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 Si può fare tanto per i musicisti disoccupati

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MessaggioTitolo: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 2:50 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/istituire-scuola-primaria-ad-indirizzo-musicale-e-coreutico-riformare-scuola-media-diffondere-liceo-musicale-si-puo-fare-tanto-per-la-musica-nella-scuola/

"Istituire scuola primaria ad indirizzo musicale e coreutico, riformare scuola media, diffondere Liceo musicale. Si può fare tanto per la musica nella scuola"

"· l’introduzione dell’insegnamento della musica come disciplina curriculare – affidata a docenti specializzati – in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e in particolare nel biennio obbligatorio della scuola secondaria di secondo grado;"

Nulla da dire su tutte le rivendicazioni di tipo qualitativo, ma su quelle quantitative sì.

Non riescono a capacitarsi che il 99% della popolazione mondiale la musica la voglia ascoltare e non suonare ? Non lo capiscono che non se ne può imporre lo studio ai 14enni ?

Non lo capiscono che alle elementari ad indirizzo musicale si iscriverebbero non i bambini interessati allo studio della musica ma i figli dei genitori che vorrebbero i propri bambini interessati allo studio della musica ?

Abbiamo già il cancro delle scuole calcio che producono orde barbariche di fancazzisti illusi di diventare i futuri Balotelli (e si sa che Balotelli non ha avuto bisogno di studiare) salvo poi scoprire che diventeranno in massima parte dei falliti sia nel calcio (perchè non hanno la stoffa) sia nella scuola e quindi nella vita (perchè non hanno studiato).

Ora vogliamo scuole statali che illudano i bambini di diventare dei novelli artisti ?

Ditelo chiaro ! Dite "ho studiato musica, nessuno mi vuole pagare per suonare allora voglio insegnare, almeno 1400 € li porto a casa tutti i mesi, e se questo vuol dire illudere i giovani più ingenui pazienza, hanno solo da svegliarsi"
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 6:33 pm

Rossana63 ha scritto:
Cari colleghi musicisti, spiegare la valenza formativa della musica a chi la musica non l'ha mai fatta per davvero è impossibile.
Per laurearsi a pieni voti in qualsiasi materia ci vogliono bravura e impegno. Per diplomarsi in Conservatorio o in Accademia ci vogliono bravura, impegno e talento. Chiunque abbia sostenuto esami sia all'Università/Politecnico che in Conservatorio/Accademia può confermare che gli esami di carattere artistico sono molto più difficili, perché studiare allo stremo non è comunque sufficiente, ci vuole qualcosa in più.
Questo qualcosa in più trasmesso ai discenti permette loro di migliorare come persone e di aumentare le prestazioni anche in altre materie.
Inutile tentare di spiegare queste cose a chi non si rende conto di cosa voglia dire eseguire una Sonata del periodo classico, uno Studio trascendentale di Liszt piuttosto che comporre una Fuga.
Confondere l'educazione musicale, quella vera, con la creazione di pseudo-talenti da mostrare in piazza come scimmiette ammaestrate è tipico dell'italiano medio che, proprio perché non è educato in tal senso, non è in grado di capire ciò di cui stiamo parlando.
Non è il caso di prendersela, ci siamo abituati no?.
Continuiamo a combattere la nostra battaglia, consapevoli del fatto che proprio la nostra formazione ci salva dall'esprimere giudizi sterili e di cattivo gusto su persone e cose di cui ignoriamo la natura; la musica, dovrebbe essere studiata seriamente in ogni ciclo di istruzione e noi sappiamo il perché.
Continuiamo a lottare


No, non prendetevela.

Però è triste che gli italiani medi siano così.

Quello che si può fare con la musica è infinito
(addirittura con la musica si ottiene migliore produzione di latte nelle stalle - e questo dovrebbe mettere buoni quelli che sono tutti per produttività  uguale moneta  uguale utilità sociale)

Non prendetevela e continuate ad incantarci.  Chè musica è incanto.
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Rossana63



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 6:59 pm

No, non prendetevela.

