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 Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)

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precario_acciaio.



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MessaggioOggetto: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Sab Set 10, 2016 11:29 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/chiamata-diretta-neoimmessi-in-ruolo-anp-presidi-superuomini-adesso-il-riconoscimento-economico/

Chiunque ha diritto alla retribuzione e, quando si tratta di funzioni di dirigenza, è giusto che lo stipendio sia superiore, tuttavia da qui a chiedere soldi in più per le operazioni di avvio dell'anno scolastico ce ne corre: questa rivendicazione mi pare molto eccessiva, così come i docenti che vorrebbero essere pagati di più per il lavoro svolto.
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sconcertato_1



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Sab Set 10, 2016 3:07 pm

lucetta10 ha scritto:
sconcertato_1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
michetta ha scritto:
e perché io dipendente pubblica dovrei avere un "significativo sgravio" e mia madre, impiegata nel settore privato, no?
Ogni tanto salti su con cose che non si possono sentire. L'hai detto più volte che consideri equo lo stipendio degli insegnanti. Libero di pensarlo. Ma questa degli sgravi ai dipendenti pubblici, proprio no. Lucetta ha ragione.

Mha, capisco che non si possa mai avere una posizione leggermente diversa dalla massa; comunque, attendiamo con serena fiducia l'aumento di stipendio su base regionale che sicuramente ci sarà.



Veramente è folle anche pagare differentemente per la stessa prestazione due figure identiche solo perché una vive a Catanzaro e l'altra a Venezia. A questo punto propongo decurtazioni per chi vive a casa con mamma da riversare nelle casse di chi ha più di un figlio

Perché mai? Nel privato è già così e nessuno su scandalizza. È la semplice regola del mercato. Ti pago di più per fare lo stesso lavoro laddove costa di più viverci. Dov'è lo scandalo?

Altrimenti dobbiamo nazionalizzare il prezzo del pane, della carne e di tutti i beni essenziali e non.



Il privato fa come crede.
Stiamo qui a stracciarci le vesti per un differente trattamento professionale per chi viene assunto per tre anni in un ambito e chi è titolare su cattedra, e poi ci mettiamo a rivendicare che il prof calabrese debba prendere la paga più bassa di quello lombardo?
Una categoria di matti...
Calmierare i bani di primo consumo va benissimo, ma non c'entra nulla con gli statali, e triplicherebbe la tassazione a carico delle regioni già  tartassate

Anche lo stato fa come vuole. È il mercato che detta leggi. La regionalizzazione dello stipendio renderebbe anche più appetibile lo spostamento dei colleghi dal sud. Lo stati avrebbe meno problemi a trovare insegnanti in Lombardia.

Cmq non vedo lo scandalo. I saldatori o cassieri in calabria guadagnano meno perché è rapportato al costo della vita. Il potere d'acquisto non cambia. Perché i docenti del nord devono invece essere penalizzati pur svolgendo lo stesso lavoro rispetto ai colleghi del sud?

Infine non confondere stato giuridico con economico, Non c'entra nulla la buona sola.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Sab Set 10, 2016 4:33 pm

sconcertato_1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
sconcertato_1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
michetta ha scritto:
e perché io dipendente pubblica dovrei avere un "significativo sgravio" e mia madre, impiegata nel settore privato, no?
Ogni tanto salti su con cose che non si possono sentire. L'hai detto più volte che consideri equo lo stipendio degli insegnanti. Libero di pensarlo. Ma questa degli sgravi ai dipendenti pubblici, proprio no. Lucetta ha ragione.

Mha, capisco che non si possa mai avere una posizione leggermente diversa dalla massa; comunque, attendiamo con serena fiducia l'aumento di stipendio su base regionale che sicuramente ci sarà.



