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 quando la scuola ambiva a istruire i cittadini...

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AutoreMessaggio
comp_xt



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MessaggioTitolo: quando la scuola ambiva a istruire i cittadini...   Sab Apr 29, 2017 3:52 pm

Vi propongo la lettura della prefazione di due testi scolastici.

Il primo è stato usato da mia madre, il secondo (trent'anni dopo) da me.

Testimonianze di una scuola principalmente interessata a istruire i suoi allievi e in cui, quando si parlava di didattica, lo si faceva con riferimento a concreti contenuti di insegnamento.

Voglio riportarle non per rivangare in chiave nostalgica il tempo perduto, ma per tenere sempre in mente che non è vero che la scuola oggi è diversa perché diversi sono gli alunni, ma che semmai gli alunni sono diversi perché si è voluto che la scuola fosse diversa.


1) "Luigi Carta - Giuseppe Marzioli

ANTOLOGIA DEGLI AUTORI LATINI

per le classi IV e V del ginnasio - I e II del liceo scientifico - I II e III dell'istituto magistrale

Roma

Cesare Marzioli editore"



2) "Roberto Ferrauto
Elementi di Algebra Vol 1
Società editrice Dante Alighieri"

pag. 1


pag 2


In particolare, fermiamoci a riflettere su questa frase:

Il commento potrà apparire, in qualche pagina, troppo ampio o sostenuto, ma i veri maestri sanno che l'ufficio di un buon commentatore non è di incoraggiare la pigrizia degli alunni peggiori, ma di stimolare l'intelligenza di quelli migliori e (perché no?) anche di iniziare alla severità del metodo filologico; e che la cultura e la scuola debbano difendersi, non abbassando il latino al dilettantismo dei patiti delle esibizioni televisive, ma accompagnando la gioventù, spesso migliore degli esempi che riceve, alla virile soddisfazione delle difficoltà superate e del rigore scientifico.


Un tempo si ambiva ad educare gli studenti a superare le difficoltà e al rigore scientifico, oggi ci si accontenta del fatto che socializzino e si chiede agli insegnanti di rimuovere qualsiasi ostacolo insito in un normale processo di apprendimento.
La differenza, in fondo, è tutta qui.


Ultima modifica di comp_xt il Sab Apr 29, 2017 9:26 pm, modificato 1 volta
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: quando la scuola ambiva a istruire i cittadini...   Sab Apr 29, 2017 4:24 pm

tu dici "si chiede"; io preferirei passare dall'impersonale passivo al personale attivo.
Chi è che chiede alla scuola di diventare facile, veloce, leggera?
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: quando la scuola ambiva a istruire i cittadini...   Sab Apr 29, 2017 5:48 pm

ushikawa ha scritto:
tu dici "si chiede"; io preferirei passare dall'impersonale passivo al personale attivo.
Chi è che chiede alla scuola di diventare facile, veloce, leggera?
Ire ?
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: quando la scuola ambiva a istruire i cittadini...   Sab Apr 29, 2017 6:30 pm

magari fosse solo lei a chiederlo...
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: quando la scuola ambiva a istruire i cittadini...   Sab Apr 29, 2017 7:39 pm

Il problema non è chi chiede,ma che la maggior parte acconsenta. .
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nakamura



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MessaggioTitolo: Ironicamente potremmo dire...   Sab Apr 29, 2017 8:11 pm

Gli alunni sono tutti diversi (mentre in passato erano uguali) e hanno tutti dei particolari bisogni formativi (ma sempre meno rispetto al passato).
Dobbiamo nel contempo ammettere che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, la colpa è dei docenti che, come tanti ci hanno spiegato, sono incapaci e vanno a scuola solo per il lauto e comodo stipendio.

Ne segue quindi che l'alunno è una variabile insignificante e che sarebbe pertanto crudele sottoporlo ad attività inutilmente faticose. O ad attività.

Per questo motivo, e per incrementare la creatività, proporrei una Letteratura Latina con pagine bianche in cui ognuno possa scrivere o, meglio, disegnare i propri pensieri a riguardo.
Ad esempio un alunno potrebbe disegnare una gabbietta con un uccello morto o un uomo che sorride fieramente con un calendario in mano. Ma anche lasciare tutto bianco, se ci sono esigenze particolari come "non mi va" o "preferirei essere promosso a prescindere".

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balanzoneXXI



Messaggi : 1382
Data d'iscrizione : 21.09.13

MessaggioTitolo: Re: quando la scuola ambiva a istruire i cittadini...   Dom Apr 30, 2017 12:18 am

nakamura ha scritto:
Gli alunni sono tutti diversi (mentre in passato erano uguali) e hanno tutti dei particolari bisogni formativi (ma sempre meno rispetto al passato).
Dobbiamo nel contempo ammettere che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, la colpa è dei docenti che, come tanti ci hanno spiegato, sono incapaci e vanno a scuola solo per il lauto e comodo stipendio.

Ne segue quindi che l'alunno è una variabile insignificante e che sarebbe pertanto crudele sottoporlo ad attività inutilmente faticose. O ad attività.

Per questo motivo, e per incrementare la creatività, proporrei una Letteratura Latina con pagine bianche in cui ognuno possa scrivere o, meglio, disegnare i propri pensieri a riguardo.
Ad esempio un alunno potrebbe disegnare una gabbietta con un uccello morto o un uomo che sorride fieramente con un calendario in mano. Ma anche lasciare tutto bianco, se ci sono esigenze particolari come "non mi va" o "preferirei essere promosso a prescindere".




Lugete Veneres Cupidinesque ...
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