Però è triste che gli italiani medi siano così.

Quello che si può fare con la musica è infinito
(addirittura con la musica si ottiene migliore produzione di latte nelle stalle - e questo dovrebbe mettere buoni quelli che sono tutti per produttività  uguale moneta  uguale utilità sociale)

Non prendetevela e continuate ad incantarci.  Chè musica è incanto.[/quote]

Grazie Ire.
Capisci però che il problema sta proprio qui: fino a che si continuerà a pensare che la musica serve solo a incantare o strabiliare, a far produrre più latte o a rilassare le stanche membra, a togliere i ragazzi dalla strada o ad allontanarli da cattive compagnie, ad intrattenere i parenti o ad ottenere successo, non si capirà mai perché la musica è qualcosa di più di un'alternativa al calcio o all'oratorio.
I meccanismi mentali che la musica è in grado di attivare sono di una utilità eccezionale anche nella vita di tutti i giorni, ma solo chi studia questa disciplina seriamente lo sa.
E' difficile spiegarlo a chi non ha avuto la nostra stessa esperienza.
Per questo chiediamo solo un po' di rispetto per il nostro desiderio di diffondere tra i giovani ciò che abbiamo avuto la fortuna di imparare (e non sarebbe successo se i nostri genitori non ci avessero indirizzato e sostenuto), mentre nel contempo non possiamo certo prendercela con chi questa fortuna non l'ha avuta.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 6:59 pm

Rossana63 ha scritto:
Cari colleghi musicisti, spiegare la valenza formativa della musica a chi la musica non l'ha mai fatta per davvero è impossibile.
Per laurearsi a pieni voti in qualsiasi materia ci vogliono bravura e impegno. Per diplomarsi in Conservatorio o in Accademia ci vogliono bravura, impegno e talento. Chiunque abbia sostenuto esami sia all'Università/Politecnico che in Conservatorio/Accademia può confermare che gli esami di carattere artistico sono molto più difficili, perché studiare allo stremo non è comunque sufficiente, ci vuole qualcosa in più.

Ti credo incondizionatamente, voi fate esercizi molto più di noi perchè dovete arrivare ad un livello di competenza potremmo dire "istintivo" nel senso che io quando risolvo un problema ci penso su, voi lo risolvete (suonate) senza pensarci.

Questo qualcosa in più trasmesso ai discenti permette loro di migliorare come persone e di aumentare le prestazioni anche in altre materie.

Questo lo rigetto incondizionatamente, loro non hanno la vostra motivazione, tanto è vero che solo pochissimi di loro si diplomeranno al conservatorio.

Inutile tentare di spiegare queste cose a chi non si rende conto di cosa voglia dire eseguire una Sonata del periodo classico, uno Studio trascendentale di Liszt piuttosto che comporre una Fuga.
Confondere l'educazione musicale, quella vera, con la creazione di pseudo-talenti da mostrare in piazza come scimmiette ammaestrate è tipico dell'italiano medio che, proprio perché non è educato in tal senso, non è in grado di capire ciò di cui stiamo parlando.

Tu invece confondi il diventare un musicista con l'apprendere i rudimenti della musica; il frutto del tuo lavoro non è creare musicisti, i tuoi alunni non si avvicinano (tratte qualche fortuita eccezione) minimamente a te, nè nel suonare nè nel disquisire di musica; spero che tu te ne renda conto.

Non è il caso di prendersela, ci siamo abituati no?.
Continuiamo a combattere la nostra battaglia, consapevoli del fatto che proprio la nostra formazione ci salva dall'esprimere giudizi sterili e di cattivo gusto su persone e cose di cui ignoriamo la natura; la musica, dovrebbe essere studiata seriamente in ogni ciclo di istruzione e noi sappiamo il perché.

Siete una setta ?

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alfredo_tripicchio



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:00 pm

Rossana63 ha scritto:
Cari colleghi musicisti, spiegare la valenza formativa della musica a chi la musica non l'ha mai fatta per davvero è impossibile.

