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 Il diritto allo studio ed il diritto all'educazione: storie di chimica negata.

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MessaggioTitolo: Il diritto allo studio ed il diritto all'educazione: storie di chimica negata.   Sab Mar 25, 2017 2:30 pm

Oggi a pranzo con mia moglie si parlava della "sua chimica"; ragioniera, non l'ha mai imparata, e quindi studiava tutto a memoria; di tutto quello che è successo a chimica ricorda solo una cosa.

Una mattina lei ed i suoi compagni erano tutti seduti su un muretto davanti alla scuola ed erano stati visti dal loro professore; suona la campanella ed entrano con calma visto la non entusiasmante lezione che li attende; arrivano in classe, il docente è già lì e stizzito si rifiuta di farli entrare perchè "è scandaloso che in classe sia entrato lui prima di loro"; entreranno tutti un'ora dopo, così impareranno a rispettare lui ed assolvere i propri doveri anche quando sono fastidiosi.
Alcuni studenti sono infastiditi, vanno a protestare dal preside ed il preside gli risponde che il professore ha fatto bene; che la smettano di lamentarsi ed imparino ad essere puntuali.

Risultato: non sanno un cazzo di chimica, non l'avrebbero mai imparata, figurati sono ragionieri e sanno poco di ragioneria, però hanno imparato l'educazione.

Leggiamo gli avvenimenti con l'occhio odierno: un docente che per contratto deve essere in classe 5 minuti prima degli alunni si permette di arrivare in ritardo a scuola (prova ne è che vede gli studenti tutti fuori, a me non succede, io arrivo che c'è il deserto) si permette di reclamare come diritto una violazione contrattuale; non pago non consente l'ingresso in classe agli alunni, lasciandoli senza sorveglianza e violando il loro diritto allo studio.
Alcuni alunni reclamano il rispetto dei propri diritti presso le sedi opportune (il DS) ma subiscono un'ulteriore ingiustizia, il DS posto davanti ad un reato penale quale l'abbandono di minore invece di informare le autorità di pubblica sicurezza come sarebbe suo dovere, conferma che il diritto allo studio dei ragazzi deve essere violato.

Oggi tutto questo non succederebbe, oggi mia moglie non imparerebbe la chimica e non imparerebbe l'educazione, il rispetto ed il senso del dovere.

La stessa questione che pone Swallow nel post del 25/3 ore 10.19, il diciottesimo
http://www.orizzontescuolaforum.net/t137689-entra-la-bacia-e-se-ne-va

e che Ire (una mamma) prontamente sostiene nel post successivo; come siamo arrivati a questo ?

Quando un docente tira un metaforico schiaffone, violando apertamente una legge, se il genitore risponde tirandone un altro (al figlio), magari meno metaforico, il figlio impara che non deve fare lo stronzo; se il genitore va dal giudice e se il giudice applica la legge il figlio impara che può cavillare sui propri diritti ed il docente impara che deve prendere lo stipendio senza rompere troppo le scatole agli ignoranti e cafoni.

Grazie signori giudici per il lavoro eccezionale che fate; ricordatevi che diventerete vecchi anche voi e che anche voi dipenderete dalle cure della generazione che oggi noi docenti stiamo sopportando nelle scuole di ogni ordine e grado.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Il diritto allo studio ed il diritto all'educazione: storie di chimica negata.   Sab Mar 25, 2017 3:22 pm

In realtà per me,38enne, era cosa ASSOLUTAMENTE IMPENSABILE andare a protestare dal preside, sia alle medie che alle superiori.
Al geometra,itcg, la preside ti bloccava se entravi con oltre ,4-5 minuti di ritardo.aspettavi l ora successiva in presidenza,terrorizzato e con lo sguardo abbassato.
Poi ovviamente se mai mia madre avesse saputo che entravo in ritardo non per causa treno ma per mio cazzeggio mi gonfiava di botte.
Diciamo che chiedere alla preside di poter entrare in ritardo in aula era come per un ebreo chiedere la grazia ad Reinhard Heydrich.....
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Il diritto allo studio ed il diritto all'educazione: storie di chimica negata.
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