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 Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia

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ushikawa

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MessaggioTitolo: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 7:08 am

Allego il link

http://ctibelluno.jimdo.com/app/download/6053829563/ATTI+DEL+CONVEGNO+daniela+lucangeli.pdf?t=1389196944
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Massimo Borsero



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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 12:52 pm

Molto bello, grazie.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 4:07 pm

MI colpisce soprattutto questo:


Citazione :
I test sono fatti per identificare il 20% della popolazione che sta sotto un determinato punteggio. Ma il test
non dice se c’è un disturbo o no. Immaginiamo un setaccio: ha una dimensione del foro, ma non ci dice
cosa viene filtrato. Lo specialista non può dire se si tratta di una condizione di disturbo, ma semplicemente
che il foro non corrisponde a come dovrebbe essere. Nel nostro Paese, soprattutto con la L. 170/2010, è
successo che tutti i bambini che cadono sotto un certo punteggio soprattutto in indicatori come correttezza
e rapidità, abbiano una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento. Questo non è scientificamente
sostenibile ed è eticamente immorale.



Se lo dico io, vengo massacrata e accusata di mettere in dubbio delle certezze assolute  : - )
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 6:12 pm

E a me invece colpisce soprattutto questo:


Citazione :
L’IMPOTENZA APPRESA.
"La discalculia è nello 0,5% della popolazione umana, mentre l’impotenza appresa è nel 40/45% della popolazione. Quest’ultima dovrebbe preoccuparci di più. Quando un ragazzo per tanto tempo sperimenta l’insuccesso, ha un cervello patologico se non si difende. Meccanismi di difesa che determina: l’aggressione o la depressione. Cinque anni fa l’OMS ha dato un forte allarme sull’impotenza appresa. Il numero di ragazzi che ha un’impotenza appresa è altissimo, oltre il 50 % per quel che riguarda la matematica. Questa causa ansia, paura, blocco. Le prime due sono gestibili, il blocco no. Le emozioni sono degli attivatori che coinvolgono tutto l’organismo. Quando si supera una certa soglia di paura, si espande nella componente di energia psichica e genera un SOS nell’amigdala che dice “pericolo, bloccati”. Quando abbiamo una situazione di panico ci blocchiamo. Il 50% dei nostri ragazzi sperimenta la scuola come un grosso nemico.Dobbiamo domandarci se stiamo adottando un modello di scuola che è alleato del bambini o del meccanismo di errore. Per riuscire ad aiutarli possiamo adottare tutte le strategie migliori possibili, ma se loro non ritengono che il vostro sia un meccanismo di aiuto in alleanza si lavora a vuoto.

STRUMENTI COMPENSATIVI E LE MISURE DISPENSATIVE.
Gli strumenti compensativi e le misure dispensative non sono da osteggiare ma non sono cura per il disturbo, sono sostituti che fanno comodo allo studente e all’insegnante, ma non curano, sospendono la funzione (lettura, calcolo). Per curare servono strategie …

CONCLUSIONE.
L’alleanza non deve essere in parola ma con i fatti e deve essere il luogo dello sviluppo prossimale, ma non ce la possiamo fare se non c’è alleanza tra scuola e ricerca seria.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 6:37 pm

Condivido anche quello, ma ho il serissimo timore che un discorso del genere, preso fuori contesto e selezionato ad arte, possa facilmente essere usato per sostenere che è tutta colpa degli insegnanti che inducono l' "impotenza appresa" perché sono troppo severi, troppo richiedenti, mettono paura ai ragazzini e li fanno sentire mortificati invece di limitarsi a dare rigorosamente solo "rinforzi positivi"...

Comunque, quale che sia la causa: è normale che LA META' degli studenti sia vittima di "impotenza appresa"? Anche queste sono cifre che non mi convincono, esattamente come non mi convincono le cifre esagerate sulla dislessia e sulla discalculia.

Non è che se l'esagerazione di una stima passa da un argomento all'altro, allora sia meno grave: rischia solo di far slittare gli allarmi sociali e le mode culturali da un'interpretazione all'altra, ma sempre di mode e di esagerazioni si tratta.

