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 lettera della mamma di un bimbo dislessico

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ushikawa

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MessaggioTitolo: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 6:03 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.donnamoderna.com/news/societa/lettera-della-mamma-di-un-bambino-dislessico

Ci scrive in redazione la mamma di un bambino dislessico che, dopo infinite difficoltà con insegnanti incapaci e impreparati, ha vinto un prestigioso premio letterario

"Il mestiere del genitore è un lavoro complesso e ostico, per tutti. Ma per la mamma di un bambino con disturbi di apprendimento ancora di più.

Non voglio dire che sia il peggiore dei mali perché ci sono situazioni ben più drammatiche e difficili e famiglie la cui forza mi commuove al solo pensiero. Ma la dislessia e i suoi annessi sono come un disagio silente che ti isola e ti logora, non per le sue caratteristiche e per le limitazioni che impone a chi ne soffre ma per la mancanza di conoscenza e il pregiudizio che suscita nella gente.

Jean Paule Sartre diceva: “l’inferno sono gli altri”. Io mi permetto di aggiungere: gli altri ignoranti, nel senso di persone che ignorano perché non conoscono e non approfondiscono e giudicano e scherniscono chi è senza colpa, chi è già di suo vittima di uno stato di difficoltà.

Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico manifestando sintomi di non allineamento agli standard di apprendimento dei bambini che entrano alle elementari: grande difficoltà di lettura, pagine costellate di correzioni a penna rossa, grafia quasi illeggibile, materiali tenuti in maniera indecorosa. Il tutto aggravato da un’ansia e un’irrequietezza che non gli consentivano di stare seduto composto e fermo e che lo portavano ad intervenire sempre a sproposito, oltre che ovviamente a distrarsi con estrema facilità. Ma Michelangelo possedeva una capacità espressiva, un eloquio e un’intelligenza che non consentiva di bollarlo come bambino poco sveglio.

Maestre sempre più colpevolizzanti lo avevano da subito etichettato apertamente davanti a tutti i compagni come svogliato, viziato, maleducato e lo inducevano a pensare che non avrebbe mai fatto niente di buono se non si fosse dato una grande regolata. Come l’antitesi di un portatore sano di malattia, continuava a manifestare sintomi di cui nessuno si accorgeva e, per ironia della sorte, pur non potendo contagiare nessuno veniva progressivamente allontanato e messo alla berlina da amici e genitori che temevano possibili infezioni o contaminazioni. Lui ogni sera piangeva e mi diceva "sono uno stupido" e io ogni sera gli dicevo "no, non lo sei, sei sensibile, intelligente, creativo" e lo accarezzavo e gli sorridevo cercando di infondergli tutta la fiducia che potevo. Poi andavo nella mia stanza e piangevo.

Alla fine della seconda elementare, io e il suo papà lo abbiamo portato a nostre spese in un centro specializzato dove, dopo una valutazione con una neuropsichiatra e una psicologa e batterie su batterie di test, è emersa una comorbilità importante. Dislessia ma anche disgrafia, disortografia e disturbo attentivo. A scuola hanno preparato un PDP (piano di studio personalizzato) ma nei fatti non è cambiato niente. Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto.

Siamo stati resilienti io e il mio bambino, abbiamo comunque resistito e continuiamo a farlo giorno dopo giorno perché, anche se alle medie le cose vanno meglio, in Italia oggi non c’è ancora una cultura davvero inclusiva e non si valorizza la diversità. Michelangelo l’anno scorso ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e ha prodotto uno scritto di tale bellezza e profondità che immediatamente ne ho capito il valore e l’ho candidato ad un premio letterario con una sezione per ragazzi. Un’emozione così forte per me che ho sentito il bisogno di metterla su bianco e nero anche io e candidarla al concorso #STORIEDICARTA, indetto da Comieco, per far capire ai ragazzi il valore della carta, non solo di quella che va nel cassonetto ma anche quella che rimane nel tempo, come un ricordo.

Ma il vero tuffo al cuore l’ho avuto il 27 maggio quando a Casalnuovo, in provincia di Napoli, durante la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Letterario "Una città che scrive" sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo è salito sul palco mio figlio e ha ricevuto il Primo Premio, con pubblicazione ed elargizione di 500€ per la sua poesia, proprio per la Sezione Scuola.

Eccola.

“Nella casa di mio padre esistono diverse dimore”

Dietro alla porta magica e sottovalutata c’è un mondo imbarazzante e divertente.

Buio negli angoli della casa. Una strada lunga e faticosa per arrivare alla sala dove ogni volta scrivo i miei giorni. Esperienza dopo esperienza.

Lontano dal mondo, chiuso al buio con una luce leggermente accennata, si cela un sentimento importante e delicato: la solitudine. Là dove posso sentirmi un topo e una montagna. Dove osservo la mia vita e la mia storia.

Una cosa triste e felice, nel silenzio totale, della paura di non avere più nessuno e non avere più qualcosa, di non essere come una volta. Come per giocare a nascondino, spunta una lacrima che si accende di rabbia, passione e desideri che mi porta a realizzare i miei sogni, che mi porta ansia e tensione.

Povero il mio cuore.
Michelangelo Coletti

(lettera di Gabriella Schiavone)"
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 12:17 am

JaneEyre ha scritto:
Serve il correttore ortografico abbinato alla sintesi vocale a un vero dislessico.

Comunque teoricamente con la scrittura al pc l'alunno dovrebbe stancarsi di meno.

Tra tutti gli studenti con dsa che ho avuto, non ce n'è mai stato nemmeno uno che abbia scelto di usare il pc a scuola.

Nemmeno uno.

Nonostante fossero consapevoli di avere il diritto di farlo, e nonostante usassero liberamente altri strumenti di ausilio (quindi, il motivo non sta nell'imbarazzo di farsi vedere dagli altri a usarlo), hanno tutti preferito di no. Compresi quelli che inizialmente ci avevano provato, ma che dopo pochi giorni o poche settimane hanno cambiato idea, dicendo che si affaticavano ancora di più.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 6:47 am

Ma al di là del colore, la questione è questa: è giusto o sbagliato segnalare gli errori per gli alunni con dsa e in generale per gli alunni con difficoltà?

Sì, perché così l'alunno prende atto dei propri errori e può correggerli;
No, perché segnalando gli errori l'alunno si demoralizza e si convince che non può farcela.

Per quanto mi riguarda è fondamentale che l'alunno abbia sempre la sensazione di potercela fare; ma questa sensazione o il suo opposto non dipendono dal colore della penna usata e neanche dal numero di errori segnalato, dipende dalle relazioni educative con i docenti e in famiglia.

Invece di seguire improbabili teorie psicologiche o i suggerimenti degli "esperti" in tourneè nei corsi sui DSA occorrerebbe usare il buon senso da parte degli insegnanti e di avere la fiducia che gli insegnanti ne abbiano da parte dei genitori. (invece la maggior parte dei genitori di alunni con DSA crede che gli insegnanti siano dei sadici e/o impreparati sui disturbi)

E' chiaro che se ho un alunno NAI non mi metterò a disseminare di sottolineature rosse, verdi o blu il suo compito. Sarebbe inutile. Ma, per la miseria, perché dovrei dire che tutto va bene a un disgrafico o a un disortografico, ad esempio? Grafia e ortografia sono due aspetti sui quali l'alunno anche certificato può e deve migliorare, visto che, magari con maggiore sforzo di altri, tali alunni sono in grado in alcune circostanze di produrre grafie più leggibili o testi più corretti.

Ma se neanche ci si prova a fare uno sforzo per il miglioramento, un training allora il miglioramento non ci sarà mai. E sappiamo farlo meglio noi insegnanti degli esperti a pagamento che le famiglie ingaggiano nei pomeriggi (tristi) dei loro figli.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 8:20 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Probabilmente non si riferisce al fatto che correggendoli col verde facciano meno errori, ma che piangano meno, o ci rimangano meno delusi, l'unica cosa considerata importante è quella...



cit


Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un’energia troppo costosa.
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ZiaPatty



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 8:27 am

gugu ha scritto:
Io vedrei anche una grande differenza fra la primaria e le superiori.
Alla primaria la maestra può anche avere il tempo di correggere in classe un breve dettato con tutti i colori che vuole e fare correggere gli errori (errori che presumo siano compiuti dai più e non solo dai DSA  visto che il processo di apprendimento è appena iniziato per tutti).
Colorare di verde, giallo o arancione un compito di matematica di quinta superiore o una versione di greco mi sembrerebbe quanto meno "eccentrico" (un compito d'esame corretto in tal senso sarebbe completamente nullo) e se un 19enne dovesse farsi traumatizzare dal rosso certamente i problemi sottesi sono molto più profondi di un semplice disturbo di apprendimento.
Per cui inviterei i dialoganti a circoscrivere le loro azioni al segmento di istruzione cui fanno riferimento, altrimenti diventa un po' tutto inutile.

Hai centrato il punto. La maestra chiama gli alunni singolarmente, sottolinea l'errore con la stessa penna che ha usato il bambino e poi lo fa riflettere sull'errore e correggere.
Per noi maestre è normalissimo farlo, non vedo perché vi scandalizziate tanto
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 8:30 am

Ire ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Probabilmente non si riferisce al fatto che correggendoli col verde facciano meno errori, ma che piangano meno, o ci rimangano meno delusi, l'unica cosa considerata importante è quella...



cit


Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un’energia troppo costosa.

Dio mio, che disgustosa melensaggine. L' ortografia serve, non è inutile come credi: prova a fare un concorso in magistratura o anche solo per insegnante elementare e ti accorgerai che serve. In ogni caso, la sua prima utilità è quella di esprimersi correttamente in forma scritta senza dare l'impressione di essere zotici. Se non si segnano (e si correggono) gli errori, gli studenti non imparano, nè ridendo nè piangendo. E francamente io ho visto piangere gli alunni solo per il voto, mai per le correzioni. Puoi anche creare un campo di battaglia sul loro compito, ma se il voto è sufficiente nessuno rimane traumatizzato.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 8:32 am

ZiaPatty ha scritto:
gugu ha scritto:
Io vedrei anche una grande differenza fra la primaria e le superiori.
Alla primaria la maestra può anche avere il tempo di correggere in classe un breve dettato con tutti i colori che vuole e fare correggere gli errori (errori che presumo siano compiuti dai più e non solo dai DSA  visto che il processo di apprendimento è appena iniziato per tutti).
Colorare di verde, giallo o arancione un compito di matematica di quinta superiore o una versione di greco mi sembrerebbe quanto meno "eccentrico" (un compito d'esame corretto in tal senso sarebbe completamente nullo) e se un 19enne dovesse farsi traumatizzare dal rosso certamente i problemi sottesi sono molto più profondi di un semplice disturbo di apprendimento.
Per cui inviterei i dialoganti a circoscrivere le loro azioni al segmento di istruzione cui fanno riferimento, altrimenti diventa un po' tutto inutile.

Hai centrato il punto. La maestra chiama gli alunni singolarmente, sottolinea l'errore con la stessa penna che ha usato il bambino  e poi lo fa riflettere sull'errore e correggere.
Per noi maestre è normalissimo farlo, non vedo perché vi scandalizziate tanto

Quindi le maestre correggono in classe???? Comoda la vita! Io correggo a casa e, quando restituisco le verifiche, se l'errore non è chiaramente visibile non viene notato.
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ZiaPatty



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 8:47 am

chicca70 ha scritto:
ZiaPatty ha scritto:
gugu ha scritto:
Io vedrei anche una grande differenza fra la primaria e le superiori.
Alla primaria la maestra può anche avere il tempo di correggere in classe un breve dettato con tutti i colori che vuole e fare correggere gli errori (errori che presumo siano compiuti dai più e non solo dai DSA  visto che il processo di apprendimento è appena iniziato per tutti).
Colorare di verde, giallo o arancione un compito di matematica di quinta superiore o una versione di greco mi sembrerebbe quanto meno "eccentrico" (un compito d'esame corretto in tal senso sarebbe completamente nullo) e se un 19enne dovesse farsi traumatizzare dal rosso certamente i problemi sottesi sono molto più profondi di un semplice disturbo di apprendimento.
Per cui inviterei i dialoganti a circoscrivere le loro azioni al segmento di istruzione cui fanno riferimento, altrimenti diventa un po' tutto inutile.

Hai centrato il punto. La maestra chiama gli alunni singolarmente, sottolinea l'errore con la stessa penna che ha usato il bambino  e poi lo fa riflettere sull'errore e correggere.
Per noi maestre è normalissimo farlo, non vedo perché vi scandalizziate tanto

Quindi le maestre correggono in classe???? Comoda la vita! Io correggo a casa e, quando restituisco le verifiche, se l'errore non è chiaramente visibile non viene notato.

Anche, mentre i bambini fanno altre attività. Fare capire e correggere gli errori è fare didattica.
Se non gli spieghi l'errore e non lo fai correggere a loro, continueranno a farlo.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 9:02 am

Farei notare a chicca che le maestre correggono e valutano immediatamente TUTTO ciò che producono i bambini sia in classe che a casa (il che decisamente non avviene per i professori) e hanno un orario frontale più lungo degli insegnanti dei cicli successivi...
Che antipatici certi toni!
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 9:13 am

Quindi la schiacciante maggioranza del lavoro in classe consiste nel correggere i lavori dei bambini a colloquio individuale uno per uno? E come si fa a far stare tranquilli e (ragionevolmente) silenziosi tutti gli altri, nel frattempo? Non è una situazione fortemente distraente anche per la maestra stessa, che rischia di farsi sfuggire qualcosa?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 9:28 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Quindi la schiacciante maggioranza del lavoro in classe consiste nel correggere i lavori dei bambini a colloquio individuale uno per uno? E come si fa a far stare tranquilli e (ragionevolmente) silenziosi tutti gli altri, nel frattempo? Non è una situazione fortemente distraente anche per la maestra stessa, che rischia di farsi sfuggire qualcosa?


mi verrebbe da dire che le maestre hanno competenze che i professori non hanno.

Ma questa proprio è bella......

altri tipi di scuola, altra età, altre necessità, altri tipi di insegnamento tutti rapportati alla esperienza personale di chi insegna alle scuole di ordine superiore?  E si da per scontato che non essendo uguale il modo, questo modo sia sbagliato? (o troppo comodo)

E' lo stesso identico meccanismo per cui non comprendete i dsa:  se non è uguale a voi non esiste.
Se non è come fate voi è sbagliato (o troppo comodo!)
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 9:41 am

lucetta10 ha scritto:
Farei notare a chicca che le maestre correggono e valutano immediatamente TUTTO ciò che producono i bambini sia in classe che a casa (il che decisamente non avviene per i professori) e hanno un orario frontale più lungo degli insegnanti dei cicli successivi...
Che antipatici certi toni!

Io riporto ogni verifica la lezione successiva, ma non perdo tempo in classe perché in classe si fa altro. Se l'orario più lungo viene occupato, anche solo per un quarto, da ciò che io faccio a casa, direi che lavorano meno di me o di qualsiasi altro docente dei gradi superiori.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 9:43 am

ZiaPatty ha scritto:
chicca70 ha scritto:
ZiaPatty ha scritto:
gugu ha scritto:
Io vedrei anche una grande differenza fra la primaria e le superiori.
Alla primaria la maestra può anche avere il tempo di correggere in classe un breve dettato con tutti i colori che vuole e fare correggere gli errori (errori che presumo siano compiuti dai più e non solo dai DSA  visto che il processo di apprendimento è appena iniziato per tutti).
Colorare di verde, giallo o arancione un compito di matematica di quinta superiore o una versione di greco mi sembrerebbe quanto meno "eccentrico" (un compito d'esame corretto in tal senso sarebbe completamente nullo) e se un 19enne dovesse farsi traumatizzare dal rosso certamente i problemi sottesi sono molto più profondi di un semplice disturbo di apprendimento.
Per cui inviterei i dialoganti a circoscrivere le loro azioni al segmento di istruzione cui fanno riferimento, altrimenti diventa un po' tutto inutile.

Hai centrato il punto. La maestra chiama gli alunni singolarmente, sottolinea l'errore con la stessa penna che ha usato il bambino  e poi lo fa riflettere sull'errore e correggere.
Per noi maestre è normalissimo farlo, non vedo perché vi scandalizziate tanto

Quindi le maestre correggono in classe???? Comoda la vita! Io correggo a casa e, quando restituisco le verifiche, se l'errore non è chiaramente visibile non viene notato.

Anche, mentre i bambini fanno altre attività. Fare capire e correggere gli errori è fare didattica.
Se non gli spieghi l'errore e non lo fai correggere a loro, continueranno a farlo.

Fare capire gli errori quando si riconsegna la verifica corretta A CASA.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 9:46 am

Ire ha scritto:
E' lo stesso identico meccanismo per cui non comprendete i dsa:  se non è uguale a voi non esiste.
Se non è come fate voi è sbagliato (o troppo comodo!)

A parte il fatto che io non ho affatto detto che correggere gli esercizi in classe alla elementari sia SBAGLIATO (qualcun altro ha detto che sarebbe "comodo", ma non sono stata io, e nessuno ha detto che sia "sbagliato"), mi sono solo chiesta come si faccia, tecnicamente, a farlo in maniera efficace...

...ma soprattutto, ti faccio presente che sei caduta esattamente nello stesso errore che vorresti rinfacciare a me: se uno non è d'accordo con te su una qualsiasi affermazione che riguardi i dsa, allora vuol dire che non li comprende (o che non è informato, o che è prevenuto, o che li nega del tutto). L'idea che qualcuno possa anche comprenderli, ma essere ugualmente in disaccordo con te su alcune interpretazioni e soprattutto su alcune modalità di intervento, proprio non ti sfiora.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:17 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Quindi la schiacciante maggioranza del lavoro in classe consiste nel correggere i lavori dei bambini a colloquio individuale uno per uno? E come si fa a far stare tranquilli e (ragionevolmente) silenziosi tutti gli altri, nel frattempo? Non è una situazione fortemente distraente anche per la maestra stessa, che rischia di farsi sfuggire qualcosa?

Non solo....

Ma come si fa andare avanti?

E poi ci si lamenta che arrivano alle medie che non sanno nulla...

Una parte della 'colpa' è dei bambini che non vogliono apprendere ma l' altra parte della colpa è delle maestre  che lavorano in maniera INADEGUATA ed INEFFICACE
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:23 am

mamma mia.

Che colpa sia. Purchè di altri!
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:31 am

Ire ha scritto:
mamma mia.

Che colpa sia.  Purchè di altri!

Ire, uno viene pagato per fare il suo lavoro COME SI DEVE
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:37 am

rita 76 ha scritto:
Ire ha scritto:
mamma mia.

Che colpa sia.  Purchè di altri!

Ire, uno viene pagato per fare il suo lavoro COME SI DEVE

quindi come fate voi?

Dai, Rita..........

concedi alle tue colleghe che sappiano fare, almeno come voi. Nelle modalità, nei tempi e negli obiettivi del loro ordine di scuola-
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:49 am

Ire ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Probabilmente non si riferisce al fatto che correggendoli col verde facciano meno errori, ma che piangano meno, o ci rimangano meno delusi, l'unica cosa considerata importante è quella...



cit


Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un’energia troppo costosa.
ludendo docere, non c'è dubbio.

Io segno gli errori, altrimenti tu che li hai commessi e che pensavi fosse tutto corretto continuerai a sbagliare; se tu mi porti uno studio serio, quantitativo, non basato su nessun "secondo me" e su nessun "è opinione di ..." che il verde fa ridere e che il rosso fa piangere, io sono il primo a correggere col verde.

PS c'è una scena del film "il diritto di contare" in cui il protagonista maschile dice ad una platea di collaboratori "spiegatemi come abbiamo fatto ad arrivare secondi in una corsa a due !"
La platea era mogia mogia, perchè arrivare secondi di solito è bello, ma se la corsa è a due il risultato è un risultato di merda, da far piangere.
Per questo non mi venire a dire che il 3 è un voto che fa piangere e che bisognerebbe modificare la scala da 6- a 10 ed agli insufficienti assegnare 6- anche se consegnano in bianco, perchè quando l'unico modo per fallire è prendere 6- se prendi 6- devi sentirti mogio mogio come se avessi preso 0 in una scala d 0 a 10.

Se invece non hai certezze da riferire e se devo basarmi sulle infondate opinioni, mi perdonerai se io penso che io sono io e che voi non siete un cazzo e che l'unica opinione che conta è la mia; mi perdonerai se penso che il pianto non è dovuto al rosso ma al 3 che c'è in cima al foglio e quello purtroppo non si tocca.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:53 am

ZiaPatty ha scritto:
gugu ha scritto:
Io vedrei anche una grande differenza fra la primaria e le superiori.
Alla primaria la maestra può anche avere il tempo di correggere in classe un breve dettato con tutti i colori che vuole e fare correggere gli errori (errori che presumo siano compiuti dai più e non solo dai DSA  visto che il processo di apprendimento è appena iniziato per tutti).
Colorare di verde, giallo o arancione un compito di matematica di quinta superiore o una versione di greco mi sembrerebbe quanto meno "eccentrico" (un compito d'esame corretto in tal senso sarebbe completamente nullo) e se un 19enne dovesse farsi traumatizzare dal rosso certamente i problemi sottesi sono molto più profondi di un semplice disturbo di apprendimento.
Per cui inviterei i dialoganti a circoscrivere le loro azioni al segmento di istruzione cui fanno riferimento, altrimenti diventa un po' tutto inutile.

Hai centrato il punto. La maestra chiama gli alunni singolarmente, sottolinea l'errore con la stessa penna che ha usato il bambino  e poi lo fa riflettere sull'errore e correggere.
Per noi maestre è normalissimo farlo, non vedo perché vi scandalizziate tanto
Per cominciare poichè a casa non correggete compiti direi che le vostre 24 ore settimanali in classe siano doverose rispetto alle nostre 18; spero tu sia d'accordo.

Certo a quel punto il rosso è totalmente inutile

Certo che quella è la migliore modalità di correzione.

Certo che così si ha meno tempo, si fanno meno cose e si esce più ignoranti.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:55 am

chicca70 ha scritto:
Ire ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Probabilmente non si riferisce al fatto che correggendoli col verde facciano meno errori, ma che piangano meno, o ci rimangano meno delusi, l'unica cosa considerata importante è quella...



cit


Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un’energia troppo costosa.

Dio mio, che disgustosa melensaggine. L' ortografia serve, non è inutile come credi: prova a fare un concorso in magistratura o anche solo per insegnante elementare e ti accorgerai che serve. In ogni caso, la sua prima utilità è quella di esprimersi correttamente in forma scritta senza dare l'impressione di essere zotici. Se non si segnano (e si correggono) gli errori, gli studenti non imparano, nè ridendo nè piangendo. E francamente io ho visto piangere gli alunni solo per il voto, mai per le correzioni. Puoi anche creare un campo di battaglia sul loro compito, ma se il voto è sufficiente nessuno rimane traumatizzato.
Confermo:leggono il voto, se è superiore alle aspettative esultano e te lo riconsegnano senza guardarlo ulteriormente.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:58 am

Ire ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Quindi la schiacciante maggioranza del lavoro in classe consiste nel correggere i lavori dei bambini a colloquio individuale uno per uno? E come si fa a far stare tranquilli e (ragionevolmente) silenziosi tutti gli altri, nel frattempo? Non è una situazione fortemente distraente anche per la maestra stessa, che rischia di farsi sfuggire qualcosa?


mi verrebbe da dire che le maestre hanno competenze che i professori non hanno.

Ma questa proprio è bella......


altri tipi di scuola, altra età, altre necessità, altri tipi di insegnamento tutti rapportati alla esperienza personale di chi insegna alle scuole di ordine superiore?  E si da per scontato che non essendo uguale il modo, questo modo sia sbagliato? (o troppo comodo)

E' lo stesso identico meccanismo per cui non comprendete i dsa:  se non è uguale a voi non esiste.
Se non è come fate voi è sbagliato (o troppo comodo!)
Mi verrebbe da dire che le maestre vanno in galera più dei professori, perchè i bambini lasciati soli giocano di più, fanno più casino, esauriscono la maestra che dopo qualche anno sbrocca e fa cazzate.
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JaneEyre



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 10:59 am

paniscus_2.0 ha scritto:
JaneEyre ha scritto:
Serve il correttore ortografico abbinato alla sintesi vocale a un vero dislessico.

Comunque teoricamente con la scrittura al pc l'alunno dovrebbe stancarsi di meno.

Tra tutti gli studenti con dsa che ho avuto, non ce n'è mai stato nemmeno uno che abbia scelto di usare il pc a scuola.

Nemmeno uno.

Nonostante fossero consapevoli di avere il diritto di farlo, e nonostante usassero liberamente altri strumenti di ausilio (quindi, il motivo non sta nell'imbarazzo di farsi vedere dagli altri a usarlo), hanno tutti preferito di no. Compresi quelli che inizialmente ci avevano provato, ma che dopo pochi giorni o poche settimane hanno cambiato idea, dicendo che si affaticavano ancora di più.

Se il DSA non è una copertura di limiti cognitivi il pc è utile. Io ne ho avuti alcuni che lo usavano soltanto per i temi, cioè quando dovevano scrivere molto: puoi aumentare le dimensioni del carattere e rimuovere il problema dell'affaticamento manuale. Nella mia materia uno di loro aveva sempre 8 pur con saltuari errori ortografici e con calligrafia poco ordinata. Nell'orale era il migliore della classe.
Il pc è un ostacolo se l'alunno non sa scrivere con la tastiera, forse alla primaria fanno più fatica.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:00 am

come è stato già detto:

non si sta parlando di non segnalare l'errore ma di segnalarlo in modo adeguato a persone che non lo commettono perchè sono ignoranti e non hanno studiato e non hanno avuto alle elementari insegnanti che facevano il loro lavoro come si deve ma semplicemente perchè hanno un dsa.

E' possibile che l'errore segnalato nell'immediato sia corretto poi si ripresenti.

Ci sono attenzioni che si devono avere verso tutti. Ci sono persone che hanno bisogno di più attenzione degli altri e alle quali la legge consente di utilizzare pc con correttore ortografico in situazioni in cui ad altri non lo permette perchè lo Stato riconosce le caratteristiche dei DSA così come evidenziate dalle ricerche (e sempre più spesso dalle immagini e addirittura dalla genetica).

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:01 am

Il celodurismo a botte di compiti è veramente elegante... Nulla da dire. Mai visto un insegnante di medie o superiori correggere sempre tutti i compiti per casa, cosa che le maestre fanno sistematicamente.
Per il resto, fossi una maestra, alla misura della lunghezza del mio fallo/compito risponderei come piace rispondere piccato agli insegnanti quando gli rinfacciano le lunghe vacanze estive: se si lavora meno ci si accomodi pure!
O varrà solo quando fa comodo? No, vero?
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:02 am

JaneEyre ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
JaneEyre ha scritto:
Serve il correttore ortografico abbinato alla sintesi vocale a un vero dislessico.

Comunque teoricamente con la scrittura al pc l'alunno dovrebbe stancarsi di meno.

Tra tutti gli studenti con dsa che ho avuto, non ce n'è mai stato nemmeno uno che abbia scelto di usare il pc a scuola.

Nemmeno uno.

Nonostante fossero consapevoli di avere il diritto di farlo, e nonostante usassero liberamente altri strumenti di ausilio (quindi, il motivo non sta nell'imbarazzo di farsi vedere dagli altri a usarlo), hanno tutti preferito di no. Compresi quelli che inizialmente ci avevano provato, ma che dopo pochi giorni o poche settimane hanno cambiato idea, dicendo che si affaticavano ancora di più.

Se il DSA non è una copertura di limiti cognitivi il pc è utile. Io ne ho avuti alcuni che lo usavano soltanto per i temi, cioè quando dovevano scrivere molto: puoi aumentare le dimensioni del carattere e rimuovere il problema dell'affaticamento manuale. Nella mia materia uno di loro aveva sempre 8 pur con saltuari errori ortografici e con calligrafia poco ordinata. Nell'orale era il migliore della classe.
Il pc è un ostacolo se l'alunno non sa scrivere con la tastiera, forse alla primaria fanno più fatica.

Non è immediato l'uso del pc. E' uno strumento da imparare e all'inizio è faticoso.
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lettera della mamma di un bimbo dislessico
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