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 costruire un curricolo verticale

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cinzia68



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MessaggioOggetto: costruire un curricolo verticale   Lun Gen 09, 2017 12:27 pm

Promemoria primo messaggio :

Buongiorno a tutti. Devo partecipare ad un corso di formazione che dovrebbe indicare come si costruisce un curricolo verticale (io insegno italiano in una scuola media). Vista l'esperienza passata, preferisco capirci qualcosa in un webinar, solo che in rete c'è una marea di video tra cui scegliere. Ho provato a vederne qualcuno ma sempre con l'idea che, forse, quello successivo sarebbe stato migliore. Voi avete qualche webinar efficace da consigliarmi? vi ringrazio in anticipo.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 5:15 pm

lucetta10 ha scritto:


e secondo te perché lo stato li somministra? perché scientificamente non è vero, ma non basta che lo dica tu in base alle tue categorie di vero/falso apodittico, e lo stesso vale per terra piatta, donne con quattrotette e forchettone volante. Lo stesso vale per la possibilità di fare un bel modulo di storia sulla uno bianca: è vero? si. che vogliamo fare? insegnarlo al triennio? no, perché non è storia ma cronaca (anche di poco interesse generale secondo i criteri della comunità scientifica e la definizione stessa della disciplina

Questa esaltazione di uno stato etico che, per sua natura, sarebbe capace di legiferare sempre e comunque secondo scienza e verità storica, ci mancava...
Quando nel maggio 2013 il nostro parlamento ha approvato una legge che autorizzava la sperimentazione del metodo Stamina, tutta i cittadini si sarebbero dovuti mettere il cuore in pace perché, se lo Stato aveva compiuto tale passo, automaticamente bisognava concludere che il metodo avesse qualche fondamento scientifico?



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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 6:16 pm

lucetta10 ha scritto:
e secondo te perché lo stato li somministra? perché scientificamente non è vero,

Guarda che tu hai parlato dell'OBBLIGATORIETA', non della semplice somministrazione.

Tu hai detto che il motivo per cui non è accettabile parlare male dei vaccini, è che lo stato li ha messi obbligatori.

Io ho detto che, se anche lo stato eliminasse l'obbligatorietà (e infatti in passato alcune regioni l'hanno fatto, con i risultati che ben sappiamo, quindi non è che sia un'ipotesi peregrina, è un esempio realistico), NON VORREBBE DIRE che da quel momento diventa intellettualmente onesto e eticamente accettabile insegnare che i vaccini causano l'autismo, perché rimarrebbe comunque un'affermazione falsa e pericolosa.

Tu invece cosa intendevi dire, che se non fossero più obbligatori, allora da quel momento ci sarebbe la massima libertà di dire che i vaccini causano l'autismo, la sclerosi multipla o il diabete?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 7:28 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
e secondo te perché lo stato li somministra? perché scientificamente non è vero,

Guarda che tu hai parlato dell'OBBLIGATORIETA', non della semplice somministrazione.

Tu hai detto che il motivo per cui non è accettabile parlare male dei vaccini, è che lo stato li ha messi obbligatori.

Io ho detto che, se anche lo stato eliminasse l'obbligatorietà (e infatti in passato alcune regioni l'hanno fatto, con i risultati che ben sappiamo, quindi non è che sia un'ipotesi peregrina, è un esempio realistico), NON VORREBBE DIRE che da quel momento diventa intellettualmente onesto e eticamente accettabile insegnare che i vaccini causano l'autismo, perché rimarrebbe comunque un'affermazione falsa e pericolosa.

Tu invece cosa intendevi dire, che se non fossero più obbligatori, allora da quel momento ci sarebbe la massima libertà di dire che i vaccini causano l'autismo, la sclerosi multipla o il diabete?


Mi pare tutto molto chiaro: ovviamente intendevo dire che se non ci fossero i vaccini lo stato ci somministrerebbe l'autismo
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 7:35 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:


e secondo te perché lo stato li somministra? perché scientificamente non è vero, ma non basta che lo dica tu in base alle tue categorie di vero/falso apodittico, e lo stesso vale per terra piatta, donne con quattrotette e forchettone volante. Lo stesso vale per la possibilità di fare un bel modulo di storia sulla uno bianca: è vero? si. che vogliamo fare? insegnarlo al triennio? no, perché non è storia ma cronaca (anche di poco interesse generale secondo i criteri della comunità scientifica e la definizione stessa della disciplina

Questa esaltazione di uno stato etico che, per sua natura, sarebbe capace di legiferare sempre e comunque secondo scienza e verità storica, ci mancava...
Quando nel maggio 2013 il nostro parlamento ha approvato una legge che autorizzava la sperimentazione del metodo Stamina, tutta i cittadini si sarebbero dovuti mettere il cuore in pace perché, se lo Stato aveva compiuto tale passo, automaticamente bisognava concludere che il metodo avesse qualche fondamento scientifico?





lucetta10 ha scritto:
Questo non significa quiescenza verso i governi in nessun modo: anzi, l'insegnante è benissimo in grado di sviluppare nei propri alunni il senso critico che gli permetta di capire quando un governo non agisce in conformità con le norme costituzionali o con i principi ispiratori della repubblica, e qui esercita in modo alto la sua libertà di insegnamento, mostrando autonomia e schiena dritta."]

Quando un insegnante confonde lo stato i suoi principi ispiratori con la leggina eccentrica del momento qualche problema si pone.
Quella dello stato etico ce l'avevi già propinata, non fingere stupore e scandalo
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 7:49 pm

Tu come al solito lanci il sasso e nascondi la mano asserendo che siano gli altri ad aver fatto confusione.

Tu hai scritto una cosa ben precisa, ossia che siano i fantomatici "principi ispiratori dello Stato" e NON la logica, il buon senso o il sapere scientifico, a stabilire cosa sia buono e cosa non lo sia.
Questa è una colossale idiozia ed è per questo che concordo al 100% con i rilievi fatti da paniscus.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 7:53 pm

La fedeltà ai "principi ispiratori dello Stato" ci ha regalato il fascismo e le leggi razziali, con l'appoggio anche di un corpo docente che, fatte salve poche eccezioni, al tempo si schierò in massa per la difesa di tali principi.


Ultima modifica di comp_xt il Mer Gen 11, 2017 7:54 pm, modificato 1 volta
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ushikawa

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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 7:54 pm

Ma perché dovete sempre trascendere?
Qui non si parlava di stato etico, ma di rapporto tra libertà dell'insegnamento ed efficacia e rispondenza al dettato costituzionale dello stesso.
O più banalmente si parlava di programmazione di istituto.
Un curricolo verticale ben fatto a mio avviso negli istituti comprensivi servirebbe. Purtroppo le indicazioni nazionali, come ammette anche Lucetta, non fanno alcuna distinzione tra gli irrinunciabili "saperi di base" e il resto; anche gli obiettivi e i traguardi sono interpretabili molto variamente. Se proprio non vogliamo tornare ai vecchi programmi, in nome di un'autonomia scolastica che non c'è mai stata veramente, almeno si fissino le conoscenze base e le prestazioni irrinunciabili da padroneggiare alla fine dei vari cicli. (sì, ho scritto prestazioni, non competenze)
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 8:00 pm

ushikawa ha scritto:
Ma perché dovete sempre trascendere?
Qui non si parlava di stato etico, ma di rapporto tra libertà dell'insegnamento ed efficacia e rispondenza al dettato costituzionale dello stesso.
O più banalmente si parlava di programmazione di istituto.
Un curricolo verticale ben fatto a mio avviso negli istituti comprensivi servirebbe. Purtroppo le indicazioni nazionali, come ammette anche Lucetta, non fanno alcuna distinzione tra gli irrinunciabili "saperi di base" e il resto; anche gli obiettivi e i traguardi sono interpretabili molto variamente. Se proprio non vogliamo tornare ai vecchi programmi, in nome di un'autonomia scolastica che non c'è mai stata veramente, almeno si fissino le conoscenze base e le prestazioni irrinunciabili da padroneggiare alla fine dei vari cicli. (sì, ho scritto prestazioni, non competenze)

Va tutto bene, però la scelta di quali siano i "saperi di base" e le "prestazioni essenziali" deve scaturire da una riflessione di tipo culturale che coinvolga tutte le parti in causa.
È il sentire dettato dal patrimonio letterario, artistico e scientifico che deve determinare la scelta di questi "saperi base", non i fantomatici "principi ispiratori dello Stato", perché da una simile visione al fascismo il passo è breve.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Mer Gen 11, 2017 9:11 pm

lucetta10 ha scritto:
Mi pare tutto molto chiaro: ovviamente intendevo dire che se non ci fossero i vaccini lo stato ci somministrerebbe l'autismo
Se voleva essere una provocazione, ti assicuro che è totalmente incomprensibile, e quindi anche come provocazione non funziona.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 9:41 am

ushikawa ha scritto:
Ma perché dovete sempre trascendere?
Qui non si parlava di stato etico, ma di rapporto tra libertà dell'insegnamento ed efficacia e rispondenza al dettato costituzionale dello stesso.
O più banalmente si parlava di programmazione di istituto.
Un curricolo verticale ben fatto a mio avviso negli istituti comprensivi servirebbe. Purtroppo le indicazioni nazionali, come ammette anche Lucetta, non fanno alcuna distinzione tra gli irrinunciabili "saperi di base" e il resto; anche gli obiettivi e i traguardi sono interpretabili molto variamente. Se proprio non vogliamo tornare ai vecchi programmi, in nome di un'autonomia scolastica che non c'è mai stata veramente, almeno si fissino le conoscenze base e le prestazioni irrinunciabili da padroneggiare alla fine dei vari cicli. (sì, ho scritto prestazioni, non competenze)


Permettimi allora di fare il punto, che altro non può essere che la solita ratifica della confusione del nostro mondo alla rovescia chiamato scuola.
Le IN sono troppo generiche e lasciano spazio all'arbitrio dei docenti, che non sta dando buoni frutti nonostante ci auto-riconosciamo "buonsenso", ogni ciclo si lamenta delle lacune lasciate da quello precedente, chi la vuole cotta e chi la vuole cruda.
Ma allo stesso tempo bisogna difendere a spada tratta la santissima libertà di insegnamento pena la caduta nell'inferno dello stato etico, del fascismo, della caverna platonica, addirittura delle persecuzioni razziali, aggiungerei della poliomielite e del vaiolo per fare piacere a tutti.
Nessuno ci deve imporre nulla, dimentichi del fatto che la costituzione recita che "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione", ma noi lo facciamo valere solo per la scuola privata (a quella sì che lo stato etico deve imporre regole, mica a noi liberi pensatori!). Sorvolo poi sul fatto che contemporaneamente c'è chi dice di dover legare l'asino dove vuole il padrone... ma vabbè... dialettica!

Come stabilire allora i saperi indispensabili? Si suggerisce con "la logica" e "il buon senso", note categorie epistemologiche dalla chiara definizione, e allora direi che torniamo al punto di partenza e ci accontentiamo di quello che abbiamo: ognuno fa come gli gira e propina ai bimbetto delle elementari la trigonometria invece delle addizioni. Oppure "il sapere scientifico", e qui me la rido e ricordo che appena un ricercatore un De Mauro o qualcuno che non provenga dal mondo della scuola si avvicina alla cattedra cercando di suggerire, noi schiumiamo come cani rabbiosi e gridiamo che non si devono permettere, loro che non hanno calcato le nostre scene, di dirci cosa insegnare! Siamo noi i sacerdoti di quella messa cantata che è la lezione, l'aggiornamento, sostengono addirittura alcuni, non ci serve, noi ci trasmettiamo i ferri del mestiere di padre in figlio! Oppure, giro di valzer, attacchiamoci al "patrimonio culturale", riscopriamo le radici cristiane della cultura come ai bei tempi della costituzione europea e ricominciamo a propinare la triplice "questo/codesto/quello" e al dettato del sacro vate Carducci. Altri infine suggeriscono che bisogna insegnare ciò che "è vero": come contraddire tale affermazione? Chi può dirsi contrario? Insegniamo ciò che "è vero"... Bene così e largo agli ufi!

