Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 lettera della mamma di un bimbo dislessico

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Vai alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7  Seguente
AutoreMessaggio
ushikawa

avatar

Messaggi : 3528
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioTitolo: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 6:03 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.donnamoderna.com/news/societa/lettera-della-mamma-di-un-bambino-dislessico

Ci scrive in redazione la mamma di un bambino dislessico che, dopo infinite difficoltà con insegnanti incapaci e impreparati, ha vinto un prestigioso premio letterario

"Il mestiere del genitore è un lavoro complesso e ostico, per tutti. Ma per la mamma di un bambino con disturbi di apprendimento ancora di più.

Non voglio dire che sia il peggiore dei mali perché ci sono situazioni ben più drammatiche e difficili e famiglie la cui forza mi commuove al solo pensiero. Ma la dislessia e i suoi annessi sono come un disagio silente che ti isola e ti logora, non per le sue caratteristiche e per le limitazioni che impone a chi ne soffre ma per la mancanza di conoscenza e il pregiudizio che suscita nella gente.

Jean Paule Sartre diceva: “l’inferno sono gli altri”. Io mi permetto di aggiungere: gli altri ignoranti, nel senso di persone che ignorano perché non conoscono e non approfondiscono e giudicano e scherniscono chi è senza colpa, chi è già di suo vittima di uno stato di difficoltà.

Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico manifestando sintomi di non allineamento agli standard di apprendimento dei bambini che entrano alle elementari: grande difficoltà di lettura, pagine costellate di correzioni a penna rossa, grafia quasi illeggibile, materiali tenuti in maniera indecorosa. Il tutto aggravato da un’ansia e un’irrequietezza che non gli consentivano di stare seduto composto e fermo e che lo portavano ad intervenire sempre a sproposito, oltre che ovviamente a distrarsi con estrema facilità. Ma Michelangelo possedeva una capacità espressiva, un eloquio e un’intelligenza che non consentiva di bollarlo come bambino poco sveglio.

Maestre sempre più colpevolizzanti lo avevano da subito etichettato apertamente davanti a tutti i compagni come svogliato, viziato, maleducato e lo inducevano a pensare che non avrebbe mai fatto niente di buono se non si fosse dato una grande regolata. Come l’antitesi di un portatore sano di malattia, continuava a manifestare sintomi di cui nessuno si accorgeva e, per ironia della sorte, pur non potendo contagiare nessuno veniva progressivamente allontanato e messo alla berlina da amici e genitori che temevano possibili infezioni o contaminazioni. Lui ogni sera piangeva e mi diceva "sono uno stupido" e io ogni sera gli dicevo "no, non lo sei, sei sensibile, intelligente, creativo" e lo accarezzavo e gli sorridevo cercando di infondergli tutta la fiducia che potevo. Poi andavo nella mia stanza e piangevo.

Alla fine della seconda elementare, io e il suo papà lo abbiamo portato a nostre spese in un centro specializzato dove, dopo una valutazione con una neuropsichiatra e una psicologa e batterie su batterie di test, è emersa una comorbilità importante. Dislessia ma anche disgrafia, disortografia e disturbo attentivo. A scuola hanno preparato un PDP (piano di studio personalizzato) ma nei fatti non è cambiato niente. Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto.

Siamo stati resilienti io e il mio bambino, abbiamo comunque resistito e continuiamo a farlo giorno dopo giorno perché, anche se alle medie le cose vanno meglio, in Italia oggi non c’è ancora una cultura davvero inclusiva e non si valorizza la diversità. Michelangelo l’anno scorso ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e ha prodotto uno scritto di tale bellezza e profondità che immediatamente ne ho capito il valore e l’ho candidato ad un premio letterario con una sezione per ragazzi. Un’emozione così forte per me che ho sentito il bisogno di metterla su bianco e nero anche io e candidarla al concorso #STORIEDICARTA, indetto da Comieco, per far capire ai ragazzi il valore della carta, non solo di quella che va nel cassonetto ma anche quella che rimane nel tempo, come un ricordo.

Ma il vero tuffo al cuore l’ho avuto il 27 maggio quando a Casalnuovo, in provincia di Napoli, durante la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Letterario "Una città che scrive" sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo è salito sul palco mio figlio e ha ricevuto il Primo Premio, con pubblicazione ed elargizione di 500€ per la sua poesia, proprio per la Sezione Scuola.

Eccola.

“Nella casa di mio padre esistono diverse dimore”

Dietro alla porta magica e sottovalutata c’è un mondo imbarazzante e divertente.

