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 E se invece diventasse il momento della riflessione?

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AutoreMessaggio
precario_acciaio.



Messaggi : 333
Data d'iscrizione : 26.08.16

MessaggioOggetto: E se invece diventasse il momento della riflessione?   Mar Nov 01, 2016 11:17 am

Promemoria primo messaggio :

Il terremoto è terrificante, nessuno può far finta che non ci sia o mostrare stoico coraggio quando si sgretola il pavimento oppure si aprono crepe facendo scricchiolare tutta la casa come carta vecchia.
Non sarebbe opportuno a questo punto riflettere sulla nostra debolezza e piccolezza e sul nostro "essere gettati" in un mondo tendenzialmente ostile senza nessuna chiara consapevolezza della sua struttura e del suo significato con un unico orizzonte certo, cioè l'annullamento di sè e l'impossibilità eterna di progettarsi?

Io credo che queste occasioni non siano da sprecare e che l'unica voce da ascoltare, per chi ha la fortuna di essere stato preservato dalla distruzione sia quella della meditazione filosofica, ad esempio rivolgendosi a Seneca e alle sue considerazioni sulla caducità di tutte le cose.
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AutoreMessaggio
Paolo Santaniello



Messaggi : 1772
Data d'iscrizione : 15.09.13

MessaggioOggetto: Re: E se invece diventasse il momento della riflessione?   Mer Nov 02, 2016 8:11 am

Attenzione il tasso di qualunquismo di questa conversazione ha superato i livelli di guardia.
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ushikawa



Messaggi : 1845
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioOggetto: Re: E se invece diventasse il momento della riflessione?   Mer Nov 02, 2016 8:45 am

fonte: google
qualunquismo
qua·lun·quì·ṣmo/
sostantivo maschile
Movimento politico fondato nel 1944 da G. Giannini e facente capo al giornale “L'Uomo Qualunque”, che, basandosi sul malcontento dei ceti medi, contrastò l'assetto politico-istituzionale uscito dalla Resistenza e propugnò una visione puramente amministrativa della gestione dello Stato, riducendosi quindi a una critica svalutatrice dei valori della democrazia parlamentare; ebbe vita brevissima, esaurendosi nell'arco di soli due anni.
estens.spreg.
Atteggiamento improntato a indifferenza e disprezzo nei confronti della vita politica e dei problemi sociali.

fonte: sabatini-colletti / il corriere
qualunquismo[qua-lun-quì-smo] s.m.
1 Movimento di opinione pubblica sorto in Italia all'inizio del secondo dopoguerra, che rifiutava ogni ideologia e sistema politico, soprattutto quello dei partiti
2 estens. Atteggiamento di disinteresse verso la politica e di prevenuto giudizio negativo nei confronti delle istituzioni pubbliche: essere tacciato di q.
• a. 1944

fonte: wikipedia
Qualunquismo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con il termine qualunquismo si indica un atteggiamento vagamente ispirato dalle azioni del movimento dell'Uomo qualunque, e che rinnega o almeno intenzionalmente ignora l'aspetto politico del vivere associato. Comparve in Italia nell'immediato dopoguerra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]
In Italia, il qualunquismo viene identificato con l'omonimo movimento politico nato a partire dalla pubblicazione della rivista "L'Uomo Qualunque", nata il 27 dicembre 1944 da parte di Guglielmo Giannini[1].
Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
È caratterizzato da una generica sfiducia nelle istituzioni, nei partiti, nei vari soggetti della politica, veduti come distanti, perniciosi o comunque di disturbo, di intralcio, nell'autonomo perseguimento delle soggettive scelte individuali. Questo atteggiamento è in genere considerato negativamente dagli individui politicamente attenti, che ne sottolineano i rischi connessi al rifiuto della partecipazione in un sistema democratico. Spesso l'attributo "qualunquista" è usato con senso spregiativo nel dibattito politico.
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comp_xt



Messaggi : 924
Data d'iscrizione : 10.12.15

MessaggioOggetto: Re: E se invece diventasse il momento della riflessione?   Mer Nov 02, 2016 9:30 am

Galadriel ha scritto:


Prendersi dell'idiota per un'idea diversa mi pare "abbastanza" fuori luogo.

Le cose non stanno proprio così.

Io NON ho attribuito stupidità o idiozia a chi ha un'idea diversa ma semmai a chi porta avanti una discussione in maniera illogica o intellettualmente disonesta.

Si si porta avanti una tesi ("i problemi dell'Italia sono determinati dalla corruzione diffusa e dall'inefficienza del pubblico impiego") e io rispondo con un argomento che a mio parere confuta tale tesi, la controparte dovrebbe a sua volta provare a confutare il mio argomento, non continuare come un disco incantato a riproporre un argomento al quale io ho già più volte replicato.
Questo è quello che hanno fatto Ire e Masaniello ed è solo per questo motivo che il mio giudizio su di loro è stato impietoso.
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precario_acciaio.



Messaggi : 333
Data d'iscrizione : 26.08.16

MessaggioOggetto: Re: E se invece diventasse il momento della riflessione?   Mer Nov 02, 2016 1:40 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Il terremoto è terrificante, nessuno può far finta che non ci sia o mostrare stoico coraggio quando si sgretola il pavimento oppure si aprono crepe  facendo scricchiolare tutta la casa come carta vecchia.
Non sarebbe opportuno a questo punto riflettere sulla nostra debolezza e piccolezza e sul nostro "essere gettati" in un mondo tendenzialmente ostile senza nessuna chiara consapevolezza della sua struttura e del suo significato con un unico orizzonte certo, cioè l'annullamento di sè e l'impossibilità eterna di progettarsi?

Io credo che queste occasioni non siano da sprecare e che l'unica voce da ascoltare, per chi ha la fortuna di essere stato preservato dalla distruzione sia quella della meditazione filosofica, ad esempio rivolgendosi a Seneca e alle sue considerazioni sulla caducità di tutte le cose.
Ci sono coloro che pensano di essere nullità nell'universo (blu)

Ci sono coloro che pensano di essere il centro di rotazione dell'universo (rosso)

Ci sono coloro che sanno di essere nullità nell'universo ma si considerano la cosa più importante per se stessi (verde)

E poi ci sono mille sfumature di colore intermedie.

Io sono un verde molto saturo.

Dunque cosa aspetti a filosofare? E' una buona base.
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