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 Si può fare tanto per i musicisti disoccupati

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MessaggioTitolo: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Ven Gen 13, 2017 2:50 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/istituire-scuola-primaria-ad-indirizzo-musicale-e-coreutico-riformare-scuola-media-diffondere-liceo-musicale-si-puo-fare-tanto-per-la-musica-nella-scuola/

"Istituire scuola primaria ad indirizzo musicale e coreutico, riformare scuola media, diffondere Liceo musicale. Si può fare tanto per la musica nella scuola"

"· l’introduzione dell’insegnamento della musica come disciplina curriculare – affidata a docenti specializzati – in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e in particolare nel biennio obbligatorio della scuola secondaria di secondo grado;"

Nulla da dire su tutte le rivendicazioni di tipo qualitativo, ma su quelle quantitative sì.

Non riescono a capacitarsi che il 99% della popolazione mondiale la musica la voglia ascoltare e non suonare ? Non lo capiscono che non se ne può imporre lo studio ai 14enni ?

Non lo capiscono che alle elementari ad indirizzo musicale si iscriverebbero non i bambini interessati allo studio della musica ma i figli dei genitori che vorrebbero i propri bambini interessati allo studio della musica ?

Abbiamo già il cancro delle scuole calcio che producono orde barbariche di fancazzisti illusi di diventare i futuri Balotelli (e si sa che Balotelli non ha avuto bisogno di studiare) salvo poi scoprire che diventeranno in massima parte dei falliti sia nel calcio (perchè non hanno la stoffa) sia nella scuola e quindi nella vita (perchè non hanno studiato).

Ora vogliamo scuole statali che illudano i bambini di diventare dei novelli artisti ?

Ditelo chiaro ! Dite "ho studiato musica, nessuno mi vuole pagare per suonare allora voglio insegnare, almeno 1400 € li porto a casa tutti i mesi, e se questo vuol dire illudere i giovani più ingenui pazienza, hanno solo da svegliarsi"
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 12:53 pm

Ma perché ti interessa tanto che la componente scientifica del forum dia il benestare alla validità educativa della musica?
La musica è meravigliosa. Ognuno se la gode senza aspettare che tutti l apprezzino
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 1:38 pm

Ritengo che la musica, bella finché si vuole, non possa essere una materia obbligatoria. Io sono cresciuta con un nonno musicista, che suonava il pianoforte tutto il santo giorno e, più raramente, la tromba. Questo mi provocava un fastidio enorme, sono arrivata ad odiare la musica. Ora, passati tanti anni, ho un rapporto di indifferenza. La vicenda di mio figlio è stata anche peggiore: quando aveva a scuola lezione di musica, non dormiva, vomitava per l'ansia. Suonare il flauto era un incubo. Certo, altri bambini hanno ansia per matematica ed inglese, ma si tratta di materie ineliminabili. L'inglese serve anche se non piace. Se la musica non piace, non serve.
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arcipippo



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 1:42 pm

L'esperienza negativa di tuo figlio dipende, probabilmente, da un cattivo insegnamento della musica. Un insegnante attento cerca sempre di trovare la via per poter consentire, ad un alunno in difficoltà, di esprimersi musicalmente.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 2:14 pm

Bequadro ha scritto:
Avido, ti propongo di provare a prendere in considerazione l'idea di non aver capito nulla e di non sapere cosa siano "la musica" e "l'insegnamento della musica/educazione musicale nella scuola".
Entrambe le cose sono molto diverse da quello che pensi tu, che musicista e/o educato alla musica non sei. Essendo io musicista e insegnante sia di strumento che di quella che io preferisco definire "formazione musicale", questo posso proprio dirtelo. Te lo dico educatamente, ma con una notevole esasperazione nei confronti della enorme quantità di assurdità che dici, difendendo a spada tratta i peggiori luoghi comuni di cui purtroppo è ancora intrisa la mentalità di troppi italiani.
La musica non è né cazzeggio piacevole, né maniacale e competitivo esercizio, né inutile aggiunta che porta via tempo prezioso ad altre materie ben più importanti. Può essere anche questo, ma come qualsiasi altra cosa. Tutto dipende da come viene fatta, e se è fatta bene, è una cosa utilissima per la formazione completa dell'individuo, un arricchimento di molte delle sue facoltà umane.
Se ti fa piacere, possiamo approfondire la questione entrando nei dettagli specifici, ma se sei disposto a sospendere momentaneamente il tuo furore denigratorio basato sul non sapere, altrimenti eviterò di continuare a leggere questa triste discussione e mi dedicherò gioiosamente a fare altro.
Ci possiamo provare.