Veramente è folle anche pagare differentemente per la stessa prestazione due figure identiche solo perché una vive a Catanzaro e l'altra a Venezia. A questo punto propongo decurtazioni per chi vive a casa con mamma da riversare nelle casse di chi ha più di un figlio

Perché mai? Nel privato è già così e nessuno su scandalizza. È la semplice regola del mercato. Ti pago di più per fare lo stesso lavoro laddove costa di più viverci. Dov'è lo scandalo?

Altrimenti dobbiamo nazionalizzare il prezzo del pane, della carne e di tutti i beni essenziali e non.



Il privato fa come crede.
Stiamo qui a stracciarci le vesti per un differente trattamento professionale per chi viene assunto per tre anni in un ambito e chi è titolare su cattedra, e poi ci mettiamo a rivendicare che il prof calabrese debba prendere la paga più bassa di quello lombardo?
Una categoria di matti...
Calmierare i bani di primo consumo va benissimo, ma non c'entra nulla con gli statali, e triplicherebbe la tassazione a carico delle regioni già  tartassate

Anche lo stato fa come vuole. È il mercato che detta leggi. La regionalizzazione dello stipendio renderebbe anche più appetibile lo spostamento dei colleghi dal sud. Lo stati avrebbe meno problemi a trovare insegnanti in Lombardia.

Cmq non vedo lo scandalo. I saldatori o cassieri in calabria guadagnano meno perché è rapportato al costo della vita. Il potere d'acquisto non cambia. Perché i docenti del nord devono invece essere penalizzati pur svolgendo lo stesso lavoro rispetto ai colleghi del sud?

Infine non confondere stato giuridico con economico, Non c'entra nulla la buona sola.


Se il mercato dettasse le leggi allo stato non ci sarebbero fase C e potenziamento, ma nemmeno sanità pubblica, istruzione gratuita e orpelli vari dello stato sociale, nessuno benedetto dal signor mercato.
Per il tuo stesso ragionamento, nel mondo, le donne guadagnano meno. Fai impressione veder difendere una simile logica da un insegnante della scuola pubblica, ma ribadisco: categoria di matti!
Non si capisce per quale motivo poi si possa intaccare lo stato economico ma non quello giuridico... mistero! La buona scuola semmai dimostra il contrario
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precario_acciaio.



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Sab Set 10, 2016 4:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Mi sa che hai ragione. E' opportuno quindi per valorizzare il tuo percorso di studi, complesso ed elitario, che tu ti rivolga laddove le tue competenze possano essere maggiormente apprezzate e cioè nel privato, lì indubbiamente ti pagheranno molto di più di un operaio della catena di montaggio, non sprecare la tua vita in un lavoro così sottopagato.
il mio percorso non è elitario, è solo faticoso e lungo.

Se tu mi paghi quanto dico io, io lavolo quanto dici tu, se tu mi paghi quanto dici tu, io lavolo quanto dico io.

Lo diceva un cinese (notato il "lavolo" ?), forse Confucio.

Lasciami l'opportunità di scegliere il lavoro che ritengo opportuno e di calibrare il mio impegno in relazione allo stipendio.
Soprattutto accontentati di me che sono arrivato 34esimo al mio concorso; il 35esimo è da presumere che fosse peggiore di me.

Non devi calibrare nulla; hai degli obblighi da assolvere e lo stipendio è quello; se vuoi di più vai nel privato portando con orgoglio il tuo 35esimo posto al concorso e ti daranno i tuoi 2000 sacchi.
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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Sab Set 10, 2016 6:26 pm

precario_acciaio. ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Mi sa che hai ragione. E' opportuno quindi per valorizzare il tuo percorso di studi, complesso ed elitario, che tu ti rivolga laddove le tue competenze possano essere maggiormente apprezzate e cioè nel privato, lì indubbiamente ti pagheranno molto di più di un operaio della catena di montaggio, non sprecare la tua vita in un lavoro così sottopagato.
il mio percorso non è elitario, è solo faticoso e lungo.

Se tu mi paghi quanto dico io, io lavolo quanto dici tu, se tu mi paghi quanto dici tu, io lavolo quanto dico io.

