Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : Precedente  1, 2, 3  Seguente
AutoreMessaggio
disorientata71



Messaggi : 253
Data d'iscrizione : 14.01.14

MessaggioOggetto: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Lun Nov 14, 2016 9:13 pm

Promemoria primo messaggio :

Ho appena letto l'altro topic sulla questione dei DSA e dal momento che ho visto molti colleghi sul pezzo, avrei la curiosità di chiedervi quello che pensate e come secondo voi si deve interpretare la legge 107 in merito alle misure di valutazione personalizzate per i DSA nell'italiano scritto.
Come tutti sappiamo, una delle misure che ci viene richiesta /imposta dalla legge (e dai medici che stilano le diagnosi) è quella che riguarda la valutazione che deve tenere conto più del contenuto che della forma.
Per dire che il dislessico che scambia la b con la d non deve essere penalizzato, ad esempio. Ma tra gli errori di poco rilievo ci metterei anche gli accenti dimenticati, o anche alcune virgole. La ragione credo che sia riferita al fatto che l'alunno con DSA confonde le lettere, si agita davanti alle parole scritte, è così concentrato da stancarsi presto e perdere così di vista certi errori. Ok. Il più delle volte è quello che ho visto, e non ho mai avuto problemi a correggere gli elaborati in questo modo. Tra l'altro, ho visto che l'uso del pc e del programma di videoscrittura con il correttore non sempre risolve i problemi, perchè il pc non capisce da solo se "e" in una frase è congiunzione o verbo.
La mia perplessità nasce nei casi (che mi sono capitati) in cui il ragazzo DSA scriva testi in cui si capisce il contenuto vago, ma in cui non è possibile comprendere realmente la logica del discorso perchè non solo ci sono errori ortografici, ma sintattici e di punteggiatura: frasi scritte come se fossero un flusso di coscienza, assenza pressochè totale di pronomi, congiunzioni e connettivi in genere. E sto parlando delle superiori.
La mia domanda non è provocatoria, ma avrei bisogno di sapere come vi regolate voi e mi piacerebbe anche un intervento di IRE a questo proposito.
La questione secca è : in casi come questi, se vogliamo parlare di rispetto della legge, sono obbligata a NON valutare questi errori e mettere la sufficienza, o ci sono fondati motivi per cui si possa attribuire un'insufficienza?
Tornare in alto Andare in basso

AutoreMessaggio
carla75



Messaggi : 4282
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 10:32 am

il docente è anche colui che certifica: questo lo sai. sennò venissero enti esterni, come fanno per le competenze linguistiche (ma con le stesse modalità) e poi vediamo. poi ti ripeto. io sono per la scuola incluisiva, però se un titolo ha valore lo deve avere sul serio e devo essere messa nelle condizioni di spiegare ad un genitore che il figlio deve far un percorsodifferenziato perchè non puo' avere un diploma, così come non potràa mai mettersi su strada per guidare un mezzo
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8322
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 1:35 pm

carla75 ha scritto:
ecco l'errore che fate voi genitori e molti insegnanti. Io non faccio il dottore, non faccio il giudice tutelare, il neuropsichaitra dell'Inal. Io faccio l'insegnante. e mi si chiede se un ragazzo ha raggiunto le competenze in uscita per il titolo che gli si da. un ragazzo con la sindrome di down ci riesce? no. un ragazzo normodotato ma lavativo ci riesce? no. un ragazzo Dsa con problemi di cui sopra ci riecse? no. nessuno dei tre puo' prendere il diploma.

ti faccio un altro esempio. sono un ingegnere della motorizzazione civile. ho all'esame tre ragazzi: uno dsa, un con sindrome di down, unosenza problemi. tutti e tre fanno 15 errori ai quiz. nessuno passa l'esame. e non perche' uno ha difficoltà generiche, uno perchè ha difficoltà specifiche, l'altro nessuno. ma perchè non hanno dimostratodi avere le conoscenze monimeidonee. chiaro così?  
Continui a dire cose che fanno inorridire,  non tanto come carla, ma come docente di sostegno della scuola pubblica italiana.

Che discorsi sono?

per la patente innanzitutto il ragazzo down deve superare una serie infinita di esami psichici e fisici atti a dimostrare la sua idoneità alla conduzione di un veicolo.

E' abbastanza inusuale,  per ora abbiamo notizie di uno solo, che un ragazzo down arrivi a sedersi vicino all'ingegnere che dovrà conferirgli l'abilitazione a condurre.

Quindi siamo proprio al ridicolo come paragone.

Detto questo:  se un ragazzo con down e un ragazzo dsa si siedono insieme e si sottopongono ad esame  e qualcuno di loro fa più di quattro errori nessuno di loro otterrà la patente.

Ma prima di arrivare a questo.....

Ti chiedo, per amore di dignità, di smetterla di paragonare situazioni imparagonabili.

Per amore di dignità soprattutto dei ragazzi con  trisomia 21 che hanno il diritto di essere lasciati in pace e non presi come pagliacci per dimostrare una teoria che non sta in piedi
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
carla75



Messaggi : 4282
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 1:54 pm

guarda che l'atteggiamento discriminatorio non e' il mio, ma e' proprio il tuo! io mi dovrei vergognare? di cosa? tu fai discorsi che fanno inorridire. tu stai classificando le persone: il ragazzo down no, il ragazzo dsa si. io sto dicendo che se ci viene chiesto di valutare un essere umano, in qualità di studente o candidato deve dimostrare conoscenze, capacità, competenze minime a prescindere dalla patologia che ha. noi non  differenziamo i ragazzi in base a alle certificazioni ma in base agli obiettivi che riescono a raggiungere. noi non siamo medici, valutiamo le abilità scolastiche. il mio paragone non regge, certo, il ragazzo con la sindrome di down  non prenderà mai la patente, ma non la prenderà nemmeno quello che fa 15 errori. a prescindere che sia Dsa o no.
Tornare in alto Andare in basso
carla75



Messaggi : 4282
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 2:06 pm

cmq mi scuso con la collega disorientata71 che stava chiedendo altro.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6156
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 2:39 pm

Ire, guarda che sei TU a dimostrare una certa mancanza di rispetto nei confronti dei ragazzi down, considerandoli con sufficienza spocchiosa come se fossero tutti uguali e tutti categorizzabili in una definizione unica (mentre i dsa, quelli mai, ognuno ha il diritto ad avere un intero universo di personalizzazione assoluta centrata tutta individualmente su di lui). Magari non lo sai, ma anche tra i down ci sono enormi differenze individuali tra l'uno e l'altro, e non solo come carattere personale, come è normale che sia, ma anche come livelli intellettivi e capacità concrete.

