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 I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università

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mariella59



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MessaggioTitolo: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Sab Feb 18, 2017 5:46 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/i-600-accademici-non-conoscono-il-lavoro-degli-insegnanti-si-occupino-di-universita-lettera/
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sconcertato_1



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 2:39 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Entrambi i miei figli hanno studiato in classi in cui più della metà dei bambini erano di origine straniera, ma quasi tutti nati in Italia o arrivati da piccolissimi, e del tutto indistinguibili dagli altri, e nessuno ha mai sollevato il minimo problema per questo. Gli inserimenti improvvisi di alunni appena arrivati in Italia e che non conoscono la lingua costitutiscono una parte veramente MINIMA della popolazione scolastica italiana di origine straniera.

Tu invece sostieni che i profughi che arrivano sui barconi, appena approdati, si iscrivano alle elementari? Ma la vulgata diffusa non diceva esattamente il contrario? Ossia che fossero quasi tutti giovani maschi adulti e senza famiglia?

Come diceva la massima evangelica ristrutturata, non sia mai che l'emisfero destro del cervello sappia cosa fa il sinistro, eh.

Io sarei un tantino cauto con dichiarare, senza numeri statistiche studi alla mano, che vi è solo una parte minima di popolazione scolastica straniera che non conosce la lingua. Non so cosa sia successo con i tuoi figli, ma dalle mir parti la qualità della scuola primaria è decaduta alla grande da quando le classi sono state riempite di extracomunitari con non conoscono la lingua. In generale la qualità dell'insegnamento nella primaria si è ridotto drasticamente con l'avvento degli extracomunitari. Un mio coinquilino ha dovuto ritirare la propria figliola, unoca italiana in classe, quando si è reso conto che al termine del primo sapeva meno di quando aveva iniziato.

Io ho giar provveduto ad iscrivere mio figlio alla materna privata, con buona pace dei colleghi del pubblico che a questo punto, per quanto mi riguarda possono anche cercarsi un altro lavoro.

In genere, il problema degli extracomunitari in Italia va oltre quello dei migranti. Questi ultimi vivono sulle nostre spalle fino a quando non ricevono un ordine di rimpatrio che mai verrà attuato. Ce li ritroviamo tutti a delinquere, ad elemosinare, a defecare per le strade e chi più ne ha più ne metta.

Intanto dalle mie parti hanno già stuprato un paio di ragazze negli ultimi mesi, una addirittura sul posto di lavoro. Ma tanto xhe vuoi farci, chi è causa del proprio male pianga se stesso, ecco perché io mi giro dall'altra parte quando vedo neri che importunano delle ragazze.



Speri che non fai la stessa retorica domanda.... e se fossero italiani ad importunare?


Per concludere, hai mai lavorato nei professionali dove il 90% sono extracomunitari? Vai vai, che lì capisce tante cose di quello che tra un po' succederà per le strade
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Francesca4



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 3:34 pm

Dissento, il ragionamento non è quello che fai tu.
Voglio solo dire che i delinquenti sono trasversali a tutto il genere umano, non sono concentrati tra le fila dei migranti.
Ma tu sembri sostenere esattamente il contrario.
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Francesca4



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 3:34 pm

Dissento, il ragionamento non è quello che fai tu.
Voglio solo dire che i delinquenti sono trasversali a tutto il genere umano, non sono concentrati tra le fila dei migranti.
Ma tu sembri sostenere esattamente il contrario.
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sconcertato_1



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 3:43 pm

No. Proprio perché la delinquenza è trasversale, siamo già pieni di problemi nostri. Non abbiamo bisogno di aggiungerne altri.

Diverso il discorso se ci fosse stata una selezione minima, facendo entrare solo chi era utile e necessario alla collettività. Ma qui si è spalncata la porta in modo indiscriminato, col plauso dei governanti dei paesi d'origine che mai avrebbero pensato di liberarsi così facilmente di delinquenti di ogni sorta.

Ma avete gli occhi per vedere in che stato di degrado si trovano interi quartieri prima tranquilli? Di sera, avete il ciraggii di passare per la stazione? Mi fermo qui perch i casi sono ormai infiniti.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 3:49 pm

Se ci fosse stata una selezione minima a te non avrebbero permesso di fare il docente.

E quanno ce vò ce vò.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 5:45 pm

Quindi secondo te un buon docente dovrebbe propagandare le meraviglie della società multietnica, l enorme ricchezza che deriverà dalla accogliere milioni di uomini africani e pazzie di questa risma, così come nel 1940 un buon maestro fascista doveva inculcare ai ragazzi lo spirito guerresco di sacrificio.
Siamo in pieno regime..chi la pensa diversamente va stroncato
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 5:46 pm

Tra l altro chi la pensa diversamente su basi concrete.
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 6:04 pm

Francesca4 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Il 90% dei richiedenti asilo in Italia sono uomini..
È scritto in italiano. .comprendete il disastro sociale imminente? O nella vostra mente continuate a vedere donne e bambini

Anche questo nell'articolo da te citato è scritto in Italiano
Gli esempi positivi
La migrazione di massa non è necessariamente un problema, e sono numerosi gli esempi nel passato di Paesi che sono stati in grado di assorbire un alto numero di uomini senza soffrire di instabilità sociale. La Germania, ad esempio, negli anni Settanta accolse oltre 2,6 milioni di lavoratori stranieri, in gran parte uomini: perlopiù si fermarono un paio di anni per poi tornare in patria e contribuirono enormemente alla crescita dell’economia tedesca. «La chiave è far sì che i migranti possano compiere la transizione, diventare partecipanti a pieno titolo della vita sociale ed economica dello Stato in cui vivono — conclude Den Boer —. La maggior parte dei migranti in Europa, invece, sta ancora cercando di ottenere l’asilo politico, o addirittura non rientra neppure nelle statistiche ufficiali dei richiedenti asilo. La Germania ad esempio sostiene di aver accolto un milione di migranti nel 2015, ma finora ha registrato solo circa 400.000 richieste di asilo».

In base alle cifre di Eurostat sui richiedenti asilo, l’Italia ha la più alta percentuale di richieste «maschili», rispetto agli altri Stati europei. «Ad ottobre 2015, il 90% delle 82 mila richieste erano di uomini, per la maggior parte giovani tra i 18 e i 34 anni — conferma Den Boer —. Ma l’Italia dovrebbe essere in grado di assorbire i nuovi arrivati e mitigare le conseguenze di questi numeri». Sebbene di più, insomma, gli arrivi nel nostro Paese non dovrebbero alterare gli equilibri di genere come in Svezia, dove il numero di profughi è in percentuale molto più alto rispetto al totale della popolazione.

Francesca, non c'è nessuna analogia storica tra questi esempi; l'Italia non è un paese in crescita economica come lo era la Germania (a proposito, la Germania negli anni 70 non esisteva, ve ne erano due, immagino tu faccia riferimento alla Germania Ovest), non è nemmeno pensabile che possa accogliere i profughi a meno che i governi italiani non vogliano sostituire una classe lavoratrice in grado di lottare per i propri diritti con una che sia maggiormente malleabile e si accontenti di stipendi vicini alla soglia di sopravvivenza; i posti di lavoro non aumenteranno per il fatto che ci sono più aspiranti lavoratori, è assurdo pensarlo.

Aggiungo una nota che a molti non piacerà: a me non cambierebbe se tra i profughi ci fosse lo stesso numero di donne e bambini, perchè dove il lavoro non esiste non si possono aggiungere altri disoccupati, al di là del sesso o dell'età.

Salve precario-acciaio, la mia era la risposta a Masaniello che invitavo a leggere fino in fondo il link che aveva voluto condividere, perché credo che estrapolare una riflessione dal contesto, senza prendere in considerazione le conclusioni dell'autore dell'articolo, non sia un buon servizio da rendergli.
Poi è chiaro che la situazione della Germania dell'ovest in quel contesto storico ed in fase economicamente espansiva è imparagonabile a quella dell'Italia di oggi : pretendere che i presupposti degli eventi storici possano ripresentarsi ciclicamente in maniera identica è assurdo.
Piuttosto ritengo che i dati su cui ragionare siano essenzialmente due:
1) Le migrazioni sono un fenomeno ciclico e fisiologico nella storia dell'umanità perché da sempre gli uomini sono fuggiti dalla fame e dalle guerre e,per quanti sforzi possa fare, non mi risulta che politiche conservatrici, protezionistiche o di costruzione materiale di muri non siano state superate dall'istinto di sopravvivenza degli uomini.
2) Il fenomeno va gestito nell'ambito di un cambiamento radicale del sistema economico perché lo sviluppo tecnologico creerà sempre più squilibri ed una diminuzione dei posti di lavoro per tutti, per cui neanche la situazione degli autoctoni,con o senza flussi migratori,potrà resistere a questa perdita di lavoro. Il problema può solo essere posticipato.
Naturalmente non sono depositaria di alcuna ricetta che possa risolvere quest'annosa questione, però sono convinta che a nulla servono le contrapposizioni che alimentano la rabbia e l'odio e che non si possa che partire dalla difesa dei diritti civili, intesi come libertà dal bisogno per tutti  per rifondare un nuovo sistema di relazioni sociali ed economiche.
E' chiaro a tutti che siamo in una fase di transizione molto complessa caratterizzata dall'assenza di politiche lungimiranti e visione complessiva delle problematiche, per cui si naviga a vista, senza l'elaborazione di un modello di sviluppo che possa essere condiviso.