Ehm, non siamo tutti così. Sono fisico, ma trovo questa polemica assurda quanto la vecchia contrapposizione tra discipline umanistiche e scientifiche. Basta leggere le biografie dei più grandi scienziati per constatare che spesso furono anche insigni filosofi, e a volte non disdegnavano di suonare egregiamente un paio di strumenti.

Ora, pur non sapendo cosa voglia dire eseguire una Sonata del periodo classico, so per certo che potrei fare a meno della musica come potrei fare a meno dell'aria che respiro. Questo vale anche per la matematica, la letteratura, ma non chiedetemi di stilare delle classifiche di importanza, non saprei cosa rispondere.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:05 pm

Ire ha scritto:
Quello che si può fare con la musica è infinito
(addirittura con la musica si ottiene migliore produzione di latte nelle stalle - e questo dovrebbe mettere buoni quelli che sono tutti per produttività  uguale moneta  uguale utilità sociale)

Non prendetevela e continuate ad incantarci.  Chè musica è incanto.

Che la musica sia incanto, posso condividerlo... ma per dire che abbia l'effetto di "ottenere migliore produzione di latte nelle stalle", ci vorrebbe qualche supplemento di prova razionale in più, eh.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:05 pm

Ire ha scritto:
Onestamente anche io fatico a capire di cosa stiamo parlando.

Se la richiesta è l'insegnamento della musica (oltre alle altre discipline)  dove è il problema se la scuola dello Stato provvede?

Chi invidia l'insegnante di strumento per i pochi alunni che ha, poteva fare l'insegnante di strumento così avrebbe avuto ugualmente pochi alunni.

Ma sempre a criticare state?
Di cosa stiamo parlando ? Mi sembrava di essere stato chiaro, parliamo della volontà di qualcuno di estendere lo studio della musica: "introduzione dell’insegnamento della musica come disciplina curriculare – affidata a docenti specializzati – in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e in particolare nel biennio obbligatorio della scuola secondaria di secondo grado".

Ti sembra una cosetta da nulla ? Da futuro nonno ritengo che mio nipote abbia il diritto di non essere sottoposto a questa tortura se non ne ha voglia e soprattutto da contribuente non ho voglia di pagare lo stipendio a gente che insegna come divertirsi in maniera intelligente (nobil cazzeggio come dico io).
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:07 pm

Ire ha scritto:
Quello che si può fare con la musica è infinito
(addirittura con la musica si ottiene migliore produzione di latte nelle stalle - e questo dovrebbe mettere buoni quelli che sono tutti per produttività  uguale moneta  uguale utilità sociale)

Non prendetevela e continuate ad incantarci.  Chè musica è incanto.
Sì è vero, ma non con le mucche, con le bufale.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:09 pm

Rossana63 ha scritto:
Per questo chiediamo solo un po' di rispetto per il nostro desiderio di diffondere tra i giovani ciò che abbiamo avuto la fortuna di imparare (e non sarebbe successo se i nostri genitori non ci avessero indirizzato e sostenuto), mentre nel contempo non possiamo certo prendercela con chi questa fortuna non l'ha avuta.
Scusa avevo frainteso, mi cospargo il capo di cenere; dunque lo stipendio non lo volete ?

Viva la musica !
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:18 pm

alfredo_tripicchio ha scritto:
Rossana63 ha scritto:
Cari colleghi musicisti, spiegare la valenza formativa della musica a chi la musica non l'ha mai fatta per davvero è impossibile.

Ehm, non siamo tutti così. Sono fisico, ma trovo questa polemica assurda quanto la vecchia contrapposizione tra discipline umanistiche e scientifiche. Basta leggere le biografie dei più grandi scienziati per constatare che spesso furono anche insigni filosofi, e a volte non disdegnavano di suonare egregiamente un paio di strumenti.

Ora, pur non sapendo cosa voglia dire eseguire una Sonata del periodo classico, so per certo che potrei fare a meno della musica come potrei fare a meno dell'aria che respiro. Questo vale anche per la matematica, la letteratura, ma non chiedetemi di stilare delle classifiche di importanza, non saprei cosa rispondere.
Dunque sei fisico, avrai familiarità con il concetto di correlazione.

