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 La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto

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AutoreMessaggio
disorientata71



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MessaggioOggetto: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Lun Nov 14, 2016 9:13 pm

Promemoria primo messaggio :

Ho appena letto l'altro topic sulla questione dei DSA e dal momento che ho visto molti colleghi sul pezzo, avrei la curiosità di chiedervi quello che pensate e come secondo voi si deve interpretare la legge 107 in merito alle misure di valutazione personalizzate per i DSA nell'italiano scritto.
Come tutti sappiamo, una delle misure che ci viene richiesta /imposta dalla legge (e dai medici che stilano le diagnosi) è quella che riguarda la valutazione che deve tenere conto più del contenuto che della forma.
Per dire che il dislessico che scambia la b con la d non deve essere penalizzato, ad esempio. Ma tra gli errori di poco rilievo ci metterei anche gli accenti dimenticati, o anche alcune virgole. La ragione credo che sia riferita al fatto che l'alunno con DSA confonde le lettere, si agita davanti alle parole scritte, è così concentrato da stancarsi presto e perdere così di vista certi errori. Ok. Il più delle volte è quello che ho visto, e non ho mai avuto problemi a correggere gli elaborati in questo modo. Tra l'altro, ho visto che l'uso del pc e del programma di videoscrittura con il correttore non sempre risolve i problemi, perchè il pc non capisce da solo se "e" in una frase è congiunzione o verbo.
La mia perplessità nasce nei casi (che mi sono capitati) in cui il ragazzo DSA scriva testi in cui si capisce il contenuto vago, ma in cui non è possibile comprendere realmente la logica del discorso perchè non solo ci sono errori ortografici, ma sintattici e di punteggiatura: frasi scritte come se fossero un flusso di coscienza, assenza pressochè totale di pronomi, congiunzioni e connettivi in genere. E sto parlando delle superiori.
La mia domanda non è provocatoria, ma avrei bisogno di sapere come vi regolate voi e mi piacerebbe anche un intervento di IRE a questo proposito.
La questione secca è : in casi come questi, se vogliamo parlare di rispetto della legge, sono obbligata a NON valutare questi errori e mettere la sufficienza, o ci sono fondati motivi per cui si possa attribuire un'insufficienza?
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AutoreMessaggio
AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 10:12 pm

PS A questo punto Disorientata71 sarà anche disperata in quanto siamo finiti a divagare su tutt'altra questione :-(
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Mer Nov 16, 2016 11:50 pm

Credo Andrea che si finisca sempre un po' 'furoi dal seminato' perché Ire ha a che fare con DSA veri mentre noi abbiamo a che fare sia con DSA veri per i quali gli strumenti compensativi funzionano bene (e ne ho che hanno passato perfino gli esami di certificazione linguistica internazionali), ma anche con decine di casi che con i DSA non c'entrano nulla e che vengono 'certificati' solo perché lo stato non vuole riconoscere il diritto al sostegno per risparmiare!
Poi per forza che uno dice Roma e l'altro capisce Toma...
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disorientata71



Messaggi : 254
Data d'iscrizione : 14.01.14

MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Gio Nov 17, 2016 12:12 am

Ringrazio tutti per i preziosi contributi alla discussione che ho letto con interesse.  Mi dispiace solo di dover prendere atto che evidentemente non riesco ad esprimere bene e in modo chiaro le mie posizioni e i miei dubbi. O almeno non riesco a farlo bene come altri forumisti... si vede che questa modalità non fa per me  forse perché  tendo a sintetizzare e a dare per scontate delle cose che forse scontate non sono.  

Aggiungo solo che non sono d'ccordo sul fatto che la legge di cui parliamo non faccia cenno ad una valutazione che privilegi il contenuto rispetto alla forma. Le linee guida fanno cenno eccome a questa misura ma ovviamente e giustamente non specificano in quale misura e certamente sta a noi valutare di caso in caso in base alla diagnosi e all'osservazione del ragazzo.  E qua stava la mia domanda.  Se ho il caso di uno che scrive senza rispettare alcuna norma ortosintattica è chiaro che sono di fronte ad un grosso problema. Che forse è causato dal disturbo in sé e forse è  stato aggravato da una serie di errori didattici precedenti.  Il fatto che io abbia posto la domanda dimostra che forse non sono una che "dispensa a buffo "  ma una che forse da più  parti (genitori, psicologi soprattutto) è  stata spinta,invitata, incentivata a mettere una sufficienza che poi non ho messo. Alla fine credo che poi ciascuno a suo modo mi abbia risposto e di certo abbiamo capito che una risposta univoca non c'è. Perché rispondere "devi personalizzare" alla fine è l'unica cosa che possiamo dirci.
Grazie a tutti


Ultima modifica di disorientata71 il Gio Nov 17, 2016 12:41 pm, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Gio Nov 17, 2016 7:49 am

hai ragione disorientata.
La legge dice così (le linee guida della legge) e non di più.

Quello che lascia libera è la decisione di cosa sia "contenuto" e di cosa sia "forma".

Qui entrano in campo le professionalità: la tua, ad esempio,  che nonostante sia disorientata, cerchi di esprimere al meglio.

E non è piaggeria : -)
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Gio Nov 17, 2016 8:04 am

Citazione :
Scusa se mi faccio i fatti tuoi, ma siccome si tratta di cose che hai sempre raccontato liberamente, solo che io i dettagli non me li ricordo, non penso che sia offensivo... per cui ti chiedo una sola cosa: si tratta del figlio che è stato diagnosticato quando era già alle superiori, senza mai essere bocciato o aver avuto problemi particolarmente gravi prima?



si tratta del figlio diagnosticato alle superiori perchè la famiglia che dovrebbe conoscere cose diverse dalla dislessia vedeva un ragazzino massacrato, un ragazzino privo di qualsiasi stima in se stesso, un ragazzino che piangeva perchè tanto lui era stupido.

Si tratta del figlio diagnosticato alle superiori con tanti problemi fino ad allora ma con la famiglia assolutamente certa che ci fosse qualcosa di sbagliato sì. ma non in lui. Con la famiglia in grado di capire la differenza tra la "stupidità" di chi "arriva poco in là" e qualcosa di diverso che non si sapeva cosa fosse.

Si tratta del figlio diagnosticato alle superiori perchè la famiglia non ha mai, e dico mai, mollato un crostino facendo quello che sarebbe spettato ai suoi docenti. Sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista dell'incoraggiamento. Sia, almeno, dal punto di vista dell'osservazione e della valutazione. Almeno la scuola avrebbe dovuto osservare il bambino, diventato ragazzo, e capire che non era stupido, e credere alla mamma quando diceva che le ore di studio erano davvero tante, e credere in lui ogni volta che ci provava, la scuola avrebbe dovuto chiedersi: cosa c'è che non funziona quI?    Invece me lo sono chiesta io



Quando la famiglia è venuta a conoscenza dell'esistenza di questa cosa che si chiama dsa ha provato a vedere.
Ed è andata a scuola a dire: adesso signori tocca a voi.

Alla faccia di quella idiota che quando era in quarta elementare lo picchiava sulle manine perchè faceva i conti con le dita.

Non mi sembra ci siamo arrivati senza problemi, a questo traguardo.
Anzi, sono certa che non ci siamo arrivati senza problemi.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Gio Nov 17, 2016 8:27 am

Citazione :
In ogni caso, faccio comunque i complimenti a questo ragazzo, e spero che tu possa accettarli e credere davvero che siano sinceri, anche se non andiamo d'accordo su quasi niente nel merito. Anche se io personalmente non ho mai frequentato (né da studentessa, né da insegnante, né da madre, sorella, cugina o amica) laureandi che per l'occasione si facessero comprare il vestito formale elegante dalla mamma  : - )




Ti ringrazio.


Anche il vestito, Paniscus, ti dice qualcosa:  ti dice quanto sia stato difficile per lui e quanto ritenga importante attribuire onore all'occasione.



e per rispondere alla domanda se ci sarebbe arrivato senza pdp:  no, penso che non ci sarebbe arrivato, sono certa che avrebbe abbandonato prima.  

Quando abbiamo avuto la diagnosi ha creduto a quello che gli dicevo da tempo.

Con il pdp in realtà non è cambiato molto, le misure che gli sono state concesse sono state quelle tradizionali, abbiamo continuato a fare il faticosissimo lavoro che avevamo sempre fatto anche se alleggerito nella pressione.
Con il pdp almeno formalmente si sono zittite  le voci che gli dicevano "ma dove vuoi andare, scemo?"

Mio figlio è stato fortunato:  ha avuto una mamma intelligente, simpatica e creativa che ha saputo lavorare con lui.  E' nato in una famiglia che si è potuta permettere di rinunciare ad uno stipendio per seguirlo... 

