Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Vai alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8  Seguente
AutoreMessaggio
mariella59



Messaggi : 615
Data d'iscrizione : 12.09.10

MessaggioTitolo: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Sab Feb 18, 2017 5:46 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/i-600-accademici-non-conoscono-il-lavoro-degli-insegnanti-si-occupino-di-universita-lettera/
1000 standing ovation
Tornare in alto Andare in basso

AutoreMessaggio
paniscus_2.0



Messaggi : 8568
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 7:45 am

"Lo studio non paga" perché è cambiato radicalmente il sistema economico e le richieste del momdo lavorativo, NON perché la scuola una volta insegnava cose utili e interessanti mentre adesso non le insegna più...
Tornare in alto Andare in basso
Online
Masaniello



Messaggi : 3233
Data d'iscrizione : 26.10.16

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 8:59 am

Lo studio non paga perché una volta c era il lavoro oppure le facoltà "utili"
Oggi sono proliferate le facoltà carnevalesche, che ovviamente producono disoccupati
Le facoltà "utili" il lavoro continuano a darlo
Tornare in alto Andare in basso
nakamura



Messaggi : 257
Data d'iscrizione : 08.04.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 9:52 am

avidodinformazioni ha scritto:

...

Infatti i fuffodidatti non sono i 600 ma coloro che hanno scritto le leggi che parlano di garanzia del successo scolastico, di personalizzazione degli apprendimenti, di patto educativo, e di tutte le splendide chicca che sappiamo


quindi dovremmo apprezzare chi si schiera al nostro fianco contro la fuffodidattica e chiede a chi ne ha il potere di limitare i danni che i fuffodidatti stanno producendo.

Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19892
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 11:21 am

esatto
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 5:02 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
"Lo studio non paga" perché è cambiato radicalmente il sistema economico e le richieste del momdo lavorativo, NON perché la scuola una volta insegnava cose utili e interessanti mentre adesso non le insegna più...

Di fatto il sistema economico è profondamente cambiato, come è cambiato l'assetto normativo di riferimento, per cui penso sia necessario partire da un'analisi della situazione per agganciare sempre di più gli apprendimenti scolastici alla mutata realtà lavorativa: se la società è cambiata, ed è diventato più difficile il percorso di realizzazione personale e professionale è necessario accrescere il patrimonio di competenze dei ragazzi e non accontentarsi al ribasso. Infatti se è vero che leggere scrivere e fare di conto sia indispensabile, bisogna avere il coraggio di chiedere di più, senza avere il timore di oberarli d'impegni, stimolando anche quella capacità organizzativa che è fondamentale per affrontare la complessità del presente.
Tornare in alto Andare in basso
Masaniello



Messaggi : 3233
Data d'iscrizione : 26.10.16

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 5:09 pm

Cioè?
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 6:35 pm

Masaniello ha scritto:
Cioè?

Scusa,ma quale parte non ti è chiara?
Non ritieni che le "competenze "debbano essere agganciate al mondo lavorativo?
O pensi che non si debba coltivare la pretesa di chiedere di più ai ragazzi, anche a costo di non ritenerli pronti a superare l'anno scolastico?
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa

avatar

Messaggi : 3518
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 6:43 pm

Su questo non sono d'accordo.
La scuola è peggiorata negli anni anche perché si è tentato artificialmente di adeguarla alle esigenze del mondo produttivo: ultimo errore su questa linea è stata l'inutile alternanza scuola lavoro.
Io a scuola devo imparare a parlare, a scrivere, a ragionare (possibilmente con la mia testa), a fare di conto, a conoscere le basi delle varie discipline. Come si fa una pratica legale o come si utilizza un certo software lo imparerò in una settimana direttamente sulla scrivania del mio nuovo lavoro, se sarò in possesso degli strumenti di base per farlo.
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 8:52 pm

Non mi riferivo alla pratica del lavoro, anche perché, da quello che posso osservare l'alternanza scuola lavoro somiglia molto di più ad un modo di mettere a posto le carte e non credo che così concepita possa essere davvero utile ai ragazzi.
Mi riferivo al fatto di abituarli al sacrificio ed alla disciplina dello studio non accontentandosi di elaborazioni superficiali ed esposizioni inconcludenti.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19892
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mar Feb 21, 2017 9:09 pm

Francesca4 ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Cioè?

Scusa,ma quale parte non ti è chiara?
Non ritieni che le "competenze "debbano essere agganciate al mondo lavorativo?
O pensi che non si debba coltivare la pretesa di chiedere di più ai ragazzi, anche a costo di non ritenerli pronti a superare l'anno scolastico?
Penso che volesse farti entrare nel dettaglio; il tuo sa di discorso buono per tutte le stagioni.

Sei in grado di fare un esempio specifico di una cosa che va insegnata oggi e che non c'era motivo di insegnare (e non veniva insegnata) nel passato ?

Vietato fare esempi "tecnologici" come l'informatica; ammessi solo esempi culturali e comportamentali.
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mer Feb 22, 2017 10:38 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Cioè?

Scusa,ma quale parte non ti è chiara?
Non ritieni che le "competenze "debbano essere agganciate al mondo lavorativo?
O pensi che non si debba coltivare la pretesa di chiedere di più ai ragazzi, anche a costo di non ritenerli pronti a superare l'anno scolastico?
Penso che volesse farti entrare nel dettaglio; il tuo sa di discorso buono per tutte le stagioni.

Sei in grado di fare un esempio specifico di una cosa che va insegnata oggi e che non c'era motivo di insegnare (e non veniva insegnata) nel passato ?

Vietato fare esempi "tecnologici" come l'informatica; ammessi solo esempi culturali e comportamentali.

Credo che vada completamente riformato il mondo della scuola, ed in questo senso i motivi ispiratori della 107, almeno quelli dichiarati, non possono  che essere condivisi: magari fosse lo studente ed il suo percorso formativo al centro dell'interesse della scuola!
Purtroppo le modalità di attuazione di quella riforma ne hanno stravolto il senso: dall'esclusione  dal piano assunzionale dei docenti a tempo determinato che si erano tanto spesi per la scuola, alle modalità di utilizzo del potenziamento che le istituzioni scolastiche nella maggioranza dei casi hanno lasciato lettera morta forse perché non tutte lo hanno concepito come effettivo arricchimento dell'offerta formativa, relegando tanti docenti al ruolo di tappabuchi per le supplenze,mortificando professionalità e competenze.
Allora si dovrebbe prendere atto della situazione e provvedere ad una centralizzazione dell'offerta formativa che metta fine a tutte quelle autonomie solo formali che nella sostanza sono degenerate in anarchia scolastica.
Scusami dello sfogo nel preambolo, oggi sono particolarmente giù di morale.
E veniamo alla risposta che chiedi.
Non c'è nulla che non valga la pena di  insegnare,non ho pregiudizi nei confronti di nessuna disciplina.
Certo una scelta va operata, ma dovrebbe essere coerente con l'indirizzo che caratterizza il percorso scolastico anche in relazione agli sbocchi professionali o ai percorsi di studio che il ragazzo dovrà intraprendere.
Ed ora scusami se l'invito a sponsorizzare l'introduzione delle materie che insegno in tutte le superiori possa sembrarti opportunistico, ma continuo a sostenere la necessità di una alfabetizzazione giuridica ed economica degli studenti che talvolta sono a digiuno delle regole di base per una civile e pacifica convivenza e non conoscono nulla del funzionamento del sistema economico nel quale pure dovranno operare.
A me,e magari solo a me, questo sembra grave. Se poi vogliamo operare confronti col passato vorrei ricordarti che il taglio della Gelmini ha ulteriormente peggiorato la situazione diminuendo e talvolta eliminando queste discipline da alcuni indirizzi professionali e tecnici.
Ricorderai che sono anche per l'introduzione del tempo pieno se questo possa essere funzionale al percorso formativo dei ragazzi che, tra l'altro, vorrei fossero valutati con maggior rigore ricorrendo anche alla possibilità di far ripetere l'anno senza dover subire per questo pressioni indebite del dirigente di turno.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19892
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Mer Feb 22, 2017 10:48 pm

Hai fatto l'esempio di una cosa che oggi vale la pena d'insegnare, ok, ma non è una cosa per la quale in passato non valesse la pena.

Il diritto in passato non si insegnava non perchè la società non lo richiedesse ma perchè non si può insegnare tutto e quello si è deciso di tagliarlo.

Oggi come ieri il diritto servirebbe ma oggi non più di ieri e se ieri si è tagliato temo che verrà tagliato anche oggi (e non ne sono contento).