Buio negli angoli della casa. Una strada lunga e faticosa per arrivare alla sala dove ogni volta scrivo i miei giorni. Esperienza dopo esperienza.

Lontano dal mondo, chiuso al buio con una luce leggermente accennata, si cela un sentimento importante e delicato: la solitudine. Là dove posso sentirmi un topo e una montagna. Dove osservo la mia vita e la mia storia.

Una cosa triste e felice, nel silenzio totale, della paura di non avere più nessuno e non avere più qualcosa, di non essere come una volta. Come per giocare a nascondino, spunta una lacrima che si accende di rabbia, passione e desideri che mi porta a realizzare i miei sogni, che mi porta ansia e tensione.

Povero il mio cuore.
Michelangelo Coletti

(lettera di Gabriella Schiavone)"
Tornare in alto Andare in basso

AutoreMessaggio
Ire



Messaggi : 9802
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 3:19 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?

Se hai qualcosa di importante da dire lo puoi fare in prosa.

Ma tornerei al punto centrale: bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.

Il ragazzo è eccezionale a dispetto delle maestre o grazie alle maestre ?

Se fosse grazie alle maestre la mamma dovrebbe vergognarsi di averle giudicate male; il bambino è diventato quello che è diventato nonostante lei abbia remato contro.

Se fosse a dispetto delle maestre mi chiedo perchè mandare i bambini a scuola; tanto nascono imparati !

Bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.............

quindi se è stata corretta in qualche errore non avrebbe dovuto scriverla?

quindi se è stata corretta non è più bella?

Una persona eccezionale come è questo ragazzo (lo dice la poesia e lo dice la sua mamma quando racconta che aveva tante cose da dire suo figlio) trattato come è stato trattato ce la fa ugualmente, come ha fatto lui. Non grazie ma nonostante. Una persona eccezionale trattata così spesso impara a casa, e stai parlando con una persona che sa perfettamente di cosa si tratta, con una persona che ha avuto la fortuna di poter dire: chi se ne frega, mi interessa che tu impari se non ti insegnano te lo trovo io chi ti sappia insegnare. Una persona eccezionale come questa, costretta ad andare a scuola nonostante quello che subisce, che comunque ce la fa... mantiene per sempre il ricordo e la sofferenza dentro di sè anche se vince premi che gli assicurano che lo sbagliato non è lui.

Qualcuno ha detto: doveva cambiare scuola se non gli andavano bene le maestre! Spesso non si può fare per mille ragioni che dovrebbe capire anche chi ha dato questo consiglio.

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 9802
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 3:20 pm

chicca70 ha scritto:
Ire ha scritto:
Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?


Se l'espressione è molto scorretta anche il contenuto viene inficiato perché inevitabilmente meno chiaro. "Saper dire qualcosa di importante" mi sembra eccessivo. Nessuna delle poesie scritte da un ragazzino (non importa se dsa o no) dice "qualcosa di importante", per farlo occorre esperienza di vita e cultura.

wow
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
chicca70



Messaggi : 2901
Data d'iscrizione : 26.12.14

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 3:26 pm

Ire ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?

Se hai qualcosa di importante da dire lo puoi fare in prosa.

Ma tornerei al punto centrale: bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.

Il ragazzo è eccezionale a dispetto delle maestre o grazie alle maestre ?

Se fosse grazie alle maestre la mamma dovrebbe vergognarsi di averle giudicate male; il bambino è diventato quello che è diventato nonostante lei abbia remato contro.

Se fosse a dispetto delle maestre mi chiedo perchè mandare i bambini a scuola; tanto nascono imparati !

Bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.............

quindi se è stata corretta in qualche errore non avrebbe dovuto scriverla?

quindi se è stata corretta non è più bella?

Una persona eccezionale come è questo ragazzo (lo dice la poesia e lo dice la sua mamma quando racconta che aveva tante cose da dire suo figlio)  trattato come è stato trattato ce la fa ugualmente, come ha fatto lui.  Non grazie ma nonostante.  Una persona eccezionale trattata così spesso impara a casa, e stai parlando con una persona che sa perfettamente di cosa si tratta, con una persona che ha avuto la fortuna di poter dire: chi se ne frega, mi interessa che tu impari se non ti insegnano te lo trovo io chi ti sappia insegnare. Una persona eccezionale come questa, costretta ad andare a scuola nonostante quello che subisce, che comunque ce la fa... mantiene per sempre il ricordo e la sofferenza dentro di sè anche se vince premi che gli assicurano che lo sbagliato non è lui.