Gli altri?  Non tutti hanno questa fortuna.



 
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Gio Nov 17, 2016 9:06 am

Valerie ha scritto:
Credo Andrea che si finisca sempre un po' 'furoi dal seminato' perché Ire ha a che fare con DSA veri mentre noi abbiamo a che fare sia con DSA veri per i quali gli strumenti compensativi funzionano bene (e ne ho che hanno passato perfino gli esami di certificazione linguistica internazionali), ma anche con decine di casi che con i DSA non c'entrano nulla e che vengono 'certificati' solo perché lo stato non vuole riconoscere il diritto al sostegno per risparmiare!
Poi per forza che uno dice Roma e l'altro capisce Toma...


Valerie, lo sai che ho a che fare con DSA veri  ( i miei figli)  sai che ho a che fare con DSA veri, quelli che aiuto un po' a muoversi,  e sai anche che ho a che fare con DSA che lasciano un po' perplessi.

Sai che so, perfettamente, distinguere e dare a Cesare ciò che è di Cesare.

Sai anche che so, perchè forse me lo hai insegnato tu, che dico:  faccio quello che posso e soprattutto quello che devo... il resto non dipende da me.
Sai anche che questo è quello che chiedo alla scuola.


Sai anche che tutto questo non è colpa "dei DSA".
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serpina



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MessaggioOggetto: Re: La valutazione personalizzata del DSA in italiano scritto   Gio Nov 17, 2016 10:31 am

ushikawa ha scritto:

I docenti non sono cattivi: sono piano piano convinti che PDP vuol dire promozione-facilitazione-concessione. Vengono convinti attraverso pressioni, minacce, incazzature di genitori come te, diagnosi illegalmente corredate di misure compensative e dispensative, dirigenti e colleghi zelanti, corsi di formazione a senso unico.

"Non si può bocciare un alunno con DSA"
"Non si può non tener conto delle misure indicate dal neuropsichiatra, perché se ti fanno ricorso sono guai"

E così via.

Il docente è piano piano defraudato dalla sua libertà di insegnamento e soprattutto fatto desistere da ogni tentativo di far raggiungere all'alunno certificato gli stessi obiettivi minimi di tutta la classe.
Perché raggiungere quegli obiettivi minimi vuol dire mettere l'alunno di fronte alle proprie difficoltà. Farlo impegnare. Farlo sentire, qualche volta, diverso dagli altri. Fargli provare il piacere di migliorare piano piano le proprie capacità.

Ma questo non si può fare. Io voglio fare una didattica ESIGENTE, soprattutto con gli alunni certificati. Devono raggiungere gli stessi obiettivi degli altri, penso io, per il loro bene innanzitutto. Non si può: c'è sempre un dirigente, un collega che ha fatto il corso, un altro amico delle famiglie dei DSA che mi dice che non posso. C'è sempre qualcuno che mi dice che quell'alunno non può usare gli strumenti degli altri, anche quando palesemente non è vero, e che non può raggiungere gli stessi obiettivi degli altri.

certo, è così. il problema è che per molti colleghi i dsa sono difficili da comprendere (la formazione disponibile, diciamolo, non è di alto livello) e soprattutto è difficile tradurre nella pratica didattica quotidiana certi slogan pedagogici. fornire misure e predisporre verifiche diverse non è fare didattica differenziata. gli insegnanti si sentono spesso inadempienti perchè non riescono a differenziare veramente i percorsi e perchè in molti casi vedono chiaramente che lo studente non è in grado di raggiungere gli obiettivi minimi. a volte regalare la sufficienza è l'unico modo per superare l'impasse (indubbiamente le pressioni di certi ds fanno la loro parte).
l'unica strada che per adesso mi viene in mente è quella di individuare a livello di collegio delle linee guida (anche perchè è evidente che il fenomeno è in aumento): dobbiamo avere noi chiaro l'orizzonte in cui ci muoviamo. nella mia scuola si sta istituendo una commissione apposita, con insegnanti di tutte le materie, che si formeranno insieme e che soprattutto tenteranno di discutere insieme i vari casi e di individuare insieme le strategie più adatte. l'idea è che il singolo insegnante non si trovi più (se non lo desidera, certo) a dover decidere da solo, magari senza formazione specifica, cosa è meglio fare per il suo alunno dsa. vediamo come va...
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