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 archeologia industriale

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seasparrow



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MessaggioTitolo: archeologia industriale    Sab Apr 15, 2017 9:52 pm

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Archeologia_industriale

esempi notevoli

http://www.archivitessili.biella.it/site/home/il-tessile-biellese-ieri-e-oggi/itinerari/archeologia-industriale.html

http://crespidaddaunesco.org/archeologia-industriale/

qua Ligabue ha girato un fantastico video sull'avanzata del deserto industriale in Italia

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Officine_Meccaniche_Reggiane

esempio di archeologia industriale militare

http://www.basetuono.it/
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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Sab Apr 15, 2017 9:59 pm

Consiglio il museo della Caproni a Trento, memoria di un tempo di primato tecnico e industriale in seguito negato tramite accurate campagne di disinformazione storica.
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seasparrow



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Sab Apr 15, 2017 10:28 pm

precario_acciaio. ha scritto:
consiglio il museo della Caproni a Trento
ah si e poi:

http://www.storiaolivetti.it/

http://volandia.it/

http://www.galatamuseodelmare.it/
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seasparrow



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Sab Apr 15, 2017 10:39 pm

quando si dimentica la base di tutto

http://www.museoscienza.org/

(239)
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 1:57 am

precario_acciaio. ha scritto:
Consiglio il museo della Caproni a Trento, memoria di un tempo di primato tecnico e industriale in seguito negato tramite accurate campagne di disinformazione storica.

Si capisce, tra Ansaldo, Fiat e Caproni eravamo li' li' per vincere la guerra se non fosse stato per i soliti comunisti.Adesso la Roma littoria farebbe impallidire quella augustea e ogni sabato dovremmo saltare attraverso il cerchio di fuoco.Naturalmente la scuola di mistica fascista attirerebbe le piu' brillanti menti filosofiche dell' Europa.Con i tuoi primati mi hai fatto pensare a Gioberti.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 8:06 am

Si parla di primati dell industria italiana. Occorre estrapolarne l argomento dal contesto storico e politico.
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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 9:26 am

balanzoneXXI ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Consiglio il museo della Caproni a Trento, memoria di un tempo di primato tecnico e industriale in seguito negato tramite accurate campagne di disinformazione storica.

Si capisce, tra Ansaldo, Fiat e Caproni eravamo li' li' per vincere la guerra se non fosse stato per i soliti comunisti.Adesso la Roma littoria farebbe impallidire quella augustea e ogni sabato dovremmo saltare attraverso il cerchio di fuoco.Naturalmente la scuola di mistica fascista attirerebbe  le piu' brillanti menti filosofiche dell' Europa.Con i tuoi primati mi hai fatto pensare a Gioberti.

E' dadaismo?

Non avremmo vinto nessuna guerra, l'industria bellica italiana era effettivamente all'avanguardia ma ciò non basta da solo a vincere un conflitto mondiale; serve anche un'accurata pianificazione industriale (che non ci fu), un'economia in grado di reggere uno sforzo prolungato (che non ci fu) e capacità strategiche (assenti nel caso del capo del Governo).

Ciò non toglie che Caproni, Fiat e Ansaldo fossero un'eccellenza italiana.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 10:49 am

[quote="precario_acciaio."]
balanzoneXXI ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Consiglio il museo della Caproni a Trento, memoria di un tempo di primato tecnico e industriale in seguito negato tramite accurate campagne di disinformazione storica.

Si capisce, tra Ansaldo, Fiat e Caproni eravamo li' li' per vincere la guerra se non fosse stato per i soliti comunisti.Adesso la Roma littoria farebbe impallidire quella augustea e ogni sabato dovremmo saltare attraverso il cerchio di fuoco.Naturalmente la scuola di mistica fascista attirerebbe  le piu' brillanti menti filosofiche dell' Europa.Con i tuoi primati mi hai fatto pensare a Gioberti.

E' dadaismo?

Non avremmo vinto nessuna guerra, l'industria bellica italiana era effettivamente all'avanguardia ma ciò non basta da solo a vincere un conflitto mondiale; serve anche un'accurata pianificazione industriale (che non ci fu), un'economia in grado di reggere    uno sforzo prolungato (che non ci fu) e capacità strategiche (assenti nel caso del capo del Governo).

Ciò non toglie che Caproni, Fiat e Ansaldo fossero un'eccellenza italiana. [/qQuote]

Un' eccellenza? Certo,rispetto alla Bulgaria o alla Spagna.I Caproni erano ottimi per terrorizzare quattro pastori scalzi ,non per affrontare una guerra seria con qualche speranza di pareggiarla.
E poi di quale "sforzo prolungato"vai parlando?Non si discute della Germania,ma della velleitaria
Italietta della Buonanima,che in guerra ha fatto ridere fin dall'inizio.Quando hai fatto riferimento alle campagne di disinformazione storica,ho pensato ti riferissi ai soliti intellettuaodi comunisti
, i quali bistrattavano, tanto per fare un esempio,un'altra eccellenza italiana come Guareschi e osavano dire che i film del grande Toto'(che a me piace)erano brutti,'sti radical chic
del piffero!
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 11:33 am

Albert Speer era il top come ministro degli Armamenti. Non basta la pianificazione però. ..
Nonostante l embargo degli Alleati la Germania mantenne fino alle ultimo un ottima capacità produttiva. Purtroppo anche a discapito dei prigionieri dei campi fatti lavorare nelle industrie.
Tuttavia non bastò. L enorme disponibilità di materie prime, lavoratori e di fabbriche,geograficamente parlando,degli Usa furono soverchianti già dai primi anni di guerra
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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 12:06 pm

balanzoneXXI ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Consiglio il museo della Caproni a Trento, memoria di un tempo di primato tecnico e industriale in seguito negato tramite accurate campagne di disinformazione storica.

Si capisce, tra Ansaldo, Fiat e Caproni eravamo li' li' per vincere la guerra se non fosse stato per i soliti comunisti.Adesso la Roma littoria farebbe impallidire quella augustea e ogni sabato dovremmo saltare attraverso il cerchio di fuoco.Naturalmente la scuola di mistica fascista attirerebbe  le piu' brillanti menti filosofiche dell' Europa.Con i tuoi primati mi hai fatto pensare a Gioberti.

E' dadaismo?

Non avremmo vinto nessuna guerra, l'industria bellica italiana era effettivamente all'avanguardia ma ciò non basta da solo a vincere un conflitto mondiale; serve anche un'accurata pianificazione industriale (che non ci fu), un'economia in grado di reggere    uno sforzo prolungato (che non ci fu) e capacità strategiche (assenti nel caso del capo del Governo).

Ciò non toglie che Caproni, Fiat e Ansaldo fossero un'eccellenza italiana. [/qQuote]

Un' eccellenza? Certo,rispetto alla Bulgaria o alla Spagna.I Caproni erano ottimi per terrorizzare quattro pastori scalzi ,non per affrontare una guerra seria con qualche speranza di pareggiarla.
E poi di quale "sforzo prolungato"vai parlando?Non si discute della Germania,ma della velleitaria
Italietta della Buonanima,che in guerra ha fatto ridere fin dall'inizio.Quando hai fatto riferimento alle campagne di disinformazione storica,ho pensato ti riferissi ai soliti intellettuaodi comunisti
, i quali bistrattavano, tanto per fare un esempio,un'altra eccellenza italiana come Guareschi e osavano dire che i film del grande Toto'(che a me piace)erano brutti,'sti radical chic
del piffero!

Siamo su due piani diversi, tu fai satira e io faccio riferimento ai dati tecnici; provo a riassumere velocemente la questione:

Il 10 Giugno 1940 l'Italia entra in guerra; tra i quattro belligeranti ha la produzione industriale meno potente, tuttavia la resa della Francia toglie un pericoloso avversario dalla partita e l'Inghilterra si trova a combattere su due fronti: quello del Mare del Nord (con il rischio del piano Leone Marino) e quello del Mediterraneo (dove la Marina italiana è numericamente molto superiore anche se tecnicamente leggermente inferiore e senza rifornimenti di nafta).
Le forze inglesi erano dislocate in Egitto, Sudan, Kenia sulla terra, sull'isola di Malta e a Gibilterra; l'Italia godeva di una momentanea parità tecnica (parlando globalmente e non dei singoli armamenti) nel fronte libico egiziano ma non ne approfittò anche a causa dell'inerzia del gen. Graziani (che si assestò a Sidi El Barrani); nel fronte Etiope/Keniota/Sudanese la superiorità tecnica inglese è netta, non potendo l'esercito italiano ottenere rifornimenti (e paradossalmente è stato il fronte dove l'esercito italiano ha saputo resistere con maggiore tenacia).

La "guerra italiana" finisce quando il Parlamento Inglese riterrà improbabile uno sbarco sul proprio suolo e potrà (pur tra le numerose insidie causate dalla Marina italiana) rifornire i punti che prima ho citato; nel corso della guerra (dal 1941 in poi) effettivamente il divario tra la tecnologia italiana e inglese si amplierà, tuttavia le vere ragioni per cui l'Italia ha perso la guerra sono le seguenti:

1) Errori tattici di Mussolini (e Vittorio Emanuele III, altro capo di stato maggiore) come la mancata invasione di Malta nel 1940 quando era al minimo delle difese (nonostante il parere contrario dell'alto comando giapponese che aveva caldamente suggerito, pur essendo estraneo alla questione, di non perdere l'occasione) e la mancata prosecuzione dell'offensiva Graziani.
2) Mancanza di benzina e petrolio.
3) Produzione industriale non paragonabile a quella franco-inglese prima e anglo-americana dopo.

In ogni caso, quand'anche Mussolini fosse stato in grado di neutralizzare l'Impero Inglese (conquistando l'Egitto e sbarcando a Malta) valorizzando le specifiche dell'esercito italiano, avrebbe goduto solo di un temporaneo vantaggio annullato poi dagli immensi capitali messi in gioco dopo l'entrata degli Usa in poi; non occorre infine aggiungere che una vittoria nel nazifascismo oltrechè improbabile sarebbe stata inaugurabile sotto tutti gli aspetti.
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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 12:36 pm

precario_acciaio. ha scritto:
non occorre infine aggiungere che una vittoria nel nazifascismo oltrechè improbabile sarebbe stata inaugurabile sotto tutti gli aspetti.
Ma come ? Neanche i treni in orario ?
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Dom Apr 16, 2017 1:14 pm

In Germania i treni sono in orario anche oggi che sono TUTTO TRANNE nazisti.
questione di mentalità
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seasparrow



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Lun Apr 17, 2017 1:49 pm

http://www.officinemeccanichereggiane.it/

http://m.gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2014/09/10/news/officine-meccaniche-reggiane-dove-si-e-scritta-la-storia-1.9901910

http://urbanlives.it/artisti/jam-con-70-artisti-per-salvare-le-officine-reggiane-2/

http://www.sa-ero.archivi.beniculturali.it/index.php?id=807
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seasparrow



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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Mer Apr 19, 2017 9:00 am

Hackerando la Macchina Ridotta
storia e archeologia sperimentale dell'informatica

http://hmr.di.unipi.it

Joseph Jacquard e' considerato il fondatore dell’automazione dei processi industriali;
Jacquard ha costruito la prima macchina, il telaio meccanico, il cui funzionamento dipendeva
da un programma codificato su una scheda perforata

http://hmr.di.unipi.it/Corso/STI_201516-MMariotti-Schede.pdf
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MessaggioTitolo: Re: archeologia industriale    Gio Giu 15, 2017 5:54 pm

http://www.quattroruote.it/news/eventi/2017/05/30/lutto_nel_mondo_auto_addio_al_designer_tom_tjaarda.html?wtk14=amc146418237624082
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