Per esempio, da un punto di vista strettamente scolastico, non è vero che tutti i down abbiano bisogno del programma differenziato e che non possano arrivare a prendersi un diploma valido: alcuni se la cavano discretamente con un pei semplificato per obiettivi minimi, ma senza riduzione di contenuti, e il diploma lo prendono. Io ne ho avuta una, una volta, in un istituto tecnico abbastanza impegnativo, che aveva un po' di ore di sostegno ma che soprattutto aveva una tenacia personale incredibile e studiava veramente tanto, e il diploma l'ha preso, mentre diversi suoi compagni perfettamente normodotati non ce l'hanno fatta, semplicemente perché non avevano voglia di aprire libro e hanno finito con l'abbandonare.

Invece da questo piagnucoloso appello viene fuori, come al solito, la stessa presunzione spocchiosa di difendere ed esaltare solo la categoria che interessa personalmente, trattando con sufficienza tutte le altre: praticamente, se il down non ci arriva è perché NON CI PUO' arrivare e deve rassegnarsi... mentre se il DSA non ci arriva, deve essere per forza a causa della scuola che non ha fatto abbastanza per aiutarlo, ma non può mai essere contemplata la possibilità che non ci arrivi davvero, anche per motivazioni indipendenti dal suo DSA.

Il che fa il paio con l'altro luogo comune ricorrente che "non è giusto che debbano sentirsi mortificati e frustrati dall'insuccesso, perché non sono mica handicappati": perché se si sente mortificato l'handicappato vero, quello invece è accettabile...
Tornare in alto Andare in basso
carla75



Messaggi : 4282
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 2:50 pm

quindi Paniscus il mio discorso era chiaro! si è capito che il mio discorso è esattamente il contrario di quello che vuol far intendere Ire?no, perchè mi si sta accusando di essere una docente di sos indegna!
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6156
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 3:41 pm

Ma è ovvio che il tuo punto di vista sia chiaro (e per quanto mi riguarda, anche perfettamente condivisibile).

Poi ci può essere anche qualcuno che non lo condivide, ma per essere CHIARO, è chiaro eccome.

Chi lo interpreta in modo mistificante, lo fa perché vuole a tutti i costi difendere una certa linea ideologica, NON perché di per sé non si capisca...
Tornare in alto Andare in basso
serpina



Messaggi : 505
Data d'iscrizione : 21.02.13

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 8:15 pm

ushikawa ha scritto:

Il problema di diagnosi fatte in questo modo, che corrispondano o meno alla realtà, è che descrivono qualcosa che nel suo complesso è molto vicino a un deficit cognitivo e, ILLEGALMENTE, le stesse diagnosi indicano e promuovono l'utilizzo di strumenti dispensativi e compensativi che, negli anni, REALIZZANO un deficit cognitivo anche dove non ci sarebbe stato.

a me quest'anno capita questo: ragazzina in prima liceo scientifico con diagnosi di dislessia e discalculia. la diagnosi fatta in quinta elementare rileva solo dislessia, il pdp delle medie è zeppo di misure compensative e dispensative in tutte le materie, anche in matematica; la diagnosi fatta in terza media rileva dislessia e discalculia.
domanda: se è vero che a queste diagnosi si arriva attraverso test che misurano la distanza tra le prestazioni individuali e quelle attese per quel certo livello di scolarità non sarà che la discalculia di questa ragazzina (discalculia comparsa a 13 anni) sia dovuta al fatto che per tre anni le è stato chiesto di fare meno di quello che si richiedeva ai suoi compagni?
Tornare in alto Andare in basso
Online
AndreaOdi



Messaggi : 491
Data d'iscrizione : 31.07.12

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 8:34 pm

L'ipotesi che fai, serpina, è coerente con quanto ho osservato io.
Se si dispensa uno studente da una certa performance, egli diventa del tutto incapace di affrontarla.
Ti dispenso da fare i calcoli -> dopo due o tre anni di calcolatrice non sai più fare le operazioni in colonna.

Dopo qualche altro anno non ti ricorderai più nemmeno le tabelline. O meglio... non saprai più come fare calcoli semplici a mente (perché di fatto le tabelline non sono altro -non dovrebbero essere altro- che un insieme di meccanismi logici, automatizzati, per fare semplici calcoli a mente).

Non saprà capire se 3/2 sia più grande o più piccolo di 1

Farà fatica a posizionare il valore di radice di due tra i due interi più vicini

Quando studierà i logaritmi non avrà modo di capirne il significato, dato che log(100) sarà un numero da trovare con la calcolatrice, privo di ogni possibile contenuto.

Etc etc


Per quel che mi riguarda è esattamente così: ogni volta che si dispensa uno studente da una certa prestazione, dopo un po' egli diventa del tutto deficiente ed incapace ad affrontarla. Tale deficienza viene formalizzata, certificata, dichiarata, imposta per legge.
I risultati di tale approccio, secondo la mia esperienza, sono decisamente poco incoraggianti.
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5364
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 8:47 pm

disorientata71 ha scritto:
Perchè Lucetta sbaglio ad appellarmi alla legge? La legge tra le misure dispensative mette anche questa della valutazione che tiene conto del contenuto più che della forma, e io di fronte ad un dislessico, disgrafico e disortografico la inserisco sempre nel PDP. Diverso il caso di alunna (ad esempio quest'anno)  che ha solo un problema di discalculia e che nelle mie materie non dimostra difficoltà, se non una lieve lentezza nell'esecuzione delle verifiche (situazione per la quale ho previsto, qualora le difficoltà diventassero più evidenti un allungamento dei tempi o una riduzione delle verifiche). La mia domanda era volta a chiedere (ma non è un'urgenza di quest'anno, era un modo per sapete come vi regolate voi) fino a che punto il "non tenere conto della forma" può arrivare; nel senso che la dimenticanza dell'accento o lo scambio di una lettera è un tipo di errore, l'incapacità di strutturare una frase è un altro. E Ire in effetti ha risposto confermando che la legge in questo caso resta nel vago


Questo è quanto la legge dice a proposito degli strumenti, nulla di specifico, e per forza, che didattica personalizzata sarebbe altrimenti? Riguardo al tema principale, confermo: si dovrebbe dettagliare meglio nel PDP cosa si intende con "forma"

Art. 5
Misure educative e didattiche di supporto
1. Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.
2. Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantiscono:
a) l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
c) per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero.
3. Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.
4. Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di
Stato e di ammissione all'università nonché gli esami universitari.

tra le finalità della legge specifica che c'è quella di: d) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5364
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 8:49 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
valutalo come gli altri se invece scrive una frase sconnessa, se non sa esprimersi, se sbaglia i verbi etc etc

sempre con la consapevolezza che, se anche non dovrebbe più essere così evidente,  ci può essere una difficoltà nell'orientamento spazio temporale che può essere causa di verbi sbagliati o di frasi sconnesse.

Quindi, segnalare questo errore sì, assolutamente sì, ma  cum grano salis e con interventi mirati a fornire idee di soluzione



può essere e possono essere tante altre cose, a seconda del disturbo e dell'osservazione del ragazzo: bisogna personalizzare
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8322
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 8:51 pm

AndreaOdi ha scritto:
L'ipotesi che fai, serpina, è coerente con quanto ho osservato io.
Se si dispensa uno studente da una certa performance, egli diventa del tutto incapace di affrontarla.
Ti dispenso da fare i calcoli -> dopo due o tre anni di calcolatrice non sai più fare le operazioni in colonna.

Dopo qualche altro anno non ti ricorderai più nemmeno le tabelline. O meglio... non saprai più come fare calcoli semplici a mente (perché di fatto le tabelline non sono altro -non dovrebbero essere altro- che un insieme di meccanismi logici, automatizzati, per fare semplici calcoli a mente).

Non saprà capire se 3/2 sia più grande o più piccolo di 1

Farà fatica a posizionare il valore di radice di due tra i due interi più vicini

Quando studierà i logaritmi non avrà modo di capirne il significato, dato che log(100) sarà un numero da trovare con la calcolatrice, privo di ogni possibile contenuto.

Etc etc


Per quel che mi riguarda è esattamente così: ogni volta che si dispensa uno studente da una certa prestazione, dopo un po' egli diventa del tutto deficiente ed incapace ad affrontarla. Tale deficienza viene formalizzata, certificata, dichiarata, imposta per legge.
I risultati di tale approccio, secondo la mia esperienza, sono decisamente poco incoraggianti.
fare operazioni in colonna?  gli si dà la calcolatrice proprio perchè hanno problemi a farle.  Non torna tanto il discorso che dopo qualche anno non le sappiano più fare.

Tabelline?   Mancata acquisizione di alcuni automatismi rendono molto difficile per un dsa la loro memorizzazione per questo li si dispensa dall'impararle a memoria.

Anche qui non trovo tanto il senso del discorso.

Se non avessero quelle difficoltà non si darebbero loro gli strumenti.
Si dispensano gli studenti da prestazioni che non riescono a fare.
Che sono particolarmente impegnative se le fanno.  Che non valgono il gioco in quanto dopo averle fatte le dimenticano e devono tornare da capo.

Non succede assolutamente nulla di irreparabile se per tutta la vita non faranno le operazioni in colonna e si affideranno alla calcolatrice.

Non è, tra l'altro, assolutamente detto che non arrivi il momento nel quale riusciranno ad individuare la strategia che li aiuti a ricordarsi come fare le operazioni in colonna.

Voi dispensateli, la legge equipara per loro le operazioni con la calcolatrice alle operazioni scritte su un foglio.  Il resto non dipende da voi.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8322
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 8:53 pm

lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
Citazione :
valutalo come gli altri se invece scrive una frase sconnessa, se non sa esprimersi, se sbaglia i verbi etc etc

sempre con la consapevolezza che, se anche non dovrebbe più essere così evidente,  ci può essere una difficoltà nell'orientamento spazio temporale che può essere causa di verbi sbagliati o di frasi sconnesse.

Quindi, segnalare questo errore sì, assolutamente sì, ma  cum grano salis e con interventi mirati a fornire idee di soluzione



può essere e possono essere tante altre cose, a seconda del disturbo e dell'osservazione del ragazzo: bisogna personalizzare


esattamente.

qui si continua a parlare "di dsa"



 e se cominciassimo a parlare di giovanni e maria?
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
paniscus_2.0



Messaggi : 6156
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 8:54 pm

E' successa una cosa molto simile anche in una classe mia: ragazzo di 15 anni che finora era andato avanti con una diagnosi risalente a quando ne aveva 10 e che rilevava solo un problema di disortografia (da precisare che il ragazzo viene da una famiglia bilingue e da una storia personale di numerosi trasferimenti in paesi diversi a causa di impegni di lavoro molto particolari dei genitori, quindi è possibile che i problemi ortografici fossero dovuti anche a quello, e non necessariamente a una condizione strutturale innata), ma NESSUNA traccia di dislessia, discalculia o altro.

In prima superiore gli viene consigliato di aggiornare la diagnosi, e viene fuori anche una "lieve dislessia" che prima non c'era.

A parte il fatto curiosissimo che la dislessia compaia a 15 anni mentre prima non c'era, alla faccia della caratteristica innata... la conseguenza pratica è stata questa:

siccome gli invasati dell'ideologia dei DSA sostengono che il concetto di "dislessia" implichi in automatico tutta una serie di difficoltà di memoria e di coordinazione che vanno molto al di là delle difficoltà di lettura, allora il ragazzo, d'ora in poi, ha diritto, nel nuovo pdp, a tutta una serie di altri strumenti compensativi e dispensativi che prima nessuno aveva pensato che gli servissero, e in particolare ai riassunti, alle mappe, ai formulari, alle tabelle, non solo per studiare per conto suo (cosa che non attiene certo al pdp, ma che ognuno a casa ha il diritto di organizzarsi come vuole), ma soprattutto da portarsi dietro durante le verifiche e copiare direttamente sul compito.

Compresi, appunto, formulari di matematica, dei quali finora non aveva alcun bisogno, perché oltretutto in matematica andava anche bene.

Secondo voi, fra tre o quattro anni, in uscita dalle superiori, il suo livello di competenze (specialmente nelle materie scientifiche, ma anche in tutto il resto) sarà migliorato, peggiorato o rimasto uguale, rispetto a quello che avrebbe potuto avere in condizioni diverse?
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa



Messaggi : 1881
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:09 pm

Io mi chiedo come faccia tu Ire ad avere queste granitiche certezze.

Ti si sta dicendo in coro che l'applicazione precoce e continuativa di misure dispensative per anni porta a far regredire l'alunno, anziché farlo progredire. Non ci sono ricerche scientifiche in questo senso (sicuramente presto ci saranno), ma l'esperienza concreta di diversi insegnanti.

Tu rispondi che le difficoltà quell'alunno ce le aveva già e che se non ce le avessero non si darebbero gli strumenti compensativi.

Ma non spieghi come vengono fatte le certificazioni, come i consigli di classe decidono le misure, ormai sempre più proni ai gentili consigli dei neuropsichiatri, che di istruzione non sanno nulla, e soprattutto non spieghi cosa producono anni e anni di misure dispensative su un alunno. Che ti importa? Tanto le misure dispensative andranno sempre ad aumentare, finché non si annulleranno quando l'ex alunno entrerà nella vita vera.

Ed ecco l'alunno che si presenta il primo giorno di prima media e dice: professoressa io devo avere certe facilitazioni perché ho una carta che mi dice che ho diritto ad averle. Lo stesso alunno che non studia un tubo e non capisce un tubo, dopo che per cinque anni gli si è concesso tutto, soprattutto di restare a un livello cognitivo pari a quello di ingresso nella scuola, senza mai pretendere che si impegnasse per superare i propri limiti.

Eh no: ha il certificato. Non deve studiare, non deve imparare, non deve crescere, non deve ricevere insufficienze, richieste di correzione, non può essere bocciato: ha il certificato.

Ormai non si parla più di misure compensative, si parla quasi esclusivamente di misure dispensative. Le misure compensative, quelle che permettono di fare le stesse cose degli altri in modo diverso, non bastano più: l'alunno con DSA deve essere dispensato. Deve poter fare meno, deve non poter far nulla, deve poter copiare durante la verifica, usare la calcolatrice, la sintesi vocale che non gli è mai servita.

Non è vero che le difficoltà rimangono stabili, se non ci si impegna per superarle. Se uno ha un callo a un piede e viene dispensato dal camminare dopo qualche anno non ci riuscirà più: dal callo al piede temporaneo sarà passato a perdere l'uso delle gambe. Questo è quello che succede con il modo in cui oggi si intendono i PDP.

Poi vorrei sapere chi ha stabilito l'esistenza di un primato morale, culturale e professionale del neuropsichiatra che vede l'alunno, se va bene, una volta ogni tre mesi sull'insegnante, che invece vede l'alunno tutti i giorni, sa quali sono gli obiettivi da raggiungere, sa persino come trattare i casi difficili (che non sono solo quelli con PDP) per ottenere progressi.

Ma i progressi ai genitori alla Ire non interessano: quello che interessa è la strada spianata fino al pezzo di carta, tanto poi alla vita ci si pensa poco. Gli stessi genitori che impongono la revisione in basso degli obiettivi minimi, perché non basta loro che siano solo i loro figli a perdersi la scuola, i saperi: no, devono essere tutti. Non sia mai che i loro figli spicchino in negativo rispetto agli altri.


Ultima modifica di ushikawa il Mer Nov 16, 2016 9:16 pm, modificato 2 volte
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5364
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:09 pm

Ire ha scritto:
AndreaOdi ha scritto:
L'ipotesi che fai, serpina, è coerente con quanto ho osservato io.
Se si dispensa uno studente da una certa performance, egli diventa del tutto incapace di affrontarla.
Ti dispenso da fare i calcoli -> dopo due o tre anni di calcolatrice non sai più fare le operazioni in colonna.

Dopo qualche altro anno non ti ricorderai più nemmeno le tabelline. O meglio... non saprai più come fare calcoli semplici a mente (perché di fatto le tabelline non sono altro -non dovrebbero essere altro- che un insieme di meccanismi logici, automatizzati, per fare semplici calcoli a mente).

Non saprà capire se 3/2 sia più grande o più piccolo di 1

Farà fatica a posizionare il valore di radice di due tra i due interi più vicini

Quando studierà i logaritmi non avrà modo di capirne il significato, dato che log(100) sarà un numero da trovare con la calcolatrice, privo di ogni possibile contenuto.

Etc etc


Per quel che mi riguarda è esattamente così: ogni volta che si dispensa uno studente da una certa prestazione, dopo un po' egli diventa del tutto deficiente ed incapace ad affrontarla. Tale deficienza viene formalizzata, certificata, dichiarata, imposta per legge.
I risultati di tale approccio, secondo la mia esperienza, sono decisamente poco incoraggianti.
fare operazioni in colonna?  gli si dà la calcolatrice proprio perchè hanno problemi a farle.  Non torna tanto il discorso che dopo qualche anno non le sappiano più fare.

Tabelline?   Mancata acquisizione di alcuni automatismi rendono molto difficile per un dsa la loro memorizzazione per questo li si dispensa dall'impararle a memoria.

Anche qui non trovo tanto il senso del discorso.

Se non avessero quelle difficoltà non si darebbero loro gli strumenti.
Si dispensano gli studenti da prestazioni che non riescono a fare.
Che sono particolarmente impegnative se le fanno.  Che non valgono il gioco in quanto dopo averle fatte le dimenticano e devono tornare da capo.

Non succede assolutamente nulla di irreparabile se per tutta la vita non faranno le operazioni in colonna e si affideranno alla calcolatrice.

Non è, tra l'altro, assolutamente detto che non arrivi il momento nel quale riusciranno ad individuare la strategia che li aiuti a ricordarsi come fare le operazioni in colonna.

Voi dispensateli, la legge equipara per loro le operazioni con la calcolatrice alle operazioni scritte su un foglio.  Il resto non dipende da voi.


Questo è vero e la legge va rispettata, su questo piano non c'è molto altro da dire.
Detto questo però è anche vero che una certa "generosità" nel certificare un disturbo specifico dell'apprendimento sta falsando le carte in tavola, e sempre più spesso ci troviamo a dover trattare da "semplice", direi "banale" DSA il ragazzino con seri problemi cognitivi, che della calcolatrice non se ne fa niente, ma anche quello un po' pigro e poco brillante con la famiglia ansiosa. Se potessimo veramente trattarli da Giovanni e Maria dovremmo fare un PEI per i primi e un buon corso di recupero in modalità base per i secondi... ma non si può!
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5364
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:14 pm

ushikawa ha scritto:
Io mi chiedo come faccia tu Ire ad avere queste granitiche certezze.

Ti si sta dicendo in coro che l'applicazione precoce e continuativa di misure dispensative per anni porta a far regredire l'alunno, anziché farlo progredire. Non ci sono ricerche scientifiche in questo senso (sicuramente presto ci saranno), ma l'esperienza concreta di diversi insegnanti.

Tu rispondi che le difficoltà quell'alunno ce le aveva già e che se non ce le avessero non si darebbero gli strumenti compensativi.

Ma non spieghi come vengono fatte le certificazioni, come i consigli di classe decidono le misure, ormai sempre più proni ai gentili consigli dei neuropsichiatri, che di istruzione non sanno nulla, e soprattutto non spieghi cosa producono anni e anni di misure dispensative su un alunno. Che ti importa? Tanto le misure dispensative andranno sempre ad aumentare, finché non si annulleranno quando l'ex alunno entrerà nella vita vera.

Ed ecco l'alunno che si presenta il primo giorno di prima media e dice: professoressa io devo avere certe facilitazioni perché ho una carta che mi dice che ho diritto ad averle. Lo stesso alunno che non studia un tubo e non capisce un tubo, dopo che per cinque anni gli si è concesso tutto, soprattutto di restare a un livello cognitivo pari a quello di ingresso nella scuola, senza mai pretendere che si impegnasse per superare i propri limiti.

Eh no: ha il certificato. Non deve studiare, non deve imparare, non deve crescere, non deve ricevere insufficienze, richieste di correzione, non può essere bocciato: ha il certificato.

Ormai non si parla più di misure compensative, si parla quasi esclusivamente di misure dispensative. L'alunno con DSA deve essere dispensato. Deve poter fare meno, deve non poter far nulla.

Non è vero che le difficoltà rimangono stabili, se non ci si impegna per superarle. Se uno ha un callo a un piede e viene dispensato dal camminare dopo qualche anno non ci riuscirà più: dal callo al piede temporaneo sarà passato a perdere l'uso delle gambe. Questo è quello che succede con il modo in cui oggi si intendono i PDP.


ribadisco il mio punto di vista, che vuole anche lui essere concreto: quelli che regrediscono sono vittime di certificazioni frettolose e avventate, troppo precoci (una volta per certificare un DSA si aspettava almeno una completa acquisizione della lettoscrittura, ora sentiamo cose abominevoli come test fatti a 6/7 anni!). Probabile invece, come dice Ire, che il vero DSA ne possa beneficiare
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8322
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:18 pm

@ ushikawa
quello che dici tu è quello che fate.

non è detto che sia la cosa giusta da fare.

Mai detto ad un mio figlio che non deve studiare
mai detto a disorientata che non può dare insufficienze davanti alla situazione che ha presentato
mai detto che si debba solo dispensare.

Non lo dico io e non lo dice la legge

Perchè lo facciate, non lo so.

Quando lo fate sbagliate.



Citazione :
Ma i progressi ai genitori alla Ire non interessano: quello che interessa è la strada spianata fino al pezzo di carta, tanto poi alla vita ci si pensa poco. Gli stessi genitori che impongono la revisione in basso degli obiettivi minimi, perché non basta loro che siano solo i loro figli a perdersi la scuola, i saperi: no, devono essere tutti. Non sia mai che i loro figli spicchino in negativo rispetto agli altri.


Quanto poco conosci i genitori alla Ire.

Ieri sono andata ad acquistare il primo abito per il più grande dei miei figli. Lo indosserà alla laurea magistrale, il 5 dicembre.
Mio figlio è un dsa. Ha 24 anni da un mese.

E progressi ne ha fatti tanti, tantissimi.


Ultima modifica di Ire il Mer Nov 16, 2016 9:25 pm, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
ushikawa



Messaggi : 1881
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:24 pm

Senti, ho un alunno con certificazione per DSA, in terza media. Oggi questo alunno è ben compensato, è brillante, è tra i migliori della classe. Notando l'intelligenza del ragazzo i vari consigli di classe negli anni precedenti hanno deciso di ridurre al minimo le misure compensative e dispensative. Quest'anno per la modifica del modello e della procedura per la stesura dei PDP è saltata fuori tutta la certificazione, risalente a qualche anno fa, che riscontra dislessia, lieve disgrafia e disortografia. Nella diagnosi venivano addirittura proposte una serie di misure compensative e dispensative pesanti, che fortunatamente non sono state adottate. E il collega zelante cosa fa? Propone adesso, in terza media, di adottare tutte quelle misure consigliate dal neuropsichiatra la cui non applicazione ha portato alla sparizione quasi totale degli effetti del disturbo specifico, e forse del disturbo stesso.
Tutti noi sappiamo che quelle misure sono controproducenti e non le attueremo. Ma per i ragazzi di prima media ci stanno pian piano costringendo o convincendo a tenere conto delle fantasie dei neuropsichiatri.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6156
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:26 pm

Ire ha scritto:

Se non avessero quelle difficoltà non si darebbero loro gli strumenti.
Si dispensano gli studenti da prestazioni che non riescono a fare.
Che sono particolarmente impegnative se le fanno.  Che non valgono il gioco in quanto dopo averle fatte le dimenticano e devono tornare da capo.

Non succede assolutamente nulla di irreparabile se per tutta la vita non faranno le operazioni in colonna e si affideranno alla calcolatrice.

Non è, tra l'altro, assolutamente detto che non arrivi il momento nel quale riusciranno ad individuare la strategia che li aiuti a ricordarsi come fare le operazioni in colonna.

Voi dispensateli, la legge equipara per loro le operazioni con la calcolatrice alle operazioni scritte su un foglio.  Il resto non dipende da voi.

Ire, quello che si sta cercando di spiegarti da ANNI, ma che tu non capisci (o che non vuoi capire, o che fai finta di non capire perchè ti fa comodo così), è che la maggior parte di questi ragazzi, ANCHE con la calcolatrice, i conti li sbagliano lo stesso, perché la loro difficoltà non è solo tecnica e procedurale, ma è molto più generale, e riguarda la comprensione intrinseca del significato delle quantità numeriche e della notazione di calcolo!

Se una persona (come riferito in un esempio precedente) non capisce la differenza tra 101, 110, 1100, e 1001, sbaglierà ugualmente anche a inserire quei valori nella calcolatrice o a leggere il risultato sulla calcolatrice... è una pia illusione pensare che la calcolatrice, da sola, "compensi" le sue carenze.

Nonostante tutti gli sforzi che vari insegnanti di matematica (o vari insegnanti della primaria che lavorano sulla matematica con i bambini più piccoli) hanno fatto sistematicamente per fartelo capire, tu continui ad assumere che la lunga e graduale richiesta scolastica di "fare operazioni in colonna" sia solo una vuota formalità, che si usa ancora solo per tradizione, ma che non serve a niente, tanto poi in futuro useranno tutti la calcolatrice.

Se fosse così, basterebbe dare immediatamente la calcolatrice a tutti (mica solo ai dsa) fin dalla prima elementare, senza insegnare a nessuno a fare i conti a mano, e trasformare l'intero programma di matematica in un corso esclusivo di "uso dei tasti della calcolatrice", no?

Se questo non si fa è perché evidentemente si ritiene che la comprensione della NOTAZIONE dei numeri e delle regolarità di certe operazioni sia anche una questione di contenuti logici profondi, e non solo di tecnica automatica che può essere totalmente sostituita da una macchina. Se ci si impiega un anno intero di elementari per comprendere la differenza tra unità e decine, due anni per arrivare a capire che cos'è un migliaio, e tre o quattro anni per arrivare a capire che cosa sia un ordine di grandezza minore dell'unità e che cosa sia "un numero con la virgola"... un motivo ci sarà.

L'abitudine lenta e faticosa alle operazioni in colonna serve esattamente a quello, mica serve solo a soddisfare le voglie morbose di un insegnante antiquato che non vuole accettare che il mondo sia cambiato e che non vuole aggiornarsi alle tecnologie digitali!

Altrimenti, ripeto, basterebbe istruire i bambini su come battere i tasti della calcolatrice, e tutti farebbero 24,15 + 38,57 direttamente in prima elementare, no?

Che poi non ci abbiano capito niente, e che non siano in grado di autovalutare se il risultato ha senso o no, per te è un dettaglio irrilevante?


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Mer Nov 16, 2016 11:59 pm, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5364
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:27 pm

Ire ha scritto:
@ ushikawa
quello che dici tu è quello che fate.

non è detto che sia la cosa giusta da fare.

Mai detto ad un mio figlio che non deve studiare
mai detto a disorientata che non può dare insufficienze davanti alla situazione che ha presentato
mai detto che si debba solo dispensare.

Non lo dico io e non lo dice la legge

Perchè lo facciate, non lo so.

Quando lo fate sbagliate.


... e anche quest'ultima cosa, ammettiamolo, è vero.
E un esempio è proprio nel fatto che la nostra discussione nasce dalla convinzione della collega che la legge inviti/obblighi a valutare il contenuto e non la forma per il tema, aspetto assolutamente estraneo alla 170.
La legge non dice di dispensare e compensare a buffo, ma a seconda del disturbo, se l'alunno regredisce, evidentemente si è stati troppo di manica larga, cosa che capita spessissimo, come capita spessissimo che ci si fermi di fronte all'ipotesi di bocciatura di un DSA o che si abbia un atteggiamento di sudditanza nei confronti dello specialista
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa



Messaggi : 1881
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:35 pm

Ire ha scritto:
@ ushikawa
quello che dici tu è quello che fate.

non è detto che sia la cosa giusta da fare.

Mai detto ad un mio figlio che non deve studiare
mai detto a disorientata che non può dare insufficienze davanti alla situazione che ha presentato
mai detto che si debba solo dispensare.

Non lo dico io e non lo dice la legge

Perchè lo facciate, non lo so.

Quando lo fate sbagliate.



Citazione :
Ma i progressi ai genitori alla Ire non interessano: quello che interessa è la strada spianata fino al pezzo di carta, tanto poi alla vita ci si pensa poco. Gli stessi genitori che impongono la revisione in basso degli obiettivi minimi, perché non basta loro che siano solo i loro figli a perdersi la scuola, i saperi: no, devono essere tutti. Non sia mai che i loro figli spicchino in negativo rispetto agli altri.


Quanto poco conosci i genitori alla Ire.

Ieri sono andata ad acquistare il primo abito per il più grande dei miei figli. Lo indosserà alla laurea magistrale, il 5 dicembre.
Mio figlio è un dsa. Ha 24 anni da un mese.

E progressi ne ha fatti tanti, tantissimi.

Ire, tu vivi la scuola dal di fuori. Noi la viviamo dal di dentro.
I docenti non sono cattivi: sono piano piano convinti che PDP vuol dire promozione-facilitazione-concessione. Vengono convinti attraverso pressioni, minacce, incazzature di genitori come te, diagnosi illegalmente corredate di misure compensative e dispensative, dirigenti e colleghi zelanti, corsi di formazione a senso unico.

"Non si può bocciare un alunno con DSA"
"Non si può non tener conto delle misure indicate dal neuropsichiatra, perché se ti fanno ricorso sono guai"

E così via.

Il docente è piano piano defraudato dalla sua libertà di insegnamento e soprattutto fatto desistere da ogni tentativo di far raggiungere all'alunno certificato gli stessi obiettivi minimi di tutta la classe.
Perché raggiungere quegli obiettivi minimi vuol dire mettere l'alunno di fronte alle proprie difficoltà. Farlo impegnare. Farlo sentire, qualche volta, diverso dagli altri. Fargli provare il piacere di migliorare piano piano le proprie capacità.

Ma questo non si può fare. Io voglio fare una didattica ESIGENTE, soprattutto con gli alunni certificati. Devono raggiungere gli stessi obiettivi degli altri, penso io, per il loro bene innanzitutto. Non si può: c'è sempre un dirigente, un collega che ha fatto il corso, un altro amico delle famiglie dei DSA che mi dice che non posso. C'è sempre qualcuno che mi dice che quell'alunno non può usare gli strumenti degli altri, anche quando palesemente non è vero, e che non può raggiungere gli stessi obiettivi degli altri.

C'è sempre qualcuno che sotto sotto mi fa capire che quell'alunno è stupido, e non potrà mai essere come gli altri: salvo ammantare questo retropensiero con discorsi sull'inclusione, sulla psicologia, sulla neuropsichiatria.

Io mi ribello. Voglio vedere se quell'alunno è davvero stupido come dicono tutti o può ottenere qualche risultato mettendolo sotto, facendolo lavorare, mettendolo alla prova, lasciandolo con sé stesso, da solo, senza stare a concentrarsi sui propri limiti, ma sui comuni obiettivi. Ma se vince il pensiero "alla Ire" sarà una ribellione sempre più impotente, sempre più inutile, sempre più condannata alla frustrazione.
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa



Messaggi : 1881
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:47 pm

lucetta10 ha scritto:

... e anche quest'ultima cosa, ammettiamolo, è vero.
E un esempio è proprio nel fatto che la nostra discussione nasce dalla convinzione della collega che la legge inviti/obblighi a valutare il contenuto e non la forma per il tema, aspetto assolutamente estraneo alla 170.
La legge non dice di dispensare e compensare a buffo, ma a seconda del disturbo, se l'alunno regredisce, evidentemente si è stati troppo di manica larga, cosa che capita spessissimo, come capita spessissimo che ci si fermi di fronte all'ipotesi di bocciatura di un DSA o che si abbia un atteggiamento di sudditanza nei confronti dello specialista

Lucetta10, il tuo discorso è adamantino, ma non funziona.
Non funziona perché la legge non è applicata, perché si dispensa e compensa a buffo, perché nessuno si dà la premura di compensare il minimo indispensabile, perché ci sono le pressioni dei colleghi "esperti", delle famiglie e dei dirigenti, perché si teme una legge che neanche ci si premura di conoscere, perché è lo stesso ministero che spinge in quella direzione.
Io sto notando anno dopo anno una sempre maggiore condiscendenza nella stesura dei pdp, un sempre maggior paura della denuncia (spesso del tutto immotivato), una sempre maggiore sudditanza nei confronti dello specialista.
L'episodio da me citato è indicativo di un clima di terrore con cui si affrontano i pdp e gli alunni che ne hanno diritto.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6156
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 9:52 pm

Ire ha scritto:
Ieri sono andata ad acquistare il primo abito per il più grande dei miei figli. Lo indosserà alla laurea magistrale, il 5 dicembre.
Mio figlio è un dsa. Ha 24 anni da un mese.

E progressi ne ha fatti tanti, tantissimi.

Scusa se mi faccio i fatti tuoi, ma siccome si tratta di cose che hai sempre raccontato liberamente, solo che io i dettagli non me li ricordo, non penso che sia offensivo... per cui ti chiedo una sola cosa: si tratta del figlio che è stato diagnosticato quando era già alle superiori, senza mai essere bocciato o aver avuto problemi particolarmente gravi prima?

