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 lettera della mamma di un bimbo dislessico

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ushikawa

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MessaggioTitolo: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 6:03 am

http://www.donnamoderna.com/news/societa/lettera-della-mamma-di-un-bambino-dislessico

Ci scrive in redazione la mamma di un bambino dislessico che, dopo infinite difficoltà con insegnanti incapaci e impreparati, ha vinto un prestigioso premio letterario

"Il mestiere del genitore è un lavoro complesso e ostico, per tutti. Ma per la mamma di un bambino con disturbi di apprendimento ancora di più.

Non voglio dire che sia il peggiore dei mali perché ci sono situazioni ben più drammatiche e difficili e famiglie la cui forza mi commuove al solo pensiero. Ma la dislessia e i suoi annessi sono come un disagio silente che ti isola e ti logora, non per le sue caratteristiche e per le limitazioni che impone a chi ne soffre ma per la mancanza di conoscenza e il pregiudizio che suscita nella gente.

Jean Paule Sartre diceva: “l’inferno sono gli altri”. Io mi permetto di aggiungere: gli altri ignoranti, nel senso di persone che ignorano perché non conoscono e non approfondiscono e giudicano e scherniscono chi è senza colpa, chi è già di suo vittima di uno stato di difficoltà.

Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico manifestando sintomi di non allineamento agli standard di apprendimento dei bambini che entrano alle elementari: grande difficoltà di lettura, pagine costellate di correzioni a penna rossa, grafia quasi illeggibile, materiali tenuti in maniera indecorosa. Il tutto aggravato da un’ansia e un’irrequietezza che non gli consentivano di stare seduto composto e fermo e che lo portavano ad intervenire sempre a sproposito, oltre che ovviamente a distrarsi con estrema facilità. Ma Michelangelo possedeva una capacità espressiva, un eloquio e un’intelligenza che non consentiva di bollarlo come bambino poco sveglio.

Maestre sempre più colpevolizzanti lo avevano da subito etichettato apertamente davanti a tutti i compagni come svogliato, viziato, maleducato e lo inducevano a pensare che non avrebbe mai fatto niente di buono se non si fosse dato una grande regolata. Come l’antitesi di un portatore sano di malattia, continuava a manifestare sintomi di cui nessuno si accorgeva e, per ironia della sorte, pur non potendo contagiare nessuno veniva progressivamente allontanato e messo alla berlina da amici e genitori che temevano possibili infezioni o contaminazioni. Lui ogni sera piangeva e mi diceva "sono uno stupido" e io ogni sera gli dicevo "no, non lo sei, sei sensibile, intelligente, creativo" e lo accarezzavo e gli sorridevo cercando di infondergli tutta la fiducia che potevo. Poi andavo nella mia stanza e piangevo.

Alla fine della seconda elementare, io e il suo papà lo abbiamo portato a nostre spese in un centro specializzato dove, dopo una valutazione con una neuropsichiatra e una psicologa e batterie su batterie di test, è emersa una comorbilità importante. Dislessia ma anche disgrafia, disortografia e disturbo attentivo. A scuola hanno preparato un PDP (piano di studio personalizzato) ma nei fatti non è cambiato niente. Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto.

Siamo stati resilienti io e il mio bambino, abbiamo comunque resistito e continuiamo a farlo giorno dopo giorno perché, anche se alle medie le cose vanno meglio, in Italia oggi non c’è ancora una cultura davvero inclusiva e non si valorizza la diversità. Michelangelo l’anno scorso ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e ha prodotto uno scritto di tale bellezza e profondità che immediatamente ne ho capito il valore e l’ho candidato ad un premio letterario con una sezione per ragazzi. Un’emozione così forte per me che ho sentito il bisogno di metterla su bianco e nero anche io e candidarla al concorso #STORIEDICARTA, indetto da Comieco, per far capire ai ragazzi il valore della carta, non solo di quella che va nel cassonetto ma anche quella che rimane nel tempo, come un ricordo.

Ma il vero tuffo al cuore l’ho avuto il 27 maggio quando a Casalnuovo, in provincia di Napoli, durante la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Letterario "Una città che scrive" sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo è salito sul palco mio figlio e ha ricevuto il Primo Premio, con pubblicazione ed elargizione di 500€ per la sua poesia, proprio per la Sezione Scuola.

Eccola.

“Nella casa di mio padre esistono diverse dimore”

Dietro alla porta magica e sottovalutata c’è un mondo imbarazzante e divertente.

Buio negli angoli della casa. Una strada lunga e faticosa per arrivare alla sala dove ogni volta scrivo i miei giorni. Esperienza dopo esperienza.

Lontano dal mondo, chiuso al buio con una luce leggermente accennata, si cela un sentimento importante e delicato: la solitudine. Là dove posso sentirmi un topo e una montagna. Dove osservo la mia vita e la mia storia.

Una cosa triste e felice, nel silenzio totale, della paura di non avere più nessuno e non avere più qualcosa, di non essere come una volta. Come per giocare a nascondino, spunta una lacrima che si accende di rabbia, passione e desideri che mi porta a realizzare i miei sogni, che mi porta ansia e tensione.

Povero il mio cuore.
Michelangelo Coletti

(lettera di Gabriella Schiavone)"
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Paolo Santaniello



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 7:50 am

Per poter valorizzare chi ha questi problemi è necessario un rapporto 1:1
è chiaro che se fai le classi da 30 alunni non c'è altro modo di insegnare e fare verifiche che con "standard di apprendimento" uguali per tutti.
Per cui ci foss'anche un genio, ma che non è capace di adattarsi agli standard, sarebbe in difficoltà.
Gli insegnanti non sono incapaci perchè si rifiutano di uscire dagli schemi, è che uscire dagli schemi e fare una didattica personalizzata con classi numerose è semplicemente impossibile.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 7:51 am

Ho GIÀ finito il pacchetto di fazzoletti dalla commozione.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 8:17 am

ushikawa ha scritto:
http://www.donnamoderna.com/news/societa/lettera-della-mamma-di-un-bambino-dislessico

Ci scrive in redazione la mamma di un bambino dislessico che, dopo infinite difficoltà con insegnanti incapaci e impreparati, ha vinto un prestigioso premio letterario

"Il mestiere del genitore è un lavoro complesso e ostico, per tutti. Ma per la mamma di un bambino con disturbi di apprendimento ancora di più.

Non voglio dire che sia il peggiore dei mali perché ci sono situazioni ben più drammatiche e difficili e famiglie la cui forza mi commuove al solo pensiero. Ma la dislessia e i suoi annessi sono come un disagio silente che ti isola e ti logora, non per le sue caratteristiche e per le limitazioni che impone a chi ne soffre ma per la mancanza di conoscenza e il pregiudizio che suscita nella gente.

Jean Paule Sartre diceva: “l’inferno sono gli altri”. Io mi permetto di aggiungere: gli altri ignoranti, nel senso di persone che ignorano perché non conoscono e non approfondiscono e giudicano e scherniscono chi è senza colpa, chi è già di suo vittima di uno stato di difficoltà.

Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico manifestando sintomi di non allineamento agli standard di apprendimento dei bambini che entrano alle elementari: grande difficoltà di lettura, pagine costellate di correzioni a penna rossa, grafia quasi illeggibile, materiali tenuti in maniera indecorosa. Il tutto aggravato da un’ansia e un’irrequietezza che non gli consentivano di stare seduto composto e fermo e che lo portavano ad intervenire sempre a sproposito, oltre che ovviamente a distrarsi con estrema facilità. Ma Michelangelo possedeva una capacità espressiva, un eloquio e un’intelligenza che non consentiva di bollarlo come bambino poco sveglio.

Maestre sempre più colpevolizzanti lo avevano da subito etichettato apertamente davanti a tutti i compagni come svogliato, viziato, maleducato e lo inducevano a pensare che non avrebbe mai fatto niente di buono se non si fosse dato una grande regolata. Come l’antitesi di un portatore sano di malattia, continuava a manifestare sintomi di cui nessuno si accorgeva e, per ironia della sorte, pur non potendo contagiare nessuno veniva progressivamente allontanato e messo alla berlina da amici e genitori che temevano possibili infezioni o contaminazioni. Lui ogni sera piangeva e mi diceva "sono uno stupido" e io ogni sera gli dicevo "no, non lo sei, sei sensibile, intelligente, creativo" e lo accarezzavo e gli sorridevo cercando di infondergli tutta la fiducia che potevo. Poi andavo nella mia stanza e piangevo.

Alla fine della seconda elementare, io e il suo papà lo abbiamo portato a nostre spese in un centro specializzato dove, dopo una valutazione con una neuropsichiatra e una psicologa e batterie su batterie di test, è emersa una comorbilità importante. Dislessia ma anche disgrafia, disortografia e disturbo attentivo. A scuola hanno preparato un PDP (piano di studio personalizzato) ma nei fatti non è cambiato niente. Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto.

Siamo stati resilienti io e il mio bambino, abbiamo comunque resistito e continuiamo a farlo giorno dopo giorno perché, anche se alle medie le cose vanno meglio, in Italia oggi non c’è ancora una cultura davvero inclusiva e non si valorizza la diversità. Michelangelo l’anno scorso ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e ha prodotto uno scritto di tale bellezza e profondità che immediatamente ne ho capito il valore e l’ho candidato ad un premio letterario con una sezione per ragazzi. Un’emozione così forte per me che ho sentito il bisogno di metterla su bianco e nero anche io e candidarla al concorso #STORIEDICARTA, indetto da Comieco, per far capire ai ragazzi il valore della carta, non solo di quella che va nel cassonetto ma anche quella che rimane nel tempo, come un ricordo.

Ma il vero tuffo al cuore l’ho avuto il 27 maggio quando a Casalnuovo, in provincia di Napoli, durante la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Letterario "Una città che scrive" sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo è salito sul palco mio figlio e ha ricevuto il Primo Premio, con pubblicazione ed elargizione di 500€ per la sua poesia, proprio per la Sezione Scuola.

Eccola.

“Nella casa di mio padre esistono diverse dimore”

Dietro alla porta magica e sottovalutata c’è un mondo imbarazzante e divertente.

Buio negli angoli della casa. Una strada lunga e faticosa per arrivare alla sala dove ogni volta scrivo i miei giorni. Esperienza dopo esperienza.

Lontano dal mondo, chiuso al buio con una luce leggermente accennata, si cela un sentimento importante e delicato: la solitudine. Là dove posso sentirmi un topo e una montagna. Dove osservo la mia vita e la mia storia.

Una cosa triste e felice, nel silenzio totale, della paura di non avere più nessuno e non avere più qualcosa, di non essere come una volta. Come per giocare a nascondino, spunta una lacrima che si accende di rabbia, passione e desideri che mi porta a realizzare i miei sogni, che mi porta ansia e tensione.

Povero il mio cuore.
Michelangelo Coletti

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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 8:18 am

ho sottolineato le parti che chiamano in causa direttamente didattica e insegnanti
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 9:17 am

È ora che prendi donna moderna e lo usi per raccogliere le cacche del cane quando lo porti al parco.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 4:09 pm

Masaniello ha scritto:
È ora che prendi donna moderna e lo usi per raccogliere le cacche del cane quando lo porti al parco.
Donna moderna ? Cosa c'è di moderno nelle donne che difendono i bambini dagli "abusi" della società ? Le mamme sono tutte così, e non solo quelle umane.

A quella mamma risponderei solo: ma tuo figlio è nato con il premio nel sangue o la scuola che ha frequentato e le maestre che lo hanno istruito gliel'hanno fatto guadagnare ?
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 5:00 pm

La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 7:18 pm

E se invece l'ha scritta SENZA nessun errore ortografico, siamo sicuri che avesse davvero bisogno del pdp per gravi problemi di lettura e di scrittura?
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 7:22 pm

Oltretutto, dove sta scritto che un dislessico debba essere esonerato dalle NOTE?

Se un dislessico si comporta male in contesti che non hanno niente a che fare coi suoi risultati scolastici, se insulta qualcuno, se viene beccato a usare il cellulare in classe, se esce dall'aula senza permesso, se urla, schiamazza e disturba la lezione, non bisogna fargli la nota perché è dislessico? Non mi risulta affatto...
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Cozza

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 7:57 pm

Il figlio sarà dislessico ma lei scrive per tre e le manca il dono della sintesi. 
Troppa roba da leggere a giugno. 
Lui dislessico, io disfatta. Lei dis_fatevoi_
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JaneEyre



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 9:02 pm

"Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto."

Grandi complimenti alle maestre che hanno sopportato due genitori che si sono permessi di passare anni a dire loro come lavorare. I loro risultati ora si vedono. Hanno decisamente salvato un bambino da genitori soffocanti, che non gli avrebbero dato regole.
Non sarebbe stato molto meno traumatico far ripetere al bambino la prima e lasciargli il tempo di maturare? Un tempo capitava spesso e i bambini non erano poi così traumatizzati.

1) Ma visto che le maestre erano incapaci, perché la signora non ha cambiato scuola al figlio?
2) Ma dati i gravissimi problemi del figlio, se addirittura non era in grado di comprendere il significato di una punizione, non sarebbe stato meglio dargli il sostegno per qualche anno e accompagnarlo con maggiori attenzioni nel suo percorso di crescita e apprendimento?
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 7:56 am

mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa
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ZiaPatty



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 8:19 am

Scusatemi, io sono una maestra, ma prima ancora sono un genitore e cerco di mettermi dalla loro parte.
Ogni volta che inizio una collaborazione con dei genitori, penso ...e se fosse mio figlio? Cosa posso fare per aiutare questo bambino.
Il fatto che i genitori diano consigli agli insegnanti sull'approccio da avere con il figlio, non lo trovo malvagio, in fondo lo conoscono da sempre e poi sono sempre io a filtrare ciò che può servirmi e ciò che non può, sono sempre io a decidere.

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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 8:45 am

Grazie zia patty
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 9:55 am

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa

Non nella poesia. Il contenuto e la forma, anche la punteggiatura, sono inscindibili.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 11:51 am

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa

Giusto per capire di che parliamo.

Se il bambino l'ha scritta così, ha imparato a scrivere correttamente. E allora il lavoro delle maestre direi che ha fatto centro.

Se è stata corretta, il premio vale due soldi bucati. Il valore di un componimento è solo nel contenuto o anche nella forma? Se fosse solo questione di contenuto, scrittori e poeti sarebbero a spasso, ormai è stato scritto di tutto. E anche gli altri artisti: disegnata una madonna con il bambino, non c'è bisogno di disegnarne altre.

Che poi non si debbano segnare gli errori di ortografia, è una fesseria. Non vanno valutati negativamente, ma vanno segnati.

Come ho già detto altre volte, ho esperienza con 2 alunni dislessici, diagnosticati una volta arrivati al liceo. Non facevano errori di ortografia, evidentemente perché negli anni precedenti glieli segnavano e correggevano.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 2:04 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa

Giusto per capire di che parliamo.

Se il bambino l'ha scritta così, ha imparato a scrivere correttamente. E allora il lavoro delle maestre direi che ha fatto centro.

Se è stata corretta, il premio vale due soldi bucati. Il valore di un componimento è solo nel contenuto o anche nella forma? Se fosse solo questione di contenuto, scrittori e poeti sarebbero a spasso, ormai è stato scritto di tutto. E anche gli altri artisti: disegnata una madonna con il bambino, non c'è bisogno di disegnarne altre.

Che poi non si debbano segnare gli errori di ortografia, è una fesseria. Non vanno valutati negativamente, ma vanno segnati.

Come ho già detto altre volte, ho esperienza con 2 alunni dislessici, diagnosticati una volta arrivati al liceo. Non facevano errori di ortografia, evidentemente perché negli anni precedenti glieli segnavano e correggevano.

Punti di vista . La signora parla di pagine costellate di correzioni in rosso che abbassano l'autostima del bambino e io sono d'accordo e non solo per un problema di autostima ma anche perché la correzione in rosso è un'arma a doppio taglio, rischia di far imprimere maggiormente l'errore nella mente del bambino. Inoltre la correzione è più valida se a correggere è proprio l'alunno con il supporto dell'insegnante.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 2:21 pm

ZiaPatty ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

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Giusto per capire di che parliamo.

Se il bambino l'ha scritta così, ha imparato a scrivere correttamente. E allora il lavoro delle maestre direi che ha fatto centro.

Se è stata corretta, il premio vale due soldi bucati. Il valore di un componimento è solo nel contenuto o anche nella forma? Se fosse solo questione di contenuto, scrittori e poeti sarebbero a spasso, ormai è stato scritto di tutto. E anche gli altri artisti: disegnata una madonna con il bambino, non c'è bisogno di disegnarne altre.

Che poi non si debbano segnare gli errori di ortografia, è una fesseria. Non vanno valutati negativamente, ma vanno segnati.

Come ho già detto altre volte, ho esperienza con 2 alunni dislessici, diagnosticati una volta arrivati al liceo. Non facevano errori di ortografia, evidentemente perché negli anni precedenti glieli segnavano e correggevano.

Punti di vista . La signora parla di pagine costellate di correzioni in rosso che abbassano l'autostima del bambino e io sono d'accordo e non solo per un problema di autostima ma anche perché la correzione in rosso è un'arma a doppio taglio, rischia di far imprimere maggiormente l'errore nella mente del bambino. Inoltre la correzione è più valida se a correggere è proprio l'alunno con il supporto dell'insegnante.

Che sia rosso, blu o fosforescente mi importa poco. Mi importa invece che al bambino siano segnalati gli errori e gli venga spiegato l'errore. I bambini si demoraliizzano, casomai, se li li si lascia soli davanti all'errore senza aiutarli e incoraggiarli a superarlo.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 2:39 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

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Giusto per capire di che parliamo.

Se il bambino l'ha scritta così, ha imparato a scrivere correttamente. E allora il lavoro delle maestre direi che ha fatto centro.

Se è stata corretta, il premio vale due soldi bucati. Il valore di un componimento è solo nel contenuto o anche nella forma? Se fosse solo questione di contenuto, scrittori e poeti sarebbero a spasso, ormai è stato scritto di tutto. E anche gli altri artisti: disegnata una madonna con il bambino, non c'è bisogno di disegnarne altre.

Che poi non si debbano segnare gli errori di ortografia, è una fesseria. Non vanno valutati negativamente, ma vanno segnati.

Come ho già detto altre volte, ho esperienza con 2 alunni dislessici, diagnosticati una volta arrivati al liceo. Non facevano errori di ortografia, evidentemente perché negli anni precedenti glieli segnavano e correggevano.

Se gli alunni erano dislessici è abbastanza facile che non facessero errori
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 2:42 pm

chicca70 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa

Non nella poesia. Il contenuto e la forma, anche la punteggiatura, sono inscindibili.

Quindi il lavoro di questo ragazzo non ha alcun valore?

Sono inscindibili per che cosa, per chi?

A cosa serve la poesia? a far vedere che sei bravo a scrivere o a trasmettere emozioni?
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 2:53 pm

Ire ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa

Non nella poesia. Il contenuto e la forma, anche la punteggiatura, sono inscindibili.

Quindi il lavoro di questo ragazzo non ha alcun valore?

Sono inscindibili per che cosa, per chi?

A cosa serve la poesia?  a far vedere che sei bravo a scrivere o a trasmettere emozioni?

Se la forma è stata corretta il lavoro non ha alcun valore. Che laforma sia inscindibile dal contenuto è dimostrato dal fatto che tradurre correttamente una poesia, mantenendo i valori fonici, ritmici, retorici dell'originale è pressoché impossibile. Rimanendo nell'ambito della letteratura italiana: se prendiamo i contenuti di Leopardi e li trasformiamo utilizzando i versicoli di Ungaretti, creiamo un mostro, non sarebbero più i testi di Leopardi. Dire che la poesia serve solo a trasmettere emozioni significa sminuire tutti i poeti veri, è cosa proprio da ignoranti.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 3:00 pm

Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 3:04 pm

Ire ha scritto:
Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?

Se hai qualcosa di importante da dire lo puoi fare in prosa.

Ma tornerei al punto centrale: bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.

Il ragazzo è eccezionale a dispetto delle maestre o grazie alle maestre ?

Se fosse grazie alle maestre la mamma dovrebbe vergognarsi di averle giudicate male; il bambino è diventato quello che è diventato nonostante lei abbia remato contro.

Se fosse a dispetto delle maestre mi chiedo perchè mandare i bambini a scuola; tanto nascono imparati !
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 3:15 pm

Ire ha scritto:
Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?


Se l'espressione è molto scorretta anche il contenuto viene inficiato perché inevitabilmente meno chiaro. "Saper dire qualcosa di importante" mi sembra eccessivo. Nessuna delle poesie scritte da un ragazzino (non importa se dsa o no) dice "qualcosa di importante", per farlo occorre esperienza di vita e cultura.
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