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 Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico

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lucetta10



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MessaggioOggetto: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Sab Feb 04, 2017 9:05 pm

Promemoria primo messaggio :

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/02/04/news/firenze_la_lettera_dei_600_docenti_universitari_al_governo_molti_studenti_scrivono_male_intervenite_-157581214/?ref=HRER3-1

vediamo se almeno si ascoltano i cruscanti!
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mar Feb 14, 2017 1:43 am

René76 ha scritto:
un voto basso non è un giudizio sulla persona ma sul rendimento,
Volendola dire tutta, perchè hai preso un voto basso ?

1) hai studiato tanto ma non ha capito nulla ? Allora sei un coglione

2) hai studiato poco e pensavi bastasse ? Allora sei un coglione

3) stavi male e non hai potuto rendere al meglio ? Se sei venuto a scuola sei un coglione

4) non ti impegni perchè pensi che le "cose di scuola" non servano ? Allora sei un coglione.

Anch'io dico sempre che non valuto la persona ma solo la prestazione; loro sono coglioni ed io un gran bugiardo.

Esiste una sola scusante per prendere un brutto voto: avere ascoltato la lezione con interesse, non aver capito una mazza perchè il docente spiega male, avere alzato la mano più e più volte e continuato a non capire le risposte del docente perchè il docente spiega male.

I vostri studenti vi sfiniscono di mani alzate e richieste di spiegazioni ? I miei no.
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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mar Feb 14, 2017 2:01 am

ushikawa ha scritto:
ho trovato molto equilibrata questa analisi di Raimo, che cerca quantomeno di prendere atto dell'esistenza delle due posizioni

http://www.minimaetmoralia.it/wp/lo-sviluppo-un-paese-passa-leducazione-linguistica-la-lettera-dei-600-la-nostalgia-scuola-classista/

però ogni tanto scappa il coro da stadio: sei "classista!!!" (con annessi punti esclamativi) se pretendi di mettere i puntini sulle i.
Come si concilia il nucleo centrale dell'articolo: "mancano finanziamenti alla cultura" con quel che succede con il bonus maggiorenni "vendo a 250 € codici per acquistare 500 € di libri, tanto non leggo !"

Non prendiamoci in giro, oggi è il tempo della scuola dell'obbligo ovvero è il tempo della scuola controvoglia; si può obbligare uno studente a frequentare, non lo si può obbligare ad imparare.

I dati snocciolati sono sui titoli conseguiti non sulle competenze acquisite.

Ma tutto sommato a me sta bene così, sono un orbo che regna tra i ciechi, da 45enne ho vinto due concorsi perchè nessun giovane ha avuto le palle per battermi, ora io lavoro e loro sono disoccupati. Se i ciechi sono contenti di esserlo e vogliono rimanere tali, devo essere proprio io a sbattermi per cambiare le cose ?
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mar Feb 14, 2017 6:28 am

Avido, non credo che oggi si vada a scuola più controvoglia di ieri: basta pensare a Pinocchio, che è del 1881.

Ha ragione Raimo quando suggerisce che il decadimento linguistico in Italia segue quello economico e culturale, e la vicenda del bonus diciottenni ne è una conferma.

In tutto ciò, dall'alto qualcuno può decidere se usare la scuola come leva di emancipazione sociale oppure come strumento di conservazione, funzionale a un determinato assetto della società. Mi pare che tutte le ultime riforme, nessuna esclusa, smentiscano la prima ipotesi e favoriscano la seconda; è del tutto confermato dai fatti, come sottolinea Renè76, affermare che stiamo assistendo a un lento, ma inesorabile, smantellamento della scuola pubblica, che parte da un suo progressivo svuotamento di senso agli occhi dell'opinione pubblica. Dagli Zampetti e i De Sica di vanziniana memoria degli anni '80, all'odierno Zalone che afferma che "studiare non serve a niente", passando per le continue campagne stampa contro i docenti, contro i compiti e in maniera subdola contro la scuola tout-court, i messaggi che arrivano dall'alto e dal basso sono coerentemente indirizzati a una delegittimazione della cultura, della scuola come istituzione, di chi nella scuola o nella cultura ci lavora.

