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 Ritardi e ritardati

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MessaggioTitolo: Ritardi e ritardati   Gio Giu 01, 2017 4:39 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/maturita-2017-skuola-net-novecento-protagonista-esami-studenti-indietro-programma/

"Novecento: grande protagonista del quinto anno delle superiori e, quindi, della Maturità. Dove non mancheranno riferimenti all’attualità. Peccato che non sempre i ragazzi sono stati aiutati ad arrivare preparati all’appuntamento."

Perchè i professori non completano il programma ?

Immagino che sia perchè passano troppo tempo a leggere il giornale in classe.
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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 12:17 pm

mac67 ha scritto:
Quale epidemia, quale mutazione genetica ha fatto sì che nel giro di una generazione la memoria degli studenti è diventata così evanescente da far loro dimenticare cose che hanno studiato, ristudiato, applicato negli esercizi, nel giro di 1-2 mesi?

Questo solo fatto è sufficiente a dire che la scuola italiana del terzo millennio manca il suo obiettivo.

Il problema esiste ed è concreto, in un topic precedente ponevo la questione della sedimentazione degli apprendimenti perchè ho notato che è praticamente inesistente; io cerco di ovviare con una strategia banale ma parzialmente efficace: ogni interrogazione verte sul programma svolto fino a quel momento da settembre in poi.
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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 12:26 pm

precario_acciaio. ha scritto:
mac67 ha scritto:
Quale epidemia, quale mutazione genetica ha fatto sì che nel giro di una generazione la memoria degli studenti è diventata così evanescente da far loro dimenticare cose che hanno studiato, ristudiato, applicato negli esercizi, nel giro di 1-2 mesi?

Questo solo fatto è sufficiente a dire che la scuola italiana del terzo millennio manca il suo obiettivo.

Il problema esiste ed è concreto, in un topic precedente ponevo la questione della sedimentazione degli apprendimenti perchè ho notato che è praticamente inesistente; io cerco di ovviare con una strategia banale ma parzialmente efficace: ogni interrogazione verte sul programma svolto fino a quel momento da settembre in poi.
Per quella problematica la strategia è sicuramente efficace, tuttavia se decidi di fare interrogazioni da 20 minuti, se interroghi solo sull'ultimo argomento riesci ad andare a fondo, se interroghi su tutto l'ultimo argomento lo toccherai solo superficialmente.

Pro e contro.
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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 12:35 pm

precario_acciaio. ha scritto:
mac67 ha scritto:
Quale epidemia, quale mutazione genetica ha fatto sì che nel giro di una generazione la memoria degli studenti è diventata così evanescente da far loro dimenticare cose che hanno studiato, ristudiato, applicato negli esercizi, nel giro di 1-2 mesi?

Questo solo fatto è sufficiente a dire che la scuola italiana del terzo millennio manca il suo obiettivo.

Il problema esiste ed è concreto, in un topic precedente ponevo la questione della sedimentazione degli apprendimenti perchè ho notato che è praticamente inesistente; io cerco di ovviare con una strategia banale ma parzialmente efficace: ogni interrogazione verte sul programma svolto fino a quel momento da settembre in poi.

io, invece, cerco di farli apprendere il più possibile IN CLASSE (visto che a casa alcuni studiano poco o non studiano affatto) facendo ripetere quanto possibile con me

mi rendo conto, cmq, che questo dipende dalle varie discipline e che, alla secondaria di secondo grado, non è sempre possibile per varie ragioni: vasta gamma di contenuti, mancanza di tempo, ecc.
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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 12:40 pm

rita 76 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
mac67 ha scritto:
Quale epidemia, quale mutazione genetica ha fatto sì che nel giro di una generazione la memoria degli studenti è diventata così evanescente da far loro dimenticare cose che hanno studiato, ristudiato, applicato negli esercizi, nel giro di 1-2 mesi?

Questo solo fatto è sufficiente a dire che la scuola italiana del terzo millennio manca il suo obiettivo.

Il problema esiste ed è concreto, in un topic precedente ponevo la questione della sedimentazione degli apprendimenti perchè ho notato che è praticamente inesistente; io cerco di ovviare con una strategia banale ma parzialmente efficace: ogni interrogazione verte sul programma svolto fino a quel momento da settembre in poi.

io, invece, cerco di farli apprendere il più possibile IN CLASSE (visto che a casa alcuni studiano poco o non studiano affatto) facendo ripetere quanto possibile con me

mi rendo conto, cmq, che questo dipende dalle varie discipline e che, alla secondaria di secondo grado, non è sempre possibile per varie ragioni: vasta gamma di contenuti, mancanza di tempo, ecc.
ripetere significa non andare avanti o non approfondire; tu migliori la prestazione di chi non ha voglia di studiare a casa peggiorando la prestazione di chi ce l'ha.
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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 12:53 pm

avidodinformazioni ha scritto:
rita 76 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
mac67 ha scritto:
Quale epidemia, quale mutazione genetica ha fatto sì che nel giro di una generazione la memoria degli studenti è diventata così evanescente da far loro dimenticare cose che hanno studiato, ristudiato, applicato negli esercizi, nel giro di 1-2 mesi?

Questo solo fatto è sufficiente a dire che la scuola italiana del terzo millennio manca il suo obiettivo.

Il problema esiste ed è concreto, in un topic precedente ponevo la questione della sedimentazione degli apprendimenti perchè ho notato che è praticamente inesistente; io cerco di ovviare con una strategia banale ma parzialmente efficace: ogni interrogazione verte sul programma svolto fino a quel momento da settembre in poi.

io, invece, cerco di farli apprendere il più possibile IN CLASSE (visto che a casa alcuni studiano poco o non studiano affatto) facendo ripetere quanto possibile con me

mi rendo conto, cmq, che questo dipende dalle varie discipline e che, alla secondaria di secondo grado, non è sempre possibile per varie ragioni: vasta gamma di contenuti, mancanza di tempo, ecc.
ripetere significa non andare avanti o non approfondire; tu migliori la prestazione di chi non ha voglia di studiare a casa peggiorando la prestazione di chi ce l'ha.

ma, guarda, diciamo che impiego bene il mio tempo.

mi spiego: se a casa studia 1/3 ed in classe apprendono i 2/3 (dico per dire), 'guadagno' alcuni allievi.

ovviamente il tempo che dedico a questo è relativo ma sufficiente affinchè riesco a fare tutto quello che dovrei.

certo, per fare questo sacrifico altro ma, cmq, rieco a raggiungere i miei obiettivi.

in ogni caso è vero che quelli particolarmente dotati, che sono veramente pochi, potrebbero svolgere attività di potenziamento in alternativa anche se un po di ripasso non fa mai male...
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 1:49 pm

E comunque, che sia possibile apprendere le cose direttamente in classe senza bisogno di studiare a casa, è una pia illusione. Al massimo è possibile CAPIRE le cose mentre vengono esposte in classe, ma capire il significato di qualcosa non è uguale ad averla imparata. Uno può anche aver capito perfettamente tutto della spiegazione, e convincersi di averla padroneggiata completamente perchè davvero in quel momento gli è chiara, ma se non se la "fissa" in testa ripassandola per conto proprio, finisce col dimenticarla subito, e quindi col cavolo che l'ha imparata.
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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 2:20 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E comunque, che sia possibile apprendere le cose direttamente in classe senza bisogno di studiare a casa, è una pia illusione. Al massimo è possibile CAPIRE le cose mentre vengono esposte in classe, ma capire il significato di qualcosa non è uguale ad averla imparata. Uno può anche aver capito perfettamente tutto della spiegazione, e convincersi di averla padroneggiata completamente perchè davvero in quel momento gli è chiara, ma se non se la "fissa" in testa ripassandola per conto proprio, finisce col dimenticarla subito, e quindi col cavolo che l'ha imparata.

I participi passato devono essere studiati e poi deve essere capito il meccanismo di come e dove inserirli nella frase e nel contrsto.

Ma se capiscono il meccanismo senza che li conoscano, siamo al punto di partenza perché sanno dove è come inserire ma non sanno cosa inserire
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Erodoto



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MessaggioTitolo: Re: Ritardi e ritardati   Ven Giu 02, 2017 2:41 pm

precario_acciaio. ha scritto:
E' un problema reale; quest'anno sono riuscito a intervenire arrivando fino al 1990, ma è doveroso fare alcune considerazioni:

1) E' necessario mettersi nell'ottica di iniziare il programma di quinta dal 1914 e non dal 1870, altrimenti la contemporaneità resterà solo una pia illusione; gli avvenimenti dal 1870 al 1914 sono molti e richiedono da soli almeno 2 mesi e vanno svolti in quarta.
2) E' necessario approfondire di meno i singoli argomenti, cessando di illudersi di poter analizzare in modo maniacale i trattati di pace post prima guerra mondiale.
3) Anche facendo così si arriva a "coda di topo" e molto si deve sacrificare, specialmente quando si hanno 30 studenti e almeno un'orale a quadrimestre è necessario.

Mi apre che dello stesso problema parlammo mesi fa e mi trovai già da allora d'accordo con questa tua impostazione.
La contemporaneità va studiata, senza se e senza ma. Ho preso un impegno con me stesso per l'anno prossimo: almeno due argomenti post 1945. Arrivare fino a quella data o fermarsi addirittura prima è semplicemente scandaloso, con buona pace di chi piange dicendo che il programma, il programma, il programma...
La Storia è un divenire e leggo ancora troppi interventi di colleghi che sono ancorati a un insegnamento della storia che propone una scansione degli argomenti che non è più sostenibile.

1) In quinta partire con la Grande Guerra mi pare un'ottima idea.
Ciò però presuppone che pure in quarta si dovrà rimodulare il programma e a cascata nelle classi precedenti. Se in prima ci si permette di parlare di Preistoria fino a Natale non si va molto lontani. Sono anni che in seconda lamento il fatto che mi ritrovo con classe che non hanno nemmeno iniziato con la storia di Roma.

2) I piani di lavoro vanno rivisti dalla prima alla quinta. Bisogna aver il coraggio di sfrondare e, se necessario, procedere a salti. La fissa per la cronologia e ogni singolo argomento che si sussegue nel tempo non ci porterà da nessuna parte... salvo ad arrivare in quinta e stentare a trattare la seconda guerra mondiale.

3) Se ora annuali di storia fossero reali, ma ciò vale per tutte le discipline, ce la si può fare ma tra prove, interrogazioni, uscite, alternanza, progetti per classi parallele calati dall'alto, Clil ecc. diventa dura.
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