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 lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata

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trinacriangirl



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MessaggioTitolo: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mar Giu 13, 2017 8:36 pm

Promemoria primo messaggio :

Un alunno che segue una programmazione differenziata e alla maturità si presenta con il massimo dei crediti possibili, con i voti nell'ultimo triennio pari o superiori a 8 in tutte le discipline e che prende il massimo sia nelle 3 prove scritte che nell'orale e che quindi arriva a 100 senza punti di bonus, ha diritto alla lode come i ragazzi che prendono un diploma vero e proprio? C'è qualche normativa in merito che potete segnalarmi?
Ovviamente la ragazza conseguirà solo un attestato di competenze e anche se la valutazione è relativa, mi sembra che sia comunque giusto valorizzare tutto il percorso che ha fatto che, per quanto semplificato, è stato in quasi tutte le materie molto simile a quello del resto della classe.
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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mar Giu 27, 2017 9:27 pm

Non voglio essere tacciato di insensibilità ma voglio dare la mia opinione:
1) Un percorso differenziato è solo una presa in giro. Lo studente spesso si accorge benissimo che ha obiettivi diversi dagli altri e vive ciò con profonda angoscia; della scuola vede solo i lati negativi (impegno importante che non viene compreso da nessuno).
2) L'unico modo per dare un senso alla differenziazione è quella di seguire strettamente la legge 104 cioè di finalizzare tutto il percorso scolastico all'inserimento lavorativoe non a un velleitario percorso che non ha conseguenze pratiche.
3) Per tornare alla domanda, è comunque possibile dare la lode simbolica.
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mar Giu 27, 2017 10:00 pm

Ire ha scritto:
esattamente, in sostanza cambia poco  alla secondaria di primo grado con un pei differenziato -  in qualche caso solamente cambia.

Ecco perché un docente ch ha insegnato solo nel primo grado non sapeva del NON diploma per gli alunni della secondaria di II grado, che hanno avuto il differenziato.
È sbalorditivo come tu ti sorprenda per ogni falla di un docente, di reclamarne la propria dirittura morale, professionale, giuridica, equilibrio emotivo e psico-fisico, elasticità, autorevolezza, solidarietà e tolleranza...e chi più ne ha più ne metta, mentre comprendi in tutto e per tutto i comportamenti di alunni e genitori. È chiaro che per professione hai fatto o fai l'assistente sociale o lavori in qualche casa famiglia. Gli insegnanti fanno un altro lavoro...
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mar Giu 27, 2017 10:53 pm

Galadriel ha scritto:
lavorando in un professionale, quest'anno, ho molte alunne di origine straniera. In alcuni casi, dopo dieci (di numero) spiegazioni, la famiglia non ha ancora capito che vuol dire "differenziato".
Ma non sono solo gli stranieri.
Perciò, occorre essere chiari, con molta delicatezza, ma chiari   (....)

Però, scusami, ma in casi del genere vuol dire che i genitori stessi hanno seri problemi cognitivi personali, che NON POSSONO essere ricondotti solo allo svantaggio sociale e culturale. E' troppo comodo attribuire l'incomprensione al fatto che siano di origine straniera o che siano di livello culturale basso.

I miei nonni erano contadini mezzadri in una società rurale, di livello culturale modestissimo. Mio nonno era nato nel 1911 ed era stato a scuola solo fino alla terza elementare, per poi andare a pascolare le pecore e a mietere il grano all'età di 9 o 10 anni; mia nonna, nata nel 1915, aveva fatto lo stesso identico percorso, ma poi si era presa lo sfizio personale di completare la quinta elementare seguendo lezioni serali da adulta.

Mio padre (classe 1941) è stato il primo della sua famiglia ad aver proseguito gli studi.

E' riuscito a diplomarsi e a laurearsi, pur avendo genitori che avevano fatto solo le elementari, che avevano mezzi economici scarsissimi e che non avevano nessuna familiarità con il sistema scolastico "borghese"... ma che avevano una tale dignità umana e una tale considerazione per lo studio e per la cultura, da avere la tenacia e la costanza di sostenere il figlio anche a costo di sacrifici drammatici.