Nel bisogno di diritto non c'è alcuna novità e quindi come esempio non vale.
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Gio Feb 23, 2017 12:16 am

Mi diverte molto il tuo approccio semplicistico alla questione, sembra sempre che tu riduca tutto ad un modello matematico di logica che ritieni oggettivo nelle conclusioni, senza considerare il fatto che esprimi giudizi di valore nei presupposti per cui, mi spiace, ma dissento. Ma il fatto che salta agli occhi è che decidi da solo ciò che vale e ciò che non vale quasi fossimo in un aula di tribunale difronte ad un giudice monocratico nei cui panni non esiti a calarti ;-)
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa

avatar

Messaggi : 3518
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Gio Feb 23, 2017 6:49 am

Francesca4, noto con piacere che mantieni una certa coerenza nell'elogio dello spirito originario della 107, che a tuo avviso si sarebbe poi perso con l'attuazione. Coerenza per coerenza io continuo ad essere critico non solo con la pessima attuazione, ma anche con la pessima ispirazione di quella legge. L'idea di "mettere lo studente al centro" è uno slogan che sostanzialmente non vuol dire nulla: quale studente mettiamo al centro? In che modo lo mettiamo al centro, lo facciamo essere protagonista del suo apprendimento?

Tutta l'ideologia dello "studente al centro", in combinazione con l'altra del "rapporto tra scuola e utenza-territorio", si è tradotta, nella pratica concreta di ogni giorno, in una forte spinta a una personalizzazione della didattica, a mio avviso del tutto deleteria, e a livello ancora più terra terra in una sorta di ribaltamento dei rapporti di forza a favore di alunno e famiglia e nel continuo abbassamento dell'asticella degli apprendimenti; il tutto rientra in un riflusso culturale che da 30 anni in qua propone l'individuo come alfa e omega, al punto di corrodere le basi della convivenza e della coesione sociale, argomento ai quali so che tu sei sensibile.

Quello che andrebbe messo al centro non è lo studente e l'alunno come è adesso e con le sue esigenze attuali, ma l'apprendimento e, attraverso di esso, lo studente e l'alunno che, nel futuro, saranno cittadini dotati di spirito critico, competenze, conoscenze, capacità sociali e così via, in grado pertanto di operare nella società per il bene proprio e per il benessere collettivo.

Il ribaltamento del rapporto scuola-alunno a favore di quest'ultimo è stato a mio avviso deleterio. E' nella scuola infatti che l'alunno dovrebbe imparare ad impegnarsi per raggiungere il risultato, ad essere valutato per quell'impegno, a capire che non è il mondo che gira intorno a lui come avveniva nell'infanzia, ma che al contrario è lui a dover compiere quello sforzo di adattamento al mondo che per tutti costituisce la maturazione, il passaggio dall'adolescenza all'età adulta.

Il constatabilissimo scadimento delle competenze linguistiche (e non solo) di cui si lamentano i 600 cattedratici nella loro lettera è anche dovuto a questa ideologia che vede la scuola non come il luogo in cui  l'alunno si impossessa dei saperi di base con i quali emanciparsi socialmente, culturalmente ed economicamente, ma uno strumento di repressione e indottrinamento che costringe l'alunno a rientrare nei canoni dell'istituzione scolastica e non.

Non è un caso che, proprio nella cd buona scuola, specie in prima stesura, fossero stati inseriti dei criteri premiali per i docenti che operavano una sorta di distinzione tra docenti "buoni" e docenti "cattivi", quasi a voler alimentare nei docenti una sorta di senso di colpa per non essere stati all'altezza delle altissime aspettative del ministero, per il quale dovremmo allo stesso tempo garantire il successo formativo degli alunni (cioè promuovere tutti) e fare una didattica efficace utilizzando le più moderne metodologie e tecnologie didattiche e secondo le preferenze pedagogiche del pensiero unico ministeriale (e, oltre tutto, trovare il tempo per gli adempimenti relativi a una defatigante e pletorica burocrazia scolastica). Questo senso di colpa dei docenti e in fondo di sottomissione all'utenza viene instillato anche in continui post sui gruppi FB relativi alla scuola in cui si descrive la nostra professione come una "missione" o si magnificano le virtù dell'ultimo ritrovato in fatto di metodi di insegnamento.
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Gio Feb 23, 2017 8:34 pm