Qualcuno ha detto: doveva cambiare scuola se non gli andavano bene le maestre!  Spesso non si può fare per mille ragioni che dovrebbe capire anche chi ha dato questo consiglio.


Ah beh, se lo dice la sua mamma possiamo fidarci.
Tornare in alto Andare in basso
mac67



Messaggi : 5578
Data d'iscrizione : 09.04.12
Località : Pianeta Terra

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 4:35 pm

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa
http://www.orizzontescuolaforum.net/post?p=1606552&mode=quote
Giusto per capire di che parliamo.

Se il bambino l'ha scritta così, ha imparato a scrivere correttamente. E allora il lavoro delle maestre direi che ha fatto centro.

Se è stata corretta, il premio vale due soldi bucati. Il valore di un componimento è solo nel contenuto o anche nella forma? Se fosse solo questione di contenuto, scrittori e poeti sarebbero a spasso, ormai è stato scritto di tutto. E anche gli altri artisti: disegnata una madonna con il bambino, non c'è bisogno di disegnarne altre.

Che poi non si debbano segnare gli errori di ortografia, è una fesseria. Non vanno valutati negativamente, ma vanno segnati.

Come ho già detto altre volte, ho esperienza con 2 alunni dislessici, diagnosticati una volta arrivati al liceo. Non facevano errori di ortografia, evidentemente perché negli anni precedenti glieli segnavano e correggevano.

Se gli alunni erano dislessici è abbastanza facile che non facessero errori

Quindi i dislessici non commettono errori di ortografia a causa del loro disturbo?
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19916
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 4:54 pm

Ire ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Ire ha scritto:
Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?


Se l'espressione è molto scorretta anche il contenuto viene inficiato perché inevitabilmente meno chiaro. "Saper dire qualcosa di importante" mi sembra eccessivo. Nessuna delle poesie scritte da un ragazzino (non importa se dsa o no) dice "qualcosa di importante", per farlo occorre esperienza di vita e cultura.

wow
C'è poco da woware, è così; per dire cose sagge ci vuole saggezza non immaturità.

Potrà essere più profondo dei suoi coetanei ma non della gente più matura.

Attingendo al passato quali tredicenni poeti famosi abbiamo avuto ? Forse abbiamo avuto poeti famosi che a 13 anni si dilettavano a scrivere poesie (anzi, senza forse) ma per questo genere di cose esiste l'espressione "opera giovanile", che significa "composizione in cui si intravede la grandezza futura" o più prosaicamente "prove tecniche di trasmissione".
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19916
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 4:57 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa
http://www.orizzontescuolaforum.net/post?p=1606552&mode=quote
Giusto per capire di che parliamo.

Se il bambino l'ha scritta così, ha imparato a scrivere correttamente. E allora il lavoro delle maestre direi che ha fatto centro.

Se è stata corretta, il premio vale due soldi bucati. Il valore di un componimento è solo nel contenuto o anche nella forma? Se fosse solo questione di contenuto, scrittori e poeti sarebbero a spasso, ormai è stato scritto di tutto. E anche gli altri artisti: disegnata una madonna con il bambino, non c'è bisogno di disegnarne altre.

Che poi non si debbano segnare gli errori di ortografia, è una fesseria. Non vanno valutati negativamente, ma vanno segnati.

Come ho già detto altre volte, ho esperienza con 2 alunni dislessici, diagnosticati una volta arrivati al liceo. Non facevano errori di ortografia, evidentemente perché negli anni precedenti glieli segnavano e correggevano.

Se gli alunni erano dislessici è abbastanza facile che non facessero errori

Quindi i dislessici non commettono errori di ortografia a causa del loro disturbo?
Certo, non lo sai ? I DSA hanno anche l'immunità alla disabilità mentale.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19916
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 5:00 pm

Ire ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Meglio quindi saper scrivere senza errori che saper dire qualcosa di importante, eventualmente da correggere nell'ortografia?

Se hai qualcosa di importante da dire lo puoi fare in prosa.

Ma tornerei al punto centrale: bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.

Il ragazzo è eccezionale a dispetto delle maestre o grazie alle maestre ?

Se fosse grazie alle maestre la mamma dovrebbe vergognarsi di averle giudicate male; il bambino è diventato quello che è diventato nonostante lei abbia remato contro.

Se fosse a dispetto delle maestre mi chiedo perchè mandare i bambini a scuola; tanto nascono imparati !

Bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.............

quindi se è stata corretta in qualche errore non avrebbe dovuto scriverla?

quindi se è stata corretta non è più bella?

