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 Insegnare a scrivere e parlare.

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MessaggioTitolo: Insegnare a scrivere e parlare.   Lun Feb 27, 2017 10:16 am

Promemoria primo messaggio :

Ho appena letto questo
http://www.orizzontescuola.it/declino-dellitaliano-a-scuola-come-si-appassionano-i-bambini-alla-lingua-e-al-suo-funzionamento-lettera/

Quegli alunni di cui ci si lamenta sono proprio quelli che hanno passato la loro esperienza nella scuola riempiendo pagine di classificazioni grammaticali, leggendo le poche pagine del libro di lettura e dell’antologia.

E mi è tornata alla mente questa discussione

http://www.orizzontescuolaforum.net/t136260-negoziante-bonus-truffa

in cui al quinto post scrivo una frase forse un po' azzardata: "se tu venderesti un PC a 400 €, a noi vendilo a 500, te lo compriamo lo stesso"
dove è presente un "se" ed un condizionale invece del classico congiuntivo.

Vi invito a leggerne gli sviluppi e le conclusioni.

Pare che sia corretta, ma non è questo il punto.

Il punto è che io di grammatica non ne so nulla; ne sapevo il minimo sindacale 35 anni fa e da allora ho letto centinaia di libri ma mai uno di grammatica o linguistica; io oggi ho dimenticato TUTTO quello che mi è stato insegnato di grammatica nei miei primi 10 anni di scuola, eppure scrivo in modo comprensibile utilizzando il semplice intuito; dunque ?

In me ci devono essere radicati dei meccanismi che sentono "suonare la frase" pur senza saperla analizzare e che mi inducono a scrivere, certamente non in maniera perfetta, ma in maniera (credo) accettabile.

Se in questo lo studio della grammatica non ha avuto alcuna parte, cosa l'ha avuto ?

La lettura ? Il parlare ed essere corretti quando sbagliavo ? Forse è questo che manca oggi nelle scuole, io ad esempio non faccio quasi mai interrogazioni perchè non ne avrei il tempo, altri le fanno, con 4 o 5 ragazzi contemporaneamente seduti intorno alla cattedra (che presa in giro !).
Io non assegno nulla da leggere, anzi faccio i riassunti e li metto sui miei siti, per agevolare gli alunni problematici.

Forse il miglioramento dell'ortografia non passa per lo studio più rigoroso (pedante ?) delle sue leggi ma attraverso l'esercizio linguistico intuitivo.

E poi forse dovremmo semplificare la lingua di merda che abbiamo
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Sab Mar 04, 2017 11:44 pm

Dec ha scritto:
Grazie. Naturalmente l'invito vale anche per gli altri. Ricordo a tutti che correggere gli altri utenti per eventuali errori è contrario alla netiquette.
Io vi autorizzo a correggermi; talvolta sbaglio per distrazione ed in quel caso non me la prendo, talvolta per ignoranza e se mi imparate ne sono solo contento.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 7:23 am

"all'abilitazione ci hanno detto così" conferma l'idea che mi ero già fatto che i corsi vari (neoassunti indire, siss, pas, tfa ecc.) siano stati usati per indottrinare i nuovi docenti a una certa ortodossia didattica e, soprattutto, a una certa visione missionaria e politicamente corretta dell'insegnamento.

Poi non c'è da stupirsi se negli organi decisionali della scuola ci siano delle levate di scudi contro proposte che rimettano al centro insegnamento ed apprendimento.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 8:05 am

Ma la domanda sorge comunque: come è possibile che questo indottrinamento abbia FUNZIONATO in maniera tanto pervasiva su persone adulte, psicologicamente e culturalmente già formate? Voglio dire perché tante, ma tante, di queste hanno cominciato in massa a crederci davvero?

E' vero che io ho avuto la fortuna di rientrare (per pochissimo) nella fascia generazionale giusta per potermi abilitare con un (q*zzutissimo) concorso ordinario "tradizionale", e quindi scamparmi del tutto la trafila della ssis, dei tfa, dei master a pagamento elemosinapunti, e devo ammettere che anche i corsi di formazione per neoassunti, quando li ho seguiti io, erano molto più pragmatici e molto meno melensi di adesso;

ma comunque, tutta la mia parte di indottrinamento fuffopedagogistico che mi sono dovuta beccare anch'io nel percorso successivo (dalle attività di aggiornamento a tutte le modifiche in peggio della burocrazia, della valutazione, e tutto ciò che ben sappiamo), l'ho vissuta per quello che è, ossia: al 20% come un'imposizione vessatoria che si COMBATTE per quello che si può e che si cerca di arginare per limitare i danni... e all'80% un noioso pro-forma a cui si fa finta di adeguarsi solo per dovere, ma che poi è del tutto irrilevante alla mia vita professionale vera.

Di sicuro non mi sono sentita in dovere di "interiorizzarlo" fino a crederci davvero e a considerarlo un obbligo morale sacro. Tuttora non ho nessun problema a dichiarare apertamente che alla "didattica per competenze" non ci credo, o che considero le modalità attuali di inclusione e di personalizzazione per chi ha difficoltà come sbagliate e dannose per i ragazzi stessi, o che non me ne può fregare di meno di adottare per forza certe "metodologie innovative" se non mi convincono, solo perché in quanto "innovative" debbano necessariamente essere migliori.

In definitiva, perché questo indottrinamento (che peraltro non ha nessun tono eroico o idealistico, ma appunto, è un indottrinamento dai toni melensi e vacui, che a me fanno l'effetto di farmi scappare a gambe levate, non certo quello di ammaliarmi e convincermi) ha funzionato in maniera tanto diffusa? Non mi sembra che lo si possa spiegare solo con un atteggiamento opportunistico, ovvero una maggioranza che in realtà non è convinta, ma che si allinea perché conviene...
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 8:39 am

Uno dei motivi, a mio avviso, è di ordine economico-sociale. Con l'esplosione del precariato, consapevolmente progettata e attuata e spacciata per flessibilità e meritocrazia, si è creata una intera generazione di lavoratori particolarmente malleabili alle direttive provenienti dall'alto; in particolare il precariato scolastico, oltre a permettere al datore di lavoro MIUR di risparmiare bei soldi, ha contribuito a rendere i docenti remissivi e meno disposti a combattere per la propria dignità.

Se il posto di lavoro diventa un favore o una fortuna che bisogna tenersi stretti, si è molto più portati ad attaccare il ciuccio dove vuole il padrone, anche con una certa partecipazione psicologica, anzi, si è portati a mostrare di aderire totalmente alla visione del datore di lavoro; perché nel disegno totalitario del precariato in qualsiasi campo il risparmio economico non è mai la motivazione prevalente, che è invece quella di spezzare le reni ad ogni velleità rivendicativa del lavoratore, o anche semplicemente alla sua autonomia critica.

In sostanza quindi il ragionamento inconscio di molti docenti è stato: dato che non ho il posto fisso, che ho sempre qualcosa che non va, che non è abbastanza (prima fascia seconda fascia terza fascia abilitazione non abilitazione ecc.) se questi mi "concedono" di lavorare, permettendomi di mantenere la famiglia, pagarmi la casa ecc., io non mi metto a fare storie, ma faccio anche con entusiasmo quello che mi viene detto. Al limite c'è più propensione a partecipare allo sciopero su rivendicazioni concrete, stipendiali o di orario, piuttosto che manifestare il proprio pensiero in un organo collegiale, qualora quel pensiero non fosse sfuggito all'autocensura preventiva del "questo non mi conviene neanche pensarlo, è un pensiero inammissibile che non farà piacere ai miei superiori (dirigente e Miur)"

Per di più questi messaggi espliciti e impliciti che vengono dati ai corsi vengono accolti quasi come istruzioni operative, da non mettere in discussione, un po' come quelle della scuola guida: a nessuno viene in mente di contestare la posizione delle mani alle 10.10 consigliata dall'istruttore.

Ne è riprova del fatto che molti colleghi ritengono che adottare la lezione frontale, non mettere sufficienze a chiunque, richiedere impegno, non mostrarsi entusiasti di fronte alle proposte del DS (salvo poi mugugnare) eccetera siano dei peccati, una sorta di rottura di un patto non scritto, una inutile alzata di testa o, comunque, la rottura di un ordine sociale prestabilito; al massimo queste deviazioni, vissute come peccati, come mancanze, possono essere messe in atto in maniera clandestina, al chiuso dell'aula, senza parlarne con i colleghi.

Personalmente ritengo che molte delle mie idee sulla scuola e sulla mia professione di insegnante derivino dal fatto di essere un vincitore di concorso, di ruolo a tutti gli effetti, che non deve pietire nulla ad alcuno, che non si deve vergognare per avere una idea diversa da quella ritenuta accettabile o di esprimerela in tutte le sedi; senza demonizzare nessuno, da precario non è la stessa cosa e lo sappiamo tutti.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 8:51 am

Ma solo io ho interpretato la frase "la grammatica non è così importante, me l'hanno detto anche al corso di abilitazione" come riferita STRETTAMENTE all'insegnamento della lingua straniera alle scuole medie? In questo senso, non mi scandalizzerei troppo. Secondo me gli studenti italiani non sanno comunicare in inglese (per esempio) perché a scuola si parte dalla grammatica e si arriva poco oltre.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 8:53 am

E' risaputo che l'approccio grammaticale alle lingue straniere sia uno dei principali motivi della scarsa propensione di noi italiani al loro apprendimento; non sono sicuro che Rita76 si riferisse solo a quello.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:00 am

Io invece mi chiedo come si faccia a insegnare efficacemente lingue straniere ai bambini o agli adolescenti se si hanno basi così fragili anche sulla grammatica della propria lingua madre, e se DICHIARATAMENTE si considera irrilevante qualsiasi riflessione sulla correttezza grammaticale.

Se i miei figli avessero un insegnante di inglese che ragiona come Rita e che si esprime come Rita, un po' di polemica la solleverei eccome.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:17 am

Questo lo avevamo capito
;-)
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:20 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Io invece mi chiedo come si faccia a insegnare efficacemente lingue straniere ai bambini o agli adolescenti se si hanno basi così fragili anche sulla grammatica della propria lingua madre, e se DICHIARATAMENTE si considera irrilevante qualsiasi riflessione sulla correttezza grammaticale.

Se i miei figli avessero un insegnante di inglese che ragiona come Rita e che si esprime come Rita, un po' di polemica la solleverei eccome.

L' italiano è complicato e gli errori possono capitare per vari motivi.

Dagli errori che ho fatto io ad avere basi fragili nella lingua madre ce  ne passa. In ogni caso mai nessuno si è  lamentato di me per questo oltre che per altri motivi e visto che è così  un perché c' è.  

Tu non mi conosci e non mi puoi giudicare. Non sai che i ragazzi non conoscono la grammatica in italiano e che noi di lingua dobbiamo faticare.

Io conosco tanti docenti bravissimi nella teoria che sono un disastro nella pratica. Non so, magari tu sei una di questi

Anch'io molto probabilmente farei polemica se avessi un docente come te estremamente duro e poco flessibile. Poi magari avrai altri aspetti negativi che non conosco

Cmq, ti prego di non giudicarmi come io non giudico te
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:24 am

ushikawa ha scritto:
E' risaputo che l'approccio grammaticale alle lingue straniere sia uno dei principali motivi della scarsa propensione di noi italiani al loro apprendimento; non sono sicuro che Rita76 si riferisse solo a quello.

Infatti... bisogna dare molta importanza alla comunicazione in Generale ed anche nelle lingue straniere
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:33 am

rendere prioritaria la comunicazione in italiano a mio avviso è un errore
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:42 am

ushikawa ha scritto:
rendere prioritaria la comunicazione in italiano a mio avviso è un errore

Per questo reputo giusto sapere cosa ne pensano i colleghi di italiano.

Per quanto riguarda le lingue straniere , queste devono essere utilizzate prevalentemente per comunicare.

I ragazzi devono saper soddisfare le esigenze prioritarie quando vanno all' estero tipo chiedere un bicchiere d'acqua, chiedere informazioni stradali per sapere come muoversi e dove andare, ecc.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:53 am

rita 76 ha scritto:
Io conosco tanti docenti bravissimi nella teoria che sono un disastro nella pratica. Non so, magari tu sei una di questi

Anch'io molto probabilmente farei polemica se avessi un docente come te estremamente duro e poco flessibile.


La differenza tra le mie e le tue critiche è che io di te giudco solo ed esclusivamente quello che appare con evidenza da ciò che scrivi pubblicamente qui.

Tu invece, ogni volta che vuoi criticarmi, parti per la tangente facendoti delle fantasie su come "pensi che sia io" in altri contesti (vedi il risibile delirio di qualche giorno fa, in cui sostenevi che io sicuramente a scuola sarei un agnellino mansueto e servile, che abbassa la testa tutti i giorni perché terrorizzato dalla prospettiva di essere licenziato in tronco se solo il mio DS scoprisse cosa scrivo qui... roba che prima ancora di essere calunniosa è semplicemente patetica e indegna di un interlocutore adulto).

Io di te critico solo quello che tu SCEGLI di esprimere in pubblico, e mi sento legittimata a farmi un'idea su quello.

E ribadisco che io penso (NON per attaccare briga con te, ma perchè lo penso davvero) che un insegnante - specialmente di materie linguistiche, ma sarebbe grave per un insegnante di matematica - che sbaglia i congiuntivi, sbaglia i complementi e sbaglia la costruzione sintattica, sia un insegnante impreparato, e quindi mediocre. Indipendentemente dal suo carattere, dalla sua simpatia o antipatia personale o da quanto sia "duro" o "morbido" con gli studenti. Tutto qui, non parlo di bontà della persona, né ddel suo livello intellettivo, ma solo ed esclusivamente di PREPARAZIONE professionale.

Ipotizziamo poi che questo stesso insegnante, che sbaglia i congiuntivi e i complementi, dimostri anche la più assoluta noncuranza e mancanza di riflessione di fronte a tali errori.

Ossia, quando qualcuno glieli fa notare, invece di scusarsi e correggersi (come io farei di sicuro) si offende e cerca di ammantarli ogni volta con una scusa diversa, ognuna più risibile dell'altra:

- una volta dice che "è stata una svista perchè scriveva dal telefonino", (quando qualunque persona alfabetizzata sa distinguere perfettamente un errore di battitura o di correttore automatico da uno svarione di grammatica;

- una volta sostiene che "le ha detto una sua amica" che in realtà quello non è un errore, quando tutte le evidenze condivise dicono il contrario;

- e infine si infuria accusando l'interlocutore di essere un ignorante che "non conosce la didattica moderna" e che "dovrebbe essere sanzionato perché non segue le linee guida nazionali" (perché sulle linee guida nazionali ci sarebbe scritto che non si devono più correggere gli errori di forma perché la didattica moderna lo vieta, e altre fantasie surreali del genere)...

...beh, allora doppiamente ritengo che sia una persona inadeguata a insegnare, specialmente materie linguistiche ma anche le altre. Ripeto, non è una questione di antipatia personale, è quello che considero un dato di fatto.

Ah, specifico: questo messaggio è stato scritto in più tempi diversi, con parecchie interruzioni, mentre facevo altro in casa. Quindi, gli errori di concordanza o le parole saltate o ripetute potrebbero esserci eccome. A differenza di altri, se qualcuno me li fa notare lo ringrazio, e mi impegno a correggerli subito!


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Mar 05, 2017 10:21 am, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 9:56 am

rita 76 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
rendere prioritaria la comunicazione in italiano a mio avviso è un errore

Per questo reputo giusto sapere cosa ne pensano i colleghi di italiano.

Per quanto riguarda le lingue straniere , queste devono essere utilizzate prevalentemente per comunicare.

I ragazzi devono saper soddisfare le esigenze prioritarie quando vanno all' estero tipo chiedere un bicchiere d'acqua, chiedere informazioni stradali per sapere come muoversi e dove andare, ecc.

Concorderai con me che chiedere "scusi essere farmacia dove grazie" o "'ndo stà 'a farmacia" in italiano siano gravi errori, mentre lo stesso tipo di errori in analoga frase inglese, se è sufficiente un utilizzo turistico della lingua e quindi la mera comunicazione, sia molto più accettabile.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 10:18 am

ushikawa ha scritto:
rita 76 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
rendere prioritaria la comunicazione in italiano a mio avviso è un errore

Per questo reputo giusto sapere cosa ne pensano i colleghi di italiano.

Per quanto riguarda le lingue straniere , queste devono essere utilizzate prevalentemente per comunicare.

I ragazzi devono saper soddisfare le esigenze prioritarie quando vanno all' estero tipo chiedere un bicchiere d'acqua, chiedere informazioni stradali per sapere come muoversi e dove andare, ecc.

Concorderai con me che chiedere "scusi essere farmacia dove grazie" o "'ndo stà 'a farmacia" in italiano siano gravi errori, mentre lo stesso tipo di errori in analoga frase inglese, se è sufficiente un utilizzo turistico della lingua e quindi la mera comunicazione, sia molto più accettabile.

Certo che concordo!!! :-)
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 10:23 am

E allora, se concordi, forse concorderai anche sul fatto che nella madrelingua non basta la comunicazione, ma sia necessario invece l'apprendimento delle regole grammaticali e sintattiche (da ottenere in vari modi)
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 10:41 am

@paniscus: ti ringrazio se mi fai notare gli errori e mi sta anche bene ma capisci che un errore che per te può essere grave 10, per me può essere grave 5 e viceversa.

Io su tante cose concordo con te e tu lo sai ma non proprio su tutte.

Io ti ho già detto più volte che secondo me tu hai problemi di comprensione; quindi tu puoi non capire come a me può scappare qualche errore (l' italiano è molto difficile).

Inoltre non concepisco la tua valutazione su di una persona semplicemente da quello che scrive.

L' insegnamento è fatto di tanti aspetti che sono soprattutto pratici. Tra i vari aspetti dell' insegnamento c' è la valutazione. Tu non puoi considerare un docente non professionale solo perché sbaglia qualcosa in italiano. Io a questo punto dubito fortemente (da quello che scrivi e da come giudichi me) che tu valuti adeguatamente gli alunni. E' come se tu bocciassi gli alunni solo per alcuni errori e non considerando tutti gli altri aspetti positivi. Insomma: se un tuo alunno sbaglia due esercizi su dieci tu gli consideri la verifica insufficiente. E questo è un aspetto da non sottovalutare per un docente.

Da quello che scrivi io ti reputo una persona molto teorica come tu mi reputi non professionale da quello che scrivo.

Magari se tu avessi veramente i tuoi figli come miei alunni saresti contenta e viceversa.

In ogni caso ora chiudo perché sono fuori e non ho tempo per rispondere (anche se ogni tanto entro per guardare) oltre al fatto che non ritengo corretto parlare di te e di me in un forum pubblico.

Qui bisognerebbe parlare di alunni.

Buona giornata e spero che si chiude qui questo discorso sulla mia e sulla tua professionalita' :-)
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 10:51 am

ushikawa ha scritto:
E allora, se concordi, forse concorderai anche sul fatto che nella madrelingua non basta la comunicazione, ma sia necessario invece l'apprendimento delle regole grammaticali e sintattiche (da ottenere in vari modi)

Allora, io penso questo: per un italiano non si possono concepire frasi come gli esempi che hai portato tu ma se la frase detta da in italiano stesso si capisce e il messaggio passa, pazienza

Per la lingua straniera sono ammissibili molti più errori da parte di un italiano.

E lo stesso discorso vale per il ragionamento contrario: un inglese può  fare 'qualche errore' in lingua inglese ma non troppi mentre sono molto più ammissibili gli errori in italiano.

Cmq, nessuno tiene conto che tra l' italiano e l' inglese c' è un abisso. Basti pensare che in italiano ci sono sei articoli determinativii mentre in inglese solo uno

Se si studia l' inglese e se questa è la lingua internazionale più diffusa un motivo c' è
E a mio avviso è  la sua semplicità rispetto alle altre seppure con le sue difficoltà.  

Ora vado sul serio.

Buona giornata anche a te :-)


Ultima modifica di rita 76 il Lun Mar 06, 2017 2:55 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 11:13 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma la domanda sorge comunque: come è possibile che questo indottrinamento abbia FUNZIONATO in maniera tanto pervasiva su persone adulte, psicologicamente e culturalmente già formate? Voglio dire perché tante, ma tante, di queste hanno cominciato in massa a crederci davvero?
Fammi essere cattivo: com'è possibile che abbia funzionato su persone che in maggioranza hanno seguito percorsi formatici che "aprivano la mente" ?
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 11:27 am

ushikawa ha scritto:
Uno dei motivi, a mio avviso, è di ordine economico-sociale. Con l'esplosione del precariato, consapevolmente progettata e attuata e spacciata per flessibilità e meritocrazia, si è creata una intera generazione di lavoratori particolarmente malleabili alle direttive provenienti dall'alto; in particolare il precariato scolastico, oltre a permettere al datore di lavoro MIUR di risparmiare bei soldi, ha contribuito a rendere i docenti remissivi e meno disposti a combattere per la propria dignità. .
Il precariato scolastico è un precariato economico non professionale.

Nel privato il precario è succube dal datore di lavoro, nei casi più estremi se non offre prestazioni sessuali non otterrà il rinnovo del contratto.

Nella scuola non siamo nemmeno lontanamente in quella condizione: vero che i precari vivono nell'incertezza, ma vivono anche nella libertà; trovare o non trovare l'incarico è correlato solo alla propria posizione in graduatoria, non alla propria "disponibilità" (leggi servilismo).

Per questo motivo non concordo per nulla su quello che hai scritto; i docenti fuffopedagogici sono persone che si sono convinte della bontà della fuffopedagogia.

Facendo un'analogia con il sesso, non sono prostitute, sono proprio troie.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 11:31 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma la domanda sorge comunque: come è possibile che questo indottrinamento abbia FUNZIONATO in maniera tanto pervasiva su persone adulte, psicologicamente e culturalmente già formate? Voglio dire perché tante, ma tante, di queste hanno cominciato in massa a crederci davvero?

Non ti preoccupare. La maggior parte delle persone che conosco è rimasta del tutto immune a questi tentativi di indottrinamento e ha preso queste cose esattamente come le hai prese tu, ossia come noiose incombenze a cui non ci si può sottrarre, ma rifiutando categoricamente di farsi condizionare dalle teorie presentate. Poi ci sono gli opportunisti, ma anche questo è umano.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 11:32 am

rita 76 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
E allora, se concordi, forse concorderai anche sul fatto che nella madrelingua non basta la comunicazione, ma sia necessario invece l'apprendimento delle regole grammaticali e sintattiche (da ottenere in vari modi)

Allora, io penso questo: per un italiano non si possono concepire frasi come gli esempi che hai portato tu ma se la frase detta da in italiano stesso si capisce e il messaggio passa, pazienza


Questo vale se si è in una situazione privata, informale, durante una chiacchierata in famiglia, al bar, al mercato o su uno stramaledetto gruppo di whatsapp. Non è ammissibile per un insegnante nell'esercizio delle sue funzioni professionali (che non solo deve evitare personalmente questi errori, ma avrebbe anche il DOVERE di correggerli agli alunni, indipendentemente che questo comporti una valutazione ufficiale o no). Io insegno matematica, ma se uno studente, parlando com me durante una lezione o un esercizio, proferisce uno sproposito grammaticale o sintattico, io glielo faccio notare eccome, anche se non gli metto il voto per quello. Dovrebbe essere normale.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 11:36 am

ushikawa ha scritto:
Personalmente ritengo che molte delle mie idee sulla scuola e sulla mia professione di insegnante derivino dal fatto di essere un vincitore di concorso, di ruolo a tutti gli effetti, che non deve pietire nulla ad alcuno, che non si deve vergognare per avere una idea diversa da quella ritenuta accettabile o di esprimerela in tutte le sedi; senza demonizzare nessuno, da precario non è la stessa cosa e lo sappiamo tutti.

Io invece credo che sia esattamente il contrario. Vedo molta più libertà nei precari che ogni anno possono scegliere (quando possono) di cambiare scuola e che, anche perché sono di solito più giovani, sono disposti anche a spostarsi di qualche chilometro in più pur di lavorare come vogliono loro. I docenti di ruolo, che abitano nel paese e che considererebbero una tragedia cambiare scuola, sono invece spesso (e comprensibilmente) rassegnati e pronti a piegarsi a tutto, aspettando la pensione.
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 11:36 am

rita 76 ha scritto:
Se si studia l' inglese e se questa è la lingua internazionale più diffusa un motivo c' è
E a mio avviso è  la sua semplicità rispetto alle altre seppure con le sue difficoltà. 

Ah, se si studia l'inglese come lingua internazionale più diffusa è "perché è la più facile"?

NON perché il mondo di cultura anglosassone ha assunto una posizione preponderante su tutto il pianeta in campo economico, amministrativo, politico e militare, da almeno un paio di secoli?
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MessaggioTitolo: Re: Insegnare a scrivere e parlare.   Dom Mar 05, 2017 11:40 am

paniscus_2.0 ha scritto:
rita 76 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
E allora, se concordi, forse concorderai anche sul fatto che nella madrelingua non basta la comunicazione, ma sia necessario invece l'apprendimento delle regole grammaticali e sintattiche (da ottenere in vari modi)

Allora, io penso questo: per un italiano non si possono concepire frasi come gli esempi che hai portato tu ma se la frase detta da in italiano stesso si capisce e il messaggio passa, pazienza


Questo vale se si è in una situazione privata, informale, durante una chiacchierata in famiglia, al bar, al mercato o su uno stramaledetto gruppo di whatsapp. Non è ammissibile per un insegnante nell'esercizio delle sue funzioni professionali (che non solo deve evitare personalmente questi errori, ma avrebbe anche il DOVERE di correggerli agli alunni, indipendentemente che questo comporti una valutazione ufficiale o no). Io insegno matematica, ma se uno studente, parlando com me durante una lezione o un esercizio, proferisce uno sproposito grammaticale o sintattico, io glielo faccio notare eccome, anche se non gli metto il voto per quello. Dovrebbe essere normale.

Nella mia ora in lingua si parla molto poco in italiano perché si dedica molto più tempo alla lingua straniera

Insomma, quello che io di lingua faccio in italiano non è la stessa cosa di quello che fanno i colleghi di lettere.

Cmq, se i ragazzi sbagliano, li correggo .
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