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 Student Act...

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Masaniello



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MessaggioTitolo: Student Act...   Gio Mar 30, 2017 12:46 pm

Promemoria primo messaggio :

fosse vero....
in una poltiglia putrida di provvedimenti che continuano ad erodere la qualita della scuola e della didattica, forse una luce nel buio.
finalmente compare la meritocrazia: niente tasse univeristarie alle matricole con isee basso ed ottimo profitto.
le tasse universitarie si fanno invece piu alte, come sacrosanto che sia, per i fuoricorso cronici, vale a dire quell esercito di parassiti mantenuti dai genitori per cazzeggiare a vita che infestano le universita italiane, soprattutto in certe facoltà.gente di 29-30 anni che deve ancora dare una decina di esami , e che all'università ci va ogni tanto per scambiare due chiacchiere con gli amici.
che papino li mantenga al cazzeggio e all aperitivo quotidiano va bene, ma ogni studente iscritto è un costo sociale.
ben venga quindi che si premino i volenterosi e si penalizzino i fancazzisti.
piena attuazione del diritto allo studio.
ovviamente tale esercito di cazzeggiatori abusivi , tramite il kollettivo studentesco, è gia sul piede di guerra pronto a demolire qualche aula universitaria per protesta. " rifiutiamo il merito. la legge non valorizza il nostro talento e i nostri sforzi".
il talento ovviamente sta nello starsene seduti al sushi bar vicino alla facoltà......gli sforzi sono quelli che compiono per lanciare pietre e molotov alla polizia quando, presi dalla noia, decidono di distruggere aule e biblioteche...
speriamo che passi...e si riesca a fare un pò di pulizia anche nelle varie facoltà...
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Cozza

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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Ven Mar 31, 2017 7:14 pm

vi leggo e come spesso mi accade...mi viene da dar ragione ora ad uno...ora all'altro.
trovo sacrosanto che chiunque ne abbia voglia, tempo e possibilità...possa in qualunque momento della sua vita decidere di riprendere, iniziare o terminare un percorso scolastico generalmente previsto in altre età.
mi piace anche molto il discorso tasse che pagate da più persone....permettono anche servizi migliori per tutti.
trovo però anche comprensibile chi parla di "intasamento" degli spazi...forse perché la mia realtà universitaria, l'accademia di belle arti di brera, all'epoca davvero costretta in spazi ridotti (ma so che anche oggi il problema spazi è molto sentito), è ed è sempre stata a frequenza obbligatoria.
altro che frequenza minima...ricordo proprio con fastidio fisico uno sgomitare per trovare l'angolino di lavoro nell'aula di incisione...e, lo confesso solo ora a distanza di anni, ho proprio vissuto questa sensazione di fastidio per l'invasione dei tanti quarantenni che, ai miei occhi di ventenne di belle speranze "mi rubavano spazio fisico", ricordo le ricche sciure ben ammogliate che mollando i figli alle varie tate e frequentavano l'accademia "tanto per...", alcune erano pure brave, inutile negarlo, altre...vivacchiavano galleggiando...l'ammissione è sempre stata a numero chiuso ma solo per chi non proveninva dal liceo artistico o dagli istituti d'arte...quindi bastava avere nell'armadio un polveroso diploma giusto e il gioco era fatto, ammessi d'ufficio.
e io...non trovavo manco un posto a sedere nelle lezioni dei big più famosi alle lezioni di storia dell'arte ascoltate spesso seduta in terra...
costi più alti ai fuori corso...ma sì, ci sto, qualsiasi sia la motivazione del ritardo.
ripensando ai vecchi programmi universitari tra l'altro...il fuoricorso per alcune facoltà era normale prassi...ma oggi a programmi ridotti all'osso ...la permanenza oltre i limiti è meno giustificabile.
e anche qui...sarò di parte...ma son geneticamente predisposta ai tempi blindati, già perché l'accademia, almeno quando l'ho frequentata io, si poteva fare in 4 anni, tesi compresa...o sforare di un anno, il quinto, generalmente dedicato solo alla tesi. al sesto anno...eri fuori, tasse o non tasse.

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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Ven Mar 31, 2017 7:21 pm

Terribile sta scena..
Mi immagino lo studente iscritto in accademia per cacciare ventenni finito stalkerato dalla 50 enne di turno...
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Cozza

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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Ven Mar 31, 2017 7:22 pm

ahhahahahahahhahahha...effettivamente almeno un caso lo ricordo!!!!!
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Ven Mar 31, 2017 11:37 pm

giobbe ha scritto:
paniscus_2.0 perché parli di penalizzare qualcuno. Il principio economico è molto semplice. Io, università, metto in bilancio un introito di 100.000 euro ricavabile dalle tasse d'iscrizione. Posso far pagare ai miei 100 iscritti, a tutti, 1.000 euro oppure farli pagare in base all'isee e al percorso didattico in modo differenziato. Mi sembra una soluzione giusta e equa.

Mi pare che sia già così. Comunque, se con questa politica disincentivi l'iscrizione di qualcuno, l'introito che devi mettere a bilancio non è più di 100.000 euro e, se ti serve sempre la stessa cifra, devi aumentare le tasse per gli altri. A me sembra che i problemi dell'università siano altri.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 5:50 am

Dec ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Da un punto di vista pragmatico,sia il punkabbestia con i dread no global che il figlio del medico fighetto che pasteggia a sushi e fa le serate a Milano sono equivalenti e sono un costo sociale,dal momento in cui sedimentano oziosamente nelle facoltà pur usufruendo dei relativi servizi. Entrambi è giusto che paghino 10000 euro l anno,per invitarli a togliersi dalle palle...

Di quali servizi, se all'università ci vanno solo una volta ogni tanto? A me sembra che più che un costo per le università siano una fonte di guadagno, anche se pagassero le tasse che pagano tutti gli altri (ma per più anni).
Se invece ti riferisci al fatto che non lavorano, non si sposano e non fanno figli, il discorso è diverso, ma suppongo che non lo farebbero nemmeno se si ritirassero dall'università, quindi non capisco l'utilità di questa misura, se non quella di abbassare a livello statistico l'età media per il conseguimento della laurea, cosa che verrebbe presentata come uno straordinario successo di qualche governo o ministro (tanto ormai le riforme si fanno solo per fare propaganda).
Se la smettessimo di giudicare la vita e le scelte degli altri solo perché sono diverse dalle nostre e di sentirci sempre i migliori, sarebbe un grosso passo avanti, ma capisco che per qualcuno è chiedere troppo.

concordo su tutto
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 2:01 pm

Un caso concreto, di qualche anno fa.
Un mio conoscente, sposato e con un figlio, monoreddito si iscrive all'università all'età di 40 anni per prendersi una laurea. Bene, nonostante il lavoro e la famiglia, riesce a laurearsi in 5 anni esatti!
Un mio conoscente, economicamente più benestante del primo, ha il figlio che da 10 anni è iscritto all'università e mi pare che non abbia finito nemmeno la triennale...
Perché devono pagare tutti e due, solo in base all'Isee, quasi le stesse tasse?
Se ho problemi economici cerco di laurearmi nel più breve tempo possibile e l'università e lo Stato mi devono aiutare in questo.
Se ci metto 20 anni vuol dire che me lo posso economicamente permettere e all'università ci vado tanto perché prima o poi...
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 3:38 pm

Ma se ci metti 20 anni e paghi regolamente le tasse per 20 anni, non stai GIA' versando nelle casse pubbliche molti più soldi (che poi dovrebbero essere impiegati per far funzionare l'università) di quello che ci mette 5 anni, a fronte di un consumo modestissimo dei servizi dell'università, molto più esiguo di quello di un normale studente a tempo pieno? Perché quelle stesse tasse dovrebbero essere ulteriormente aumentate, visto che quella situazione è già vantaggiosa per l'istituzione?

Io do per scontato che chi si iscrive all'università in età matura (o chi riprende in età matura un corso di studi che aveva abbandonato da giovane e che poi ha voluto completare dopo diversi anni), e che accetta di impiegarci tempi lunghissimi pur di prepararsi in maniera adeguata... non lo faccia "per avere il pezzo di carta che gli serve per tornaconto", altrimenti si rivolgerebbe a una delle mille uinversità online truffaldine che hanno ottenuto la parificazione chissà come, o a una delle altrettante numerose università rumene, bulgare o albanesi a cui è stata (criminalmente) regalata l'equiparazione degli esami sostenuti anche se il presunto studente non parla una parola della lingua locale... e se la caverebbe nel giro di un anno o due come il Trota, appunto.

Io presumo che chi decide di riprendere gli studi in età matura, e accetta di impiegarci tempi lunghi pur di riuscire a farlo bene invece di cercare scorciatoie disoneste, lo faccia perché veramente ci tiene a studiare, imparare, e migliorare la propria cultura anche da adulto, e lo faccia volentieri anche se non "gli serve" utilitaristicamente per cambiare lavoro e guadagnare di più nell'immediato. E penso sinceramente che non faccia nessun danno alla società, anzi, che semmai le faccia del bene, perchè una percentuale più alta di persone più istruite è un bene per tutti, mica solo per il singolo interessato...

Quindi, perché mai dovrebbe essere scoraggiato da tasse più alte e paletti più minacciosi?

Oltretutto, una persona di età matura, pur avendo meno tempo per studiare, ha di solito una larghezza di visione mentale, e un'abitudine quotidiana all'adattamento concreto, che i ventenni-studenti-a-tempo-pieno si sognano.

Io personalmente posso riferire un'esperienza personale che non ha a che fare con l'università, ma con una certificazione linguistica Cambridge: sono riuscita a prendermi un attestato di livello C1, ampiamente al di sopra dei 40 anni, studiando da sola nei ritagli di tempo, avendo una certa familiarità con la comprensione dell'inglese scritto (perchè da decenni mi serve per lavoro) ma non avendo mai più studiato la grammatica da più di 25 anni, non avendo mai vissuto all'estero e non avendo mai seguito corsi appositi; ragazzi che hanno 20 anni meno di me e che studiano a tempo pieno, senza dover lavorare e senza avere responsabilità familiari, e avendo anche seguito il corso ufficiale di inglese a pagamento, hanno avuto più difficoltà di me.

Vuol dire che io avrei dovuto pagare il doppio per sostenere quella prova?
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 3:57 pm

Allora: ho chiesto a un amico che lavora all'università.
Gli studenti lavoratori possono fare il part-time: pagano la metà e ci possono mettere il doppio degli anni senza andare fuori corso. Quindi Paniscus e Dec sono accontentati.
Per il resto, pare che le università siano penalizzate se gli studenti ci mettono troppo tempo a laurearsi, nel senso che ricevono meno finanziamenti dallo stato.
Quindi: o fanno i corsi più facili (in parte succede anche questo, che non è bello) o incoraggiano gli studenti a darsi una mossa, aumentando le tasse ai fuori corso e riducendole a chi si laurea in pari.

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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 5:33 pm

geo&geo ha scritto:
Allora: ho chiesto a un amico che lavora all'università.
Gli studenti lavoratori possono fare il part-time: pagano la metà e ci possono mettere il doppio degli anni senza andare fuori corso. Quindi Paniscus e Dec sono accontentati.
Per il resto, pare che le università siano penalizzate se gli studenti ci mettono troppo tempo a laurearsi, nel senso che ricevono meno finanziamenti dallo stato.
Quindi: o fanno i corsi più facili (in parte succede anche questo, che non è bello) o incoraggiano gli studenti a darsi una mossa, aumentando le tasse ai fuori corso e riducendole a chi si laurea in pari.

Questo è quanto.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 6:42 pm

geo&geo ha scritto:
Allora: ho chiesto a un amico che lavora all'università.
Gli studenti lavoratori possono fare il part-time: pagano la metà e ci possono mettere il doppio degli anni senza andare fuori corso. Quindi Paniscus e Dec sono accontentati.
Per il resto, pare che le università siano penalizzate se gli studenti ci mettono troppo tempo a laurearsi, nel senso che ricevono meno finanziamenti dallo stato.
Quindi: o fanno i corsi più facili (in parte succede anche questo, che non è bello) o incoraggiano gli studenti a darsi una mossa, aumentando le tasse ai fuori corso e riducendole a chi si laurea in pari.


Io sono iscritta per la terza laurea al corso in arti visive all'università di bologna. La possibilità di iscriversi part time non esiste, sono io che lavoro part time.
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 7:36 pm

chicca70 ha scritto:
Io sono iscritta per la terza laurea al corso in arti visive all'università di bologna. La possibilità di iscriversi part time non esiste, sono io che lavoro part time.

http://www.unibo.it/it/didattica/iscrizioni-trasferimenti-e-laurea/prolungamento-durata-studi-percorso-lungo
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 7:37 pm

Terza laurea?????????
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 8:07 pm

Masaniello ha scritto:
Terza laurea?????????
Perché, c'è qualcosa di male?
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 10:42 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Terza laurea?????????
Perché, c'è qualcosa di male?
c
C'è chi colleziona francobolli...
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 10:56 pm

Ma si può sapere da dove arriva tutto questo disprezzo per lo studio e l'approfondimento culturale in età adulta?

Detta così, pare che l'università debba essere solo un generatore automatico di titoli di studio che "servono solo per trovare lavoro"... e che una volta che il lavoro lo si ha già, allora l'unico scopo è già raggiunto e non c'è più nessuna giustificazione per il fatto di voler studiare ancora (anzi, diventa addirittura una cosa negativa, un indice di frivolezza, di immaturità o di ostentazione di lusso inutile).

E poi ci si lamenta se i nostri alunni puntano solo al pezzo di carta da ottenere più facilmente  possibile solo per tornaconto pratico...
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Sab Apr 01, 2017 11:01 pm

geo&geo ha scritto:
Per il resto, pare che le università siano penalizzate se gli studenti ci mettono troppo tempo a laurearsi, nel senso che ricevono meno finanziamenti dallo stato

Ah, ecco: e quindi, invece di combattere questa logica abominevole dal punto di vista generale (che poi è esattamente la stessa che flagella anche le nostre scuole, e di cui CI LAMENTIAMO, con gli indicatori di "virtuosità" del RAV e altre amenità del genere, in cui ogni anno bisogna dimostrare di avere sempre meno bocciati dell'anno prima e di avere voti in uscita sempre più alti), si applaude alla penalizzazione dello studente?
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 12:28 am

geo&geo ha scritto:
Allora: ho chiesto a un amico che lavora all'università.
Gli studenti lavoratori possono fare il part-time: pagano la metà e ci possono mettere il doppio degli anni senza andare fuori corso. Quindi Paniscus e Dec sono accontentati.
Io non sono per niente accontentato. Non ho parlato di studenti lavoratori, ma di situazioni personali che possono essere le più varie e che non sta né all'università né tanto meno a voi sindacare.
geo&geo ha scritto:
Per il resto, pare che le università siano penalizzate se gli studenti ci mettono troppo tempo a laurearsi, nel senso che ricevono meno finanziamenti dallo stato.
Ecco, sarò soddisfatto quando una norma stupida come questa sarà abolita.
geo&geo ha scritto:
Quindi: o fanno i corsi più facili (in parte succede anche questo, che non è bello) o incoraggiano gli studenti a darsi una mossa, aumentando le tasse ai fuori corso e riducendole a chi si laurea in pari.
La soluzione è abolire la norma suddetta, invece che aggiungerne un'altra che si ispira alla stessa filosofia. Comunque non sono del tutto contrario ad aumentare (moderatamente) le tasse per i fuoricorso e a diminuirle (considerevolmente) per chi è in corso. Sono intervenuto solo perché nei primi post leggevo un entusiasmo eccessivo per questa misura, dettato dalla volontà di punire qualcuno per non si sa bene quale crimine, e volevo proporre un punto di vista diverso.
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 9:54 am

geo&geo ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Io sono iscritta per la terza laurea al corso in arti visive all'università di bologna. La possibilità di iscriversi part time non esiste, sono io che lavoro part time.

http://www.unibo.it/it/didattica/iscrizioni-trasferimenti-e-laurea/prolungamento-durata-studi-percorso-lungo

Solo alcune facoltà lo prevedono, come si evince dal link con la tabella. La facoltà di lettere non è tra queste.
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 10:03 am

Masaniello ha scritto:
Terza laurea?????????

Cosa c'è di male? Io punterei anche alla quarta. Ho voglia di imparare cose diverse da quelle che insegno. Inoltre ho necessità di un impegno mentale che mi assorba per non diventare pazza di paura quando mio marito è in missione per mesi.
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 10:31 am

Ah già. La mia domanda è :quanti giga di memoria hai nel cervello? Riesci continuamente ad aggiungere roba?
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 10:51 am

Masaniello ha scritto:
Ah già. La mia domanda è :quanti giga di memoria hai nel cervello? Riesci continuamente ad aggiungere roba?

Come sempre nel lungo periodo si ricordano gli aspetti più importanti o ciò che ha appassionato maggiormente. Nessuno ricorda nel dettaglio tutto ciò che ha studiato.
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 11:08 am

Dec ha scritto:
geo&geo ha scritto:
Allora: ho chiesto a un amico che lavora all'università.
Gli studenti lavoratori possono fare il part-time: pagano la metà e ci possono mettere il doppio degli anni senza andare fuori corso. Quindi Paniscus e Dec sono accontentati.
Io non sono per niente accontentato. Non ho parlato di studenti lavoratori, ma di situazioni personali che possono essere le più varie e che non sta né all'università né tanto meno a voi sindacare.
Volevo solo indicare una possibile via che esiste già per alcuni problemi personali. Il lavoro è uno, ma ce ne sono anche altri (per esempio, l'assistenza ad un familiare con invalidità, bambini piccoli o altro).
Dec ha scritto:
geo&geo ha scritto:
Per il resto, pare che le università siano penalizzate se gli studenti ci mettono troppo tempo a laurearsi, nel senso che ricevono meno finanziamenti dallo stato.
Ecco, sarò soddisfatto quando una norma stupida come questa sarà abolita.
Da quello che so, le università hanno subìto tagli continui negli ultimi anni, tutti mascherati dalle parole "razionalizzare le spese" e "meritocrazia". Immagino che questa norma sia una delle tante per ridurre l'intervento dello stato in formazione e ricerca.
Intanto che - tra tutti - chiediamo di finanziare di più scuola e università, però, agli atenei tocca trovare soluzioni per mandare avanti la baracca.
Dec ha scritto:
geo&geo ha scritto:
Quindi: o fanno i corsi più facili (in parte succede anche questo, che non è bello) o incoraggiano gli studenti a darsi una mossa, aumentando le tasse ai fuori corso e riducendole a chi si laurea in pari.
La soluzione è abolire la norma suddetta, invece che aggiungerne un'altra che si ispira alla stessa filosofia. Comunque non sono del tutto contrario ad aumentare (moderatamente) le tasse per i fuoricorso e a diminuirle (considerevolmente) per chi è in corso. Sono intervenuto solo perché nei primi post leggevo un entusiasmo eccessivo per questa misura, dettato dalla volontà di punire qualcuno per non si sa bene quale crimine, e volevo proporre un punto di vista diverso.
Nessun entusiasmo, da parte mia. Solo cercare di capire i termini del problema e farmi un'opinione.
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 11:31 am

geo&geo ha scritto:
Dec ha scritto:
geo&geo ha scritto:
Per il resto, pare che le università siano penalizzate se gli studenti ci mettono troppo tempo a laurearsi, nel senso che ricevono meno finanziamenti dallo stato.
Ecco, sarò soddisfatto quando una norma stupida come questa sarà abolita.
Da quello che so, le università hanno subìto tagli continui negli ultimi anni, tutti mascherati dalle parole "razionalizzare le spese" e "meritocrazia". Immagino che questa norma sia una delle tante per ridurre l'intervento dello stato in formazione e ricerca.
Intanto che - tra tutti - chiediamo di finanziare di più scuola e università, però, agli atenei tocca trovare soluzioni per mandare avanti la baracca.

Però un conto è sostenere che si debbano spendere più soldi per l'università (discorso generico e che condivido solo in parte, perché penso che all'università ci siano anche tanti sprechi che potrebbero benissimo essere tagliati prima di aumentare le tasse agli studenti), un altro sostenere che i finanziamenti statali (pochi o tanti che siano) debbano essere distribuiti in base al numero di anni impiegato dagli studenti per laurearsi. Non è affatto detto che un'università che boccia di più agli esami (costringendo quindi a ripeterli e allungando inevitabilmente la durata media della permanenza degli studenti) sia peggiore di una che propone esami piccoli, facili e promuove tutti al primo colpo, magari con voti altissimi, anzi direi che probabilmente è il contrario. Ecco perché ho definito quella norma stupida; i tagli al budget complessivo sono un'altra questione.
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 12:09 pm

Ho insegnato all'Università per 17 anni con minimi contratti di collaborazione didattica, ma con una mole di lavoro ben diversa. Ho accettato io le condizioni nella perfetta consapevolezza di non essere figlia di/moglie di/amante di, quindi non è questo il punto.
Scrivo per raccontarvi la mia esperienza diretta.

Negli anni '90 (quando mi sono laureata e ho iniziato a collaborare) eravamo quasi tutti fuori corso: la mole di lavoro ad esame era cospicua e in ambito umanistico le tesi erano tutte sperimentali (impiegai due anni e mezzo tra ricerche e stesura). Esistevano alcune "nonne" frequentatrici, ma erano casi sporadici: pagavano le tasse, sostenevano con una certa fatica gli esami e non rubavano il lavoro a nessun giovane. E' raro che a 60 anni si abbia la lucidità mentale di un ventenne: oggi che insegno esclusivamente agli adulti adulti - diciamo sui 50-60-70 anni - posso confermarlo quotidianamente. Anche dalla MIA prospettiva personale di cinquantenne! :-(