Una persona eccezionale come è questo ragazzo (lo dice la poesia e lo dice la sua mamma quando racconta che aveva tante cose da dire suo figlio)  trattato come è stato trattato ce la fa ugualmente, come ha fatto lui.  Non grazie ma nonostante.  Una persona eccezionale trattata così spesso impara a casa, e stai parlando con una persona che sa perfettamente di cosa si tratta, con una persona che ha avuto la fortuna di poter dire: chi se ne frega, mi interessa che tu impari se non ti insegnano te lo trovo io chi ti sappia insegnare. Una persona eccezionale come questa, costretta ad andare a scuola nonostante quello che subisce, che comunque ce la fa... mantiene per sempre il ricordo e la sofferenza dentro di sè anche se vince premi che gli assicurano che lo sbagliato non è lui.

Qualcuno ha detto: doveva cambiare scuola se non gli andavano bene le maestre!  Spesso non si può fare per mille ragioni che dovrebbe capire anche chi ha dato questo consiglio.
Convinta tu .....

Senti un po', ma se invece di farlo sedere con le noiosissime ragazze gli avessero consentito di sedersi in fondo all'aula con gli altri casinisti, avrebbe scritto la Divina Commedia ?
Tornare in alto Andare in basso
mac67



Messaggi : 5578
Data d'iscrizione : 09.04.12
Località : Pianeta Terra

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 5:18 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
La poesia è stata presentata senza errori ortografici? Nessuno l'ha corretta? Se l'ha scritta con errori ortografici e l'avessero spedita così, avrebbe vinto?

Mi sembra difficile che l'abbia scritta così

Ma... sul serio, Mac, è davvero tanto importante?

Non è più importante il contenuto?

Correttori ortografici, revisori di bozze, ghost writers lavorano sempre, per qualsiasi scrittore, non solo per quelli con dsa
http://www.orizzontescuolaforum.net/post?p=1606552&mode=quote
Giusto per capire di che parliamo.

Se il bambino l'ha scritta così, ha imparato a scrivere correttamente. E allora il lavoro delle maestre direi che ha fatto centro.

Se è stata corretta, il premio vale due soldi bucati. Il valore di un componimento è solo nel contenuto o anche nella forma? Se fosse solo questione di contenuto, scrittori e poeti sarebbero a spasso, ormai è stato scritto di tutto. E anche gli altri artisti: disegnata una madonna con il bambino, non c'è bisogno di disegnarne altre.

Che poi non si debbano segnare gli errori di ortografia, è una fesseria. Non vanno valutati negativamente, ma vanno segnati.

Come ho già detto altre volte, ho esperienza con 2 alunni dislessici, diagnosticati una volta arrivati al liceo. Non facevano errori di ortografia, evidentemente perché negli anni precedenti glieli segnavano e correggevano.

Se gli alunni erano dislessici è abbastanza facile che non facessero errori

Quindi i dislessici non commettono errori di ortografia a causa del loro disturbo?
Certo, non lo sai ? I DSA hanno anche l'immunità alla disabilità mentale.

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa

avatar

Messaggi : 3528
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 5:41 pm

Dico la mia.

Intanto 'sto figliolo mi sembra sovrastato da aspettative altissime da parte dei genitori (o forse della sola mamma, visto che il papà viene nominato una sola volta, quando accompagna mamma e figlio dallo specialista).

Aspettative che non vengono soddisfatte a scuola, dove sin dai primi anni della primaria il bambino manifesta disturbi di apprendimento e comportamentali. Forse avrebbe solo bisogno di tempi un po' più lunghi e di un po' più di attenzione, di normalità, di spensieratezza, di non essere schiacciato in un ruolo che non gli si addice.

Alle prime avvisaglie di problemi scolastici il bambino viene certificato privatamente; malgrado la certificazione e il pdp le aspettative genitoriali continuano ad essere insoddisfatte: le maestre delle elementari pensano che sia indisciplinato e un po' tardo-almeno cosi ci fa capire la madre. 

Le maestre lo correggono, lo rimproverano, tentano di portarlo a livello degli altri. Il bambino non gradisce, i genitori non gradiscono (o forse è la sola mamma a non gradire); il bambino non capisce, da una parte le maestre dicono "tonto, impegnati!"; dall'altra la mamma dice "genio, rilassati!". A chi dare ragione?

Il bambino non sa che pesci prendere, si sente inadeguato sia rispetto alle richieste delle maestre sia a quelle molto più subdole e pesanti dei genitori. Soffre, si sente fuori posto, riflette su se stesso, scrive poesie.

