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 Non vedere più in là della punta del proprio naso

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Sab Set 10, 2016 5:22 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/scuola-boccia-tar-promuove-per-vizi-di-forma-genitori-ricorrono-e-vincono-la-promozione-del-figlio/

“L’istituto scolastico ha predisposto il ‘pdp’ (piano didattico personalizzato) oltre la scadenza del termine – spiega il Tar nel motivare la sentenza – La famiglia del minore non è stata oggetto di specifiche comunicazioni relative all’andamento scolastico del minore in relazione al ‘dsa’ (disturbo specifico di apprendimento) di cui era affetto, limitandosi la scuola alle ordinarie interlocuzioni avvenute in sede di colloqui di cui peraltro non risulta specifica documentazione”.

Una relazione di un esperto comunicata lo scorso maggio all’istituto, inoltre, sottolinea ancora il Tar, “attesta un peggioramento della condizione psicologica del minore che non risulta essere stata presa analiticamente in considerazione dalla scuola, come fatto palese dalla non menzione della stessa nel verbale del consiglio di classe”.

Bene, il TAR ha ragione, i docenti non si sono sbrigati nè hanno preso per oro colato la comunicazione dell'esperto, quindi sono attaccabili e vanno attaccati, ma il ragazzo ? L'anno prossimo costruirà gli apprendimenti del nuovo anno sulle solide basi apprese durante il ricorso o affonderà nella palude della sua ignoranza ?

Però anch'io che domande mi faccio ? Lo scopo della scuola non è insegnare ma stampare diplomi ed il diploma si può stampare comunque no ?

Tanto i posti di lavoro sono insufficienti, un bel po' di disoccupati sono inevitabili; chi lo diventi ha poca importanza e quel ragazzo non deve fare paura più a nessuno, ormai è fuori dai giochi.

Vai così, Andrea, un concorrente in meno !
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 12:38 pm

Quanto al fatto che, secondo te, non si dovrebbe "lanciare il sasso e nascondere la mano", ti faccio notare che è esattamente quello che fai tu, da anni, ogni volta (cioè, molto spesso) che racconti aneddoti capitati ai tuoi figli, o a qualche tuo conoscente, o a qualcuno che ha a che fare con le associazioni che segui. Anche in tutti quei casi, si tratta evidentemente di persone perfettamente RICONOSCIBILI a chiunque altro abbia già familiarità con il contesto.

Ovviamente non saranno riconoscibili da me, o dalla grande massa di perfetti sconosciuti che scrivono su questo forum da tutta Italia, ma di sicuro chiunque ti conosca e conosca il contesto in cui tu ti muovi (e ammetterai che la tua identità non sia un segreto per nessuno, vista la dovizia di particolari sulla tua vita privata, familiare e sociale che dissemini ovunque) può riconoscere perfettamente di chi parli, anche se non fai nomi e cognomi...
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 1:08 pm

Ire non vuole riconoscere l'enorme business che sta dietro alle certificazioni. Per quanto mi riguarda, i veri dsa sono esclusivamente quelli certificati dal servizio asl, in quanto il reddito del professionista non dipende dal numero di dislessici che sforna. Chi si fa certificare da un privato,chiunque egli sia, rientra nella categoria dei falsi dsa 99 volte su 100: il privato ha tutto l'interesse nel fare più diagnosi possibili e gli utenti lo sanno.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 2:47 pm

A questo aggiungerei una banale considerazione mutuata direttamente dalla fisica, e in particolare dai concetti di "equilibrio" e di "feedback". Ovvero, esistono dei fenomeni governati da forze (NON soltanto fisiche, ma intese in senso generale, anche sociali, culturali, economiche, eccetera) che spingono in più direzioni opposte, e che quindi in qualche modo finiscono per compensarsi. Non è detto che si compensino sempre fino al valore che consideriamo OTTIMO, il risultato finale potrebbe comunque essere "troppo" o "troppo poco" rispetto a quello che vorremmo, ma comunque si tende a raggiungere uno stato finale che rimane stabile.

