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 Situazione delicata

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cliomisia

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MessaggioTitolo: Situazione delicata    Dom Dic 04, 2016 7:37 am

Buongiorno, quest'anno mi trovo a seguire un bambino con  diagnosi di autismo grave.
 Cerco di lavorare il più possibile in classe con attivitå sia relative al programma di prima ( semplificato) molto lentamente alternando le attività,  per dare una prima strumentalità di base, sia con attivitå diverse schede didattiche specifiche per alunni con autismo, giochi didattici e giochi quali  domino, puzzle,costruzioni,lavori di manipolazione con il pongo..fino alla  lettura di brevi storie che gli piacciono tanto.
Ci sono giorni che è più ricettivo, "più presente" e con pazienza e calma si riesce a farlo stare seduto al banco anche  per cinque minuti alla volta rarissimo ma tant'è,  con appunto attività suddivise in step,  altri giorni che arriva già carico salta, grida, ha scatti di ira inaspettati ed incontrollati, ecc e nonostante tutta la pazienza che ci metto non c'è verso di fare nulla.
Lo porto fuori classe un oretta al giorno, verso fine mattinata per le attività didattiche al computer o per farlo giocare e rilassare sempre al computer o alla lim.

Cerco appunto di non tenerlo fuori la classe troppo a lungo affinché riesca piano piano ad inserirsi nel gruppo classe, gli altri bambini nonostante siano ancora piccoli sono consapevoli di avere un compagno speciale e quando è possibile cercano di coinvolgerlo in giochi e in effetti nelle giornate migliori il bambino  interagisce anche se minimamente, ricercandoli anche se poi quasi subito perde aderenza alla realtà e vaga nel suo mondo ...

Nella classe c'è un bambino Bes che ha necessità di esser seguito e le colleghe lo hanno sbolognato a me ... il bambino  ha voglia  solo di giocare o colorare. 
Preparo il lavoro anche per lui ma è un impresa titanica... avrebbe necessità di esser seguito a sua volta concentrandosi su di lui, ma io con tutta la buona volontà non riesco a fare più di ciò che faccio avendo appunto in carico un caso rapporto 1:1 vista la gravità del caso,c'è poi un caso leggerò,  un bimbo tranquillo che ovviamente le colleghe seguono volentieri.

Ora a novembre ė arrivato un collega a seguire il  caso più leggero quello poco sopra citato, e dunque solo per poche ore la settimana, ovviamente lui si porta il bes e l'altro caso fuori per lavorare e ha ripreso di nuovo da capo il programma. Tante belle parole dice  che con lui  il bambino Bes lavora che si dà da fare ecc..

Poi però durante la settimana non c'è e tocca sempre a me seguirlo, come devo fare? 

Certo che come contitolare della classe devo esser di aiuto, ma sono "abbandonata" al mio lavoro con il bimbo autistico che se non gli stai dietro, non stai concentrato su di lui ovviamente dopo poco va letteralmente...si alza dal banco ed inizia a vagare per l'aula agitandosi sempre più  e riprendere il filo di una qualsiasi attività anche la più congeniale e leggera e piacevole per lui,diventa un'impresa titanica, mentre l'altro  se ovviamente mi giro a guardare di far fare un gioco o una semplicissima attivitå al bimbo certificato, si rifiuta letteralmente di impegnarsi cosa scheda o attività...non posso essere concentrata su entrambi contemporaneamente e non sempre è possibile far fare ad entrambi lo stesso lavoro!

Cosa mi consigliate... esser criticata  dal collega appena arrivato e senza esperienza ( non aveva mai messo piede in una scuola), per il mio lavoro (ė da settembre che mi do da fare) , mi dispiace e molto,  faccio del mio meglio alla ricerca di strategie differenti, nè posso portarmi il Bes fuori con  il bambino autistico perché il bambino va seguito costantemente a volte mentre è tranquillo di punto in bianco appunto agisce in modo imprevedibile rischiando di farsi male o far male a qualcuno.

Non ce  la fa a stare tutte le ore  a scuola, avrebbe necessità di un orario ridotto ma la famiglia non vuole sentire ragioni, io ne avevo parlato con il Dirigente che candidamente se ne è lavato le mani,  al responsabile che continua a rimandare un colloquio, i colleghi son a volte scocciati per la situazione, ed uno candidamente mi ha detto di portare fuori il bambino certificato perché lui ci sono giorni che fatica a lavorare con la classe e se lascio il lavoro al Bes non viene guardato per nulla e quando torniamo vaga per l'aula anche lui o gioca senza aver fatto nulla di ciò che ho lasciato da fare...

Ed ancora aggiungo come ho gia scritto poco sopra, anche io lo porto fuori aula il giusto, o per salutare il fratello che è in un altra classe o per andare in biblioteca , piccolo spazio dedicato ai libri per sfogliarne  qualcuno, o appunto per andare a lavorare/ o  giocare per farlo riposare ...al computer  e quando si svolgono attivitå in piccolo gruppo ma presente anche il collega, anche perché a volte ė davvero ingestibile tanto ė agitato tanto è carico di suo che come ho detto ė pericoloso per sé e per gli altri...e lo scrivo temo che possa capitare qualcosa e non voglio trovarmi in difficoltà... tutti se ne lavano le mani.

Inoltre  non disponiamo nė di una palestrina nè di un aula adeguata, nė di materiale, nulla, ė da settembre che sollecito il responsabile dell'area Bes e  sostegno, per l'acquisto di materiale didattico specifico, testi , rimanda continuanente ... ho acquistato per mio conto alcuni giochi e libri che porto avanti e in dietro.

Infine la scuola ovviamente non ė a norma con termosifoni vecchi e grandi e pesanti non sono coperti nè  riparati, mi è stato detto che il responsabile della sicurezza lo ha fatto presente ma, ad oggi non sono state prese misure per l'adeguamento... con il bambino che a volte inizia a correre avanti e dietro senza ovviamente preavviso, senza che le strategie per distrarlo, che di solito metto in atto , abbiano effetto, e ciö mi crea molta ansia. 

Se qualcuno ha consigli pratici  per la questione sicurezza  ( metter giu due righe da far protocollare e come meterle giů che senza alzare un polverone, qui hanno la coda di paglia)e per la questione del collega criticone  e sapientone  che senza conoscere i casi nė la situazione scolastica ha già sentenziato, ha già spiegato con tanta prosopopea ciò che è che andrebbe fatto, che lui farebbe.
Sono ben accetti...
Grazie e scusate per lo sfogo ma a volte mi sento sola come la particelle di sodio nell'acqua....
E poi parlano di inclusione. 
.
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docente63



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MessaggioTitolo: Re: Situazione delicata    Dom Dic 04, 2016 3:19 pm

Bes e altri non "toccano" a te, tu devi occuparti solo dell'alunno che ti è stato assegnato, che è molto grave - impara a dire di no. E ti consiglio di farti un'assicurazione privata
Appuntati giorno per giorno le difficoltà che incontri, e tieni pronto in caso ti servisse da protocollare.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Situazione delicata    Dom Dic 04, 2016 5:20 pm

Condivido ciò che ti ha detto docente 63 anche se, almeno per una prima volta, ti suggerirei di protocollarla la relazione dicendo le stesse cose che hai detto qui (magari ometti le sue critiche nei tuoi confronti che devi proprio evitare di prendere in considerazione anche tu) e aggiungo che sulla questione sicurezza gli unici che possono fare muovere il dirigente sono i genitori.

Deve risultare chiarissimo, qualsiasi cosa dovesse succedere, che il ds era informato della situazione.
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cliomisia

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MessaggioTitolo: Re: Situazione delicata    Lun Dic 05, 2016 5:15 pm

Volevo anche domandarvi una cortesia, vorrei evitare di accompagnare il bambino in uscite didattiche  e in gita che sarà tutto il giorno e in una località lontana.
 Lui ha diritto a partecipare se la famiglia vuole, ma io vista la situazione vorrei evitare di prendermi ulteriori responsabilità. Ovviamente mi farei destinare diversamente il giorno della gita e eventualmente le ore delle uscite didattiche.
Qual'è la prassi? 
Posso scrivere qualcosa e far protocollare in segreteria? 

Grazie.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Situazione delicata    Mar Dic 06, 2016 1:48 pm

Quando è stata decisa la gita non hai detto che non saresti andata?
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cliomisia

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MessaggioTitolo: Re: Situazione delicata    Mar Dic 06, 2016 3:31 pm

Di gita se ne è parlato all'Interclasse e già  nell'occasione ho detto a voce di non voler dare la disponibilità ad accompagnare l'alunno certificato.
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