Le aspettative restano alte, talmente alte da spingere la mamma (o forse i genitori) a iscriverlo a un concorso di poesia e addirittura a vincerlo; forse non riuscirà benissimo a scuola, ma lo stesso la mamma potrà dire di avere un figlio geniale.

Ora, con il suo (di lei, non del figlio) bel premio in mano, la mamma potrà vomitare il suo rancore sul mondo: voi, stupidi e ignoranti, non avete capito quanto mio figlio sia speciale, unico, irripetibile, geniale, fragile, indifeso, fantastico. Lo avete ostacolato e lo avete definito tonto e tardo. Ma lui ce l'ha fatta: ha vinto il suo, il mio premio.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19916
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 8:23 pm

mac67 ha scritto:
La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.
Anche lei era seria quando ha affermato (in altro topic) che avere un DSA rende impossibile avere una disabilità mentale e non ha voluto ammettere che era solo una questione di riconoscimento giuridico alternativo tra le due.

Esiste la comorbilità per i DSA no ? Se uno è dislessico e disortografico oltre a non riuscire a leggere non riesce neanche a scrivere e non ha speranze nè su un versante nè sull'altro.

Quindi la domanda è (immagino) più provocatoria che seria.
Tornare in alto Andare in basso
mac67



Messaggi : 5578
Data d'iscrizione : 09.04.12
Località : Pianeta Terra

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 8:35 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.
Anche lei era seria quando ha affermato (in altro topic) che avere un DSA rende impossibile avere una disabilità mentale e non ha voluto ammettere che era solo una questione di riconoscimento giuridico alternativo tra le due.

Esiste la comorbilità per i DSA no ? Se uno è dislessico e disortografico oltre a non riuscire a leggere non riesce neanche a scrivere e non ha speranze nè su un versante nè sull'altro.

Quindi la domanda è (immagino) più provocatoria che seria.

Ad ogni modo, la domanda (seria) era per Ire che ha fatto quella affermazione.
Tornare in alto Andare in basso
ZiaPatty



Messaggi : 231
Data d'iscrizione : 24.06.16

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 9:07 pm

ushikawa ha scritto:
Dico la mia.

Intanto 'sto figliolo mi sembra sovrastato da aspettative altissime da parte dei genitori (o forse della sola mamma, visto che il papà viene nominato una sola volta, quando accompagna mamma e figlio dallo specialista).

Aspettative che non vengono soddisfatte a scuola, dove sin dai primi anni della primaria il bambino manifesta disturbi di apprendimento e comportamentali. Forse avrebbe solo bisogno di tempi un po' più lunghi e di un po' più di attenzione, di normalità, di spensieratezza, di non essere schiacciato in un ruolo che non gli si addice.

Alle prime avvisaglie di problemi scolastici il bambino viene certificato privatamente; malgrado la certificazione e il pdp le aspettative genitoriali continuano ad essere insoddisfatte: le maestre delle elementari pensano che sia indisciplinato e un po' tardo-almeno cosi ci fa capire la madre. 

Le maestre lo correggono, lo rimproverano, tentano di portarlo a livello degli altri. Il bambino non gradisce, i genitori non gradiscono (o forse è la sola mamma a non gradire); il bambino non capisce, da una parte le maestre dicono "tonto, impegnati!"; dall'altra la mamma dice "genio, rilassati!". A chi dare ragione?

Il bambino non sa che pesci prendere, si sente inadeguato sia rispetto alle richieste delle maestre sia a quelle molto più subdole e pesanti dei genitori. Soffre, si sente fuori posto, riflette su se stesso, scrive poesie.

Le aspettative restano alte, talmente alte da spingere la mamma (o forse i genitori) a iscriverlo a un concorso di poesia e addirittura a vincerlo; forse non riuscirà benissimo a scuola, ma lo stesso la mamma potrà dire di avere un figlio geniale.

Ora, con il suo (di lei, non del figlio) bel premio in mano, la mamma potrà vomitare il suo rancore sul mondo: voi, stupidi e ignoranti, non avete capito quanto mio figlio sia speciale, unico, irripetibile, geniale, fragile, indifeso, fantastico. Lo avete ostacolato e lo avete definito tonto e tardo. Ma lui ce l'ha fatta: ha vinto il suo, il mio premio.

Perché tutta questa negatività? Certo che un genitore, qualunque genitore, ha delle aspettative verso i figli, anche alte...quale sarebbe il problema? Tutti i genitori ne hanno.
L'unica cosa che fa la differenza, secondo me, è avere o non avere fiducia nelle potenzialità del bambino.

Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 8587
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 9:09 pm

ushikawa ha scritto:
Intanto 'sto figliolo mi sembra sovrastato da aspettative altissime da parte dei genitori (o forse della sola mamma, visto che il papà viene nominato una sola volta, quando accompagna mamma e figlio dallo specialista).

Ora che ci faccio mente locale per la prima volta: anche in tutti i discorsi appassionati di Ire, in cui si racconta di tutto e di più dei percorsi personali dei suoi figli, e dell'immensa fatica che ha dovuto fare lei per seguirli, e dell'enorme fardello di responsabilità di cui ha dovuto farsi carico la famiglia, non è mai stato fatto il minimo riferimento, ma nemmeno una volta, al fatto che questi ragazzi avessero anche un padre.

TUTTI i riferimenti ripetutamente citati da Ire a proposito degli sforzi che devono fare i genitori per supportare i figli con dsa, sono sempre stati centrati esclusivamente su se stessa.

Mai fatto il minimo accenno all'esistenza di un altro genitore.

A meno che non sia vedova (nel quale caso ovviamente le esprimo la massima solidarietà, non solo come pro-forma, ma perché so personalmente cosa voglia dire perdere prematuramente una persona molto cara, e non lo auguro a nessuno), non mi spiego questa sistematica rimozione di una componente essenziale del quadro familiare.
Tornare in alto Andare in basso
JaneEyre



Messaggi : 1689
Data d'iscrizione : 25.11.11

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 9:22 pm

ZiaPatty ha scritto:
Scusatemi, io sono una maestra, ma prima ancora sono un genitore e cerco di mettermi dalla loro parte.
Ogni volta che inizio una collaborazione con dei genitori, penso ...e se fosse mio figlio? Cosa posso fare per aiutare questo bambino.
Il fatto che i genitori diano consigli agli insegnanti sull'approccio da avere con il figlio, non lo trovo malvagio, in fondo lo conoscono da sempre e poi sono sempre io a filtrare  ciò che può servirmi e ciò che non può, sono sempre io a decidere.



Dal tono della lettera non sembra ci sia stata collaborazione, questo è il punto dolente. La madre racconta di veri e propri danni psicologici causati da umiliazioni ripetute da parte delle maestre. Non capisco, se effettivamente la situazione era quella, perché abbia lasciato il figlio in mano a delle squilibrate e non abbia denunciato i fatti. Poteva almeno chiedere un cambio di sezione.
Inoltre sembra che il figlio abbia trascorso anni a scuola a farsi tormentare senza imparare nulla, perché l'apprendimento e la crescita sono avvenuti a casa grazie alla mamma premurosa.
Onestamente, non potendo sentire la versione delle maestre, questa lettera mi sembra lo sfogo di una mamma iperprotettiva e ansiosa, che desidera avere un figlio dalle capacità fuori dal comune.
La relazione educativa non può essere positiva se manca la fiducia negli educatori, quindi non capisco perché la signora abbia consentito che suo figlio venisse "torturato" così. Davvero non c'erano alternative? Se il figlio era chiamato stupido la signora poteva tranquillamente presentare una querela.
Tornare in alto Andare in basso
JaneEyre



Messaggi : 1689
Data d'iscrizione : 25.11.11

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 9:28 pm

Ire ha scritto:


Ma tornerei al punto centrale: bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.

Il ragazzo è eccezionale a dispetto delle maestre o grazie alle maestre ?

Se fosse grazie alle maestre la mamma dovrebbe vergognarsi di averle giudicate male; il bambino è diventato quello che è diventato nonostante lei abbia remato contro.

Se fosse a dispetto delle maestre mi chiedo perchè mandare i bambini a scuola; tanto nascono imparati !

Bellissima poesia, solo una persona eccezionale poteva scriverla.............

quindi se è stata corretta in qualche errore non avrebbe dovuto scriverla?

quindi se è stata corretta non è più bella?

Una persona eccezionale come è questo ragazzo (lo dice la poesia e lo dice la sua mamma quando racconta che aveva tante cose da dire suo figlio)  trattato come è stato trattato ce la fa ugualmente, come ha fatto lui.  Non grazie ma nonostante.  Una persona eccezionale trattata così spesso impara a casa, e stai parlando con una persona che sa perfettamente di cosa si tratta, con una persona che ha avuto la fortuna di poter dire: chi se ne frega, mi interessa che tu impari se non ti insegnano te lo trovo io chi ti sappia insegnare. Una persona eccezionale come questa, costretta ad andare a scuola nonostante quello che subisce, che comunque ce la fa... mantiene per sempre il ricordo e la sofferenza dentro di sè anche se vince premi che gli assicurano che lo sbagliato non è lui.

