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 lettera della mamma di un bimbo dislessico

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ushikawa

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MessaggioTitolo: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Mer Giu 07, 2017 6:03 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.donnamoderna.com/news/societa/lettera-della-mamma-di-un-bambino-dislessico

Ci scrive in redazione la mamma di un bambino dislessico che, dopo infinite difficoltà con insegnanti incapaci e impreparati, ha vinto un prestigioso premio letterario

"Il mestiere del genitore è un lavoro complesso e ostico, per tutti. Ma per la mamma di un bambino con disturbi di apprendimento ancora di più.

Non voglio dire che sia il peggiore dei mali perché ci sono situazioni ben più drammatiche e difficili e famiglie la cui forza mi commuove al solo pensiero. Ma la dislessia e i suoi annessi sono come un disagio silente che ti isola e ti logora, non per le sue caratteristiche e per le limitazioni che impone a chi ne soffre ma per la mancanza di conoscenza e il pregiudizio che suscita nella gente.

Jean Paule Sartre diceva: “l’inferno sono gli altri”. Io mi permetto di aggiungere: gli altri ignoranti, nel senso di persone che ignorano perché non conoscono e non approfondiscono e giudicano e scherniscono chi è senza colpa, chi è già di suo vittima di uno stato di difficoltà.

Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico manifestando sintomi di non allineamento agli standard di apprendimento dei bambini che entrano alle elementari: grande difficoltà di lettura, pagine costellate di correzioni a penna rossa, grafia quasi illeggibile, materiali tenuti in maniera indecorosa. Il tutto aggravato da un’ansia e un’irrequietezza che non gli consentivano di stare seduto composto e fermo e che lo portavano ad intervenire sempre a sproposito, oltre che ovviamente a distrarsi con estrema facilità. Ma Michelangelo possedeva una capacità espressiva, un eloquio e un’intelligenza che non consentiva di bollarlo come bambino poco sveglio.

Maestre sempre più colpevolizzanti lo avevano da subito etichettato apertamente davanti a tutti i compagni come svogliato, viziato, maleducato e lo inducevano a pensare che non avrebbe mai fatto niente di buono se non si fosse dato una grande regolata. Come l’antitesi di un portatore sano di malattia, continuava a manifestare sintomi di cui nessuno si accorgeva e, per ironia della sorte, pur non potendo contagiare nessuno veniva progressivamente allontanato e messo alla berlina da amici e genitori che temevano possibili infezioni o contaminazioni. Lui ogni sera piangeva e mi diceva "sono uno stupido" e io ogni sera gli dicevo "no, non lo sei, sei sensibile, intelligente, creativo" e lo accarezzavo e gli sorridevo cercando di infondergli tutta la fiducia che potevo. Poi andavo nella mia stanza e piangevo.

Alla fine della seconda elementare, io e il suo papà lo abbiamo portato a nostre spese in un centro specializzato dove, dopo una valutazione con una neuropsichiatra e una psicologa e batterie su batterie di test, è emersa una comorbilità importante. Dislessia ma anche disgrafia, disortografia e disturbo attentivo. A scuola hanno preparato un PDP (piano di studio personalizzato) ma nei fatti non è cambiato niente. Fino al termine del primo ciclo di studi ci siamo battuti per far capire che non andavano messe le note, non andavano corretti tutti gli errori di ortografia (per ovvie questioni di autostima), non andava punito togliendogli l’intervallo, non andava isolato da solo al primo banco o obbligato a sedersi durante i pasti solo in mezzo alle compagne di sesso femminile con temperamento quieto.

Siamo stati resilienti io e il mio bambino, abbiamo comunque resistito e continuiamo a farlo giorno dopo giorno perché, anche se alle medie le cose vanno meglio, in Italia oggi non c’è ancora una cultura davvero inclusiva e non si valorizza la diversità. Michelangelo l’anno scorso ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e ha prodotto uno scritto di tale bellezza e profondità che immediatamente ne ho capito il valore e l’ho candidato ad un premio letterario con una sezione per ragazzi. Un’emozione così forte per me che ho sentito il bisogno di metterla su bianco e nero anche io e candidarla al concorso #STORIEDICARTA, indetto da Comieco, per far capire ai ragazzi il valore della carta, non solo di quella che va nel cassonetto ma anche quella che rimane nel tempo, come un ricordo.