Lo diceva un cinese (notato il "lavolo" ?), forse Confucio.

Lasciami l'opportunità di scegliere il lavoro che ritengo opportuno e di calibrare il mio impegno in relazione allo stipendio.
Soprattutto accontentati di me che sono arrivato 34esimo al mio concorso; il 35esimo è da presumere che fosse peggiore di me.

Non devi calibrare nulla; hai degli obblighi da assolvere e lo stipendio è quello; se vuoi di più vai nel privato portando con orgoglio il tuo 35esimo posto al concorso e ti daranno i tuoi 2000 sacchi.
I miei obblighi li assolvo, potrei andare oltre e fare di più, ma a me va bene così
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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Sab Set 10, 2016 11:50 pm

lucetta10 ha scritto:



Se il mercato dettasse le leggi allo stato non ci sarebbero fase C e potenziamento, ma nemmeno sanità pubblica, istruzione gratuita e orpelli vari dello stato sociale, nessuno benedetto dal signor mercato.
Per il tuo stesso ragionamento, nel mondo, le donne guadagnano meno. Fai impressione veder difendere una simile logica da un insegnante della scuola pubblica, ma ribadisco: categoria di matti!
Non si capisce per quale motivo poi si possa intaccare lo stato economico ma non quello giuridico... mistero! La buona scuola semmai dimostra il contrario

Beh, non credo che il matto sia io visto che al tuo primo intervento di questo thread mi hai dato ragione ed ora, nel giro di qualche ora, sembra che.tu abbia cambiato idea.

Detto questo, se dico che il mercato detta legge è una cosa ovvia. È compito dello stato individuare le istituzioni che intende finanziare, in relazione alla sua costituzione, ed è suo compito rendere tale istituzione efficente ed efficace. Per ottenere quest'ultimo obiettivo deve necessariamente tener conto delle esigenze di mercato. Lo stato si muove dentro queste regole per compiere la sua funzione al servizio dei cittadini. Per esempio, se il mercato in una determinata regione chiede tecnici meccanici perché vi sono molte fabbriche di tale settore, allora lo stato soddisfa tale esigenze attravero la presenza dell'apposito istituto. È chiaro?

Pensare che il mercato sia una entità esterna.allo stato è pura follia.

Per favore, non parlare della buona sola che non ha nulla a che fare.con la logica di regionalizzazione dello stipendio. Naturalmente con contratto nazionale, su questo sono pienamente.d'accordo.
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Dom Set 11, 2016 6:18 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Lasciami l'opportunità di scegliere il lavoro che ritengo opportuno e di calibrare il mio impegno in relazione allo stipendio.
Soprattutto accontentati di me che sono arrivato 34esimo al mio concorso; il 35esimo è da presumere che fosse peggiore di me.

come disse un pizzaiolo
che sfornava solo suole
ma vantava le sue scuole
io so i lieviti e il Barolo :-)
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Dom Set 11, 2016 10:35 pm

sconcertato_1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:



Se il mercato dettasse le leggi allo stato non ci sarebbero fase C e potenziamento, ma nemmeno sanità pubblica, istruzione gratuita e orpelli vari dello stato sociale, nessuno benedetto dal signor mercato.
Per il tuo stesso ragionamento, nel mondo, le donne guadagnano meno. Fai impressione veder difendere una simile logica da un insegnante della scuola pubblica, ma ribadisco: categoria di matti!
Non si capisce per quale motivo poi si possa intaccare lo stato economico ma non quello giuridico... mistero! La buona scuola semmai dimostra il contrario

Beh, non credo che il matto sia io visto che al tuo primo intervento di questo thread mi hai dato ragione ed ora, nel giro di qualche ora, sembra che.tu abbia cambiato idea.