ushikawa ha scritto:
Francesca4, noto con piacere che mantieni una certa coerenza nell'elogio dello spirito originario della 107, che a tuo avviso si sarebbe poi perso con l'attuazione. Coerenza per coerenza io continuo ad essere critico non solo con la pessima attuazione, ma anche con la pessima ispirazione di quella legge. L'idea di "mettere lo studente al centro" è uno slogan che sostanzialmente non vuol dire nulla: quale studente mettiamo al centro? In che modo lo mettiamo al centro, lo facciamo essere protagonista del suo apprendimento?

Tutta l'ideologia dello "studente al centro", in combinazione con l'altra del "rapporto tra scuola e utenza-territorio", si è tradotta, nella pratica concreta di ogni giorno, in una forte spinta a una personalizzazione della didattica, a mio avviso del tutto deleteria, e a livello ancora più terra terra in una sorta di ribaltamento dei rapporti di forza a favore di alunno e famiglia e nel continuo abbassamento dell'asticella degli apprendimenti; il tutto rientra in un riflusso culturale che da 30 anni in qua propone l'individuo come alfa e omega, al punto di corrodere le basi della convivenza e della coesione sociale, argomento ai quali so che tu sei sensibile.

Quello che andrebbe messo al centro non è lo studente e l'alunno come è adesso e con le sue esigenze attuali, ma l'apprendimento e, attraverso di esso, lo studente e l'alunno che, nel futuro, saranno cittadini dotati di spirito critico, competenze, conoscenze, capacità sociali e così via, in grado pertanto di operare nella società per il bene proprio e per il benessere collettivo.

Il ribaltamento del rapporto scuola-alunno a favore di quest'ultimo è stato a mio avviso deleterio. E' nella scuola infatti che l'alunno dovrebbe imparare ad impegnarsi per raggiungere il risultato, ad essere valutato per quell'impegno, a capire che non è il mondo che gira intorno a lui come avveniva nell'infanzia, ma che al contrario è lui a dover compiere quello sforzo di adattamento al mondo che per tutti costituisce la maturazione, il passaggio dall'adolescenza all'età adulta.

Il constatabilissimo scadimento delle competenze linguistiche (e non solo) di cui si lamentano i 600 cattedratici nella loro lettera è anche dovuto a questa ideologia che vede la scuola non come il luogo in cui  l'alunno si impossessa dei saperi di base con i quali emanciparsi socialmente, culturalmente ed economicamente, ma uno strumento di repressione e indottrinamento che costringe l'alunno a rientrare nei canoni dell'istituzione scolastica e non.

Non è un caso che, proprio nella cd buona scuola, specie in prima stesura, fossero stati inseriti dei criteri premiali per i docenti che operavano una sorta di distinzione tra docenti "buoni" e docenti "cattivi", quasi a voler alimentare nei docenti una sorta di senso di colpa per non essere stati all'altezza delle altissime aspettative del ministero, per il quale dovremmo allo stesso tempo garantire il successo formativo degli alunni (cioè promuovere tutti) e fare una didattica efficace utilizzando le più moderne metodologie e tecnologie didattiche e secondo le preferenze pedagogiche del pensiero unico ministeriale (e, oltre tutto, trovare il tempo per gli adempimenti relativi a una defatigante e pletorica burocrazia scolastica). Questo senso di colpa dei docenti e in fondo di sottomissione all'utenza viene instillato anche in continui post sui gruppi FB relativi alla scuola in cui si descrive la nostra professione come una "missione" o si magnificano le virtù dell'ultimo ritrovato in fatto di metodi di insegnamento.

Ciao ushikawa, una risposta così articolata merita certamente un esame approfondito.
Temo di essere stata fraintesa perché lo studente a cui mi riferivo è esattamente quello che tu hai descritto quando sostieni che:
Quello che andrebbe messo al centro non è lo studente e l'alunno come è adesso e con le sue esigenze attuali, ma l'apprendimento e, attraverso di esso, lo studente e l'alunno che, nel futuro, saranno cittadini dotati di spirito critico, competenze, conoscenze, capacità sociali e così via, in grado pertanto di operare nella società per il bene proprio e per il benessere collettivo.