E allora, non potrebbe essere semplicemente che i progressi li avrebbe fatti lo stesso anche senza certificazione e senza strumenti compensativi e dispensativi di nessun genere, semplicemente perché le capacità le aveva di suo, e non aveva realmente tutto questo bisogno fortissimo di questi accorgimenti personalizzati?

Io personalmente ne ho conosciuti moltissimi, di ragazzi che a scuola andavano maluccio (magari senza essere mai bocciati, ma sempre con voti modesti e un clima generale di pesantissima insofferenza) ma che poi hanno fatto l'università e si sono laureati in maniera brillante...

...semplicemente perché a scuola ci andavano solo perché "si sentivano obbligati" senza nemmeno capire bene il perché,  ed erano appunto insofferenti a materie o a metodi che non gradivano, mentre all'università ci sono andati per scelta, si sono concentrati sugli argomenti che li interessavano di più, e hanno maturato da soli un metodo di studio più adulto.

Non potrebbe essere successa la stessa cosa anche a tuo figlio?

Oppure pensi seriamente che senza certificazione e senza pdp non sarebbe mai arrivato alla laurea, e forse nemmeno al diploma?

In ogni caso, faccio comunque i complimenti a questo ragazzo, e spero che tu possa accettarli e credere davvero che siano sinceri, anche se non andiamo d'accordo su quasi niente nel merito. Anche se io personalmente non ho mai frequentato (né da studentessa, né da insegnante, né da madre, sorella, cugina o amica) laureandi che per l'occasione si facessero comprare il vestito formale elegante dalla mamma  : - )
Tornare in alto Andare in basso
AndreaOdi



Messaggi : 491
Data d'iscrizione : 31.07.12

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 10:11 pm

Ire ha scritto:

fare operazioni in colonna?  gli si dà la calcolatrice proprio perchè hanno problemi a farle.  Non torna tanto il discorso che dopo qualche anno non le sappiano più fare.

Tabelline?   Mancata acquisizione di alcuni automatismi rendono molto difficile per un dsa la loro memorizzazione per questo li si dispensa dall'impararle a memoria.

Anche qui non trovo tanto il senso del discorso.

Se non avessero quelle difficoltà non si darebbero loro gli strumenti.
Si dispensano gli studenti da prestazioni che non riescono a fare.
Che sono particolarmente impegnative se le fanno.  Che non valgono il gioco in quanto dopo averle fatte le dimenticano e devono tornare da capo.

Non mi sono spiegato con sufficiente chiarezza.
La spiegazione delle mie parole però l'ha fornita Paniscus_2.0  poco dopo, che ne ha colto il senso egregiamente.

Sto semplicemente dicendo che dietro alle operazioni in colonna (così come dietro alle tabelline) si cela qualcosa di leggermente meno meccanico o automatico di una semplice memorizzazione. Dietro alle operazioni ci sono concetti, c'è un senso, un significato.

Capire che 10 + 1 = 11 e che invece non può assolutamente essere 10+1 = 20 (a causa del fatto che la cifra "1" del numero "10" ha un significato diverso dalla cifra "1" del numero "1" (decine Vs unità)) è un fatto concettuale, un fatto che sarebbe bello fosse noto a tutti.
Io temo però che questo fatto (così come moltissimi altri) non sia noto a molti studenti (DSA o meno) e temo che, attraverso tutte queste compensazioni che forniamo, il numero di studenti che si pone il problema di occuparsi di tale significato scenda ulteriormente.

L'altra mattina in quarta liceo è successo questo: una rotaia da 25 metri, esposta alla calura estiva, si dilata di 10 millimetri.
Qual è la lunghezza finale, dopo che si è allungata?
Risposta: 35 millimetri (per qualcun altro invece sono diventati 35 metri).
Dietro a questi errori di calcolo si cela NON un mancato automatismo (compensabile con opportuni accorgimenti), bensì la mancata comprensione della differenza tra unità, decine, decimi, centesimi etc.
(Che poi, di fatto, è lo stesso errore che porta a dire: 10+1 = 20)


NOTA BENE: la calcolatrice non è in grado di aiutare i ragazzi in quel genere di calcoli che ho riportato sopra, almeno fino a che non sarà in grado di gestire anche le unità di misura (quelle che gestiscono la notazione scientifica esistono già, ma tipicamente gli studenti non sanno usarle).

Questo errore lo fa il DSA ed il non DSA, lo fa sia chi ha la calcolatrice, sia chi non la ha (nel caso specifico, tale errore lo hanno fatto gli studenti non DSA. Gli studenti DSA non hanno nemmeno capito quale fosse la formula da usare, hanno incasinato tutti i simboli all'interno dei loro formulari).

Lo fanno tutti quelli che non hanno capito il significato dei numeri, delle unità di misura ed in ultima analisi, delle operazioni.



La mia paura è, lo ripeto, che si finisca troppo spesso per eccedere nelle compensazioni, peggiorando le capacità degli studenti.

Ultima osservazione: tu dici "che non valgono il gioco in quanto poi le dimenticano". Se le dimenticano è perché non hanno capito ciò che stanno facendo.
Se un metro più un millimetro è pari, indifferentemente, a due metri oppure a due millimetri è perché NON HAI CAPITO quello che stai calcolando.

Tutto qua. So bene che la legge dice, prescrive etc etc.

So altrettanto bene che tali prescrizioni sono, ai miei occhi, controproducenti.


Tornare in alto Andare in basso
 
La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 2 di 3Andare alla pagina : Precedente  1, 2, 3  Seguente
 Argomenti simili
-
» ho scritto in fronte Giocondor!
» Se fossi il legislatore italiano...
» non riesco a scrivere in italiano!
» Valutazione e selezione degli ovociti per la fecondazione in vitro
» SITO BUSCHMANN IN ITALIANO!!

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: