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 lettera della mamma di un bimbo dislessico

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ushikawa

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MessaggioTitolo: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 6:03 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.donnamoderna.com/news/societa/lettera-della-mamma-di-un-bambino-dislessico

Ci scrive in redazione la mamma di un bambino dislessico che, dopo infinite difficoltà con insegnanti incapaci e impreparati, ha vinto un prestigioso premio letterario

"Il mestiere del genitore è un lavoro complesso e ostico, per tutti. Ma per la mamma di un bambino con disturbi di apprendimento ancora di più.

Non voglio dire che sia il peggiore dei mali perché ci sono situazioni ben più drammatiche e difficili e famiglie la cui forza mi commuove al solo pensiero. Ma la dislessia e i suoi annessi sono come un disagio silente che ti isola e ti logora, non per le sue caratteristiche e per le limitazioni che impone a chi ne soffre ma per la mancanza di conoscenza e il pregiudizio che suscita nella gente.

Jean Paule Sartre diceva: “l’inferno sono gli altri”. Io mi permetto di aggiungere: gli altri ignoranti, nel senso di persone che ignorano perché non conoscono e non approfondiscono e giudicano e scherniscono chi è senza colpa, chi è già di suo vittima di uno stato di difficoltà.

Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico manifestando sintomi di non allineamento agli standard di apprendimento dei bambini che entrano alle elementari: grande difficoltà di lettura, pagine costellate di correzioni a penna rossa, grafia quasi illeggibile, materiali tenuti in maniera indecorosa. Il tutto aggravato da un’ansia e un’irrequietezza che non gli consentivano di stare seduto composto e fermo e che lo portavano ad intervenire sempre a sproposito, oltre che ovviamente a distrarsi con estrema facilità. Ma Michelangelo possedeva una capacità espressiva, un eloquio e un’intelligenza che non consentiva di bollarlo come bambino poco sveglio.

Maestre sempre più colpevolizzanti lo avevano da subito etichettato apertamente davanti a tutti i compagni come svogliato, viziato, maleducato e lo inducevano a pensare che non avrebbe mai fatto niente di buono se non si fosse dato una grande regolata. Come l’antitesi di un portatore sano di malattia, continuava a manifestare sintomi di cui nessuno si accorgeva e, per ironia della sorte, pur non potendo contagiare nessuno veniva progressivamente allontanato e messo alla berlina da amici e genitori che temevano possibili infezioni o contaminazioni. Lui ogni sera piangeva e mi diceva "sono uno stupido" e io ogni sera gli dicevo "no, non lo sei, sei sensibile, intelligente, creativo" e lo accarezzavo e gli sorridevo cercando di infondergli tutta la fiducia che potevo. Poi andavo nella mia stanza e piangevo.

Alla fine della seconda elementare, io e il suo papà lo abbiamo portato a nostre spese in un centro specializzato dove, dopo una valutazione con una neuropsichiatra e una psicologa e batterie su batterie di test, è emersa una comorbilità importante. Dislessia ma anche disgrafia, disortografia e disturbo attentivo. A scuola hanno preparato un PDP (piano di studio personalizzato) ma nei fatti non è cambiato niente. Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto.

Siamo stati resilienti io e il mio bambino, abbiamo comunque resistito e continuiamo a farlo giorno dopo giorno perché, anche se alle medie le cose vanno meglio, in Italia oggi non c’è ancora una cultura davvero inclusiva e non si valorizza la diversità. Michelangelo l’anno scorso ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e ha prodotto uno scritto di tale bellezza e profondità che immediatamente ne ho capito il valore e l’ho candidato ad un premio letterario con una sezione per ragazzi. Un’emozione così forte per me che ho sentito il bisogno di metterla su bianco e nero anche io e candidarla al concorso #STORIEDICARTA, indetto da Comieco, per far capire ai ragazzi il valore della carta, non solo di quella che va nel cassonetto ma anche quella che rimane nel tempo, come un ricordo.

Ma il vero tuffo al cuore l’ho avuto il 27 maggio quando a Casalnuovo, in provincia di Napoli, durante la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Letterario "Una città che scrive" sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo è salito sul palco mio figlio e ha ricevuto il Primo Premio, con pubblicazione ed elargizione di 500€ per la sua poesia, proprio per la Sezione Scuola.

Eccola.

“Nella casa di mio padre esistono diverse dimore”

Dietro alla porta magica e sottovalutata c’è un mondo imbarazzante e divertente.

Buio negli angoli della casa. Una strada lunga e faticosa per arrivare alla sala dove ogni volta scrivo i miei giorni. Esperienza dopo esperienza.

Lontano dal mondo, chiuso al buio con una luce leggermente accennata, si cela un sentimento importante e delicato: la solitudine. Là dove posso sentirmi un topo e una montagna. Dove osservo la mia vita e la mia storia.

Una cosa triste e felice, nel silenzio totale, della paura di non avere più nessuno e non avere più qualcosa, di non essere come una volta. Come per giocare a nascondino, spunta una lacrima che si accende di rabbia, passione e desideri che mi porta a realizzare i miei sogni, che mi porta ansia e tensione.

Povero il mio cuore.
Michelangelo Coletti

(lettera di Gabriella Schiavone)"
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:05 am

Ire ha scritto:
come è stato già detto:

non si sta parlando di non segnalare l'errore ma di segnalarlo in modo adeguato a persone che non lo commettono perchè sono ignoranti e non hanno studiato e non hanno avuto alle elementari insegnanti che facevano il loro lavoro come si deve ma semplicemente perchè hanno un dsa.

E' possibile che l'errore segnalato nell'immediato sia corretto poi si ripresenti.

Ci sono attenzioni che si devono avere verso tutti. Ci sono persone che hanno bisogno di più attenzione degli altri e alle quali la legge consente di utilizzare pc con correttore ortografico in situazioni in cui ad altri non lo permette perchè lo Stato riconosce le caratteristiche dei DSA così come evidenziate dalle ricerche (e sempre più spesso dalle immagini e addirittura dalla genetica).
Se si è definito che uno è disortografico segnargli gli errori è (quasi) inutile.

La cosa migliore da fare è segnarli lo stesso dopo avergli spiegato che per lui è normale e che non è segnandoglieli che gli vogliamo meno bene. Se tra i 100 errori segnati ce n'è uno che lui riconosce come ignoranza e non come distrazione, quell'unico errore sarà relativo al (quasi) e sarà il valore aggiunto del nostro lavoro.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:12 am

Ire ha scritto:
Non è immediato l'uso del pc.  E' uno strumento da imparare e all'inizio è faticoso.
Ludendo docere.

Iniziai l'università nel 1985 senza aver mai messo le mani su una tastiera e mi resi conto che sarebbe stato meglio imparare.

Mi procurai un PC, mi procurai un manoscritto e mi misi a scrivere; dopo 10 pagine dattiloscritte ero già in grado di digitare peggio della dattilografa più incapace ma meglio del 90% della popolazione rimanente.

Poichè adoro la letteratura greca scelsi questo testo: http://uz.sns.it/~Psilvi/nav/junk/Ifigonia%20in%20culide/Ifigonia%20in%20culide%20-%20Copione%202002.pdf
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:22 am

quindi vuoi dire che tu all'università avevi le stesse capacità di un bambino?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:45 am

Ire ha scritto:
quindi vuoi dire che tu all'università avevi le stesse capacità di un bambino?
No, voglio dire che è vero che le cose divertenti si imparano prima, e voglio dire che se uno si diverte con le parolacce dovrebbe usare le parolacce anche per imparare.

Comunque si impara a scrivere sul PC iniziando a scrivere sul PC prima di aver imparato.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 12:05 pm

Nel 1985??? Io facevo seconda elementare
Sticazz. .c era già Cobol?
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carla75

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 12:25 pm

Secondo me non è un problema scegliere di correggere gli errori con la penna verde o la penna rossa se questo crea meno disagio al ragazzo. Il problema è che tra 15 anni ci verrà detto che abbiamo traumatizzato il ragazzo perché lo abbiamo trattato in maniera diversa rispetto agli altri. E non sarà colpa degli Psicologi, ma sarà sempre colpa degli insegnanti.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 1:12 pm

ma 'sto fallo ora da dove è spuntato fuori?
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cha



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 1:32 pm

lo dico prima: sto provocando


Ire ha scritto:

Non è immediato l'uso del pc.  E' uno strumento da imparare e all'inizio è faticoso.

se tanto mi dà tanto, dopo 3 giorni di utilizzo del PC si osserva che l'alunno è lento, commette tanti/troppi errori, si affatica, si deprime e si frustra
quindi lo si manda da uno specialista che segnalerà la sua dis-dattilografia e lo si esonerà dall'uso del pc
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 2:12 pm

Masaniello ha scritto:
Nel 1985??? Io facevo seconda elementare
Sticazz. .c era già Cobol?
Nel 1985 c'erano molti personal computer appena usciti, si prospettava un leader di mercato ma non era ancora sicuro al 100%; c'era l'amiga (500 ?) l'Atari, lo Spectrum, l'Olivetti m24 e l'IBM XT poi leader.

C'era il DOS, il Fortran (mio primo linguaggio), il GW Basic (mio secondo linguaggio), il turbo Pascal (mio terzo linguaggio), il Cobol per ragionieri, il LISP e tutto fu spazzato via dal C.

Per giocare c'era il Commodore 64, il VIC 20 e lo Spectrum.

La Microsoft non era l'azienda migliore ma il fatto che non facesse causa a nessuno per la copiatura dei suoi programmi l'ha resa standard di mercato ed ha spazzato via tutti gli altri.

Sono vecchio.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 7:15 pm

Vecchio? Nel 1985 stavo facendo il concorso per entrare in ruolo.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 8:07 pm

cha ha scritto:
se tanto mi dà tanto, dopo 3 giorni di utilizzo del PC si osserva che l'alunno è lento, commette tanti/troppi errori, si affatica, si deprime e si frustra
quindi lo si manda da uno specialista che segnalerà la sua dis-dattilografia e lo si esonerà dall'uso del pc


Distypia.

Si dice DISTYPIA, è più originale.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 8:10 pm

Amelia, com era Mazzini a scuola?eravate vicini di banco? ;)))
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raganella

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:35 pm

Masaniello, se il Signore t'assiste invecchierai anche tu o ti spari prima che accada?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Lun Giu 12, 2017 11:43 pm

carla75 ha scritto:
Secondo me non è un problema scegliere di correggere gli errori con la penna verde o la penna rossa se questo crea meno disagio al ragazzo.

certo che gli errori vanno corretti con la penna rossa in modo che vengano evidenziati, altrimenti come fa il ragazzo a notarli?  

già non legge le consegne e non presta attenzione a ciò che è scritto, figuriamoci se nota gli errori che vengono segnati con una penna dello stesso colore di quella che ha utilizzato lui per scrivere.

e, cmq, se fossero corretti con la penna verde, si noterebbero di meno
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@melia

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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mar Giu 13, 2017 8:06 am

Masaniello ha scritto:
Amelia, com era Mazzini a scuola?eravate vicini di banco? ;)))
Pensa che la mia scuola media era la Mazzini, quindi aveva qualche anno di più. Non esagerare, sarei già in pensione. :-)
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mar Giu 13, 2017 5:01 pm

@melia ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Amelia, com era Mazzini a scuola?eravate vicini di banco? ;)))
Pensa che la mia scuola media era la Mazzini, quindi aveva qualche anno di più. Non esagerare, sarei già in pensione. :-)

Ottimista!
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