Detto questo, se dico che il mercato detta legge è una cosa ovvia. È compito dello stato individuare le istituzioni che intende finanziare, in relazione alla sua costituzione, ed è suo compito rendere tale istituzione efficente ed efficace. Per ottenere quest'ultimo obiettivo deve necessariamente tener conto delle esigenze di mercato. Lo stato si muove dentro queste regole per compiere la sua funzione al servizio dei cittadini. Per esempio, se il mercato in una determinata regione chiede tecnici meccanici perché vi sono molte fabbriche di tale settore, allora lo stato soddisfa tale esigenze attravero la presenza dell'apposito istituto. È chiaro?

Pensare che il mercato sia una entità esterna.allo stato è pura follia.

Per favore, non parlare della buona sola che non ha nulla a che fare.con la logica di regionalizzazione dello stipendio. Naturalmente con contratto nazionale, su questo sono pienamente.d'accordo.


A parte il fatto che mi pareva evidente l'ironia del mio primo intervento (ti invito a rileggerlo con un ghigno mefistofelico); appellarsi a una contrattazione nazionale per regionalizzare lo stipendio di figure identiche che assolvono lo stesso incarico dopo un identico sistema di arruolamento e dopo aver pagato le stesse tasse universitarie per avere il titolo, è semplicemente demenziale.
Quando leggo le apologie del mercato, che adesso sarebbe perfino parte dello stato, mi viene sempre una certa malinconia, ma si sa, sono un'inguaribile statalista!
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sconcertato_1



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 9:18 am

lucetta10 ha scritto:
appellarsi a una contrattazione nazionale per regionalizzare lo stipendio di figure identiche che assolvono lo stesso incarico dopo un identico sistema di arruolamento e dopo aver pagato le stesse tasse universitarie per avere il titolo, è semplicemente demenziale.
Quando leggo le apologie del mercato, che adesso sarebbe perfino parte dello stato, mi viene sempre una certa malinconia, ma si sa, sono un'inguaribile statalista!  

Non è vero. Le tasse universitarie variano da regione a regione e dal tipo di università. Se poi vuoi prendere a riferimento l'università allora ingegneria prevedeva 5 anni e 4 per lettere e giurisprudenza (almeno quando mi sono laureato io).

Anche le tasse da lavoro dipendente variano a seconda della regione, cosi come le tasse per attività produttive e mille altri balzelli statali.

Mi sembra una.cosa logica che se per vivere a milano servono più soldi devo per forza pagare di più chi va a lavorare li, altrimenti lo penalizzo. È proprio quello che lo stato sta facendo, sta penalizzando chi vive nei luoghi in cui ul costo della vita è decisamente superiore. Sarà anche per questo che fa fatica a trovare insegnanti in quei luoghi?

Se poi tu vuoi vivere in un mondo ideologico, avulso dalla realtà, accomodati pure. Non posso biasimare chi decide di vivere da poveraccio.

P.S. demente sarai tu.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 2:10 pm

E se lo stato-mercato che calibra i suoi guadagni ti rispondesse che 1400 euro sono tanti per vivere nel paesello in provincia di Crotone (che poi è quello che dici anche tu) e stabilisse di decurtare quello invece di alzarlo a chi sta in zona Navigli?
Se regionalizzazione deve essere non vedo dove sia la convenienza del mercato a pensarla al rialzo: o esiste solo la nostra a pensare in termini di mercato quando ci pare?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 2:45 pm

Tranquilli ragazzi. ..sono previsti scioperi a raffica, il venerdì 21 per esempio,per farsi dei bei ponti autunnali....
LICENZIAMENTO IN TRONCO darei a sta gente!!!!!!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 4:22 pm

Guarda che 'sta cosa l'hai già detta più volte, ma non l'hai mai argomentata.

Abbiamo capito che a te personalmente stanno antipatici quelli che scioperano, e dal punto di vista dei gusti personali va benissimo... ma potresti per favore portare una motivazione un po' più seria sul perché dovrebbero meritare il licenziamento, visto che non stanno violando nessuna legge e che non stanno approfittando di nessun vantaggio indebito?

