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 Altra riflessione sulla puerilizzazione forzata dei giovani

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AutoreMessaggio
paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Altra riflessione sulla puerilizzazione forzata dei giovani    Dom Set 25, 2016 9:58 pm

Qualche giorno fa, è apparsa sulle prime pagine dei media nazionali la notizia di un tentativo di rivolta violenta in un carcere minorile in Campania. Per fortuna non ci sono stati morti né feriti gravi, ma comunque ci sono state aggressioni e minacce agli agenti di custodia e agli operatori sociali del carcere, e c'è stato un disastro di devastazione di oggetti materiali, arredi, elettrodomestici, porte e infissi, termosifoni, tubature dell'acqua e quant'altro. La prima versione ufficiale è stata quella secondo cui la rivolta sarebbe scoppiata per motivi futili, come il rallentamento della fornitura di sigarette e di altri beni di consumo banali. Ma in realtà pare che non sia andata proprio così.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/09/05/news/rivolta_carcere_minorile_nel_beneventano-147224409/

E allora viene fuori un'altra realtà.

Ossia, che la rivolta dei carcerati effettivamente minorenni sia stata istigata e catalizzata dai loro compagni di detenzione più adulti e più assuefatti alla vita delinquenziale.

E allora, si fa un minimo di riflessione.

Il principio base della giustizia penale dovrebbe essere quello della pena con funzione non solo punitiva, ma anche riabilitativa, e su questo non ci piove. Un altro principio base riguarda la giustizia penale verso condannati minorenni, che in quanto tali hanno diritto, più degli adulti, a essere avviati a percorsi di recupero piuttosto che a una pura e semplice punizione. E anche su questo, in linea di principio, non c'è nulla da obiettare.

Ma adesso arriva il paradosso: da qualche anno a questa parte, si è pensato bene di estendere gli stessi criteri adottati per i minorenni, anche a una fascia intermedia di "giovani", che, pur essendo maggiorenni, si ritenevano più sensibili e più recettivi a un programma di recupero, proprio in quanto "giovani".

Per cui, si è pensato bene di mettere negli istituti penitenziari e riabilitativi MINORILI anche persone condannate per reati gravi che non erano affatto minorenni, ma che avevano 20 anni, 21, o anche 25.

Ok, anche questa, non è detto che sia una cattiva idea.

Sicuramente è vero che è più plausibile l'idea di "recuperare" un delinquente di 20 anni piuttosto che uno di 50, non nego nemmeno questo.

Ma CHE EFFETTO HA su quelli che sono effettivamente adolescenti minorenni e che dovrebbero in teoria essere esposti a proposte di recupero?

Non avrebbe effetti negativi... nell'ipotesi teorica che la delinquenza sia sempre una scelta esclusivamente individuale, e che il reo condannato sia consapevolissimo di aver sbagliato e non veda l'ora di essere aiutato a redimersi. In tali contesti, lo stesos percorso di recupero potrebbe essere altrettanto efficace sia sul 16enne che ha sbagliato, sia sul 23enne che ha sbagliato, senza problemi.

Ma in un contesto in cui la maggior parte dei criminali arriva da un milieu sociale in cui l'essere criminali costituisce uno status-symbol prestigioso (e in cui il reo condannato non pensa nemmeno lontanamente di aver sbagliato e di doversi redimere, ma anzi, non vede l'ora di essere riconosciuto come caporione tosto da quelli più grandi), questa bella pensata ha portato a conseguenze devastanti.

Trattare il delinquente incallito 25enne come se fosse un minorenne "perché tanto è comunque un ragazzo giovane" e perché "può essere aiutato anche lui con gli stessi criteri con cui si aiuta il 16enne" significa metterli insieme, a contatto diretto tra di loro, e AGEVOLARE spudoratamente la possibilità che il più grande influenzi negativamente il più giovane, e che il più giovane si esalti nell'obiettivo di diventare delinquente ancora più incallito, proprio per essere approvato e accettato dal più grande, con buona pace dei "diritti del minore" ad essere aiutato a recuperare.

Va bene che si tratta di un caso estremo, e che nella scuola non ci sono gli stessi problemi di un carcere, ci mancherebbe.

Ma mi pare comunque che un esempio del genere sia eloquente, rispetto a tutte quelle situazioni in cui si pretende di risolvere le dinamiche negative tra giovani assumendo a priori che i giovani, anche i più scorretti, violenti e prepotenti, siano tutti fragilissime vittime indifese, per il solo fatto di essere giovani.

Mi fa pensare a tutti i thread interminabili sulla lotta al bullismo, in cui si parla della lotta al bullismo, sì, ma SENZA escludere e discriminare i bulli, perché bisogna partire dal presupposto che anche loro siano vittime di qualcosa e che abbiano il diritto a essere inclusi e accolti come tutti gli altri...

Trattare il bullo allo stesso modo della vittima significa consentire al bullo di continuare a stare vicino alla vittima e continuare a tormentarla come gli pare e piace, e significa anche esporre altri ragazzi alla visione del comportamento del bullo non solo come comportamento tollerato, ma anche come strategia vincente da imitare.
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MessaggioOggetto: Re: Altra riflessione sulla puerilizzazione forzata dei giovani    Dom Set 25, 2016 10:55 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Per fortuna non ci sono stati morti né feriti gravi,
Boccaccia mia ....

Non ho mai capito perchè in carcere ci debbano essere anche i secondini, che reati hanno commesso ?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Altra riflessione sulla puerilizzazione forzata dei giovani    Dom Set 25, 2016 11:15 pm

Insomma, una variante di "chi pratica lo zoppo impara a zoppicare".
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Altra riflessione sulla puerilizzazione forzata dei giovani    Dom Set 25, 2016 11:24 pm

No, veramente io intendevo osservare che l'ossessione patologica per le "buone intenzioni" di includere e di accogliere e di coccolare il bullo e il violento, considerandoli sempre e comunque sullo stesso piano delle loro vittime in quanto "vittime anche loro", può essere controproducente due volte:

sia per la vittima, che è costretta a beccarsi la vicinanza continua del bullo invece di esserne separata,

sia per eventuali terze persone che prima non c'entravano niente, ma che di fronte a tale commistione sono incentivate a farsi belle davanti al bullo assumendo gli stessi atteggiamenti da bulli, e non certo contrastandoli...
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retrocomputer



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MessaggioOggetto: Re: Altra riflessione sulla puerilizzazione forzata dei giovani    Dom Set 25, 2016 11:40 pm

mac67 ha scritto:
Insomma, una variante di "chi pratica lo zoppo impara a zoppicare".

Che purtroppo è ancora tristemente valido...
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MessaggioOggetto: Re: Altra riflessione sulla puerilizzazione forzata dei giovani    Lun Set 26, 2016 12:34 am

retrocomputer ha scritto:
mac67 ha scritto:
Insomma, una variante di "chi pratica lo zoppo impara a zoppicare".

Che purtroppo è ancora tristemente valido...
La mela marcia fa marcire le sane, la sana non sanifica la marcia.
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