Ma il vero tuffo al cuore l’ho avuto il 27 maggio quando a Casalnuovo, in provincia di Napoli, durante la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Letterario "Una città che scrive" sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento europeo è salito sul palco mio figlio e ha ricevuto il Primo Premio, con pubblicazione ed elargizione di 500€ per la sua poesia, proprio per la Sezione Scuola.

Eccola.

“Nella casa di mio padre esistono diverse dimore”

Dietro alla porta magica e sottovalutata c’è un mondo imbarazzante e divertente.

Buio negli angoli della casa. Una strada lunga e faticosa per arrivare alla sala dove ogni volta scrivo i miei giorni. Esperienza dopo esperienza.

Lontano dal mondo, chiuso al buio con una luce leggermente accennata, si cela un sentimento importante e delicato: la solitudine. Là dove posso sentirmi un topo e una montagna. Dove osservo la mia vita e la mia storia.

Una cosa triste e felice, nel silenzio totale, della paura di non avere più nessuno e non avere più qualcosa, di non essere come una volta. Come per giocare a nascondino, spunta una lacrima che si accende di rabbia, passione e desideri che mi porta a realizzare i miei sogni, che mi porta ansia e tensione.

Povero il mio cuore.
Michelangelo Coletti

(lettera di Gabriella Schiavone)"
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 10:23 am

Ire ha scritto:
Non necessariamente /generalmente no /  la cosa dipende dal fatto che al primo gli errori venivano corretti mentre al secondo no.

Ok, ma non è neanche verosimile che questo aspetto non conti proprio NIENTE, non sei d'accordo?

Chiunque, mica solo chi ha un dsa, continua a fare errori se non gli vengono mai evidenziati e non lo si costringe a riflettere sul fatto che sono errori, e invece riduce l'incidenza di tali errori se gli vengono fatti notare! Poi sarà anche vero che in caso di dsa non si potrà mai acquisire l'automatismo allo stesso modo di chi non ce l'ha, ma non è sostenibile che le prestazioni non possano essere migliorate in assoluto e debbano rimanere sempre su livelli identici... e non è sostenibile che correggere o non correggere gli errori sia la stessa cosa!
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 11:45 am

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.

E' più facile che siano i disortografici a commettere errori

Non voglio fare una graduatoria di difficoltà. La dislessia è causa di errori ortografici? Sì? No?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 1:20 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.

E' più facile che siano i disortografici a commettere errori

Non voglio fare una graduatoria di difficoltà. La dislessia è causa di errori ortografici? Sì? No?

non si può rispondere con un sì o un no.

Solo dislessia comunque comporta problemi di lettura quindi in un dislessico puro ci possono essere errori ma non sono il disturbo più incidente.

Disgrafia e/o disortografia spesso sono associate però
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 1:56 pm

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.

E' più facile che siano i disortografici a commettere errori

Non voglio fare una graduatoria di difficoltà. La dislessia è causa di errori ortografici? Sì? No?

non si può rispondere con un sì o un no.

Solo dislessia comunque comporta problemi di lettura quindi in un dislessico puro ci possono essere errori ma non sono il disturbo più incidente.

Disgrafia e/o disortografia spesso sono associate però

Bene. Quindi, visto che non è automatico che un dislessico commetta errori di ortografia e quindi è possibile che impari a scrivere correttamente (cosa su cui, del resto, concordo, visto che i miei alunni dislessici non si distinguono in negativo per l'ortografia), possiamo provare a insegnargli a scrivere correttamente segnalandogli anche gli errori quando li commette, come quasi tutti i bambini? Sai com'è, ci pagano per fare anche questo.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 2:19 pm

un giorno si dice che gli alunni con dsa commettono errori, un giorno che possono non commetterli; un giorno si dice che gli errori non vadano corretti, un altro che si possano correggere; un giorno si dice migliorano, un altro che sono inguaribili; un giorno si dice che le loro difficoltà siano di origine neurobiologica, un altro che siano di origine psicologica; un giorno che sono geniali, il giorno dopo che sono come tutti; un giorno che possono essere bocciati, il giorno dopo giammai; un giorno si dice che con gli strumenti compensativi raggiungano gli stessi risultati degli altri, il giorno dopo che non ce la fanno (e magari è colpa degli insegnanti); un giorno - esattamente l'8 ottobre del 2010- si dice che i disturbi di apprendimento sono specifici e che sono quattro, un altro giorno - da diversi anni- ci si accorge che sono sempre tutti mischiati, che c'è la comorbilità...

Un gigante dai piedi d'argilla.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 2:47 pm

Io sono convinta che fra 20 o 30 anni si parlerà dei DSA esattamente come adesso si parla dell'isteria freudiana o del tarantolismo pugliese: ossia, come di un clamoroso equivoco diagnostico sfociato in una definizione-ombrello inventata di sana pianta, all'interno della quale venivano identificate decine di disturbi diversi e anche qualche caso in cui non c' nessun disturbo, ma disagi di altro tipo.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 3:13 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.

E' più facile che siano i disortografici a commettere errori

Non voglio fare una graduatoria di difficoltà. La dislessia è causa di errori ortografici? Sì? No?

non si può rispondere con un sì o un no.

Solo dislessia comunque comporta problemi di lettura quindi in un dislessico puro ci possono essere errori ma non sono il disturbo più incidente.

Disgrafia e/o disortografia spesso sono associate però

Bene. Quindi, visto che non è automatico che un dislessico commetta errori di ortografia e quindi è possibile che impari a scrivere correttamente (cosa su cui, del resto, concordo, visto che i miei alunni dislessici non si distinguono in negativo per l'ortografia), possiamo provare a insegnargli a scrivere correttamente segnalandogli anche gli errori quando li commette, come quasi tutti i bambini? Sai com'è, ci pagano per fare anche questo.

intanto: parli di un dislessico puro o di un alunno con dsa?

A prescindere da questo:
dipende molto da cosa significa quel" insegnargli a scrviere correttamente"

se significa segnalargli l'errore in rosso, scrivere: devi stare attento agli errori, o dare un votaccio perchè il compito sarebbe buono ma è pieno di errori.......

sicuramente no

se significa valutare il lavoro senza tener conto degli errori, se significa, a puro titolo d'esempio, elencare a fine lavoro la forma corretta della parola sbagliata, magari facendo il box dell' adesso provo io e chiedendo al bambino di ricopiare la parola corretta, senza prenderlo in giro, senza insistere esageratamente senza mai sognarsi di dirgli che è un somaro e senza aspettarsi che la volta successiva scriva correttamente certo che bisogna insegnargli
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 3:15 pm

ma quando è partita questa leggenda metropolitana dei docenti che prendono in giro gli alunni?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 3:19 pm

ushikawa ha scritto:
un giorno si dice che gli alunni con dsa commettono errori, un giorno che possono non commetterli; un giorno si dice che gli errori non vadano corretti, un altro che si possano correggere; un giorno si dice migliorano, un altro che sono inguaribili; un giorno si dice che le loro difficoltà siano di origine neurobiologica, un altro che siano di origine psicologica; un giorno che sono geniali, il giorno dopo che sono come tutti; un giorno che possono essere bocciati, il giorno dopo giammai; un giorno si dice che con gli strumenti compensativi raggiungano gli stessi risultati degli altri, il giorno dopo che non ce la fanno (e magari è colpa degli insegnanti); un giorno - esattamente l'8 ottobre del 2010- si dice che i disturbi di apprendimento sono specifici e che sono quattro, un altro giorno - da diversi anni- ci si accorge che sono sempre tutti mischiati, che c'è la comorbilità...

Un gigante dai piedi d'argilla.

E' abbastanza normale che con il progredire della ricerca le cose cambino.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 3:25 pm

ushikawa ha scritto:
ma quando è partita questa leggenda metropolitana dei docenti che prendono in giro gli alunni?


Tutte leggende fino a che non le si vive.

Sono contenta che ti sembri impossibile,  immagino significhi che tu non lo fai.


Ti ritengo una persona intellettualmente onesta, spero tu faccia altrettanto con me e mi conceda l'ammissione che non ho alcun interesse a rilevare un problema inesistente.

Cerco di dare una mano a risolverli i problemi non a crearli

Tu vedi ciò che succede nella tua classe e senti quello che dite nei consigli di classe in assenza degli alunni... ti credo se dici che non hai mai visto queste orribili situazioni

Io vedo ciò che succede nelle classi di tanti docenti, proprio mentre lavorano,  e sento ciò che raccontano bambini e genitori quando mi parlano della loro situazione.....   non sono tutti uguali i docenti  ushikawa
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 5:16 pm

Sei un ispettrice del miur che vedi tutto ciò che succede nelle classi?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 5:48 pm

Ire ha scritto:

se significa segnalargli l'errore in rosso,  scrivere:  devi stare attento agli errori, o dare un votaccio perchè il compito sarebbe buono ma è pieno di errori.......

sicuramente no

Segnare l'errore in rosso per renderlo visibile e scrivere "stai attento agli errori" è un insulto, una presa in giro? Se i bambini li trattate così, si capisce che crescendo rimarranno traumatizzati alla prima contrarietà.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 6:12 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

La mia domanda era (ed è ancora) seria, non intendevo buttarla in caciara.

E' più facile che siano i disortografici a commettere errori

Non voglio fare una graduatoria di difficoltà. La dislessia è causa di errori ortografici? Sì? No?
La dislessia in sè no, ma la dislessia non immunizza dagli errori perchè il dislessico può essere anche ignorante, disattento o disortografico.

Il dislessico confonde l'input non l'output.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 6:13 pm

Se fosse vero che io sono disortografico, ti assicuro che non sono nemmeno lontanamente dislessico, quindi non è ragionevole supporre che dislessico implichi disortografico.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 6:14 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:

se significa segnalargli l'errore in rosso,  scrivere:  devi stare attento agli errori, o dare un votaccio perchè il compito sarebbe buono ma è pieno di errori.......

sicuramente no

Segnare l'errore in rosso per renderlo visibile e scrivere "stai attento agli errori" è un insulto, una presa in giro? Se i bambini li trattate così, si capisce che crescendo rimarranno traumatizzati alla prima contrarietà.

se tu avessi un dsa e fossi un bambino..

o se tu riuscissi a pensare che si deve considerare la percezione di chi le riceve e non l'intenzione di chi pronuncia, forse potresti vederla diversamente.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 6:28 pm

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:

se significa segnalargli l'errore in rosso,  scrivere:  devi stare attento agli errori, o dare un votaccio perchè il compito sarebbe buono ma è pieno di errori.......

sicuramente no

Segnare l'errore in rosso per renderlo visibile e scrivere "stai attento agli errori" è un insulto, una presa in giro? Se i bambini li trattate così, si capisce che crescendo rimarranno traumatizzati alla prima contrarietà.

se tu avessi un dsa e fossi un bambino..

o se tu riuscissi a pensare che si deve considerare la percezione di chi le riceve e non l'intenzione di chi pronuncia,  forse potresti vederla diversamente.

Assodato che un dislessico può imparare a scrivere senza commettere errori di ortografia, si prova a insegnarglielo.

A me sembra che ne facciate un dramma senza motivo. Si spiega al bambino che ha delle difficoltà in più ma che potrebbe imparare. A scuola ci si confronta ogni giorno con il successo e il fallimento, che si abbiano dsa o meno. Fa parte della vita.

