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 La nuova scuola come centro di assistenza sociale

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MessaggioOggetto: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Lun Set 12, 2016 12:45 pm

Digitate su google "La nuova scuola come centro di assistenza sociale" e se vi va, ascoltate il video dal minuto 32:48 al minuto 44:16. Parla il professor Giorgio Israel, un uomo di grande cultura, che ha partecipato anche alla stesura delle Indicazioni Nazionali dei licei, e che proprio a settembre dello scorso anno ha lasciato questo mondo.

Secondo il professore, "nella scuola si fa sempre di meno, tra i problemi dei disabili veri, i problemi dei DSA, i problemi dei BES, cosa rimane a un insegnante della didattica ordinaria, quando poi deve affrontare tutti questi casi, deve riempire centinaia di scartafacci, deve fare dei rapporti, gli vengono dati dei questionari da compilare...ma cosa fa? Qual è lo spazio rimasto per fare la didattica ordinaria? E' una cosa drammatica e grave che sta accadendo. Una scuola trasformata sempre più in un ospedale, che però ha una struttura di tipo diverso. C'è l'idea di venire incontro al disagio sociale usando la scuola. La scuola non può essere questo, non può essere ridotta a questo. La scuola non può venire incontro a ogni tipo di problema. La formazione del cittadino dovrebbe vedere la partecipazione di molti soggetti: uno centrale è la famiglia, che non solo non va deresponsabilizzata, ma ad essa bisogna chiedere che si assuma la sua funzione nella formazione del ragazzo. La scuola deve avere come centro quello di formare un cittadino libero in quanto dotato di conoscenze autonome. Nella scuola l'insegnante dovrebbe essere un maestro, non un mero esecutore di circolari che arrivano dall'alto, non una sorta di assistente sociale. Altrimenti la scuola rischia di essere ridotta al nulla. Siamo a un bivio: o si riesce a fermare questo processo di scuola come centro sociale e lasciare alla scuola la sua funzione primaria, conoscitiva, disciplinare, in cui non sparisca tutto, non si riduca a un frammento lo studio delle discipline o altrimenti si andrà avanti nella direzione dello sfascio della società: non solo declino della scuola, ma anche della società."

Secondo me ha detto cose molto profonde sulla "buona" scuola di oggi. Voi che ne pensate?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Lun Set 12, 2016 1:11 pm

Siamo già oltre il bivio e abbiamo imboccato da tempo la strada dell'inutilità dell'istruzione.
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Lun Set 12, 2016 3:05 pm

Avete imboccato voi la strada dell'inutilità dell'istruzione, perché per me non sarà mai inutile, se poi i miei alunni la riterranno inutile peggio per loro, punto, non posso cambiarli se si ostinano a NON imparare, anche se ci provo, ma non posso fare miracoli.
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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Lun Set 12, 2016 4:16 pm

mac67 ha scritto:
Siamo già oltre il bivio e abbiamo imboccato da tempo la strada dell'inutilità dell'istruzione.

Anche se si è già superato il bivio, facendo un'inversione ad U si potrebbe ritrovare la strada giusta.
Il professor Israel aveva visto giusto nel 2014 (e all'epoca ancora non c'era la legge sulla Buona Scuola) e le sue riflessioni potrebbero illuminare coloro che hanno sbagliato strada. La scuola oggi è piena di burocrazia e di progetti di cui si potrebbe benissimo fare a meno. Come si chiedeva giustamente il professore, qual è lo spazio rimasto per fare la didattica ordinaria? La scuola non dovrebbe essere un ospedale e non dovrebbe essere un centro di assistenza sociale. La scuola dovrebbe essere un luogo in cui si fornisce cultura, istruzione e conoscenza. Se vogliono assistenti sociali, non dovrebbero fare un concorso per docenti, ma un concorso per "assistenti sociali", appunto. Tanti docenti si sono fatti un mazzo enorme per conseguire laurea, abilitazione, vittoria di concorso e poi magari si ritrovano in posti in cui di ciò che loro sanno, di ciò che hanno imparato nei loro anni di studio, non gliene frega quasi a nessuno. Se davvero il governo vuole fare della scuola un centro di assistenza sociale, sta sbagliando di grosso. Non si può andare da un meccanico e pretendere che otturi un dente cariato, così come non si può andare dal dentista e pretendere che ripari il motore di un'automobile. Un docente disciplinarista non è un'assistente sociale e non è uno da cui si può pretendere che risolva il disagio sociale dei ragazzi. Dai docenti il Ministero e le famiglie dovrebbero pretendere cultura, istruzione e conoscenza disciplinare (come era tanti anni fa), non assistenza psicologica. Andassero dagli psicologi a questo punto. Il degrado a cui siamo arrivati è enorme, e lo si capisce anche dal recente concorso docenti; non solo per via dei vari ritardi che ci sono stati, ma anche dalla tipologia di prova scritta. Se si vanno a vedere le prove di alcuni concorsi a cattedra degli anni '80, si scopre che da un punto di vista disciplinare, erano ben più complesse di quelle dell'ultimo concorso, che invece conteneva una buona dose della cosiddetta "fuffodidattica".
E questo fa sorgere una domanda: perché negli anni '80 le prove erano strutturate in quel modo e oggi no? Chi decide (e in base a quale criterio) la tipologia di una prova concorsuale? Siete davvero sicuri che i tanti bocciati dell'ultimo concorso siano incompetenti? Insomma, il bivio forse è stato davvero superato, ma non bisogna perdere la speranza di ritrovare la strada giusta.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Lun Set 12, 2016 4:24 pm

Beppo Sondi ha scritto:
mac67 ha scritto:
Siamo già oltre il bivio e abbiamo imboccato da tempo la strada dell'inutilità dell'istruzione.

Anche se si è già superato il bivio, facendo un'inversione ad U si potrebbe ritrovare la strada giusta.
Il professor Israel aveva visto giusto nel 2014 (e all'epoca ancora non c'era la legge sulla Buona Scuola) e le sue riflessioni potrebbero illuminare coloro che hanno sbagliato strada.

La strada sbagliata l'abbiamo imboccata da ben prima della 107. Già quando ero alunno io mi meravigliavo di certe promozioni di alcuni miei compagni di classe "diversamente studiosi e competenti", diciamo così.
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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Mar Set 13, 2016 12:04 pm

Un meccanico non è un dentista. Un dentista non è un meccanico.
Un docente non è uno psicologo. Un docente non è un assistente sociale.
Il compito del docente dovrebbe essere quello di trasmettere cultura, istruzione e conoscenza ad alunno. La formazione del cittadino dovrebbe vedere la partecipazione di molti soggetti: uno centrale è la famiglia, che non solo non va deresponsabilizzata, ma ad essa bisogna chiedere che si assuma la sua funzione nella formazione del ragazzo. La scuola dovrebbe avere come centro quello di formare un cittadino libero in quanto dotato di conoscenze autonome. Nella scuola l'insegnante dovrebbe essere un maestro, non un mero esecutore di circolari che arrivano dall'alto, non una sorta di assistente sociale.
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iaiataf



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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Mar Set 13, 2016 12:22 pm

L'anno scorso come neassunti ci hanno formati a non trasmettere conoscenze. Il bonus lo assegnano non a chi prepara meglio gli studenti agli esami ma a chi partecipa a più progettini. Le insufficienze partono da 4 ovunque lavori e l'8 viene considerato un voto medio. Io combatto tutto ciò lavorando seriamente nelle ore che rimangono alla didattica, ma sempre con molta diplomazia, perché anche un rimprovero bonario può essere fonte di problemi. Abbiamo le mani legate e di base siamo solo dei burocrati che devono eseguire ordini confusi e contraddittori.
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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Mar Set 13, 2016 4:42 pm

iaiataf ha scritto:
L'anno scorso come neassunti ci hanno formati a non trasmettere conoscenze. Il bonus lo assegnano non a chi prepara meglio gli studenti agli esami ma a chi partecipa a più progettini. Le insufficienze partono da 4 ovunque lavori e l'8 viene considerato un voto medio. Io combatto tutto ciò lavorando seriamente nelle ore che rimangono alla didattica, ma sempre con molta diplomazia, perché anche un rimprovero bonario può essere fonte di problemi. Abbiamo le mani legate e di base siamo solo dei burocrati che devono eseguire ordini confusi e contraddittori.

Grazie iaiataf per il tuo commento. E' davvero drammatica la situazione. Una persona magari ha passato tanti anni della sua giovinezza a studiare e ad acquisire conoscenze, e poi nella formazione da neoassunti si viene formati a non trasmettere conoscenze! E' veramente uno schifo, ma allora cosa abbiamo studiato a fare per tanti anni? Soltanto per essere selezionati meglio di altri e per vincere un concorso? Fai bene a combattere tutto ciò lavorando seriamente nelle ore di didattica, i docenti dovrebbero fare i docenti, non i burocrati! Ma possibile che non ci sia un modo per diminuire la burocrazia e i progettini dalle scuole? E' proprio una brutta situazione, e la colpa è anche della politica.
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angie



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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Mar Set 13, 2016 5:02 pm

Che delusione!Siamo sommersi dalla burocrazia! Come li formiamo questi ragazzi?? Che società avremo in futuro???
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MessaggioOggetto: Re: La nuova scuola come centro di assistenza sociale   Mer Set 14, 2016 3:03 pm

angie ha scritto:
Che delusione!Siamo sommersi dalla burocrazia! Come li formiamo questi ragazzi?? Che società avremo in futuro???

Ottimo commento! E' veramente uno schifo! Io vorrei una scuola fondata sul sapere, sulla conoscenza e sul rispetto, non una scuola piena di progetti inutili e sommersa dalla burocrazia! Il Ministero dovrebbe ascoltare quello che disse il prof. Israel in questo video:
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