Non si diventava (ed anche ora è difficile) eminente scienziato se non avevi una famiglia almeno decente alle spalle e se non si è superdotati di intelletto; le famiglie almeno decenti hanno sempre sottoposto i propri figli a molteplici sollecitazioni, tra cui la filosofia e la musica; allora ?

La causa è l'essere di famiglia almeno decente e super dotati di intelletto, l'effetto congiunto è di dilettarsi in musica, filosofia e scienza.

Se pensi che la causa sia dilettarsi in musica e filosofia e l'effetto sia dilettarsi in scienza allora la statistica non fa per te.

E' sempre la solita storia: le persone con le palle più grosse sono uscite dal classico, dunque mandiamo tutti a studiare al classico così tutti diventano super ? Non è che al classico si iscrivono gli studenti migliori che sono quindi predestinati a diventare super diplomati ?
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Rossana63



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:21 pm

Per avidodinformazioni:
ora capisco, per te fare musica vuol dire esercitarsi come degli atleti fino a diventare dei virtuosi eccezionali.
Questa non è musica, chiamasi dattilografia: se al Conservatorio dai un esame eseguendo tutte le note giuste, a tempo, con la corretta dinamica e agogica, ecc. ecc. senza averci messo "la musica" (e non puoi sapere cos'è se non l'hai studiata), col cavolo che ti promuovono.
Rifacendomi a quanto ho appena detto rispondo anche ad alfredo_tripicchio:
non si tratta di contrapporre discipline, ci mancherebbe. Sto per laurearmi in lettere, il mio professore di composizione era un fisico (dobbiamo studiare in maniera approfondita almeno l'acustica), mio fratello è violoncellista ed ingegnere elettronico... E' un fatto però che se all'Università un esame, a meno che non sia proprio negata per una certa materia o non trovi un professore carogna, con l'impegno lo passo, al Conservatorio devo dare qualcosa in più; quello che viene chiamato "talento" è in realtà una competenza non innata ma che va coltivata al pari della preparazione tecnica e teorica.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:23 pm

Scusate ,parlando di talenti.
Mi fate il nome OGGI di un musicista italiano del tenore di Accardo, o Toscanini, o Pollini o altri ormai defunti o anziani?
Un mago dei teatri e sale sa concerto,oggi,in Italia, tra i diplomati jn strumento..
..non c è. .
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:28 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Quello che si può fare con la musica è infinito
(addirittura con la musica si ottiene migliore produzione di latte nelle stalle - e questo dovrebbe mettere buoni quelli che sono tutti per produttività  uguale moneta  uguale utilità sociale)

Non prendetevela e continuate ad incantarci.  Chè musica è incanto.
Sì è vero, ma non con le mucche, con le bufale.
ad essere sinceri  si tratta di qualcosa di cui ho sentito parlare all'agrario qualche anno fa.

Se fai una ricerca in rete (io l'ho appena fatta ma dispettosamente non ti riporto i risultati così impari ad accusarmi di essere una allocca  : - ) )  trovi anche le pubblicazioni dei relativi studi.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:28 pm

http://www.pollicegreen.com/piante-amano-musica-metal/25521/

http://www.galileonet.it/2014/09/alle-piante-piace-mozart/

Ma Mozart era un metallaro ?
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Rossana63 ha scritto:
Per questo chiediamo solo un po' di rispetto per il nostro desiderio di diffondere tra i giovani ciò che abbiamo avuto la fortuna di imparare (e non sarebbe successo se i nostri genitori non ci avessero indirizzato e sostenuto), mentre nel contempo non possiamo certo prendercela con chi questa fortuna non l'ha avuta.
Scusa avevo frainteso, mi cospargo il capo di cenere; dunque lo stipendio non lo volete ?

Viva la musica !