Ad esempio, sempre in termini di certificazioni scolastiche, prendiamo quelle di disabilità, che implicano il sostegno. In tali casi, primo, non esiste un interesse diretto dello specialista a gonfiare i numeri delle diagnosi, appunto perchéè un dipendente pubblico, e quindi il suo guadagno o la sua carriera non dipendono da questo numero;

ma soprattutto, anche se questo interesse ci fosse (e quindi, ci fosse qualcuno che tende a rilasciare TROPPE certificazioni, anche in casi che non ne avrebbero bisogno), esisterebbe comunque una "forza" di contrasto a questa deriva, perché esiste un controllo della pubblica amministrazione che ha tutto l'interesse che non si sprechino soldi per nominare insegnanti di sostegno a chi non ne ha bisogno. E comunque, l'eventuale fenomeno delle sovradiagnosi, sempre che esistesse, sarebbe anche compensato dal fatto che, per la maggior parte delle famiglie il sostegno non è certo visto come una cosa appetibile, e che quindi a intraprendere il percorso degli accertamenti sono solo quelli che ne hanno DAVVERO un bisogno serio... non c'è pericolo che ci siano orde di famiglie che premono per avere la diagnosi senza averne bisogno!

Quindi, esisterebbe un fenomeno di feedback negativo... cioè, se ci fosse un numero di certificazioni troppo alto per essere vero, aumenterebbero i controlli, e le certificazioni dubbie diminuirebbero di nuovo, PROPRIO perché esiste qualcuno che ha interesse specifico nell'impedire gli eccessi. E non dico necessariamente interesse venale o personale, ma proprio ruolo istituzionale preposto a questo.

Nel caso delle certificazioni di DSA, invece, TUTTE le forze in gioco vanno nello stesso verso, e un meccanismo di contrasto non esiste. Le famiglie vanno a cercare la certificazione apposta, ossia non ci vanno con atteggiamento neutro, solo per capire se il DSA c'è davvero o no... ma ci vanno proprio perché VOGLIONO che venga certificato di sì. Il professionista ha interesse ad accontentare le famiglie, perché ci guadagna di più. La pubblica amministrazione non ha nessun interesse a controllare che vengano limitate le diagnosi false, perché tanto non c'è da nominare nessun insegnante di sostegno e quindi non ci si rimette niente. Addirittura le scuole, in molti casi, hanno tutto l'interesse che il numero di diagnosi venga gonfiato, perché in tal modo ci fanno la figura di scuola "tanto inclusiva" e "tanto attenta ai bisogni personalizzati dei ragazzi in difficoltà"...

E allora mi pare OVVIO che il fenomeno dilaghi indefinitamente senza nessun limite!
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 3:45 pm

Sono d'accordo. In epoche ormai molto lontane i pochissimi alunni con dislessia avevano il docente di sostegno. Poi, circa 15 anni fa, tale diritto e' stato eliminato. A partire da quel momento, non avendo più lo Stato alcun interesse a contenere il numero delle certificazioni, esse sono andate sempre crescendo nell'indifferenza delle istituzioni. Tanto il lavoro in più spetta agli insegnanti a parità di stipendio. La soluzione sarebbe semplice: la scuola potrebbe accettare solo le certificazioni asl che, tra l'altro, sono gratuite. Nell'arco di un anno il numero di dsa crollerebbe ed i docenti potrebbero curare davvero coloro che effettivamente hanno necessità. Se poi si ripristinasse il docente di sostegno sarebbe ancora meglio,.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 5:15 pm

Eh, ma poi verrebbe a crollare il mito del DSA come caratteristica affascinante e commovente che comporta chissà quale ipersensibilità emotiva e "intelligenza superiore alla media", nonché il diritto al vittimismo eroico per il fatto di essere "incompresi dalla cultura ufficiale"... e allora col cavolo che ci sarebbe più la corsa frenetica alle certificazioni che c'è adesso.

Le richiederebbero SOLO quelli che ne hanno bisogno davvero, e non quelli che le vedono come uno status symbol da "bambini indaco", o come un facile salvacondotto per avere voti più alti con meno sforzo (oppure, peggio ancora, come un modo più facile e meno doloroso per coprire deficit cognitivi di tutt'altro genere).
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 5:50 pm

forza ha scritto:
non volevo fare nessun discorso di compensazione nè insinuazioni sui medici....

E questo mi basta per continuare la discussione. A tutti capita di insinuare, ma almeno che non ci sia l'intenzione...

forza ha scritto:
volevo dire che ci vorrebbe molta più collaborazione scuola-famiglia-neuropsichiatria...

