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 La didattica per competenze non si discute: si ama!

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lucetta10



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MessaggioOggetto: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Gio Set 08, 2016 6:13 pm

Promemoria primo messaggio :

Oggi ho vissuto una situazione divertentissima.
Durante una delle mille riunioni di questi giorni ho avuto un rapido scambio di battute con una collega sulla didattica per competenze.
Lei mi offre la sponda per condividere il suo entusiasmo sulla possibilità del nuovo registro elettronico di scandire bene le varie competenze per disciplina.

Io la gelo "alla didattica per competenze io non ci credo!". Ero stanca e credo di essermi fatta sfuggire anche una battuta sullo "spezzatino" delle competenze, ma insomma...
La cosa assurda è che sia letteralmente rimasta senza fiato, come avessi detto di non credere nei vaccini nell'evoluzionismo o nell'olocausto.

Premetto che sono entrata a scuola in piena deriva da competenze, ho fatto la SSIS, dove imperava come modello unico e indiscusso di didattica, che non ho vissuto altro da insegnante, che sono pronta a fare a gara di competenze con chiunque.

Eppure constato che gli entusiasti per le competenze sono più di quei colleghi come la mia che alle competenze ci sono arrivati dopo, che erano qui anche prima ma hanno sposato i facili entusiasmi per il nuovo corso fino a farne un modello addirittura incontestabile, dato una volta per tutte, concluso nella sua perfezione.

Possibile che mi sbagli io?
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AutoreMessaggio
ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 9:08 am

MWM ha scritto:
La didattica per competenze costringe ad uno sforzo di riflessione e di progettazione dell'attività didattica verso il quale molti docenti presentano una fortissima resistenza. In particolare, i più resistenti sono, come è in parte comprensibile, i docenti più "esperti", ovvero adagiati sulle abitudini consolidate legate ad una didattica tradizionale (piuttosto che scientifica e aggiornata), e i docenti che credono che lo sforzo che si richiede loro per il solo fatto di dover vigilare una classe per 18/22 ore settimanali sia più che sufficiente per giustificare lo stipendio che percepiscono.

Ogni scusa allora diventa buona pur di evitare quello sforzo. Ciò è evidente dal fatto che le obiezioni avanzate degli oppositori della didattica per competenze, quando - ma è raro - entrano nel merito delle questioni, si rivelano essere un coacervo di contraddizioni. La meta-contraddizione più sconcertante è rappresentata dal pregiudizio antipedagogistico di molti degli oppositori, secondo il quale, in buona sostanza, il risultato della osservazione e riflessione pedagogica aneddotica ed estemporanea del singolo docente ha molto più valore della osservazione e riflessione pedagogica sistematica di coloro che vi si dedicano professionalmente. Si arriva così al punto di non riconoscere la medesima natura - pedagogica - dei due tipi di osservazione e riflessione e di considerare la riflessione pedagogica in generale con disprezzo, senza rendersi conto che le obiezioni che si avanzano - pedagogia=fuffologia - avrebbero la pretesa di essere riflessioni pedagogiche - cos'altro? Ma si tratta, in effetti, solo di una pretesa, perché le contraddizioni di queste obiezioni sono tali che il loro contenuto cognitivo complessivo è nullo. Resta solo l'espressione di un sentimento di fastidio capriccioso - certamente molto umano, come tutti i momenti di regresso a stadi infantili dello sviluppo cognitivo.

Mi pare un ragionamento sofistico, non mi hai convinto affatto.

1) Le osservazioni dei sedicenti esperti pedagoghi, sulle quali si basano ricerche, libri e intere teorie, sono effettuate in contesti particolari, nel 90% dei casi esteri e nel restante 10% relative alla materna o alla primaria in Italia; le condizioni al contorno in cui vengono effettuate le osservazioni sono estremamente diverse da quelle reali in Italia e raramente i test vengono condotti in sistema di "doppio cieco" o quanto meno con una comparazione seria tra una metodologia e l'altra sull'efficacia in termini di risultati in situazioni comparabili. In definitiva queste osservazioni hanno ben poco di scientifico nel merito e nel metodo, sono poco attendibili e soprattutto non lo sono nei contesti reali delle nostre scuole.

2) in questo senso ha molto più valore l'osservazione del docente serio, che anche solo a intuito modifica in tempo reale la sua didattica in base al feedback ricevuto nel contesto reale di classi che possono essere molto diverse l'una dall'altra, che la direttiva dall'alto o la raccomandazione di usare il tal sistema didattico, il certo approccio, la certa metodologia, studiate "in vitro" o in contesti ben differenti dal nostro. Che poi ci siano docenti che non facciano né l'una né l'altra cosa è un altro paio di maniche.

3) il tentativo di fare psicologia da bar sui docenti "capricciosi, pigri e riottosi", che non vogliono adeguarsi alle "giuste" teorie pedagogiche, è da rigettare completamente. Generalizzazioni sbagliate e prive di ogni spessore come quelle degli immigrati col cellulare.

4) in questo contesto, in cui italianamente ci siamo divisi tra guelfi e ghibellini, la didattica per competenze non è più un approccio didattico e basta, ma come le tue stesse parole confermano è un moloch ideologico, sia da una parte che dall'altra. Quello che manca nella riflessione sulla pur non disprezzabile, almeno in teoria, didattica per competenze è la consapevolezza che le competenze non possono esserci se non ci sono, prima di esse, conoscenze e non ci sono abilità. Invece la didattica per competenze, anche in difformità con lo spirito delle Raccomandazioni di Lisbona, viene intesa come leva per scardinare il vecchio, maledetto e malinteso nozionismo, cioè la didattica trasmissiva vista come il Male assoluto della scuola.

