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 La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo

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MessaggioTitolo: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Sab Feb 18, 2017 6:20 pm

Promemoria primo messaggio :

https://www.youtube.com/watch?v=Erl7tvRzaQE

dopo il primo minuto
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 3:39 pm

Masaniello ha scritto:
Ho instaurato un clima di competizione tra esse ed alla interno di esse

Olio di ricino agli ultimi nei test
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 3:55 pm

E certo!se fai l insegnante in classe,e non l animatore valtur, oggi sei un FASSISTA; )))
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 5:34 pm

Masaniello ha scritto:

Guarda caso,il padre di uno aveva una vecchia punto,e  il ragazzo un cellulare superato ed economico.

Io pure ho una vecchia Punto (e non ho nessunissima intenzione di cambiarla fino a che funziona, e specifico bene che è l'UNICA auto di famiglia, non è la "seconda macchinina per donne mentre il marito c'ha quella seria") e in famiglia abbiamo TUTTI cellulari superati ed economici, sia la ragazzina in età di scuola media che noi genitori, mentre il figlio più piccolo ancora non ce l'ha proprio, e nemmeno lo chiede (e quando lo chiederà, ne avrà uno semplice ed economico, uguale a quello della sorella o a quelli dei genitori).

Eppure, per fortuna, non abbiamo da lamentare nessun particolare problema economico, certo non si sciala ma possiamo considerarci tranquilli.

Semplicemente, certe strategie di stili di vita e di consumo le seguiamo per scelta.

Intendi dire che gli insegnanti dei miei figli potrebbero mettersi in testa che siamo poverissimi, e si sbracceranno a dichiararli BES per ragioni di "disagio socioeconomico" senza nemmeno avere il coraggio di chiederci se è vero?
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 5:48 pm

Masaniello ha scritto:
Potrei continuare osservando ad esempio il numero infinito di capi di vestiario indossati dalle studentesse, che noto con i miei occhi.
Mia sorella tra fine anni 80 e inizio 90 andava alle superiori possedendo in  armadio due paia di pantaloni ed una GONNA  .


E dai, questa è facile: avviene così, perché oggi, a differenza di 30 anni fa, la produzione e la distribuzione di massa di abbigliamento (apparentemente vistoso e sfizioso, ma in realtà accessibilissimo e che costa poco) sono diventate INFINITE.

E oltretutto, si tratta di roba che è anche fatta apposta per DURARE anche poco, indipendentemente dalle mode, ma proprio perché si deteriora subito e deve essere continuamente sostituita, sempre con altra roba vistosa, dozzinale e che costa poco.

Se tua sorella 25 o 30 anni fa poteva farsi anni interi con due paia di pantaloni e una gonna è perché quegli indumenti, ancora, provenivano da criteri di fabbricazione concepiti per farli durare anni, e perché nel bilancio economico delle famiglie incidevano  abbastanza da far sì che genitori e figi ci tenessero a conservarli bene.

Se pensi che gli abiti di oggi (e specialmente gli abiti giovanili) siano la stessa cosa, mi sa che sei abbastanza fuori strada, eh.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 6:23 pm

Davanti a blasonati , e cari , negozi di abbigliamento c è sempre la fila..
Dovresti chiarire a quale punto ti riferisci. .
Prima serie,seconda serie,terza serie, grande punto,punto evo....sono tutte vecchie, chi più chi meno..io parlo di una punto scassata del 1994. .
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 8:15 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Potrei continuare osservando ad esempio il numero infinito di capi di vestiario indossati dalle studentesse, che noto con i miei occhi.
Mia sorella tra fine anni 80 e inizio 90 andava alle superiori possedendo in  armadio due paia di pantaloni ed una GONNA  .


E dai, questa è facile: avviene così, perché oggi, a differenza di 30 anni fa, la produzione e la distribuzione di massa di abbigliamento (apparentemente vistoso e sfizioso, ma in realtà accessibilissimo e che costa poco) sono diventate INFINITE.

E oltretutto, si tratta di roba che è anche fatta apposta per DURARE anche poco, indipendentemente dalle mode, ma proprio perché si deteriora subito e deve essere continuamente sostituita, sempre con altra roba vistosa, dozzinale e che costa poco.

Se tua sorella 25 o 30 anni fa poteva farsi anni interi con due paia di pantaloni e una gonna è perché quegli indumenti, ancora, provenivano da criteri di fabbricazione concepiti per farli durare anni, e perché nel bilancio economico delle famiglie incidevano  abbastanza da far sì che genitori e figi ci tenessero a conservarli bene.

Se pensi che gli abiti di oggi (e specialmente gli abiti giovanili) siano la stessa cosa, mi sa che sei abbastanza fuori strada, eh.

Confermo: oggi è sparita la classe media anche nell'abbigliamento. Siccome non ho soldi né interesse per i capi firmati, sono costretto a virare su robacce delle grandi catene ad obsolescenza programmata. Ad esempio i maglioni ormai mi durano una stagione, devo buttare quelli comprati l'anno prima e mi conservo maglioni più vecchi e fatti meglio.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 8:48 pm

Masaniello ha scritto:
Davanti a blasonati , e cari , negozi di abbigliamento c è sempre la fila..
Dovresti chiarire a quale punto ti riferisci. .
Prima serie,seconda serie,terza serie, grande punto,punto evo....sono tutte vecchie, chi più chi meno..io parlo di una punto scassata del 1994. .

Per curiosità, tu che hai una decina d'anni meno di me, quante macchine hai cambiato nella tua vita adulta?
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 9:05 pm

ushikawa ha scritto:

Confermo: oggi è sparita la classe media anche nell'abbigliamento. Siccome non ho soldi né interesse per i capi firmati, sono costretto a virare su robacce delle grandi catene ad obsolescenza programmata. Ad esempio i maglioni ormai mi durano una stagione, devo buttare quelli comprati l'anno prima e mi conservo maglioni più vecchi e fatti meglio.

Io ho ancora un maglione degli anni ottanta in ottime condizioni e perfettamente funzionale (che oltretutto ha anche un discreto valore affettivo, perché ricordo che fu il primo capo di abbigliamento in assoluto che mi comprai da sola, senza la supervisione di mia madre o di altri adulti, quindi non poteva nemmeno essere una cosa pregiatissima e costosa, anche per quell'epoca), scuro con fantasie astratte che si adeguano a qualunque moda, che è stato usato a ritmo pienissimo senza risparmio, e che ancora regge la centrifuga della lavatrice come 30 anni fa. Adesso lo uso occasionalmente, ma ogni tanto lo uso, senza che ci sia mai stato bisogno nemmeno di riprendere un punto scucito...
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Dom Feb 19, 2017 11:20 pm

Allargo un po il discorso.
L auto nuova non è solo una pura esibizione di ricchezza o esibizionismo.
Le auto di oggi sono più sicure di quelle anche solo di 10-15 anni fa .se è vero che alcuni optional multimediali sono cazzate, altri sono utilissimi.
Mi riferisco ad esempio al distronic Mercedes, o Acc BMW, ma presente anche su auto più economiche come Toyota e hiunday. È un radar doppler che mantiene automaticamente la distanza dal veicolo che precede,frenando e fermandosi se l auto davanti si ferma.
Utilissimo in autostrada, nella nebbia, o in caso di umana distrazione del conducente.
Previene i terribili tamponamenti autostradali,che fino agli anni 2000 tanti morti e feriti hanno fatto in Italia.
Anche i camion di oggi,per fortuna li montano.
Per chi fa tanti km investire in auto recenti e sicure è un dovere per sé stessi e per chi trasportiamo.
Poi se uno usa solo l auto in città e una volta la anno per andare su mare allora non vale la pena
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 7:28 am

Traduzione: la logica dell'obsolescenza programmata, dell'eccesso di spesa voluttuaria e del possesso di ultimi modelli a tutti i costi, è un crimine sociale, una sciagura educativa e il segno apocalittico della fine dei tempi, solo finché si tratta di prodotti che a te interessano poco. Quando si passa a qualcosa che interessa a te, che piace a te, e a cui tieni molto tu, invece, diventa non solo giustificabile, ma addirittura doverosa...
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 7:35 am

Assolutamente no.io non condanno il giovane a cui il papà ha comprato la auto nuova. Non condanno la studentessa che spende 3-400 euro al mese in scarpe e vestiti e via dicendo.
. Li condanno quando pretendono reddito di cittadinanza e università gratis.
Il male non è star bene economicamente, ma l ipocrisia
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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 8:47 am

paniscus_2.0 ha scritto:


.... e specifico bene che è l'UNICA auto di famiglia, non è la "seconda macchinina per donne mentre il marito c'ha quella seria"

questa è bellissima: mi ha regalato un sorriso e tanto buon umore!!!!!
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 9:07 am

In realtà sarebbe meglio tenersela, la macchinina piccola per donne. ..
Alla befana, arrivando ad un agriturismo arrampicato sui monti liguri,ho dovuto ,su richiesta della guidatrice, sui 40-45 anni, condurre la di lei opel astra su uno stretto tornante, in quanto "non si fidava " e stava sostanzialmente bloccando la strada...
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 10:28 am

Masaniello ha scritto:
In realtà sarebbe meglio tenersela, la macchinina piccola per donne. ..
Alla befana, arrivando ad un agriturismo arrampicato sui monti liguri,ho dovuto ,su richiesta della guidatrice, sui 40-45 anni, condurre la di lei opel astra su uno stretto tornante, in quanto "non si fidava " e stava sostanzialmente bloccando la strada...
 
Ognuno di noi ha i suoi limiti; i limiti che si inquadrano negli stereotipi sono più appariscenti e vengono ricordati di più.

Ho conosciuto donne buone guidatrici e uomini pessimi, però le donne cattive guidatrici le ricordo meglio. Siamo tutti umani, anch'io.
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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 12:03 pm

Masaniello ha scritto:
In realtà sarebbe meglio tenersela, la macchinina piccola per donne. ..
Alla befana, arrivando ad un agriturismo arrampicato sui monti liguri,ho dovuto ,su richiesta della guidatrice, sui 40-45 anni, condurre la di lei opel astra su uno stretto tornante, in quanto "non si fidava " e stava sostanzialmente bloccando la strada...
 

Se il problema della signora era quello di essere incapace alla guida, sarebbe stata incapace anche con la macchinina piccola, no? O il problema stava nel fatto che aveva paura di "rovinare la macchina buona" mentre avrebbe accettato il rischio con una più scarsa?
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 12:14 pm

Era buio,il tornante molto stretto. Ma l astra aveva sensori di parcheggio anteriori e posteriori. .
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 2:12 pm

René76 ha scritto:
Bisognerebbe sempre chiedersi cosa c'è dietro alle cose.

Intanto lo smartphone firmato non è più questione di benessere ma di "status symbol", è il picco di un processo iniziato decenni fa e sempre più radicato a cui s'è sommato l'americanizzazione della mentalità italiana.


Su questo punto specifico: in epoca pre-smartphone, ovvero alla fine degli anni novanta, quando facevo il dottorato di ricerca e poi una borsa postdoc all'università, ebbi modo di andare diverse volte negli Stati Uniti (l'ultima volta in assoluto fu nel 2000), come pure di interagire con statunitensi che venivano qui a collaborare con noi.

Ripeto, si tratta degli anni tra il 1996 e il 2000, ossia quando i cellulari c'erano ma servivano solo per fare chiamate a voce o per mandare sms, e cominciavano ad essere già abbastanza comuni i modelli di massa che costavano poco, per cui erano già abbastanza diffusi tra la popolazione generale e non erano più uno status-symbol elitario o un'ostentazione di opulenza grottesca da ridicolizzare (come magari avrebbero potuto all'inizio degli anni 90). Era considerato altrettanto normale sia avere il cellulare che non avercelo, e a nessuno era richiesto di essere reperibile 24 ore su 24 come norma di vita quotidiana obbligatoria. Di sicuro non si davano ai bambini o agli adolescenti prima dei 15 o 16 anni, e in generale erano considerati indiespensabili solo per certe categorie di professionisti sempre in viaggio, o per chi aveva a che fare con servizi di urgenza.

Allo stesso tempo, stava cominciando a diventare una moda sociale voluttuaria, ampiamente presa in giro da tutta quella (significativa) parte di popolazione che invece ne faceva a meno. 

Bene, questa moda sociale voluttuaria di vivere continuamente abbarbicati al cellulare per chiacchierate private, futili e non urgenti, che era già esplosa in Italia, posso assicurare che in quegli anni negli Stati Uniti NON ESISTEVA proprio. Ricordo che mi colpì enormemente (anche in realtà urbane molto dinamiche, come quella di Boston), l'assenza quasi assoluta di gente che parlava al cellulare camminando per strada o stando in attesa alla fermata dell'autobus, o seduta in metropolitana, tutta roba che invece in Italia era già comunissima.

E i colleghi americani che venivano qui, a loro volta si stupivano di quanto questa abitudine fosse diffusa in Italia, mentre per  loro era davvero anomala: per loro era sconcertante, e veniva considerato ridicolo e cafone, che a qualcuno squillasse il telefonino durante una riunione di lavoro o durante una conferenza accademica, e che questo addirittura rispondesse. E a loro volta rimanevano stupiti di quanta gente camminasse per strada sbraitando conversazioni private nel telefonino in maniera che tutti sentissero i fatti loro, invece di aspettare qualche minuto in più per ritrovarsi in una situazione di maggiore riservatezza. Davvero, pensavano che fosse una bizzarria da italiani, loro non erano abituati a vederla!

Non so in che momento abbia cominciato a diventare normale anche per loro (perché, ripeto, dopo il 2000 non ci sono più stata), ma di sicuro per la società italiana non è stata affatto una "americanizzazione", ma solo ed esclusivamente farina del nostro sacco autoctono!
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: La scuola non è morta se riesce ancora a fabbricare questo   Lun Feb 20, 2017 4:44 pm

Aggiungo i miei ricordi, europei.

1) Scuola estiva di fisica in Finlandia, 1996. A tavola ci sono studenti di vari paesi. La conversazione finisce sui cellulari (che all'epoca non avevo). Scopro che in Germania e in Francia il cellulare viene offerto dalle copagnie telefoniche se fai il contratto con loro, altrimenti nessuno se li compra. Nello stesso periodo, in Italia andavano a ruba cellulari da 600 mila lire (mica poco, per quei tempi).

2) Navetta dell'aeroporto che porta dall'imbarco all'aereo, carica di gente: un passeggero che al cellulare racconta una vicenda con vari dettagli e urla al suo interlocutore "mi raccomando, che non si sappia in giro!". Tutti a ridere.

EDIT: ora negli USA non credo sia diverso da qui, forse pure peggio. Nelle pubblicità TV dosi massicce di cellulari, auto, cibo, medicine, assicurazioni.
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