Questo sarebbe bello e utile, ma si corre il rischio di invadere campi non propri... Il medico (medico, non psicologo, logopedista o altro) fa la diagnosi... Meglio diagnosi che certificazione, non è l'ECDL :-)
Fa la diagnosi di DSA ma anche di altri bisogni, i cosiddetti BES. Mi mandano in bestia le diagnosi che evidenziano delle problematiche ma non mettono l'acronimo BES perché poi faccio fatica a convincere le famiglie a prendere qualche provvedimento... Ma del resto, che si tratti di un BES non deve capirlo tanto il genitore, quando l'insegnante o chi per lui.
Dopo la diagnosi e la consegna alla famiglia del documento (quando il lavoro del medico finisce), la famiglia consegna (se vuole, purtroppo) il tutto alla scuola e inizia il lavoro degli insegnanti che faranno a loro volta una valutazione del soggetto e stileranno un piano didattico personalizzato. Contemporaneamente la famiglia magari legge il documento e si rende conto che potrebbe servire anche il sostegno di uno psicologo, di un logopedista o altro, magari anche di un neuropsichiatra.

Ecco, questo è quanto. Collaborazione? Certo, tra famiglia, insegnanti e gli eventuali altri soggetti di supporto, ma credo che sia prima di tutto la famiglia a doversi prendere carico della gestione di questa collaborazione, o almeno del suo avviamento.

forza ha scritto:
io parlo x il mio vissuto, x quel che vedo nella mia scuola.... mi pare un po' strano che quasi tutti i non ammessi x scarso impegno (innumerevoli dimenticanze, rifiuto di farsi interrogare, verifiche in bianco o quasi, e tanto altro) arrivino a settembre dell'anno successivo con la certificazione dsa di un privato....

Tieni conto che se un ragazzo ha dei problemi di apprendimento, praticamente sempre te ne accorgi perché va male a scuola. Non è strano. Strano è magari che molti DSA vengano scoperti tardissimo, quando ormai disturbo e scarso impegno sono diventati una cosa sola. Un DSA potrebbe essere scoperto nei primi anni di primaria o addirittura all'asilo ed è quello il periodo buono. Al liceo, ormai, resta poco da fare... Ma lo si deve fare, sempre.

Sulla storia delle diagnosi false, preferisco evitare altri discorsi. Dico solo che sentire persone, insegnanti poi, che sanno e che non denunciano è avvilente.

forza ha scritto:

poi ci sono i dsa che andrebbero certificati ma che certi genitori rifiutano per orgoglio di far certificare così fanno il triplo della fatica

credo che il giusto stia nel mezzo....

Giusto è che le diagnosi siano regolari e che un genitore informato di possibili problemi dei figli provveda a farli visitare.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 6:16 pm

retrocomputer ha scritto:

Fa la diagnosi di DSA ma anche di altri bisogni, i cosiddetti BES. Mi mandano in bestia le diagnosi che evidenziano delle problematiche ma non mettono l'acronimo BES ....

E fai male, perché non esiste alcuna diagnosi BES.
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retrocomputer



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 6:46 pm

retrocomputer ha scritto:

Fa la diagnosi di DSA ma anche di altri bisogni, i cosiddetti BES. Mi mandano in bestia le diagnosi che evidenziano delle problematiche ma non mettono l'acronimo BES ....

mac67 ha scritto:

E fai male, perché non esiste alcuna diagnosi BES.

Mi sono spiegato sicuramente male, ma le diagnosi di BES esistono. Il neuropsichiatra a volte fa riferimento esplicito nella diagnosi alla direttiva ministeriale in materia di BES e allora è facile per tutti capire che bisogna fare qualcosa. Tante volte nella diagnosi c'è solo qualche input su come procedere e lì nascono i miei problemi comunicativi :-)
Grazie per l'osservazione.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 7:24 pm

retrocomputer ha scritto:
retrocomputer ha scritto:

Fa la diagnosi di DSA ma anche di altri bisogni, i cosiddetti BES. Mi mandano in bestia le diagnosi che evidenziano delle problematiche ma non mettono l'acronimo BES ....

mac67 ha scritto:

E fai male, perché non esiste alcuna diagnosi BES.

Mi sono spiegato sicuramente male, ma le diagnosi di BES esistono. Il neuropsichiatra a volte fa riferimento esplicito nella diagnosi alla direttiva ministeriale in materia di BES e allora è facile per tutti capire che bisogna fare qualcosa. Tante volte nella diagnosi c'è solo qualche input su come procedere e lì nascono i miei problemi comunicativi :-)
Grazie per l'osservazione.

Visto che insisti, insisto anch'io: non esistono diagnosi BES (Bisogno Educativo Speciale). Il neuropsichiatra può diagnosticare una patologia, sta alla scuola stabilire se l'alunno ha un bisogno educativo speciale o no.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 7:36 pm

In questo caso concordo con Mac.   Il Bes è un bisogno educativo che solo l'istituzione educativa può determinare.  E' chiaro che l'istituzione ha indicazioni da parte del ministero di cosa fare in caso un ragazzo presenti certe caratteristiche (svantaggio.. blocco emotivo.. situazione famigliare...  borderline cognitivo..........)

Chi fa la diagnosi, che tra l'altro non necessariamente è un medico, attesta una particolare situazione. La scuola provvede se ritiene che sia opportuno e necessario farlo.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 7:38 pm

Insisto solo perché l'ho visto scritto nelle diagnosi, altrimenti non mi permetterei :-)

Ma forse stiamo discutendo su un cavillo. E' vero che il medico diagnostica una malattia, ma nella diagnosi, anche in assenza di evidenze patologiche, sono spesso presenti riferimenti a difficoltà (quando riscontrate) di tipo non patologico e non mancano consigli su come procedere. A volte viene fatto esplicito riferimento alla direttiva sui BES e a volte vengono solo date indicazioni per insegnanti, genitori, psicologi e quant'altro... E sta poi a questi stabilire il da farsi e di usare eventualmente il termine BES se il medico non lo ha scritto. E' solo una questione di chi usa per primo l'acronimo e anche il neuropsichiatra può usarlo nella sua diagnosi, ovviamente.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 7:40 pm

Mostratemi qualcuno che non abbia bisogni educativi speciali. Tutti ne abbiamo, anche gli insegnanti. E quindi? Facilitazioni a tutti? Nessuno fa nulla e viviamo tutti felici.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 7:41 pm

Ire ha scritto:
In questo caso concordo con Mac.   Il Bes è un bisogno educativo che solo l'istituzione educativa può determinare.  E' chiaro che l'istituzione ha indicazioni da parte del ministero di cosa fare in caso un ragazzo presenti certe caratteristiche (svantaggio.. blocco emotivo.. situazione famigliare...  borderline cognitivo..........)

Chi fa la diagnosi, che tra l'altro non necessariamente è un medico, attesta una particolare situazione. La scuola provvede se ritiene che sia opportuno e necessario farlo.

No e no :-)

Il BES è solo un riferimento a una direttiva ministeriale e chiunque può evidenziarlo, anche il povero neuropsichiatra.

E una diagnosi può farla solo un medico. BES non viene diagnosticato perché non è una malattia, ma in una visita medica può essere riscontrato un BES.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 7:50 pm

Comunque ripeto, tutto è nato da una mia imprecazione tra il serio e il faceto. Nelle diagnosi dei neuropsichiatrici può apparire un riferimento alla direttiva sui BES e la cosa, qualora vi capitasse, non deve sorprendervi, OK?
Altre volte sono presenti solo dei consigli su come procedere e allora (e qui nasce la mia imprecazione) ho notato che faccio più fatica a convincere la famiglia a fare qualcosa. Tutto qui.

Ora non rispondo più su questa cosa :-)
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 7:58 pm

Per la certificazione di dsa deve essere presente una equipe multidiscpilinare che comprende anche lgoopedista e psicologo.

Per il bes, l'unico motivo per rivolgersi ad una equipe di quel tipo è quando si sospetti un dsa e venga invece rilevato o assegnato un qi limite che non consente di attribuire i problemi di apprendimento al dsa.

Per tutti gli altri bisogni educativi può essere qualsiasi specialista anche non medico a rilevare qualche problema ma non è detto che qualche specialista venga interpellato.

Lo specialista anche non medico che dovesse rilevare un problema di natura psicologica e può anche dire che quello che il ragazzo sta vivendo può essere causa di un disturbo di apprendimento (non dsa) o di un rifiuto della scuola o questo naturalmente dice alla scuola che c'è bisogno di un intervento educativo speciale.


Tra l'altro c'è differenza tra "diagnosi" e "certificazione" per la diagnosi non è nemmeno necessario ci sia l'equipe, qualsiasi psicologo può somministrare i test ed è capace di interpretarli. L'equipe deve essere presente per la certificazione ai fini scolastici di 170
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:00 pm

retrocomputer ha scritto:
Comunque ripeto, tutto è nato da una mia imprecazione tra il serio e il faceto. Nelle diagnosi dei neuropsichiatrici può apparire un riferimento alla direttiva sui BES e la cosa, qualora vi capitasse, non deve sorprendervi, OK?
Altre volte sono presenti solo dei consigli su come procedere e allora (e qui nasce la mia imprecazione) ho notato che faccio più fatica a convincere la famiglia a fare qualcosa. Tutto qui.

Ora non rispondo più su questa cosa :-)

questo è un po' diverso da quello che avevi detto prima : - )

si, il npi può anche scriverlo se vuole, ma non DEVE obbligatoriamente scriverlo.

Perchè soprattutto non è necessario che sia interpellato.

Retrocomputer, so che stiamo quasi dicendo le stesse cose, ma lo sai anche tu, con i tuoi colleghi docenti bisogna essere ben precisi : - )
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:16 pm

retrocomputer ha scritto:
Insisto solo perché l'ho visto scritto nelle diagnosi, altrimenti non mi permetterei :-)

Se l'hai visto scritto sulle diagnosi, è perché chi ha scritto la diagnosi è professionalmente scorretto, tutto lì.

O è un incompetente... oppure è un bel furbacchione che ha capito bene come adeguarsi a come gira il vento.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:33 pm

retrocomputer ha scritto:
Ire ha scritto:
In questo caso concordo con Mac.   Il Bes è un bisogno educativo che solo l'istituzione educativa può determinare.  E' chiaro che l'istituzione ha indicazioni da parte del ministero di cosa fare in caso un ragazzo presenti certe caratteristiche (svantaggio.. blocco emotivo.. situazione famigliare...  borderline cognitivo..........)

Chi fa la diagnosi, che tra l'altro non necessariamente è un medico, attesta una particolare situazione. La scuola provvede se ritiene che sia opportuno e necessario farlo.

No e no :-)

Il BES è solo un riferimento a una direttiva ministeriale e chiunque può evidenziarlo, anche il povero neuropsichiatra.

E una diagnosi può farla solo un medico. BES non viene diagnosticato perché non è una malattia, ma in una visita medica può essere riscontrato un BES.

Come dicevano in quel film: "le parole sono importanti!"

Nella diagnosi non può esserci scritto "Tizio ha un BES". Può esserci scritto "Tizio evidenzia questi problemi: tanto si segnala alla scuola, alla quale spetta stabilire se Tizio ha un BES, secondo la XXX/YY/ZZZZ o no".
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:34 pm

retrocomputer ha scritto:
Insisto solo perché l'ho visto scritto nelle diagnosi, altrimenti non mi permetterei :-)

Ma forse stiamo discutendo su un cavillo. E' vero che il medico diagnostica una malattia, ma nella diagnosi, anche in assenza di evidenze patologiche, sono spesso presenti riferimenti a difficoltà (quando riscontrate) di tipo non patologico e non mancano consigli su come procedere. A volte viene fatto esplicito riferimento alla direttiva sui BES e a volte vengono solo date indicazioni per insegnanti, genitori, psicologi e quant'altro... E sta poi a questi stabilire il da farsi e di usare eventualmente il termine BES se il medico non lo ha scritto. E' solo una questione di chi usa per primo l'acronimo e anche il neuropsichiatra può usarlo nella sua diagnosi, ovviamente.
No, non discutiamo di un cavillo, sì lo hai visto sulle diagnosi; troppo spesso i genitori vanno da uno vestito di bianco (che sembra un medico senza avere la sfacciataggine di affermarlo) e chiedono un "foglio" che aiuti il figlio s sfangarla; un professionista semiserio non scriverà che c'è un DSA (perchè è serio) ma scriverà qualcosa che non gli compete ovvero che ha delle "difficoltà" (perchè è semi).

E noi che non vediamo l'ora di trovare una scusa per formare la classe dell'anno successivo cogliamo la palla al balzo e gli diamo tutte le facilitazioni che richiede, tanto a noi che ce frega ?

Uno stato serio tirerebbe fuori la clava e romperebbe le clavicole a ragazzo fancazzista, genitore imbecille, professionista profittatore e docente strafottente; però lo stato ha un preciso vantaggio economico a promuovere anche le sedie, perchè così rimangono a scuola 5 anni e non 7 o 8 e quindi evitano di gonfiare gli organici dei docenti e la spesa pubblica.

E sapete che c'è ? Come contribuente a me sta bene così, tanto i disoccupati ci devono essere e se il disoccupato è quel ragazzo, allora mio figlio il posto lo trova.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:40 pm

Non vedo scorrettezza nello scriverlo.

Non dice nulla di falso, dice solo che quello che ha riscontrato rientra nelle tutele dei BES scolastici.
Forse ha capito davvero come adeguarsi a come gira il vento.

Potrebbe aver avuto notizia di cdc che se ne strafregano nonostante l'effettiva necessità e potrebbe aver capito che per un giudice è più facile determinare torti e ragioni se le cose sono scritte chiaramente.

A parte qui, (ma anche quei a quello che è stato detto in giornata) ci sono docenti che non vogliono lavorare di più e che mettono in discussione qualsiasi cosa. Con questo stratagemma diventa più difficile farlo
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:42 pm

lo so avido.

Siamo sempre allo stesso punto che credo inconciliabile

Io parlo di situazioni che davvero sono così, voi ogni tanto vedete situazioni che magari nascondono qualcosa di diverso.

Non credo sia un numero rilevante ma non nego ci possano essere. Come ho detto tante volte: c'è di tutto al mondo.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:42 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

Le richiederebbero SOLO quelli che ne hanno bisogno davvero, e non quelli che le vedono come uno status symbol da "bambini indaco", o come un facile salvacondotto per avere voti più alti con meno sforzo (oppure, peggio ancora, come un modo più facile e meno doloroso per coprire deficit cognitivi di tutt'altro genere).

La coordinatrice di un consiglio di classe oggi pomeriggio ha proposto di fare bes un ragazzino e di fargli il pdp adducendo come motivazione che ha poca autostima e che vive male il confronto con la sorella maggiore che aveva tutti 10

ho fatto un corso sui bes l'anno scorso, il relatore diceva massimo 2 pdp per classe, altrimenti non riusciamo a metterli in pratica... chi ha il pdp in prima media non è detto che ce l'abbia anche in seconda e terza... uno può essere bes solo per certi periodi dell'anno....

e poi, se vedo che uno si applica ma non ci arriva, pdp o meno, bes o meno, la programmazione semplificata gliela faccio cmq.... ma non mi pare corretto che mi si imponga di ridurre gli obiettivi per chi ritengo che non ne abbia bisogno....

stesso discorso per dsa di tipo motorio.... devo ridurgli le regole della mia materia che non hanno nulla a che vedere col suo tipo di disturbo.... ma che senso ha????
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:43 pm

parli di disprassia?
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:44 pm

Ire ha scritto:
 ci sono docenti che non vogliono lavorare di più e che mettono in discussione qualsiasi cosa.  Con questo stratagemma diventa più difficile farlo
Esiste anche una sparuta minoranza di docenti convinta che abbassare l'asticella sia contrario all'interesse del ragazzo, convinti che davanti ad una difficoltà non si debba avere facilitazioni ma si debba profondere più impegno.

Chi ha problemi di traspirazione si deve lavare più spesso anche se è scocciante, non deve chiedere che gli altri si turino il naso.

Parlo di BES, che a differenza del DSA non sono una malattia.
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MessaggioOggetto: Re: Non vedere più in là della punta del proprio naso   Mer Set 14, 2016 8:45 pm

E poi, forza, ma se per caso fortuito ci fossero tre ragazzini con disagio a forte rischio di abbandono, tre che se fossero due faresti per loro il pdp, il terzo rimane escluso?

Ammetto che sia difficile seguirne tre ma la soluzione non può essere non prenderlo in carico il terzo.
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