La musica è un'attività, prima di ogni altra cosa, cerebrale e quindi stimola lo sviluppo del cervello; se è di questo che vuoi convincermi non affaticarti, sono già convinto.

Possiamo dire lo stesso degli scacchi ? Sì, delle lingue ? Sì, dello sport ? Sì, della recitazione ? Sì, e potrei continuare.

Possiamo fare tutto ? No, dobbiamo scegliere cosa fare.

La domanda quindi è: la musica assume una posizione di rilievo tra tutte le attività che ho elencato e quelle che non ho elencato ? Vale la pena studiare musica più che scacchi, lingue, sport, recitazione ecc ?

La MIA risposta è no.

E' il caso di imporne lo studio per 10 anni (prima elementare-seconda superiore) anche a chi non vorrebbe studiarla ? La risposta della maggior parte delle persone (tutti coloro che oggi non fanno richiesta di studiarla) è no

Dunque dobbiamo studiarla lo stesso perchè un ridotto numero di persone che conosce bene la musica sostiene compattamente che bisogna farlo (alcuni di questi hanno anche una convenienza economica a riguardo) ? E se i fisici (che non sono degli imbecilli) sostenessero compattamente che la fisica va studiata per lo stesso numero di anni ?

Deve essere reso obbligatorio lo studio di quel che è irrinunciabile, che se si rinunciasse non si potrebbe giungere a nessun alto livello.

Si può diventare "grandi uomini" senza saper leggere e scrivere ? No, quindi a tutti dobbiamo insegnare a leggere e scrivere e lo facciamo per i 10 anni di cui sopra.

Si può diventare "grandi uomini" senza saper suonare nulla se non il citofono ? Sì, è vero che diversi grandi uomini sanno suonare, ma è anche vero che diversi non lo sanno fare, quindi non è il caso di imporre lo studio della musica a nessuno.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 2:16 pm

Ire ha scritto:
io vorrei sapere cosa sia la musica.

Puoi parlarne a me, Bequadro?

Comincio io a dirti cosa penso io, mi correggi?  mi integri?

La musica è uno dei modi in cui ci si mette in relazione con l'esterno.  In cui si comunica e si apprende.
E' un linguaggio universale compreso da chiunque senza che sia necessario parlare, attraversa e supera i confini culturali, geografici, anagrafici.....

Chi ha la studia e la sa trasmettere ha un senso in più per muoversi nel mondo.
Bellissime parole; selezione una sinfonia a tua scelta e spiegami cosa dice.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 2:20 pm

A me la musica piace , ma anche io non ritengo opportuno farla diventare una materia curriculare nelle scuole superiori.Lo studente davvero interessato puo' fare il liceo musicale dopo aver frequentatol la media ad indirizzo musicale.Non si puo' fare bene tutto; e' un' illusione tipica di questa epoca dominata dai cialatani..
Lo studio della musica e' una cosa seria, non certo il cazzeggio ricreativo dei teenager che strimpellano la chitarra sulla spiaggia davanti a un falo'.A me avrebbe dato fastidio dover trovare uno spazio per crome e biscrome tra Parmenide e Catullo, che già mi impegnavano abbastanza, loro e tanti altri grandi del pensiero, della letteratura e dell' arte.Mi bastava gia' l' ottetto elettronico senza che dovessi occuparmi di quello musicale.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 2:24 pm

Bequadro ha scritto:
Punto di partenza corretto, Ire, grazie per il tuo interesse. Siccome spero che anche Avido ci legga, magari senza rispondermi, proseguo inserendo dei dati che mi piacerebbe lui consultasse, dati di tipo scientifico.

http://www.lescienze.it/news/2007/08/02/news/musica_cervello-581996/.
Al momento ho guardato questo, rispondo quindi un passo alla volta.

Anch'io ho notato, su me stesso, che talvolta sono in grado di anticipare movimenti musicali che ancora non conosco; sai cosa significa ? Che la musica talvolta è prevedibile, che la musica è composta da persone che talvolta hanno gli stessi miei gusti e fanno (compongono) cose come le farei io al posto loro.

Gli scienziati stimolano il cervello con input musicali per rilevarne le risposte ? I geologi fanno esplodere mine per analizzare gli echi e rilevare le stratificazioni profonde del terreno; dunque ?

Non è una novità che le esplosioni smuovano gli strati del terreno e non è una novità che la musica stimoli pensieri e meccanismi celebrali; lo fa anche la visione dei film horror; chi proporrebbe mai di proiettare film horror per 10 anni nelle scuole ?
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 2:39 pm

Bequadro ha scritto:
http://www.lescienze.it/news/2015/09/15/news/musica_cervello_integrazione_circuiti_multisensoriale-2764116/.
Dunque se ho ben capito la musica non solo crea e/o potenzia un sistema di elaborazione delle informazioni sonore, ma lo connette anche al resto e questa connessione consente di rilevare la congruenza tra informazioni sonore e luminose.

