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 donmilanismo

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comp_xt



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MessaggioTitolo: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 2:38 pm

http://www.minimaetmoralia.it/wp/sul-presunto-donmilanismo-ovvero-perche-mastrocola-studiare/


In effetti sostenere che don Milani fosse contrario all'insegnamento della grammatica è una forzatura, il parroco di Berbiana pensava infatti che tutti gli studenti dovessero raggiungere delle adeguate competenze linguistiche ma che i docenti dovevano tenere conto dei differenti livelli di partenza degli studenti, determinati dalla classe sociale di appartenenza.

Per il resto credo che l'analisi della Mastrocola sia corretta.
Non credo infatti che l'avversione di don Milani a certi tradizionali contenuti di insegnamento sia da liquidare come mera provocazione.
La Mastrocola, docente di lettere, si è soffermata sui passi in cui il sacerdote spara a zero contro Foscolo, contro il latino, contro lo studio dell'Iliade utilizzando la libera traduzione di Monti...
Io, che sono un insegnante di matematica, potrei aggiungere le tante sciocchezze scritte da don Lorenzo in "Lettera a una professoressa" riguardo alla mia disciplina. Il quadro complessivo che scaturisce è l'idea secondo cui alla scuola dell'obbligo bisognerebbe eliminare qualsiasi forma di sapere "alto" e disinteressato, per sostituirlo con contenuti più vicini alle professioni che andranno a svolgere tanti studenti.
L'autrice dell'articolo linkata invece ci presenta un don Milani provocatore, contrario all'abolizione del latino nella scuola media, con una visione dell'istruzione praticamente gramsciana.

Anche questa mi pare una grossa forzatura e trovo irritante accusare la controparte di non essere capace di collocare storicamente gli scritti di don Milani.

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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 3:38 pm

comp_xt ha scritto:
http://www.minimaetmoralia.it/wp/sul-presunto-donmilanismo-ovvero-perche-mastrocola-studiare/

Io, che sono un insegnante di matematica, potrei aggiungere le tante sciocchezze scritte da don Lorenzo in "Lettera a una professoressa" riguardo alla mia disciplina. Il quadro complessivo che scaturisce è l'idea secondo cui alla scuola dell'obbligo bisognerebbe eliminare qualsiasi forma di sapere "alto" e disinteressato, per sostituirlo con contenuti più vicini alle professioni che andranno a svolgere tanti studenti.


Beh, in realtà la continuità con quello che vediamo oggi è molto più reale di quello che sembri.

Nell'Italia degli anni 40 e 50, a economia prevalentemente agricola, artigianale, o appena emergente nell'industria meccanica pesante, si pensava sinceramente che la maggior parte dei ragazzi avrebbero finito con l'andare a fare i contadini, gli artigiani, o gli operai in serie alla catena di montaggio, e quindi don Milani riteneva (a ragione o a torto, ma comunque in buona fede) che "il sapere alto e disinteressato" servisse a poco e che fosse meglio addestrare i ragazzi alle professioni che sarebbero realisticamente andati a svolgere.

Oggi non si pensa più che i ragazzi vadano a fare i contadini, gli operai alla catena di montaggio, o tantomeno gli artigiani, ma che andranno a fare lavori finti nel settore dei finti servizi e della finta informatica... e quindi si pensa, allo stesso modo di don Milani, che "il sapere alto e disinteressato" serva a poco e che sia meglio addestrare i ragazzi alle professioni che andranno  realisticamente a svolgere, ossia gli operatori di call center, i venditori di polizze inutili e di contratti truffaldini di enel-energia, i raccoglitori di sondaggi su facebook, gli impaginatori di inserzioni pubblicitarie su siti di notizie-bufala, i copincollatori di comunicati stampa su aggregatori virtuali vari, e così via.

In entrambi i casi, l'idea che "il sapere alto e disinteressato serva a poco" è assolutamente identica!
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 3:51 pm

Paniscus, negli anni 40-50 l industria meccanica italiana era "appena emergente"?
Forse hai sbagliato secolo,o comunque forse confondi Italia con il solo Mezzogiorno.
In quegli anni già esisteva una fiorente industria pesante, che ovviamente doveva risollevarsi dalla guerra.
Te ne cito una.la Breda.
Definire la Breda una protoindustria........stavolta hai proprio cannato. .

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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 4:13 pm

paniscus_2.0 ha scritto:


Beh, in realtà la continuità con quello che vediamo oggi è molto più reale di quello che sembri.