Fra le varie testimonianze che ricordo di mia nonna (che è vissuta fino a 95 anni e che è stata lucidissima quasi fino all'ultimo, per cui ho avuto amplissime occasioni di comunicare con lei per tutti i miei primi 40 anni di vita), c'era quella che riguardava i colloqui con i professori del figlio, alle medie e al liceo, la sua solidissima dignità nel presentarsi a testa alta senza dover strisciare ai piedi di nessuno, e la sua immensa soddisfazione nel sentirsi dire che andava benissimo e che non aveva bisogno di nessun aiuto particolare. Incidentalmente, posso anche dire che uno dei suoi insegnanti del liceo era anche uno scrittore famoso di quegli anni, tuttora presente nelle antologie scolastiche, e che trattò mia nonna (contadina con la quinta elementare) alla pari, complimentandosi con lei su come avesse educato il figlio.

In sintesi, penso sinceramente che i miei nonni, pur partendo da una situazione socioculturale sicuramente svantaggiata, si siano fatti un mazzo così per capire e condividere gli obiettivi veri degli studi superiori (ai quali loro non avevano avuto accesso, e che per i loro tempi erano tanto estranei quanto oggi lo sarebbero per un profugo da un paese drammatico del terzo mondo), e che quindi non si siano MAI presentati come "poveri sprovveduti che hanno bisogno di aiuto perché da soli non ci arrivano".

E' vero che i miei nonni, in mezzo a tanti problemi, hanno avuto la fortuna di ritrovarsi con un figlio brillante, che non aveva bisogno di aiuti particolari... ma è anche vero che si sono fatti un mazzo tanto per capire la logica della scuola e per entrare in quell prospettiva, che era molto lontana dalla loro esperienza di origine, senza piagnistei e senza vittimismi.

L'idea che i genitori di origine modesta e di cultura semplice "non possano arrivarci" è una cosa molto recente.

In passato si aveva una maggiore fiducia nell'intelligenza media naturale delle persone!
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PrimulaVera



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 9:34 am

Secondo me, Galadriel ha spiegato benissimo la situazione. Molti ragazzi che hanno il sostegno provengono da famiglie problematiche. La mia alunna di quinta, ad esempio, ha un bel ritardo mentale ma è la persona più intelligente di tutta la sua famiglia. Si è sempre impegnata, ha fatto notevoli progressi e sicuramente prenderà un buon voto in uscita. Con la programmazione differenziata. I genitori avranno capito che non è il diploma di maturità? Ci siamo impegnati a spiegarlo, per ben 5 anni .... e nonostante ciò ho seri dubbi. Avranno capito? La ragazza probabilmente sì ed è questa la cosa importante.
La ragazza della quinta dello scorso anno ha, invece, genitori con un'intelligenza normale, diplomati e con un buon reddito. La madre è però mentalmente instabile e non ha mai accettato l'handicap della figlia. Il voro finale è stato alto, ma si è scontrato con la realtà. A partire dall'esame teorico per la patente. E apriti cielo! La scuola è stata accusata di tutto e di più! E la figlia è colpevolizzata e messa in punizione costante, strettissima. I servizi sociali fanno una battaglia muro contro muro che sembra persa in partenza.
Paniscus, tu parli di persone intelligenti, semplici, dignitose e rispettabilissime, di un' altra epoca che ancora si trovano, magari tra gli stranieri. Onore al merito. Noi stavamo invece parlando di handicap. I riferimenti sono ben diversi.
Mi sento di concludere, ribadendo: attenzione ai voti. Possono generare illusioni con gravi conseguenze
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 11:11 am

Io la scuola la concepirò sempre come un posto dove le persone devono essere istruite e formate socialmente. Questo fino alla scuola media. Dopo per avere una maturità devono raggiungere gli obiettivi programmati.
La scuola trasformata in centro di accoglienza, recupero sociale, consultorio familiare, oratorio parrocchiale non è più una scuola che possa rilasciare titoli di una certa credibilità. Forse proprio per questo vogliono abolire la validità giuridica del titolo di studio.
Nessuno si rende conto che i paesi emergenti di oggi sono quelli dove si studia seriamente e sodo.
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PrimulaVera