Di cosa dovrei stupirmi ? Un'ingegnere se inventa l'autoradio poi la monta nell'automobile e la connette all'impianto elettrico, non prevede una batteria alcalina per la sua alimentazione, nè costringe a farla funzionare solo a motore spento. Lo sappiamo bene che il cervello vive di connessioni e che le aree più sviluppate si interconnettono; abbiamo una conferma, non una scoperta.

L'esempio di maggiore efficacia riguarda una prestazione da musicista: "Nel corso dei test, i partecipanti sono stati messi di fronte ad alcune incongruenze fra gli stimoli visivi e quelli uditivi; in particolare, alcuni spartiti includevano violazioni di una regola fondamentale della lettura della musica, ....." quindi si è scoperto che i musicisti si intendono di musica più dei digiuni di musica. WOW !

Sarebbe stato interessante andare oltre, sarebbe stato interessante confrontare i musicisti con gli scacchisti, con i disegnatori, con i filosofi ecc: sarebbe stato bello prendere uno che ne sa di musica ma non sa giocare a scacchi, nè tenere una matita in mano, nè chi sia Kant e confrontarlo con uno che suona il citofono, ma che disegna da Dio e non conosce Kant nè gli scacchi e con uno che non suona, non disegna, ma conosce Kant pur non giocando a scachi ecc; prendere tutti costoro e metterli a fare una cosa che non ha nulla a che vedere con gli scacchi nè con la musica, nè con la filosofia o il disegno, ad esempio metterli a cucinare il sufflè e vedere chi impara a farlo meglio; solo così si potrebbe dire che è importante dedicarsi alla musica perchè è formativa anche oltre il campo musicale.

Ma non è stato fatto; perchè ? Forse piace vincere facile ?
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 2:54 pm

Bequadro ha scritto:
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/cervello2/musica-cervello/musica-cervello.html
"LA MUSICA? Una vera e propria droga. In grado di attivare il cervello proprio come uno stimolante chimico e di offrire sensazioni amplificate di piacere, eccitazione o soddisfazione. Provocando, in sostanza, le stesse sensazioni fornite da sesso e droga. Lo sostiene il professore e neuroscienziato Danile J. Levitin. Che, nello studio "Life Soundtracks", indaga le risposte biologiche del cervello agli stimoli musicali. "

Io spero che questa frase vada interpretata e che le imprecisioni siano dovute all'articolista:

"proprio come uno stimolante chimico" va letto come "la musica stimola la produzione di sostanze chimiche psicotrope" e poichè il pensiero E' una serie complessa di reazioni chimiche, è la scoperta dell'acqua calda.

"offrire sensazioni amplificate di piacere" per evitare stupidi e d insensati sensazionalismi toglierei la parola amplificate che non ha alcun senso; volendola mantenere dovremmo pensare che il piacere c'è già e che la musica lo intensifica; ma allora quale musica ? Anche la marcia funebre intensifica il piacere ? E se sto provando sconforto ? La marcia di Radetzky lo amplifica ? O amplifica solo le sensazioni belle ? Musica panacea di tutti i mali ?

"Provocando, in sostanza, le stesse sensazioni fornite da sesso e droga" ma sto coglione ha mai scopato ? Per quanto possa piacermi l'inno alla gioia (e mi piace molto) ti assicuro che non sono mai venuto nelle mutande, mentre l'ho fatto sognando di trombare (scusate, ma quando ce vò ce vò).
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 2:56 pm

Bequadro ha scritto:
Una attività educativa che ci renda consapevoli della componente uditiva della realtà e che ci insegni a comprenderla meglio e/o a produrla con cognizione di causa, non può essere che positiva.
Certo; tanto positiva da mettere in ombra altre attività e da escluderle (visto che non si può far tutto) ?
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 3:08 pm

balanzoneXXI ha scritto:
A me la musica piace.
anche a me la musica piace e soprattutto quella straniera.
Io invito spesso i miei alunni ad ascoltare le canzoni in inglese perché facilità l' apprendimento della lingua, soprattutto della pronuncia tramite l' ascolto


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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 3:24 pm

rita 76 ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:
A me la musica piace.
anche  a me  la musica piace e soprattutto  quella straniera.
Io invito spesso i miei  alunni ad ascoltare le canzoni in inglese perché  facilità l' apprendimento  della  lingua, soprattutto  della pronuncia  tramite l' ascolto



Utilizzi le parole della musica per insegnare l'inglese e questo lo trovo normale. Ma si tratta di cosa ben diversa dall'obbligo di imparare a suonare uno strumento. A livello di ricezione la musica piace a tutti, o quasi, ma non tutti possono essere costretti a suonare uno strumento, attività per la quale si può anche non avere propensione.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 3:57 pm

Bequadro ha scritto:
Punto di partenza corretto, Ire, grazie per il tuo interesse. Siccome spero che anche Avido ci legga, magari senza rispondermi, proseguo inserendo dei dati che mi piacerebbe lui consultasse, dati di tipo scientifico.

http://www.lescienze.it/news/2007/08/02/news/musica_cervello-581996/
http://www.lescienze.it/news/2015/09/15/news/musica_cervello_integrazione_circuiti_multisensoriale-2764116/
http://www.lescienze.it/news/2012/12/17/news/musica_linguaggio_unico_elaboratore_sintattico-1423294/

Propongo la lettura di questi articoli essenzialmente perché essi ci dicono che il cervello dei musicisti lavora in modo più ricco e integrato di quello di chi non ha ricevuto una formazione musicale. Questo dovrebbe bastare, ad un razionalista, per dubitare che la musica sia soltanto piacevole cazzeggio, portandolo invece a pensare che possa avere ed abbia effettivamente benefici effetti sullo sviluppo cerebrale e quindi su quello che in modo piuttosto grossolano e generico possiamo chiamare "intelligenza".

Propongo anche questo:
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/cervello2/musica-cervello/musica-cervello.html
per riflettere sul riscontro chimico-fisiologico riguardante il piacere musicale.

Abbandonando per un attimo il campo sperimentale e scientifico, potei aggiungere che l'insegnamento della musica parte da e sviluppa una cosa importantissima: la concentrazione, la focalizzazione volontaria dell'attenzione per tempi prolungati su una serie di stimoli in gran parte diversi da quelli presenti abitualmente nell'attività di comunicazione ed espressione personale quotidiana.
Noi viviamo in una società quasi esclusivamente "visiva", e la musica è una specie di rumore di fondo che ci accompagna ininterrottamente ovunque, rimanendo per gran parte del tempo al di sotto del nostro livello di attenzione consapevole. Una attività educativa che ci renda consapevoli della componente uditiva della realtà e che ci insegni a comprenderla meglio e/o a produrla con cognizione di causa, non può essere che positiva.

grazie.
Interessantissimo
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Rossana63



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 4:15 pm

Provo a mettere un po' di ordine.

Non esiste una definizione sola di musica, esistono libri interi con tentativi dati nel corso dei secoli da pensatori di ogni sorta. Nello stesso tempo la musica è di tutti, perché tutti ne fruiamo nella vita, che ci piaccia o no. Coloro che la odiano per vari motivi non possono fare a meno di sentirla, perché ne sono circondati (e spesso quando la si "sente" la si assimila di più che quando la si "ascolta").
Ognuno in questa discussione ha parlato di aspetti diversi di una disciplina davvero molto articolata.

Detto questo, posso vivere un'esistenza intera senza imparare a leggere e a scrivere o far di conto, sopravviverei, anche se con problemi enormi. Lo stesso vale per la musica o per qualsiasi altra disciplina diversa dalla caccia, dalla pesca o dalla raccolta di frutti selvatici, fondamentali queste per procacciarmi almeno il cibo.

Ora, a meno che non desideriamo abolire la scuola, tanto si sopravviverebbe comunque, ragionando su quali siano le materie più utili da apprendere nella vita di oggi, ognuno di noi porta la sua esperienza: il medico del Pronto Soccorso dirà che è fondamentale conoscere le tecniche di primo intervento, l'elettricista dirà che è un ignorante chi non distingue il concetto di tensione da quello di corrente, un matematico dirà che sono sciocche invece le persone che non sanno impostare i problemi più semplici e così via. Purtroppo non possiamo essere onniscienti; vorrei che la vita fosse più lunga per imparare più cose.
Bisogna fare delle scelte e ognuno porta la propria esperienza.

I musicisti propongono di introdurre in Italia lo studio dell'educazione musicale perché volenti o nolenti non possiamo fare a meno di sentire i suoni che ci circondano. Quindi l'educazione al suono e alla musica, almeno quella, nella scuola del primo ciclo ci deve essere, specialmente in un Paese in cui ci si scandalizza se uno non sa chi ha scritto la Divina Commedia ma non si fa nessuna piega se la maggior parte dei cittadini non conosce chi ha scritto la musica dell'Inno di Mameli, per dire la cosa più banale.

I musicisti propongono di introdurre lo studio dello strumento musicale fin dalla tenera età non per scovare piccoli geni (che non esistono e dei quali comunque non fregherebbe niente a nessuno se non a qualche giornalista e ai genitori/nonni degli stessi) ma per insegnare a gestire efficacemente situazioni complesse: se imparo a tenere sotto controllo contemporaneamente, durante l'esecuzione di un brano, i vari aspetti, anche molto diversi fra loro,  che ho studiato e preparato in precedenza separatamente (quelli che ho elencato nell'altro post), questo mi aiuterà ad affrontare i problemi più importanti che troverò nella mia vita e nel mio lavoro.
Per esempio, se devo eseguire un brano in un concerto (non sto parlando di strimpellare la chitarra in spiaggia davanti ad un falò cantando Battisti) devo rapportare fra loro e tenere sotto controllo contemporaneamente, dopo aver studiato mesi: altezza, durata, intensità, durata dei suoni, rapporti tra le voci, forma del pezzo, successione armonica, tessuto contrappuntistico, prassi esecutiva, tecnica dello strumento, acustica dell'ambiente, postura e attività muscolare, comunicazione con il pubblico... Se devo presentarmi ad un esame orale all'Università, dopo essermi fatta il mazzo in precedenza, si intende, alla stessa maniera, dovrò preoccuparmi di controllare nello stesso tempo un minor numero di fattori. Teniamo poi conto del fatto che in quest'ultimo caso la tensione è minore: se sbaglio una risposta all'esame magari mi danno Trenta senza la Lode e se non sono contenta rifiuto il voto e lo rifaccio. Al concerto non ho una seconda possibilità e so che il pubblico la mia eventuale nota sbagliata o "stecca" se la ricorderà tutta la vita. Vi posso garantire che dopo aver eseguito concerti gli esami all'Università si affrontano in modo diverso, con maggior profitto (e questo può cambiare la vita, non si può negare).

In definitiva, noi musicisti pensiamo che la musica sia utile nello sviluppo delle competenze, perché su quelle abbiamo sempre lavorato.

Non siete d'accordo? Amen. Ce ne siamo già fatti una ragione da mo'.
Ringrazio per la bella discussione ma vado a suonare...
Rossana

Albert Einstein: "Se non fossi stato capace di pensare in musica non avrei mai potuto elaborare la teoria della relatività".
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 4:49 pm

Chicca, ma quando mai nella scuola dell'obbligo si è "costretti a imparare a suonare uno strumento"?????

Chi VUOLE partecipare alla sperimentazione musicale lo fa per scelta, e nessuno è costretto.

A chi invece non sceglie di partecipare alla sperimentazione musicale, alle medie, al massimo viene chiesto di soffiare su un flautino di plastica, e non si fa nessuna differenza tra chi lo suona bene e chi lo suona male, e comunque si danno voti alti a tutti. Chi ha veramente delle doti musicali eccellenti  prende 9 o 10, ma gli altri prendono 7 o 8 ugualmente. Esattamente come in tutte le altre materie.

Pure a me, più di 30 anni fa, è stato richiesto di soffiare nel flauto alle medie, obbedivo ma non ci ho mai capito niente e non me ne è mai fregato niente, ho sempre preso complessivamente voti alti lo stesso, non ho mai imparato realmente a suonare il flauto né nessun altro strumento in età adulta... e non ricordo assolutamente di aver mai sofferto tragedie psicologiche per quello.

Prendevo atto che ci fossero materie che mi piacevano di più e materie che mi piacevano di meno, e mi adeguavo.

Senza nessuna conseguenza tragica, a parte il fatto di rimanere disinteressata a suonare strumenti, esattamente come ero già disinteressata prima.

Ma tutto questo clima di violenza terroristica sull'obbligo dittatoriale di diventare virtuosi dell'esecuzione musicale, proprio, non l'ho mai sentito (e anzi, sono contenta di aver ricevuto qualche dritta in più sulla conoscenza della musica, che altrimenti non avrei avuto, indipendentemente dal saper suonare strumenti o no).

Quindi, dove sta il problema?
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Cozza

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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 5:44 pm

ma non era forse proprio chicca ad aver raccontato, proprio qui dentro, il suo (o del figlio?) calvario con l'obbligo di imparare a suonare il flauto? lo ricordo come un godibile racconto in stile horror: tra lei e il flauto non corre proprio buon sangue...
paniscus...tecnicamente nelle ore di musica curricolari, obbligatorie quindi per tutti...uno strumento (credo) ci sia per tutti (generalmente il flauto alle medie anche se io scelsi la melodica e molti miei alunni si portan la chitarra o la pianola da casa anche nelle ore di musica)
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Bequadro



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 7:14 pm

Tre anni fa è stata l'ultima volta in cui ho accettato la sfida di insegnare a suonare il flauto dolce a tre classi quinte della primaria, in previsione del passaggio alla scuola secondaria, dove lo strumento era impopolarissimo e vissuto come un'imposizione noiosissima.
Sono così brava, ma così brava che ci sono riuscita, facendoli appassionare e gioire. Sfortunato chi non mi ha avuto come insegnante, che vi devo dire...

Ironia a parte, l'educazione musicale non è soltanto insegnare a suonare uno strumento, specialmente ai bambini piccoli e ai ragazzini. Anche questo luogo comune ha bisogno di essere sfatato. Capire e fare musica NON E' soltanto suonare uno strumento, e non è solfeggiare!!!!!! Perlomeno, non è solo questo, e non deve essere solo questo.
Una educazione musicale deve insegnare per prima cosa ad ascoltare, poi, possibilmente, a comprendere quello che si ascolta, come terza cosa a distinguere il valore della musica dal gusto personale (io, ad esempio, non amo svisceratamente Beethoven, preferisco altri compositori, e quando rientro a casa la sera e sono stanca oppure di cattivo umore o preoccupata, non è Beethoven che ascolto, ma non mi sognerei mai di dire per questo che Beethoven non vale una cicca, dico solo che non mi piace molto, il che è assolutamente diverso).
L'educazione musicale poi deve fornire i mezzi per farla, la musica, e qui entrano in gioco lettura, scrittura, tecnica strumentale; ma anche queste cose si possono insegnare in modi diversi, e grazie a Dio il solfeggio come è stato insegnato a me e a quelli della mia generazione, non viene insegnato più.

Noticina per Avido: il fatto che a volte tu riesca a fare inferenze musicali non significa che il musicista sia prevedibile, significa soltanto che compone con uno stile che ti è familiare o perché hai avuto modo di ascoltare un certo numero di composizioni dello stesso periodo e dello stesso stile, o perché hai sentito parecchia musica "leggera" di un certo tipo. Ora mi spiego meglio su quest'ultimo aspetto.
Dalla nascita siamo esposti all'ascolto passivo di molta più musica di quanto si immagini, e siamo continuamente esposti all'ascolto - volontario o involontario - della musica cosiddetta "leggera", che utilizza molti dei contenuti formali (armonici, melodici eccetera) della musica "colta" in forma semplificata, rendendoli assolutamente familiari a tutti.
In Occidente, la quasi totalità delle persone riconosce quelle che in gergo musicale specifico si chiamano le "formule cadenzanti", vale a dire, le conclusioni melodiche e armoniche delle frasi e dei brani musicali. Perché? Perché il 99,9 % della musica scritta in Occidente negli ultimi cinquecento anni le ha utilizzate, e tutta la musica leggera le utilizza, quindi ci sono assolutamente familiari. Se una formula cadenzante viene violata, l'ascoltatore se ne accorge, e se non è musicista dice che c'è qualcosa di strano/sbagliato, resta perplesso, dice boh... ed è tranquillamente capace di cantare la conclusione probabile di una frase, secondo la logica delle formule cadenzanti più diffuse.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 7:17 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Chicca, ma quando mai nella scuola dell'obbligo si è "costretti a imparare a suonare uno strumento"?????

Chi VUOLE partecipare alla sperimentazione musicale lo fa per scelta, e nessuno è costretto.

A chi invece non sceglie di partecipare alla sperimentazione musicale, alle medie, al massimo viene chiesto di soffiare su un flautino di plastica, e non si fa nessuna differenza tra chi lo suona bene e chi lo suona male, e comunque si danno voti alti a tutti. Chi ha veramente delle doti musicali eccellenti  prende 9 o 10, ma gli altri prendono 7 o 8 ugualmente. Esattamente come in tutte le altre materie.

Pure a me, più di 30 anni fa, è stato richiesto di soffiare nel flauto alle medie, obbedivo ma non ci ho mai capito niente e non me ne è mai fregato niente, ho sempre preso complessivamente voti alti lo stesso, non ho mai imparato realmente a suonare il flauto né nessun altro strumento in età adulta... e non ricordo assolutamente di aver mai sofferto tragedie psicologiche per quello.

Prendevo atto che ci fossero materie che mi piacevano di più e materie che mi piacevano di meno, e mi adeguavo.

Senza nessuna conseguenza tragica, a parte il fatto di rimanere disinteressata a suonare strumenti, esattamente come ero già disinteressata prima.

Ma tutto questo clima di violenza terroristica sull'obbligo dittatoriale di diventare virtuosi dell'esecuzione musicale, proprio, non l'ho mai sentito (e anzi, sono contenta di aver ricevuto qualche dritta in più sulla conoscenza della musica, che altrimenti non avrei avuto, indipendentemente dal saper suonare strumenti o no).

Quindi, dove sta il problema?


Si è obbligati a suonare quel piffero di plastica. Anche a me da ragazzina non piaceva ed ero disinteressata ma voti alti in musica non ne ho mai presi. Non mi importava e non ho subito nessun trauma. Mio figlio sì, invece. Ho passato tre anni infernali per colpa della musica. L'insegnante gli faceva ripetere da solo davanti agli altri quelle stupide musichette, facendolo vergognare perché non riusciva. Alla fine il voto era 7 ma il problema non è mai stato il voto, bensì l'umiliazione. Anche ora in casa non si può sentire una nota.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 7:22 pm

tellina ha scritto:
ma non era forse proprio chicca ad aver raccontato, proprio qui dentro, il suo (o del figlio?) calvario con l'obbligo di imparare a suonare il flauto? lo ricordo come un godibile racconto in stile horror: tra lei e il flauto non corre proprio buon sangue...
paniscus...tecnicamente nelle ore di musica curricolari, obbligatorie quindi per tutti...uno strumento (credo) ci sia per tutti (generalmente il flauto alle medie anche se io scelsi la melodica e molti miei alunni si portan la chitarra o la pianola da casa anche nelle ore di musica)

Hai ragione, lo avevo già raccontato. Il calvario è stato un po' di tutti e due, ma quello del bambino molto più grave.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 7:27 pm

chicca70 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Chicca, ma quando mai nella scuola dell'obbligo si è "costretti a imparare a suonare uno strumento"?????

Si è obbligati a suonare quel piffero di plastica.

suonare il "piffero di plastica" deve essere un obbligo SOLO per le attività curricolari/antimeridiane e non per quelle pomeridiane/extra curricolari.

I corsi di strumento musicale che vanno oltre le attività didattiche vere e proprie non sono obbligatori ma facoltativi
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 7:49 pm

rita 76 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Chicca, ma quando mai nella scuola dell'obbligo si è "costretti a imparare a suonare uno strumento"?????

Si è obbligati a suonare quel piffero di plastica.

suonare il "piffero di plastica" deve essere un obbligo SOLO per le attività curricolari/antimeridiane e non per quelle pomeridiane/extra curricolari.

I corsi di strumento musicale che vanno oltre le attività didattiche vere e proprie non sono obbligatori ma facoltativi

E chi dice il contrario? Io però penso che non dovrebbe essere obbligatorio mai, nè mattino, nè sera.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 7:55 pm

chicca70 ha scritto:
rita 76 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Chicca, ma quando mai nella scuola dell'obbligo si è "costretti a imparare a suonare uno strumento"?????

Si è obbligati a suonare quel piffero di plastica.

suonare il "piffero di plastica" deve essere un obbligo SOLO per le attività curricolari/antimeridiane e non per quelle pomeridiane/extra curricolari.

I corsi di strumento musicale che vanno oltre le attività didattiche vere e proprie non sono obbligatori ma facoltativi

E chi dice il contrario? Io però penso che non dovrebbe essere obbligatorio mai, nè mattino, nè sera.

forse lo dici perchè hai avuto un' esperienza negativa con tuo figlio (e lo capisco benissimo) ma lì era 'colpa' del docente che non ha saputo gestire la situazione.
secondo me non è lo strumento in sè e per sè il problema ma il docente che 'umilia' gli alunni e non è professionalmente competente.
in tanti anni che sono alle medie non ho mai sentito nessuno lamentarsi dello strumento da suonare nell' ora di musica curricolare o, cmq, non mi sono mai giunte voci a riguardo
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 8:33 pm

Chicca, scusa se insisto, ma a me sembra davvero che tu (o forse tuo figlio) esageri con questo risentimento contro la musica che si fa alle medie.

Si tratta di due ore alla settimana, delle quali solitamente meno del 10 per cento è dedicato a suonare attivamente il "piffero di plastica", e anche di questo 10 per cento la maggior parte del tempo consiste in attività di tutta la classe insieme, e non certo in esibizioni singole in cui si fanno le pulci alla capacità individuale di ognuno (anche perché, avendo appunto due ore alla settimana, se ogni volta si dovesse far suonare una singola persona per diversi minuti in una classe di 25, non si farebbe nient'altro, e alla stessa persona non ricapiterebbe più se non una volta ogni due mesi).

La stragrande maggioranza dei tempi effettivi di lezione consiste in ascolto di brani, in canto corale (anche quello: CORALE e non individuale) o in approfondimenti teorici sui generi musicali e sulla storia della musica, e il piffero nemmeno lo sfiorano.

Quindi, tutto questo panico da incubo mi sembra veramente esagerato...

Ci potrà pure essere qualcuno che è totalmente negato per la musica e che la vive come una seccatura ansiogena, non dico di no, ma questo può valere esattamente allo stesso modo per qualsiasi altra materia. Anzi, c'è molta più gente che va in panico all'idea di dover fare un esercizio di matematica alla lavagna davanti a tutti, o di dover leggere quattro righe in inglese.

Io personalmente non me la sento di fare differenze di principio, in base al fatto che "la matematica e l'inglese sono necessari" mentre la musica no.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 8:44 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Chicca, scusa se insisto, ma a me sembra davvero che tu (o forse tuo figlio) esageri con questo risentimento contro la musica che si fa alle medie.

Si tratta di due ore alla settimana, delle quali solitamente meno del 10 per cento è dedicato a suonare attivamente il "piffero di plastica", e anche di questo 10 per cento la maggior parte del tempo consiste in attività di tutta la classe insieme, e non certo in esibizioni singole in cui si fanno le pulci alla capacità individuale di ognuno (anche perché, avendo appunto due ore alla settimana, se ogni volta si dovesse far suonare una singola persona per diversi minuti in una classe di 25, non si farebbe nient'altro, e alla stessa persona non ricapiterebbe più se non una volta ogni due mesi).

La stragrande maggioranza dei tempi effettivi di lezione consiste in ascolto di brani, in canto corale (anche quello: CORALE e non individuale) o in approfondimenti teorici sui generi musicali e sulla storia della musica, e il piffero nemmeno lo sfiorano.

Quindi, tutto questo panico da incubo mi sembra veramente esagerato...

Ci potrà pure essere qualcuno che è totalmente negato per la musica e che la vive come una seccatura ansiogena, non dico di no, ma questo può valere esattamente allo stesso modo per qualsiasi altra materia. Anzi, c'è molta più gente che va in panico all'idea di dover fare un esercizio di matematica alla lavagna davanti a tutti, o di dover leggere quattro righe in inglese.

Io personalmente non me la sento di fare differenze di principio, in base al fatto che "la matematica e l'inglese sono necessari" mentre la musica no.

Nella scuola di mio figlio, il flauto era pressoché l'unica attività in quelle due ore settimanali, svantaggiando tutti coloro che non erano in grado. E non tutti suonavano da soli, soltanto quelli che manifestavano difficoltà.
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MessaggioTitolo: Re: Si può fare tanto per i musicisti disoccupati   Sab Gen 14, 2017 10:00 pm

chicca70 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Chicca, scusa se insisto, ma a me sembra davvero che tu (o forse tuo figlio) esageri con questo risentimento contro la musica che si fa alle medie.

Si tratta di due ore alla settimana, delle quali solitamente meno del 10 per cento è dedicato a suonare attivamente il "piffero di plastica", e anche di questo 10 per cento la maggior parte del tempo consiste in attività di tutta la classe insieme, e non certo in esibizioni singole in cui si fanno le pulci alla capacità individuale di ognuno (anche perché, avendo appunto due ore alla settimana, se ogni volta si dovesse far suonare una singola persona per diversi minuti in una classe di 25, non si farebbe nient'altro, e alla stessa persona non ricapiterebbe più se non una volta ogni due mesi).

La stragrande maggioranza dei tempi effettivi di lezione consiste in ascolto di brani, in canto corale (anche quello: CORALE e non individuale) o in approfondimenti teorici sui generi musicali e sulla storia della musica, e il piffero nemmeno lo sfiorano.


Nella scuola di mio figlio, il flauto era pressoché l'unica attività in quelle due ore settimanali, svantaggiando tutti coloro che non erano in grado. E non tutti suonavano da soli, soltanto quelli che manifestavano difficoltà.

allora, questi insegnanti che fanno fare SOLO una cosa non sono professionali: non si può fare sempre suonare uno strumento o fare sempre cantare o affrontare solo argomenti di storia della musica altrimenti i ragazzi si annoierebbero e direbbero: "CHE PALLE!!!"
ci sono anche insegnanti di arte che fanno sempre e solo disegnare perchè i ragazzi non studiano la parte teorica.
e, allora, se io di lingua facessi fare sempre e solo traduzioni o quella di matematica facesse fare solo problemi o quello di italiano solo temi, cosa succederebbe?

perchè questi di arte, musica, ecc. si possono permettere di fare sempre lo stesso tipo di lezione e noi di matematica, lingua, ecc. no? perchè sanno che in fondo in fondo la loro disciplina non viene molto tenuta in considerazione ma ciò non giustifica il loro modo di operare
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