Se nessuno, dai capoccioni di Palazzo Chigi e di Trastevere fino ai tantissimi lavoratori sfruttati, vede più la scuola come lo strumento per adempiere al diritto-dovere di ogni cittadino di migliorarsi culturalmente, socialmente ed economicamente non è possibile chiedere che una larga parte della popolazione scolastica sia propensa all'impegno e al rispetto dei docenti.

Sono poi lontani i tempi degli operai sapienti degli anni '70, che rivendicavano i propri sforzi per farsi una cultura, per leggere, per poter parlare alla pari con i "padroni". I tempi della vita oggi hanno una scansione molto più frenetica di 40 anni fa; il precariato lavorativo costringe ad essere perennemente attivi e in ansia, 24h su 24, al lavoro, a casa, durante il sonno. Il tempo per leggere diventa poco, l'esempio che si dà ai figli non è quello di persone risolte, che provano piacere nella lettura, ma di nevrotici costantemente in agitazione e sempre davanti al monitor di uno smartphone o di un computer
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Fred85



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mar Feb 14, 2017 1:17 pm

Concordo moltissimo con quello che hanno scritto nei loro ultimi messaggi ushikawa e soprattutto René76: sono spunti importanti e mi sembra che molta della “polpa” del discorso stia lì.

Mi viene da aggiungere però un altro dato. Molti degli insegnanti di lettere sono molto preparati in ambito letterario, hanno studi di critica letteraria alle spalle e in generale in questo campo sono molto ben formati. Manca purtroppo spesso un’uguale preparazione nella didattica della lingua, in didattica dell’italiano e in linguistica. Non sto dicendo che siano totalmente ignoranti o digiuni di questi settori (per insegnare ci vogliono crediti/esami in discipline inerenti alla linguistica), certamente però i linguisti sono molti di meno e si fa enorme confusione fra educazione letteraria ed educazione linguistica: si fa confluire la seconda nella prima o si considera l’educazione linguistica come subalterna, quando fra le due esistono delle indubbie intersezioni e al contempo ciascuna ha le sue specificità. Non voglio dire che facciano lingua MALE: certamente (mi è capitato di appurarlo) non hanno la stessa consapevolezza nei due rami e non si sfruttano tutte le possibili potenzialità della didattica dell’italiano.

Aggiungerei anche che l’università del nuovo ordinamento e del 3+2 ha fatto enormi danni, specie alle discipline umanistiche. Il modo di concepire e poi portare avanti la didattica e i piani di studio universitari non di rado fanno acqua e ci vorrebbe la giusta autocritica anche da quel mondo.
Mi sembra anche assurdo, per dirne una, che l’educazione linguistica sparisca o quasi nel triennio delle superiori, di fatto il trampolino di lancio proprio per gli studi universitari: se si molla la presa in quella fase non è peregrino che ci si possa trovare in difficoltà dopo. E inoltre le Indicazioni Nazionali assegnano la responsabilità dell’educazione linguistica trasversale a tutti i docenti, i quali non dovrebbero lavarsene completamente le mani.

Poi certo, a pesare di più sono proprio le questioni che i due utenti citati sopra hanno sollevato. Ho voluto solo aggiungere qualche dato in più che secondo me può aiutare a comprendere di più la discussione.
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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mar Feb 14, 2017 5:13 pm

Fred85 ha scritto:
Concordo moltissimo con quello che hanno scritto nei loro ultimi messaggi ushikawa e soprattutto René76: sono spunti importanti e mi sembra che molta della “polpa” del discorso stia lì.

Mi viene da aggiungere però un altro dato. Molti degli insegnanti di lettere sono molto preparati in ambito letterario, hanno studi di critica letteraria alle spalle e in generale in questo campo sono molto ben formati. Manca purtroppo spesso un’uguale preparazione nella didattica della lingua, in didattica dell’italiano e in linguistica. Non sto dicendo che siano totalmente ignoranti o digiuni di questi settori (per insegnare ci vogliono crediti/esami in discipline inerenti alla linguistica), certamente però i linguisti sono molti di meno e si fa enorme confusione fra educazione letteraria ed educazione linguistica: si fa confluire la seconda nella prima o si considera l’educazione linguistica come subalterna, quando fra le due esistono delle indubbie intersezioni e al contempo ciascuna ha le sue specificità. Non voglio dire che facciano lingua MALE: certamente (mi è capitato di appurarlo) non hanno la stessa consapevolezza nei due rami e non si sfruttano tutte le possibili potenzialità della didattica dell’italiano.

Aggiungerei anche che l’università del nuovo ordinamento e del 3+2 ha fatto enormi danni, specie alle discipline umanistiche. Il modo di concepire e poi portare avanti la didattica e i piani di studio universitari non di rado fanno acqua e ci vorrebbe la giusta autocritica anche da quel mondo.
Mi sembra anche assurdo, per dirne una, che l’educazione linguistica sparisca o quasi nel triennio delle superiori, di fatto il trampolino di lancio proprio per gli studi universitari: se si molla la presa in quella fase non è peregrino che ci si possa trovare in difficoltà dopo. E inoltre le Indicazioni Nazionali assegnano la responsabilità dell’educazione linguistica trasversale a tutti i docenti, i quali non dovrebbero lavarsene completamente le mani.  

Poi certo, a pesare di più sono proprio le questioni che i due utenti citati sopra hanno sollevato. Ho voluto solo aggiungere qualche dato in più che secondo me può aiutare a comprendere di più la discussione.
Dunque è per questo che i bambini di 11 anni sbagliano ha con l'h, congiuntivi e costruzione delle frasi ? Per carenze di studi linguistici dei docenti ?

Ma ci credi veramente ?
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 7:28 am

io sono convinto che parte del problema consista non nella impreparazione dei docenti all'insegnamento dell'italiano, ma nel fatto che le modalità di insegnamento dell'italiano siano state disarticolate, complicate, frammentate rispetto a quelle tradizionali.

Un altro problema è che molte maestre "moderne" con la scusa dei dsa, dei bes, degli stranieri non assegnano più la dovuta importanza ed energia alla correzione della grafia e dell'ortografia, "tanto oggi c'è il completamento automatico sul tablet".
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seasparrow



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 9:03 am

http://www.orizzontescuola.it/bocciature-fino-a-56-milioni-di-risparmio-ogni-10-in-meno-ecco-i-calcoli-del-governo-nel-2007-644-classi-1400-docenti-e-425-ata/
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 12:38 pm

ushikawa ha scritto:
io sono convinto che parte del problema consista non nella impreparazione dei docenti all'insegnamento dell'italiano, ma nel fatto che le modalità di insegnamento dell'italiano siano state disarticolate, complicate, frammentate rispetto a quelle tradizionali.

Un altro problema è che molte maestre "moderne" con la scusa dei dsa, dei bes, degli stranieri non assegnano più la dovuta importanza ed energia alla correzione della grafia e dell'ortografia, "tanto oggi c'è il completamento automatico sul tablet".

Alle elementari avevo un compagno con grosse difficoltà di lettura.

La maestra insisteva perché leggesse, come tutti gli altri, davanti alla classe.

Nessuno di noi lo prendeva in giro perché leggeva male e se qualcuno si fosse azzardato a farlo, non avrebbe avuto certo vita facile.

Oggi quel mio compagno avrebbe avuto la sua bella diagnosi di dsa e sarebbe stato dispensato dalla lettura e costretto a studiare solo per mezzo di mappe concettuali.

Oggi quello che ha fatto la mia maestra sarebbe stato visto come una violenza.

Quel mio compagno però alla fine della quinta elementare leggeva in maniera adeguata, oggi avrebbe continuato a incespicare su ogni singola parola perché le maestre sono costrette ad arrendersi al falso dogma della necessità delle "misure dispensative".

Questa è la differenza.
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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 3:44 pm

ushikawa ha scritto:
io sono convinto che parte del problema consista non nella impreparazione dei docenti all'insegnamento dell'italiano, ma nel fatto che le modalità di insegnamento dell'italiano siano state disarticolate, complicate, frammentate rispetto a quelle tradizionali.

Un altro problema è che molte maestre "moderne" con la scusa dei dsa, dei bes, degli stranieri non assegnano più la dovuta importanza ed energia alla correzione della grafia e dell'ortografia, "tanto oggi c'è il completamento automatico sul tablet".
aggiungiamone una: una volta chi non sapeva scrivere, in uscita dal proprio ciclo scolastico meditava se continuare o no col ciclo successivo, a cominciare dal salto medie-superiori; oggi all'università si iscrivono anche i peggiori diplomati.

Della mia classe ci siamo iscritti all'università in 5 soltanto, e ci siamo iscritti ad ingegneria, non a lettere ... cazzo !
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 4:02 pm

Ma guarda che il fenomeno dei somari-in-materie umanistiche-ma-bravi-in-scienze che si iscrivevano a ingegneria o ad altri corsi di studi scientifici e tecnologici (e che ottenevano buoni risultati nel loro settore, pur scrivendo male in italiano), è sempre esistito, e non ha mai sollevato reazioni particolarmente scandalizzate.

Lo scandalo è scoppiato ora, solo perché i somari che non sanno scrivere in italiano (e che però, a differenza di quelli descritti sopra, di materie scientifiche capiscono ancora meno) hanno cominciato a iscriversi anche alle facoltà umanistiche. Anzi, le facoltà umanistiche sono prese d'assalto proprio dai più somari in assoluto, dai somari più generalizzati in tutte le materie, perché considerate le più facili, ma molto molto più facili anche rispetto a un corso per infermieri o per disegnatori di arredi.
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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 4:07 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma guarda che il fenomeno dei somari-in-materie umanistiche-ma-bravi-in-scienze che si iscrivevano a ingegneria o ad altri corsi di studi scientifici e tecnologici (e che ottenevano buoni risultati nel loro settore, pur scrivendo male in italiano), è sempre esistito, e non ha mai sollevato reazioni particolarmente scandalizzate.

Lo scandalo è scoppiato ora, solo perché i somari che non sanno scrivere in italiano (e che però, a differenza di quelli descritti sopra, di materie scientifiche capiscono ancora meno) hanno cominciato a iscriversi anche alle facoltà umanistiche. Anzi, le facoltà umanistiche sono prese d'assalto proprio dai più somari in assoluto, dai somari più generalizzati in tutte le materie, perché considerate le più facili, ma molto molto più facili anche rispetto a un corso per infermieri o per disegnatori di arredi.
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-02-12/saper-scrivere-e--cosi-importante-125906.shtml?uuid=AEbRCDQ

e di fatto accade spesso che a Lettere finiscano per iscriversi ragazzi e ragazze che non hanno passato l’esame d’ammissione a corsi universitari o para-universitari più selettivi ma di tutt’altra indole, come Fisioterapia. Lettere è un ripiego, magari momentaneo, in attesa di riprovare il test di Fisioterapia.

Perché questa generosità, questa politica di accoglienza erga omnes? Per varie ragioni. La prima è che non si può mettere il numero chiuso a tutti gli indirizzi di studio, altrimenti molti studenti non saprebbero che fare, dopo le superiori. A differenza dei corsi di medicina o di fisioterapia, i corsi di Lettere e Filosofia non hanno bisogno di laboratori, perciò non esistono ragioni oggettive che impongano un filtro agli iscritti: dove si formano venti latinisti – questa la ratio (non molto razionale, in verità) – se ne possono formare quaranta. La seconda è che gli studi umanistici sono spesso intesi come una sorta di viatico all’emancipazione personale, non solo cioè un percorso professionalizzante ma l’occasione per una crescita culturale, per migliorare se stessi


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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 4:10 pm

Questo fenomeno dei somari in italiano ma bravi in scienze mi è ignoto.

Almeno in tempi passati chi andava all'università un po' l'italiano lo conosceva e un altro po' lo imparava studiando tomi spesso complicati.

Il difetto linguistico tipico dei laureati del passato non erano gli errori sintattici, grammaticali o ortografici, bensì il carattere involuto del discorso: più un eccesso che un difetto. Oggi invece sono frequenti, anche tra i laureati, veri e propri strafalcioni.
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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 4:26 pm

Fred85 ha scritto:
Concordo moltissimo con quello che hanno scritto nei loro ultimi messaggi ushikawa e soprattutto René76: sono spunti importanti e mi sembra che molta della “polpa” del discorso stia lì.

Mi viene da aggiungere però un altro dato. Molti degli insegnanti di lettere sono molto preparati in ambito letterario, hanno studi di critica letteraria alle spalle e in generale in questo campo sono molto ben formati. Manca purtroppo spesso un’uguale preparazione nella didattica della lingua, in didattica dell’italiano e in linguistica. Non sto dicendo che siano totalmente ignoranti o digiuni di questi settori (per insegnare ci vogliono crediti/esami in discipline inerenti alla linguistica), certamente però i linguisti sono molti di meno e si fa enorme confusione fra educazione letteraria ed educazione linguistica: si fa confluire la seconda nella prima o si considera l’educazione linguistica come subalterna, quando fra le due esistono delle indubbie intersezioni e al contempo ciascuna ha le sue specificità. Non voglio dire che facciano lingua MALE: certamente (mi è capitato di appurarlo) non hanno la stessa consapevolezza nei due rami e non si sfruttano tutte le possibili potenzialità della didattica dell’italiano.

Aggiungerei anche che l’università del nuovo ordinamento e del 3+2 ha fatto enormi danni, specie alle discipline umanistiche. Il modo di concepire e poi portare avanti la didattica e i piani di studio universitari non di rado fanno acqua e ci vorrebbe la giusta autocritica anche da quel mondo.
Mi sembra anche assurdo, per dirne una, che l’educazione linguistica sparisca o quasi nel triennio delle superiori, di fatto il trampolino di lancio proprio per gli studi universitari: se si molla la presa in quella fase non è peregrino che ci si possa trovare in difficoltà dopo. E inoltre le Indicazioni Nazionali assegnano la responsabilità dell’educazione linguistica trasversale a tutti i docenti, i quali non dovrebbero lavarsene completamente le mani.  

Poi certo, a pesare di più sono proprio le questioni che i due utenti citati sopra hanno sollevato. Ho voluto solo aggiungere qualche dato in più che secondo me può aiutare a comprendere di più la discussione.
Quanto scrivi è sicuramente vero, credo però che la questione sia molto più banale: un tempo certe abilità venivano acquisite al termine della scuola elementare, oggi non più.
E i maestri e le maestre elementari non erano dei linguisti ma dei semplici diplomati dell'istituto magistrale.
La scuola italiana può uscire dalla crisi in cui è precipitata solo ridimensionando il ruolo di pedagogisti, psicologi e fuffodidatti vari che l'hanno trasformata in una struttura socio-assistenziale iper-burocratizzata e iper-medicalizzata
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rita 76



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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 4:30 pm

avidodinformazioni ha scritto:
ushikawa ha scritto:
io sono convinto che parte del problema consista non nella impreparazione dei docenti all'insegnamento dell'italiano, ma nel fatto che le modalità di insegnamento dell'italiano siano state disarticolate, complicate, frammentate rispetto a quelle tradizionali.

Un altro problema è che molte maestre "moderne" con la scusa dei dsa, dei bes, degli stranieri non assegnano più la dovuta importanza ed energia alla correzione della grafia e dell'ortografia, "tanto oggi c'è il completamento automatico sul tablet".
aggiungiamone una: una volta chi non sapeva scrivere, in uscita dal proprio ciclo scolastico meditava se continuare o no col ciclo successivo, a cominciare dal salto medie-superiori; oggi all'università si iscrivono anche i peggiori diplomati.

Della mia classe ci siamo iscritti all'università in 5 soltanto, e ci siamo iscritti ad ingegneria, non a lettere ... cazzo !

sì ma l' ingegnere, anche se non conosce bene l' italiano, va, cmq, avanti con la sua professione, e, quindi, si può anche permettere il 'lusso' di sbagliare perchè è ininfluente in ciò che deve fare

un insegnante di italiano, invece, deve conoscerlo bene per insegnarlo, correggerlo e valutarlo visto che ha a che fare con gli alunni
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MessaggioOggetto: Re: Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico   Mer Feb 15, 2017 5:01 pm

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Ma guarda che il fenomeno dei somari-in-materie umanistiche-ma-bravi-in-scienze che si iscrivevano a ingegneria o ad altri corsi di studi scientifici e tecnologici (e che ottenevano buoni risultati nel loro settore, pur scrivendo male in italiano), è sempre esistito, e non ha mai sollevato reazioni particolarmente scandalizzate.

Lo scandalo è scoppiato ora, solo perché i somari che non sanno scrivere in italiano (e che però, a differenza di quelli descritti sopra, di materie scientifiche capiscono ancora meno) hanno cominciato a iscriversi anche alle facoltà umanistiche. Anzi, le facoltà umanistiche sono prese d'assalto proprio dai più somari in assoluto, dai somari più generalizzati in tutte le materie, perché considerate le più facili, ma molto molto più facili anche rispetto a un corso per infermieri o per disegnatori di arredi.
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-02-12/saper-scrivere-e--cosi-importante-125906.shtml?uuid=AEbRCDQ

e di fatto accade spesso che a Lettere finiscano per iscriversi ragazzi e ragazze che non hanno passato l’esame d’ammissione a corsi universitari o para-universitari più selettivi ma di tutt’altra indole, come Fisioterapia. Lettere è un ripiego, magari momentaneo, in attesa di riprovare il test di Fisioterapia.

Perché questa generosità, questa politica di accoglienza erga omnes? Per varie ragioni. La prima è che non si può mettere il numero chiuso a tutti gli indirizzi di studio, altrimenti molti studenti non saprebbero che fare, dopo le superiori. A differenza dei corsi di medicina o di fisioterapia, i corsi di Lettere e Filosofia non hanno bisogno di laboratori, perciò non esistono ragioni oggettive che impongano un filtro agli iscritti: dove si formano venti latinisti – questa la ratio (non molto razionale, in verità) – se ne possono formare quaranta. La seconda è che gli studi umanistici sono spesso intesi come una sorta di viatico all’emancipazione personale, non solo cioè un percorso professionalizzante ma l’occasione per una crescita culturale, per migliorare se stessi



Questo articolo è fantastico. Ponzio Pilato al confronto era un decisionista. Come se a medicina si lasciasse laureare uno che non conosce l'anatomia (sì, lo so, qualcuno dirà che esistono anche questi casi: quindi tutti tranquilli?).

Poi, al momento del concorso per insegnare, i commissari rifaranno lo stesso ragionamento ("poveretto, dovrà pure campare, trovare un lavoro, ha la laurea in lettere, che volete che faccia se non l'insegnante?") e via in cattedra. Adelante Pedro, il baratro è in vista.
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