5) Nella pratica, capita che migliaia di insegnanti di nuova generazione (soprattutto della primaria, ma non solo), vengano indottrinati alla "didattica per competenze" nei vari percorsi di formazione-abilitazione e sono perciò convinti dell'idea (per me sbagliata) che conti più saper fare che sapere, e ancora di più un non meglio precisato "saper essere"; gli stessi principi traspaiono largamente nei documenti ministeriali più importanti, dalle Indicazioni Nazionali in giù. I "bravi insegnanti" delle competenze inseguono quindi obiettivi didattici costantemente fuori registro rispetto alle esigenze di una crescita cognitiva e didattica dei propri alunni, e danno una importanza ridotta alla formazione di quel bagaglio di conoscenze minime, o meglio di "saperi", che rendono un alunno in grado di continuare il proprio percorso scolastico e che contribuiscono a creare un cittadino sufficientemente colto, libero e consapevole. Mi riferisco al saper "leggere, scrivere e fare di conto", alle vecchie tabelline, che sembra quasi non si debbano più imparare a memoria, alle poesie, all'addestramento a una grafia leggibile e ordinata, alle nozioni geografiche, storiche, matematiche e scientifiche, alla capacità di attenzione e di sintesi, ai riassunti e così via. Tutte cose che sono contemporaneamente nozioni, conoscenze e competenze.

Del resto come aspettarsi una posizione appena critica sulla politica scolastica da un sostenitore della 107?


Ultima modifica di ushikawa il Dom Ott 23, 2016 9:36 am, modificato 2 volte
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 9:17 am

MWM ha scritto:
La meta-contraddizione più sconcertante è rappresentata dal pregiudizio antipedagogistico di molti degli oppositori, secondo il quale, in buona sostanza, il risultato della osservazione e riflessione pedagogica aneddotica ed estemporanea del singolo docente ha molto più valore della osservazione e riflessione pedagogica sistematica di coloro che vi si dedicano professionalmente.

A parte che il lessico di questa frase è proprio tipico della fuffologia postmodernista già magistralmente presa in giro 20 anni fa da Alan Sokal (ossia, il vezzo di infarcire il discorso di parole pretenziose, per impressionare il lettore e fargli credere che ci sia sotto un significato profondissimo, quando invece non c'è)...

...potresti spiegare su cosa si basa la presunta "osservazione e riflessione pedagogica sistematica" da parte di soggetti che in aule scolastiche vere non ci mettono MAI piede?

E perché mai questa dovrebbe essere più valida di quella di chi ci lavora davvero tutti i giorni, e ha un continuo riscontro (non solo aneddotico, ma anche complessivo) sull'andamento dei risultati?
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MaurG



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 9:30 am

Didattica per competenze?
Se avessi avuto insegnanti che applicavano questa didattica non sarei mai arrivato dove sono.
Perchè non avrei imparato nulla di quanto in seguito mi sarebbe stato chiesto. Però sarei stato "competente"...
Cosa chiedono nei corsi di abilitazione e ai concorsi? Quanto siamo competenti? No, solo quanto conosciamo!
Quali competenze? A scuola si imparano le conoscenze e già non è semplice, poi magari le abilità...
Sul lavoro si diventa competenti, cioè dopo la scuola!
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MWM



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 10:01 am

ushikawa ha scritto:
Mi pare un ragionamento sofistico, non mi hai convinto affatto.

1) Le osservazioni dei sedicenti esperti pedagoghi, sulle quali si basano ricerche, libri e intere teorie, sono effettuate in contesti particolari, nel 90% dei casi esteri e nel restante 10% relative alla materna o alla primaria in Italia; le condizioni al contorno in cui vengono effettuate le osservazioni sono estremamente diverse da quelle reali in Italia e raramente i test vengono condotti in sistema di "doppio cieco" o quanto meno con una comparazione tra una metodologia e l'altra. In definitiva queste osservazioni hanno ben poco di scientifico nel merito e nel metodo, sono poco attendibili e soprattutto non lo sono nei contesti reali delle nostre scuole.

2) in questo senso ha molto più valore l'osservazione del docente serio, che anche solo a intuito modifica in tempo reale la sua didattica in base al feedback ricevuto nel contesto reale di classi che possono essere molto diverse l'una dall'altra, che la direttiva dall'alto o la raccomandazione di usare il tal sistema didattico, il certo approccio, la certa metodologia, studiate "in vitro" o in contesti ben differenti dal nostro. Che poi ci siano docenti che non facciano né l'una né l'altra cosa è un altro paio di maniche.

Forse ti sfuggono le differenze di oggetto e di metodo tra scienze sociali (soft) e scienze naturali (hard). I risultati hanno evidentemente un diverso grado di universalità, ma resta il fatto che il valore di una ricerca sistematica condotta da un singolo o da un gruppo di ricerca sulla base di un progetto il cui finanziamento è passato attraverso la valutazione di commissioni di esperti riconosciuti non può avere un valore paragonabile alle intuizioni di un soggetto scaturite dalla riflessione sulla sua esperienza individuale e dunque contestualmente piuttosto limitata.

Ma, al di là dei massimi sistemi, quali sarebbero le importanti e significative intuizioni pedagogiche scarurite dalle osservazioni dei docenti seri che metterebbero in dubbio il senso o l'efficacia della didattica per competenze? Ecco, si potrebbe cominciare da qui.

Citazione :
3) il tentativo di fare psicologia da bar sui docenti "capricciosi, pigri e riottosi", che non vogliono adeguarsi alle "giuste" teorie pedagogiche, è da rigettare completamente. Generalizzazioni sbagliate e prive di ogni spessore come quelle degli immigrati col cellulare.

Mi limito a prendere atto che, di fronte alla mancanza di contenuti, rimane il tono lamentoso e/o acrimonioso delle obiezioni quale espressione di un disagio per richieste percepite come fastidiose o indebite.

Citazione :
4) in questo contesto, in cui italianamente ci siamo divisi tra guelfi e ghibellini, la didattica per competenze non è più un approccio didattico e basta, ma come le tue stesse parole confermano è un moloch ideologico, sia da una parte che dall'altra. Quello che manca nella riflessione sulla pur non disprezzabile, almeno in teoria, didattica per competenze è la consapevolezza che le competenze non possono esserci se non ci sono, prima di esse, conoscenze e non ci sono abilità. Invece la didattica per competenze, anche in difformità con lo spirito delle Raccomandazioni di Lisbona, viene intesa come leva per scardinare il vecchio, maledetto e malinteso nozionismo.