Qualcuno ha detto: doveva cambiare scuola se non gli andavano bene le maestre!  Spesso non si può fare per mille ragioni che dovrebbe capire anche chi ha dato questo consiglio.


Perché chi scrive una bella poesia (o un articolo, un romanzo, o chi dipinge un quadro magnifico) è senza dubbio una persona eccezionale?
L'esperienza non conferma per nulla questa teorie. Brutte persone dalla personalità discutibile hanno creato capolavori.
Chi scrive una bella poesia è una persona che sa scrivere belle poesie.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 8587
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 9:32 pm

JaneEyre ha scritto:
Inoltre sembra che il figlio abbia trascorso anni a scuola a farsi tormentare senza imparare nulla, perché l'apprendimento e la crescita sono avvenuti a casa grazie alla mamma premurosa.

In tal caso, non mi spiego perché non abbia optato per il cosiddetto homeschooling, che è legalmente consentito.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19916
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 10:12 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
JaneEyre ha scritto:
Inoltre sembra che il figlio abbia trascorso anni a scuola a farsi tormentare senza imparare nulla, perché l'apprendimento e la crescita sono avvenuti a casa grazie alla mamma premurosa.

In tal caso, non mi spiego perché non abbia optato per il cosiddetto homeschooling, che è legalmente consentito.
Non voleva avere un DSA in classe
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 19916
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Gio Giu 08, 2017 10:16 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Intanto 'sto figliolo mi sembra sovrastato da aspettative altissime da parte dei genitori (o forse della sola mamma, visto che il papà viene nominato una sola volta, quando accompagna mamma e figlio dallo specialista).

Ora che ci faccio mente locale per la prima volta: anche in tutti i discorsi appassionati di Ire, in cui si racconta di tutto e di più dei percorsi personali dei suoi figli, e dell'immensa fatica che ha dovuto fare lei per seguirli, e dell'enorme fardello di responsabilità di cui ha dovuto farsi carico la famiglia, non è mai stato fatto il minimo riferimento, ma nemmeno una volta, al fatto che questi ragazzi avessero anche un padre.

TUTTI i riferimenti ripetutamente citati da Ire a proposito degli sforzi che devono fare i genitori per supportare i figli con dsa, sono sempre stati centrati esclusivamente su se stessa.

Mai fatto il minimo accenno all'esistenza di un altro genitore.

A meno che non sia vedova (nel quale caso ovviamente le esprimo la massima solidarietà, non solo come pro-forma, ma perché so personalmente cosa voglia dire perdere prematuramente una persona molto cara, e non lo auguro a nessuno), non mi spiego questa sistematica rimozione di una componente essenziale del quadro familiare.
Mi è sembrato di capire che un motivo c'è e se è quello che mi sembra di aver capito non è il caso di parlarne.

Ire rompe il cazzo troppo spesso, ma non merita di essere portata ad affrontare quest'argomento.
Tornare in alto Andare in basso
ZiaPatty



Messaggi : 231
Data d'iscrizione : 24.06.16

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 7:38 am

JaneEyre ha scritto:
ZiaPatty ha scritto:
Scusatemi, io sono una maestra, ma prima ancora sono un genitore e cerco di mettermi dalla loro parte.
Ogni volta che inizio una collaborazione con dei genitori, penso ...e se fosse mio figlio? Cosa posso fare per aiutare questo bambino.
Il fatto che i genitori diano consigli agli insegnanti sull'approccio da avere con il figlio, non lo trovo malvagio, in fondo lo conoscono da sempre e poi sono sempre io a filtrare  ciò che può servirmi e ciò che non può, sono sempre io a decidere.



Dal tono della lettera non sembra ci sia stata collaborazione, questo è il punto dolente. La madre racconta di veri e propri danni psicologici causati da umiliazioni ripetute da parte delle maestre. Non capisco, se effettivamente la situazione era quella, perché abbia lasciato il figlio in mano a delle squilibrate e non abbia denunciato i fatti. Poteva almeno chiedere un cambio di sezione.
Inoltre sembra che il figlio abbia trascorso anni a scuola a farsi tormentare senza imparare nulla, perché l'apprendimento e la crescita sono avvenuti a casa grazie alla mamma premurosa.
Onestamente, non potendo sentire la versione delle maestre, questa lettera mi sembra lo sfogo di una mamma iperprotettiva e ansiosa, che desidera avere un figlio dalle capacità fuori dal comune.
La relazione educativa non può essere positiva se manca la fiducia negli educatori, quindi non capisco perché la signora abbia consentito che suo figlio venisse "torturato" così. Davvero non c'erano alternative? Se il figlio era chiamato stupido la signora poteva tranquillamente presentare una querela.