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 12:16 pm

Giobbe, ho condiviso la tua opinione per anni e anni. La mia lunga esperienza nei professionali, come insegnante curriculare e soprattutto di sostegno, ha incrinato alcune mie certezze. La società è cambiata, come si possono aiutare i ragazzi in difficoltà? Anche loro devono crescere in un ambiente idoneo alla loro età. Inoltre, avendo avuto la continuità didattica (almeno un pochina), ho visto cambiamenti significativi. Magari piccoli, piccoli ma positivi. Crescita avvenuta per il semplice trascorrere del tempo o lavoro indefesso anche dei docenti? E' una domanda che mi faccio spesso.
In alcuni momenti di sconforto, quando i risultati sembrano non arrivare mai, torno a pensarla proprio come te.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 5:14 pm

PrimulaVera ha scritto:
Paniscus, tu parli di persone intelligenti, semplici, dignitose e rispettabilissime, di un' altra epoca che ancora si trovano, magari tra gli stranieri. Onore al merito. Noi stavamo invece parlando di handicap. I riferimenti sono ben diversi.
Mi sento di concludere, ribadendo: attenzione ai voti. Possono generare illusioni con gravi conseguenze

Ho citato l'esempio dei miei nonni perché era venuta fuori la preoccupazione che i genitori di questi ragazzi possano "non capire" le dinamiche della scuola nemmeno se si prova a spiegargliele centinaia di volte, e che il motivo di questa impossibilità di capire sarebbe perché sono stranieri, perché sono poveri o perché sono di livello culturale basso, e comunque non hanno familiarità con il nostro modello scolastico.

Era questo che contestavo.

I miei nonni, 70 anni fa, erano tanto estranei al modello scolastico di allora (almeno, con quello degli studi superiori "borghesi") quanto oggi lo sarebbe un immigrato proveniente dal villaggio più sfortunato e più primitivo del peggior paese del terzo mondo, eppure sono stati capacissimi di adattarsi e di imparare cose nuove.

Il fatto che si stesse parlando di genitori che a loro volta sono ritardati cognitivi oppure squilibrati mentali di altro genere, è venuto fuori soltanto dopo. Ma in tal caso l'essere stranieri o l'essere socialmente marginali c'entra poco...
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 5:45 pm

È bello essere orgogliosi dei propri nonni.
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PrimulaVera



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 6:40 pm

Paniscus, ho capito bene il tuo riferimento. Devi essere orgoglioso dei tuoi nonni.
L'handicap è una galassia a sè, sfugge dai normali canoni di riferimento. Essere italiani o stranieri, analfabeti o plurilaureati, poveri o ricchi, soli o ben integrati fa la differenza, ma in un'ottica del tutto diversa. Da insegnante curriculare ho conosciuto un ragazzo autistico con madre medico, talmente disperata dai comportamenti ossessivi del figlio che reagiva portandolo da uno specialista all'altro, sottoponendolo a diete insensate, drogandolo di farmaci innovativi fino a farlo stare male. La madre veniva ai colloqui con i docenti sperandosa e supplichevole, quando le sue aspettative venivano deluse reagiva con un attimo di sbandamento e poi di rabbia cieca. Non credo abbia mai capito l'importanza della programmazione differenziata per suo figlio, con l'obiettivo prioritario di integrarlo e farlo stare bene con compagni e adulti. La disperazione può impedire la comprensione del messaggio, semplice e ripetuto, anche alle persone più colte.
Con sincerità, ti ringrazio per aver riportato la dura e bella esperienza dei tuoi nonni.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 7:39 pm

PrimulaVera ha scritto:
Paniscus, ho capito bene il tuo riferimento. Devi essere orgoglioso dei tuoi nonni.
 sono femmina  : - )


Citazione :
L'handicap è una galassia a sè, sfugge dai normali canoni di riferimento. Essere italiani o stranieri, analfabeti o plurilaureati, poveri o ricchi, soli o ben integrati fa la differenza, ma in un'ottica del tutto diversa.
(...)
La disperazione può impedire la comprensione del messaggio, semplice e ripetuto, anche alle persone più colte.

E allora ne aggiungo un'altra, di testimonianza.

Uno degli alunni migliori che abbia mai avuto per le mani era figlio di genitori entrambi disabili (non mentali ma sensoriali, ossia entrambi sordi quasi assoluti). Evidentemente si erano conosciuti e innamorati da giovani in qualche corso per disabili, e avevano messo su una famiglia di dignità straordinaria.

Il figlio per fortuna è sano, ci sente bene e parla regolarmente, ma per tutta la sua infanzia è cresciuto in una casa dominata dal silenzio. I genitori comunicavano fra di loro prevalentemente con la lingua dei segni manuali, ma avevano fatto sforzi sovrumani per imparare a emettere suoni vocali riconoscibili, proprio per evitare che il figlio fosse condizionato da quella situazione.

Il ragazzo è stato seguito in maniera meticolosa, sia in famiglia che a scuola, praticamente è cresciuto da bilingue perfetto (tra lingua parlata e lingua dei gesti), e si è accollato fin da piccolo la responsabilità di fare da interprete ai genitori in qualsiasi situazione sociale che lo richiedesse.

Di solito, a scuola, veniva lui stesso a colloquio insieme ai genitori per fare da traduttore, ma una volta che non poteva a causa di altri impegni importanti, il padre è venuto insieme alla nonna.

E allora ho veramente viso la luce, in quel contesto.

Una signora di più di 70 anni, di evidenti origini semplici, che parlava con marcato accento dialettale e probabilmente di scolarizzazione piuttosto bassa, come avrebbe potuto essere mia nonna 20 o 30 anni prima... e che tuttavia era riuscita, più di 50 anni fa (quando non c'era nemmeno il sostegno a scuola) ad allevare un figlio disabile in maniera tale da metterlo in condizioni di rendersi indipendente, di lavorare e di farsi una bellissima famiglia, con il risultato finale di quel gioiellino di nipote.

Giuro che mi sono commossa.
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carla75

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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 8:02 pm

le aspettative sociali sono notevolmente cambiate negli anni. oggi i genitori, mediamente più colti dei loro padri, si aspettano figli bellissimi, bravissimi e laureati (non colti, ma con il pezzo di carta). non confidano che il figlio si adatti alla società e diventi un buon cittadino, ma si aspettano che la società si adatti a lui.
anni fa una mamma iscrisse suo figlio, autistico, all'alberghiero. la patologia era evidente, ma la signora ci teneva a precisare che era solo questione di carattere.... quando però si trattò di portarlo in laboratorio il collega pretese dalla signora una firma su un foglio dove la stessa dichiarava che il ragazzo era pienamente capace di usare coltelli e fornelli. ovviamente la signora non firmò...
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donadoni



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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Mer Giu 28, 2017 8:21 pm

se fa un programma che non le permette di ricevere un diploma vero perchè non dare la lode, sarà purtroppo una delle poche soddisfazioni che avranno questi genitori, finita la scuola superiore inizia la disperazione per queste famiglie.
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MessaggioTitolo: Re: lode alla maturità per alunna con programmazione differenziata   Gio Giu 29, 2017 7:21 am

paniscus, io ti capisco, i miei nonni non avevano titoli di studio superiori a quelli dei genitori di molte mie alunne - anzi, mia nonna, che poi ne ha sofferto per tutta la vita, non aveva finito le elementari (altri tempi). Avrebbero capito certe caratteristiche del sistema scolastico? non lo so, forse sì.
Non mi stupisco però così tanto.

Sai quante volte, agli scrutini di fine anno, mi trovo a rispiegare a colleghi che hanno i miei stessi alunni da settembre (o dall'anno prima) cosa vuol dire "obiettivi minimi" e cosa vuol dire "differenziato"? Non è pacifico.
Leggo anche sul forum dubbi di docenti, oppure riflessioni sull'opportunità dell'inclusione, se sia una finzione, se serva, ecc. Discorsi spesso anche condivisibili almeno in parte. Devo pretendere che una madre che parla poco l'italiano (proprio poco), con tanti figli e problemi, che ha iscritto il figlio al professionale perché si prenda una qualifica e non capisce quali sono le difficoltà del figlio (e forse ce li ha pure lei dei problemi cognitivi, e fosse pure, che devo fare, picchiarla?), colga al volo cosa vuol dire che prende sette o otto in pagella ma non avrà la qualifica? Non lo pretendo. Poi non è che siano tutti casi così. Dico: capita. In vari casi (disabili e non) i genitori seguono davvero pochissimo il percorso scolastico dei figli. I miei nonni non lo avrebbero fatto, per loro far studiare i figli era fondamentale. E forse è anche perché ho avuto quei nonni, con titoli scarsi ma amore per la cultura, che io mi sono laureata... Mi arrabbio come una mina, quando mi accorgo che non sanno quasi nulla. Ma che devo fare, giudicarli? O cercare di rispiegare per vedere se ne usciamo, magari senza trattarli da imbecilli o da madri degeneri?
E comunque io non dico "non possono capire". DIco: nel caso specifico, non avevano capito. Altre volte gli fa comodo, non aver capito, o fingere di non aver capito, dopo aver firmato programmazioni differenziate per anni arrivano e "come, ma il diploma?". In altri casi non vogliono riconoscere i problemi dei figli. Magari su dieci diagnosi (perché alcuni girano il mondo, e come non capirli) di gravità trovano un medico che dice "ma no, è un genio, è solo che non lo capiscono": ed eccoli che "ma no, è un genio, lui il diploma se lo prende, anzi, lo prende di liceo classico".
Altre volte ancora - spesso - ci sono famiglie, dietro gli alunni disabili, splendide e che aiutano i figli a raggiungere livelli di autonomia splendidi. Ecc ecc.

Io non credo sia una galassia a sé. I miei non erano esempi per dire "queste sono le famiglie dei disabili". Ripeto, ci lavoro a scuola, ne frequento una quarantina da anni per attività che faccio nel tempo libero, non potrei proprio generalizzare. Era per dire: ho visto anche questi casi. Così come nelle famiglie dei "normodotati".
E non è sfiducia nell'intelligenza delle persone, la mia. Credimi che non tratto nessuno da povero sprovveduto che non ci arriva.
Mi limito a dire cose che ho visto. Solo per dire: i rapporti con le famiglie non sempre sono semplici. Non perché hanno figli disabili. In generale. Allora, la famiglia che punisce la figlia perché non ce la fa - esempio riportato da altri - è un'assurdità; ma un'assurdità che, come molte altre, esiste.
Tu hai ragione paniscus a parlare dei tuoi nonni, della loro dignità e della loro serietà. Ma queste persone di cui parlo non hanno meno dignità. Hanno altri tipi di pensieri e problemi. E a volte dover essere quella che dice "programmazione differenziata" non è per nulla semplice. Dobbiamo essere seri professionisti. Ma confliggere con le illusioni sui figli, per me, è sempre difficile. Sarà la poca esperienza. Non perché "poverini". Proprio perché mi rifiuto di pensare "poverini".  

Tornando al punto di partenza, purché sia chiaro a tutti il significato, la lode può essere una gratifica anche giusta per chi ha fatto progressi importanti. A scuola purtroppo la precarietà non mi ha mai permesso di seguire percorsi sul lungo periodo. Ma alcuni dei ragazzi che frequento fuori scuola negli anni sono passati da essere pali della luce a essere persone in grado di provvedere alla propria igiene, comunicare, stare in gruppo. Gliela darei una lode? Urca se gliela darei!
I genitori poi penseranno di iscriverlo a ingegneria e se la prenderanno con me quando non ci riuscirà? Probabilmente ci saranno anche casi così. Non tutti, forse non molti. Non penso che chi vuol farsi illusioni sui figli sia meno dignitoso di chi non se le fa.
Ho visto "normodotati" con 2 stabile in matematica e fisica iscriversi a ingegneria e prenderci una sonora musata. Noi dobbiamo essere chiari. ANche sulla lode.
Mi dispiace se è sembrato che compatissi o che volessi dire che le famiglie delle persone con disabilità sono una galassia a sé. Ne conosco tante e non vorrei mai compatirle. Alcune le ammiro, altre le prenderei a schiaffi. Come le famiglie dei normodotati, insomma.
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