Negli anni 2000, con l'introduzione della riforma Berlinguer (3+2) e parallelamente all'estensione progressiva del numero chiuso, le cose sono cambiate: le aule dei corsi di laurea umanistici si sono riempite di giovani spesso disinteressati alle discipline ma desiderosi di ottenere una "laurea" in tempi brevi. I programmi d'esame sono stati falcidiati, le tesi sono diventate mero esercizio di compilazione-scaricamento da internet. Si è arrivati al punto in cui le segreterie hanno indicato ai laureandi la non necessità di presentare anticipatamente al relatore il proprio elaborato. Le "nonne" hanno continuato a frequentare, ma sempre in numero irrisorio.

Ora, occorre considerare che, a differenza di tanti insegnanti delle scuole (al netto di casi singoli, alla vostra categoria va tutta la mia gratitudine di madre), per la maggioranza dei docenti universitari la didattica è parte marginale, spesso marginalissima, del loro impegno. Spesso si fanno sostituire nella didattica dai collaboratori, siano o non siano questi in grado di svolgere in maniera efficace il compito assegnato. Per la maggior parte dei professori ordinari o associati, ma anche dei ricercatori, l'importante è curare il proprio curriculum. Non sono tutti così, ma alla maggioranza non importa un fico secco che i giovani escano preparati dalla loro "Scuola" (così si chiamano oggi le Facoltà).

Se a questi signori fosse importato davvero qualcosa dell'istituzione per la quale lavorano non avrebbero permesso lo sfascio del 3+2: mai li ho visti impegnati in una critica seria ai cambiamenti in atto, mai li ho visti dalla parte degli studenti. Io mi massacravo nel correggere tesi quasi illeggibili: ortografia, sintassi, contenuti e citazioni (ogni riferimento a persone e cose è puramente voluto), perché sapevo che solo con un giro di vite il ragazzo avrebbe potuto imparare qualcosa. Forse la laurea triennale non l'avrebbe portato a niente, perché nel mondo del lavoro entrano in gioco altre componenti, ma almeno se mai avesse dovuto mettere a frutto le sue conoscenze sarebbe partito da una base concreta. Ma a tanti docenti titolati questo non importava: l'essenziale era avere tanti iscritti e soprattutto tanti laureati.    

Oggi, dopo aver tenuto la mia ultima lezione nel 2011 (ma erano studenti della laurea magistrale, quindi interessati) e avvicinandosi l'ora fatidica della scelta di mio figlio mi sono riaffacciata a quel mondo dall'esterno, spulciando quindi con curiosità i siti web, con ovvia particolare attenzione per il "mio" vecchio dipartimento. Mi sono venuti i capelli dritti.
Una serie di "pacchetti" preconfezionati sui quali è quasi impossibile intervenire con modifiche legate alle proprie attitudini. Programmi rigidissimi, uguali per tutti. Possibilità di seguire i docenti "migliori" e scartare gli incompetenti? Quasi nessuna. Ti vuoi laureare in Arti Visive all'Università di Bologna? Dovrai sostenere esami di base uguali ai laureandi DAMS di Spettacolo e Musica. Stessi identici programmi, nessuna elasticità per chi viene da corsi di laurea diversi.
Il risultato? Ho finalmente capito perché in questa università tanti ragazzi bravi, provenienti da percorsi scolastici di livello, si arenino. Sempre di più sento raccontare dagli amici di situazioni nelle quali i giovani si bloccano e si fermano per uno o due anni. E' semplice, già non vedono un grande futuro e all'università non trovano stimoli. E' tutto meccanicamente uguale, contano solo i crediti. I più scaltri vanno avanti velocemente a suon di 18, i più portati ma lucidi non vedono l'ora di arrivare alla magistrale, tanti altri, anche potenzialmente bravissimi, sono delusi e disorientati.

Dal mio punto di vista un'università di questo tipo è destinata all'implosione, nell'inconsapevolezza opportunistica di chi ci insegna. Il problema non sono le "nonne" frequentanti né i fuoricorso. Se questi uscissero con delle competenze forti, che male ci sarebbe?

PS concordo su tutto quello che dice Dec
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MessaggioTitolo: Re: Student Act...   Dom Apr 02, 2017 12:47 pm

Stefania Biancani ha scritto:
in ambito umanistico le tesi erano tutte sperimentali
Questo mi incuriosisce, che sperimentazione si può fare su "la poetica di Leopardi" ?
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