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 smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa

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ushikawa



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MessaggioOggetto: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 6:56 am

http://www.vita.it/it/article/2016/02/05/dislessia-al-via-il-primo-portale-per-la-diagnosi-precoce/138188/

Carina l'idea di chiamare l'app (che ancora non mi sembra reperibile) "furba", così come è carina l'idea di mettere nell'articolo l'immagine di un bambino completamente riverso sul proprio tablet, cioè esattamente il messaggio opposto a quello corretto sulla prevenzione dei disturbi dell'apprendimento, che a quanto pare sono in parte causati anche dall'abuso di dispositivi touch-screen.
Ironia a parte, trovo del tutto aberrante che si crei un sistema per avere delle pre-diagnosi senza alcuna mediazione umana, ma semplicemente attraverso una app, come trovo aberrante che si cerchi in ogni modo di assecondare il boom di diagnosi, come trovo aberrante che ad essere sottoposti alla diagnosi siano bambini ancora in età prescolare o ai primi anni della primaria, come trovo aberrante che qualsiasi difficoltà dell'apprendimento, dovuta a mille motivi, vada classificata come disturbo specifico.

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Masaniello



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 9:30 am

Non è aberrante che qualche miliardo di laureati in materie fuffologiche cerchi di campare,non avendo altro sbocco nel mondo del lavoro.quale soluzione migliore che creare un esercito di infanti "pseudo" disturbati che abbiano un bisogno indotto ed inutile del tuo aiuto ? È marketing,baby
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 10:52 am

A quando la diagnosi prenatale di dsa?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 2:27 pm

credo che l'articolo che hai postato tu abbia scelto un taglio sensazionalistico che la notizia invece non ha
http://www.fondazionetim.it/progetti/dislessia-20-soluzione-digitale/54704/dettaglio
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 3:07 pm

chicca70 ha scritto:
A quando la diagnosi prenatale di dsa?
Estendiamo il concetto: potendola fare preconcepimento ......
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 3:16 pm

Ire ha scritto:
credo che l'articolo che hai postato tu abbia scelto un taglio sensazionalistico che la notizia invece non ha
http://www.fondazionetim.it/progetti/dislessia-20-soluzione-digitale/54704/dettaglio
Peggio mi sento:

"Progetto Smart@pp: piattaforma di screening per l’analisi del rischio di disagi della comunicazione tramite nuove tecnologie
Il progetto Smart@pp persegue l'obiettivo di creare una piattaforma di screening precoce dei disturbi della comunicazione e del neurosviluppo dai 6 ai 36 mesi. L'app, elaborata sia in versione iOS che Android per tablet e smartphone, permetterà di effettuare uno screening automatico ultra-precoce dei disturbi della comunicazione. La app guiderà il genitore e il pediatra con delle domande puntuali secondo gli standard riconosciuti di screening.
Verrà inoltre avviata una sperimentazione sulle componenti frequenziali della lallazione e della prosodia al fine di investigare nuovi possibili biomarcatori ultra-precoci dei disturbi della comunicazione.
L'app sarà gratuita e accessibile a tutti e sarà sviluppata e manutenuta dall’ISS e dal CNR – ISASI.
L’implementazione della piattaforma prevede il coinvolgimento del Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico che include i più importanti centri clinici e di ricerca in ambito disturbi del neurosviluppo (Ospedali, ASL/ASP, Università e Istituti di Ricovero e Cura a carattere Scientifico - IRCCS) per la predisposizione dei test e la sperimentazione sul campo: Università  Campus  Bio-Medico  di  Roma, IRCCS Eugenio Medea, Azienda Sanitaria Provinciale Palermo, IRCCS Fondazione Stella Maris, IRCCS Osp. Pediatrico Bambino Gesù, Centro Interdipartimentale Mente e Cervello, Centro Autismo e Sindrome di Asperger, Ospedale di Mondovì."


Io sapevo che la dislessia fosse un disturbo specifico dell'apprendimento, che la si riscontrasse solo nell'apprendimento veicolato da scritti, che quando non esisteva la scrittura non esisteva la dislessia e che quando il 90% della popolazione era analfabeta il 90% era immune alla dislessia; ora mi si dice che il dislessico ha qualcosa che lo rende evidente anche da neonato (immagino non sia il non riuscire a leggere). Qualcosa mi fa pensare che l'handicap che evidenzia a 18 mesi lo penalizzerà in ogni campo del vivere e che quindi non bisogna aspettarsi grandi cose da lui.

Ma forse stanno scrivendo cumuli di cazzate; speriamo.