Se gli si consente di gettare la spugna senza nemmeno provare ... ma che razza di educazione è?
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 6:34 pm

Ma che cosa cambia se l'errore è segnalato in rosso, in verde o in celeste? E siamo seri...
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 6:49 pm

In realtà nel mondo degli psicologi, pedagoghi, psichiatri che si occupano di DSA c'è anche qualche voce discorde rispetto al coro di quelli che propugnano la rinuncia al riallineamento delle facoltà compromesse a favore di un mero aggiramento delle difficoltà; c'è cioè anche chi sa che, neurobiologiche o meno, le difficoltà possono essere superate attraverso l'esercizio e l'impegno e predica l'approccio del "puoi farcela, anche se devi sforzarti".
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 7:08 pm

ushikawa ha scritto:
un giorno si dice che gli alunni con dsa commettono errori, un giorno che possono non commetterli; un giorno si dice che gli errori non vadano corretti, un altro che si possano correggere; un giorno si dice migliorano, un altro che sono inguaribili; un giorno si dice che le loro difficoltà siano di origine neurobiologica, un altro che siano di origine psicologica; un giorno che sono geniali, il giorno dopo che sono come tutti; un giorno che possono essere bocciati, il giorno dopo giammai; un giorno si dice che con gli strumenti compensativi raggiungano gli stessi risultati degli altri, il giorno dopo che non ce la fanno (e magari è colpa degli insegnanti); un giorno - esattamente l'8 ottobre del 2010- si dice che i disturbi di apprendimento sono specifici e che sono quattro, un altro giorno - da diversi anni- ci si accorge che sono sempre tutti mischiati, che c'è la comorbilità...

Un gigante dai piedi d'argilla.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 7:10 pm

ushikawa ha scritto:
ma quando è partita questa leggenda metropolitana dei docenti che prendono in giro gli alunni?
Non è una leggenda, è un fenomeno minoritario ed ingigantito.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Ven Giu 09, 2017 7:18 pm

avidodinformazioni ha scritto:
ushikawa ha scritto:
ma quando è partita questa leggenda metropolitana dei docenti che prendono in giro gli alunni?
Non è una leggenda, è un fenomeno minoritario ed ingigantito.

Esisteranno sicuramente, di colleghi che non sono minimamente tagliati per questo mestiere (dsa a parte) ne conosciamo tutti.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 10:50 am

Ire ha scritto:
Io vedo ciò che succede nelle classi di tanti docenti, proprio mentre lavorano,
E non si è mai capito come tu faccia. Tra l'altro penso che qualunque insegnante, se non è proprio stupido, stia particolarmente attento a quello che dice e che fa se in classe c'è un adulto (dirigente, docente di sostegno, esperto esterno) e che quindi la situazione non sia esattamente uguale a quella che c'è normalmente quando ci sono solo insegnante ed alunni. Peraltro anche gli alunni si comporteranno diversamente.
Ire ha scritto:
e sento ciò che raccontano bambini e genitori quando mi parlano della loro situazione.....
E naturalmente questi racconti sono attendibili al 100%. Mi dispiace, ma ho il dente avvelenato su queste cose. 
Ire ha scritto:
non sono tutti uguali i docenti
Certamente no, ma nemmeno tutti gli studenti e tutti i genitori.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 11:32 am

Dec ha scritto:
Ire ha scritto:
Io vedo ciò che succede nelle classi di tanti docenti, proprio mentre lavorano,
E non si è mai capito come tu faccia. Tra l'altro penso che qualunque insegnante, se non è proprio stupido, stia particolarmente attento a quello che dice e che fa se in classe c'è un adulto (dirigente, docente di sostegno, esperto esterno) e che quindi la situazione non sia esattamente uguale a quella che c'è normalmente quando ci sono solo insegnante ed alunni. Peraltro anche gli alunni si comporteranno diversamente.
Ire ha scritto:
e sento ciò che raccontano bambini e genitori quando mi parlano della loro situazione.....
E naturalmente questi racconti sono attendibili al 100%. Mi dispiace, ma ho il dente avvelenato su queste cose. 
Ire ha scritto:
non sono tutti uguali i docenti
Certamente no, ma nemmeno tutti gli studenti e tutti i genitori.

Dec, come ho già avuto modo di dire tante volte opero nelle scuole con una associazione di volontariato.  Entro nelle classi con alcuni progetti che conduciamo noi alla presenza, naturalmente, dei docenti di classe.

Il nostro scopo non è quello di osservare i docenti e non è quello di interrogare i bambini per cui tutti sono molto distanti dall'idea di "nascondere" se stessi.   Faccio altro ma ho occhi e orecchie, cuore e testa.   Vedo molto:  spesso cose normali, qualche volta cose encomiabili, diverse volte cose vergognose.

E questo per quanto riguarda la mia presenza a scuola

Per quanto riguarda i racconti attendibili:  quando decido de seguire una situazione ho le prove che le cose siano attendibili.  Sono anche abbastanza in grado di discriminare quando ci sia una ansia esagerata o una pretesa esagerata da parte dei genitori.  Che tu me lo riconosca o no è così

Per quanto riguarda il fatto che anche genitori e alunni non siano tutti uguali.......... lo so benissimo anche io.

oscu.ire at gmail.com se vuoi avere chiarimenti che volentieri darò- Sul forum non saprai nulla di più  : - )
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 12:04 pm

No, non mi interessa la tua esperienza personale, ma mi dispiace che tu tenda sempre a generalizzare. Anche in questo post scrivi "qualche volta cose encomiabili, diverse volte cose vergognose": possibile che tu non noti la differenza? Per te i docenti che fanno bene il proprio lavoro sono l'eccezione e la regola sono quelli che dovrebbero vergognarsi. Mi dispiace, ma non sono d'accordo e non solo perché appartengo alla categoria.
Come sai, io lavoro alle superiori e tu parli di bambini: in effetti sono situazioni molto diverse e può darsi (sinceramente non lo so) che un bambino non menta su certe cose. A prendere per oro colato quello che racconta un adolescente ai suoi genitori o ad un esperto esterno che potrebbe sostenerlo nelle sue rivendicazioni ci penserei due volte.
Poi rimane la mia obiezione sul fatto che, quando c'è una presenza esterna, né l'insegnante né gli alunni sono del tutto naturali, perciò quello che si vede e si sente è almeno in parte falsato.
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MessaggioTitolo: Re: lettera della mamma di un bimbo dislessico   Dom Giu 11, 2017 12:13 pm

Dec ha scritto:
No, non mi interessa la tua esperienza personale, ma mi dispiace che tu tenda sempre a generalizzare. Anche in questo post scrivi "qualche volta cose encomiabili, diverse volte cose vergognose": possibile che tu non noti la differenza? Per te i docenti che fanno bene il proprio lavoro sono l'eccezione e la regola sono quelli che dovrebbero vergognarsi. Mi dispiace, ma non sono d'accordo e non solo perché appartengo alla categoria.
Come sai, io lavoro alle superiori e tu parli di bambini: in effetti sono situazioni molto diverse e può darsi (sinceramente non lo so) che un bambino non menta su certe cose. A prendere per oro colato quello che racconta un adolescente ai suoi genitori o ad un esperto esterno che potrebbe sostenerlo nelle sue rivendicazioni ci penserei due volte.
Poi rimane la mia obiezione sul fatto che, quando c'è una presenza esterna, né l'insegnante né gli alunni sono del tutto naturali, perciò quello che si vede e si sente è almeno in parte falsato.
Il punto peggiore è un altro.

Se si stesse parlando della forma del pianeta, è pur vero che alcuni pensano che la Terra sia piatta, ma è satato ampiamente verificato che non sia così, quindi è lecito esprimersi in quel modo per docenti che insegnano l'una o l'altra versione.

Non è stato invece dimostrato che sul lungo periodo la fuffodidattica, soprattutto la fuffodidattica dell'inclusione, sia efficace; per dirla tutta non è stato neanche dimostrato che non sia dannosa, quindi non inserire in quella frase un "secondo me" è arrogante, quanto l'uso del mio termine "fuffodidattica".

Ma io lo so di essere arrogante, lei no.
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