Concordo perfettamente sull'ultimo paragrafo; il problema dell'immigrazione in occidente ha dimostrato in modo eloquente che le entità sovranazionali (nella fattispecie ONU e UE) pur conoscendo il problema dalla fine della seconda guerra mondiale in poi non hanno saputo/voluto porvi rimedio adottando soluzioni anguste e miopi, tese a risolvere i problemi dell'immediato, senza nessuna strategia a lungo termine, sebbene il problema sia di gestione estremamente complessa, stante che non sempre i paesi da cui provengono gli immigrati hanno la minima intenzione di collaborare.

Nonostante concordi quindi sulla tua premessa dissento dalla conclusione: proprio questa mancanza di progettazione a lungo termine ci chiarisce che l'immigrazione si sta abbattendo su stati nazionali completamente impreparati le cui economie erano già agonizzanti da almeno 20 anni ed è chiaro che questi stati nazionali (per ragioni geografiche la declinante Europa) devono cercare di difendersi correndo ai ripari, riuscendo nell'improbabile compito di bilanciare il patrimonio dei diritti umani che ci derivano dalla Rivoluzione Francese e l'autodifesa dal totale annullamento economico e culturale.

In conclusione io sono estremamente negativo sulle possibilità di realizzare ciò, in quanto la nostra strada è già ampiamente segnata e non ci resta che tentare l'impossibile mediazione di cui sopra, consolandoci solamente nella rivelazione che ogni questione politico o dramma umano non è che una sfaccettatura del dramma collettivo che ci porta inesorabilmente all'inesistenza (ma qui siamo nel campo della Filosofia e non più dell'Attualità).
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Francesca4



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 6:39 pm

precario_acciaio. ha scritto:


Nonostante concordi quindi sulla tua premessa dissento dalla conclusione: proprio questa mancanza di progettazione a lungo termine ci chiarisce che l'immigrazione si sta abbattendo su stati nazionali completamente impreparati le cui economie erano già agonizzanti da almeno 20 anni ed è chiaro che questi stati nazionali (per ragioni geografiche la declinante Europa) devono cercare di difendersi correndo ai ripari, riuscendo nell'improbabile compito di bilanciare il patrimonio dei diritti umani che ci derivano dalla Rivoluzione Francese e l'autodifesa dal totale annullamento economico e culturale.

In conclusione io sono estremamente negativo sulle possibilità di realizzare ciò, in quanto la nostra strada è già ampiamente segnata e non ci resta che tentare l'impossibile mediazione di cui sopra, consolandoci solamente nella rivelazione che ogni questione politico o dramma umano non è che una sfaccettatura del dramma collettivo che ci porta inesorabilmente all'inesistenza (ma qui siamo nel campo della Filosofia e non più dell'Attualità).

Scusami,ma la difesa correndo ai ripari in cosa potrebbe concretizzarsi se non in politiche protezionistiche di stampo razziale?
Sappiamo bene che difronte ad un atteggiamento del genere gli altri Stati adotterebbero uguali misure generando una diminuzione delle esportazioni ed una ulteriore depressione del ciclo economico.
Non credo valga mai la pena chiudersi in sistemi autarchici, perché penso siano impossibili da sostenere nella globalizzazione dei consumi e dei gusti.
E poi se la prospettiva fosse, come prospetti, l'inesistenza, perché non tentare una mediazione internazionale che gestisca i flussi ed i rimpatri in maniera sostenibile per gli Stati accoglienti, superando la normativa del trattato di Dublino?
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Lun Feb 27, 2017 8:14 pm

Francesca4 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:


Nonostante concordi quindi sulla tua premessa dissento dalla conclusione: proprio questa mancanza di progettazione a lungo termine ci chiarisce che l'immigrazione si sta abbattendo su stati nazionali completamente impreparati le cui economie erano già agonizzanti da almeno 20 anni ed è chiaro che questi stati nazionali (per ragioni geografiche la declinante Europa) devono cercare di difendersi correndo ai ripari, riuscendo nell'improbabile compito di bilanciare il patrimonio dei diritti umani che ci derivano dalla Rivoluzione Francese e l'autodifesa dal totale annullamento economico e culturale.

In conclusione io sono estremamente negativo sulle possibilità di realizzare ciò, in quanto la nostra strada è già ampiamente segnata e non ci resta che tentare l'impossibile mediazione di cui sopra, consolandoci solamente nella rivelazione che ogni questione politico o dramma umano non è che una sfaccettatura del dramma collettivo che ci porta inesorabilmente all'inesistenza (ma qui siamo nel campo della Filosofia e non più dell'Attualità).

Scusami,ma la difesa correndo ai ripari in cosa potrebbe concretizzarsi se non in politiche protezionistiche di stampo razziale?
Sappiamo bene che difronte ad un atteggiamento del genere gli altri Stati adotterebbero uguali misure generando una diminuzione delle esportazioni ed una ulteriore depressione del ciclo economico.
Non credo valga mai la pena chiudersi in sistemi autarchici, perché penso siano impossibili da sostenere nella globalizzazione dei consumi e dei gusti.
E poi se la prospettiva fosse, come prospetti, l'inesistenza, perché non tentare una mediazione internazionale che gestisca i flussi ed i rimpatri in maniera sostenibile per gli Stati accoglienti, superando la normativa del trattato di Dublino?

Intendevo l'inesistenza individuale, l'ultima parte era "metafisica".

Tornando all'argomento principale, io non auspico politiche protezionistiche di stampo razziale, ma è un dato di fatto che gli stati nazionali si troveranno di fronte a un dilemma: mantenere i diritti sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino ma evitare il proprio annullamento culturale ed economico.
Ogni nazione europea, in base alle diverse forze politiche che la compongono, sceglierà una mediazione tra le due esigenze; è molto improbabile che il mondo dorato a cui siamo abituati dal 1945 in poi manterrà la propria fisionomia di fronte a un esodo incontrollato a cui non si prevede, nemmeno per ipotesi, una conclusione.
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 10:17 am

precario_acciaio. ha scritto:

Intendevo l'inesistenza individuale, l'ultima parte era "metafisica".

Tornando all'argomento principale, io non auspico politiche protezionistiche di stampo razziale, ma è un dato di fatto che gli stati nazionali si troveranno di fronte a un dilemma: mantenere i diritti sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino ma evitare il proprio annullamento culturale ed economico.
Ogni nazione europea, in base alle diverse forze politiche che la compongono, sceglierà una mediazione tra le due esigenze; è molto improbabile che il mondo dorato a cui siamo abituati dal 1945 in poi manterrà la propria fisionomia di fronte a un esodo incontrollato a cui non si prevede, nemmeno per ipotesi, una conclusione.

Scusami per il fraintendimento circa la metafisica...mi sembrava una prospettiva eccessivamente pessimistica ;-)
Quanto al resto, effettivamente è in atto una deriva autoritaria, intollerante, protezionistica e razzista sia negli U.S.A., sia in tanta parte della U.E. e se la società civile non riuscirà a ribadire le ragioni della sua identità storica e culturale che affonda le sue radici nella solidarietà e nel benessere collettivo,l'ondata emotiva legata alla difficile congiuntura economica potrebbe travolgere l'assetto istituzionale esistente generando Stati di polizia.
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 1:36 pm

Masaniello ha scritto:
Quindi secondo te un buon docente dovrebbe propagandare le meraviglie della società multietnica, l enorme ricchezza che deriverà dalla accogliere milioni di uomini africani e pazzie di questa risma, così come nel 1940 un buon maestro fascista doveva inculcare ai ragazzi lo spirito guerresco di sacrificio.
Siamo in pieno regime..chi la pensa diversamente va stroncato

Stroncato? E da chi? Da un nick? No no. Non ti preoccupare, se non ho scritto è solo perché sono sempre impegnato. Generalmente scrivo solo quando non ho di meglio da fare, esempio durante la coda al supermercato. D'altronde non si può certo impegbare troppo tempo per discutere con i muli.

Ciò che ha scritto quel nick coglie in poeno l'assenza di animo che hanno queste persone, pronte a scrivere frasi fatte e prive di significato ma che non hanno la minima sensibilità e rispetto quando hanno di fronte un interlocutore che non la pensa come loro.

Scusa se commetto errori di scrittura, ma come ho detto scrivo col cellulare in modo veloce,  di getto e senza rileggere.


Ultima modifica di sconcertato_1 il Mar Feb 28, 2017 1:44 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 1:41 pm

Francesca4 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:

Intendevo l'inesistenza individuale, l'ultima parte era "metafisica".

Tornando all'argomento principale, io non auspico politiche protezionistiche di stampo razziale, ma è un dato di fatto che gli stati nazionali si troveranno di fronte a un dilemma: mantenere i diritti sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino ma evitare il proprio annullamento culturale ed economico.
Ogni nazione europea, in base alle diverse forze politiche che la compongono, sceglierà una mediazione tra le due esigenze; è molto improbabile che il mondo dorato a cui siamo abituati dal 1945 in poi manterrà la propria fisionomia di fronte a un esodo incontrollato a cui non si prevede, nemmeno per ipotesi, una conclusione.

Scusami per il fraintendimento circa la metafisica...mi sembrava una prospettiva eccessivamente pessimistica ;-)
Quanto al resto, effettivamente è in atto una deriva autoritaria, intollerante, protezionistica e razzista sia negli U.S.A., sia in tanta parte della U.E. e se la società civile non riuscirà a ribadire le ragioni della sua identità storica e culturale che affonda le sue radici nella solidarietà e nel benessere collettivo,l'ondata emotiva legata alla difficile congiuntura economica potrebbe travolgere l'assetto istituzionale esistente generando Stati di polizia.

Ancora con l'accusa di razzismo?

A propisito, sei riuscita a trovare spazio in casa per qualche immigrato irregolare? Ho giusto giusto un paio di marocchini e un nero che rompono le scatole sotto casa la notte, ancora non si è capito a fare che.

Ho capito che non puoi accoglierli tutti, ma almeno un numero diverso da zero lo dovresti raggiingere. O continui solo a predicare accoglienza indiscriminata che altri devono subire?
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Francesca4



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 3:51 pm

sconcertato_1 ha scritto:

Ancora con l'accusa di razzismo?

A propisito, sei riuscita a trovare spazio in casa per qualche immigrato irregolare? Ho giusto giusto un paio di marocchini e un nero che rompono le scatole sotto casa la notte, ancora non si è capito a fare che.

Ho capito che non puoi accoglierli tutti, ma almeno un numero diverso da zero lo dovresti raggiingere. O continui solo a predicare accoglienza indiscriminata che altri devono subire?

Mai ho predicato l'accoglienza indiscriminata al contrario ho sostenuto l'esigenza di regolamentare per legge i flussi discriminando solo chi ha il diritto di essere accolto in forza di trattati internazionali sottoscritti dall'Italia e chi non avendoli dovrà, nel rispetto delle regole, essere rimpatriato.
Continui a negare l'evidenza di certe politiche che fondandosi sulle discriminazioni tra nazionalità non possono che essere etichettate come razziste.
In particolare la politica dell'attuale presidenza U.S.A. non si è consumata sulla pelle dei migranti, ma su quella di centinaia di persone che lavorano da decenni negli Stati Uniti.
Ti riporto di seguito parte dell'intervista ad un avvocato americano che, forse in preda alle mie stesse allucinazioni, sostiene quanto segue.

Rifiutare l’accesso ai rifugiati e’ una decisione politica. Costruire un muro e’ una decisione politica. Lasciamo perdere il tipo di politica, siamo comunque dentro il dominio della politica.
Ma qui non sta accadendo questo. Qui si sta rifiutando l’ingresso nel Paese a gente che vive e lavora negli Stati Uniti da decenni, che ha la famiglia negli USA, la casa negli USA, il lavoro negli USA. In questo momento ci sono madri e padri di famiglia in arresto, che non possono tornare dai loro figli solo sulla base della loro nazionalita’.
Non solo questo non ha nulla a che vedere con la prevenzione al terrorismo (del resto tra i Paesi e’ incluso l’Iran ma non l’Arabia Saudita, il che come si capisce non ha alcun senso). Ma questo non ha proprio nulla a che vedere con la questione dei rifugiati e del controllo dell’Immigrazione. Non e’, insomma, una misura politica. E’ una misura razziale.
Ridurre il tutto a una sola questione “rifugiati siriani” impedisce di capire la reale portata del provvedimento e del momento storico.
Palese e’ il tentativo di strumentalizzare la paura del terrorismo e quella sull’Immigrazione per far entrare in vigore un provvedimento frutto di una cultura della discriminazione fine a se stessa, una mossa demagogica senza precedenti eseguita sulla pelle delle centinaia di persone trattate come delinquenti.


Quanto agli insistenti riferimenti alla mia sfera personale e familiare, ti chiedo di astenerti dal persistere:non si può continuare una discussione importante come questa condendola con scelte e suggerimenti di vita che, se permetti, oltre a non essere di tua pertinenza,mi hanno decisamente stufata!
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 5:48 pm

Ascolta francesca, mai come oggi la stampa sta diffondendo notizie calunniatorie e false su un presidente usa, regolarmente votato democraticamente dal popolo.
Sono in vacanza tre gg in Toscana. E purtroppo penso sia una delle mie ultime vacanze in Italia.
Vai a passeggiare in pineta con il bambino,vai a prendere un Po di aria in spiaggia, OVUNQUE GIRANO GRUPPI DI DUE O TRE PROFUGHI.
FANNO PAURA.E SARANNO SEMPRE DI PIÙ.
FRANCESCA, sono un uomo di 1,90 ,grande e grosso. Non oso immaginare una Ragazza. Ti fidi che passeggiare in pineta e vedere sti giovani energumeni africani,mantenuti a fare un cazxo, che bighellonano FA PAURA?
Posti meravigliosi,una volta sicuri,ora ostaggio di sti bighelloni. Nei bar si parla di paura ad andare in spiaggia fuori stagione. La noia gioca brutti scherzi. Vivere a sbafo senza lavorare può portare sta gente solo a delinquere.
Ci stanno invadendo
E quando saranno milioni, saremo nelle loro mani.
Le prossime vacanze le farò in usa o Francia.
La Toscana mi rimarrà nel cuore, ricordi d infanzia...
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 5:58 pm

accidenti, hai incontrato due o tre profughi a Bibbona... paura, eh!
Scusa quanta gente "normale" hai incontrato? Giusto per fare una statistica...
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 7:10 pm

No. Più a sud.rimigliano baratti.
Fai il fenomeno? Ti sei già trovato da solo in una pineta con due tre neri che gironzolano? Probabilmente no,magari frequenti solo centri commerciali.
Il bello è che la stessa situazione la trovi nelle vallate alpine. Ora sono 3-400 mila? E quando saranno un milione, due milioni?
In ogni post parlo di fatti ed esperienze personali, qualcuno cita solo frasi fatte.
Poi per carità, molte associazioni guadagnano grazie ai profughi. ..
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 7:23 pm

Masaniello ha scritto:
No. Più a sud.rimigliano baratti.
Fai il fenomeno?  Ti sei già trovato da solo in una pineta con due tre neri che gironzolano?  Probabilmente no,magari frequenti solo centri commerciali.
Il bello è che la stessa situazione la trovi nelle vallate alpine. Ora sono 3-400 mila? E quando saranno un milione, due milioni?
In ogni post parlo di fatti ed esperienze personali, qualcuno cita solo frasi fatte.
Poi per carità, molte associazioni guadagnano grazie ai profughi. ..

Questo è uno dei grossi problemi: ci sono associazioni che vivono dell'immigrazione e che quindi sono interessati all'aumento di questo fenomeno... tra l'altro sono pagati dallo stato e dall'unione europea.

Comunque, voglio ritornare indietro nel tempo a 10 anni fa: ricordo che Gheddafi minacciò di avere a sua disposizione un'arma invincibile e cioè cessare di controllare i barconi in partenza dalla Libia; è necessario ammettere che l'uomo non parlava invano.
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 7:49 pm

Poi il premio Nobel per la pace obama l ha fatto bombardare..
Era comunque un pazzo finanziatore di terroristi.
Suo era lo zampino nell attentato al Boeing della Pan America che nel 1988 esplose sopra Lockerbie ,270 morti.
E non fu l unico.
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 8:28 pm

Poi dice che non va messo il bavaglio alle bufale...
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 8:39 pm

http://www.ligurianotizie.it/genova-in-mano-a-loro-poliziotti-arrestano-senegalese-a-pre-accerchiati-ed-aggrediti/2017/02/25/237544/
ECCO le bufale..quotidiane.
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 8:44 pm

ushikawa ha scritto:
accidenti, hai incontrato due o tre profughi a Bibbona... paura, eh!
Scusa quanta gente "normale" hai incontrato? Giusto per fare una statistica...

Invece di fare il buffone su Internet, dietro un nick, vai di persona a farlo davanti ai familiari dei morti ammazzati per mano del migrante amri o dell'altro migrante kabobo e di chissà quanti altri ne sentiremo. Sono sicuro che ti ascolteranno e insieme vi farete un sacco di risate.

Già che ci sei, inveisci pure verso quei poliziotti fascisti che hanno fermato a milano quel pazzo, impedendogli di fare del male ad altre famiglie (magari anche la tua).
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 8:59 pm

Inutile discutere con il radical chic buonista. .ti dirà che nel 1743 un italiano ha ucciso a picconate il vicino.
Quindi se lo fanno gli italiani ,via libera ai profughi. .
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 10:00 pm

sconcertato, ma non sei forse anche tu a nasconderti dietro un nick per profferir panzane?
Ah, voi dovete essere quelli che vedono "Dalla vostra parte"... ora capisco...
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MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 28, 2017 10:29 pm

Francesca4 ha scritto:
sconcertato_1 ha scritto:

Ancora con l'accusa di razzismo?

A propisito, sei riuscita a trovare spazio in casa per qualche immigrato irregolare? Ho giusto giusto un paio di marocchini e un nero che rompono le scatole sotto casa la notte, ancora non si è capito a fare che.

Ho capito che non puoi accoglierli tutti, ma almeno un numero diverso da zero lo dovresti raggiingere. O continui solo a predicare accoglienza indiscriminata che altri devono subire?

Mai ho predicato l'accoglienza indiscriminata al contrario ho sostenuto l'esigenza di regolamentare per legge i flussi discriminando solo chi ha il diritto di essere accolto in forza di trattati internazionali sottoscritti dall'Italia e chi non avendoli dovrà, nel rispetto delle regole, essere rimpatriato.

A leggere i tuoi commenti precedenti sembra che tu dichiari altro, parlando di accoglienza a prescindere.
Cmq il tuo ragionamento è pura utopia e non dico questo per partito preso ma in ragione di quello che accade sotto gli occhi di tutti. Una volta entrati in italia non va via praticamente nessuno. Questo ti è chiaro o no? Lo sai perché il numero delle persone sbarcate è ampiamente superiore a quello delle persone rimpatriate? Questo è il risultato di una gestione insensata e irresponsabile di flussi migratori, considerando che il 90% degli sbarcati NON ha diritto al riconoscimento di "status di rifugiato".

Dico gestione insensata anche se in realtà abbiamo capito che dietro c'è solo uno sporco tornaconto di qualcuno.
Francesca4 ha scritto:



Continui a negare l'evidenza di certe politiche che fondandosi sulle discriminazioni tra nazionalità non possono che essere etichettate come razziste.
In particolare la politica dell'attuale presidenza U.S.A. non si è consumata sulla pelle dei migranti, ma su quella di centinaia di persone che lavorano da decenni negli Stati Uniti.
Ti riporto di seguito parte dell'intervista ad un avvocato americano che, forse in preda alle mie stesse allucinazioni, sostiene quanto segue.

[b]Rifiutare l’accesso ai rifugiati e’ una decisione politica. Costruire un muro e’ una decisione politica. Lasciamo perdere il tipo di politica, siamo comunque dentro il dominio della politica.

Stai facendo un fritto misto e tanta confusione tra "migrante" (il cui vero nome dovrebbe essere clandestino) e "rifugiato".

Qui si discute di migranti, che rappresentano il 90% delle persone che arrivano in europa.

Per il resto non capisco cosa c'entri l'america e la sua politica con quello che accade oggi in italia.  Non voglio qui discutere se la politica adottata da tramp sia giusta o sbagliata ma voglio solo far osservare come questo signore, vincitore di libere e democratiche elezioni, stia semplicemente attuando quello che ha promesso in campagna elettorale. Capisco che in italia questo sarebbe una novità e si fa fatica a comprendere come questo possa accadere, ma nei paesi avanzati questo dovrebbe essere la normalità.
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