Sono sicura che sia così e che si tratta di una madre iperprotettiva. Il problema è che, purtroppo, situazioni simili succedono davvero ma non per cattiva volontà dell'insegnante ma per una serie di aggravanti, tipo classi sovraffollate dove curare il singolo diventa complicato, insegnate non preparato a gestire situazioni difficili e poi le cose vanno come devono andare.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 9802
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 8:07 am

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Intanto 'sto figliolo mi sembra sovrastato da aspettative altissime da parte dei genitori (o forse della sola mamma, visto che il papà viene nominato una sola volta, quando accompagna mamma e figlio dallo specialista).

Ora che ci faccio mente locale per la prima volta: anche in tutti i discorsi appassionati di Ire, in cui si racconta di tutto e di più dei percorsi personali dei suoi figli, e dell'immensa fatica che ha dovuto fare lei per seguirli, e dell'enorme fardello di responsabilità di cui ha dovuto farsi carico la famiglia, non è mai stato fatto il minimo riferimento, ma nemmeno una volta, al fatto che questi ragazzi avessero anche un padre.

TUTTI i riferimenti ripetutamente citati da Ire a proposito degli sforzi che devono fare i genitori per supportare i figli con dsa, sono sempre stati centrati esclusivamente su se stessa.

Mai fatto il minimo accenno all'esistenza di un altro genitore.

A meno che non sia vedova (nel quale caso ovviamente le esprimo la massima solidarietà, non solo come pro-forma, ma perché so personalmente cosa voglia dire perdere prematuramente una persona molto cara, e non lo auguro a nessuno), non mi spiego questa sistematica rimozione di una componente essenziale del quadro familiare.
Mi è sembrato di capire che un motivo c'è e se è quello che mi sembra di aver capito non è il caso di parlarne.

Ire rompe il cazzo troppo spesso, ma non merita di essere portata ad affrontare quest'argomento.

No, non è il caso.

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
ushikawa

avatar

Messaggi : 3528
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 8:19 am

in effetti concordo: le situazioni personali lasciamole fuori da queste discussioni.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 8587
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 8:28 am

Ire ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Mi è sembrato di capire che un motivo c'è e se è quello che mi sembra di aver capito non è il caso di parlarne.

Ire rompe il cazzo troppo spesso, ma non merita di essere portata ad affrontare quest'argomento.

No, non è il caso.

Se ho toccato qualcosa di molto critico, ti chiedo scusa, sinceramente.

La mia non era una provocazione, era un'osservazione effettiva, ma la chiudo qui.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 9802
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 9:06 am

mac67 ha scritto:

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.

E' più facile che siano i disortografici a commettere errori
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
paniscus_2.0



Messaggi : 8587
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 9:20 am

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.

E' più facile che siano i disortografici a commettere errori

Ormai quasi tutte le certificazioni di dsa includono TUTTI i possibili disturbi insieme.

Uno che sia solo dislessico o solo disortografico non lo vedo da parecchi anni.

Anzi, ultimamente ne ho visto addirittura uno che alla prima certificazione (credo all'inizio delle medie), era solo disgrafico, e che poi, a sorpresa, a un aggiornamento successivo della diagnosi fatto all'inizio delle superiori, è "diventato" anche dislessico e discalculico a 15 anni, mentre prima non aveva mai dato segni di esserlo e mostrava risultati nella norma.

Delle due l'una: o non è vero che con i dsa ci si nasce, oppure nei test diagnostici c'è qualcosa che non va.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 9802
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 9:32 am

in effetti il dsm 5 ha eliminato un po' la divisione perchè alcune caratteristiche sono trasversali e non c'è una separazione netta.

Bisogna però ricordarsi di non stupirsi se si è venuti in contatto con "un dislessico che non commette errori" mentre quello attuale ne commette tanti.

Non necessariamente /generalmente no / la cosa dipende dal fatto che al primo gli errori venivano corretti mentre al secondo no.

Solo questo intendevo quando ho risposto a mac
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
 
lettera della mamma di un bimbo dislessico
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 2 di 7Vai alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7  Seguente
 Argomenti simili
-
» 8 maggio .... festa della mamma e non solo ...
» La giornata della mamma
» il pisellino più bello del mondo............
» Linea nigra.....
» Balbuzie bimba di 2 anni

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: