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 Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.

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MessaggioTitolo: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Lun Apr 03, 2017 6:13 pm

Promemoria primo messaggio :

Volevo la vostra opinione; ho iniziato a insegnare nei professionali e obiettivamente riuscivo a ottenere rispetto e silenzio anche nelle sostituzioni nelle classi peggiori (perchè partivo da subito "di punta" preparandomi a degli eccessi fuori misura).

La stessa cosa non accade nei licei, dove nelle sostituzioni non riesco a mentenere la disciplina essendo studenti meno abituati a essere ripresi dai docenti o forse essendo io più indulgente.

Qualcuno ha una situazione simile?
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Mer Apr 05, 2017 1:31 pm

avidodinformazioni ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Francamente non capisco perché gli insegnanti di liceo vengano considerati i migliori: ad insegnare a quelli "bravi" siamo capaci tutti
Io non mi sognerei mai di dire che gli insegnanti di liceo sono migliori;
Perché c'è qualcuno che ha detto che gli insegnanti del liceo sono migliori degli altri in senso assoluto?
Personalmente ho detto che gli insegnanti del liceo sono, per titolo di studio e per formazione professionale, più "vocati" all'insegnamento rispetto agli altri docenti. Su questo non ci piove. Poi, è ovvio, ci sono bravissimi docenti anche negli altri indirizzi di scuole e scarsi docenti nel liceo. Nei professionali la schiera di docenti tecnico-pratici è la maggioranza. Fatta propria qualche eccezione molto risicata, questi ultimi (docenti?) non hanno alcun tipo di formazione all'insegnamento. Se in una scuola metti assieme docenti squalificati (nel senso che non hanno i minimi strumentali propri del docente) e alunni refrattari allo studio, provenienti dai bassifondi degli altri istituti, la frittata è fatta. E' fatta ancor più in questo momento storico dove anche nei licei, come qualcuno giustamente osserva, gli alunni fanno il minimo indispensabile..quando lo fanno.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Mer Apr 05, 2017 2:22 pm

Giobbe... con tutta la stima e il rispetto che ho per te, e ribadendo che sono quasi sempre in accordo con le tue posizioni, potresti per favore evitare di usare l'ambiguo (e per me deleterio) concetto di "vocazione"? L'insegnamento non è una missione religiosa, non è una militanza ideologica e non è un'attività di volontariato. Per essere un buon insegnante non si deve avere vocazione, si deve avere professionalità, che è ben diverso.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Mer Apr 05, 2017 3:28 pm

giobbe ha scritto:
Personalmente ho detto che gli insegnanti del liceo sono, per titolo di studio e per formazione professionale, più "vocati" all'insegnamento rispetto agli altri docenti. Su questo non ci piove.

Su questo punto specifico: secondo me non è neanche vero che siano "più vocati", qualunque cosa voglia dire questo termine. Semplicemente, hanno vita quotidiana più facile e psicologicamente meno detsabilizzante perché perché hanno più familiarità con l'ambiente della scuola, e quindi una più facile realizzazione delle loro aspettative teoriche, tutto lì.

Siccome la maggior parte degli insegnanti, a loro volta, hanno fatto il liceo, e in gioventù non hanno mai visto un professionale nemmeno di striscio... durante tutto il loro percorso di studi e di formazione intercorso nel frattempo, sono rimasti legati a un'idea di scuola che assomiglia a quella che hanno seguito loro. E' vero che anche i licei sono cambiati abbastanza rispetto a 30 anni fa, ma comunque un liceo di oggi è sempre molto più simile a un liceo di 30 anni fa, di quanto non lo sia un professionale o un tecnico "pesante". Si tratta di ragazzi che hanno storie familiari molto simili a quelle della famiglia dell'insegnante stesso, i cui genitori hanno fatto studi simili e si rapportano alla scuola in modo simile, in qualche caso capita di ritrovarsi figli di amici e conoscenti, o amici dei propri figli, e via elencando. Per cui, l'insegnante che nella sua memoria, come unico riferimento personale, ha il ricordo del liceo che ha frequentato a sua volta, e che si ritrova a insegnare in un liceo, prova a calibrare il lavoro in base alle proprie aspettative, e in generale ci riesce meglio. Se invece si ritrova in un professionale (che appunto non ha MAI visto da vicino, e non ha quasi mai frequentato qualcuno che ci andasse o che ci mandasse i figli, e non si aspetta classi intere dal livello sociale e culturale e dagli stili di vita tanto diversi dal proprio), non riesce ad applicare quelle stesse categorie e si ritrova spiazzato e disarmato.

Ma non semplicemente perché gli alunni sono "peggiori", proprio perché non parlano lo stesso linguaggio al quale l'insegnante  si è preparato per tutta la vita e conosce solo quello!

Ovviamente parlo di insegnanti di materie generali, lettere, matematica, lingue straniere, disegno, scienze naturali, di quelle che esistono in tutte le scuole, e in cui la stessa persona può avere un confronto diretto tra esperienze in indirizzi diversi. Se si parla di materie molto specifiche, che esistono solo in alcuni indirizzi, le cose cambiano, perché chi si abilita in quelle materie lo sa in partenza, che può insegnare solo in certi tipi di scuole (che probabilmente è anche lo stesso tipo di scuola che hanno seguito a loro volta come studenti), e quindi lo "shock culturale" di ritrovarsi in un ambiente tanto diverso da quello abituale non ce l'hanno...

Insomma, chi insegna filosofia sa in partenza che lavorerà sempre solo nei licei, e ha quasi sicuramente fatto il liceo a sua volta, praticamente i tutta la sua vita ha sempre visto solo licei e ha frequentato solo gente che manda i figli al liceo, ma gli va bene così, perché non si troverà mai di fronte al trauma di doversi confrontare con una classe dell'IPSIA e scoprire quanto è diversa. E quello che insegna zootecnia lo sa in partenza che potrà insegnare solo all'agrario, ma quasi sicuramente ha fatto l'agrario da giovane, e ha esperienza di insegnamento solo all'agrario, conosce solo quello, e non si pone il problema che una classe di liceo possa essere diversa.

Il problema ce l'ha soprattutto l'insegnante di lettere o di matematica o di inglese che ha fatto il liceo, che ha sempre frequentato gente laureata che aveva a propria volta fatto il liceo e che manda i figli al liceo, e che poi si ritrova all'IPSIA. Ma non vuol dire che sia un problema di diversa "vocazione"!
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Mer Apr 05, 2017 4:35 pm

Preciso che, QUANDO DAVVERO I GIOVANI DOVEVANO PORTARE A CASA LA PAGNOTTA, non come oggi che i genitori li mantengono a fare un cazzo fino a 30 anni, i professionali e tecnici erano ESATTAMENTE CIÒ CHE DOVREBBERO ESSERE: luoghi dove si impara un mestiere più o meno qualificato. Questo voleva dire severità, rigore,studio anche delle materie teoriche professionalizzanti e una buona preparazione finale.
Oggi sono dei cazzeggiatoi, dei posteggi di vandali fancazzisti,in cui la dispersione scolastica è una manna dal cielo
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Mer Apr 05, 2017 5:50 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Personalmente ho detto che gli insegnanti del liceo sono, per titolo di studio e per formazione professionale, più "vocati" all'insegnamento rispetto agli altri docenti. Su questo non ci piove.
Omissis...
Il problema ce l'ha soprattutto l'insegnante di lettere o di matematica o di inglese che ha fatto il liceo, che ha sempre frequentato gente laureata che aveva a propria volta fatto il liceo e che manda i figli al liceo, e che poi si ritrova all'IPSIA. Ma non vuol dire che sia un problema di diversa "vocazione"!
Preciso: per "vocazione" non intendo "l’apostolato laico o quell'orientamento, avvertito come una chiamata di Dio, ad abbracciare le varie forme di apostolato, e in senso più soggettivo la disposizione, sentita più o meno intensamente, a tali forme di vita e di attività tra le quali, per l'appunto, c'è anche quella dell'insegnamento". Ma "l'nclinazione naturale ad adottare e seguire un modo o una condizione di vita, a esercitare un’arte, una professione, a intraprendere lo studio di una disciplina che trova il suo sbocco naturale nell'insegnamento".
Ho tralasciato la gran parte del tuo intervento perché rispecchia proprio quello che intendevo io. Tu hai saputo leggermi nel pensiero e comunque quello che intendevo dire l'hai saputo dire meglio di me. Come rispecchia a pieno il mio pensiero la tua conclusione. Io intendevo dire, pari pari, la stessa cosa. Un insegnante di lettere o di matematica "nasce" come docente, a prescindere dalla sua più o meno "sentita vocazione". Sa che il suo sbocco naturale sarà l'insegnamento. Sono docenti che vengono tutti dal liceo e quindi, come giustamente dici, conoscono quella realtà ed in quella realtà credono e sperano di potersi calare. Se li mandi al professionale si ritroveranno con colleghi di cui parlavo precedentemente ambiente in cui, a parte qualche docente che crede in quello che fa, ci saranno tantissimi altri colleghi (sic) che oltre all'impasto della pizza non conoscono altro. Né hanno l'humus minimo per potersi definire insegnanti nel senso letterale del termine.
Masaniello dice una cosa che condivido. 50 anni fa i professionali erano scuole serie. Si andava, come oggi, per imparare un mestiere ma comunque si aveva anche una discreta culturale generale. Oggi non imparano il mestiere, fioguriamoci la culturale generale. Il caos è totale e quel povero docente "vocato" che si ritrova catapultato in una siffatta realtà ne esce svilito nello spirito e nel corpo.
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sconcertato_1



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Mer Apr 05, 2017 9:22 pm

giobbe ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Personalmente ho detto che gli insegnanti del liceo sono, per titolo di studio e per formazione professionale, più "vocati" all'insegnamento rispetto agli altri docenti. Su questo non ci piove.
Omissis...
Il problema ce l'ha soprattutto l'insegnante di lettere o di matematica o di inglese che ha fatto il liceo, che ha sempre frequentato gente laureata che aveva a propria volta fatto il liceo e che manda i figli al liceo, e che poi si ritrova all'IPSIA. Ma non vuol dire che sia un problema di diversa "vocazione"!
Preciso: per "vocazione" non intendo "l’apostolato laico o quell'orientamento, avvertito come una chiamata di Dio, ad abbracciare le varie forme di apostolato, e in senso più soggettivo la disposizione, sentita più o meno intensamente, a tali forme di vita e di attività tra le quali, per l'appunto, c'è anche quella dell'insegnamento". Ma "l'nclinazione naturale ad adottare e seguire un modo o una condizione di vita, a esercitare un’arte, una professione, a intraprendere lo studio di una disciplina che trova il suo sbocco naturale nell'insegnamento".
Ho tralasciato la gran parte del tuo intervento perché rispecchia proprio quello che intendevo io. Tu hai saputo leggermi nel pensiero e comunque quello che intendevo dire l'hai saputo dire meglio di me. Come rispecchia a pieno il mio pensiero la tua conclusione. Io intendevo dire, pari pari, la stessa cosa. Un insegnante di lettere o di matematica "nasce" come docente, a prescindere dalla sua più o meno "sentita vocazione". Sa che il suo sbocco naturale sarà l'insegnamento. Sono docenti che vengono tutti dal liceo e quindi, come giustamente dici, conoscono quella realtà ed in quella realtà credono e sperano di potersi calare. Se li mandi al professionale si ritroveranno con colleghi di cui parlavo precedentemente ambiente in cui, a parte qualche docente che crede in quello che fa, ci saranno tantissimi altri colleghi (sic) che oltre all'impasto della pizza non conoscono altro. Né hanno l'humus minimo per potersi definire insegnanti nel senso letterale del termine.
Masaniello dice una cosa che condivido. 50 anni fa i professionali erano scuole serie. Si andava, come oggi, per imparare un mestiere ma comunque si aveva anche una discreta culturale generale. Oggi non imparano il mestiere, fioguriamoci la culturale generale. Il caos è totale e quel povero docente "vocato" che si ritrova catapultato in una siffatta realtà ne esce svilito nello spirito e nel corpo.

Certo è difficile trovare tanti insulti verso i colleghi del professionale scritti in un unico post.
Complimenti. Hai vinto il mongolino d'oro.
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Mer Apr 05, 2017 10:37 pm

sconcertato_1 ha scritto:
giobbe ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Personalmente ho detto che gli insegnanti del liceo sono, per titolo di studio e per formazione professionale, più "vocati" all'insegnamento rispetto agli altri docenti. Su questo non ci piove.
Omissis...
Il problema ce l'ha soprattutto l'insegnante di lettere o di matematica o di inglese che ha fatto il liceo, che ha sempre frequentato gente laureata che aveva a propria volta fatto il liceo e che manda i figli al liceo, e che poi si ritrova all'IPSIA. Ma non vuol dire che sia un problema di diversa "vocazione"!
Preciso: per "vocazione" non intendo "l’apostolato laico o quell'orientamento, avvertito come una chiamata di Dio, ad abbracciare le varie forme di apostolato, e in senso più soggettivo la disposizione, sentita più o meno intensamente, a tali forme di vita e di attività tra le quali, per l'appunto, c'è anche quella dell'insegnamento". Ma "l'nclinazione naturale ad adottare e seguire un modo o una condizione di vita, a esercitare un’arte, una professione, a intraprendere lo studio di una disciplina che trova il suo sbocco naturale nell'insegnamento".
Ho tralasciato la gran parte del tuo intervento perché rispecchia proprio quello che intendevo io. Tu hai saputo leggermi nel pensiero e comunque quello che intendevo dire l'hai saputo dire meglio di me. Come rispecchia a pieno il mio pensiero la tua conclusione. Io intendevo dire, pari pari, la stessa cosa. Un insegnante di lettere o di matematica "nasce" come docente, a prescindere dalla sua più o meno "sentita vocazione". Sa che il suo sbocco naturale sarà l'insegnamento. Sono docenti che vengono tutti dal liceo e quindi, come giustamente dici, conoscono quella realtà ed in quella realtà credono e sperano di potersi calare. Se li mandi al professionale si ritroveranno con colleghi di cui parlavo precedentemente ambiente in cui, a parte qualche docente che crede in quello che fa, ci saranno tantissimi altri colleghi (sic) che oltre all'impasto della pizza non conoscono altro. Né hanno l'humus minimo per potersi definire insegnanti nel senso letterale del termine.
Masaniello dice una cosa che condivido. 50 anni fa i professionali erano scuole serie. Si andava, come oggi, per imparare un mestiere ma comunque si aveva anche una discreta culturale generale. Oggi non imparano il mestiere, fioguriamoci la culturale generale. Il caos è totale e quel povero docente "vocato" che si ritrova catapultato in una siffatta realtà ne esce svilito nello spirito e nel corpo.

Certo è difficile trovare tanti insulti verso i colleghi del professionale scritti in un unico post.
Complimenti. Hai vinto il mongolino d'oro.
Io direi più disamina spietata di una realtà. Nei professionali gli insegnanti che soffrono sono quelli di lettere e matematica. Gli altri nascono ingegneri, chimici, architetti, avvocati non certamente per andare ad insegnare ma per esercitare la libera professione. La scuola per questi diventa una forzatura o per mancanza di lavoro o per arrotondare lo stipendio, questa è la generalità dei casi. I tecnico pratici passano direttamente dal diploma al laboratorio, per loro non è prevista nemmeno l'abilitazione. Quindi con il diploma del professionale, che vale quel ch vale, diventi dalla sera alla mattina insegnante. Se metti assieme tutte queste cose capisci perché il professionale è quello che è.
Non limitarti a guardare...osserva.
I premi li lascio a chi ancora crede nel loro valore...
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 12:25 am

[quote="giobbe]Nei professionali gli insegnanti che soffrono sono quelli di lettere e matematica. [quote]

Sento il dovere di rassicurarvi tutti: la mia collega di matematica ed io ci troviamo benissimo al Professionale e non scambieremmo per nulla al mondo i ragazzi di Corviale con quelli dei Parioli Conosco inoltre dei colleghi tecnico-pratici che sono persone degnissime prima che validi insegnanti. Poi, certo, ci sono anche le "zappe" che, invece di portare i ragazzi in officina ad imparare ad usare i macchinari, li portano al campetto a giocare a tennis. Forse bisognerebbe evitare le generalizzazioni e valutare le persone caso per caso.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 12:30 am

Godetevi questo video. Qui ci sono degli insegnanti che dicono cose semplici e stupende.

https://youtu.be/FGS1XFetOHQ
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 8:21 am

giobbe ha scritto:
sconcertato_1 ha scritto:
giobbe ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
giobbe ha scritto:
Personalmente ho detto che gli insegnanti del liceo sono, per titolo di studio e per formazione professionale, più "vocati" all'insegnamento rispetto agli altri docenti. Su questo non ci piove.
Omissis...
Il problema ce l'ha soprattutto l'insegnante di lettere o di matematica o di inglese che ha fatto il liceo, che ha sempre frequentato gente laureata che aveva a propria volta fatto il liceo e che manda i figli al liceo, e che poi si ritrova all'IPSIA. Ma non vuol dire che sia un problema di diversa "vocazione"!
Preciso: per "vocazione" non intendo "l’apostolato laico o quell'orientamento, avvertito come una chiamata di Dio, ad abbracciare le varie forme di apostolato, e in senso più soggettivo la disposizione, sentita più o meno intensamente, a tali forme di vita e di attività tra le quali, per l'appunto, c'è anche quella dell'insegnamento". Ma "l'nclinazione naturale ad adottare e seguire un modo o una condizione di vita, a esercitare un’arte, una professione, a intraprendere lo studio di una disciplina che trova il suo sbocco naturale nell'insegnamento".
Ho tralasciato la gran parte del tuo intervento perché rispecchia proprio quello che intendevo io. Tu hai saputo leggermi nel pensiero e comunque quello che intendevo dire l'hai saputo dire meglio di me. Come rispecchia a pieno il mio pensiero la tua conclusione. Io intendevo dire, pari pari, la stessa cosa. Un insegnante di lettere o di matematica "nasce" come docente, a prescindere dalla sua più o meno "sentita vocazione". Sa che il suo sbocco naturale sarà l'insegnamento. Sono docenti che vengono tutti dal liceo e quindi, come giustamente dici, conoscono quella realtà ed in quella realtà credono e sperano di potersi calare. Se li mandi al professionale si ritroveranno con colleghi di cui parlavo precedentemente ambiente in cui, a parte qualche docente che crede in quello che fa, ci saranno tantissimi altri colleghi (sic) che oltre all'impasto della pizza non conoscono altro. Né hanno l'humus minimo per potersi definire insegnanti nel senso letterale del termine.
Masaniello dice una cosa che condivido. 50 anni fa i professionali erano scuole serie. Si andava, come oggi, per imparare un mestiere ma comunque si aveva anche una discreta culturale generale. Oggi non imparano il mestiere, fioguriamoci la culturale generale. Il caos è totale e quel povero docente "vocato" che si ritrova catapultato in una siffatta realtà ne esce svilito nello spirito e nel corpo.

Certo è difficile trovare tanti insulti verso i colleghi del professionale scritti in un unico post.
Complimenti. Hai vinto il mongolino d'oro.
Io direi più disamina spietata di una realtà. Nei professionali gli insegnanti che soffrono sono quelli di lettere e matematica. Gli altri nascono ingegneri, chimici, architetti, avvocati non certamente per andare ad insegnare ma per esercitare la libera professione. La scuola per questi diventa una forzatura o per mancanza di lavoro o per arrotondare lo stipendio, questa è la generalità dei casi. I tecnico pratici passano direttamente dal diploma al laboratorio, per loro non è prevista nemmeno l'abilitazione. Quindi con il diploma del professionale, che vale quel ch vale, diventi dalla sera alla mattina insegnante. Se metti assieme tutte queste cose capisci perché il professionale è quello che è.
Non limitarti a guardare...osserva.
I premi li lascio a chi ancora crede nel loro valore...

ContInui con le offese e subdole insinuazioni.

Per restituire al professionale la mission di una volta, ovvero il forgiatore di figure qualificate pronte per una professione si deve aumentare il numero di ore di laboratorio con maggior impiego di insegnanti tecnico/pratici coadiuvati da teorici.
Puntare su una maggiore qualificazione con l'intreccio di professionisti di settore per rendere gli studenti diplomati sempre più specializzati.

Tornitori, saldatori, elettricisti, tessitore, idraulici, meccanici, cuochi e pizzaioli (che per tua informazione guadagnano più di un insegnante) si formano con la pratica, con l'esperienza e col lavoro.

Avere ingegneri, architetti o commercialisti insegnanti impegnati anche nel privato è una fortuna per gli studenti. Chiaro che devono garantire il corretto impegno quando svolgono il lavoro di insegnante. Avere una persona che è sempre aggiornata su norme, leggi, tecnologie e applicazioni perché le vede o le usa tutti i giorni è certamente preferibile a chi spiega cose campate in aria senza sapere se, quando, come, dove o perché si applicano le chiacchiere raccontate in aula.

Il governo, anche se timidamente, sembra che stia prendendo coscienza della necessità di valorizzare le materie professionalizzanti in questi istituti con il ripristino delle ore di laboratorio così com'era una volta.
Se chi si laurea nelle materie umanistiche non sa fare null'altro che l'insegnante, come tu affermi, non è colpa mia e di certo non è colpa degli studenti.

La tua reticenza ad accettare il premio non mi meraviglia, è tipico di chi non abbia preso coscienza di aver detto/fatto una cazzata.


Ultima modifica di sconcertato_1 il Gio Apr 06, 2017 10:18 am, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 8:36 am

ludmilla72 ha scritto:
\"giobbe ha scritto:
Nei professionali gli insegnanti che soffrono sono quelli di lettere e matematica.
Citazione :


Sento il dovere di rassicurarvi tutti: la mia collega di matematica ed io ci troviamo benissimo al Professionale e non scambieremmo per nulla al mondo i ragazzi di Corviale con quelli dei Parioli Conosco inoltre dei colleghi tecnico-pratici che sono persone degnissime prima che validi insegnanti. Poi, certo, ci sono anche le "zappe" che, invece di portare i ragazzi in officina ad imparare ad usare i macchinari, li portano al campetto a giocare a tennis. Forse bisognerebbe evitare le generalizzazioni e valutare le persone caso per caso.

Mai visto, ma non nego l'esistenza.  Piuttosto è capitato spesso di vedere insegnanti di lettere che invece di insegnare a leggere e scrivere trasformano l'aula in una sala cinematografica con la visione continua di film di ultimo grido.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 12:44 pm

ludmilla72 ha scritto:
Godetevi questo video. Qui ci sono degli insegnanti che dicono cose semplici e stupende.

https://youtu.be/FGS1XFetOHQ

Si capisce che si ripresentano a scuola nonostante la sospensione: gli mancano i balocchi.

Se un monello tormenta un cagnolino, arriva la protezione animali.

Se un discolo tormenta un prof ,arriva gente come la nostra psicopedagogista a dire che l' infelice prof, sotto sotto , questo trattamento se l' e' meritato.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 12:46 pm

Detto da sconcertat_1"Per fortuna non sei insegnante della scuola dell'infanzia. Anche se, ahimè, temo che la scuola materna abbondI di pseudoinsegnanti con la tua scarsa preparazione pedagogica. Sara' per questo che molte famiglie devono arrangiarsi da sole, quando possono."
Sei sconcertato con te stesso. Per te le insegnanti della scuola dell'infanzia hanno scarsa preparazione pedagogica ma questa preparazione l'hanno i tecnico pratici di cui abbondano i professionali.
Sei pieno di convinzioni errate, tipo gli immigrati rompono i maroni, gli insegnanti del nord dovrebbero essere pagati di più rispetto a quella del sud, come dovrebbero essere sere pagati di più anche gli insegnanti del nord che decidono di spostarsi al sud.
A parte il razzismo e la sicumera che manifesti in ogni tuo intervento dimmi solo una cosa: tu cosa insegni e, soprattutto, da quando insegni?
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 12:53 pm

ludmilla72 ha scritto:
\"giobbe ha scritto:
Nei professionali gli insegnanti che soffrono sono quelli di lettere e matematica.
Citazione :


Sento il dovere di rassicurarvi tutti: la mia collega di matematica ed io ci troviamo benissimo al Professionale e non scambieremmo per nulla al mondo i ragazzi di Corviale con quelli dei Parioli Conosco inoltre dei colleghi tecnico-pratici che sono persone degnissime prima che validi insegnanti. Poi, certo, ci sono anche le "zappe" che, invece di portare i ragazzi in officina ad imparare ad usare i macchinari, li portano al campetto a giocare a tennis. Forse bisognerebbe evitare le generalizzazioni e valutare le persone caso per caso.
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Non ne dubitiamo, tuttavia sarebbe interessante sapere quanti prof di matematica e lettere opterebbero per l'Ipsia se avessero la possibilità di insegnare nei licei.Sarebbe anche interessante conoscere le motivazioni dei pochi o dei molti che scegliessero di non insegnare nei licei.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 1:48 pm

giobbe ha scritto:
Detto da sconcertat_1"Per fortuna non sei insegnante della scuola dell'infanzia. Anche se, ahimè, temo che la scuola materna abbondI di pseudoinsegnanti con la tua scarsa preparazione pedagogica. Sara' per questo che molte famiglie devono arrangiarsi da sole, quando possono."
Sei sconcertato con te stesso. Per te le insegnanti della scuola dell'infanzia hanno scarsa preparazione pedagogica ma questa preparazione l'hanno i tecnico pratici di cui abbondano i professionali.
Sei pieno di convinzioni errate, tipo gli immigrati rompono i maroni, gli insegnanti del nord dovrebbero essere  pagati di più rispetto a quella del sud, come dovrebbero essere sere pagati di più anche gli insegnanti del nord che decidono di spostarsi al sud.
A parte il razzismo e la sicumera che manifesti in ogni tuo intervento dimmi solo una cosa: tu cosa insegni e, soprattutto, da quando insegni?

Cosa c'entra la scuola materna con il professionale? Vedo che hai memorizzato alcune mie dichiarazioni ma non tutte. Per esempio non è un segreto che io insegno elettronica così come non è un segreto che insegno da circa 10 anni.
Vedi, prima di insegnare ho lavorato nel privato per alcuni anni, anche all'estero. Credo pertanto di parlare con cognizione di causa quando dico cosa serve al professionale o ad un tecnico per sfornare professionisti del settore e favorire la loro assunzione nelle aziende. Mi è ancor più chiaro quello che non serve. Tu quale esperienza sfoggi oltre che da semplice insegnante?

Ti faccio un semplice quiz, non è necessario avere una laurea in ingegneria per risolverlo.

Una volta i professionali avevavo un numero predominante di ore nelle materie professionalizzanti con una abbondanza di ore di laboratorio con itp.

Dopo una serie di riforme le ore di laboratorio sono state gradualmente ridotte a vantaggio di quelle delle materie umanistiche fino alla disastrosa riforna gelmini. Oggi nei primi due anni si hanno 6 ore di italiano/storia nel biennio contro due di laboratorio. Sappi che in due ore non riesci nemmeno a spostarti dall'aula verso il laboratorio, vestire i necessari indumenti far prendere posizione ed accensere le macchine che subito devi rifare la procedura inversa per rientrare in aula in orario.

Durante gli open day tutti a guardare i laboratori e ascoltare le promesse del preside, poi però si ritrovano in aula a fare tutto ciò che non hanno scelto e non vogliono fare. La metà circa abbandona la scuola e quelli che resistono prendono il diploma senza aver imparato un mestiere, figuariamoci se possono essere considerati specializzati.

Domanda:

Una volta i professionali funzionavano, come tu stessi hai ammesso, oggi non più. Dimmi qual è il problema e quale la soluzione?

Io credo che la scuola deve rispondere alle esigenze e alle richieste fornative degli studenti non alle esigenze occupazionali di chi ha una laurea che permettere il solo insegnamento. Anche la mia è una cruda ma reale disanima.


Ultima modifica di sconcertato_1 il Gio Apr 06, 2017 1:59 pm, modificato 1 volta
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 1:58 pm

Non solo. La scuola intera, i corsi di aggiornamento e i progetti si sono piegati alle pseudoscienze sociopedagogiche.
Terra di conquista di chi in altri ambiti non saprebbe che fare
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 3:46 pm

sconcertato_1 ha scritto:
Tu quale esperienza sfoggi oltre che da semplice insegnante?
Mi piace questo "semplice" insegnante. E' come dire al medico: tu quale altra esperienza sfoggi oltre quella di saper fare il semplice medico.
Nessuna! Io devo saper fare bene il medico. Che me ne faccio di un medico mediocre esperto, però, anche in storia dell'arte? L'Italia sta andando a rotoli proprio perché sono tutti infarinati in tante cose ma solo pochi sono specializzati in quello che fanno.
sconcertato_1 ha scritto:
Ti faccio un semplice quiz, non è necessario avere una laurea in ingegneria per risolverlo.
Qua ti devo rispondere per forza, ma vai a cagare.
sconcertato_1 ha scritto:

Dopo una serie di riforme le ore di laboratorio sono state gradualmente ridotte a vantaggio di quelle delle materie umanistiche fino alla disastrosa riforna gelmini. Oggi nei primi due anni si hanno 6 ore di italiano/storia nel biennio contro due di laboratorio. Sappi che in due ore non riesci nemmeno a spostarti dall'aula verso il laboratorio, vestire i necessari indumenti far prendere posizione ed accensere le macchine che subito devi rifare la procedura inversa per rientrare in aula in orario.

Queste cose le conosco perché il mio diploma è quello di perito industriale meccanico, poi mi sono laureato in matematica. Conosco i professionali e come funzionano dalle mie parti. Nei professionali in media si fanno 7 ore al giorno, non vuoi fare nemmeno 1 ora al giorno di italiano? Come ci vai poi all'università, senza sapere né leggere né scrivere?
sconcertato_1 ha scritto:
Domanda:

Una volta i professionali funzionavano, come tu stessi hai ammesso, oggi non più. Dimmi qual è il problema e quale la soluzione?
Il problema è noto a tutti, la scarsa considerazione che si ha della scuola stessa. La soluzione è semplice, invertire la rotta. Ma ci vuole la volontà politica non certo gli 80 euro al mese dati in più ai docenti.

sconcertato_1 ha scritto:
Io credo che la scuola deve rispondere alle esigenze e alle richieste fornative degli studenti non alle esigenze occupazionali di chi ha una laurea che permettere il solo insegnamento. Anche la mia è una cruda ma reale disanima.
Ah, su questo sfondi una porta aperta. Gli insegnanti devono fare bene gli insegnanti rispondendo alle esigenze e alle richieste fornative degli studenti o meglio ancora dell'intera società. Stipendi adeguati, quindi, e divieto di esercitare la libera professione...e a questi punto vedresti quanti docenti lascerebbero l'insegnamento o rimarrebbero a fare solamente gli insegnanti perché come ingegneri elettronici non trovano lavoro ;-)
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Nadie

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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 4:22 pm

Caro giobbe mi sa che sei rimasto un po' indietro perchè al professionale non si fanno 7 ore al giorno già da un po' di anni (a meno di non avere l'orario spalmato su 5 giorni invece che 6). Il professionale in cui insegno io fa 32 ore settimanali. Fai due conti.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 6:58 pm

Nadie ha scritto:
Caro giobbe mi sa che sei rimasto un po' indietro perchè al professionale non si fanno 7 ore al giorno già da un po' di anni (a meno di non avere l'orario spalmato su 5 giorni invece che 6). Il professionale in cui insegno io fa 32 ore settimanali. Fai due conti.
Sono rimasto indietro.Allora oggi è peggio?
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 7:38 pm

giobbe ha scritto:
Nadie ha scritto:
Caro giobbe mi sa che sei rimasto un po' indietro perchè al professionale non si fanno 7 ore al giorno già da un po' di anni (a meno di non avere l'orario spalmato su 5 giorni invece che 6). Il professionale in cui insegno io fa 32 ore settimanali. Fai due conti.
Sono rimasto indietro.Allora oggi è peggio?
Va bene, facciamo fare agli alunni del professionale un'ora di lettere a settimana. Almeno la speranza che poi sappiano fare un preventivo e metterci la firma sotto. Ma io non vedo nemmeno operai specializzati.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Gio Apr 06, 2017 9:45 pm

giobbe ha scritto:
giobbe ha scritto:
Nadie ha scritto:
Caro giobbe mi sa che sei rimasto un po' indietro perchè al professionale non si fanno 7 ore al giorno già da un po' di anni (a meno di non avere l'orario spalmato su 5 giorni invece che 6). Il professionale in cui insegno io fa 32 ore settimanali. Fai due conti.
Sono rimasto indietro.Allora oggi è peggio?
Va bene, facciamo fare agli alunni del professionale un'ora di lettere a settimana. Almeno la speranza che poi sappiano fare un preventivo e metterci la firma sotto. Ma io non vedo nemmeno operai specializzati.
Oggi al professionale si parla di Dante e Pirandello come in qualsiasi altro tipo di scuola; serve per stilare preventivi ?

Si insegnano (non ho detto imparano) gli integrali come in qualsiasi altro tipo di scuola; serve per i preventivi ?

Quando si parla di professionali bisognerebbe averci passato almeno un annetto ad insegnare, liberare la mente da preconcetti, ed aver chiaro che anche se nel menù di un ristorante c'è scritto "brasato al barolo", se nella dispensa ci sono i ceci è meglio che lo chef cucini una normalissima pasta e ceci; gli rideranno tutti dietro, ma almeno si evita i calci in culo che prenderebbe cucinando il brasato senza carne, senza barolo e con i ceci.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Ven Apr 07, 2017 8:13 am

giobbe ha scritto:

sconcertato_1 ha scritto:
Ti faccio un semplice quiz, non è necessario avere una laurea in ingegneria per risolverlo.
Qua ti devo rispondere per forza, ma vai a cagare.

Beh, vista la domanda devo ammettere che la risposta ci sta tutta.
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sconcertato_1



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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Ven Apr 07, 2017 8:24 am

avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
giobbe ha scritto:
Nadie ha scritto:
Caro giobbe mi sa che sei rimasto un po' indietro perchè al professionale non si fanno 7 ore al giorno già da un po' di anni (a meno di non avere l'orario spalmato su 5 giorni invece che 6). Il professionale in cui insegno io fa 32 ore settimanali. Fai due conti.
Sono rimasto indietro.Allora oggi è peggio?
Va bene, facciamo fare agli alunni del professionale un'ora di lettere a settimana. Almeno la speranza che poi sappiano fare un preventivo e metterci la firma sotto. Ma io non vedo nemmeno operai specializzati.
Oggi al professionale si parla di Dante e Pirandello come in qualsiasi altro tipo di scuola; serve per stilare preventivi ?

Si insegnano (non ho detto imparano) gli integrali come in qualsiasi altro tipo di scuola; serve per i preventivi ?

Quando si parla di professionali bisognerebbe averci passato almeno un annetto ad insegnare, liberare la mente da preconcetti, ed aver chiaro che anche se nel menù di un ristorante c'è scritto "brasato al barolo", se nella dispensa ci sono i ceci è meglio che lo chef cucini una normalissima pasta e ceci; gli rideranno tutti dietro, ma almeno si evita i calci in culo che prenderebbe cucinando il brasato senza carne, senza barolo e con i ceci.

Vero.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Ven Apr 07, 2017 12:13 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
giobbe ha scritto:
Nadie ha scritto:
Caro giobbe mi sa che sei rimasto un po' indietro perchè al professionale non si fanno 7 ore al giorno già da un po' di anni (a meno di non avere l'orario spalmato su 5 giorni invece che 6). Il professionale in cui insegno io fa 32 ore settimanali. Fai due conti.
Sono rimasto indietro.Allora oggi è peggio?
Va bene, facciamo fare agli alunni del professionale un'ora di lettere a settimana. Almeno la speranza che poi sappiano fare un preventivo e metterci la firma sotto. Ma io non vedo nemmeno operai specializzati.
Oggi al professionale si parla di Dante e Pirandello come in qualsiasi altro tipo di scuola; serve per stilare preventivi ?

Si insegnano (non ho detto imparano) gli integrali come in qualsiasi altro tipo di scuola; serve per i preventivi ?

Quando si parla di professionali bisognerebbe averci passato almeno un annetto ad insegnare, liberare la mente da preconcetti, ed aver chiaro che anche se nel menù di un ristorante c'è scritto "brasato al barolo", se nella dispensa ci sono i ceci è meglio che lo chef cucini una normalissima pasta e ceci; gli rideranno tutti dietro, ma almeno si evita i calci in culo che prenderebbe cucinando il brasato senza carne, senza barolo e con i ceci.
Prima di concludere voglio fare alcune precisazioni, che ritengo opportune perché mi rendo conto che in alcuni passaggi ho reso opinioni diverse dal mio reale pensiero.
Per me tutte le scuole hanno PARI DIGNITA'. Ergo, se le hanno le scuole le hanno anche i docenti che in esse operano.
Allora, direte voi, qual è in punto del contendere? Io parto dalle mie esperienze personali, secondo le scuole che ho visitato e che conosco. A sud dell'Italia la maggior parte delle scuole non hanno regole: i professionali stanno al primo posto.
Personalmente ritendo che TUTTI i dipendenti statali dovrebbere fare un unico lavoro: sei insegnante? Fai solo l'insegnante. Sei medico della mutua o ospedaliero? Non fai visite private. E così via. Ovviamente gli stipendi dovrebbero essere commisurati al lavoro che uno svolge.
Qual è il problema? Il problema è il declassamento TOTALE che ha avuto la scuola da diversi decenni a questa parte, in modo sempre più crescente ed inesorabile. Questo riguarda TUTTA la scuola, in ogni ordine e grado.
I professionali sono scesi a 32 ore settimanali, mi faceva notare qualcuno. Troppo poco. Questa diminuzione di ore (che riguarda anche altri tipi di scuole) è servita alla Gelmini per tagliare le cattedre.
Quindi aumentare le ore nel professionale, dove la prevalenza di essere a favore delle materie professionalizzanti, e fare comunque almeno un'ora al giorno di italiano, perché l'italiano serve a tutti, anche ai manovali, perché tutti devono saper comunicare. Poi fare il professionale con laboratori attrezzati, come cristo comanda. Ritengo comunque indispensabile una preparazione alla docenza degli insegnanti tecnico pratici. Non si può passare dal banco alla cattedra (seppure trattasi di laboratori) solo con il diplomino preso caso mai qualche anno prima. Si deve acquisire la formazione dell'essere un punto di riferimento per gli alunni sotto i diversi ASPETTI PROPRI DELL'INSEGNANTE.
Insomma la scuola deve ritornare ad essere fucina di formazione umana, culturale e professionale. Oggi questo manca in tutte le scuole d'Italia, a sud di più, dove i professionali sono al primo posto.
Spero di essere stato chiaro.
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MessaggioTitolo: Re: Disciplina nei licei e nei professionali nelle ore di sostituzione.   Ven Apr 07, 2017 3:20 pm

Gli ITP, che sono diplomati, dove devono imparare il mestiere ? Sui banchi di scuola superiore ? Il più bravo della classe diventerà insegnante ? E se fosse il più fesso che essendo fesso non ha trovato il lavoro per cui ha studiato e si è accontentato di insegnare ?

Se l'ITP speriamo faccia esperienza sul campo dobbiamo ammettere che abbia legami con il lavoro vero; dovrà poi reciderli per diventare insegnante ? Io l'ho fatto, ma solo perchè mi
hanno buttato in mezzo ad una strada; fin quando guadagnavo 1900 + straordinari, col cazzo ....

Non si può prescindere cruda verità: il docente di italiano inizia la propria carriera scolastica con l'obiettivo di diventare docente di italiano, quello di elettronica no; se volete solo docenti di elettronica che da piccoli volevano fare il docente di elettronica, allora volete cattedre vuote.
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