Il fatto che stiano personalmente antipatici a te non è una motivazione sufficiente, prova a inventartene una più convincente e più fondata.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 6:55 pm

Ok. Nei momenti cruciali in cui è possibile davvero esplicare azioni energiche, vale a dire blocco scrutini e maturità, si cagano in mano per la paura di provvedimenti disciplinari..
Idem in situazioni gravissime come le mancate remunerazioni,vedi altro post...
Allora gli sfaticati don Abbondio che fanno? Si accodano al gregge dei finti sindacati che organizzano IN UTILIZZO simpatiche passeggiate con bandierine o ineguagliabili venerdì a casa.LASCIANDO NELLA MERDA I GENITORI CHE SI TROVANO I FIGLI FUORI DA MATERNE E MEDIE..
Per inciso paniscus quando avevi figli piccoli le maestre facevano sciopero?e se si chi andava a prenderti i bambini mentre tu eri a scuola?
Questi "non si garantisce..." sono crimini e andrebbero processati in Corea del Nord
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 6:58 pm

Felipeto ha scritto:
Ok. Nei momenti cruciali in cui è possibile davvero esplicare azioni energiche, vale a dire blocco scrutini e maturità, si cagano in mano per la paura di provvedimenti disciplinari..
Idem in situazioni gravissime come le mancate remunerazioni,vedi altro post...
Allora gli sfaticati don Abbondio che fanno? Si accodano al gregge dei finti sindacati che organizzano IN UTILIZZO simpatiche passeggiate con bandierine o ineguagliabili venerdì a casa.LASCIANDO NELLA MERDA I GENITORI CHE SI TROVANO I FIGLI FUORI DA MATERNE E MEDIE..
Per inciso paniscus quando avevi figli piccoli le maestre facevano sciopero?e se si chi andava a prenderti i bambini mentre tu eri a scuola?
Questi "non si garantisce..." sono crimini e andrebbero processati in Corea del Nord
Sì, lì, non qui.
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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 7:20 pm

Felipeto ha scritto:


Si accodano al gregge dei finti sindacati che organizzano IN UTILIZZO simpatiche passeggiate con bandierine o ineguagliabili venerdì a casa.LASCIANDO NELLA MERDA I GENITORI CHE SI TROVANO I FIGLI FUORI DA MATERNE E MEDIE..

Per inciso paniscus quando avevi figli piccoli le maestre facevano sciopero?e se si chi andava a prenderti i bambini mentre tu eri a scuola?

Ok, abbiamo capito:

sei TU quello che intendi la professione dell'insegnamento (compresa la TUA) come un servizio di baby sitter.

Io no.

Quindi, per favore, evita di provocarmi su questo punto, perché con me non attacca proprio.
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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 7:52 pm

E comunque anche le baby sitter hanno il diritto di sciopero.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 9:41 pm

..comunque non hai risposto. ..
Fino a prova contraria, se non ti chiami Briatore e se nella azienda in cui lavori non c è il Nido, l Infanzia e la Primaria svolgono ANCHE QUEL RUOLO.. non vedo lo scandalo. .
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 9:43 pm

Chi fa sciopero alle superiori fa dar vacanza a se stesso e agli alunni, GIACCHÉ NEI GIORNI DI SCIOPERO I RAGAZZI spesso non vengono,danneggiando anche il MIO lavoro..a calcio in culo li prenderei,ma mi limito a togliere il saluto.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 9:45 pm

E infatti se tu non fai sciopero, stai lì a fare regolarmente lezione, e i ragazzi non vengono, tu sei liberissimo di trattarli come ti pare, compreso anche il penalizzare chi non è venuto... chi te lo impedisce?

Se avevi fissato un compito e mezza classe non viene, tu lo fai fare regolarmente a quelli che ci sono (e che hanno effettivamente rispettato gli impegni previsti), e poi alla prima occasione lo fai recuperare agli altri dandoglielo più difficile.

Se avevi programmato una spiegazione, la fai lo stesso a quelli che ci sono, scrivi sul registro che l'hai fatta, e gli altri si arrangiano perché quell'argomento se lo dovranno studiare da soli.

Dove sta il problema?

Se gli studenti fanno assenza di massa, la responsabilità è solo LORO, non del collega che ha fatto sciopero!
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 10:08 pm

A calco in culo prenderei i colleghi,non dei ragazzi in crescita che ricevono da questi scioperi ricorrenti un messaggio di fancazzismo e menefreghismo. .
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 10:14 pm

Ok... quindi mi pare di aver capito che tu APPROFITTI degli scioperi altrui per non fare un tubo in classe anche quando tu non fai sciopero e sei formalmente in servizio.

Così ti becchi la giornata di vacanza pure tu, perché di fatto non lavori, e passi il tempo a chiacchierare del più e del meno con gli studenti... però non ti fai sottrarre la giornata di stipendio, perché formalmente non hai fatto sciopero.

Bello comodo!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 10:15 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ok... quindi mi pare di aver capito che tu APPROFITTI degli scioperi altrui per non fare un tubo in classe anche quando tu non fai sciopero e sei formalmente in servizio.

Così ti becchi la giornata di vacanza pure tu, perché di fatto non lavori, e passi il tempo a chiacchierare del più e del meno con gli studenti... però non ti fai sottrarre la giornata di stipendio, perché formalmente non hai fatto sciopero.

Bello comodo!


tanto i calci in culo chiacchierati non fanno sudare!
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 11:03 pm

Assolutamente no! Io faccio regolarmente lezione con i presenti.. abolendo gli scioperi e licenziando i fancazxisti tuttavia,la programmazione didattica proseguirebbe più spedita
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Lun Set 12, 2016 11:20 pm

Felipeto ha scritto:
Assolutamente no! Io faccio regolarmente lezione con i presenti.. abolendo gli scioperi e licenziando i fancazxisti  tuttavia,la programmazione didattica proseguirebbe più spedita
PADME: Non ti piacciono proprio i politici, eh?
ANAKIN: Solamente due o tre. Però di uno non sono tanto sicuro. Il sistema per me non funziona.
PADME: Come lo faresti funzionare?
ANAKIN: Ci vuole un sistema in cui i politici si siedano intorno a un tavolo e discutano i problemi, stabiliscano cosa fare per il bene comune, e poi agiscano.
PADME: È quello che facciamo, infatti. Il guaio è che non sempre la gente è d’accordo.
ANAKIN: E allora bisogna costringerla.
PADME: E come? Chi dovrebbe costringerla?
ANAKIN: Non lo so. Qualcuno.
PADME: Tu?
ANAKIN: Neanche per sogno.
PADME: Qualcuno comunque.
ANAKIN: Che abbia le idee chiare.
PADME: Somiglia tanto a una dittatura, secondo me.
ANAKIN: Beh, se funziona…


Sai che fine a fatto Anakin ?
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sconcertato_1



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Mar Set 13, 2016 9:02 am

lucetta10 ha scritto:
E se lo stato-mercato che calibra i suoi guadagni ti rispondesse che 1400 euro sono tanti per vivere nel paesello in provincia di Crotone (che poi è quello che dici anche tu) e stabilisse di decurtare quello invece di alzarlo a chi sta in zona Navigli?
Se regionalizzazione deve essere non vedo dove sia la convenienza del mercato a pensarla al rialzo: o esiste solo la nostra a pensare in termini di mercato quando ci pare?

Questo è parte della contrattazione e della volontà politica. Una cosa è certa, 1400€ sono insufficienti per vivere in modo dignitoso a Milano soprattutto per chi ha o pensa di avere figli.
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Ilariagala



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MessaggioOggetto: Re: Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)   Mar Set 13, 2016 9:16 am

Avido, che mito
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Equo e giusto salario (però non bisogna sempre volere di più)
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