Quanto agli autistici: vi risulta che non ci si accorga del loro status ? Passano inosservati ? Serve a qualcosa a riconoscerli subito ? Si guarisce dall'autismo ?

L'autismo è una rottura di coglioni immensa, ed inizia da quando ti accorgi che c'è e finisce con la morte dell'autistico; perchè anticipare il momento della conoscenza ? Per cominciare a soffrire prima ? Animali !
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Masaniello



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 3:59 pm

Da due genitori dsa nascerà un figlio dsa?che dice Darwin? Che dice Mendel?
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 4:59 pm

Masaniello ha scritto:
Da due genitori dsa nascerà un figlio dsa?che dice Darwin? Che dice Mendel?
Mendel non lo so, ma Mendeleev dice che un elemento su 92 è stronzio; dovremmo tenerne conto quando parliamo di garantismo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 6:39 pm

L'unico eventuale vantaggio nello scoprirlo prima, sarebbe quello di provvedere immediatamente a eventuali terapie o esercizi mirati che potrebbero essere utili a far regredire il disturbo, o almeno a diminuirne la gravità.

Ma allora verrebbe automaticamente a saltare il dogma secondo cui i dsa sono condizioni neurologiche strutturali e immutabili che non possono guarire, non possono migliorare e non possono modificarsi, e quindi è inutile applicare qualsiasi "terapia", ma bisogna solo compensarli e dispensarli a oltranza da tutto quello che non riescono a fare o che dicono che gli fa troppa fatica.

Per cui, l'unica conseguenza plausibile sarà quella di ritrovarsi schiere di bambini che arrivano a iscriversi in prima elementare con la certificazione già bell'e pronta.

Perché su 100 genitori zelanti che allegramente provano a far fare ai loro figli il giochino sul tablet, ce ne saranno almeno 50 che riterranno che il pupo abbia riportato dei punteggi bassi, di questi 50 ce ne saranno 35 che (da soli o su consiglio di qualche ancor-più-zelante maestra d'asilo o amica psicologa) li spediranno immediatamente a fare gli accertamenti formali, e la quasi totalità di questi 35 riceverà sicuramente un verdetto di conferma (perché sappiamo bene che quando si bussa alla porta di qualche specialista per richiedere una diagnosi di dsa è quasi impossibile sentirsi dire che il dsa non c'è e che il ragazzino non ha nessun problema... il problema glielo trovano DI SICURO, perché assumono che il cliente pagante voglia quello).

Risultato UN TERZO dei bambini di 5-6 anni arriveranno a iscriversi direttamente in prima elementare avendo già una certificazione di dsa, con tutta la lista infinita di strumenti compensativi e dispensativi prescritti dal medico come se si trattasse di indispensabili terapie salvavita, e le scuole si sentiranno moralmente costrette a obbedire "perché altrimenti i genitori protestano". In pratica, saranno esonerati fin dall'inizio dal dover fare qualsiasi sforzo per imparare a leggere e scrivere, e rimarranno analfabeti a vita.

Un incubo.

Se poi non fosse nemmeno lasciato alla libera iniziativa delle famiglie, ma fosse addirittura proposto come screening da fare obbligatoriamente a tutti tramite le scuole, sarebbe un incubo non solo etico, ma anche sociale e politico, di quelli che manco George Orwell avrebbe concepito.

Anzi, che non avrebbero immaginato nemmeno i due fratelli Huxley messi insieme, il biologo genetista e lo scrittore di distopie.
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Masaniello



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 8:21 pm

Un disastro umanitario...un deficit cognitivo di massa...si ventila l ipotesi che un terzo dei bambini sia certificato
Di chi è la colpa? Chernobyl? Fukushima?Seveso?il Vajont? Bopal? Secondo me è colpa delle scie chimiche o di Trump
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 8:26 pm

Gli ufi.

Che ci hanno colonizzati in massa e che hanno inserito gli impianti alieni nei cervelli di tutti noi...  : - )
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 8:31 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Gli ufi.

Che ci hanno colonizzati in massa e che hanno inserito gli impianti alieni nei cervelli di tutti noi...  : - )
No, non di tutti; l'inserimento agli allievi lo hanno fatto nel cervello ed a noi insegnanti .....
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 8:36 pm

Oggi i miei alunni mi hanno mostrato una app che non solo risolve qualsiasi equazione in un attimo come farebbe una normale calcolatrice, ma sviluppa tutti i passaggi. Addio allo studio della matematica!
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Masaniello



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 8:56 pm

Tranquilla. In fisica per esempio il problema non è risolvere le equazioni di per se,ma SCRIVERE L EQUAZIONE CHE RAPPRESENTA LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA..
e nessuna app lo fa...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 9:22 pm

Ora che ci penso: mia figlia, che ha imparato a leggere scrivere DA SOLA a meno di quattro anni, che ha una velocità di calcolo notevole, e che, da quando ha iniziato il percorso di istruzione formale, non ha quasi mai fatto un errore di ortografia in vita sua... probabilmente avrebbe riportato risultati scarsi in un quiz svolto sulla piattaforma di un tablet, semplicemente perché non è mai stata abituata a giocare coi tablet o coi dispositivi touch screen in generale, nel senso che in casa non ci sono proprio mai stati, (e se anche ci fossero stati, sarebbero stati usati dagli adulti per lavoro o per necessità pratiche da adulti, e non sarebbero stati mollati in mano ai bambini di quattro o cinque anni per farglieli usare come  giocattolo).

Qualunque bambino che fosse stato molto più lento e più impreciso di lei nella decodifica della lettura (o dei quiz di prelettura e di pregrafismo), non dico necessariamente con un vero caso di DSA, ma semplicemente più lento e più impreciso di lei, e però abituato fin dall'età di tre o quattro anni a farsi ore di videogiochi al giorno spippolando freneticamente sullo smartphone della mamma o sul tablet del babbo... avrebbe riportato risultati migliori di mia figlia, semplicemente per il fatto di avere più familiarità con quel tipo di piattaforma.

Esattamente come una dattilografa-vecchio-stampo, che ha solo la terza media più un corso di un anno o due di formazione professionale puramente pratica, e che ha una conoscenza molto approssimativa delle regole formali del lessico italiano, in una prova di dettato veloce (o di copiato veloce) alla tastiera... farebbe MENO errori rispetto a un laureato in lettere che ha un vocabolario ricchissimo e un'ortografia inappuntabile, ma non ha mai imparato a battere sui tasti in maniera professionale.

Evidentemente, quei test sui bambini non misurerebbero tanto le capacità intrinseche di riconoscimento di forme, di simboli e di associazioni, quanto la familiarità materiale con la piattaforma usata, che non è un dettaglio NEUTRALE... ma al contrario, è carico di ideologia, di condzionamenti e di mode culturali.

Per cui, riflettiamo un attimo sul significato di questa scelta (di sviluppare i test proprio su delle app per tablet o per cellulari, piuttosto che su cartaceo, o su eventuali risposte a voce trascritte dall'esaminatore, o che altro). Evidentemente si dà per scontato che tutti i bambini in età PRESCOLARE, che ancora non sanno tenere una penna in mano per tracciare una crocetta su un foglio o per unire due figurine con una freccia, siano però capacissimi di spippolare su un tablet, perchè si assume che tutti siano abituati a farlo fin dalla nascita, mentre disegnare o scarabocchiare su un foglio, proprio no.

A me sembra una pretesa ideologica (oltre che commerciale, consumistica e pubblicitaria) che sconfina nell'atteggiamento DITTATORIALE.

Ripeto, totalitarismo degno dei peggiori scenari da "Brave New World"...
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Mer Dic 21, 2016 10:09 pm

ludmilla72 ha scritto:
Oggi i miei alunni mi hanno mostrato una app che non solo risolve qualsiasi equazione in un attimo come farebbe una normale calcolatrice, ma sviluppa tutti i passaggi. Addio allo studio della matematica!
Photomath ? L'anno scorso i miei alunni hanno provato ad usarla; me ne sono accorto, li ho lasciati fare e li ho riempiti di 4; non erano in grado di comprendere i suggerimenti che gli dava il telefonino.

Ci sono mille modi per superare una verifica; il più facile è studiare.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Gio Dic 22, 2016 6:05 am

In questa iniziativa c'è tutta l'ideologia dominante oggi sui disturbi specifici dell'apprendimento.

Il primo punto di questa ideologia è che qualsiasi bambino, potenzialmente, è MALATO, o comunque, se ritenete il termine troppo crudo, diverso dagli altri. Insomma, che ogni bambino può essere affetto da una condizione invalidante (malgrado tutti gli sforzi per trovare degli eufemismi politically correct che, a questo punto, farebbero i sostenitori dell'ideologia DSA)

Il secondo punto è che il disturbo specifico dell'apprendimento è una condizione permanente, un destino che accompagnerà il bambino per tutta la vita, contro il quale non si possa fare assolutamente nulla.

Il terzo punto è che, siccome la condizione di dislessia (comprendendo anche le altre forme disprassiche disortografia, disgrafia e discalculia) è irrisolvibile, il bambino che ne soffre avrà diritto a una serie di misure e strumenti per aggirare (e non affrontare) l'ostacolo.

Il quarto punto è che mai e poi mai al bambino con DSA dovrà essere inflitta la frustrazione di misurarsi con il proprio limite ed eventualmente migliorarlo, quindi sarà sempre meglio abbondare con le misure dispensative, con gli strumenti compensativi e quindi, in definitiva, con le facilitazioni.

Il quinto punto, non trascurabile, è che per una decina di anni -o meglio anche di più, riuscendo a fare una diagnosi ultraprecoce- la famiglia deve essere messa in una condizione di ansia rispetto alle capacità del proprio figlio: e quindi dovrà rivolgersi agli esperti, ai neuropsichiatri, agli psicologi, ai referenti d'istituto e a qualsiasi espertone che sappia trattare la condizione patologica, o comunque non normale, del figlio (ma no, il DSA non è una condizione patologica, diranno i sostenitori dell'ideologia). E quindi soldi a tutti gli espertoni di turno, da quelli per le visite, le diagnosi, i trattamenti, le certificazioni a quelli per l'organizzazione di corsi indottrinanti in tutte le scuole, a quelli per gli screening di massa con i quali si cimenta con successo lo stesso Cornoldi.

Proprio ieri, casualmente, sono venuto a conoscenza di un approccio radicalmente opposto al problema della dislessia e ho provato ad approfondire un po', trovando varie cose in rete, tra cui questa:

http://www.istitutoitard.it/articoli.asp?id_art=1392990103&tabbed=2

In seguito sicuramente comprerò qualcuno dei testi dell'autore di questo approccio, Crispiani.

I punti fondamentali di questo approccio e del "metodo Crispiani", dal suo teorico, sembrano smentire gran parte dell'ideologia dominante in tema di DSA. Anche se il metodo sembra consigliare una forma di screening precoce e si  risolve in una serie di sedute, probabilmente costose, dallo specialista che applica il metodo, quello che conta è che Crispiani smonta l'assunto indimostrabile (e smentito dai fatti) per cui la condizione di DSA sia permamente e la riduce a un disturbo affine alla disprassia, dovuto alla scarsa capacità di controllo nelle operazioni seriali, e che può essere trattata per ricondurre alcune prestazioni il più possibile vicino alla norma. Per cui, ad esempio, bisogna incoraggiare (e non scoraggiare) l'apprendimento della scrittura in corsivo; usare i caratteri normali, e non quelli grandi; evitare l'utilizzo della calcolatrice e degli altri strumenti; puntare sul principio dell' "IO NON MI ARRENDO" e non sull'assunto "io sono diverso dagli altri e ho diritto a delle facilitazioni", come mi sono personalmente sentito dire da alunni di 11 anni.
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Gio Dic 22, 2016 10:02 am

ushikawa ha scritto:
In questa iniziativa c'è tutta l'ideologia dominante oggi sui disturbi specifici dell'apprendimento.

Il quarto punto è che mai e poi mai al bambino con DSA dovrà essere inflitta la frustrazione di misurarsi con il proprio limite ed eventualmente migliorarlo, quindi sarà sempre meglio abbondare con le misure dispensative, con gli strumenti compensativi e quindi, in definitiva, con le facilitazioni.



Ma questo ormai è stato esteso a tutti, mica vale solo per i casi di DSA: di fronte a chiunque abbia una qualsiasi "difficoltà scolastica", e sia considerato a rischio di frustrazione o di delusione per avere a che fare con qualcosa che "non gli riesce" (anche assolutamente casuale e transitoria, ossia un qualcosa che "non gli riesce" in quel momento, ma che potrebbe tranquillamente riuscirgli se si concentrasse e si esercitasse di più), l'unico suggerimento immediato e universale che viene proposto è quello di non insistere mai, di non costringerlo mai, di provare a dargli la consegna in una forma più facile, e in definitiva di fargli passare il messaggio del "non ti preoccupare, anche se non lo fai va bene lo stesso".

Non a caso, a chiunque sia dichiarato bes o sospettato di un potenziale bes per i motivi più svariati, si finisce col dare quasi automaticamente gli stessi strumenti di ausilio previsti per i DSA, anche se cognitivamente non ne ha nessun bisogno... e ormai si finisce per fare quasi la stessa cosa anche senza bisogno del bes: a chiunque abbia risultati scolastici scarsi, l'unica soluzione possibile che viene prospettata è quella di abbassargli sistematicamente l'asticella delle richieste, per permettergli di prendere la sufficienza lo stesso.

Il tutto, normalmente, basato su unico dogma omnicomprensivo che sarebbe quello di "non mettere a rischio l'autostima" dell'alunno. Cioè, l'ideologia che c'è sotto è che qualsiasi richiesta di fare uno sforzo in più, qualsiasi osservazione su un tentativo fallito, qualsiasi correzione di un errore, qualsiasi richiesta di rifare da capo una cosa riuscita male, qualsiasi azione volta a mettere il ragazzino di fronte alla consapevolezza del proprio errore e della propria responsabilità di correggerlo, è considerara una pericolosissima minaccia emotiva che rischia di buttarlo giù di morale e di rovinargli la serenità in maniera irreversibile, e quindi va sempre evitata. Come al solito, siamo arrivati a copiare l'ennesima moda psicosociopedagogica americana con 20 anni di ritardo, negli Stati Uniti la cosiddetta "generazione snowflake" è già arrivata all'università...
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Gio Dic 22, 2016 11:19 am

Citazione :
In questa iniziativa c'è tutta l'ideologia dominante oggi sui disturbi specifici dell'apprendimento.

Il quarto punto è che mai e poi mai al bambino con DSA dovrà essere inflitta la frustrazione di misurarsi con il proprio limite ed eventualmente migliorarlo, quindi sarà sempre meglio abbondare con le misure dispensative, con gli strumenti compensativi e quindi, in definitiva, con le facilitazioni.


guarda che gli strumenti compensativi e le misure dispensative servono solo a portare il bambino con dsa nella condizione di misurarsi con il proprio limite e di compensarlo.  Le misure compensative e dispensative portano frustrazione perchè sono misure con le quali bisogna fare i conti e che bisogna accettare come parte di sè, una parte esterna di sè, una parte che non tutti hanno necessità di avere.  E la frustrazione è proprio grande.

Siete voi i primi a chiedervi come mai se date compense e dispense ci sono alcuni dsa che ugualmente non riescono.

la risposta è che le misure sono la partenza, non l'arrivo.
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Gio Dic 22, 2016 2:58 pm

Ma la risposta sarà invece mica che le misure proposte spesso non sono la partenza, ma la resa?

Hai una brutta grafia in corsivo? Niente corsivo.
Hai problemi con il calcolo? Niente calcolo.
Hai problemi con l'ortografia? Non te la correggiamo.
E così via.
Poi vengono a dire "professore, ma io ho una carta che dice...".

Personalmente credo che, ad esempio, insistere con il corsivo, i calcoli in colonna e in generale con tutte quelle cose procedurali, noiose, che bisogna provare e riprovare, faccia molto bene al bambino dislessico, anche se non ho dei dati per poterlo affermarlo scientificamente. Al contrario credo che spiattellargli là la soluzione compensativa-dispensativa faccia molto male, al bambino in generale e a quello dislessico in particolare.  Ad esempio chi inizia precocemente con lo stampato o con il computer o con i calcoli alla calcolatrice non avrà alcuna -zero- possibilità di recupero, a meno che in un certo senso non rifaccia le elementari dopo il liceo (cosa che ho anche sentito)


Ultima modifica di ushikawa il Gio Dic 22, 2016 2:59 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: smart@app: diagnosi ultraprecoce dei dsa   Gio Dic 22, 2016 2:58 pm

E chi l'ha detto che gli strumenti dispensativi e compensativi sono la situazione migliore, Ire? la domanda che devi porti è questa: le diagnosi di DSA hanno validità scientifica? La mia risposta almeno allo stato attuale è NO, Ire, e ti spiego il perché. Le diagnosi di DSA confondono il sintomo con la causa, ma la causa rimane sconosciuta: la DISLESSIA è una difficoltà ed è quindi un effetto, non la causa. Una diagnosi di dislessia o di discalculia è come se un medico dicesse ad un paziente che ha difficoltà a respirare che ha la dispnea ed ha bisogno quindi di un respiratore a vita (strumento compensativo), ma è ridicolo, poiché non si indaga la causa, non si fa altro che certificare un sintomo di cui il paziente era già a conoscenza. E poi la mancata scientificità si vede dallo scarsissimo accordo che c'è tra gli esperti, alcuni credono che il DSA rimanga un problema a vita, altri ancora che possa migliorare.
Io rifiuto quindi di conferire validità scientifica a una procedura che confonde il sintomo con la causa, per me si tratta solo di pseudo-diagnosi prive di qualsiasi validità e ridicole, una truffa ideologica per intenderci ed anche se darò in quanto obbligato per legge gli strumenti compensativi ai miei alunni DSA non credo assolutamente che l'approccio attuale al problema sia corretto.
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