Forse non ci crederai ma ho passato più tempo nella mia vita lavorando gratis che sotto contratto.
Purtroppo i miei figli hanno preso il brutto vizio di mangiare e non sono riuscita levarlo; anzi, l'ho preso anch'io e ce l'ho tuttora.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:29 pm

A furia di fargliela ascoltare sono diventate anche loro musiciste

http://www.emanuelabrussa.com/la-musica-delle-piante
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:32 pm

avidodinformazioni ha scritto:
alfredo_tripicchio ha scritto:
Rossana63 ha scritto:
Cari colleghi musicisti, spiegare la valenza formativa della musica a chi la musica non l'ha mai fatta per davvero è impossibile.

Ehm, non siamo tutti così. Sono fisico, ma trovo questa polemica assurda quanto la vecchia contrapposizione tra discipline umanistiche e scientifiche. Basta leggere le biografie dei più grandi scienziati per constatare che spesso furono anche insigni filosofi, e a volte non disdegnavano di suonare egregiamente un paio di strumenti.

Ora, pur non sapendo cosa voglia dire eseguire una Sonata del periodo classico, so per certo che potrei fare a meno della musica come potrei fare a meno dell'aria che respiro. Questo vale anche per la matematica, la letteratura, ma non chiedetemi di stilare delle classifiche di importanza, non saprei cosa rispondere.
Dunque sei fisico, avrai familiarità con il concetto di correlazione.

Non si diventava (ed anche ora è difficile) eminente scienziato se non avevi una famiglia almeno decente alle spalle e se non si è superdotati di intelletto; le famiglie almeno decenti hanno sempre sottoposto i propri figli a molteplici sollecitazioni, tra cui la filosofia e la musica; allora ?

La causa è l'essere di famiglia almeno decente e super dotati di intelletto,  l'effetto congiunto è di dilettarsi in musica, filosofia e scienza.

Se pensi che la causa sia dilettarsi in musica e filosofia e l'effetto sia dilettarsi in scienza allora la statistica non fa per te.

E' sempre la solita storia: le persone con le palle più grosse sono uscite dal classico, dunque mandiamo tutti a studiare al classico così tutti diventano super ? Non è che al classico si iscrivono gli studenti migliori che sono quindi predestinati a diventare super diplomati ?

avido sei sicuro di stare bene?
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:36 pm

Rossana63 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Rossana63 ha scritto:
Per questo chiediamo solo un po' di rispetto per il nostro desiderio di diffondere tra i giovani ciò che abbiamo avuto la fortuna di imparare (e non sarebbe successo se i nostri genitori non ci avessero indirizzato e sostenuto), mentre nel contempo non possiamo certo prendercela con chi questa fortuna non l'ha avuta.
Scusa avevo frainteso, mi cospargo il capo di cenere; dunque lo stipendio non lo volete ?

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Forse non ci crederai ma ho passato più tempo nella mia vita lavorando gratis che sotto contratto.
Purtroppo i miei figli hanno preso il brutto vizio di mangiare e non sono riuscita levarlo; anzi, l'ho preso anch'io e ce l'ho tuttora.
Bene, ce l'ho anch'io quel vizio; quando ho deciso di diventare insegnante ho dichiarato: "voglio lavorare, voglio guadagnare e voglio fare qualcosa che gli altri desiderano che io faccia, per rendermi utile".

Servivano docenti di elettronica, matematica e fisica ed eccomi qui, a guadagnarmi onestamente la pagnotta.

Non ho mai preteso che la fisica e l'elettronica venissero insegnati in tutte le scuole di ogni ordine e grado, sebbene consideri la fisica più formativa di tantissime altre discipline, come ginnastica, religione cattolica e letteratura italiana.

Certo che fare musica non si può ridurre a saper eseguire uno spartito, ma parte da lì; puoi avere tutta la passione il coinvolgimento ed il sentimento che vuoi, ma se sbagli le note ti cacciano a calci in culo .... e fanno bene.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 7:38 pm

Rossana63 ha scritto:
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Rossana63 ha scritto:
Cari colleghi musicisti, spiegare la valenza formativa della musica a chi la musica non l'ha mai fatta per davvero è impossibile.

Ehm, non siamo tutti così. Sono fisico, ma trovo questa polemica assurda quanto la vecchia contrapposizione tra discipline umanistiche e scientifiche. Basta leggere le biografie dei più grandi scienziati per constatare che spesso furono anche insigni filosofi, e a volte non disdegnavano di suonare egregiamente un paio di strumenti.

Ora, pur non sapendo cosa voglia dire eseguire una Sonata del periodo classico, so per certo che potrei fare a meno della musica come potrei fare a meno dell'aria che respiro. Questo vale anche per la matematica, la letteratura, ma non chiedetemi di stilare delle classifiche di importanza, non saprei cosa rispondere.
Dunque sei fisico, avrai familiarità con il concetto di correlazione.

Non si diventava (ed anche ora è difficile) eminente scienziato se non avevi una famiglia almeno decente alle spalle e se non si è superdotati di intelletto; le famiglie almeno decenti hanno sempre sottoposto i propri figli a molteplici sollecitazioni, tra cui la filosofia e la musica; allora ?

La causa è l'essere di famiglia almeno decente e super dotati di intelletto,  l'effetto congiunto è di dilettarsi in musica, filosofia e scienza.

Se pensi che la causa sia dilettarsi in musica e filosofia e l'effetto sia dilettarsi in scienza allora la statistica non fa per te.

E' sempre la solita storia: le persone con le palle più grosse sono uscite dal classico, dunque mandiamo tutti a studiare al classico così tutti diventano super ? Non è che al classico si iscrivono gli studenti migliori che sono quindi predestinati a diventare super diplomati ?

avido sei sicuro di stare bene?
Il mio psichiatra dice di sì
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 8:39 pm

Citazione :
Per questo chiediamo solo un po' di rispetto per il nostro desiderio di diffondere tra i giovani ciò che abbiamo avuto la fortuna di imparare (e non sarebbe successo se i nostri genitori non ci avessero indirizzato e sostenuto), mentre nel contempo non possiamo certo prendercela con chi questa fortuna non l'ha avuta.

Non è del tutto vero, sai.  Uno dei miei figli ha voluto a tutti i costi studiare pianoforte  e ha dovuto combattermi per farlo.  Non che io non volessi,  ma con tre figli piccini e per vari motivi impegnativi da seguire era uno sforzo quasi disumano quello di trovare il tempo per portarlo a lezione tre volte a settimana.  L'ho fatto perchè per lui era importante, perchè voleva fortissimamente voleva,  ma non può dire che la sua mamma l'ha indirizzato e sostenuto in questo.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 9:10 pm

avido sei sicuro di stare bene?[/quote]
Il mio psichiatra dice di sì[/quote]

Allora sei seguito. Bene.
Scherzo ;-)
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 10:47 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Rossana63 ha scritto:
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Rossana63 ha scritto:
Per questo chiediamo solo un po' di rispetto per il nostro desiderio di diffondere tra i giovani ciò che abbiamo avuto la fortuna di imparare (e non sarebbe successo se i nostri genitori non ci avessero indirizzato e sostenuto), mentre nel contempo non possiamo certo prendercela con chi questa fortuna non l'ha avuta.
Scusa avevo frainteso, mi cospargo il capo di cenere; dunque lo stipendio non lo volete ?

Viva la musica !

Forse non ci crederai ma ho passato più tempo nella mia vita lavorando gratis che sotto contratto.
Purtroppo i miei figli hanno preso il brutto vizio di mangiare e non sono riuscita levarlo; anzi, l'ho preso anch'io e ce l'ho tuttora.
Bene, ce l'ho anch'io quel vizio; quando ho deciso di diventare insegnante ho dichiarato: "voglio lavorare, voglio guadagnare e voglio fare qualcosa che gli altri desiderano che io faccia, per rendermi utile".

Servivano docenti di elettronica, matematica e fisica ed eccomi qui, a guadagnarmi onestamente la pagnotta.

Non ho mai preteso che la fisica e l'elettronica venissero insegnati in tutte le scuole di ogni ordine e grado, sebbene consideri la fisica più formativa di tantissime altre discipline, come ginnastica, religione cattolica e letteratura italiana.

Certo che fare musica non si può ridurre a saper eseguire uno spartito, ma parte da lì; puoi avere tutta la passione il coinvolgimento ed il sentimento che vuoi, ma se sbagli le note ti cacciano a calci in culo .... e fanno bene.

Nessuno mette in dubbio la tua scelta, rispettabilissima.
Credo che tutti noi ad un certo punto abbiamo dovuto fare una scelta, e l'abbiamo fatta con l'idea non solo di mantenerci ma anche di essere utili al prossimo.
Anch'io ho dovuto scegliere tra le mie passioni: non solo la musica, ma anche la fisica, la matematica, la storia, la filosofia... e alla fine ho scelto una disciplina che le comprende tutte e che considero utile anche a formare le coscienze dei ragazzi. Ho scelto di insegnare alla secondaria di I grado per questo. Ho scelto. E credo che la mia scelta debba essere rispettata alla pari di tutte le altre, perché anche del mio lavoro c'è bisogno.
Per quanto riguarda le note giuste, per preparare un esame di strumento al Conservatorio (faccio l'esempio del pianoforte) ci vogliono mediamente tre anni: il primo è dedicato ad imparare i brani tecnicamente, gli altri due invece sono incentrati sull'interpretazione (che non è "metterci la passione, il coinvolgimento e il sentimento", ma studiare la gestualità necessaria a produrre determinati timbri, la teoria della prassi esecutiva coeva, il rapporto con le altre arti, l'effetto dell'insieme dei quattro parametri sonori rapportato all'acustica dell'ambiente in cui sarà eseguito il brano, la forma musicale e la sua articolazione armonica e contrappuntistica, quindi matematica, agogica, dinamica...). Le note giuste sono scontate (dopo tre anni di studio sei capace di non sbagliare mentre pensi ad altro o anche dormendo), ma se sbagli l'interpretazione anche solo di qualche battuta non convinci la commissione, quindi non passi.
Questo dover gestire contemporaneamente nello stesso gesto sonoro più dimensioni (in orchestra addirittura coordinandole con quelle degli altri), tutte difficili da controllare, è un esercizio formidabile che permette di migliorare le proprie prestazioni cognitive.
L'idea del musicista che passa le ore sullo strumento a strimpellare note per imparare a non sbagliarle e che poi suonerà mettendoci "del sentimento" è nell'immaginario collettivo, alimentato dai media, ma fuori dalla realtà.
Idem per quanto riguarda la composizione: non ci si alza al mattino con l'idea di un motivetto in testa. La composizione di una fuga o di una sinfonia richiede una progettazione simile a quella di un'opera architettonica.
La mia è in assoluto un'autodifesa. Non ho mai sminuito la valenza delle discipline altrui (fisica, ingegneria...) e non vedo perché gli altri debbano permettersi di mettere in dubbio, senza conoscere come stiano veramente le cose, l'importanza del mio lavoro.
Forse la fisica e l'elettronica si possono imparare più avanti, non saprei. Di sicuro la musica, come le lingue straniere, per far valere la propria efficacia dovrebbe essere praticata fin da piccoli, anche da bimbi apparentemente "senza talento".
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 6:35 am

La musica è bellissima e si dovrebbe far di tutto per farla conoscere a più persone possibile, non perché diventino necessariamente dei virtuosi, ma perché imparino a conoscerla, ad apprezzarla in maniera meno consumistica, ad usarla per l'espressione di sé e per la condivisione.

Ciò detto mi sembra, francamente, che le priorità della scuola pubblica italiana siano altre e che la musica non sia in grado di risolvere problemi atavici come l'analfabetismo funzionale, gli scarsi livelli di competenza certificati dai test ocse-pisa, la disorganizzazione delle scuole, il deterioramento dell'edilizia scolastica e così via.
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Bequadro



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 10:39 am

Avido, ti propongo di provare a prendere in considerazione l'idea di non aver capito nulla e di non sapere cosa siano "la musica" e "l'insegnamento della musica/educazione musicale nella scuola".
Entrambe le cose sono molto diverse da quello che pensi tu, che musicista e/o educato alla musica non sei. Essendo io musicista e insegnante sia di strumento che di quella che io preferisco definire "formazione musicale", questo posso proprio dirtelo. Te lo dico educatamente, ma con una notevole esasperazione nei confronti della enorme quantità di assurdità che dici, difendendo a spada tratta i peggiori luoghi comuni di cui purtroppo è ancora intrisa la mentalità di troppi italiani.
La musica non è né cazzeggio piacevole, né maniacale e competitivo esercizio, né inutile aggiunta che porta via tempo prezioso ad altre materie ben più importanti. Può essere anche questo, ma come qualsiasi altra cosa. Tutto dipende da come viene fatta, e se è fatta bene, è una cosa utilissima per la formazione completa dell'individuo, un arricchimento di molte delle sue facoltà umane.
Se ti fa piacere, possiamo approfondire la questione entrando nei dettagli specifici, ma se sei disposto a sospendere momentaneamente il tuo furore denigratorio basato sul non sapere, altrimenti eviterò di continuare a leggere questa triste discussione e mi dedicherò gioiosamente a fare altro.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 10:59 am

io vorrei sapere cosa sia la musica.

Puoi parlarne a me, Bequadro?

Comincio io a dirti cosa penso io, mi correggi?  mi integri?

La musica è uno dei modi in cui ci si mette in relazione con l'esterno.  In cui si comunica e si apprende.
E' un linguaggio universale compreso da chiunque senza che sia necessario parlare, attraversa e supera i confini culturali, geografici, anagrafici.....

Chi ha la studia e la sa trasmettere ha un senso in più per muoversi nel mondo.
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Bequadro



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 12:31 pm

Punto di partenza corretto, Ire, grazie per il tuo interesse. Siccome spero che anche Avido ci legga, magari senza rispondermi, proseguo inserendo dei dati che mi piacerebbe lui consultasse, dati di tipo scientifico.

http://www.lescienze.it/news/2007/08/02/news/musica_cervello-581996/
http://www.lescienze.it/news/2015/09/15/news/musica_cervello_integrazione_circuiti_multisensoriale-2764116/
http://www.lescienze.it/news/2012/12/17/news/musica_linguaggio_unico_elaboratore_sintattico-1423294/

Propongo la lettura di questi articoli essenzialmente perché essi ci dicono che il cervello dei musicisti lavora in modo più ricco e integrato di quello di chi non ha ricevuto una formazione musicale. Questo dovrebbe bastare, ad un razionalista, per dubitare che la musica sia soltanto piacevole cazzeggio, portandolo invece a pensare che possa avere ed abbia effettivamente benefici effetti sullo sviluppo cerebrale e quindi su quello che in modo piuttosto grossolano e generico possiamo chiamare "intelligenza".

Propongo anche questo:
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/cervello2/musica-cervello/musica-cervello.html
per riflettere sul riscontro chimico-fisiologico riguardante il piacere musicale.

Abbandonando per un attimo il campo sperimentale e scientifico, potei aggiungere che l'insegnamento della musica parte da e sviluppa una cosa importantissima: la concentrazione, la focalizzazione volontaria dell'attenzione per tempi prolungati su una serie di stimoli in gran parte diversi da quelli presenti abitualmente nell'attività di comunicazione ed espressione personale quotidiana.
Noi viviamo in una società quasi esclusivamente "visiva", e la musica è una specie di rumore di fondo che ci accompagna ininterrottamente ovunque, rimanendo per gran parte del tempo al di sotto del nostro livello di attenzione consapevole. Una attività educativa che ci renda consapevoli della componente uditiva della realtà e che ci insegni a comprenderla meglio e/o a produrla con cognizione di causa, non può essere che positiva.
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