Nell'Italia degli anni 40 e 50, a economia prevalentemente agricola, artigianale, o appena emergente nell'industria meccanica pesante, si pensava sinceramente che la maggior parte dei ragazzi avrebbero finito con l'andare a fare i contadini, gli artigiani, o gli operai in serie alla catena di montaggio, e quindi don Milani riteneva (a ragione o a torto, ma comunque in buona fede) che "il sapere alto e disinteressato" servisse a poco e che fosse meglio addestrare i ragazzi alle professioni che sarebbero realisticamente andati a svolgere.

Anche tu quindi ritieni che don Milani sostenesse questo (a ragione o a torto, non è questo il punto).

L'autrice dell'articolo che ho linkato invece pensa che io, tu, la Mastrocola e tutti quelli che interpretano in tal modo gli scritti del parroco di Barbiana, siano degli analfabeti funzionali in quanto incapaci di coglierne le provocazioni e di inquadrali storicamente in maniera corretta.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 4:26 pm

Leggere scritti e fatti di 50 anni fa con gli occhi di oggi è sempre un'operazione strabica.

Su Don Milani non mi esprimo, non sapendone granché. Della Mastrocola posso dire, per avere letto in parte ciò che ha scritto e letto diverse interviste, che il suo punto di vista è quello, tipicamente italiano, di chi pensa che "cultura = letteratura".

E comunque, io ho fatto elementari, medie e superiori dalla metà degli anni '70 in poi, Iliade del Monti a gogò. Tutta questa conoscenza della grammatica da parte dei compagni non l'ho vista.
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 4:28 pm

Alcune "perle" sulla matematica tratte da "Lettera a una professoressa":

Il problema di geometria faceva pensare a una scultura della Biennale: "Un solido è formato da una semisfera sovrapposta a un cilindro la cui superficie è tre settimi di quella...". Non esiste uno strumento che misuri le superfici.
Dunque nella vita non può accadere mai di conoscere le superfici e non le dimensioni. Un problema così può nascere solo nella mente di un malato.

(...)

L'unico che avrebbe motivo di lamentarsi d'una scuola senza bocciati è l'insegnante di matematica. La lezione di seconda o terza è inutile per chi non sa le cose di prima.
Ma la matematica è una materia sola. Non vorrà per tre ore la settimana che il ragazzo non può seguire utilmente, fargliene perdere 23 che sono a sua misura.
Ne basta meno
Del resto sulla matematica si può fare un discorso come quello che è stato fatto alle Camere per il latino.
Quali sono i calcoli che ognuno deve saper fare per le necessità immediate di casa o di un lavoro qualsiasi o della lettura d'un giornale? In altre parole: quale parte della matematica ricorda un uomo colto non specializzato?
Tutta quella che è nel programma degli otto anni escluse le espressioni numeriche e l'algebra.
Resta il problema d'arricchirsi la lingua del vocabolo algebra.
Ma per questo basta una lezione sola d'algebra in tutto l'anno.
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 4:34 pm

Tempo fa scrissi un trattato di odontostomatologia.
Non sapevo nulla di odontostomatologia.
Del mio trattato nessuno sa nulla.
La stessa sorte andrebbe riservata alle lettere di don milani ed alle uscite della fedeli, nonché del preside parodi.
Non consideriamole, evitiamole. ..
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 4:44 pm

mac67 ha scritto:
Leggere scritti e fatti di 50 anni fa con gli occhi di oggi è sempre un'operazione strabica.

Su Don Milani non mi esprimo, non sapendone granché. Della Mastrocola posso dire, per avere letto in parte ciò che ha scritto e letto diverse interviste, che il suo punto di vista è quello, tipicamente italiano, di chi pensa che "cultura = letteratura".

E comunque, io ho fatto elementari, medie e superiori dalla metà degli anni '70 in poi, Iliade del Monti a gogò. Tutta questa conoscenza della grammatica da parte dei compagni non l'ho vista.

La Mastrocola è una docente di lettere in un liceo, è quindi abbastanza normale che nei suoi saggi faccia particolare riferimento alla sua esperienza professionale.
Non mi risulta però che nei suoi scritti abbia mai sminuito o denigrato la cultura scientifica.
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 5:03 pm

comp_xt ha scritto:

La Mastrocola è una docente di lettere in un liceo, è quindi abbastanza normale che nei suoi saggi faccia particolare riferimento alla sua esperienza professionale.
Non mi risulta però che nei suoi scritti abbia mai sminuito o denigrato la cultura scientifica.

Era, mi risulta abbia lasciato pochi anni fa.
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 5:15 pm

mac67 ha scritto:
comp_xt ha scritto:

La Mastrocola è una docente di lettere in un liceo, è quindi abbastanza normale che nei suoi saggi faccia particolare riferimento alla sua esperienza professionale.
Non mi risulta però che nei suoi scritti abbia mai sminuito o denigrato la cultura scientifica.

Era, mi risulta abbia lasciato pochi anni fa.

Fino all'anno scorso mi risulta fosse in servizio.
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 5:38 pm

comp_xt ha scritto:
Alcune "perle" sulla matematica tratte da "Lettera a una professoressa":

Il problema di geometria faceva pensare a una scultura della Biennale: "Un solido è formato da una semisfera sovrapposta a un cilindro la cui superficie è tre settimi di quella...". Non esiste uno strumento che misuri le superfici.
Dunque nella vita non può accadere mai di conoscere le superfici e non le dimensioni. Un problema così può nascere solo nella mente di un malato.

(...)

L'unico che avrebbe motivo di lamentarsi d'una scuola senza bocciati è l'insegnante di matematica. La lezione di seconda o terza è inutile per chi non sa le cose di prima.
Ma la matematica è una materia sola. Non vorrà per tre ore la settimana che il ragazzo non può seguire utilmente, fargliene perdere 23 che sono a sua misura.
Ne basta meno
Del resto sulla matematica si può fare un discorso come quello che è stato fatto alle Camere per il latino.
Quali sono i calcoli che ognuno deve saper fare per le necessità immediate di casa o di un lavoro qualsiasi o della lettura d'un giornale? In altre parole: quale parte della matematica ricorda un uomo colto non specializzato?
Tutta quella che è nel programma degli otto anni escluse le espressioni numeriche e l'algebra.
Resta il problema d'arricchirsi la lingua del vocabolo algebra.
Ma per questo basta una lezione sola d'algebra in tutto l'anno.
Sulla seconda affermazione potrei essere d'accordo: il 90% dei ragazzi li fai uscire due ore prima (io direi ce li levi dai coglioni, ma a volte riesco a trattenermi) e con gli altri facciamo lezione di matematica; poi lasciamo le facoltà scientifiche e tecniche aperte solo a quelli che hanno partecipato a quelle lezioni, et voilà promuovete chi cazzo vi pare e piace.
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 7:19 pm

[quote="avidodinformazioni"]
comp_xt ha scritto:
Alcune "perle" sulla matematica tratte da "Lettera a una professoressa":
Sulla seconda affermazione potrei essere d'accordo: il 90% dei ragazzi li fai uscire due ore prima (io direi ce li levi dai coglioni, ma a volte riesco a trattenermi) e con gli altri facciamo lezione di matematica; poi lasciamo le facoltà scientifiche e tecniche aperte solo a quelli che hanno partecipato a quelle lezioni, et voilà promuovete chi cazzo vi pare e piace.

Caro avido,
quelli che proponi tu si chiamano "sbarramenti" e sono visti come fumo negli occhi dai cultori della scuola (pseudo)democratica che pensano di eliminare le differenze di classe regalando promozioni.
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 7:24 pm

comp_xt ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Alcune "perle" sulla matematica tratte da "Lettera a una professoressa":
Sulla seconda affermazione potrei essere d'accordo: il 90% dei ragazzi li fai uscire due ore prima (io direi ce li levi dai coglioni, ma a volte riesco a trattenermi) e con gli altri facciamo lezione di matematica; poi lasciamo le facoltà scientifiche e tecniche aperte solo a quelli che hanno partecipato a quelle lezioni, et voilà promuovete chi cazzo vi pare e piace.

Caro avido,
quelli che proponi tu si chiamano "sbarramenti" e sono visti come fumo negli occhi dai cultori della scuola (pseudo)democratica che pensano di eliminare le differenze di classe regalando promozioni.
Ma che sbarramenti ! Le facoltà più prestigiose, quelle umanistiche, rimarrebbero aperte a tutti !
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 9:00 pm

E certo, salvo poi ritrovarci le sollevazioni morali indignate dei professori delle facoltà umanistiche che finalmente si accorgono che i loro studenti non sanno scrivere. E cioè, che finalmente ANCHE alle facoltà umanistiche si iscrive in massa gente che non sa scrivere... finché andavano a ingegneria informatica, a biotecnologie, o alle professioni paramediche, allora andava bene.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 9:28 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
che finalmente ANCHE alle facoltà umanistiche si iscrive in massa gente che non sa scrivere... finché andavano a ingegneria informatica, a biotecnologie, o alle professioni paramediche, allora andava bene.

Finalmente! Era ora! Che rivalsa! Sono soddisfazioni grosse!


Ultima modifica di lucetta10 il Lun Mar 27, 2017 11:13 pm, modificato 2 volte
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Lun Mar 27, 2017 10:53 pm

Io non ho espresso nessuna soddisfazione, ho solo fatto una supposizione sul perché i docenti universitari di lettere si scaldino tanto solo adesso...

Se esisteva già da diversi decenni un problema cronico di scarse competenze lessicali in uscita dalla scuola superiore, che in qualche caso drammatico arriva anche a forme di semianalfabetismo funzionale, si doveva aspettare che i semianalfabeti si iscrivessero a lettere, per accorgersene?

Quello che questi signori non vogliono ammettere è che oggi i più somari di tutti i somari (non solo in ambito puramente umanistico, ma i somari generalizzati, quelli che sono scarsissimi sia in materie umanistiche che scientifiche) si iscrivono in massa ai corsi di laurea umanistici, solo perché questi hanno fama di essere i più facili... molto ma molto più facili anche rispetto, che so, a un corso per infermieri, che invece ha fama di essere q*zzutissimo.

E infatti, non a caso, l'iscrizione a corsi di laurea di ambito letterario o filosofico costituisce la sponda di riserva ideale per chi non è riuscito a passare il test di accesso ai corsi per le professioni paramediche, considerati molto più impegnativi e selettivi, o per altri corsi a numero chiuso che però non hanno niente a che fare con gli studi umanistici.

Cioè, questa categoria di docenti universitari, PRIMA ha fatto di tutto per rendere la propria facoltà sempre più facile, sempre più banalizzata e sempre meno richiedente... e poi si lamenta se ci si iscrivono i somari, perché proprio non se l'aspettavano?

Boh, c'è veramente qualcosa che non mi quadra!
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Mer Mar 29, 2017 6:17 pm

Quello che scrive la Mastrocola può prestarsi a tutte le critiche del mondo, a patto che vengano fatte con cognizione di causa.
Leggendo alcuni commenti all'articolo linkato ho la sensazione di essere di fronti a militanti di partito invasati che di scuola ne sanno assai poco.

Resto basito quando leggo frasi come di questo tipo:

Paola Mastrocola non dimentica alcunché, e non è affatto disinformata o poco istruita o avventata. Paola Mastrocola è una coerente sostenitrice di una scuola e di una pratica didattica reazionarie (quelle, per capirci, nelle quali il bravo studente è solo chi è capace di ripetere per filo e per segno ciò che ha detto l’insegnante), la cui esternazione le sono valse (anche se continua a recitare la parte di quella esclusa dal coro) la chiamata politica dapprima di Valentina Aprea, viceministra AN di Letizia Moratti (che era solita, Aprea intendo, sventolare i di lei libri nei pubblici incontri), poi di Mariastella Gelmini, che l’ha chiamata a far parte della “cabina di regia” per la riforma della scuola, e infine di Matteo Renzi, che ha presentato a Firenze il suo libro del 2011 lodando (e dunque condividendo) la sua avversione per don Milani e Gianni Rodari. Punto. Finiamola di considerarla una povera ingenua che va informata, e consideriamola per quello che è: un nemico di classe (perché i nemici della scuola sono nemici di classe) meritevole di tutto l’odio di classe che Gramsci insegna.

Io ho letto diversi libri della Mastrocola e francamente non ho mai avuto l'impressione che per lei il bravo studente sia colui che ripete a pappagallo ciò che dice l'insegnante a lezione.
Per il resto, cosa c'è di reazionario nel sostenere che a scuola si va per studiare e che è assurdo pretendere di ottenere un diploma senza aver appreso certi contenuti?
Ma è mai possibile che nel 2017 si possa continuare a tirare fuori la storiella della scuola classista in cui solo coloro che in casa respirano aria di cultura riescono ad apprendere?
A questa gente evidentemente sfugge che oggi le differenze sociali sono assai meno marcate che in passato e che la percentuale degli studenti che non conclude gli studi superiori per problemi economici è praticamente trascurabile.
Inoltre chiunque abbia un minimo di esperienza di insegnamento (e la Mastrocola, contrariamente a molti suoi detrattori, ce l'ha) sa bene che esistono figli di medici e di avvocati che vanno male a scuola perché non studiano (evidentemente l'aria di cultura e le biblioteche casalinghe piene di libri da sole non bastano) e figli di operai che sono eccellenti studenti.
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Mer Mar 29, 2017 8:35 pm

comp_xt ha scritto:
Paola Mastrocola non dimentica alcunché, e non è affatto disinformata o poco istruita o avventata. Paola Mastrocola è una coerente sostenitrice di una scuola e di una pratica didattica reazionarie (quelle, per capirci, nelle quali il bravo studente è solo chi è capace di ripetere per filo e per segno ciò che ha detto l’insegnante), la cui esternazione le sono valse (anche se continua a recitare la parte di quella esclusa dal coro) la chiamata politica dapprima di Valentina Aprea, viceministra AN di Letizia Moratti (che era solita, Aprea intendo, sventolare i di lei libri nei pubblici incontri), poi di Mariastella Gelmini, che l’ha chiamata a far parte della “cabina di regia” per la riforma della scuola, e infine di Matteo Renzi, che ha presentato a Firenze il suo libro del 2011 lodando (e dunque condividendo) la sua avversione per don Milani e Gianni Rodari.

Io ho letto diversi libri della Mastrocola e francamente non ho mai avuto l'impressione che per lei il bravo studente sia colui che ripete a pappagallo ciò che dice l'insegnante a lezione.

E comunque, se anche fosse così, non vedo perché mai questo avrebbe dovuto valerle l'apprezzamento e la chiamata politica di quei soggetti citati sopra... che non hanno certo MAI sostenuto la visione di una scuola reazionaria e autoritaria in cui si deve obbedire all'autorità costituita e si deve ripetere a pappagallo quello che dice l'insegnante, ma esattamente al contrario, hanno sostenuto un'idea di scuola in cui la trasmissione di contenuti culturali non vale più niente e deve essere messa al bando come la peste, per essere sostituita da qualsiasi fuffa improvvisata di "autoapprendimento" di "competenze" fumose, in cui ognuno è libero di imparare o di non imparare tutto quello che gli pare, tanto ha il diritto automatico di essere promosso lo stesso.

Se VERAMENTE la Mastrocola sostenesse una scuola reazionaria e autoritaria in cui bisogna imparare pedissequamente le nozioni e chi sgarra viene escluso...  per quale motivo dovrebbe piacere tanto alla Gelmini, e soprattututto a Renzi?
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Mer Mar 29, 2017 8:52 pm

comp_xt ha scritto:
A questa gente evidentemente sfugge che oggi le differenze sociali sono assai meno marcate che in passato e che la percentuale degli studenti che non conclude gli studi superiori per problemi economici è praticamente trascurabile.
Chi sostiene che la dispersione scolastica sia legata alle condizioni economiche non dice il falso, dice una cretinata.

Il povero che non ha voglia di studiare smette di andare a scuola, il ricco che non ha voglia di studiare va nel diplomificio; il primo si vede che è un disperso, il secondo viene contabilizzato come un "successo scolastico".

Possibile che debbano essere i matematici a dire che i numeri non sono tutto ? Non dovrebbe essere compito dei filosofi ?
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MessaggioTitolo: Re: donmilanismo   Mer Mar 29, 2017 8:58 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E comunque, se anche fosse così, non vedo perché mai questo avrebbe dovuto valerle l'apprezzamento e la chiamata politica di quei soggetti citati sopra... che non hanno certo MAI sostenuto la visione di una scuola reazionaria e autoritaria in cui si deve obbedire all'autorità costituita e si deve ripetere a pappagallo quello che dice l'insegnante, ma esattamente al contrario, hanno sostenuto un'idea di scuola in cui la trasmissione di contenuti culturali non vale più niente e deve essere messa al bando come la peste, per essere sostituita da qualsiasi fuffa improvvisata di "autoapprendimento" di "competenze" fumose, in cui ognuno è libero di imparare o di non imparare tutto quello che gli pare, tanto ha il diritto automatico di essere promosso lo stesso.

http://www.orizzontescuola.it/educazione-sentimentale-laboratorio-con-chiara-gamberale-per-gli-studenti-del-carduccidi-casamarciano/

L'istituto Luce non usava gli stessi toni trionfalistici quando parlava di fascismo ?
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