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 Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità

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AutoreMessaggio
avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mar Gen 10, 2017 5:18 pm

Promemoria primo messaggio :

Fatto salvo che in una trasmissione televisiva, sotto i riflettori e con il pathos dei soldi che vanno e vengono, si può dire cose ignoranti e stupide (qualcuno ricorda il meraviglioso 1942 per vedere l'effetto che fa ?) senza essere ignoranti e stupidi, vorrei far notare questa perla e leggerla sotto una diversa luce: la scuola delle conoscenze e delle competenze.

http://www.orizzontescuola.it/dove-si-trova-il-monte-bianco-in-sardegna/

La domanda in quest'articolo viene presentata come "Dove si trova il monte Bianco ?" oggi derubricabile a puro nozionsimo; se uno non sa rispondere potrebbe anche voler dire che su internet una simile insulsa informazione la si trova un quattro e quattro ..... scusate, prendo la calcolatrice ..... 8 e quindi non vale la pena sbattersi ed impararlo a memoria.

Ma le cose stanno peggio

http://gds.it/2017/01/10/dove-si-trova-il-monte-bianco-in-sardegna-la-gaffe-del-concorrente-lascia-tutti-senza-parole-video_614111/?utm_medium=feed&utm_source=facebook.com&utm_campaign=Feed%3A+gds_facebook_feed

La domanda corretta è "il versante italiano del Monte Bianco si trova in ..... ?".

Dunque lasciamo stare le tanto vituperate conoscenze e tiriamo fuori le p... scusate, competenze: il Monte Bianco a quanto pare possiede più versanti (implicitamente lo asserisce la domanda) e solo uno di questi si trova in Italia; ne deduco che l'altro si trova all'estero; la Sardegna è un'isola, ne deduco che non confina con nessuno stato e quindi ovunque si trovi la Valle d'Aosta deduco che è quest'ultima ad ospitare il Monte Bianco (da non confondere col monte nero ovvero il monte di Venere).

Il virgulto ci ha pensato su 5 secondi, forse se non gli avessero messo fretta ci sarebbe arrivato, o forse no.

Qualcuno pensa che sia possibile costruire le competenze senza prima acquisire conoscenze ed abilità ? Qualcuno pensa che la scuola delle competenze possa essere un'alternativa alla scuola delle conoscenze ed abilità piuttosto che una sua estensione ?

Qualcun pensa che la didattica per competenze sia più adatta ad H, DSA, BES e fancazziti generici di quanto non lo sia una didattica tradizionale ?
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AutoreMessaggio
Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mer Gen 11, 2017 9:02 am

Lenar, l atto di vergogna con il quale ogni docente si rende corresponsabile di questo scempio è l alzata del ditino al voto di consiglio, per non aver rogne ed accattivarsi il feudatario ds e i suoi vassalli..
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seasparrow



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MessaggioTitolo: Re: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mer Gen 11, 2017 9:15 am

avidodinformazioni ha scritto:
fatto salvo che in una trasmissione televisiva
sotto i riflettori e con i soldi che vanno e vengono, si puo' dire cose ignoranti e stupide

puo' essere ignoranza
d'altra parte l'ignoranza sulle piu' elementari norme di sicurezza in Internet penso sia maggiore

puo' essere ansia da prestazione
molti incidenti aerei nascono da piloti anche molto addestrati
che un giorno prendono le decisioni piu' stupide

caso da manuale e' la strage di Linate

http://www.agi.it/cronaca/2016/10/07/news/strage_linate_15_anni_fa_il_pi_grave_disastro_aereo_in_italia-1144699/

(quota = 387)
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mer Gen 11, 2017 9:22 am

Lenar ha scritto:
Masaniello ha scritto:

Un anziano con l Avviamento oggi distruggerebbe in cultura generale e geografia un neodiplomato. La colpa è nostra

Col piffero! La colpa non è affatto nostra! Io attacco l'asino dove vuole il padrone. Se mi si dice che la scuola deve essere accogliente e coccolosa io la rendo tale. Poi, ovviamente, pretendo che la controparte non si lamenti se poi qualcuno pensa che il monte bianco stia in Sardegna.

Il giorno in cui mi verrà richiesta una scuola selettiva e meritocratica sarò ben lieto di fornirla.

Ma come ho detto più volte (e rimango fermamente convinto di tale affermazione) non si può avere la scuola dell'accoglienza e la scuola dell'eccellenza. Si decidano lorsignori (ministri, pedagogisti, giornalisti, mammine incazzate, giudici del TAR, avvinazzati del BAR e via dicendo...) su cosa vogliono e me lo facciano sapere.


Non che il concorrente fosse proprio un bambino! A occhio avrà l'età di molti di noi... un asino attaccato da altri padroni.
Bella questa immagine dei docenti che fanno cosa gli dice il ministro o perfino il pedagogista e il genitore.
Noi, si sa, non abbiamo colpa, anzi, siamo buoni per ogni stagione, grande versatilità come un abito grigio: basta che ci dicano come far lezione e via! eccellenza... via! accoglienza!
E poi là a stracciarci le vesti sulla libertà di insegnamento: guai a chi ce la tocca. Ma se a quanto leggo non c'è, di cosa ci lamentiamo?
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Lenar



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MessaggioTitolo: Re: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mer Gen 11, 2017 9:42 am

lucetta10 ha scritto:

Bella questa immagine dei docenti che fanno cosa gli dice il ministro o perfino il pedagogista e il genitore.

E poi là a stracciarci le vesti sulla libertà di insegnamento: guai a chi ce la tocca. Ma se a quanto leggo non c'è, di cosa ci lamentiamo?

I genitori sono i primi responsabili dell'educazione dei figli. Non i docenti.

La libertà di insegnamento finisce di fronte alle porte del TAR. La libertà di insegnamento e la libertà di bocciare sono due cose diverse e non necessariamente connesse.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mer Gen 11, 2017 9:50 am

Lenar ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Bella questa immagine dei docenti che fanno cosa gli dice il ministro o perfino il pedagogista e il genitore.

E poi là a stracciarci le vesti sulla libertà di insegnamento: guai a chi ce la tocca. Ma se a quanto leggo non c'è, di cosa ci lamentiamo?

I genitori sono i primi responsabili dell'educazione dei figli. Non i docenti.

La libertà di insegnamento finisce di fronte alle porte del TAR. La libertà di insegnamento e la libertà di bocciare sono due cose diverse e non necessariamente connesse.

...ma perché, tu di solito insegni a tagliare la carne?

Di fronte alle porte del TAR si finisce DOPO aver esercitato la libertà di insegnamento non prima in via preventiva, e non mi risulta, a parte dirlo, che il Tar abbia mai dato indicazioni sui contenuti disciplinari potendo intervenire solo su questioni procedurali. Anche nei casi di annullamento di bocciatura, il tar può solo rimandare a nuovo scrutinio o nuovo esame, MAI sanare.
Insegnanti pavidi e poco professionali invece pensano che si possa svendere la libertà di insegnamento di cui invece si fregiano fieri quando gli fa comodo per una "presunzione" di possibile ricorso.
Altri insegnanti si fanno scudo di un possibile ricorso, altri ancora agiscono, per incapacità a fare diversamente, come credono di non poter incorrere in ricorsi. Ci sono poi quelli, e moltissimi, che fiancheggiano tutto quello che tu pensi sia ostile alla categoria e verso cui credi che la categoria sia ostile, e apprezzano la didattica per competenze, la scuola dell'accoglienza e quant'altro.

Se poi siamo una categoria di attaccatori di asini dove il padrone (anzi i padroni) detta, e che non si prende nessuna responsabilità e non è capace di nessuna assunzione di responsabilità, non meritiamo trattamento migliore di quello dell'impiegato del catasto
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Lenar



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MessaggioTitolo: Re: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mer Gen 11, 2017 10:35 am

lucetta10 ha scritto:
Lenar ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Bella questa immagine dei docenti che fanno cosa gli dice il ministro o perfino il pedagogista e il genitore.

E poi là a stracciarci le vesti sulla libertà di insegnamento: guai a chi ce la tocca. Ma se a quanto leggo non c'è, di cosa ci lamentiamo?

I genitori sono i primi responsabili dell'educazione dei figli. Non i docenti.

La libertà di insegnamento finisce di fronte alle porte del TAR. La libertà di insegnamento e la libertà di bocciare sono due cose diverse e non necessariamente connesse.

...ma perché, tu di solito insegni a tagliare la carne?


Non ho capito questa frase. Cosa c'entra la carne?

lucetta10 ha scritto:


Di fronte alle porte del TAR si finisce DOPO aver esercitato la libertà di insegnamento non prima in via preventiva, e non mi risulta, a parte dirlo, che il Tar abbia mai dato indicazioni sui contenuti disciplinari potendo intervenire solo su questioni procedurali. Anche nei casi di annullamento di bocciatura, il tar può solo rimandare a nuovo scrutinio o nuovo esame, MAI sanare.


Molto vero. Infatti io posso insegnare quello che voglio e come voglio. Però non posso, ad esempio, non somministrare una prova ridotta ad un DSA (o, in alternativa, concedere più tempo). Nello svolgimento di quella prova dovrò concedere al BES o al DSA l'uso di tutte le misure compensative e dispensative necessarie a colmare il suo svantaggio. Nella valutazione di quella prova dovrò ritarare la mia scala valutativa per renderla coerente con la prova somministrata. Se le cose vanno male sono tenuto a consentire il recupero in forma orale dello scritto....

Potrei andare avanti all'infinito ad evidenziare quante piccole cose non influiscono sulla libertà di insegnamento ma condizionano nella fase di valutazione.

Il parallelo che tu fai con l'impiegato del catasto è, a mio modesto avviso, solo in parte calzante. Il docente, in sede di valutazione, è un funzionario che applica indicazioni legislative, giurisprudenziali e amministrative che gli sono date e sulle quali la sua libertà si deve fermare per non diventare arbitrio. Essere coerenti con tali indicazioni non significa essere "pavidi e poco professionali". Il docente, come l'ingegnere o il commercialista, è un professionista che offre un prodotto. Il commercialista non può decidere da solo quali procedure seguire per fare una dichiarazione fiscale. L'ingegnere non può decidere autonomamente se seguire o meno una norma.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Cosa è grave e cosa non lo è: la differenza tra ignoranza e stupidità   Mer Gen 11, 2017 10:46 am

Lenar ha scritto:
lucetta10 ha scritto:


Di fronte alle porte del TAR si finisce DOPO aver esercitato la libertà di insegnamento non prima in via preventiva, e non mi risulta, a parte dirlo, che il Tar abbia mai dato indicazioni sui contenuti disciplinari potendo intervenire solo su questioni procedurali. Anche nei casi di annullamento di bocciatura, il tar può solo rimandare a nuovo scrutinio o nuovo esame, MAI sanare.


Molto vero. Infatti io posso insegnare quello che voglio e come voglio. Però non posso, ad esempio, non somministrare una prova ridotta ad un DSA (o, in alternativa, concedere più tempo). Nella valutazione di quella prova dovrò concedere al BES o al DSA l'uso di tutte le misure compensative e dispensative necessarie a colmare il suo svantaggio. Se le cose vanno male sono tenuto a consentire il recupero in forma orale dello scritto....

Potrei andare avanti all'infinito ad evidenziare quante piccole cose non influiscono sulla libertà di insegnamento ma condizionano nella fase di valutazione.

Il parallelo che tu fai con l'impiegato del catasto è, a mio modesto avviso, solo in parte calzante. Il docente, in sede di valutazione, è un funzionario che applica indicazioni legislative, giurisprudenziali e amministrative che gli sono date e sulle quali la sua libertà si deve fermare per non diventare arbitrio. Essere coerenti con tali indicazioni non significa essere "pavidi e poco professionali". Il docente, come l'ingegnere o il commercialista, è un professionista che offre un prodotto. Il commercialista non può decidere da solo quali procedure seguire per fare una dichiarazione fiscale. L'ingegnere non può decidere autonomamente se seguire o meno una norma.





E questa sarebbe una limitazione, se ne hai all'infinito dovresti forse proporne di più calzanti!
Chi stabilisce nel pdp che al DSA vadano somministrate prove in forma ridotta? Non è il consiglio di classe? Cosa pretendiamo? Che prima si decida collegialmente una misura e poi ci se ne impippi in nome della "libertà di insegnamento", che in quanto santa e intangibile dovrebbe anche essere estemporanea? O non sarà che i nostri pdp stanno diventando dei prestampati tutti uguali? E di chi è la colpa?

Libertà di insegnamento non significa arbitrio, è evidente che non si può pretendere di ledere i diritti degli studenti, e non diciamoci che tutti siamo seri nell'affrontare la valutazione! La valutazione non ha nulla di burocratico, ma dovrebbe essere gestita con professionalità. Quale sarebbe questa indicazione che lega le mani in sede di valutazione? Il vero problema è che i non seri, in genere, danno la sufficienza di ufficio e al TAR non ci arrivano mai, sono quelli seri e responsabili che si assumono il rischio e la responsabilità all'altezza di un ruolo che non si può paragonare a quello di un commercialista o di un ingegnere. La mammina come la chiami tu, non chiede conto di una sufficienza magari data alla carlona, ma di una insufficienza motivata e coerente con gli obiettivi, che, se motivata e coerente con gli obiettivi (e in questo non c'è nulla di burocratico né di inibente la santissima libertà di insegnamento) non ha nulla di cui temere, checchè ne dicano quelli che sbandierano la paura del ricorsino
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