
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 1:35 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
 Ora, se credi, per non essere paternaliste possiamo fare finta che le donne lo mettano solo a 35 anni dopo la laurea e un lungo percorso di autocoscienza, e non che glielo diano le famiglie a 11 dopo la prima mestruazione,

Perché, tutti quelli che fanno la prima comunione a otto anni e  la cresima a 11, quelli non sono spinti dalle consuetudini della famiglia e dalle scelte educative della famiglia? Hanno deciso da soli, in piena libertà e dopo un lungo percorso di autocoscienza? Mi pare ovvio che quando il bambino viene mandato al catechismo e a ricevere i sacramenti sia ancora troppo piccolo per scegliere da solo (per non parlare del battesimo dei neonati), e che la decisione sia solo dei genitori... però il fatto che un genitore debba avere il diritto di trasmettere al figlio i propri valori e le proprie convinzioni (o almeno, provarci) mi pare che sia considerato indiscusso ovunque. Mi pare assolutamente ovvio che, fino a una certa età, le decisioni sulla vita del figlio spettino ai genitori, no? Basta che il minore sia tutelato, che non subisca maltrattamenti, abbandoni o trascuratezza, e che non sia avviato a comportamenti illegali, poi la legge consente a chiunque di educare il figlio come vuole, o di stabilire dei criteri personali su cosa permettergli e cosa no.

Eddaje, lucetta, so benissimo che tu personalmente parti da posizioni laiche, e che quindi il condizionamento religioso nell'infanzia non ti va bene nemmeno quando riguarda la comunione e la cresima... ma non mi sembra che, in generale, la consuetudine di mandare i figli al catechismo (o comunque, di instradarli verso un'identità cattolica) sollevi lo stesso livello di indignazione collettiva che si riserva a chi fa la stessa cosa con un'identità islamica.

Al massimo, in campo di scelte educative sui figli, l'unica categoria di genitori che ultimamente rischia ancora più odio e risentimento dei musulmani, è quella dei vegani...

Parlo da posizioni assolutamente laiche, per questo non posso tollerare l'imposizione (consapevole o meno, che sia regolata da una legge o da una consuetudine familiare) del velo, che non si può paragonare a un battesimo o a una circoncisione in nessun modo.
Lasciamo perdere che il velo non sia un elemento propriamente islamico, che nel Corano non se ne parli quasi ma che sia piuttosto una consuetudine genericamente mediorientale, il suo significato è chiaro e univoco.
Il battesimo si impartisce a tutti i bambini e non comporta sottomissione di alcuni ad altri, lo stesso la circoncisione, che non è altro che un rito di passaggio.
La segregazione femminile si è costruita all'interno delle culture, e le religioni hanno fatto il grosso. La si combatte levandosi i veli (MAI levandoli ad altri), pretendendo di pregare al muro del pianto, liberando le bambine dagli stereotipi sessisti, non cedendo al politically correct
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 1:38 pm

per donadoni:

il rifiuto delle trasfusioni non è una scelta di libertà educativa come un'altra, ma è un atto materialmente pericoloso per l'incolumità del figlio, che può rientrare tranquillamente nella categoria degli abusi e dei maltrattamenti. Ecco, quello è uno dei pochissimi esempi calzanti che io considero davvero paragonabile a quello dell'infibulazione...

E infatti è stato messo fuori legge (nel senso che ai genitori non si riconosce più il diritto di "opporsi alla trasfusione" se i sanitari giudicano che sia realmente necessaria, ma si può procedere anche senza il consenso dei genitori), ma appunto perché pericoloso per l'incolumità del minore, NON certo perché considerato un atto "socialmente diseducativo", o una "ostentazione eccessiva di simbolo religioso", come si vorrebbe sostenere nel caso del velo.

I testimoni di geova (a proposito, esistono ancora? io non ne sento più parlare da decenni!) erano famosi anche per un'altra bizzarria, ossia quella di vietare le feste di compleanno, e quindi impedire ai figli anche di partecipare a quelle degli altri... ma siccome questa era solo spiacevole ma non certo mortale o pericolosa per la salute, non mi risulta che la legge si sia smossa per obbligarli.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 2:12 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

I testimoni di geova (a proposito, esistono ancora? io non ne sento più parlare da decenni!) ...

Sono tutti qua da me. Te ne mando un po'?
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 2:13 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
per donadoni:

il rifiuto delle trasfusioni non è una scelta di libertà educativa come un'altra, ma è un atto materialmente pericoloso per l'incolumità del figlio, che può rientrare tranquillamente nella categoria degli abusi e dei maltrattamenti. Ecco, quello è uno dei pochissimi esempi calzanti che io considero davvero paragonabile a quello dell'infibulazione...

I testimoni di geova (a proposito, esistono ancora? io non ne sento più parlare da decenni!)

Mi autoquoto: se anche non esistessero più, sono prontamente stati sostituti da imbecilli come questi qui:

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/09/02/news/ragazza_morta_rifiutando_la_chemio_la_procura_valuta_se_aprire_un_inchiesta-147056829/
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 2:34 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

I testimoni di geova (a proposito, esistono ancora? io non ne sento più parlare da decenni!) ...

Sono tutti qua da me. Te ne mando un po'?

Rettifico la mia osservazione: qua dalle mie parti, in realtà, esistono, ma non ne esiste più nessuno di etnia italiana, almeno tra quelli visibili in giro. Praticamente, sono tutti reclutati tra gli immigrati di origine cattolica, in particolare filippini e latinoamericani, e fanno proselitismo solo tra le loro stesse comunità. Quei pochi che incrocio, parlano tutti con accento ispanico...

E comunque, in 15 anni di insegnamento, non mi è mai capitato nemmeno un caso di studente appartenente a quella fede, né italiano né straniero. Qualche "avventista del settimo giorno", sì, ma testimoni di Geova proprio MAI pervenuti.
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 3:02 pm

io ho avuto i testimoni di geova in classe, è stato un disastro dal punto di vista didattico perchè non solo vietano le feste di compleanno, ma non possono ascoltare o lavorare su storie con streghe fantasmi gnomi fate ecc, un anno gran parte della programmazione era su Pinocchio con tanto di spettacolo finale , immaginatevi le battaglie con i genitori. ma anche i musulmani non scherzano: divieto assoluto da parte del preside di cantare alla festa natalizia canzoni tradizionali con gesù giuseppe e maria , angeli vari ecc ecc, abbiamo dovuto optare per canzoni che parlassero di pace amore fratellanza( che va assolutamente benissimo) senza rimandi religiosi. io sono atea, musicista e insegno filosofia , non ho mai impedito a mia figlia di cantare tu scendi dalle stelle, faccio sia l'albero che il presepe, suono a tutto spiano bach, e non giudico nessuno . ahh aggiungo che non sono di sinistra. per Paniscus : ho fatto l'esempio dei testimoni di Geova appositamente, non è paragonabile al velo, a me non dà nessun fastidio come si vestono gli altri,siamo òliberi di credere mangiare e fare quello che ci pare fino a quando questo non lede l'incolumità di un minore o degli altri. io adulto sono libero di essere vegano, ma non posso attuare un'alimentazione del genere su di un bambino, vengo da una famiglia musulmana e metto il velo? se non sono costretta e lo metto per riconoscermi nella mia cultura ben venga, se sono costretta con le botte allora la storia è diversa. io credo chje ogni civiltà debba fare da sola le proprie battaglie, la democrazia , la libertà sessuale , non si possono imporre dall'alto
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MessaggioOggetto: Re: Politici, allarmismi e grado di istruzione..   Ven Set 02, 2016 3:12 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
il velo rimane un simbolo di sottomissione femminile, introiettato dalla maggior parte delle donne che lo portano.
Sì, sottomissione al loro Dio; il velo non è simbolo della sottomissione al padre o al marito; non che non siano sottomesse anche a loro, ma certamente non è col velo che lo dimostrano.

E' lucida scelta ? No, le religioni non sono quasi mai lucida scelta, ma plagio infantile; chi è cristiano al 99 % lo è perchè da bambino lo hanno educato così.

Impedire ad una donna islamica di girare col velo si può fare con un atto di violenza ma questo non avrà alcuna influenza sulla sua sottomissione al suo Dio, così come stuprandola in gruppo non la si fa diventare una puttana.


Le religioni sono tutte per la mortificazione del corpo femminile (e infatti non solo l'islam prescrive il velo), se è per questo, è questo il motivo per cui solo la donna si sottomette a Dio coprendosi, suore comprese, l'uomo no.
La donna indossa il velo solo in presenza di uomini non di Dio, mi pare di intuire che un certo legame di sottomissione ci sia, che dici?
Nessuno romperebbe i coglioni ad una suora che va in spiaggia con l'abito invece di indossare il bichini; certo le suore non ci vanno molto spesso (talvolta sì però), preferiscono astenersi, vogliamo dire alle musulmane che anche loro devono astenersi ? L'emancipazione passa dall'astinenza ?

Anche gli uomini musulmani hanno i loro precetti, come la barba.

Le donne musulmane non indossano il velo solo in presenza di uomini ma sempre tranne che in casa; andassero ad una riunione femminile ci andrebbero bardate.

Poi vuoi che te la dica tutta ? Fanno bene a coprirle, per lo più sono cozze, è una questione di decenza.
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