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 Il precocismo nella scuola dell'infanzia

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RUG74



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MessaggioTitolo: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 12:01 pm

Ho bisogno del vostro giudizio: qual è il limite oltre il quale si passa dall'avvicinamento alla scrittura nella scuola dell'infanzia al precocismo? Di sicuro insegnare le letterine minuscole è una tappa di stretta spettanza della scuola primaria, ma le maiuscole invece? Voglio dire se l'insegnante dà un stimolo e il bambino lo fa suo e per curiosità desidera approfondire, l'insegnante cosa può fare? Voi che limite vi ponete in fatto di una prima familiarizzazione con la prescrittura nei bambini di cinque anni?
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 12:11 pm

Non insegno alla materna ma sono madre. Mio figlio ha cominciato poco prima di compiere 4 anni con le maiuscole. Questo in casa. Alla materna le sue insegnanti lo facevano a 5 anni.
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RUG74



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 12:36 pm

Io per il momento sono giunto a questo convincimento: bisogna sempre contestualizzare gli apprendimenti alla classe che si ha di fronte, perché se c'è terreno fertile ci si può spingere anche oltre, ma il mio dubbio riguarda proprio questo "oltre", che non è definito con nettezza nelle Indicazioni Nazionali e diventa una vera e propria muraglia cinese quando è la maggior parte delle colleghe a ritenere che le letterine, quale che sia la metodologia di apprendimento usata, costituiscono sempre e cmq un precocismo da evitare...
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Hoffnung2



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 1:53 pm

Il metodo montessoriano ad esempio parte dal corsivo, ma sempre nel rispetto dei tempi del bambino.
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RUG74



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 2:13 pm

Parte dal corsivo ma già nella materna?
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 2:31 pm

Io sono contraria a una programmazione della scuola dell'infanzia che proponga l'apprendimento delle lettere a tutti come attività ordinaria... ma sono anche contraria alla RIMOZIONE totale dell'argomento come se fosse un tabù, e al rifiuto di prendere atto che alcuni bambini le lettere le hanno già imparate per i fatti propri, e le considerano una cosa normale.

Non so se riesco a spiegarmi: a quell'età, alcuni imparano spontaneamente i fondamenti della lettura e scrittura per curiosità personale, per influenza dei genitori o per imitazione dei fratelli più grandi, mente alcuni altri no, ed ENTRAMBE le situazioni sono da considerare altrettanto rispettabili, e altrettanto normali.

Tranne casi particolari di genitori fanatici che si mettono a fare lezioni formali vere e proprie ai figli (che io non approvo), la maggior parte di questi bambini che imparano in anticipo, imparano in maniera informale, ludica, fantasiosa, per sperimentazione casuale, senza avere idea che quelle attività siano considerate compiti scolastici, o comunque attività da ragazzi più grandi (con il corollario di riempire il bambino di lodi e complimenti imbarazzanti perché "è così bravo che a quattro anni fa già le cose che si dovrebbero fare a sei". Se il bambino ha maturato la curiosità e la capacità per giocare con la lettura e con la scrittura, bene, che lo faccia, ma appunto come GIOCO, non come compito formale o come traguardo di merito.

In questo contesto, io penso che alla scuola materna non spetti né insegnare la lettura e la scrittura, né valutare e giudicare come "più bravi degli altri" quelli che le abbiano già imparate nella vita privata.

Però non è nemmeno giusto che tali eventuali capacità siano censurate, rimosse o sminuite, in base al principio che "alla materna queste cose non si devono fare". Non si fanno come programmazione della scuola, ma se viene fuori che qualcuno le sa già fare, perchè mai non dovrebbe essere riconosciuto, senza nessuna dimunizione di giudizio per gli altri?

Alla materna che hanno frequentato i miei figli, i bambini venivano lasciati liberi di provare a pasticciare come volevano con la lettura e scrittura, ma mai obbligati (e nemmeno corretti se facevano errori di forma).

Ad esempio, quelli che riuscivano a firmarsi i disegni da soli, lo facevano (anche in quei casi in cui la grafia faceva pena), mentre quelli che non lo sapevano fare si lasciavano scrivere il nome dalla maestra; quelli che sapevano (più o meno) leggere venivano coinvolti in attività di classe che prevedessero un uso semplice della lettura, ad esempio distribuire i cartellini con i nomi, mentre quelli che non avevano ancora iniziato a leggere venivano coinvolti in attività diverse. Se qualcuno di quelli che non sapevano leggere, ma che erano curiosi di imparare, chiedeva suggerimenti a quelli che avevano già imparato, li si lasciava fare tra di loro...

Ma appunto, l'insegnamento ufficiale di tali abilità non era previsto come programma di scuola.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 2:54 pm

concordo assolutamente con paniscus.
Non capisco perché soprattutto alcune maestre elementari debbano rivendicare un'esclusiva totale sull'insegnamento della scrittura, magari adducendo come motivazione quella assurda che "altrimenti si prendono il dsa". Forse in alcune regioni ci si spinge un po' troppo oltre alla materna, magari per individuare -in maniera del tutto sbagliata- i bambini in grado di anticipare.
I bambini precoci esistono, in questo caso si tratterebbe di una lieve precocità, peraltro molto diffusa: castrarla non ha senso, come non ha senso considerarla una precocità generale, relativa alla maturazione globale della persona.
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Hoffnung2



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 2:57 pm

RUG74 ha scritto:
Parte dal corsivo ma già nella materna?
Sì, gli altri due caratteri vengono introdotti per deduzione.
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 3:13 pm

ushikawa ha scritto:
"altrimenti si prendono il dsa"
Se non rischiassero di diventare autisti li si potrebbe vaccinare contro il DSA.

Ma se si fa il vaccino conto la patente C e contro il DSA, diventare autisti con la patente B sarebbe troppo penalizzante ?
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 3:27 pm

Con la patente b non fai nulla.
Anche per fare il tassista, cosa che non mi dispiacerebbe, occorre abitazione cap b.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 3:29 pm

ushikawa ha scritto:
Non capisco perché soprattutto alcune maestre elementari debbano rivendicare un'esclusiva totale sull'insegnamento della scrittura, magari adducendo come motivazione quella assurda che "altrimenti si prendono il dsa".

esistono davvero cialtroni di proporzioni tanto epiche?
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Bequadro



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Dom Apr 02, 2017 10:46 pm

Non so se qualcuno di voi sia insegnante di scuola dell'infanzia, penso di no... io lo sono, e vedo regolarmente emergere, nell'ultimo anno, il desiderio di "leggere e scrivere" nella quasi totalità dei bambini. Ho usato le virgolette perché non si tratta della letto-scrittura come la si affronta alla primaria, ovviamente, ma dell'evoluzione spontanea della curiosità in bambini che vengono esposti all'esperienza della lettura e della scrittura sia nella vita fuori di scuola, sia nelle attività a scuola.
Pensateci: vanno in macchina e vedono i segnali stradali, guardano la televisione, sfogliano le riviste e i cataloghi che girano in casa e vedono vari tipi di grafia, le maestre leggono per loro mostrando il testo dei libri, vedono ogni giorno la maestra che scrive il loro nome sul foglio del loro disegno...
Si parte, appunto, dal nome. Imparano a scriverlo con fierezza, e non importa se i primi tentativi sono quasi scarabocchi illeggibili, il nome è una cosa importantissima, un segno di identità e di possesso.
Un po' alla volta vogliono scrivere anche il nome del compagno con cui giocano più volentieri, la preziosissima parola "mamma" sul disegno che hanno fatto per lei, vogliono capire cosa c'è scritto sul calendario, riconoscono spontaneamente le lettere del proprio nome presenti in altre parole, e ne sono contentissimi.
Secondo voi sarebbe corretto frustrare questa curiosità e questa fierezza perché "non è previsto"? Per quanto mi riguarda è previsto, parto dolcemente e tranquillamente dal nome e arrivo dove arrivo, senza ansia, osservando la loro reazione e seguendo le loro richieste.
Una volta, con una classe particolarmente brillante siamo arrivati alla cosiddetta fusione sillabica, e parecchi bambini erano molto incuriositi dai diversi "fonts" visti nel pc a casa o notati sulle etichette dell'acqua minerale. Quest'anno ho una classe diversa, in cui alcuni bambini, pur desiderando imparare a scrivere il proprio nome, riescono a farlo soltanto copiandolo dalle etichette che abbiamo preparato insieme. Per me non è un problema, non ci sono risultati da ottenere a tutti i costi, e nemmeno li stresso con la correttezza dell'impugnatura, che per alcuni è veramente difficoltosa.
Per concludere: i bambini vanno stimolati e seguiti, osservati, guidati, aspettati e assecondati.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Lun Apr 03, 2017 12:14 am

Ma sei d'accordo che alla materna debba comunque essere presentata a livello ludico e facoltativo, e non come "compito" formale?

Io non ho detto affatto che debba essere "frustrata", ho detto semplicemente che dovrebbe essere considerata come un "di più", che a quell'età in generale viene appreso in famiglia e non a scuola, e che a qualcuno interessa e a qualcuno no...
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Bequadro



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Lun Apr 03, 2017 8:41 am

Qualsiasi cosa, alla scuola dell'infanzia, è presentata a livello ludico e non in modo formale. Però non esiste un "di più", e non sono d'accordo sul fatto che debbano occuparsene esclusivamente in famiglia. La scuola dell'infanzia non è una specie di "parcheggio custodito", è una scuola, vale a dire un luogo organizzato e attivo per risvegliare e cominciare a formare certe importantissime capacità dei bambini, la prima delle quali dev'essere la gioia di imparare.
Io trovo triste e anche sbagliato considerare i contenuti base una specie di accanimento crudele nei confronti dell'innocente e spensierato bambino, che, poverino, verrebbe forzato a fare cose che non gli piacciono. Ampliamo il ragionamento. Ragionare in questi termini - e "passare" ai bambini questa mentalità - significa creare i famigerati alunni non interessati, svogliati e apatici che poi vi ritrovate alla secondaria. E poi, l'essere umano è geneticamente programmato per imparare, se non lo fosse non imparerebbe né a parlare né a camminare, ed è anche programmato per gioirne, perché le attività che svolge gli danno piacere.
Sinceramente, bambini ai quali non interessa imparare a scrivere il proprio nome, in tanti anni di insegnamento, non ne ho mai trovati, proprio perché nei piccoli è molto attivo il meccanismo dell'imitazione, e ben presto vogliono imparare a fare da soli quello che vedono fare dalla maestra. E' prassi comune che la maestra scriva il loro nome sul foglio del disegno, e anche che chieda loro che cosa hanno disegnato, trascrivendo la risposta accanto alle figure. Credimi, arriva sempre - per alcuni prima, per alcuni dopo - la fatidica frase "posso farlo io? mi fai vedere come si scrive?", e quello è un bel momento, perché quello è l'ingresso spontaneo nel mondo della "cultura". Non è parola grossa, perché la lettura e la scrittura sono il modo di rendere permanenti e trasmissibili le informazioni e i concetti. Condivido con te l'idea che la cosa debba essere fatta in modo ludico e non come imposizione, certo, ma ti ripeto che in tanti anni di insegnamento non mi è mai capitato di vedere bambini ai quali non interessasse nemmeno scrivere il proprio nome. Sicuramente un certo numero lo fa solo perché vede i compagni che lo fanno e non vuole essere da meno, ma ci sono anche quelli - come i bambini che ho citato nel mio post precedente - che arrivano con la bottiglietta dell'acqua minerale e ti chiedono "maestra, ma perché qui le letterine non sono come quelle che scriviamo noi? sono sbagliate? guarda, qui non ci sono le pance delle lettere, ci sono solo linee dritte..." (in riferimento a una grafia che imita le rune).
La maestra coglie gli spunti e le richieste, propone, non forza. Non li mette seduti con la penna in mano dicendo loro "adesso imparate a scrivere il vostro nome". Quando emerge la loro spontanea curiosità, la asseconda e risponde, fornendo spunti, occasioni, incoraggiamento e lode, condividendo la loro motivazione e la loro felicità.
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RUG74



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Lun Mag 01, 2017 10:12 am

Grazie del vostro contributo, ne avevo bisogno! Ma se vogliamo circoscrivere meglio il problema allora vi chiedo se siete d'accordo ad affiggere un alfabetiere murale nelle aule; se siete d'accordo a far usare il libro, di quelli che si trovano nelle scuole materne con una paginetta per ogni lettera dell'alfabeto da ripassare; e se siete d'accordo ai giochi metamorfologici del tipo "un frutto che inizia con A", ecc. Io se ho davanti dei bambini pronti non escluderei nessuno di questi strumenti...
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Bequadro



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Lun Mag 01, 2017 7:34 pm

D'accordissimo sull'alfabetiere murale e sui giochi metafonologici e verbali di ogni tipo. Per quanto riguarda il libro, piuttosto che fargliene usare uno già pronto, sono io che preparo per loro - e davanti a loro, spessissimo - le pagine con le immagini e le lettere da ripassare. Il lavoro preparato da me ha diversi scopi: far vedere loro una persona che lavora con concentrazione, attenzione e cura, e che lavora per loro, e adattare di volta in volta alle esigenze della classe il livello di difficoltà dei disegni e la dimensione delle lettere. Io non uso schede già pronte proprio per questi motivi. Preparo personalmente tutto il materiale e poi ovviamente lo raccolgo e lo rilego in vari modi per consegnarlo alla fine dell'anno.
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RUG74



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Mer Mag 03, 2017 6:32 pm

Allora, a parte questa preparazione artigianale al posto del prestampato, anche tu sei favorevole al libro?
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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Mer Mag 03, 2017 8:26 pm

RUG74 ha scritto:
Allora, a parte questa preparazione artigianale al posto del prestampato, anche tu sei favorevole al libro?

Non sono maestra, ma da mamma posso dirti che nella scuola dell'infanzia di mio figlio c'era il libro, tutti i bambini grandi lo usavano, a velocità e con tempi diversi, con capacità diverse, ma era una grande traguardo, e i bambini di tre e quattro anni aspiravano a diventare grandi per avere anche loro il libro.
Lo chiamavano "il quaderno", aveva disegni da colorare, tratteggi da ripassare, figure geometriche da riconoscere, cose da incasellare o collegare....semplici giochi, passatempi, ma che conducevano di fatto alla prescrittura e alla prematematica.
Non c'erano obblighi, ma c'era il momento della giornata durante il quale i bambini grandi potevano dedicarsi al loro quaderno, e lo facevano, da quel che so, volentieri.
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Bequadro



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MessaggioTitolo: Re: Il precocismo nella scuola dell'infanzia   Gio Mag 04, 2017 12:55 am

Sì, sono favorevole, ma ripeto che non apprezzo i libri già pronti, per quanti ne abbia potuti guardare.
E mi piace molto di più la creazione progressiva del quaderno, aggiungendo un foglio alla volta, piuttosto che un insieme già precostituito. Sicuramente questo implica molto più lavoro da parte mia, ma va bene così, perché mi permette di calibrare continuamente le cose sulle necessità, sulle difficoltà e sui punti forti dei bambini.
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