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 Il compagno di banco

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Daria16



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MessaggioTitolo: Il compagno di banco   Mer Mar 15, 2017 11:09 am

è da un po' che me lo chiedo.
Ai nostri tempi usava che ciascuno scegliesse da sé con chi sedersi, a meno di evidenti problemi (persone che passavano il tempo a chiacchierare, fare scherzi etc .. se sedute accanto).
Insomma, c'era la libertà di scegliere con chi stare.
Ora pare che non ci sia più, almeno alla primaria e medie. Gli insegnanti decidono con chi ti siedi.
Qualcuno può spiegarmi il senso di questa cosa, che a me sembra assurda?
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Paolo Santaniello



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Mer Mar 15, 2017 12:19 pm

Ci sono alcuni che impongono il cambio di posto per esigenze disciplinari.
Io insegno alle superiori e alcuni miei colleghi hanno questo "talento" e vogliono decidere come disporre gli allievi, penso che lo facciano per avere la classe sotto controllo.
Io il talento del controllo non ce l'ho, tanto per dirne una: non saprei che criterio usare per assegnare i posti nemmeno con alunni che conosco... se noto problemi disciplinari (tipicamente combinazioni che distraggono troppo) suggerisco al consiglio di classe di concordare un cambio, ma è sempre il collega col talento del controllo a decidere... io non saprei farlo.
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Mer Mar 15, 2017 1:10 pm

Daria16 ha scritto:
è da un po' che me lo chiedo.
Ai nostri tempi usava che ciascuno scegliesse da sé con chi sedersi, a meno di evidenti problemi (persone che passavano il tempo a chiacchierare, fare scherzi etc .. se sedute accanto).
Insomma, c'era la libertà di scegliere con chi stare.
Ora pare che non ci sia più, almeno alla primaria e medie. Gli insegnanti decidono con chi ti siedi.
Qualcuno può spiegarmi il senso di questa cosa, che a me sembra assurda?

Il senso è quello di favorire la socializzazione tra tutti i componenti della classe e di evitare che si consolidino dei gruppetti di studenti che parlano o collaborano solo tra loro o peggio che si crei per esclusione il gruppo degli "sfigati" che nessuno vuole al suo fianco. Normalmente si cerca di farli ruotare almeno una volta al mese. E' un lavoro in più per gli insegnanti (in genere per il coordinatore) e a volte non è facilissimo capire, soprattutto all'inizio dell'anno, quando non si conoscono ancora bene gli alunni e le dinamiche interne, chi è bene che stia a fianco di chi, ma non la definirei una cosa assurda. Alle superiori in genere si fa in prima e talvolta in seconda, poi si spera che abbiano raggiunto una coesione e un livello di maturità tali da non escludere nessuno.
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Daria16



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Mer Mar 15, 2017 3:33 pm

Ah, ho capito. Non ci avevo pensato.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Mer Mar 15, 2017 6:43 pm

Io farò pure la figura fuori dal coro, ma ammetto di avre sempre diffidato di questi interventi calati dall'alto per "imporre" la socializzazione e l'amalgamazione totale globale a tutti i costi. A me sembrano pericolosamente confinanti con l'ingerenza indebita nella vita personale e nelle dinamiche relazionali, che hanno pochissimo a che fare con la scuola.

Ma santa pazienza, è possibile pensare che debba essere obbligatorio essere tutti amici di tutti, legare con tutti allo stesso modo, e che se questo non avviene debba pensarci la scuola a imporlo d'autorità? Ma non è assolutamente normale che ognuno abbia le sue preferenze, le sue simpatie, antipatie e affinità con alcuni compagni sì e altri no, e che questo sia un sacrosanto diritto di qualsiasi persona a qualsiasi età? Perchè cavolo la scuola dovrebbe pensare anche a imporre le dinamiche di rapporti individuali liberi e facoltativi?????

E' giusto che gli insegnanti intervengano in casi preoccupanti di tensioni gravi (che potrebbero sfociare nel bullismo o nell'emarginazione di qualcuno), oppure in casi di gruppetti di amici affiatati che stanno troppo vicini e che chiacchierano tra loro distraendosi e facendo confusione in classe, oppure copiano e si passano suggerimenti... ma appunto, la finalità è quella di prevenire gli abusi e le scorrettezze, o di rendere più efficaci le lezioni, NON PUO' essere quella di indirizzare dall'alto le amicizie e i rapporti personali.

Ma voglio dire, se Giacomina e Mariolina non hanno grande feeling l'una verso l'altra, perché sono così diverse da non avere praticamente nulla in comune da dirsi, però si comportano correttamente, si rispettano, non litigano, collaborano nei limiti ordinari delle attività didattiche, ma non sono interessate ad approfondire una grande amicizia personale... ma come si permette un insegnante di forzare il loro avvicinamento perché "hanno il dovere di fare lo sforzo di diventare amiche" (e magari separarle da altre persone con cui già legano di più, perché "non è giusto che Giacomina sia troppo amica di Teresina e troppo poco di Mariolina, e allora la costringiamo noi" ad allentare il legame con la prima e a stringere quello con la seconda)???? 

Ma se a loro non interessa di diventare particolarmente amiche (cioè, non si odiano, non si fanno i dispetti, non si danneggiano, ma semplicemente non hanno voglia di condividere di più di ciò che è strettamente necessario a scuola, e stanno bene così), saranno pure fattacci loro? Anche tra adulti, non siamo mica obbligati a fare amicizia personale con tutti i colleghi, e a provare la stessa simpatia e lo stesso senso di condivisione con tutti allo stesso modo... e ci mancherebbe!

A me sembra una forma di pretesa dittatoriale sui sentimenti e sulle preferenze personali, che trovo davvero inaccettabile.

Io ho avuto pure colleghi che avevano la pretesa di imporre obbligatoriamente frequentazioni personali FUORI DI SCUOLA, con la scusa dei lavori di gruppo in cui i gruppi venivano formati arbitrariamente dall'insegnante senza tenere conto delle preferenze degli interessati, e veniva dato come compito quello di ritrovarsi tutti insieme a casa di qualcuno, per svolgere attività su cui non c'era il minimo accordo e interesse comune su come dovessero essere fatte, e in cui ovviamente si finiva con mille recriminazioni su chi aveva rallentato il lavoro, chi non aveva fatto niente ed era andato a traino degli altri, e chi era colpevole di aver fatto abbassare il voto a tutta la squadra. Ma scherziamo? Posso capirlo come tentativo semi-ludico alle elementari, ma alle superiori lo trovo veramente inaccettabile. Non è didattica, è intrusione indebita nelle vite personali altrui!
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Mer Mar 15, 2017 7:12 pm

Concordo con paniscus, salvo che non si formino gruppetti che disturbano la lezione. Più che la rotazione dei compagni di banco, mi sembra importante la rotazione dei banchi, in modo che non siano sempre le stesse persone ad essere davanti o in fondo alla classe o vicino al termosifone.
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Gio Mar 16, 2017 11:41 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Io farò pure la figura fuori dal coro

Messa come la descrivi tu, hai sicuramente ragione. Diciamo che si può trovare una via di mezzo, senza imporre a nessuno dei rapporti personali che devono rimanere liberi e cercando di migliorare un po' il clima di classe. Poi si decide classe per classe: magari ci sono classi in cui questo intervento dei docenti non è affatto necessario o può essere addirittura dannoso e allora semplicemente non lo si fa, senza problemi per nessuno.
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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Gio Mar 16, 2017 11:44 pm

chicca70 ha scritto:
Concordo con paniscus, salvo che non si formino gruppetti che disturbano la lezione. Più che la rotazione dei compagni di banco, mi sembra importante la rotazione dei banchi, in modo che non siano sempre le stesse persone ad essere davanti o in fondo alla classe o vicino al termosifone.

Mi sfugge la differenza. Se li sposti di banco, non cambiano anche i compagni? O sei per la rotazione dell'intera fila (ogni settimana la seconda fila diventa la prima, la terza la seconda e così via)? Per fare questo però bisognerebbe che le file fossero tutte formate dallo stesso numero di alunni e poi quelli vicini al termosifone resterebbero sempre loro (e potrebbe anche non essere un male, visto che c'è chi è freddoloso e chi è caloroso).
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Ven Mar 17, 2017 8:26 am

Dec ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Concordo con paniscus, salvo che non si formino gruppetti che disturbano la lezione. Più che la rotazione dei compagni di banco, mi sembra importante la rotazione dei banchi, in modo che non siano sempre le stesse persone ad essere davanti o in fondo alla classe o vicino al termosifone.

Mi sfugge la differenza. Se li sposti di banco, non cambiano anche i compagni? O sei per la rotazione dell'intera fila (ogni settimana la seconda fila diventa la prima, la terza la seconda e così via)? Per fare questo però bisognerebbe che le file fossero tutte formate dallo stesso numero di alunni e poi quelli vicini al termosifone resterebbero sempre loro (e potrebbe anche non essere un male, visto che c'è chi è freddoloso e chi è caloroso).

Rotazione non così precisa. Ad esempio: chi è stato nell'ultima fila dal lato della finestra può andare (con lo stesso od un altro compagno, a scelta), nella seconda fila centrale oppure dove preferisce.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Ven Mar 17, 2017 8:40 am

Scusate, ma alle superiori non dovrebbe essere scontato che ognuno vada a sedersi dove vuole, eventualmente anche cambiando posto giorno per giorno? Possibile che in un liceo si debba ancora stare a combattere con la mappa fissa della classe, e con il coordinatore che passa il tempo a studiarsela per organizzare periodicamente le modifiche d'ufficio?

Io francamente nemmeno me ne accorgo, se gli studenti si posizionano sempre allo stesso modo o no (magari il grosso della classe lo fa per abitudine, ma non tutti, dipende anche dalle assenze, da quali banchi liberi ci sono, da chi arriva prima e chi dopo), e penso sinceramente che abbiano tutto il diritto di farlo, e che non siano affari miei.

Intervengo per imporre delle modifiche alla disposizione solo durante le verifiche scritte (in cui comunque si spostano quasi tutti, perché i banchi devono essere distanziati in un certo modo), oppure per spezzare qualche gruppetto particolarmente distratto o turbolento durante le spiegazioni, ma appunto si tratta di modifiche occasionali, che riguardano solo quella mia ora, poi ognuno può rimettersi dove vuole..
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Ven Mar 17, 2017 8:47 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusate, ma alle superiori non dovrebbe essere scontato che ognuno vada a sedersi dove vuole, eventualmente anche cambiando posto giorno per giorno? Possibile che in un liceo si debba ancora stare a combattere con la mappa fissa della classe, e con il coordinatore che passa il tempo a studiarsela per organizzare periodicamente le modifiche d'ufficio?

Io francamente nemmeno me ne accorgo, se gli studenti si posizionano sempre allo stesso modo o no (magari il grosso della classe lo fa per abitudine, ma non tutti, dipende anche dalle assenze, da quali banchi liberi ci sono, da chi arriva prima e chi dopo), e penso sinceramente che abbiano tutto il diritto di farlo, e che non siano affari miei.

Intervengo per imporre delle modifiche alla disposizione solo durante le verifiche scritte (in cui comunque si spostano quasi tutti, perché i banchi devono essere distanziati in un certo modo), oppure per spezzare qualche gruppetto particolarmente distratto o turbolento durante le spiegazioni, ma appunto si tratta di modifiche occasionali, che riguardano solo quella mia ora, poi ognuno può rimettersi dove vuole..

Nel triennio delle superiori sì. Io chiedo solo alle classi nuove di mantenere fissi i posti durante la mia ora per un paio di mesi. Diversamente, essendo poco fisionomista, non arriverei mai a conoscerli.
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Daria16



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Ven Mar 17, 2017 8:37 pm

Be', ecco, onestamente anche io la vedevo come Paniscus. Soprattutto perché la vedo dal mio personale punto di vista, ai miei tempi di scolara non avrei tollerato che un prof mi dicesse con chi sedermi e/o legare (salvo le situazioni anomale su cui tutti ovviamente concordiamo).

Ora però, aggiungerei che, forse, alla luce di tutto questo bombardamento su bullismo ed affini (sacrosanto, peraltro), molto probabilmente si pensa di fare un intervento diciamo così "massivo" e generalizzato per cercare di limitare i danni o le possibilità che queste situazioni succedano; magari anche nell'impossibilità, da parte degli adulti (di molti adulti) di rendersi conto di quali siano le effettive dinamiche fra i ragazzini.
Ho dubbi sulla reale efficacia della cosa; voglio dire, se ci sono reali problemi di bullismo ed affini, hai poco da cambiar banco a tizio e caio; chi vuole bullizzare troverà comunque spazi e modalità di farlo, e le amicizie, viceversa, nascono sempre in modo spontaneo (e ci mancherebbe).

Diciamo che la suddetta pratica serve più che altro a tenere buona la coscienza di chi la applica, o penso male?
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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Ven Mar 17, 2017 9:38 pm

Daria16 ha scritto:
Be', ecco, onestamente anche io la vedevo come Paniscus. Soprattutto perché la vedo dal mio personale punto di vista, ai miei tempi di scolara non avrei tollerato che un prof mi dicesse con chi sedermi e/o legare (salvo le situazioni anomale su cui tutti ovviamente concordiamo).

io mi meraviglio che esistano insegnanti che la pensino in questo modo e, cioè, che non abbiano capito che la scuola non deve facilitare solo l' apprendimento ma anche/soprattutto le relazioni.

anch' io, alcune volte, sposto i miei alunni dal posto che ha assegnato loro il coordinatore ma lo faccio per esigenze didattiche. questo è ben diverso dal dire "decido io con chi sedermi" che è esattamente quello che stai affermando tu.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Ven Mar 17, 2017 9:45 pm

rita 76 ha scritto:
io mi meraviglio che esistano insegnanti che la pensino in questo modo e, cioè, che non abbiano capito che la scuola non deve facilitare solo l' apprendimento ma anche/soprattutto le relazioni.

Io invece penso sinceramente che l'efficacia e l'autorevolezza della scuola siano crollate e abbiano perso tutta la loro precedente credibilità, PROPRIO da quando si è cominciato a pretendere che la scuola si occupasse di tutto, dai problemi relazionali a quelli di autostima, fino a quelli sociali, familiari, economici e sanitari, invece di concentrarsi sul suo mandato istituzionale che è appunto quello dell'apprendimento.
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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Sab Mar 18, 2017 5:29 am

paniscus_2.0 ha scritto:
rita 76 ha scritto:
io mi meraviglio che esistano insegnanti che la pensino in questo modo e, cioè, che non abbiano capito che la scuola non deve facilitare solo l' apprendimento ma anche/soprattutto le relazioni.

Io invece penso sinceramente che l'efficacia e l'autorevolezza della scuola siano crollate e abbiano perso tutta la loro precedente credibilità, PROPRIO da quando si è cominciato a pretendere che la scuola si occupasse di tutto, dai problemi relazionali a quelli di autostima, fino a quelli sociali, familiari, economici e sanitari, invece di concentrarsi sul suo mandato istituzionale che è appunto quello dell'apprendimento.

io mi sono limitata ai problemi relazionali; tra l' altro i problemi familiari, economici, ecc. sono diventati oggetto dell' attenzione della scuola negli ultimi anni mentre il discorso relazionale è sempre esistito. facilitando le relazioni non si ostacola l' apprendimento. quindi, perchè non farlo???

tra l' altro se due litigano si toglie tempo alla didattica e, quindi, all' insegnamento. probabilmente tu al liceo non hai questo problema ma da noi alle medie succede spesso che gli studenti si alzino le mani e noi, per fermarli, non possiamo proseguire l' attività didattica. se si cambiano frequentemente i posti (in tutte le scuole dove sono stata di solito si cambiano ogni mese) i ragazzi socializzano maggiormente e tollerano i compagni con cui prima non andavano d' accordo.

in altre parole, le relazioni sono FUNZIONALI alla didattica
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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Sab Mar 18, 2017 12:45 pm

rita 76 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
rita 76 ha scritto:
io mi meraviglio che esistano insegnanti che la pensino in questo modo e, cioè, che non abbiano capito che la scuola non deve facilitare solo l' apprendimento ma anche/soprattutto le relazioni.

Io invece penso sinceramente che l'efficacia e l'autorevolezza della scuola siano crollate e abbiano perso tutta la loro precedente credibilità, PROPRIO da quando si è cominciato a pretendere che la scuola si occupasse di tutto, dai problemi relazionali a quelli di autostima, fino a quelli sociali, familiari, economici e sanitari, invece di concentrarsi sul suo mandato istituzionale che è appunto quello dell'apprendimento.

io mi sono limitata ai problemi relazionali; tra l' altro i problemi familiari, economici, ecc. sono diventati oggetto dell' attenzione della scuola negli ultimi anni mentre il discorso relazionale è sempre esistito. facilitando le relazioni non si ostacola l' apprendimento. quindi, perchè non farlo???

tra l' altro se due litigano si toglie tempo alla didattica e, quindi, all' insegnamento. probabilmente tu al liceo non hai questo problema ma da noi alle medie succede spesso che gli studenti si alzino le mani e noi, per fermarli, non possiamo proseguire l' attività didattica. se si cambiano frequentemente i posti (in tutte le scuole dove sono stata di solito si cambiano ogni mese) i ragazzi socializzano maggiormente e tollerano i compagni con cui prima non andavano d' accordo.

in altre parole, le relazioni sono FUNZIONALI alla didattica
Dunque voi prendete due ragazzi che si guardano in cagnesco e li fate sedere vicini, in tal modo facilitate l'insorgere di amicizie e tutto si appiana.

Scuola miracolosa, tecnica miracolosa.

Dovremmo estenderla; romanisti e laziali nella stessa curva ad esempio; quando si formano due cortei, uno di naziskin che vuole bruciare i neri ed uno di cattolici che li vuole accogliere li si fa "sfilare" affiancati.

Geniale !
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Daria16



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MessaggioTitolo: Re: Il compagno di banco   Sab Mar 18, 2017 3:58 pm

avidodinformazioni ha scritto:
....

in altre parole, le relazioni sono FUNZIONALI alla didattica
Dunque voi prendete due ragazzi che si guardano in cagnesco e li fate sedere vicini, in tal modo facilitate l'insorgere di amicizie e tutto si appiana.

Scuola miracolosa, tecnica miracolosa.

Dovremmo estenderla; romanisti e laziali nella stessa curva ad esempio; quando si formano due cortei, uno di naziskin che vuole bruciare i neri ed uno di cattolici che li vuole accogliere li si fa "sfilare" affiancati.

Geniale !
[/quote]

.... in effetti .... lol

Seriamente, l'insegnante dovrebbe limitarsi a fare l'insegnante. Le dinamiche di gruppo, le amicizie, le antipatie e tutto il resto non si controllano -e ci mancherebbe-.
L'unico metodo che può avere un insegnante, a mio avviso, è quello di essere una persona corretta ed onesta, ed agire in tal modo da esempio (come può fare qualunque adulto che agisca da educatore, cioè con l'esempio). Ovviamente, di presenza deve impedire, se se ne accorge, comportamenti che sfocino nel bullismo.
Il resto sono chiacchiere da caffè.
Lo spostamento di banco ... be', non lo vedo granché efficace, purtroppo.
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