Vedrai che la prossima frontiera dell'ideologia pedagoghese sarà proprio quella di sostenere che la più grande emergenza educativa mondiale (dopo che saranno tramontate quelle sui dsa e quelle sul bullismo) sia quella di "combattere l'impotenza appresa" e di sviluppare sbrilluccicosissimi metodi didattici innovativi appositi per debellare quella.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 6:45 pm

Mettiti nei panni di un ragazzino a cui dicono: tu sei un dsa (non dicono "tu hai un disturbo specifico dell'apprendimento", ma proprio "tu sei quel disturbo").
Gli dicono "tu sei speciale e hai bisogno di cose speciali" e gli assegnano compiti facilitati, calcolatrice e altri accorgimenti diversi da quelli dei suoi compagni.
Gli dicono "tu hai un piccolo problema con la matematica" e lui capisce "io sono una frana in matematica, non ci capisco niente, non fa per me, il mio cervello è sbagliato, non ci riuscirò mai".
Con quale spirito 'sto ragazzino potrà affrontare lo studio della matematica? Col peggiore possibile, fatto di frustrazione, senso di inadeguatezza e sensi di colpa. L'impotenza appresa

Tutte queste cose di solito non le diciamo noi docenti, ma le dicono i genitori o gli "specialisti".
Noi docenti al massimo mettiamo un 4: non è colpa nostra se qualcuno, in precedenza, li ha convinti che il 4 sia un voto su di loro e non sui loro compiti.

Per come la vedo io, quel ragazzino andrebbe preso per mano e rassicurato: ora non riesci, sei confuso, ma se ti impegni, piano piano, un passo alla volta, riuscirai. E magari ti piacerà.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 7:35 pm

ushikawa ha scritto:
Mettiti nei panni di un ragazzino a cui dicono: tu sei un dsa (non dicono "tu hai un disturbo specifico dell'apprendimento", ma proprio "tu sei quel disturbo").

Tutte queste cose di solito non le diciamo noi docenti, ma le dicono i genitori o gli "specialisti".


Ah, ma su questo condivido TUTTO. Mi ricorda quelle mie compagne di gravidanza nei corsi di preparazione alla nascita, che scuotevano le spalle con aria rinunciataria di fronte a qualsiasi informazione utile sul travaglio naturale, dicendo a priori: "tanto non mi riguarda, perché il ginecologo mi ha già detto che io sono un cesareo". Cioè, non dicevano "dovrò fare il cesareo" o "ho bisogno del cesareo", ma proprio "io sono un cesareo".

Ho chiesto spesso ai paladini invasati della causa come possano trovare accettabile la definizione secondo cui "Pippo è un dsa", che io non riuscirei mai a usare perché mi fa orrore, piuttosto che dire "Pippo ha un dsa" o "Pippo è un ragazzo con un dsa", ma non mi hanno mai risposto.Eppure, in massa, loro la usano e io no.

Però gli stessi genitori e gli stessi specialisti mettono in testa al ragazzino che se ha delle difficoltà a scuola è solo perché gli insegnanti brutti e cattivi (cioè, poco accoglienti, poco inclusivi, poco aggiornati, che non hanno voglia di darsi da fare, o che non vogliono credere nell'esistenza delle difficoltà) non si sbattono abbastanza per farli sentire a proprio agio, e quindi affossano la loro autostima, e in definitiva è sempre colpa loro se il ragazzo si scoraggia e si demotiva.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Mar Mar 21, 2017 7:37 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 7:36 pm

La Lucangeli dice che inizialmente i bambini sono in massima parte portati per la matematica e poi molti si perdono.

Questo è vero.

Poi dice che le difficoltà vengono acquisite (impotenza appresa) e questo è falso.
Notate anche che parla spesso di "fatti numerici".

Come noi matematici sappiamo, la matematica inizia con i numeri naturali, quelli che servono per contare, e finisce con il calcolo simbolico; lettere al posto di numeri, relazioni al posto di quantità.

Progressivamente gli alunni passano dal contare e gestire quantità, ovvero cose alla portata di (quasi) tutti, alle astrusità matematiche che tutti odiano e che capiscono in pochi.

Il problema della matematica è che è per pochi; non sarà politicamente corretto, ma è così.

I limiti di apprendimento sono già dentro i bambini, fin da piccoli, ma non vengono evidenziati fin quando non vengono raggiunti.

Io posso fare il salto in alto partendo da 50 cm e posso avere il miglior allenatore del mondo, prima o poi giungerò al mio limite che sono sicuro essere molto lontano dai 230 cm; non posso imputare al mio allenatore il fatto che saltavo tanto bene i 50 cm, quindi ero portato per il salto, ed ora non riesco a superare il metro e mezzo; non posso asserire che in me c'era la stoffa del campione e lamentarmi di non essere stato valorizzato.

Sono sempre stato un brocco, ma anche i brocchi saltano 50 cm.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 7:49 pm

per avido: ma se le cose fossero riducibili a quello che dici tu, per quale motivo la matematica delle elementari e delle medie dovrebbe essere "roba per pochi", mentre 30 anni fa, più o meno, ci arrivavano quasi tutti?

Capisco benissimo l'ipotesi (ragionevole) che la matematica del liceo scientifico o del tecnico industriale abbia una soglia di selezione molto più alta...

...ma pensi davvero che la matematica delle medie (o di certi indirizzi di superiori con due ore alla settimana, all'acqua di rose, e addirittura "solo orale"), sia davvero "roba per pochi"?
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 7:53 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
per avido: ma se le cose fossero riducibili a quello che dici tu, per quale motivo la matematica delle elementari e delle medie dovrebbe essere "roba per pochi", mentre 30 anni fa, più o meno, ci arrivavano quasi tutti?

Capisco benissimo l'ipotesi (ragionevole) che la matematica del liceo scientifico o del tecnico industriale abbia una soglia di selezione molto più alta...

...ma pensi davvero che la matematica delle medie (o di certi indirizzi di superiori con due ore alla settimana, all'acqua di rose, e addirittura "solo orale"), sia davvero "roba per pochi"?
Tutti ? Quando mai !

Innanzi tutto più vai indietro nel tempo più trovi importante il latino e futile la matematica, poi le medie erano appannaggio di pochi, spero i migliori; gli altri andavano all'avviamento professionale.

Infine le superiori erano "roba da geni"; nel film  "un borghese piccolo piccolo" Sordi era padre di un geometra (o ragioniere non ricordo) e si sentiva padre di un dio.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 8:04 pm

Sto parlando di 30 anni fa, non di 50, 60 o 100.

Quando alle medie ci andavamo noi, cioè all'inizio degli anni ottanta, l'avviamento professionale non esisteva più da quasi 20 anni e da quasi 20 anni tutti facevano le medie unificate uguali per tutti, e  quasi uguali a quelle di oggi. Il latino era scomparso definitivamente da diversi anni, e il programma di matematica (a parte le scemenze recenti sul "coding" o sul "problem solving") era quasi uguale a quello di adesso.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 8:12 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
per avido: ma se le cose fossero riducibili a quello che dici tu, per quale motivo la matematica delle elementari e delle medie dovrebbe essere "roba per pochi", mentre 30 anni fa, più o meno, ci arrivavano quasi tutti?


Sicuramente avrai già dato un occhiata alle indicazioni nazionale su ciò che si richiede alla fine del ciclo della primaria... un infinità di cose. Probabilmente prima si chiedeva molto meno ma posseduto con abilità e padronanza.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 8:25 pm

Mio figlio è in quarta primaria e francamente non mi sembra che in matematica stia facendo cose tanto elaborate, tanto teoriche e tanto diverse da quelle che facevamo noi. Forse in altre materie (ad esempio la storia) è cambiato molto, ma per quello che vedo in matematica, non direi. Le operazioni da fare a mano in colonna sono sempre le stesse... e i problemi su quanto rimane in tasca a Gigino che ha inizialmente a disposizione la cifra X , ma poi compra un giornalino che costa Y e tre penne che costano K ciascuna, sono veramente identici ai miei degli anni settanta!
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 8:34 pm

@Paniscus

http://www.indicazioninazionali.it/documenti_Indicazioni_nazionali/Indicazioni_Annali_Definitivo.pdf

pag 69 e 70.

Io in quarta faccio decimali e calcolo con gli stessi, misure ed equivalenze, media moda mediana, diversi tipi di rappresentazioni grafiche dei dati, problemi con più domande, con dati nascosti o impliciti, poligoni angoli e perimetri...
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 8:40 pm

L'unica cosa che non ricordo sinceramente di aver fatto o no alle elementari sono la media moda e mediana e le rappresentazioni grafiche dei dati... ma sono abbastanza convinta che i decimali, i problemi con più domande, i poligoni e i perimetri, in quarta e in quinta elementare li facessimo anche noi.

Per quanto riguarda la vituperatissima insiemistica, poi, negli anni settanta era una moda dilagante ancora di più di adesso!
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 8:44 pm

Personalemente credo che se si facesse meno con basi solide ci sarebbe poi tutto lo spazio per sviluppare altre competenze dopo. Ammassare tutte queste informazioni con 6 ore di matematica a settimana, io sgraffigno qualcosa da altro ma lavoro in un tempo pieno, in un modulo le ore sono fisse e cinque, senza compiti a casa (anatema!) sia decisamente controproducente. Il troppo spesso è contrario del bene.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 9:19 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Poi dice che le difficoltà vengono acquisite (impotenza appresa) e questo è falso.
Notate anche che parla spesso di "fatti numerici".

Vengono acquisite procedure errate. E quelle diventano un problema, perché è difficile perdere cattive abitudini.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 9:26 pm

sono totalmente d'accordo con ghirettina. Nelle IN2012 ci sono 12 traguardi e 53 obiettivi per la matematica alla primaria! Una cosa allucinante (più o meno la stessa cosa per l'italiano, 13 traguardi e 41 obiettivi).
Leggere, scrivere e fare di conto. Con tanti saluti alla irrinunciabile impostazione pedagogica delle IN.
Tutta quella roba in più, vomitata per giunta in quel modo, manda in confusione sia gli insegnanti che gli alunni. A un certo punto si smette di fare le operazioni e ci si mette a fare la moda. Ma a che diamine serve la moda a un bambino? Qualcuno crede che imparando a memoria qualche concetto di statistica si migliorino le capacità logico-matematiche e le abilità di calcolo? Non serve a niente, neanche per ciò che riguarda strettamente le competenze statistiche.
La matematica è un corpus unico che va dai numeri naturali alle cose più astruse e sofisticate. Le IN la spezzettano in nozioncine prive di senso e di legami reciproci.

Oltre a questo ci sono le conseguenze che il mondo dei bes e dei dsa ha avuto sull'approccio all'insegnamento della matematica ai bambini. Oggi si pensa che i bambini vadano protetti dalla matematica, vista come qualcosa di spaventoso e minaccioso.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mar Mar 21, 2017 10:24 pm

Mah, io sono dell'idea che la matematica non è intrinsecamente per pochi, ma che può essere largamente appresa fino ad un certo livello da quasi tutti, come peraltro avviene in altri paesi.

Il discorso è sempre chiedersi cosa intendiamo per "matematica". Se intendiamo "saper fare esercizi", beh magari è vero che fino a 30 anni fa molti più li sapevano fare, ma è pure vero che terminato il relativo ciclo di studi se ne dimenticavano quasi tutti in pochissimo tempo. Anzi, hanno coltivato una sorta di timore/disprezzo per la matematica che hanno trasmesso ai loro figli e nipoti.

Se invece per "matematica" intendiamo "capacità di porsi le domande giuste per affrontare questioni razionali", beh mi sa che abbiamo sempre drammaticamente fallito. Mi chiedo quale insegnante si poneva il problema del far capire perché la distanza tra un punto e una retta sia la misura del segmento perpendicolare condotto dal punto ad essa, o del perché non si possa costruire un triangolo equilatero e rettangolo. Credo pochi insegnanti, sicuramente non quelli che ho avuto io.

Le IN, che pure hanno diversi problemi, IMHO hanno il pregio di introdurre un certo retroterra culturale più orientato a problematizzare la disciplina e far porre domande agli studenti, che pure deriva da ottime sperimentazioni come il PNI e il Brocca: se non si capisce che la matematica serve a risolvere problemi ragionando, allora a cosa diavolo la insegniamo a fare?

Ovviamente, io sono dell'idea che si dovrebbero fare poche cose, ma molto molto bene. Ad esempio dalla primaria il calcolo mentale dovrebbe essere assolutamente acquisito, nella mia programmazione della secondaria di I grado io levo moltissimi argomenti (tipo i numeri periodici che sono solo magica magia fino a che non si sanno le serie), per concentrarmi su certi fondamentali, tipo formalizzare una situazione problematica, o lavorare fin dal primo mese di classe prima con le lettere. E' come sempre una questione di ragionevolezza e di equilibrio.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Mer Mar 22, 2017 11:44 pm

Ah, altro paragrafo significativo:

Citazione :
La discalculia evolutiva, è definita dall’OMS come segue:
“un disturbo a patogenesi organica geneticamente determinato ed espressione di disfunzione cerebrale.”
Questa definizione è identica per tutti i DSA.
Si richiama all’uso di termini scientifici con precisione e attenzione al significato reale. Ogni volta che
diciamo dislessico, intendiamo la suddetta definizione. I termini si riferiscono ad una patologia cerebrale e
non possiamo usarli per chi ha una fatica nell’apprendere. In caso contrario non aiutiamo né chi ha il
disturbo né chi non ce l’ha.

Cioè, si ha il coraggio di esprimere chiaramente che la discalculia (quella vera, che risponde alla definizione tecnica di discalculia, e che è cosa ben diversa dall'  "andare male in matematica"), e anche tutti gli altri dsa  riconosciuti, ossia dislessia, disgrafia e disortografia, siano delle PATOLOGIE e delle DISFUNZIONI, e non delle semplici "varianti alternative della normalità" o "modi diversi di apprendere le stesse cose allo stesso livello", né tantomeno dei "doni" spirituali, o delle commoventi "caratteristiche in +", con il più scritto a crocetta.


Chi ha difficoltà ad apprendere, ma non motra alcun indizio di tali disfunzioni patologiche concrete... non dovrebbe essere diagnosticato come dsa, e non dovrebbe ricevere gli stessi tipi di interventi di aiuto concepiti per i casi veri di dsa.

Mi sembra di una chiarezza lampante, e proprio per questo rimossa...
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Gio Mar 23, 2017 6:25 am

Siamo in pochi a dire che il re è nudo... pochi nei forum e nei gruppi di insegnanti, pochissimi quelli che hanno il coraggio di dire la verità anche a scuola, magari mettendosi di traverso.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Gio Mar 23, 2017 2:32 pm

ushikawa ha scritto:
Siamo in pochi a dire che il re è nudo... pochi nei forum e nei gruppi di insegnanti, pochissimi quelli che hanno il coraggio di dire la verità anche a scuola, magari mettendosi di traverso.
Io sono uno di quelli che a scuola dice la verità ma che poi non si mette di traverso; perchè farlo ? Il male è dell'alunno non nostro; se i genitori, lo stato, il MIUR, i DS, una pletora di docenti buonisti, ed anche gli alunni, vogliono il male degli alunni, perchè mai immolarmi mettendomi di traverso ? Pagano di più ? Forse di meno !

Io sono un professionista: prima i soldi, poi il bene comune, poi il bene degli alunni, poi la mia soddisfazione personale.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Gio Mar 23, 2017 3:24 pm

Che visione pragmatica ed arida del lavoro!!!
Se ti conoscesse Don Rodrigo ti assumerebbe come bravo....
Tanto solo quel pirla di Renzo si mette di traverso...nemmeno Lucia era tanto convinta.
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Gio Mar 23, 2017 3:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Siamo in pochi a dire che il re è nudo... pochi nei forum e nei gruppi di insegnanti, pochissimi quelli che hanno il coraggio di dire la verità anche a scuola, magari mettendosi di traverso.
Io sono uno di quelli che a scuola dice la verità ma che poi non si mette di traverso; perchè farlo ? Il male è dell'alunno non nostro; se i genitori, lo stato, il MIUR, i DS, una pletora di docenti buonisti, ed anche gli alunni, vogliono il male degli alunni, perchè mai immolarmi mettendomi di traverso ? Pagano di più ? Forse di meno !

Io sono un professionista: prima i soldi, poi il bene comune, poi il bene degli alunni, poi la mia soddisfazione personale.

Io un po' di traverso mi ci metto... lo faccio per gli studenti, sia per quelli "vittima" di PDP non necessari, sia per gli altri che alla fine del ciclo di studi si troveranno a "competere" per un posto di lavoro, o altro, con studenti che hanno un diploma che solo sulla carta conta come il loro.

Le cose su cui cerco di mettermi di traverso sono:
- PDP copia ed incolla uguali per tutti,
- PDP fatti a chi ha certificazioni generiche e vaghe, tipo quelle per disturbo vario dell'apprendimento <- una cosa che non esiste, non è un DSA, anzi è esattamente il contrario!
- PDP fatti con strumenti dispensativi e/o compensativi per chi ha certificazioni di ansia, stress, depressione...
- PDP fatti a chi a certificazioni in cui si dichiara che tutti i test effettuati sono nella norma ma anni prima (io insegno alla secondaria) non lo erano.

Poi... io mi metto di traverso, ma non sempre il cdc fa quello che io ritengo sia giusto...
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MessaggioTitolo: Re: Interessante relazione di Daniela Lucangeli sulla discalculia   Gio Mar 23, 2017 3:35 pm

Titti76 ha scritto:
- PDP fatti a chi a certificazioni in cui si dichiara che tutti i test effettuati sono nella norma ma anni prima (io insegno alla secondaria) non lo erano.


Giuro che questa mi manca: quindi sfatiamo un altro mito, i DSA guariscono?

Però anche se sono guariti bisogna fare ugualmente il pdp per retroattività?

Roba da manicomio...
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