Sono completamente d'accordo con te, caro amico di buon senso: non mi piace l'idea del ritorno ai programmi nazionali che considero asfittici e autoritari, alla faccia dello stato etico (che sarebbe la solita soluzione di tornare all'usato sicuro che spesso torna nelle nostre riflessioni) ma il problema va risolto.
Lavorare seriamente sul curricolo verticale di istituto sarebbe veramente la soluzione per individuare i nodi e risolverli, limitando l'iniziativa personale e mettendo finalmente in primo piano l'efficacia del nostro operato per gli studenti e non per il nostro ego.
Detto questo non è così semplice.
Il mio istituto ha 4 plessi: tre di media e uno, piccolo, di elementare. La nostra scuola elementare in sostanza non rappresenta il nostro bacino di utenza della scuola media, e non credo che sia l'unico caso. Quando abbiamo costruito le prove comuni, le maestre hanno sgranato gli occhi alla prova della prima media, che a noi sembrava idiota, a loro impossibile. Prima di essere qui lavoravo in una scuola che aveva due plessi di media a 6 km di distanza: uno in zona a rischio, uno in zona bene: come fai a individuare i bisogni?
Gli IC sono stati costruiti secondo le convenienze del momento e sono enormi, almeno 100/120 insegnanti: come metti tutti d'accordo? Come succede ora: pochi lavorano (e diciamolo pure: inutilmente e/o a volte in modo fanatico!) al curricolo, altri si atteggiano a docenti puri che non perdono tempo in queste cose, altri ancora non sanno nemmeno cosa si sta facendo nell'aula C. Ni siamo qui a riflettere a arrovellarci, ma siamo sicuri che tutti condividano l'esigenza di un cambiamento, di risolvere un problema? Personalmente credo siano molti di più quelli col pilota automatico da 20/25 anni, e che magari sono anche più efficaci di noi!
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 4:56 pm

lucetta10 ha scritto:
. Prima di essere qui lavoravo in una scuola che aveva due plessi di media a 6 km di distanza: uno in zona a rischio, uno in zona bene: come fai a individuare i bisogni?
Quando parli di bisogni intendi riallacciarti alla visione delle scuole autonome calate nel territorio ?

Mi fai un esempio di bisogno che potrebbe essere tipico di una scuola e totalmente inadatto ad un'altra ? Ti prego entra nel dettaglio; scrivimi qualcosa tipo (dico una stronzata, ma comprendi il livello di dettaglio) "in questa scuola non insegniamo la geografia dell'est europeo perchè in questo quartiere non se ne sente il bisogno; in quest'altra facciamo un corso di 20 ore sulle applicazioni del legno di frassino perchè c'è una chiesa con gli arredi di questo tipo; qui non insegniamo il trapassato remoto perchè è un quartiere nuovo, lì non insegniamo il futuro perchè i ragazzi non ne avranno mai uno".
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 5:22 pm

Mettendo insieme la visione ortodossa di lucetta e quella dissacrante di avido emerge la verità sulla scuola dell'autonomia, che funziona così: dare meno conoscenza all' "utenza" che più ne ha bisogno (scuola disagiata della periferia senza speranze), dare più conoscenza all'utenza che ne ha meno bisogno (scuola nel quartiere bene). In barba all'auspicabile unitarietà del sistema scolastico nazionale.
Poi se nella scuola disagiata ci sono un 50% di utenti che potrebbero dare e ricevere di più, pazienza: devono accontentarsi del minimo.

Le declinazioni localistiche delle discipline (il frassino e compagnia cantata) sono rimaste nella propaganda di chi disse che l'autonomia scolastica era una gran cosa.
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 5:41 pm

ad esempio, io quest'anno insegno in una piccola frazione, le finestre di mezza scuola danno sui campi, tutti o quasi i ragazzi hanno un nonno contadino, o un orto... Insegnare scienze alla primaria (ed anche alle medie) è una pacchia, rispetto ai ragazzini di città che pensano che i pomodori crescano sugli alberi... Situazioni diverse: si deve valorizzare quello che c'è e supplire - se serve - sugli altri fronti, facendo scelte ragionate sui programmi.
Viceversa, sulla matematica c'è poco da scegliere: le conoscenze si costruiscono in modo sequenziale, alcuni argomenti possono essere tralasciati ma l'ordine è abbastanza rigido (e collaudato)
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 5:54 pm

Ma c'era bisogno di armare tutto 'sto casino (autonomia, curricolo, ptof, pof, rav ecc.) per capire che in campagna scienze si fa guardando fuori dalla finestra? E poi con la storia del contesto ancora agrario qualcuno potrebbe pensare che a scuola si debba insegnare il burinese...
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 6:20 pm

io lo sto imparando, il burinese :-)
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 6:24 pm

avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
. Prima di essere qui lavoravo in una scuola che aveva due plessi di media a 6 km di distanza: uno in zona a rischio, uno in zona bene: come fai a individuare i bisogni?
Quando parli di bisogni intendi riallacciarti alla visione delle scuole autonome calate nel territorio ?

Mi fai un esempio di bisogno che potrebbe essere tipico di una scuola e totalmente inadatto ad un'altra ? Ti prego entra nel dettaglio; scrivimi qualcosa tipo (dico una stronzata, ma comprendi il livello di dettaglio) "in questa scuola non insegniamo la geografia dell'est europeo perchè in questo quartiere non se ne sente il bisogno; in quest'altra facciamo un corso di 20 ore sulle applicazioni del legno di frassino perchè c'è una chiesa con gli arredi di questo tipo; qui non insegniamo il trapassato remoto perchè è un quartiere nuovo, lì non insegniamo il futuro perchè i ragazzi non ne avranno mai uno".


In una scuola il 50% non sapeva usare le doppie (percentuale di rumeni che le doppie non ce le hanno intorno al 40%, il resto, coatti di provincia molto popolare, che non le usano nemmeno loro a Roma) in seconda media e non erano andati oltre Roma in vita loro (solo centri commerciali), parliamo di provincia. Nell'altra le doppie si padroneggiavano discretamente in seconda media e le regioni italiane erano date per buone. Nella scuola n. 1 bisognava rinforzare l'ortografia e il pregresso di geografia della scuola elementare; nella seconda si poteva procedere con l'analisi del periodo.
Matematica pure peggio: in una ancora somme con le dita, nell'altra tutti figli di commercianti che nei mesi estivi facevano i conti alle signore in costume. Potrei andare avanti per materia, se credi...
Quando si parla di "basi" da rinforzare, sono veramente basi: cosa vuoi fare in matematica con un ragazzino che non sa fare le divisioni a due cifre? E vuoi flagellare quelli che le sanno fare degli obiettivi di chi non le sa fare?
Delle scuole autonome calate nel territorio non me ne frega niente, ma non vorremo raccontarci che se fai un istituto comprensivo mettendo insieme i Parioli e Torbella Monaca puoi lavorare a un curriculum di istituto, o che gli insegnanti delle due scuole (anzi dell'unica!) possano lavorare allo stesso modo?


Ultima modifica di lucetta10 il Gio Gen 12, 2017 6:32 pm, modificato 1 volta
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 6:30 pm

ushikawa ha scritto:
Mettendo insieme la visione ortodossa di lucetta e quella dissacrante di avido emerge la verità sulla scuola dell'autonomia, che funziona così: dare meno conoscenza all' "utenza" che più ne ha bisogno (scuola disagiata della periferia senza speranze), dare più conoscenza all'utenza che ne ha meno bisogno (scuola nel quartiere bene). In barba all'auspicabile unitarietà del sistema scolastico nazionale.
Poi se nella scuola disagiata ci sono un 50% di utenti che potrebbero dare e ricevere di più, pazienza: devono accontentarsi del minimo.

Le declinazioni localistiche delle discipline (il frassino e compagnia cantata) sono rimaste nella propaganda di chi disse che l'autonomia scolastica era una gran cosa.


... e perché mai scusa? Questa è la degenerazione attuale ma non è assolutamente quello a cui si dovrebbe aspirare.
Non posso considerare un obiettivo ragionevole per gli studenti della scuola disagiata imparare a fare i conti a mente alla fine della terza media! Questa è la follia della scuola della personalizzazione dei percorsi didattici, che infatti poi viene schizofrenicamente corretta dalle competenze in uscita.
Nella scuola disagiata si dovrebbe lavorare il doppio per colmare le lacune e cercare di arrivare ai livelli di tutti, almeno per il primo ciclo, dove si lavora sul livello di sopravvivenza. Si può fare? Difficilissimo? Non si può però derogare dal lavorare per farlo
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 6:35 pm

qui si discute di limitare l'arbitrio nella scelta dei contenuti da propinare, visto che le IN sono il mare magnum: cosa potremmo tenere in considerazione nel selezionare se non i bisogni degli alunni? Le utenze delle scuole del primo ciclo risentono dei bacini di utenza, non parliamo del liceo che raccoglie tutta la provincia
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 7:05 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
. Prima di essere qui lavoravo in una scuola che aveva due plessi di media a 6 km di distanza: uno in zona a rischio, uno in zona bene: come fai a individuare i bisogni?
Quando parli di bisogni intendi riallacciarti alla visione delle scuole autonome calate nel territorio ?

Mi fai un esempio di bisogno che potrebbe essere tipico di una scuola e totalmente inadatto ad un'altra ? Ti prego entra nel dettaglio; scrivimi qualcosa tipo (dico una stronzata, ma comprendi il livello di dettaglio) "in questa scuola non insegniamo la geografia dell'est europeo perchè in questo quartiere non se ne sente il bisogno; in quest'altra facciamo un corso di 20 ore sulle applicazioni del legno di frassino perchè c'è una chiesa con gli arredi di questo tipo; qui non insegniamo il trapassato remoto perchè è un quartiere nuovo, lì non insegniamo il futuro perchè i ragazzi non ne avranno mai uno".


In una scuola il 50% non sapeva usare le doppie (percentuale di rumeni che le doppie non ce le hanno intorno al 40%, il resto, coatti di provincia molto popolare, che non le usano nemmeno loro a Roma) in seconda media e non erano andati oltre Roma in vita loro (solo centri commerciali), parliamo di provincia. Nell'altra le doppie si padroneggiavano discretamente in seconda media e le regioni italiane erano date per buone. Nella scuola n. 1 bisognava rinforzare l'ortografia e il pregresso di geografia della scuola elementare; nella seconda si poteva procedere con l'analisi del periodo.
Matematica pure peggio: in una ancora somme con le dita, nell'altra tutti figli di commercianti che nei mesi estivi facevano i conti alle signore in costume. Potrei andare avanti per materia, se credi...
Quando si parla di "basi" da rinforzare, sono veramente basi: cosa vuoi fare in matematica con un ragazzino che non sa fare le divisioni a due cifre? E vuoi flagellare quelli che le sanno fare degli obiettivi di chi non le sa fare?
Delle scuole autonome calate nel territorio non me ne frega niente, ma non vorremo raccontarci che se fai un istituto comprensivo mettendo insieme i Parioli e Torbella Monaca puoi lavorare a un curriculum di istituto, o che gli insegnanti delle due scuole (anzi dell'unica!) possano lavorare allo stesso modo?
Dunque in una scuola mettiamo nel PTOF che "causa presenza di numerosi immigrati si farà Italiano per stranieri e se qualche italiano sa già scrivere si leva dai coglioni e se ne va in qualche altra scuola".

Siamo passati dalle classi differenziali alle scuole differenziali.

Ammettendo che sia la cosa giusta da fare (e forse lo è), qual è il valore aggiunto del PTOF ? C'è una vera possibilità di scelta da parte dell'utenza ? Se quello è il quartiere quello è ciò che offriranno tutte le scuole di quel quartiere, e non potrebbero offrire nulla di diverso, visto che non verrebbe appreso dall'utenza, quindi cos'è ? PTOF progetto ? PTOF consuntivo ? PTOF se vuoi puoi scegliere questo ? PTOF ingoiati questo ?

L'idea era che le scuole avessero più opzioni e facessero una libera scelta tra queste, non che formalizzassero una scelta obbligata che sarebbe avvenuta lo stesso senza formalizzazione.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 7:30 pm

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lucetta10 ha scritto:
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lucetta10 ha scritto:
. Prima di essere qui lavoravo in una scuola che aveva due plessi di media a 6 km di distanza: uno in zona a rischio, uno in zona bene: come fai a individuare i bisogni?
Quando parli di bisogni intendi riallacciarti alla visione delle scuole autonome calate nel territorio ?

Mi fai un esempio di bisogno che potrebbe essere tipico di una scuola e totalmente inadatto ad un'altra ? Ti prego entra nel dettaglio; scrivimi qualcosa tipo (dico una stronzata, ma comprendi il livello di dettaglio) "in questa scuola non insegniamo la geografia dell'est europeo perchè in questo quartiere non se ne sente il bisogno; in quest'altra facciamo un corso di 20 ore sulle applicazioni del legno di frassino perchè c'è una chiesa con gli arredi di questo tipo; qui non insegniamo il trapassato remoto perchè è un quartiere nuovo, lì non insegniamo il futuro perchè i ragazzi non ne avranno mai uno".


In una scuola il 50% non sapeva usare le doppie (percentuale di rumeni che le doppie non ce le hanno intorno al 40%, il resto, coatti di provincia molto popolare, che non le usano nemmeno loro a Roma) in seconda media e non erano andati oltre Roma in vita loro (solo centri commerciali), parliamo di provincia. Nell'altra le doppie si padroneggiavano discretamente in seconda media e le regioni italiane erano date per buone. Nella scuola n. 1 bisognava rinforzare l'ortografia e il pregresso di geografia della scuola elementare; nella seconda si poteva procedere con l'analisi del periodo.
Matematica pure peggio: in una ancora somme con le dita, nell'altra tutti figli di commercianti che nei mesi estivi facevano i conti alle signore in costume. Potrei andare avanti per materia, se credi...
Quando si parla di "basi" da rinforzare, sono veramente basi: cosa vuoi fare in matematica con un ragazzino che non sa fare le divisioni a due cifre? E vuoi flagellare quelli che le sanno fare degli obiettivi di chi non le sa fare?
Delle scuole autonome calate nel territorio non me ne frega niente, ma non vorremo raccontarci che se fai un istituto comprensivo mettendo insieme i Parioli e Torbella Monaca puoi lavorare a un curriculum di istituto, o che gli insegnanti delle due scuole (anzi dell'unica!) possano lavorare allo stesso modo?
Dunque in una scuola mettiamo nel PTOF che "causa presenza di numerosi immigrati si farà Italiano per stranieri e se qualche italiano sa già scrivere si leva dai coglioni e se ne va in qualche altra scuola".

Siamo passati dalle classi differenziali alle scuole differenziali.

Ammettendo che sia la cosa giusta da fare (e forse lo è), qual è il valore aggiunto del PTOF ? C'è una vera possibilità di scelta da parte dell'utenza ? Se quello è il quartiere quello è ciò che offriranno tutte le scuole di quel quartiere, e non potrebbero offrire nulla di diverso, visto che non verrebbe appreso dall'utenza, quindi cos'è ? PTOF progetto ? PTOF consuntivo ? PTOF se vuoi puoi scegliere questo ? PTOF ingoiati questo ?

L'idea era che le scuole avessero più opzioni e facessero una libera scelta tra queste, non che formalizzassero una scelta obbligata che sarebbe avvenuta lo stesso senza formalizzazione.


Veramente ti ho detto che il 60% di italiani erano anche peggio degli stranieri. Quelli che potevano fare di più già si erano levati dai coglioni: è così che si creano le scuole ghetto, che non hanno esattamente la fila di iscrizioni.
Il ptof non aggiunge niente, è una sonora stronzata. Ho mai detto diversamente? Dove? Anzi, ho sostenuto che perfino il curricolo di istituto, che sulla carta servirebbe, è di difficile realizzazione.
Non si parlava di cosa insegnare rispetto alle indicazioni nazionali e della necessità, che non ho rilevato io, di ridurre l'arbitrio? Che tutto si possa fare senza formalizzare mi pare evidente, come che tutto si possa anche non fare pur avendo formalizzato... libertà di insegnamento!

Il problema è in questi termini: se in una scuola di questo tipo (ma direi che va bene di ogni tipo) arriva il maestro che si mette a fare la retorica invece dell'ortografia, fa una scelta saggia? E' un professionista serio o un cretino? Se non ci arriva da solo che è un cretino, non glielo vogliamo suggerire? Può fare come gli pare perché deve poter esercitare la sua inviolabile libertà di insegnamento? O aspettiamo che tutti siano contagiati dal misterioso "buon senso"?
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ushikawa

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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 8:12 pm

però vanno tenute in conto le interazioni multiple (mi viene di chiamarle così)

Se sei in un quartiere demmerda e ti fanno sin dalla prima elementare una didattica demmerda (perché stai nel contesto demmerda) non è che poi arrivi alla prima superiore essendo diventato una cima. Anzi, forse non finirai gli studi e ti prenderai, se lo troverai, un lavoro demmerda. Tutto fila. Cioè il mito dell'utenza è funzionale a un certo immobilismo sociale a base censocratica.

L'adeguarsi al livello vero o presunto dell'utenza vuol dire aumentare lo iato (mmazza quanto so fico) tra scuole di serie A e scuole di serie B.

L'altro aspetto è il perché l'insegnante delle elementari si debba mettere a spiegare la retorica anziché picchiare duro sull'ortografia. Perché è un cretino, come spiegazione, non basta. Probabilmente è uno che ha orecchiato che la retorica alle elementari è una grande idea che sviluppa le capacità del bambino ecc. ecc.
Quindi inquadrerei il problema in altro modo: le IN sono un mare magnum, all'interno delle quali si può fare tutto, il contrario di tutto e spesso anche niente. Ogni docente ha la libertà di insegnamento tale da poter scegliere non solo i contenuti, non solo gli obiettivi, ma spesso anche i metodi, spesso adottando metodologie didattiche che nessuno ha dimostrato funzionare pur di sperimentare qualcosa di diverso dai sistemi collaudati. Alle elementari, ad esempio, ci sono decine di sistemi diversi di insegnare la lettoscrittura. Sono tutti efficaci? Non credo. In nome di analoghe visioni ideologiche ci sono insegnanti che "proteggono" i pargoli dal calcolo il più a lungo possibile, come se il calcolo fosse una specie di malattia, o che non curano minimamente l'ortografia, perché "tanto conta il contenuto, anzi il sentimento". Che questa disunitarietà dell'insegnamento costituisca un problema mi pare evidente. Ma poi perché tutti questi insegnanti cercano il "famolo strano"? Non sarà che c'è anche un sistema, che attraverso l'autonomia, il pof, i progetti, gli open day incentivano un certo tipo di didattica a scapito di altri e un certo atteggiamento lassista riguardo gli obiettivi minimi, che diventano secondari sia rispetto all'utenza sia rispetto al metodo?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 8:37 pm

... e siamo d'accordo, anche sul famolo strano modaiolo (ma più a parole che nei fatti, è la mia impressione che molti si vantino di acrobazie senza poi saperle realmente fare), che fa il paio col famolo fico con i contenuti.

Ma intendiamoci sul demmerda.
Se non so usare le doppie e non so fare di conto, non c'è proprio didattica! Se sei cresciuto nel quartiere demmerda e vai nella scuola demmerda, i basilari te servono lo stesso e di più! Anzi, se vogliamo aspirare (e lo vogliamo) a alzare il livello di 'ste povere creature che hanno sempre 11 anni, non possiamo non rinforzargli le basi, se serve (e in genere serve) a suon di schiaffoni o di altri metodi che dimostrino però una efficacia, non che siano sposati ideologicamente e aprioristicamente!

Se poi ci si raccorda tra insegnanti è decisamente meglio
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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Gio Gen 12, 2017 9:36 pm

ushikawa ha scritto:
L'adeguarsi al livello vero o presunto dell'utenza vuol dire aumentare lo iato (mmazza quanto so fico) tra scuole di serie A e scuole di serie B.
Ora ti denuncio a lalla per fatti bannare
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ushikawa

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MessaggioOggetto: Re: costruire un curricolo verticale   Ven Gen 13, 2017 6:38 am

in effetti ho usato una brutta parola e me ne scuso
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