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 lettera della mamma di un bimbo dislessico

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ushikawa

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MessaggioTitolo: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 6:03 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.donnamoderna.com/news/societa/lettera-della-mamma-di-un-bambino-dislessico

Ci scrive in redazione la mamma di un bambino dislessico che, dopo infinite difficoltà con insegnanti incapaci e impreparati, ha vinto un prestigioso premio letterario

"Il mestiere del genitore è un lavoro complesso e ostico, per tutti. Ma per la mamma di un bambino con disturbi di apprendimento ancora di più.

Non voglio dire che sia il peggiore dei mali perché ci sono situazioni ben più drammatiche e difficili e famiglie la cui forza mi commuove al solo pensiero. Ma la dislessia e i suoi annessi sono come un disagio silente che ti isola e ti logora, non per le sue caratteristiche e per le limitazioni che impone a chi ne soffre ma per la mancanza di conoscenza e il pregiudizio che suscita nella gente.

Jean Paule Sartre diceva: “l’inferno sono gli altri”. Io mi permetto di aggiungere: gli altri ignoranti, nel senso di persone che ignorano perché non conoscono e non approfondiscono e giudicano e scherniscono chi è senza colpa, chi è già di suo vittima di uno stato di difficoltà.

Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico manifestando sintomi di non allineamento agli standard di apprendimento dei bambini che entrano alle elementari: grande difficoltà di lettura, pagine costellate di correzioni a penna rossa, grafia quasi illeggibile, materiali tenuti in maniera indecorosa. Il tutto aggravato da un’ansia e un’irrequietezza che non gli consentivano di stare seduto composto e fermo e che lo portavano ad intervenire sempre a sproposito, oltre che ovviamente a distrarsi con estrema facilità. Ma Michelangelo possedeva una capacità espressiva, un eloquio e un’intelligenza che non consentiva di bollarlo come bambino poco sveglio.

Maestre sempre più colpevolizzanti lo avevano da subito etichettato apertamente davanti a tutti i compagni come svogliato, viziato, maleducato e lo inducevano a pensare che non avrebbe mai fatto niente di buono se non si fosse dato una grande regolata. Come l’antitesi di un portatore sano di malattia, continuava a manifestare sintomi di cui nessuno si accorgeva e, per ironia della sorte, pur non potendo contagiare nessuno veniva progressivamente allontanato e messo alla berlina da amici e genitori che temevano possibili infezioni o contaminazioni. Lui ogni sera piangeva e mi diceva "sono uno stupido" e io ogni sera gli dicevo "no, non lo sei, sei sensibile, intelligente, creativo" e lo accarezzavo e gli sorridevo cercando di infondergli tutta la fiducia che potevo. Poi andavo nella mia stanza e piangevo.

Alla fine della seconda elementare, io e il suo papà lo abbiamo portato a nostre spese in un centro specializzato dove, dopo una valutazione con una neuropsichiatra e una psicologa e batterie su batterie di test, è emersa una comorbilità importante. Dislessia ma anche disgrafia, disortografia e disturbo attentivo. A scuola hanno preparato un PDP (piano di studio personalizzato) ma nei fatti non è cambiato niente. Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto.

Siamo stati resilienti io e il mio bambino, abbiamo comunque resistito e continuiamo a farlo giorno dopo giorno perché, anche se alle medie le cose vanno meglio, in Italia oggi non c’è ancora una cultura davvero inclusiva e non si valorizza la diversità. Michelangelo l’anno scorso ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e ha prodotto uno scritto di tale bellezza e profondità che immediatamente ne ho capito il valore e l’ho candidato ad un premio letterario con una sezione per ragazzi. Un’emozione così forte per me che ho sentito il bisogno di metterla su bianco e nero anche io e candidarla al concorso #STORIEDICARTA, indetto da Comieco, per far capire ai ragazzi il valore della carta, non solo di quella che va nel cassonetto ma anche quella che rimane nel tempo, come un ricordo.

Ma il vero tuffo al cuore l’ho avuto il 27 maggio quando a Casalnuovo, in provincia di Napoli, durante la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Letterario "Una città che scrive" sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo è salito sul palco mio figlio e ha ricevuto il Primo Premio, con pubblicazione ed elargizione di 500€ per la sua poesia, proprio per la Sezione Scuola.

Eccola.

“Nella casa di mio padre esistono diverse dimore”

Dietro alla porta magica e sottovalutata c’è un mondo imbarazzante e divertente.

Buio negli angoli della casa. Una strada lunga e faticosa per arrivare alla sala dove ogni volta scrivo i miei giorni. Esperienza dopo esperienza.

Lontano dal mondo, chiuso al buio con una luce leggermente accennata, si cela un sentimento importante e delicato: la solitudine. Là dove posso sentirmi un topo e una montagna. Dove osservo la mia vita e la mia storia.

Una cosa triste e felice, nel silenzio totale, della paura di non avere più nessuno e non avere più qualcosa, di non essere come una volta. Come per giocare a nascondino, spunta una lacrima che si accende di rabbia, passione e desideri che mi porta a realizzare i miei sogni, che mi porta ansia e tensione.

Povero il mio cuore.
Michelangelo Coletti

(lettera di Gabriella Schiavone)"
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 5:48 pm

ma dove sta il problema a cambiare queste piccole cose se anche ci fosse una possibilità su cento che fossero determinanti?

La certezza che funziona la si ha in quella situazione e per quell'alunno

esattamente come la certezza che non funziona la si ha per quella situazione e per quell'alunno.

Personale competente (sul quale possiamo avere dubbi esattamente come possiamo avere dubbi su qualsiasi persona quindi a meno di non avere un partito preso...) suggerisce che nei meccanismi psicologici di apprendimento il segno rosso possa essere negativo - innanzitutto per la sua forte valenza simbolica - perchè non provare a fare come dice?
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 6:01 pm

Ire ha scritto:
ma dove sta il problema a cambiare queste piccole cose se anche ci fosse una possibilità su cento che fossero determinanti?

La certezza che funziona la si ha in quella situazione e per quell'alunno

esattamente come la certezza che non funziona la si ha per quella situazione e per quell'alunno.

Personale competente (sul quale  possiamo avere dubbi esattamente come possiamo avere dubbi su qualsiasi persona  quindi a meno di non avere un partito preso...)  suggerisce che nei meccanismi psicologici di apprendimento il segno rosso possa essere negativo - innanzitutto per la sua forte valenza simbolica - perchè non provare a fare come dice?

Il rosso ha valenza negativa perché segnala l'errore.

Il giorno in cui si segneranno gli errori in verde, il verde avrà valenza negativa.

Che si mettano d'accordo su quale colore è meglio e lo usiamo per tutti.

Se la risposta è "dipende dal ragazzo" facciano un test a tutti gli alunni della Repubblica e ci dicano che Pierino ha bisogno del pervinca mentre Giada si tranquillizza col giallo ocra.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 6:24 pm

il rosso ha valenza negativa perchè segnala l'errore e segnala l'alt. Se nell'età evolutiva il compito disseminato di alt viene colto come "non ce la farai mai" e se è vero come suggerisce la psicologa che ha formato zia patty (e tanti altri altri psicologi) che fissando l'attenzione sulla parola sbagliata si memorizza quella.....

dove sta il problema a seguire queste indicazioni?

Di cosa abbia bisogno davvero Pierino e di cosa abbia bisogno Giada, siete voi, insiema a Pierino, Giada e i loro genitori a doverlo stabilire in osservanza del principio della personalizzazione.


Le indicazioni generali sono quelle
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 6:33 pm

Ire ha scritto:
il rosso ha valenza negativa perchè segnala l'errore e segnala l'alt.  Se nell'età evolutiva il compito disseminato di alt viene colto come "non ce la farai mai"  e se è vero come suggerisce la psicologa che ha formato zia patty (e tanti altri altri psicologi) che fissando l'attenzione sulla parola sbagliata si memorizza quella.....

dove sta il problema a seguire queste indicazioni?

Di cosa abbia bisogno davvero Pierino e di cosa abbia bisogno Giada, siete voi, insiema a Pierino, Giada e i loro genitori a doverlo stabilire in osservanza del principio della personalizzazione.


Le indicazioni generali sono quelle

I bambini devono imparare che sbagliano e devono fermarsi all'alt. Questi psicologi e pedagogisti laureati al Cepu vanno spernacchiati sonoramente. Sono la prima causa del degrado della didattica nella scuola italiana. Professionisti del nulla che pretendono di dire come comportarci con studenti che loro non hanno mai visto mentre noi ci lavoriamo ogni giorno.
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ZiaPatty



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 7:09 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
ZiaPatty ha scritto:

Citazione :
ZiaPatty ha scritto:

Ognuno usa le proprie strategie e per me il colore fa la differenza.
Segnare rosso significa mettere in evidenza e alcuni bambini fanno confusione così ricordano l'errore e lo perpetrano.
A dire la verità a me lo ha suggerito la psicologa che ci ha fatto il corso di aggiornamento sui dsa.

Per te, o perché te l'ha suggerito la psicologa?

Che non sappia l'emisfero destro cosa fa il sinistro, mi raccomando...

Se vado ai corsi di aggiornamento è proprio per aggiornarmi e formarmi.
La psicologa lo ha suggerito e io ho appurato che con i bambini con difficoltà è più utile non usare la penna rossa.
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ZiaPatty



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 7:15 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
il rosso ha valenza negativa perchè segnala l'errore e segnala l'alt.  Se nell'età evolutiva il compito disseminato di alt viene colto come "non ce la farai mai"  e se è vero come suggerisce la psicologa che ha formato zia patty (e tanti altri altri psicologi) che fissando l'attenzione sulla parola sbagliata si memorizza quella.....

dove sta il problema a seguire queste indicazioni?

Di cosa abbia bisogno davvero Pierino e di cosa abbia bisogno Giada, siete voi, insiema a Pierino, Giada e i loro genitori a doverlo stabilire in osservanza del principio della personalizzazione.


Le indicazioni generali sono quelle

I bambini devono imparare che sbagliano e devono fermarsi all'alt. Questi psicologi e pedagogisti laureati al Cepu vanno spernacchiati sonoramente. Sono la prima causa del degrado della didattica nella scuola italiana. Professionisti del nulla che pretendono di dire come comportarci con studenti che loro non hanno mai visto mentre noi ci lavoriamo ogni giorno.

Non segnare di rosso non significa non fargli vedere l'errore o non farlo correggere. Io personalmente trovo più produttivo sottolineare la parola sbagliata e farla correggere al bambino stesso in modo che la parola esatta si imprima maggiormente nella sua mente.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 7:21 pm

ZiaPatty ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
il rosso ha valenza negativa perchè segnala l'errore e segnala l'alt.  Se nell'età evolutiva il compito disseminato di alt viene colto come "non ce la farai mai"  e se è vero come suggerisce la psicologa che ha formato zia patty (e tanti altri altri psicologi) che fissando l'attenzione sulla parola sbagliata si memorizza quella.....

dove sta il problema a seguire queste indicazioni?

Di cosa abbia bisogno davvero Pierino e di cosa abbia bisogno Giada, siete voi, insiema a Pierino, Giada e i loro genitori a doverlo stabilire in osservanza del principio della personalizzazione.


Le indicazioni generali sono quelle

I bambini devono imparare che sbagliano e devono fermarsi all'alt. Questi psicologi e pedagogisti laureati al Cepu vanno spernacchiati sonoramente. Sono la prima causa del degrado della didattica nella scuola italiana. Professionisti del nulla che pretendono di dire come comportarci con studenti che loro non hanno mai visto mentre noi ci lavoriamo ogni giorno.

Non segnare di rosso non significa non fargli vedere l'errore o non farlo correggere. Io personalmente trovo più produttivo sottolineare  la parola sbagliata  e farla correggere al bambino stesso in modo che la parola esatta si imprima maggiormente nella sua mente.

E questo va benissimo. Rosso, verde, viola, sottolineato, evidenziato, in bassorilievo: che si segnali l'errore è quel che conta.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 7:25 pm

Io vedrei anche una grande differenza fra la primaria e le superiori.
Alla primaria la maestra può anche avere il tempo di correggere in classe un breve dettato con tutti i colori che vuole e fare correggere gli errori (errori che presumo siano compiuti dai più e non solo dai DSA  visto che il processo di apprendimento è appena iniziato per tutti).
Colorare di verde, giallo o arancione un compito di matematica di quinta superiore o una versione di greco mi sembrerebbe quanto meno "eccentrico" (un compito d'esame corretto in tal senso sarebbe completamente nullo) e se un 19enne dovesse farsi traumatizzare dal rosso certamente i problemi sottesi sono molto più profondi di un semplice disturbo di apprendimento.
Per cui inviterei i dialoganti a circoscrivere le loro azioni al segmento di istruzione cui fanno riferimento, altrimenti diventa un po' tutto inutile.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 7:44 pm

Scusate, ma perché mai un bambino di sei, o sette, o dieci anni, dovrebbe avere come reazione spontanea quella di pensare che il rosso è umiliante mentre il verde o il blu no? Solo perchè glielo mettono in testa gli adulti (e magari gli stessi psicologi di cui sopra), non certo perché esiste un istinto innato verso quell'interpretazione.

Che questi cialtroni smettano di SUGGERIRE ai bambini tale correlazione indebita, e il problema non esisterebbe più, nel caso improbabile che attualmente esista davvero.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 7:49 pm

Cosa sono ,tori alla corrida che si eccitano con il rosso?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 7:51 pm

Masaniello ha scritto:
Cosa sono ,tori alla corrida che si eccitano con il rosso?

Sei consapevole che si tratta di una leggnda priva di fondamento, vero?
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 8:25 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusate, ma perché mai un bambino di sei, o sette, o dieci anni, dovrebbe avere come reazione spontanea quella di pensare che il rosso è umiliante mentre il verde o il blu no? Solo perchè glielo mettono in testa gli adulti (e magari gli stessi psicologi di cui sopra), non certo perché esiste un istinto innato verso quell'interpretazione.

Che questi cialtroni smettano di SUGGERIRE ai bambini tale correlazione indebita, e il problema non esisterebbe più, nel caso improbabile che attualmente esista davvero.

I teorici della percezione affermano che il rosso è instintivamente colore associato a sangue e pericolo, quindi desta maggiore attenzione.
Ciò detto l'idea che il rosso sia umiliante è chiaramente una sciocchezza di quelle tipiche di chi presuppone una base neurobiologica-innatista per qualsiasi fenomeno. Il rosso può essere percepito come umiliante solo perché culturalmente viene associato alle correzioni scolastiche a volte spietate degli insegnanti di un tempo; se avessero fatto le correzioni in verde oppure in blu come avveniva un tempo i colori dell'umiliazione sarebbero quelli. Entriamo nella semiotica, nella psicologia, nella sociologia più che nelle teorie della percezione.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 8:50 pm

ushikawa ha scritto:
Il rosso può essere percepito come umiliante solo perché culturalmente viene associato alle correzioni scolastiche a volte spietate degli insegnanti di un tempo; se avessero fatto le correzioni in verde oppure in blu come avveniva un tempo

Ecco, giusto che mi ci hai fatto pensare: nella modalità spietata degli insegnanti di un tempo, la correzione in blu era PEGGIO di quella in rosso, si usava proprio per gli errori più gravi e più imbarazzanti. Come mai questo è stato completamente rimosso, e adesso il blu va bene ma il rosso no?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 8:51 pm

Ire ha scritto:
ma dove sta il problema a cambiare queste piccole cose se anche ci fosse una possibilità su cento che fossero determinanti?

La certezza che funziona la si ha in quella situazione e per quell'alunno

esattamente come la certezza che non funziona la si ha per quella situazione e per quell'alunno.

Personale competente (sul quale  possiamo avere dubbi esattamente come possiamo avere dubbi su qualsiasi persona  quindi a meno di non avere un partito preso...)  suggerisce che nei meccanismi psicologici di apprendimento il segno rosso possa essere negativo - innanzitutto per la sua forte valenza simbolica - perchè non provare a fare come dice?
E se ci fosse una possibilità su 100 che fossero controproducenti ? Lo capisci che "l'ha detto lo psicologo" è l'unico motivo per cui ritieni sia così ? Lo capisci che "i docenti dicono per lo più il contrario" è un ulteriore sostegno alla tesi che lo psicologo ha ragione ?

E' un tantino fastidioso.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 8:57 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
ma dove sta il problema a cambiare queste piccole cose se anche ci fosse una possibilità su cento che fossero determinanti?

La certezza che funziona la si ha in quella situazione e per quell'alunno

esattamente come la certezza che non funziona la si ha per quella situazione e per quell'alunno.

Personale competente (sul quale  possiamo avere dubbi esattamente come possiamo avere dubbi su qualsiasi persona  quindi a meno di non avere un partito preso...)  suggerisce che nei meccanismi psicologici di apprendimento il segno rosso possa essere negativo - innanzitutto per la sua forte valenza simbolica - perchè non provare a fare come dice?

Il rosso ha valenza negativa perché segnala l'errore.

Il giorno in cui si segneranno gli errori in verde, il verde avrà valenza negativa.

Che si mettano d'accordo su quale colore è meglio e lo usiamo per tutti.

Se la risposta è "dipende dal ragazzo" facciano un test a tutti gli alunni della Repubblica e ci dicano che Pierino ha bisogno del pervinca mentre Giada si tranquillizza col giallo ocra.
Se si giungesse alla conclusione che effettivamente il rosso è percepito come errore e che il bambino che lo vede poi scappa a suicidarsi, allora dovremmo usare il verde, sono d'accordo anch'io, mica voglio che si suicidino.

Peccato che tempo tre mesi il verde si sostituirebbe al rosse in quella problematica (se gli errori ci sono ...) e i bimbi si suiciderebbero col verde.

"Handicappato" era nato come termine non dispregiativo, in contrapposizione a "mongolo", "spastico" e chissà quanti altri; ora prova dire di un handicappato che è un handicappato e vedi che vespaio !
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:00 pm

ZiaPatty ha scritto:
Se vado ai corsi di aggiornamento è proprio per aggiornarmi e formarmi.
La psicologa lo ha suggerito e io ho appurato che con i bambini con difficoltà è più utile non usare la penna rossa.
Ecco, finalmente un parere autorevole; hai appurato che è meglio.

Dunque prima facevano tot1 errori, con il rosso continuavano a farne tot2; poi nella classe successiva facevano tot1 errori e con il verde sono passati a tot3 < tot2

Ci dici tot1, tot2 e tot3 quanto sono ?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:05 pm

Probabilmente non si riferisce al fatto che correggendoli col verde facciano meno errori, ma che piangano meno, o ci rimangano meno delusi, l'unica cosa considerata importante è quella...
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:07 pm

ushikawa ha scritto:
I teorici della percezione affermano che il rosso è instintivamente colore associato a sangue e pericolo, quindi desta maggiore attenzione.
Ciò detto l'idea che il rosso sia umiliante è chiaramente una sciocchezza di quelle tipiche di chi presuppone una base neurobiologica-innatista per qualsiasi fenomeno. Il rosso può essere percepito come umiliante solo perché culturalmente viene associato alle correzioni scolastiche a volte spietate degli insegnanti di un tempo; se avessero fatto le correzioni in verde oppure in blu come avveniva un tempo i colori dell'umiliazione sarebbero quelli. Entriamo nella semiotica, nella psicologia, nella sociologia più che nelle teorie della percezione.
Ferrari sanguinaria e pericolosa ?

Le rose rosse fanno fuggire le donne ?

Rosso di sera la maledizione si avvera ?

C'è un sacco di gente che quando arrivano le mestruazioni tira un sospiro di sollievo e gli psicologi la fanno così drammatica ?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:10 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Probabilmente non si riferisce al fatto che correggendoli col verde facciano meno errori, ma che piangano meno, o ci rimangano meno delusi, l'unica cosa considerata importante è quella...
dunque tot1, 2 e 3 sono numeri di pianti; che numeri sono ?

E' chiedere troppo che gli scienziati dell'educazione abbiano un approccio scientifico ?

Domanda retorica, non serve rispondere.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:10 pm

I corsi di aggiornamento ti fanno male.
I corsi di aggiornamento ti rovinano.
I corsi di aggiornamento ti rendono psicologicamente instabile.
Decidi di smettere.
Scegli la sanità mentale.

È UNA CAMPAGNA DEL MINISTERO DEL BUON SENSO E DELLA RAGIONEVOLEZZA.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:11 pm

Ma quando ai miei ragazzi metto una spunta rossa accanto alle cose giuste che scrivono e quando gli metto un 10 in rosso, c'è il rischio che vadano in depressione ?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:13 pm

Masaniello ha scritto:
I corsi di aggiornamento ti fanno male.
I corsi di aggiornamento ti rovinano.
I corsi di aggiornamento ti rendono psicologicamente instabile.
Decidi di smettere.
Scegli la sanità mentale.

È UNA CAMPAGNA DEL MINISTERO DEL BUON SENSO E DELLA RAGIONEVOLEZZA.
Chi si aggiorna fa male anche a te, digli di smettere !

Scherzi a parte, ci si deve aggiornare sulle novità; ci sono novità su cui aggiornarsi ?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 9:35 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ma quando ai miei ragazzi metto una spunta rossa accanto alle cose giuste che scrivono e quando gli metto un 10 in rosso, c'è il rischio che vadano in depressione ?

Lo faccio anch'io. Sai quanti si saranno già tagliati o suicidati per colpa delle nostre spunte rosse?
Io scrivo addirittura "Bene!" in rosso accanto agli esercizi migliori. Sono una sadica aguzzina .




Comunque se un bambino o ragazzo fa così tanti errori che le correzioni sono mortificanti, ritengo inutile continuare a farlo scrivere come gli altri. Può usare il computer in classe e poi farà esercizi mirati per rinforzare l'ortografia corretta.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 10:30 pm

Ma per quale motivo si pensa che il computer risolva tutto? Giuro che non lo capisco! Ok, c'è il correttore ortografico, va bene, ma questo interviene solo sulle singole parole storpiate in modo casuale, non certo su frasi sintatticamente traballanti o tantomeno su frasi farneticanti dal punto di vista logico! Se scrive "coniglio" invece di "consiglio", il correttore ortografico non interviene, perché la parola esiste comunque...

Per non parlare delle espressioni in linguaggio specialistico della matematica, per le quali esistono funzionalità specifiche nei software, ma che richiedono di farsi un mazzo così per impararle, molto più pesante rispetto a scriverle a mano!
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 10:46 pm

Serve il correttore ortografico abbinato alla sintesi vocale a un vero dislessico.

Comunque teoricamente con la scrittura al pc l'alunno dovrebbe stancarsi di meno.
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