Mi pare già un gran passo avanti che si riconosca che viene fatto un uso strumentale, ideologico e politico, dell'etichetta "didattica per competenze" che ne distorce consapevolmente e volgarmente il contenuto (nella didattica per competenze queste ultime sono definite in base alle modalità d'uso di conoscenze e abilità e, evidentemente, non pretendono di farne a meno). Mi piacerebbe poi anche capire quale sia il punto di riferimento e l'obiettivo politico di ampio respiro dei conservatori che si oppongono alla "didattica per competenze". Il mio sospetto è che si tratti di conservatorismo di comodo per l'individuo e non sia parte di una visione politica alternativa.

Citazione :
5) Nella pratica, capita che migliaia di insegnanti di nuova generazione (soprattutto della primaria, ma non solo), vengano indottrinati alla "didattica per competenze" nei vari percorsi di formazione-abilitazione e sono perciò convinti dell'idea (per me sbagliata) che conti più saper fare che sapere, e ancora di più un non meglio precisato "saper essere"; gli stessi principi traspaiono largamente nei documenti ministeriali più importanti, dalle Indicazioni Nazionali in giù. I "bravi insegnanti" delle competenze inseguono quindi obiettivi didattici costantemente fuori registro rispetto alle esigenze di una crescita cognitiva e didattica dei propri alunni, e danno una importanza ridotta alla formazione di quel bagaglio di conoscenze minime che rendono un alunno in grado di continuare il proprio percorso scolastico e che contribuiscono a creare un cittadino libero e consapevole. Mi riferisco al saper "leggere, scrivere e fare di conto", alle vecchie tabelline, che sembra quasi non si debbano più imparare a memoria, alle poesie, all'addestramento a una grafia leggibile e ordinata, alle nozioni geografiche e storiche, alla capacità di attenzione e di sintesi, ai riassunti e così via. Tutte cose che sono contemporaneamente nozioni, conoscenze e competenze.

La cattiva applicazione della didattica per competenze non è necessariamente un problema della didattica per competenze. La didattica per competenze pone l'accento su queste ultime perché riconosce la sterilità di conoscenze e abilità che non riescano ad essere applicate in modo autonomo e responsabile dagli studenti in contesti diversi da quelli dell'apprendimento formale. In altre parole, le competenze sono il senso ultimo che dovrebbero avere le conoscenze e abilità acquisite ed il loro insegnamento nel contesto educativo formale. Non è sufficiente che lo studente sappia chi era Aristotele, riconoscere e risolvere una equazione di secondo grado, individuare quali le fasi della rivoluzione francese e fare un'analisi di una funzione, se non sa che farsene di queste conoscenze e abilità nella sua vita quotidiana.


Ultima modifica di MWM il Dom Ott 23, 2016 10:22 am, modificato 3 volte
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MWM



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 10:08 am

paniscus_2.0 ha scritto:
MWM ha scritto:
La meta-contraddizione più sconcertante è rappresentata dal pregiudizio antipedagogistico di molti degli oppositori, secondo il quale, in buona sostanza, il risultato della osservazione e riflessione pedagogica aneddotica ed estemporanea del singolo docente ha molto più valore della osservazione e riflessione pedagogica sistematica di coloro che vi si dedicano professionalmente.

A parte che il lessico di questa frase è proprio tipico della fuffologia postmodernista già magistralmente presa in giro 20 anni fa da Alan Sokal (ossia, il vezzo di infarcire il discorso di parole pretenziose, per impressionare il lettore e fargli credere che ci sia sotto un significato profondissimo, quando invece non c'è)...

Sei davvero così facilmente impressionabile? Quale parola ti ha messo in crisi? "Meta-contraddizione"?  "Aneddotico"? "Estemporaneo"? Tutto il resto mi pare lessico piuttosto comune.

Citazione :
...potresti spiegare su cosa si basa la presunta "osservazione e riflessione pedagogica sistematica" da parte di soggetti che in aule scolastiche vere non ci mettono MAI piede?

E perché mai questa dovrebbe essere più valida di quella di chi ci lavora davvero tutti i giorni, e ha un continuo riscontro (non solo aneddotico, ma anche complessivo) sull'andamento dei risultati?

Forse ti può aiutare un paragone con la ricerca medica. Ci sono medici che non mettono mai piede in corsia e fanno ricerca biomedica i cui risultati si sperimentano e, se va bene, si applicano al letto dei malati con cure efficaci. Poi ci sono anche quelli che si oppongono alla medicina scientifica e preferiscono curarsi con i rimedi tradizionali della nonna, l'omeopatia, ecc. Tutto bene - almeno finché a rimetterci sono solo loro e le loro preferenze non pesano sulla finanza pubblica, che ha già i suoi problemi a garantire le cure di comprovata efficacia.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 10:36 am

MWM ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Mi pare un ragionamento sofistico, non mi hai convinto affatto.

1) Le osservazioni dei sedicenti esperti pedagoghi, sulle quali si basano ricerche, libri e intere teorie, sono effettuate in contesti particolari, nel 90% dei casi esteri e nel restante 10% relative alla materna o alla primaria in Italia; le condizioni al contorno in cui vengono effettuate le osservazioni sono estremamente diverse da quelle reali in Italia e raramente i test vengono condotti in sistema di "doppio cieco" o quanto meno con una comparazione tra una metodologia e l'altra. In definitiva queste osservazioni hanno ben poco di scientifico nel merito e nel metodo, sono poco attendibili e soprattutto non lo sono nei contesti reali delle nostre scuole.

2) in questo senso ha molto più valore l'osservazione del docente serio, che anche solo a intuito modifica in tempo reale la sua didattica in base al feedback ricevuto nel contesto reale di classi che possono essere molto diverse l'una dall'altra, che la direttiva dall'alto o la raccomandazione di usare il tal sistema didattico, il certo approccio, la certa metodologia, studiate "in vitro" o in contesti ben differenti dal nostro. Che poi ci siano docenti che non facciano né l'una né l'altra cosa è un altro paio di maniche.

Forse ti sfuggono le differenze di oggetto e di metodo tra scienze sociali (soft) e scienze naturali (hard). I risultati non hanno evidentemente un diverso grado di universalità ma resta il fatto che il valore di una ricerca sistematica condotta da un singolo o da un gruppo di ricerca sulla base di un progetto il cui finanziamento è passato attraverso la valutazione di commissioni di esperti riconosciuti non può avere un valore paragonabile alle intuizioni di un soggetto scaturite dalla riflessione sulla sua esperienza individuale e dunque contestualmente quanto più limitata possibile.

Ma, al di là dei massimi sistemi, quali sarebbero le importanti e significative intuizioni pedagogiche scarurite dalle osservazioni dei docenti seri che metterebbero in dubbio il senso o l'efficacia della didattica per competenze? Ecco, si potrebbe cominciare da qui.

Citazione :
3) il tentativo di fare psicologia da bar sui docenti "capricciosi, pigri e riottosi", che non vogliono adeguarsi alle "giuste" teorie pedagogiche, è da rigettare completamente. Generalizzazioni sbagliate e prive di ogni spessore come quelle degli immigrati col cellulare.

Mi limito a prendere atto che, di fronte alla mancanza di contenuti, rimane il tono lamentoso e/o acrimonioso delle obiezioni quale espressione di un disagio per richieste percepite come fastidiose o indebite.

Citazione :
4) in questo contesto, in cui italianamente ci siamo divisi tra guelfi e ghibellini, la didattica per competenze non è più un approccio didattico e basta, ma come le tue stesse parole confermano è un moloch ideologico, sia da una parte che dall'altra. Quello che manca nella riflessione sulla pur non disprezzabile, almeno in teoria, didattica per competenze è la consapevolezza che le competenze non possono esserci se non ci sono, prima di esse, conoscenze e non ci sono abilità. Invece la didattica per competenze, anche in difformità con lo spirito delle Raccomandazioni di Lisbona, viene intesa come leva per scardinare il vecchio, maledetto e malinteso nozionismo.

Mi pare già un gran passo avanti che si riconosca che viene fatto un uso strumentale, ideologico e politico, dell'etichetta "didattica per competenze" che ne distorce consapevolmente e volgarmente il contenuto (nella didattica per competenze queste ultime sono definite in base alle modalità d'uso di conoscenze e abilità e, evidentemente, non pretendono di farne a meno). Mi piacerebbe poi anche capire quale sia il punto di riferimento e l'obiettivo politico di ampio respiro dei conservatori che si oppongono alla "didattica per competenze". Il mio sospetto è che si tratti di conservatorismo di comodo per l'individuo e non sia parte di una visione politica alternativa.

Citazione :
5) Nella pratica, capita che migliaia di insegnanti di nuova generazione (soprattutto della primaria, ma non solo), vengano indottrinati alla "didattica per competenze" nei vari percorsi di formazione-abilitazione e sono perciò convinti dell'idea (per me sbagliata) che conti più saper fare che sapere, e ancora di più un non meglio precisato "saper essere"; gli stessi principi traspaiono largamente nei documenti ministeriali più importanti, dalle Indicazioni Nazionali in giù. I "bravi insegnanti" delle competenze inseguono quindi obiettivi didattici costantemente fuori registro rispetto alle esigenze di una crescita cognitiva e didattica dei propri alunni, e danno una importanza ridotta alla formazione di quel bagaglio di conoscenze minime che rendono un alunno in grado di continuare il proprio percorso scolastico e che contribuiscono a creare un cittadino libero e consapevole. Mi riferisco al saper "leggere, scrivere e fare di conto", alle vecchie tabelline, che sembra quasi non si debbano più imparare a memoria, alle poesie, all'addestramento a una grafia leggibile e ordinata, alle nozioni geografiche e storiche, alla capacità di attenzione e di sintesi, ai riassunti e così via. Tutte cose che sono contemporaneamente nozioni, conoscenze e competenze.

La cattiva applicazione della didattica per competenze non è necessariamente un problema della didattica per competenze. La didattica per competenze pone l'accento su queste ultime perché riconosce la sterilità di conoscenze e competenze che non riescano ad essere applicate in modo autonomo e responsabile dagli studenti in contesti diversi da quelli dell'apprendimento formale. In altre parole, le competenze sono il senso ultimo che dovrebbero avere le conoscenze e abilità acquisite ed il loro insegnamento nel contesto educativo formale. Non è sufficiente che lo studente sappia chi era Aristotele, riconoscere e risolvere una equazione di secondo grado, individuare quali le fasi della rivoluzione francese e fare un'analisi di una funzione, se non sa che farsene di queste conoscenze e abilità nella sua vita quotidiana.

Eccolo, torna il sofista che sosteneva la 107!
Ma di che cosa stiamo parlando? La didattica per competenze semplicemente NON ESISTE se non come etichetta: ti sfido a definire esattamente cosa è la didattica per competenze e come dovrebbe, per esempio, un docente di italiano storia e geografia stimolare un apprendimento per competenze anziché insegnare come si è sempre fatto, riuscendo a formare non poche migliaia di "eccellenze", ma milioni di persone dotate di istruzione e senso critico. Le ricerche "soft" delle scienze sociali possono anche essere fatte con metodi più "hard", più seri: alcune ricerche serie sull'efficacia dei metodi didattici confermano che questi ultimi contano decisamente poco rispetto ad altri fattori come la motivazione degli insegnanti, degli alunni, il contesto ecc. . Il problema non è il nome, è la rosa: e se questa rosa non è aulentissima qualche motivo ci sarà, oltre a questa rappresentazione caricaturale e ministeriale degli insegnanti renitenti.

Certi approcci didattici-metodologici innovativi nascono e funzionano più o meno bene in contesti completamente diversi: la scuola anglosassone inglese o americana che sono scuole fortemente classiste e con problemi molto superiori a quella italiana, la scuola scandinava che è una scuola fortemente finanziata dallo stato, la scuola francese, non tanto migliore della nostra, che fa parte di un sistema burocratico forte, orgoglioso consolidato; e così via.

La cattiva applicazione della didattica per competenze deriva non dalla cattiva volontà degli insegnanti, che sono tra i pochi dipendenti pubblici a farsi veramente il mazzo ben oltre le consegne, ma dalla cattiva definizione di cosa sia e di come vada applicata, che a sua volta deriva da una concezione autoritaria ed ideologica del ministero. Non si pretenda poi che gli insegnanti, che sono laureati, colti, tutelati dalla libertà di insegnamento si adeguino passivamente a quello che è stato deciso dall'alto, anche quando non è né chiaro né concretamente fattibile. Non ci sono competenze senza conoscenze, e non ci possono essere conoscenze sviluppate a fondo nell'attuale contesto scolastico italiano, soprattutto se si inseguono obiettivi sbagliati e fuorvianti, come quello del primato delle competenze sulle conoscenze e sul sapere in generale. Ma davvero, per dire una cosa che attirerà le ire di qualcuno, si pensa che addestrare in stile "competenze" un alunno o studente a scrivere un saggio breve o un'epistola sia preferibile a fargli fare il classico tema, che peraltro non sanno fare perché in precedenza si è schifato l'insegnamento di grammatica, sintassi e così via, cioè dei saperi di base? O forse chiamare "produzione verbale" il saper parlare correttamente aiuta gli alunni, cui si è negata la serietà delle conoscenze, a farlo?

Al ministero si scordino che gli insegnanti siano sempre pronti a fare le nozze con i fichi secchi! La didattica laboratoriale, che sarebbe un importante corollario della didattica per competenze, richiede investimenti; l'eliminazione delle classi pollaio, che sarebbero tanto importanti per fare una didattica seria, di qualunque tipo, richiede investimenti; passare dal modello italiano a quello scandinavo, ammesso che sia preferibile alla nostra eccellente tradizione, richiede che si spendano almeno i soldi che spendono loro nella scuola, circa il doppio per alunno di quanto non facciamo noi; la stessa didattica personalizzata per BES e DSA che ci viene chiesta richiederebbe ben altri investimenti.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 11:05 am

mac67 ha scritto:
https://www.youtube.com/watch?v=KDp1tiUsZw8

Ma lo vedi che non sei più nemmeno capace di fare una ricerca su Youtube? Riprenditi!
Grazie.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 11:13 am

MWM ha scritto:
Ogni scusa allora diventa buona pur di evitare quello sforzo. Ciò è evidente dal fatto che le obiezioni avanzate degli oppositori della didattica per competenze, quando - ma è raro - entrano nel merito delle questioni, si rivelano essere un coacervo di contraddizioni.
Entriamo nel merito: le competenze sono il sapere integrare conoscenze, abilità, e capacità personali per risolvere un problema di lavoro o di vita quotidiana; prima devi possedere le conoscenze, le abilità e le capacità personali, poi potrai sviluppare la competenza.

Il docente deve preliminarmente fornire conoscenze e sviluppare abilità, le capacità personali (l'intelligenza) sono scarsamente pilotabili dalla scuola, solo a seguire si potrà impegnare sul versante della competenza.

Nelle classi peggiori, quelle dove la didattofuffologia sostiene che le competenze siano un toccasana, le conoscenze e le abilità vengono lasciate a metà, ed il tempo per le competenze non c'è; del resto in quelle classi ci sono ben pochi alunni con capacità personali idonee.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 11:47 am

avidodinformazioni ha scritto:
MWM ha scritto:
Ogni scusa allora diventa buona pur di evitare quello sforzo. Ciò è evidente dal fatto che le obiezioni avanzate degli oppositori della didattica per competenze, quando - ma è raro - entrano nel merito delle questioni, si rivelano essere un coacervo di contraddizioni.
Entriamo nel merito: le competenze sono il sapere integrare conoscenze, abilità, e capacità personali per risolvere un problema di lavoro o di vita quotidiana; prima devi possedere le conoscenze, le abilità e le capacità personali, poi potrai sviluppare la competenza.

Il docente deve preliminarmente fornire conoscenze e sviluppare abilità, le capacità personali (l'intelligenza) sono scarsamente pilotabili dalla scuola, solo a seguire si potrà impegnare sul versante della competenza.

Nelle classi peggiori, quelle dove la didattofuffologia sostiene che le competenze siano un toccasana, le conoscenze e le abilità vengono lasciate a metà, ed il tempo per le competenze non c'è; del resto in quelle classi ci sono ben pochi alunni con capacità personali idonee.

Ma il senso della didattica per competenze è proprio che non è efficace procedere per fasi successive - prima le conoscenze, poi le abilità, poi le competenze - e che l'apprendimento risulta invece più efficace integrare i tre momenti nell'azione didattica. Risulta più efficace per l'apprendimento mostrare e far esperire allo studente il senso, l'interesse per lui, di conoscere determinati contenuti e di sviluppare determinate abilità. Si critica una "didattica per competenze" che della didattica per competenze ha solo il nome che le si attribuisce, ovvero senza sapere di quel che si parla.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 11:55 am

Ushikawa, mi pare che tu stia confermando che il problema è quello della conoscenza della didattica per competenze, che molti docenti - tu stesso, come tranquillamente ammetti - criticano senza aver ben capito di cosa si stia parlando. La didattica per competenze è un'impostazione della didattica indipendente dal contesto socio-culturale nel quale viene proposta. Nasce da considerazioni che hanno a che fare con la psicologia della cognizione e dell'apprendimento e la psicologia è quanto di più hard tu possa trovare nelle scienze sociali. La questione è dunque quella della formazione dei docenti: quanti sono disposti a formarsi e sperimentare una didattica per competenze piuttosto che continuare con il solito, consolidato, rassicurante, tran-tran?


Ultima modifica di MWM il Dom Ott 23, 2016 12:01 pm, modificato 1 volta
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 11:58 am

MWM ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
MWM ha scritto:
Ogni scusa allora diventa buona pur di evitare quello sforzo. Ciò è evidente dal fatto che le obiezioni avanzate degli oppositori della didattica per competenze, quando - ma è raro - entrano nel merito delle questioni, si rivelano essere un coacervo di contraddizioni.
Entriamo nel merito: le competenze sono il sapere integrare conoscenze, abilità, e capacità personali per risolvere un problema di lavoro o di vita quotidiana; prima devi possedere le conoscenze, le abilità e le capacità personali, poi potrai sviluppare la competenza.

Il docente deve preliminarmente fornire conoscenze e sviluppare abilità, le capacità personali (l'intelligenza) sono scarsamente pilotabili dalla scuola, solo a seguire si potrà impegnare sul versante della competenza.

Nelle classi peggiori, quelle dove la didattofuffologia sostiene che le competenze siano un toccasana, le conoscenze e le abilità vengono lasciate a metà, ed il tempo per le competenze non c'è; del resto in quelle classi ci sono ben pochi alunni con capacità personali idonee.

Ma il senso della didattica per competenze è proprio che non è efficace procedere per fasi successive - prima le conoscenze, poi le abilità, poi le competenze - e che l'apprendimento risulta invece più efficace integrare i tre momenti nell'azione didattica. Si deve mostrare e far esperire allo studente il senso, l'interesse per lui, di conoscere determinati contenuti e di sviluppare determinate abilità. Si critica una "didattica per competenze" che della didattica per competenze ha solo il nome che le si attribuisce, ovvero senza sapere di quel che si parla.
Non ho mai visto un esempio pratico di didattica per competenze di livello scuola superiore e per materie tecnico scientifiche ovvero su cose difficili che chiedono prerequisiti.

Tu hai da offrire un video, una sequenza di operazioni, una rubrica da offrirci ?

Di parole, di principi, di linee guida, di quadri me ne hanno già offerte tante, non me ne servono altre.

L'anno scorso è venuto un esperto di didattica per competenze a spiegarci cosa faceva lui: professore di latino, ci ha mostrato un filmato (Virgilio vs nonna) fatto dai suoi alunni, in cui mostrava che una parte delle esperienze di vita di Virgilio, reperite nelle "bucoliche" erano anche patrimonio esperenziale di una nonna di una studentessa.

Il filmato alternava letture delle bucoliche con brani di intervista alla nonna.

I brani delle bucoliche erano in italiano ed a domanda diretta il docente ha ammesso che i suoi studenti non avevano tradotto il testo originale, ne avevano solo selezionato brani di traduzione.

Questo è insegnare latino utilizzando le competenze ? C'è bisogno di fare latino 3 o 4 ore a settimana per sapere che gli antichi non erano alieni e che vivevano una vita simile alla nostra ? C'è bisogno di scomodare la letteratura latina per scoprire che la vita di campagna di 2000 anni fa ha analogie con la vita di campagna odierna e non con la vita metropolitana odierna ?
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rita



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 12:08 pm

a mio avviso la competenza è il saper mettere in pratica le proprie conoscenze, le propri abilità e le proprie attitudini nella vita quotidiana. mi spiego meglio: in una determinata situazione come mi comporto? cosa faccio? se c'è un problema, come lo risolvo? l' insegnante deve mettere a disposizione dello studente tutto ciò che ha a disposizione (strumenti, ecc) affinché lo studente si costruisca le proprie competenze e sappia come agire nelle varie situazioni della realtà quotidiana
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Erodoto



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 12:08 pm

MWM ha scritto:

Non è sufficiente che lo studente sappia chi era Aristotele, riconoscere e risolvere una equazione di secondo grado, individuare quali le fasi della rivoluzione francese e fare un'analisi di una funzione, se non sa che farsene di queste conoscenze e abilità nella sua vita quotidiana.

L'analisi di una funzione come base di una competenza che il 99% delle persone usa nella vita andrebbe imposta per legge. Mi  domando come faremmo se non l'avessimo, non mi arrischierei mai a far la spesa o un investimento.


MWM ha scritto:

Forse ti può aiutare un paragone con la ricerca medica. Ci sono medici che non mettono mai piede in corsia e fanno ricerca biomedica i cui risultati si sperimentano e, se va bene, si applicano al letto dei malati con cure efficaci. Poi ci sono anche quelli che si oppongono alla medicina scientifica e preferiscono curarsi con i rimedi tradizionali della nonna, l'omeopatia, ecc. Tutto bene - almeno finché a rimetterci sono solo loro e le loro preferenze non pesano sulla finanza pubblica, che ha già i suoi problemi a garantire le cure di comprovata efficacia.

E la differenza tra scienze "hard" e "soft" già dimenticata? L'avevi proposta tu eh!
Adesso non verrà mica fuori che possiamo paragonare il funzionamento e l'efficacia di un farmaco con una teoria didattica!
Ah forse ho capito, stavi solo facendo ironia. Stupido io a non averlo capito subito.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 12:14 pm

Non mi occupo di materie tecnico scientifiche, ma immagino non ci voglia un grande sforzo per trovare buoni esempi, soprattutto se uno non si limita all'uso della lingua italiana. Quanto al tuo tentativo di ridurre un'intera disciplina scolastica come il latino ad un'attività didattica di qualche ora, non mi pare il caso di commentare. Eppure qualcosa di buono lo potresti ricavare anche da quell'esempio.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 12:15 pm

MWM ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

...potresti spiegare su cosa si basa la presunta "osservazione e riflessione pedagogica sistematica" da parte di soggetti che in aule scolastiche vere non ci mettono MAI piede?

E perché mai questa dovrebbe essere più valida di quella di chi ci lavora davvero tutti i giorni, e ha un continuo riscontro (non solo aneddotico, ma anche complessivo) sull'andamento dei risultati?

Forse ti può aiutare un paragone con la ricerca medica. Ci sono medici che non mettono mai piede in corsia e fanno ricerca biomedica i cui risultati si sperimentano e, se va bene, si applicano al letto dei malati con cure efficaci. Poi ci sono anche quelli che si oppongono alla medicina scientifica e preferiscono curarsi con i rimedi tradizionali della nonna,

Sì, appunto, fanno RICERCA, cioè stanno in un laboratorio e si sporcano materialmente le mani su evidenze di fatto concrete, su sostanze chimiche, colture cellulari, tessuti biologici, provette, pipette, filtri e fornelli, fanno MISURE quantitative, le registrano, le confrontano, le ripetono modificando le condizioni, e analizzano in maniera rigorosa le differenze di risultato tra un tentativo e l'altro. Non è che la ricerca biomedica consista in una riflessione filosofica astratta su quello che avviene nelle corsie di ospedale... o peggio ancora, in quello che SI CREDE che avvenga nelle corsie di ospedale ma senza nemmeno prendersi l'incomodo di andare a controllare se è vero, ignorando del tutto i pareri e le esperienze di chi ci lavora.

Il ricercatore psicopedagogista professionista, su quali evidenze di fatto potrebbe lavorare, che NON SIANO basate su un'osservazione razionale degli effettivi risultati di ciò che si fa a scuola? L'alternativa, appunto, è solo la riflessione filosofica astratta su dinamiche che non si conoscono...

Dai retta, hai scelto proprio il paragone più balzano e incoerente che si potesse immaginare...


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Ott 23, 2016 12:29 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 12:27 pm

Erodoto ha scritto:
MWM ha scritto:

Non è sufficiente che lo studente sappia chi era Aristotele, riconoscere e risolvere una equazione di secondo grado, individuare quali le fasi della rivoluzione francese e fare un'analisi di una funzione, se non sa che farsene di queste conoscenze e abilità nella sua vita quotidiana.

L'analisi di una funzione come base di una competenza che il 99% delle persone usa nella vita andrebbe imposta per legge. Mi  domando come faremmo se non l'avessimo, non mi arrischierei mai a far la spesa o un investimento.

Stai forse sostenendo che il 99% delle persone è in grado di riflettere sul modo in cui fa la spesa o investe in termini di analisi di una funzione? Non so dove tu viva ma nei posti che ho frequentato mi sento di affermare che le proporzioni sono sensibilmente diverse - anzi, più vicine a quelle inverse, direi. Se invece auspichi che sia così, allora sono con te e la didattica per competenze dovrebbe essere uno strumento per la realizzazione di questo stato di cose ancora ideale.

Citazione :
MWM ha scritto:

Forse ti può aiutare un paragone con la ricerca medica. Ci sono medici che non mettono mai piede in corsia e fanno ricerca biomedica i cui risultati si sperimentano e, se va bene, si applicano al letto dei malati con cure efficaci. Poi ci sono anche quelli che si oppongono alla medicina scientifica e preferiscono curarsi con i rimedi tradizionali della nonna, l'omeopatia, ecc. Tutto bene - almeno finché a rimetterci sono solo loro e le loro preferenze non pesano sulla finanza pubblica, che ha già i suoi problemi a garantire le cure di comprovata efficacia.

E la differenza tra scienze "hard" e "soft" già dimenticata? L'avevi proposta tu eh!
Adesso non verrà mica fuori che possiamo paragonare il funzionamento e l'efficacia di un farmaco con una teoria didattica!
Ah forse ho capito, stavi solo facendo ironia. Stupido io a non averlo capito subito.

Sì, ma non è che la differenza tra scienze hard e soft è sempre rilevante. La divisione del lavoro tra ricerca e applicazione accomuna tutte le discipline scientifiche oltre un certo grado del loro sviluppo. Non è che il medico che fa ricerca e non entra in corsia non sappia quali sono i problemi che deve affrontare un medico ospedaliero, tanto più che le due figure si possono sovrapporre. Allo stesso modo pedagogista e docente.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 12:49 pm

paniscus_2.0 ha scritto:


Il ricercatore psicopedagogista professionista, su quali evidenze di fatto potrebbe lavorare, che NON SIANO basate su un'osservazione razionale degli effettivi risultati di ciò che si fa a scuola? L'alternativa, appunto, è solo la riflessione filosofica astratta su dinamiche che non si conoscono...


Quando ho fatto l'anno di prova ho partecipato a una 2-giorni di formazione con gli altri docenti in prova. Uno degli incontri era con un pedagogista, il quale dopo averci intrattenuto sulla bontà e sulla scientificità del suo lavoro, perché fatto con le classi e riassunto in numeri, concluse più o meno così:

"Il fatto che il metodo X nell'anno Y con la classe Z abbia dato esiti positivi non implica naturalmente nulla sulla bontà del metodo X con la classe A o con la stessa classe Z in un altro anno"

Avevo accanto una mia collega di italiano che dovetti trattenere, altrimenti andava a strangolarlo.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 12:56 pm

mac67 ha scritto:
un pedagogista, il quale dopo averci intrattenuto sulla bontà e sulla scientificità del suo lavoro, perché fatto con le classi e riassunto in numeri, concluse più o meno così:

"Il fatto che il metodo X nell'anno Y con la classe Z abbia dato esiti positivi non implica naturalmente nulla sulla bontà del metodo X con la classe A o con la stessa classe Z in un altro anno"

Avevo accanto una mia collega di italiano che dovetti trattenere, altrimenti andava a strangolarlo.

Ah, ecco, 'sta cosa mi conforta: quindi non si tratta del solito fanatismo iper-razionalista di noi aridi positivisti scientisti, ci può benissimo arrivare anche una di italiano, a capire che quel pedagogista dice q*zzate...
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 1:28 pm

mac67 ha scritto:

"Il fatto che il metodo X nell'anno Y con la classe Z abbia dato esiti positivi non implica naturalmente nulla sulla bontà del metodo X con la classe A o con la stessa classe Z in un altro anno"

Almeno è stato intellettualmente onesto.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 1:30 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:


Il ricercatore psicopedagogista professionista, su quali evidenze di fatto potrebbe lavorare, che NON SIANO basate su un'osservazione razionale degli effettivi risultati di ciò che si fa a scuola? L'alternativa, appunto, è solo la riflessione filosofica astratta su dinamiche che non si conoscono...


Quando ho fatto l'anno di prova ho partecipato a una 2-giorni di formazione con gli altri docenti in prova. Uno degli incontri era con un pedagogista, il quale dopo averci intrattenuto sulla bontà e sulla scientificità del suo lavoro, perché fatto con le classi e riassunto in numeri, concluse più o meno così:

"Il fatto che il metodo X nell'anno Y con la classe Z abbia dato esiti positivi non implica naturalmente nulla sulla bontà del metodo X con la classe A o con la stessa classe Z in un altro anno"

Avevo accanto una mia collega di italiano che dovetti trattenere, altrimenti andava a strangolarlo.

Certo che avete aspettative un po' altine anche per le scienze naturali. Nenche i farmaci garantiscono il risultato nel 100% dei casi e il modulo terrestre di Schiaparelli si è appena schiantato sul suolo marziano.


Ultima modifica di MWM il Dom Ott 23, 2016 1:43 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 1:34 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
MWM ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

...potresti spiegare su cosa si basa la presunta "osservazione e riflessione pedagogica sistematica" da parte di soggetti che in aule scolastiche vere non ci mettono MAI piede?

E perché mai questa dovrebbe essere più valida di quella di chi ci lavora davvero tutti i giorni, e ha un continuo riscontro (non solo aneddotico, ma anche complessivo) sull'andamento dei risultati?

Forse ti può aiutare un paragone con la ricerca medica. Ci sono medici che non mettono mai piede in corsia e fanno ricerca biomedica i cui risultati si sperimentano e, se va bene, si applicano al letto dei malati con cure efficaci. Poi ci sono anche quelli che si oppongono alla medicina scientifica e preferiscono curarsi con i rimedi tradizionali della nonna,

Sì, appunto, fanno RICERCA, cioè stanno in un laboratorio e si sporcano materialmente le mani su evidenze di fatto concrete, su sostanze chimiche, colture cellulari, tessuti biologici, provette, pipette, filtri e fornelli, fanno MISURE quantitative, le registrano, le confrontano, le ripetono modificando le condizioni, e analizzano in maniera rigorosa le differenze di risultato tra un tentativo e l'altro. Non è che la ricerca biomedica consista in una riflessione filosofica astratta su quello che avviene nelle corsie di ospedale... o peggio ancora, in quello che SI CREDE che avvenga nelle corsie di ospedale ma senza nemmeno prendersi l'incomodo di andare a controllare se è vero, ignorando del tutto i pareri e le esperienze di chi ci lavora.

Il ricercatore psicopedagogista professionista, su quali evidenze di fatto potrebbe lavorare, che NON SIANO basate su un'osservazione razionale degli effettivi risultati di ciò che si fa a scuola? L'alternativa, appunto, è solo la riflessione filosofica astratta su dinamiche che non si conoscono...

Dai retta, hai scelto proprio il paragone più balzano e incoerente che si potesse immaginare...

Scusa, ma tu cosa pensi che facciano i pedagogisti? Come ti sei creato quell'immagine? È chiaro che le ricerche pedagogiche si basano sull'osservazione di situazioni di apprendimento e su osservazioni molto più strutturate e sistematiche di quelle che può permettersi di fare un docente che è impegnato a fare, evidentemente, un altro lavoro. Lo stesso per la ricerca medica. Ci sono le osservazioni aneddotiche dei clinici e i risultati di chi fa ricerca medica e in pochi scambierebbero i primi per i secondi - anche se più di quanti ci si possa aspettare.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 1:42 pm

avidodinformazioni ha scritto:

L'anno scorso è venuto un esperto di didattica per competenze a spiegarci cosa faceva lui: professore di latino, ci ha mostrato un filmato (Virgilio vs nonna) fatto dai suoi alunni, in cui mostrava che una parte delle esperienze di vita di Virgilio, reperite nelle "bucoliche" erano anche patrimonio esperenziale di una nonna di una studentessa.

Il filmato alternava letture delle bucoliche con brani di intervista alla nonna.

I brani delle bucoliche erano in italiano ed a domanda diretta il docente ha ammesso che i suoi studenti non avevano tradotto il testo originale, ne avevano solo selezionato brani di traduzione.

Questo è insegnare latino utilizzando le competenze ? C'è bisogno di fare latino 3 o 4 ore a settimana per sapere che gli antichi non erano alieni e che vivevano una vita simile alla nostra ? C'è bisogno di scomodare la letteratura latina per scoprire che la vita di campagna di 2000 anni fa ha analogie con la vita di campagna odierna e non con la vita metropolitana odierna ?

Ma infatti un tempo lavoretti di questo tipo si facevano in seconda o terza elementare, senza power point, senza videocamere, col solo ausilio di carta, penna e, se proprio si era tecnologici, di un registratore a cassette.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 1:48 pm

mac67 ha scritto:

Quando ho fatto l'anno di prova ho partecipato a una 2-giorni di formazione con gli altri docenti in prova. Uno degli incontri era con un pedagogista, il quale dopo averci intrattenuto sulla bontà e sulla scientificità del suo lavoro, perché fatto con le classi e riassunto in numeri, concluse più o meno così:

"Il fatto che il metodo X nell'anno Y con la classe Z abbia dato esiti positivi non implica naturalmente nulla sulla bontà del metodo X con la classe A o con la stessa classe Z in un altro anno"

Avevo accanto una mia collega di italiano che dovetti trattenere, altrimenti andava a strangolarlo.

Io rimasi inorridito da un altro di questi sedicenti esperti che, dopo aver sostenuto con vari giri di parole che 'insuccesso scolastico degli studenti è sempre un problema di metodologia didattica, a un certo punto tirò fuori questa perla di saggezza: "Non esiste la matematica, esistono solo le applicazioni della matematica".
La tentazione di rispondergli a tono era forte, decisi però di lasciare perdere perché a lavare la testa all'asino si perde solo tempo, acqua e sapone.
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 3:41 pm

rita 76 ha scritto:
a mio avviso la competenza è il saper mettere in pratica le proprie conoscenze, le propri abilità e  le proprie attitudini nella vita quotidiana. mi spiego meglio: in una determinata situazione come mi comporto? cosa faccio? se c'è un problema, come lo risolvo? l' insegnante deve mettere a disposizione dello studente tutto ciò che ha a disposizione (strumenti, ecc) affinché lo studente si costruisca le proprie competenze e sappia come agire nelle varie situazioni della realtà quotidiana
A tuo avviso la didattica per competenze non dovrebbe esistere visto che se le deve fare lo studente da solo.

La legge dice il contrario e soprattutto tu dicevi

"la didattica per competenze, a mio parere, è molto utile e 'dovrebbe' essere attuata dappertutto"

"certo e ho notato che la realtà è completamente diversa perché pochi la attuano; la maggioranza degli insegnanti non ha capito che è efficace."
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MessaggioOggetto: Re: La didattica per competenze non si discute: si ama!   Dom Ott 23, 2016 3:46 pm

MWM ha scritto:
Non mi occupo di materie tecnico scientifiche, ma immagino non ci voglia un grande sforzo per trovare buoni esempi, soprattutto se uno non si limita all'uso della lingua italiana. Quanto al tuo tentativo di ridurre un'intera disciplina scolastica come il latino ad un'attività didattica di qualche ora, non mi pare il caso di commentare. Eppure qualcosa di buono lo potresti ricavare anche da quell'esempio.
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Si, che il latino non serve per leggere i classici latini, basta leggere le traduzioni.

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