La apparente contraddizione che mi contesti deriva dal fatto che tu fai riferimento ad un concetto statico di studente tutto involuto nei suoi limiti e debolezze , mentre io mi riferivo ad una prospettiva dinamica dell'alunno con tutte quelle competenze cui fai riferimento.
Mi spiace che talvolta i docenti provino un senso di frustrazione per i risultati dei loro allievi, ma quest'atteggiamento somiglia molto a quello dei genitori che contestano le valutazioni dei figli,percependo le insufficienze come un fallimento educativo che metta in dubbio le loro competenze di genitori. E te ne parlo perché anch'io sono spesso colta da un senso d'inadeguatezza come docente: è difficile coinvolgerli nell'apprendimento quando hai le armi spuntate del docente di potenziamento, anche la sola valutazione formativa è possibile solo nei confronti di chi decida di seguirti spontaneamente sapendo che il suo impegno non avrà una ricaduta immediata sui risultati scolastici.
Ecco perchè vorrei che tutti gli insegnamenti fossero curricolari, i ragazzi hanno un sacrosanto diritto all'educazione ed all'istruzione che spetta loro come una necessità primaria in quanto apprendisti della vita: hanno bisogno di limiti, regole, divieti come fossero steccati che segnano il loro cammino sui quali poter fare affidamento per avere la sicurezza di possedere gli strumenti adeguati ad affrontare il futuro.
Sarà per questo che mi piace osservarli, come dovrebbero fare i loro genitori, con sguardo costante, vigile, attento, come quello che corre tra innamorati, in grado d'indovinare alla minima ombra il minimo segno di un disagio o turbamento che manifestano nelle difficoltà scolastiche, e non per facilitargli il percorso, ma per attrezzarli a superare le difficoltà.
A volte mi capita di sostenerli nella scelta del metodo di studio che adottano, proponendo correttivi o alternative, mai scorciatoie, perché lo studio richiede impegno costante e volontà ferrea e nessuno mi convincerà mai che l'uso delle nuove metodologie didattiche, per quanto utili e performanti, possano sostituirsi ad una sana concentrazione sugli argomenti della lezione seguita da un consolidamento dei concetti chiave che devono essere padroneggiati individuandone relazioni attraverso lo svolgimento di prove scritte ed orali.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19892
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Gio Feb 23, 2017 8:42 pm

C'era una volta la "disciplina al centro": i docenti innamorati della propria disciplina cercavano qualcuno a cui insegnarla; l'obiettivo non era che questo qualcuno migliorasse la propria condizione ma che la disciplina venisse tramandata.

E' ancora così ? Secondo me non era più così neanche quando andavo a scuola io, quindi smettiamola di dire "studente al centro" è uno slogan e basta.
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Gio Feb 23, 2017 10:30 pm

Non ho alcuna intenzione di negare di essere appassionata alle mie discipline: mi stimolano al continuo aggiornamento professionale e le vorrei condividere in una prospettiva inclusiva con i ragazzi. Secondo me è deleteria l'erudizione sterile che non migliora la condizione di nessuno. Apprezzo molto la ricerca, ma non sarebbe nelle mie corde coltivarla senza sporcarmi le mani misurandomi con il mondo che dovrebbe servirsene. Ebbene, senza alcuna presunzione, credo che la conoscenza del diritto e dell'economia sia indissolubilmente legata proprio al miglioramento della propria condizione di vita.
Come spesso ripeto possiamo anche decidere di non conoscere l'ordinamento giuridico ben consapevoli, però, che le conseguenze dei nostri comportamenti illegittimi ricadranno direttamente nella nostra sfera giuridica e saremo chiamati a risponderne, quindi vale sempre la pena approfondire il discorso.
Tornare in alto Andare in basso
Masaniello



Messaggi : 3233
Data d'iscrizione : 26.10.16

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Gio Feb 23, 2017 11:00 pm

Ma nel Diritto ci sono anche obblighi e doveri? Come fanno a digerirlo i ragazzi che conoscono solo la parola "diritti"?
Ma dopo aver incluso tutti cosa includiamo? Tutto il regno animale?
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa

avatar

Messaggi : 3518
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Ven Feb 24, 2017 4:21 am

Francesca4, giusto un veloce chiarimento su un fraintendimento: non credo affatto di essere portatore di una visione statica dell'alunno e non mi lamento del singolo alunno in sé, perché non è l'individuo il mio personale orizzonte interpretativo, né depreco gli alunni di oggi rispetto a quelli dei bei tempi andati, continuando un esercizio retorico che ha una gloriosa tradizione di millenni.

Noto, però, che proprio per favorire una visione tutta individuale dell'alunno, il suo protagonismo, la sua libertà di scelta ecc. si sia persa di vista la finalità dell'istruzione pubblica che a mio avviso, e non la sto a far lunga, dovrebbe essere quello di consegnare alla generalità dei giovani tutti gli strumenti per un loro futuro inserimento sociale e per la piena realizzazione personale (parlo di persona, non di individuo), a partire da quelli minimi indispensabili come il possesso di buone capacità linguistiche e di calcolo (leggere, scrivere e fare di conto). Tutto ciò implica dei diritti, ma anche dei doveri.

In soldoni se le cose anche positive che si sono fatte in più, a partire dalla scuola primaria, tolgono spazio a quelle essenziali, tale spazio va restituito.
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Ven Feb 24, 2017 4:02 pm

ushikawa ha scritto:


In soldoni se le cose anche positive che si sono fatte in più, a partire dalla scuola primaria, tolgono spazio a quelle essenziali, tale spazio va restituito.

Ok, questo è il punto, ti ringrazio per la sintesi e anche per la franchezza.
Provo a tradurre: ci sono attività che tolgono spazio a quelle essenziali per cui è meglio eliminarle per conservare lo stesso monte ore scolastico e riservarlo solo alle discipline tradizionali.
Ebbene, con la stessa franchezza, ti rispondo che non credo alla differenza tra discipline, secondo me hanno tutte la stessa dignità, e se vogliamo fare della scuola un luogo d formazione sarebbe ora di aggiungere tempo scuola all'orario statutario perché non possiamo pensare di far affrontare il difficile futuro con gli stessi modelli del passato. Se la società è diventata più complessa ci vuole un impegno maggiore anche in termini di allungamento del tempo scuola.
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa

avatar

Messaggi : 3518
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Ven Feb 24, 2017 4:22 pm

Non parlo delle discipline, ma delle attività collaterali...
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Ven Feb 24, 2017 4:29 pm

Masaniello ha scritto:
Ma nel Diritto ci sono anche obblighi e doveri? Come fanno a digerirlo i ragazzi che conoscono solo la parola "diritti"?
Ma dopo aver incluso tutti cosa includiamo? Tutto il regno animale?

Sei un ottimista Masaniello: magari conoscessero i loro diritti, sarebbe il primo passo per poter procedere nella direzione del riconoscimento degli obblighi e dei doveri.
Non conoscono i loro diritti, parlano per sentito dire senza approfondire le loro conoscenze e rivendicando persino la loro autonomia di giudizio su fatti che a malapena conoscono.
A parer mio è altrettanto grave che non conoscano la vita reale del Paese, parlano di crisi economica senza conoscere i fondamentali .
Oggi in una quinta, partendo da un fatto di cronaca, ho dovuto spiegare l'importanza di svolgere un lavoro regolare col pagamento di tasse e contributi indispensabili per garantire il funzionamento dell'apparato statale e per poter maturare il diritto alla pensione.
Capisco che per alcuni possa trattarsi di noiose lezioni di diritto ed economia, ma ti chiedo di comprendermi... del resto sono quella che, innamorata delle sue materie,è alla spasmodica ricerca di alunni ai quali insegnarle...tutto lavoro inutile.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19892
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Ven Feb 24, 2017 4:50 pm

Francesca4 ha scritto:
ushikawa ha scritto:


In soldoni se le cose anche positive che si sono fatte in più, a partire dalla scuola primaria, tolgono spazio a quelle essenziali, tale spazio va restituito.

Ok, questo è il punto, ti ringrazio per la sintesi e anche per la franchezza.
Provo a tradurre: ci sono attività che tolgono spazio a quelle essenziali per cui è meglio eliminarle per conservare lo stesso monte ore scolastico e riservarlo solo alle discipline tradizionali.
Ebbene, con la stessa franchezza, ti rispondo che non credo alla differenza tra discipline, secondo me hanno tutte la stessa dignità, e se vogliamo fare della scuola un luogo d formazione sarebbe ora di aggiungere tempo scuola all'orario statutario perché non possiamo pensare di far affrontare il difficile futuro con gli stessi modelli del passato. Se la società è diventata più complessa ci vuole un impegno maggiore anche in termini di allungamento del tempo scuola.
4 anni di superiori invece di 5
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19892
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Ven Feb 24, 2017 4:53 pm

Francesca4 ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Ma nel Diritto ci sono anche obblighi e doveri? Come fanno a digerirlo i ragazzi che conoscono solo la parola "diritti"?
Ma dopo aver incluso tutti cosa includiamo? Tutto il regno animale?

Sei un ottimista Masaniello: magari conoscessero i loro diritti, sarebbe il primo passo per poter procedere nella direzione del riconoscimento degli obblighi e dei doveri.
Non conoscono i loro diritti, parlano per sentito dire senza approfondire le loro conoscenze e rivendicando persino la loro autonomia di giudizio su fatti che a malapena conoscono.
A parer mio è altrettanto grave che non conoscano la vita reale del Paese, parlano di crisi economica senza conoscere i fondamentali .
Oggi in una quinta, partendo da un fatto di cronaca, ho dovuto spiegare l'importanza di svolgere un lavoro regolare col pagamento di tasse e contributi indispensabili per garantire il funzionamento dell'apparato statale e per poter maturare il diritto alla pensione.
Capisco che per alcuni possa trattarsi di noiose lezioni di diritto ed economia, ma ti chiedo di comprendermi... del resto sono quella che, innamorata delle sue materie,è alla spasmodica ricerca di alunni ai quali insegnarle...tutto lavoro inutile.
Dunque vediamo se ho capito, gli evasori fiscali non sono delle merde figli di puttana gli venisse un cancro e decimassero le loro famiglie per ritorsione, no, sono dei poveretti a cui non è stato spiegato che le tasse servono a tutti, anche a loro.

Quelli dell'ISIS che bruciano vivi i cristiani avrebbero tanto bisogno di discutere con te sulla libertà di religione.

Non scherzo, se quest'agosto decidi di andare a Raqqa il viaggio te lo pago io.
Tornare in alto Andare in basso
Francesca4



Messaggi : 3527
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioTitolo: Re: I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università    Ven Feb 24, 2017 6:24 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Dunque vediamo se ho capito, gli evasori fiscali non sono delle merde figli di puttana gli venisse un cancro e decimassero le loro famiglie per ritorsione, no, sono dei poveretti a cui non è stato spiegato che le tasse servono a tutti, anche a loro.

Quelli dell'ISIS che bruciano vivi i cristiani avrebbero tanto bisogno di discutere con te sulla libertà di religione.

Non scherzo, se quest'agosto decidi di andare a Raqqa il viaggio te lo pago io.

Se questo è quello che hai capito, devo rivedere la mia spiegazione;-)
Prima di arrivare ad un giudizio di valore e di condanna morale, penso sia opportuno spiegargli che se loro possono avere diritto all'istruzione, accedere al sistema sanitario, o contare sulla difesa del territorio,tanti altri pagano le tasse per far funzionare lo Stato.
A volte diamo per scontata la conoscenza del sistema, ma ci sbagliamo: prova a chiedere ad un tuo alunno come funziona il sistema previdenziale o quello assistenziale scoprirai amaramente che non hanno alcuna cognizione di questi argomenti.
A me interessa che abbiano la spiegazione del meccanismo relativo al funzionamento delle istituzioni, il giudizio di valore lo matureranno da soli, al massimo posso ricordargli che l'evasione fiscale è un reato cui sono connesse conseguenze penali, ma non potrò imporgli di essere persone perbene.
Il diritto e la morale operano su piani differenti.

P.S. Non mi esprimo facendo ricorso ad ingiurie o al turpiloquio nella vita ordinaria...figuriamoci in classe.
Tornare in alto Andare in basso
 
I 600 accademici non conoscono il lavoro degli insegnanti, si occupino di Università
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 3 di 8Vai alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8  Seguente
 Argomenti simili
-
» chiedo info su certificato di malattia per ovodonazione
» I Cattolici conoscono la religione peggio degli atei
» cerco lavoro come onicotecnoca a Napoli
» Richiesta abilitazione - Problematiche degli Onicotecnici
» Dove acquistare un tavolo da lavoro?

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: