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 il vero problema

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comp_xt



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MessaggioOggetto: il vero problema   Mar Ott 18, 2016 9:03 pm

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-10-16/il-problema-e-difficolta-non-latino-112506.shtml?uuid=ADC45JdB&refresh_ce=1

Concordo.

Il problema non sono le materie "inutili" o "noiose", quanto la volontà politica di non far mettere il cervello in moto,
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Mar Ott 18, 2016 9:24 pm

Bisogna, come al solito, mettersi d'accodo.

Se si desidera una scuola che "alzi l'asticella", allora si deve rinunciare alla scuola dell' "accoglienza" per tutti e comunque.

Alzare l'asticella significa, necessariamente, che qualcuno, probabilmente molti, per un motivo o per l'altro, non riuscirà a saltarla. Dirò di più. Non siamo tutti uguali. C'è una certa parte di popolazione che, per quanto supportata e aiutata, se l'asticella rimane bassa non passa.

Ora, ripeto, bisogna mettersi d'accordo: o la scuola dell'accoglienza o la scuola dell'asticella. Tertium non datur, per dirla col latino.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Mar Ott 18, 2016 9:37 pm

Lenar ha scritto:
Bisogna, come al solito, mettersi d'accodo.

Se si desidera una scuola che "alzi l'asticella", allora si deve rinunciare alla scuola dell' "accoglienza" per tutti e comunque.

Alzare l'asticella significa, necessariamente, che qualcuno, probabilmente molti, per un motivo o per l'altro, non riuscirà a saltarla. Dirò di più. Non siamo tutti uguali. C'è una certa parte di popolazione che, per quanto supportata e aiutata, se l'asticella rimane bassa non passa.

Ora, ripeto, bisogna mettersi d'accordo: o la scuola dell'accoglienza o la scuola dell'asticella. Tertium non datur, per dirla col latino.

Non necessariamente. I voti positivi vanno dal 6 al 10. C'è spazio sia per quelli che "la sfangano" che per le eccellenze.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Mar Ott 18, 2016 9:39 pm

mac67 ha scritto:
Lenar ha scritto:
Bisogna, come al solito, mettersi d'accodo.

Se si desidera una scuola che "alzi l'asticella", allora si deve rinunciare alla scuola dell' "accoglienza" per tutti e comunque.

Alzare l'asticella significa, necessariamente, che qualcuno, probabilmente molti, per un motivo o per l'altro, non riuscirà a saltarla. Dirò di più. Non siamo tutti uguali. C'è una certa parte di popolazione che, per quanto supportata e aiutata, se l'asticella rimane bassa non passa.

Ora, ripeto, bisogna mettersi d'accordo: o la scuola dell'accoglienza o la scuola dell'asticella. Tertium non datur, per dirla col latino.

Non necessariamente. I voti positivi vanno dal 6 al 10. C'è spazio sia per quelli che "la sfangano" che per le eccellenze.

esatto... ma le lettere quante saranno?
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Mar Ott 18, 2016 10:21 pm

mac67 ha scritto:
Lenar ha scritto:
Bisogna, come al solito, mettersi d'accodo.

Se si desidera una scuola che "alzi l'asticella", allora si deve rinunciare alla scuola dell' "accoglienza" per tutti e comunque.

Alzare l'asticella significa, necessariamente, che qualcuno, probabilmente molti, per un motivo o per l'altro, non riuscirà a saltarla. Dirò di più. Non siamo tutti uguali. C'è una certa parte di popolazione che, per quanto supportata e aiutata, se l'asticella rimane bassa non passa.

Ora, ripeto, bisogna mettersi d'accordo: o la scuola dell'accoglienza o la scuola dell'asticella. Tertium non datur, per dirla col latino.

Non necessariamente. I voti positivi vanno dal 6 al 10. C'è spazio sia per quelli che "la sfangano" che per le eccellenze.
Non la fare così semplice, c'è una larga fetta della popolazione che è da 4; chi prende 6 con i polinomi prenderà 2 con le eq differenziali.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Mar Ott 18, 2016 10:52 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
Lenar ha scritto:
Bisogna, come al solito, mettersi d'accodo.

Se si desidera una scuola che "alzi l'asticella", allora si deve rinunciare alla scuola dell' "accoglienza" per tutti e comunque.

Alzare l'asticella significa, necessariamente, che qualcuno, probabilmente molti, per un motivo o per l'altro, non riuscirà a saltarla. Dirò di più. Non siamo tutti uguali. C'è una certa parte di popolazione che, per quanto supportata e aiutata, se l'asticella rimane bassa non passa.

Ora, ripeto, bisogna mettersi d'accordo: o la scuola dell'accoglienza o la scuola dell'asticella. Tertium non datur, per dirla col latino.

Non necessariamente. I voti positivi vanno dal 6 al 10. C'è spazio sia per quelli che "la sfangano" che per le eccellenze.
Non la fare così semplice, c'è una larga fetta della popolazione che è da 4; chi prende 6 con i polinomi prenderà 2 con le eq differenziali.

Ho scritto, infatti, "Non necessariamente".
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serpina



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Mer Ott 19, 2016 1:51 pm

tertium non datur nella scuola com'è oggi.
ma se cambiasse?
se non avessimo più classi ma gruppi di livello?
se il diploma attestasse le competenze effettivamente raggiunte dai singoli?
per i pedagogisti è una bestemmia: alcuni sistemi scolastici lo fanno e in effetti non sembra funzionare gran che.... da noi potrebbe?
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Mer Ott 19, 2016 3:03 pm

serpina ha scritto:
tertium non datur nella scuola com'è oggi.
ma se cambiasse?
se non avessimo più classi ma gruppi di livello?
se il diploma attestasse le competenze effettivamente raggiunte dai singoli?
per i pedagogisti è una bestemmia: alcuni sistemi scolastici lo fanno e in effetti non sembra funzionare gran che.... da noi potrebbe?
Hai mai compilato una "certificazione delle competenze" ? Se sì, lo hai fatto nella convinzione che quel documento possa fornire importanti informazioni a chi lo leggerà ?

Ti prego rispondi.
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serpina



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 7:50 am

vagheggiavo un sistema diverso dall'attuale e mi chiedevo: funzionerebbe?
se al posto delle classi avessimo gruppi di livello riusciremmo a fornire la famosa didattica individualizzata? ognuno potrebbe avere quello di cui ha bisogno?
tu che dici?
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 2:19 pm

serpina ha scritto:
vagheggiavo un sistema diverso dall'attuale e mi chiedevo: funzionerebbe?
se al posto delle classi avessimo gruppi di livello riusciremmo a fornire la famosa didattica individualizzata? ognuno potrebbe avere quello di cui ha bisogno?
tu che dici?
I gruppi di livello sono il contrario della didattica individualizzata, con alunni tutti uguali (di livello) la didattica sarebbe una ed uguale per tutti (adatta a tutti).

La didattica individualizzata si rende(rebbe) necessaria mettendo insieme alunni che hanno meritato di passare in quarta pienamente, con alunni che lo hanno meritato sul filo di lana, con alunni che che non lo hanno meritato in alcune materie, con alunni che meriterebbe l'espulsione ma poi la classe non si forma e rimangono lì, in mezzo ai coglioni. La stessa didattica a tutti non va bene; se si riuscisse bisognerebbe differenziarla (utopia).
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 3:18 pm

Ammesso che sia la soluzione auspicabile, mi domando ancora come si potrebbe fare a individuare questi fantastici livelli che ci permetterebbero di classificare i nostri robottini e inscatolarli nelle loro classi tutte uguali.
Non certo sulla base dell'acquisizione dei contenuti, dal momento che facciamo le fasce di livello per impartirne in futuro, e quindi non sappiamo se li acquisiranno (non ditemi che siamo in grado di capire come andranno con le equazioni da come sanno le tabelline... se mi devono piazzare in una classe di scarsi almeno mi si dovrà motivare meglio).
Rimane solo la base delle competenze: bene! Stiamo progettando classi future basate sulla fuffa, ma almeno diciamo che ci affidiamo alla magicamente taumaturgica didattica per competenze!
Le classi poi sarebbero continuamente rimodulabili: è cosa nota che il competente in italiano non necessariamente lo è in chimica o in educazione fisica. Quindi classi per livelli e per materie.
Abbiamo poi considerato che, se concordiamo che una scuola troppo semplice rincretinisce i ragazzi, una classe di scarsi possa abbassare il livello di chi ce lo ha già basso? Impossibile? Perché noi siamo talmente bravi da scongiurare l'ipotesi?
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 3:24 pm

lucetta10 ha scritto:
Ammesso che sia la soluzione auspicabile, mi domando ancora come si potrebbe fare a individuare questi fantastici livelli che ci permetterebbero di classificare i nostri robottini e inscatolarli nelle loro classi tutte uguali.
Non certo sulla base dell'acquisizione dei contenuti, dal momento che facciamo le fasce di livello per impartirne in futuro, e quindi non sappiamo se li acquisiranno (non ditemi che siamo in grado di capire come andranno con le equazioni da come sanno le tabelline... se mi devono piazzare in una classe di scarsi almeno mi si dovrà motivare meglio).  
Rimane solo la base delle competenze: bene! Stiamo progettando classi future basate sulla fuffa, ma almeno diciamo che ci affidiamo alla magicamente taumaturgica didattica per competenze!  
Le classi poi sarebbero continuamente rimodulabili: è cosa nota che il competente in italiano non necessariamente lo è in chimica o in educazione fisica. Quindi classi per livelli e per materie.
Abbiamo poi considerato che, se concordiamo che una scuola troppo semplice rincretinisce i ragazzi, una classe di scarsi possa abbassare il livello di chi ce lo ha già basso? Impossibile? Perché noi siamo talmente bravi da scongiurare l'ipotesi?
Ad esempio i promossi con voto di consiglio entrano nella classe successiva di livello basso e quelli promossi con media 8 in quella di livello alto, gli altri in quella di livello medio; sarebbe un eccellente inizio.

Al livello superiore si può passare o per decisione a fine anno, nello scrutinio, da parte dei docenti o su richiesta previo esame di idoneità, gratuito se lo supera ed a (forte) pagamento in caso contrario.

Volendo si trova il modo di liberare i dotati volenterosi, dalle numerose palle al piede che li azzoppano.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 3:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ammesso che sia la soluzione auspicabile, mi domando ancora come si potrebbe fare a individuare questi fantastici livelli che ci permetterebbero di classificare i nostri robottini e inscatolarli nelle loro classi tutte uguali.
Non certo sulla base dell'acquisizione dei contenuti, dal momento che facciamo le fasce di livello per impartirne in futuro, e quindi non sappiamo se li acquisiranno (non ditemi che siamo in grado di capire come andranno con le equazioni da come sanno le tabelline... se mi devono piazzare in una classe di scarsi almeno mi si dovrà motivare meglio).  
Rimane solo la base delle competenze: bene! Stiamo progettando classi future basate sulla fuffa, ma almeno diciamo che ci affidiamo alla magicamente taumaturgica didattica per competenze!  
Le classi poi sarebbero continuamente rimodulabili: è cosa nota che il competente in italiano non necessariamente lo è in chimica o in educazione fisica. Quindi classi per livelli e per materie.
Abbiamo poi considerato che, se concordiamo che una scuola troppo semplice rincretinisce i ragazzi, una classe di scarsi possa abbassare il livello di chi ce lo ha già basso? Impossibile? Perché noi siamo talmente bravi da scongiurare l'ipotesi?
Ad esempio i promossi con voto di consiglio entrano nella classe successiva di livello basso e quelli promossi con media 8 in quella di livello alto, gli altri in quella di livello medio; sarebbe un eccellente inizio.

Al livello superiore si può passare o per decisione a fine anno, nello scrutinio, da parte dei docenti o su richiesta previo esame di idoneità, gratuito se lo supera ed a (forte) pagamento in caso contrario.

Volendo si trova il modo di liberare i dotati volenterosi, dalle numerose palle al piede che li azzoppano.


Nemmeno nei miei incubi peggiori si verifica una roba del genere...
Ma avete tutti figli brillanti? Ora raccontatemi la favoletta che sareste i primi a indirizzare i vostri pargoli nella classe degli scarsi in nome di una giustizia superiore, dove il loro destino si possa compiere, dal momento che, si sa, le palle al piede rallentano solo quelli bravi, mentre messi tutti insieme invece fanno il botto!
Ma il voto dell'esame di scuola media non era un'inutile orpello? Adesso sarebbe invece in grado di decidere del livello futuro di istruzione dei ragazzi? Ma avete mai letto una pagella di scuola primaria? Ma cosa vogliamo indirizzare? Un sistema del genere già esiste: in Cina, dove si fanno le selezioni per le scuole migliori e gli altri rimangono a raccogliere cartoni fradici. Ma prima di far sopportare una cosa simile la devi strapazzare e far incazzare tanto la popolazione
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 4:15 pm

Il ragazzo che non ha acquisito le basi o lo bocci o lo promuovi in una classe dove il ripasso sarà attività fondamentale.

Io sarei per la prima, ma la seconda è comunque accettabile; e credimi, sono convinto che sia nell'interesse del ragazzo.
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 4:47 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Il ragazzo che non ha acquisito le basi o lo bocci o lo promuovi in una classe dove il ripasso sarà attività fondamentale.

Io sarei per la prima, ma la seconda è comunque accettabile; e credimi, sono convinto che sia nell'interesse del ragazzo.


e questo cosa c'entra con fare classi di livello?
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 5:29 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Il ragazzo che non ha acquisito le basi o lo bocci o lo promuovi in una classe dove il ripasso sarà attività fondamentale.

Io sarei per la prima, ma la seconda è comunque accettabile; e credimi, sono convinto che sia nell'interesse del ragazzo.


e questo cosa c'entra con fare classi di livello?
Perchè il fancazzista che non ha imparato un cippa ma è stato promosso lo stesso è allo stesso livello di quello che si è fatto il mazzo ?

Il primo, con le basi precarie che ha, è in grado di imparare le stesse cose che può imparare il secondo ?

Tu insegni alle medie; se pensi che il tuo lavoro non serva a niente, se pensi che si possa uscire dalle medie come ci si è entrati, e comunque affrontare lo stesso le superiori, con lo stesso profitto di chi alle medie studia, allora fai un regalo alla nazione, licenziati.

Se invece, come penso io, quello che fai è propedeutico a quello che faccio fare io, allora dammi ragione.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 5:57 pm

lucetta10 ha scritto:


Ma cosa vogliamo indirizzare? Un sistema del genere già esiste: in Cina, dove si fanno le selezioni per le scuole migliori e gli altri rimangono a raccogliere cartoni fradici. Ma prima di far sopportare una cosa simile la devi strapazzare e far incazzare tanto la popolazione


Non vorrei sbagliarmi ma credo che anche in Germania, alla fine della scuola media, si venga indirizzati verso una scuola o verso l'altra. Credo anche che un allievo che decida di contestare l'indirizzamento ricevuto e chieda l'iscrizione in una scuola differente da quella a cui è stato indirizzato debba sostenere una qualche prova di idoneità

In ogni caso non vedo nessuno scandalo nel selezionare la popolazione scolastica sulla base delle attitudini e delle capacità (dell'intelligenza?). Si tratta, ovviamente, di un sistema tutt'altro che "accogliente". Non credo si tratti di un sistema "anti-democratico". Al contrario se, effettivamente, la selezione viene fatta per discernere i migliori, i più "svegli" da chi arranca, potrebbe essere un metodo capace di riattivare il cosidetto "ascensore sociale", meccanismo che, invece, la politica del "todos caballeros" non può che grippare (se la selezione non viene fatta sulla base del merito scolastico allora verrà fatta sulla base di altri criteri come, ad esempio, le conoscenze, la famiglia, la possibilità di pagarsi, privatamente, una formazione migliore, magari, all'estero etc etc...)
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 6:13 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Il ragazzo che non ha acquisito le basi o lo bocci o lo promuovi in una classe dove il ripasso sarà attività fondamentale.

Io sarei per la prima, ma la seconda è comunque accettabile; e credimi, sono convinto che sia nell'interesse del ragazzo.


e questo cosa c'entra con fare classi di livello?
Perchè il fancazzista che non ha imparato un cippa ma è stato promosso lo stesso è allo stesso livello di quello che si è fatto il mazzo ?

Il primo, con le basi precarie che ha, è in grado di imparare le stesse cose che può imparare il secondo ?

Tu insegni alle medie; se pensi che il tuo lavoro non serva a niente, se pensi che si possa uscire dalle medie come ci si è entrati, e comunque affrontare lo stesso le superiori, con lo stesso profitto di chi alle medie studia, allora fai un regalo alla nazione, licenziati.

Se invece, come penso io, quello che fai è propedeutico a quello che faccio fare io, allora dammi ragione.


No, cosa c'entra con le classi per livello?
No, cosa c'entra con le classi per livello?
Il terzo capoverso è assolutamente incomprensibile e non ha nesso con il discorso che si sta facendo.
A parte questo le mie obiezioni rimangono là dove le ho lasciate, ma ne aggiungo un'altra: il fancazzista ha le stesse lacune dello scarso, del bes, del prof incapace? Che li mettiamo a fare tutti insieme? Vivi veramente nella pia illusione di poter dispensare un'unica lezione a tutti gli scarsi per colmare le uniche lacune? Basi precarie significa un'unica cosa?
Si parlava della necessità di creare un ambiente stimolante per l'intelligenza e ora invece vogliamo creare classi di soli asini e fancazzisti (che non si capisce perché debbano fare da palla al piede agli asini ma non lo debbano fare agli "eletti"), che però improvvisamente smettono di essere palle al piede per diventare stimoli intellettuali gli uni per gli altri?

Quando uno si boccia, si presume che faccia a prescindere un ripasso dell'anno precedente, mi dicono che il principio della bocciatura sia questo. Se lo metti in una classe inferiore e gli fai fare il ripasso, cosa ripassi? La lettoscrittura? Lo bocci in terza e invece di ripetere per la seconda volta il programma di terza gli dispensi quello di prima? Poi l'anno dopo che fai? Lo ribocci e ripassa quello di seconda?
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 6:15 pm

Lenar ha scritto:
lucetta10 ha scritto:


Ma cosa vogliamo indirizzare? Un sistema del genere già esiste: in Cina, dove si fanno le selezioni per le scuole migliori e gli altri rimangono a raccogliere cartoni fradici. Ma prima di far sopportare una cosa simile la devi strapazzare e far incazzare tanto la popolazione


Non vorrei sbagliarmi ma credo che anche in Germania, alla fine della scuola media, si venga indirizzati verso una scuola o verso l'altra. Credo anche che un allievo che decida di contestare l'indirizzamento ricevuto e chieda l'iscrizione in una scuola differente da quella a cui è stato indirizzato debba sostenere una qualche prova di idoneità

In ogni caso non vedo nessuno scandalo nel selezionare la popolazione scolastica sulla base delle attitudini e delle capacità (dell'intelligenza?). Si tratta, ovviamente, di un sistema tutt'altro che "accogliente". Non credo si tratti di un sistema "anti-democratico". Al contrario se, effettivamente, la selezione viene fatta per discernere i migliori, i più "svegli" da chi arranca, potrebbe essere un metodo capace di riattivare il cosidetto "ascensore sociale", meccanismo che, invece, la politica del "todos caballeros" non può che grippare (se la selezione non viene fatta sulla base del merito scolastico allora verrà fatta sulla base di altri criteri come, ad esempio, le conoscenze, la famiglia, la possibilità di pagarsi, privatamente, una formazione migliore, magari, all'estero etc etc...)


Che meraviglia! Ridurremmo di sicuro di molte unità il precariato nella scuola
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 6:19 pm

Mi piace poi questa idea che 'sta fantomatica politica del todos caballeros discenda quasi dall'iperuranio, si diffonda sulla scuola come lo spirito santo sugli apostoli riuniti a scrutinio.
Ma non vogliamo proprio considerarlo che sono gli insegnanti a fare senatori i cavalli? Mi spiegate il motivo per cui gli stessi che ORA, pur potendo bocciare, rimandare, castigare, promuovono tutti e todos caballeros, improvvisamente dovrebbero giudicare tutti degni della classe delle pippe reiette?
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 6:58 pm

lucetta10 ha scritto:
Mi piace poi questa idea che 'sta fantomatica politica del todos caballeros discenda quasi dall'iperuranio, si diffonda sulla scuola come lo spirito santo sugli apostoli riuniti a scrutinio.
Ma non vogliamo proprio considerarlo che sono gli insegnanti a fare senatori i cavalli?

Io la vedo differentemente. Il docente, alla fine, è solo l'ultimo terminale di un sistema che applica determinate regole e che esercita determinate pressioni sull'insegnante stesso. In questo senso, per come la vedo io, l'insegnante è solo l'ultimo ingranaggio di un meccanismo. Non credo sia onesto appioppare all'ultimo ingranaggio la colpa delle disfunzioni dell'intero meccanismo.

Per chiarire meglio il concetto, l'insegnante vive in un contesto di BES, di DSA, di PDP, di presidi, mamme e ministri che insistono continuamente sul concetto di "inclusione", che richiedono (a mio parere, per altro, giustamente, perché non credo che la "bocciatura" sia uno strumento didatticamente valido... ma per rendere armonica quest'affermazione con quanto ho detto sopra ci vorrebbe troppo tempo e troppo spazio) al docente di recuperare, accogliere, venire incontro, sorreggere, proteggere e, in extrema ratio, in sede di scrutinio, di chiudere un occhio. Se poi il docente, nonostante tutto, l'occhio non lo chiude, c'è sempre un TAR pronto a chiuderglieli entrambe con lo scorno, per altro, dell'essere "cornuto e mazziato".

In definitiva, insomma, non credo che i docenti possano essere considerati davvero gli unici ed i soli responsabili se qualche (forse, in effett, più di qualche) cavallo diventa senatore. L'insegnante è l'estremo terminale di un meccanismo che spinge affinché il cavallo sia fatto senatore. Chi è il docente per opporsi? Un professionista dotato di autonomia di giudizio o un semplice travet sottopagato?

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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 9:23 pm

lucetta10 ha scritto:

Il terzo capoverso è assolutamente incomprensibile e non ha nesso con il discorso che si sta facendo.
A parte questo le mie obiezioni rimangono là dove le ho lasciate, ma ne aggiungo un'altra: il fancazzista ha le stesse lacune dello scarso, del bes, del prof incapace? Che li mettiamo a fare tutti insieme? Vivi veramente nella pia illusione di poter dispensare un'unica lezione a tutti gli scarsi per colmare le uniche lacune? Basi precarie significa un'unica cosa?
Si parlava della necessità di creare un ambiente stimolante per l'intelligenza e ora invece vogliamo creare classi di soli asini e fancazzisti (che non si capisce perché debbano fare da palla al piede agli asini ma non lo debbano fare agli "eletti"), che però improvvisamente smettono di essere palle al piede per diventare stimoli intellettuali gli uni per gli altri?

Quando uno si boccia, si presume che faccia a prescindere un ripasso dell'anno precedente, mi dicono che il principio della bocciatura sia questo. Se lo metti in una classe inferiore e gli fai fare il ripasso, cosa ripassi? La lettoscrittura? Lo bocci in terza e invece di ripetere per la seconda volta il programma di terza gli dispensi quello di prima? Poi l'anno dopo che fai? Lo ribocci e ripassa quello di seconda?
Non so cosa intenda tu per classi di livello, io intendo classi omogenee per apprendimenti acquisiti e potenzialità di acquisirne di nuovi.

Hai presente quelle cose che evidenzi nella programmazione di inizio anno .... gli obiettivi minimi; spesso devi insistere molto sugli obiettivi minimi perchè faticano ad acquisirli, devi spenderci molto tempo, tempo che passa anche per quelli bravi.
Hai presente quando non finisci il programma e quindi la classe non saprà mai le cose più "avanzate" della tua disciplina ? Ad alcuni non fotte un cazzo, ma per i ragazzi migliori è una grave perdita.

Classe di livello significa classe piena di ragazzi che inseguono gli obiettivi minimi, classe che puoi stare 2 mesi sul quadrato del binomio fin quando non l'hanno imparato; fanculo le disequazioni.
Classe di livello significa classe piena di ragazzi che le disequazioni le fanno perchè il quadrato del binomio l'hanno fatto in una settimana
Classe di livello significa classe piena di ragazzi che opera sui sistemi di disequazioni, anche se nel programma non ci sono, perchè nel mondo ci sono eccome.

Chi se ne fotte se nel primo livello confluiscono gruppi diversi con difficoltà diverse, dal fancazzismo alla discalculia, quello che conta e che tutti loro per un motivo o per un altro dovranno faticare per il quadrato del binomio e tutti insieme lo faranno.
Il fancazzista giocherà con lo smartphone per due mesi e di tanto in tanto dedicherà 5 minuti a guardare la lavagna, di 5 minuti in 5 minuti in due mesi capitalizzerà la settimana dei normodotati (sì, il fancazzista è un handicappato) e imparerà
Il discalculico con tutti i suoi affaticamenti ci metterà due mesi a botte di 15 minuti ed imparerà.
Il disabile si farà il mazzo per 2 mesi ininterrottamente ed alla fine imparerà.

Le altre classi senza palle al piede cammineranno o correranno, raggiungendo traguardi che oggi ci sogniamo.

Ma se a te va bene così come è oggi non c'è problema, a me lo stipendio lo pagano anche se non produco neanche un'eccellenza.

Comunque le classi di livello un po' esistono già e me le sono girate tutte: professionali, tecnici e licei; felice di non avere più nulla a che fare con il livello più basso.
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 9:47 pm

avidodinformazioni ha scritto:


Chi se ne fotte se nel primo livello confluiscono gruppi diversi con difficoltà diverse, dal fancazzismo alla discalculia, quello che conta e che tutti loro per un motivo o per un altro dovranno faticare per il quadrato del binomio e tutti insieme lo faranno.
Il fancazzista giocherà con lo smartphone per due mesi e di tanto in tanto dedicherà 5 minuti a guardare la lavagna, di 5 minuti in 5 minuti in due mesi capitalizzerà la settimana dei normodotati (sì, il fancazzista è un handicappato) e imparerà
Il discalculico con tutti i suoi affaticamenti ci metterà due mesi a botte di 15 minuti ed imparerà.
Il disabile si farà il mazzo per 2 mesi ininterrottamente ed alla fine imparerà.

Le altre classi senza palle al piede cammineranno o correranno, raggiungendo traguardi che oggi ci sogniamo.

Ma se a te va bene così come è oggi non c'è problema, a me lo stipendio lo pagano anche se non produco neanche un'eccellenza.

Comunque le classi di livello un po' esistono già e me le sono girate tutte: professionali, tecnici e licei; felice di non avere più nulla a che fare con il livello più basso.

E perché mai dovrebbe succedere quello che dici? A parte perché lo profetizzi tu?
Perché mai il fancazzista dovrebbe influenzare negativamente il bravo ma positivamente il dicalculico? Perché non potrebbe finire a smartphone per tutti? D'altra parte è quello che già succede in certe classi tremende di certe scuole tremende: lì ci sono già tutti gli scarsi insieme, eppure i risultati non ci sono: come mai, di grazia, le classi peggiori dei professionali non recuperano se sono già classi del primo  livello? L'unica spiegazione è che sia colpa degli insegnanti visto che la classe ha la composizione ideale per effettuare un ponderato recupero...
Mistero...
Se poi pensi che questa sia la trovata delle trovate, non puoi certo tirarti fuori dalla classaccia. Chi propone le classi differenziali dovrebbe tenere per sé quelle peggiori se ritiene necessaria la segregazione: c'è bisogno di qualcuno che organizzi il sistema, io non lo capisco nemmeno quindi mi sforzerò di tenermi i bravi.

Tu non ci crederai, ma non è che se non si è d'accordo alle tue riforme si è necessariamente per lo status quo: ci sono più cose tra cielo e terra di quelle che partorisce la tua mente
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 10:00 pm

Lenar ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Mi piace poi questa idea che 'sta fantomatica politica del todos caballeros discenda quasi dall'iperuranio, si diffonda sulla scuola come lo spirito santo sugli apostoli riuniti a scrutinio.
Ma non vogliamo proprio considerarlo che sono gli insegnanti a fare senatori i cavalli?

Io la vedo differentemente. Il docente, alla fine, è solo l'ultimo terminale di un sistema che applica determinate regole e che esercita determinate pressioni sull'insegnante stesso. In questo senso, per come la vedo io, l'insegnante è solo l'ultimo ingranaggio di un meccanismo. Non credo sia onesto appioppare all'ultimo ingranaggio la colpa delle disfunzioni dell'intero meccanismo.

Per chiarire meglio il concetto, l'insegnante vive in un contesto di BES, di DSA, di PDP, di presidi, mamme e ministri che insistono continuamente sul concetto di "inclusione", che richiedono (a mio parere, per altro, giustamente, perché non credo che la "bocciatura" sia uno strumento didatticamente valido... ma per rendere armonica quest'affermazione con quanto ho detto sopra ci vorrebbe troppo tempo e troppo spazio) al docente di recuperare, accogliere, venire incontro, sorreggere, proteggere e, in extrema ratio, in sede di scrutinio, di chiudere un occhio. Se poi il docente, nonostante tutto, l'occhio non lo chiude, c'è sempre un TAR pronto a chiuderglieli entrambe con lo scorno, per altro, dell'essere "cornuto e mazziato".

In definitiva, insomma, non credo che i docenti possano essere considerati davvero gli unici ed i soli responsabili se qualche (forse, in effett, più di qualche) cavallo diventa senatore. L'insegnante è l'estremo terminale di un meccanismo che spinge affinché il cavallo sia fatto senatore. Chi è il docente per opporsi? Un professionista dotato di autonomia di giudizio o un semplice travet sottopagato?



Se non unici e soli, visto la nostra responsabilità e prestigio di cui ci piace riempirci la bocca quando ci fa comodo, siamo decisamente quelli più esposti, gli unici con cui i ragazzi si relazionino (salvo che da voi il ministro non si colleghi in videoconferenza ogni tre per due), quelli che la fuffa la portano in classe e la applicano. Senza di noi, hai voglia a parlare di cooperative learning e didattica per competenze!

Ora invece, alla fine della fiera, l'insegnante non conterebbe una emerita ceppa, sarebbe un triste passacarte del MIUR? ma pensa un po'... e in che forme queste pressioni si eserciterebbero sul povero fantozzi? Quale pistola ci viene puntata contro se non alziamo la manina al voto di consiglio? Per favore, risparmiatemi la lacrimevole storia del povero docente coartato dal DS tirannico che lo mobizza: quelli sono casi limite, qui parliamo di un atteggiamento molto diffuso, quasi generalizzato!

Giro a te la tua stessa domanda: chi è il docente? Da come lo descrivi, decisamente un travet. Che abbia voglia di opporsi è una nostra pia illusione. Lo ribadisco ancora una volta: la pedagogia che circola da 20 anni a questa parte ha tra i docenti moltissimi entusiasti adepti, e la pedagogia degli ultimi 20 anni, senza gli insegnanti che la applicano in classe, rimarrebbe solo sui libri
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MessaggioOggetto: Re: il vero problema   Gio Ott 20, 2016 10:03 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


Chi se ne fotte se nel primo livello confluiscono gruppi diversi con difficoltà diverse, dal fancazzismo alla discalculia, quello che conta e che tutti loro per un motivo o per un altro dovranno faticare per il quadrato del binomio e tutti insieme lo faranno.
Il fancazzista giocherà con lo smartphone per due mesi e di tanto in tanto dedicherà 5 minuti a guardare la lavagna, di 5 minuti in 5 minuti in due mesi capitalizzerà la settimana dei normodotati (sì, il fancazzista è un handicappato) e imparerà
Il discalculico con tutti i suoi affaticamenti ci metterà due mesi a botte di 15 minuti ed imparerà.
Il disabile si farà il mazzo per 2 mesi ininterrottamente ed alla fine imparerà.

Le altre classi senza palle al piede cammineranno o correranno, raggiungendo traguardi che oggi ci sogniamo.

Ma se a te va bene così come è oggi non c'è problema, a me lo stipendio lo pagano anche se non produco neanche un'eccellenza.

Comunque le classi di livello un po' esistono già e me le sono girate tutte: professionali, tecnici e licei; felice di non avere più nulla a che fare con il livello più basso.

E perché mai dovrebbe succedere quello che dici? A parte perché lo profetizzi tu?
Perché mai il fancazzista dovrebbe influenzare negativamente il bravo ma positivamente il dicalculico? Perché non potrebbe finire a smartphone per tutti? D'altra parte è quello che già succede in certe classi tremende di certe scuole tremende: lì ci sono già tutti gli scarsi insieme, eppure i risultati non ci sono: come mai, di grazia, le classi peggiori dei professionali non recuperano se sono già classi del primo  livello? L'unica spiegazione è che sia colpa degli insegnanti visto che la classe ha la composizione ideale per effettuare un ponderato recupero...
Mistero...
Se poi pensi che questa sia la trovata delle trovate, non puoi certo tirarti fuori dalla classaccia. Chi propone le classi differenziali dovrebbe tenere per sé quelle peggiori se ritiene necessaria la segregazione: c'è bisogno di qualcuno che organizzi il sistema, io non lo capisco nemmeno quindi mi sforzerò di tenermi i bravi.

Tu non ci crederai, ma non è che se non si è d'accordo alle tue riforme si è necessariamente per lo status quo: ci sono più cose tra cielo e terra di quelle che partorisce la tua mente
Chi l'ha detto che non recuperano ? dopo 5 anni imparano che 2+2 fa 4; per loro è il massimo e per riuscirci i docenti si fanno in 4.

Il fancazzista non è positivo per il discalculico, è neutro per il discalculico ed è deleterio per il bravo.
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