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 Didattica del risorgimento

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MessaggioTitolo: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 10:06 am

Vi propongo un thread caldo (d'altra parte siamo in estate): la questione del risorgimento italiano e di come sono andate effettivamente le cose. I docenti di storia sono invitati a intervenire e a dire ciò che sanno sulla questione storiografica del risorgimento. Alcuni sostengono che i libri di storia non raccontino come siano andate effettivamente le cose. Se le cose stessero così, è giusto che gli studenti imparino una storia sbagliata?
La visione del video "Pellicciari: il Risorgimento da riscrivere_20 novembre 2010" farà capire meglio ciò che intendo.


Ultima modifica di Rozukronis Sagendil il Ven Giu 23, 2017 6:11 pm, modificato 1 volta
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Paolo Santaniello



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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 11:01 am

La storia s'è sempre scritta con la penna del vincitore. E il risorgimento italiano è uno dei pochi casi in cui il vincitore è stato anticlericale al massimo ("metro cubo di letame" diceva del papa Garibaldi)!
Ora mi rendo conto che con l'attuale rigurgito di clericalismo si voglia fare un po' di revisionismo e cambiare le carte in tavola... ma personalmente se dovessi innovare qualcosa nella didattica del risorgimento preferirei far vedere tutti i film di Luigi Magni!
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 11:07 am

Dovremmo iniziare a ripulire lo sporco e le falsità di cui sono intrisi i libri di storia e e "celebrazioni " ..ad iniziare dalla guerra partigiana..
Comunque un metro cubo di letame permette di concimare un campo e far crescere il grano.
Certi vermi servono solo a fare schifo
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 11:18 am

Rozukronis Sagendil ha scritto:
Vi propongo un thread caldo (d'altra parte siamo in estate): la questione del risorgimento italiano e di come sono andate effettivamente le cose. I docenti di storia sono invitati a intervenire e a dire ciò che sanno sulla questione storiografica del risorgimento. Alcuni sostengono che i libri di storia non raccontino come siano andate effettivamente le cose. Se le cose stessero così, è giusto che gli studenti imparino una storia sbagliata?
La visione di questo video farà capire meglio ciò che intendo

la storia patria va senza dubbio riscritta, ma non certo per far contenti pizzoccheri e
nostalgici del Bobbone.

Le soldatesche sabaude hanno fatto nel sud d' Italia quello che avrebbero fatto nel sud del mondo e ad oriente di Trieste.

Improvvisazione , velleitarismo, crudeltà e disprezzo razziale; il tutto affogato in una nauseante retorica che sembra una caratteristica nazionale non meno dei maccheroni e della pizza ( ma almeno essi sono buoni).

Io insegno da sempre un risorgimento non oleografico , attenendomi ai documenti disponinibili e senza versare lacrime sulla sorte dei regni preunitari.Mica si poteva andare avanti con il papa re.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 11:34 am

Masaniello ha scritto:
Dovremmo iniziare a ripulire lo sporco e le falsità di cui sono intrisi i libri di storia e e "celebrazioni " ..ad iniziare dalla guerra partigiana..
Comunque un metro cubo di letame permette di concimare un campo e far crescere il grano.
Certi vermi servono solo a fare schifo

Cvd.

Caro camerata, non avevo dubbi che ti saresti gettato a pesce su un thread dal sapore revisionistico.

Chi sarebbero i vermi?

I partigiani?

O piuttosto quelli che approfittano di questi tempi miserabili per dire che tutto sommato il papa re e il nazifascismo non erano poi cosi' male. A quei tempi si dormiva con le porte aperte e non si vedevano in giro tutti sti trans con le cose di fuori.Con mastro Titta e il Maresciallo Graziani non si scherzava.

Forza camerata, dai il meglio di te nonostante la calura.Dal Wahalla degli uomini forti le Buonanime ti guardano benevole.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 11:36 am

balanzoneXXI ha scritto:

Io insegno da sempre un risorgimento non oleografico , attenendomi ai documenti disponinibili e senza versare lacrime sulla sorte dei regni preunitari.

Versare lacrime no, ma almeno constatare che il diritto a regnare dei Borbone non era né inferiore né superiore a quello dei Savoia.
I Savoia hanno conquistato il Regno delle Due Sicilie allo stesso modo con cui Cesare conquistò la Gallia.
La retorica con cui nel XIX secolo venne giustificata tale operazione fa anch'essa parte della storia ed è pertanto giusto che venga studiata, ciò che è sbagliato è pensare di elevare tali posizioni a rango di valore morale, che è quello che spesso avviene (tanto per dirne una, non dimentichiamoci che il 17 marzo 2011 le scuole sono state chiuse per festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia e in quei giorni siamo stati costretti a sorbirci quintali di stucchevole retorica risorgimentale).
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 11:59 am

comp_xt ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:

Io insegno da sempre un risorgimento non oleografico , attenendomi ai documenti disponinibili e senza versare lacrime sulla sorte dei regni preunitari.

Versare lacrime no, ma almeno constatare che il diritto a regnare dei Borbone non era né inferiore né superiore a quello dei Savoia.
I Savoia hanno conquistato il Regno delle Due Sicilie allo stesso modo con cui Cesare conquistò la Gallia.
La retorica con cui nel XIX secolo venne giustificata tale operazione fa anch'essa parte della storia ed è pertanto giusto che venga studiata, ciò che è sbagliato è pensare di elevare tali posizioni a rango di valore morale, che è quello che spesso avviene (tanto per dirne una, non dimentichiamoci che il 17 marzo 2011 le scuole sono state chiuse per festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia e in quei giorni siamo stati costretti a sorbirci quintali di stucchevole retorica risorgimentale).




In verità 25 anni di leghismo e la grave crisi economica resero quelle celebrazioni molto più sobrie di quanto il costume nazionale avrebbe permesso in altre circostanze.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 12:10 pm

balanzoneXXI ha scritto:


In verità  25 anni di leghismo  e la grave crisi economica resero quelle celebrazioni molto più sobrie di quanto il costume nazionale avrebbe permesso in altre circostanze.

Sarebbe auspicabile però che simili manifestazioni spariscano totalmente.
È più forte di me, proprio non riesco a capire che differenza ci sia fra un Benito Mussolini che commemora i fasti della Roma Imperiale e le autorità della democratica e antifascista Repubblica Italiana che tessono le lodi di quel mercenario sanguinario di Garibaldi.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 12:20 pm

La questione è ampia e dibattuta e merita certamente maggiore spazio; in sintesi provo a esporre la mia idea:

1) Il Risorgimento in sè non è un processo unitario; all'interno dello stesso ci sono le guerre di popolo, improvvisate e con ideali rivoluzionari (Sollevazione di Venezia, Milano, Repubblica Romana e prima parte dell'Impresa dei Mille) e guerre regie (culminanti con la terza guerra d'indipendenza, vera e propria tronfia e velleitaria guerra in stile Savoia); non si può quindi fornire un giudizio storico d'insieeme (sempre che abbia un senso un'operazione di questo tipo).
2) Lo stato dei Borboni è a mio avviso un residuo storico che solo il fanatismo può mostrare in una luce differete: monarchia assoluta imposta dal concerto delle nazioni europee nel secolo precedente e senza nessun elemento di modernità.
3) Sulla teocrazia in Italia Centrale non mi soffermo, dico solo che il sovrano in questione è l'autore del Sillabo, che di fatto è la negazione in cui tutti noi crediamo, pur da angolazioni differenti e tutto ciò su cui si basano le costituzioni europee; ritengo che l'esistenza dello Stato Pontificio (tra l'altro fondato su un falso storico) fosse una contraddizione assurda e sanabile solo in stile Savoia.
Invito chiunque a dare un'occhiata a cosa fosse la Chiesa prima di essere costretta lentamente a mutare d'opinione:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sillabo

La mia conclusione è esistenziale: ormai la morte copre tutti coloro che hanno partecipato a quel movimento; i vivi, nel breve momento concesso loro prima del proprio annullamento finale, dovrebbero imparare a non cadere negli stessi fanatismi e parzialità.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 12:36 pm

precario_acciaio. ha scritto:

2) Lo stato dei Borboni è a mio avviso un residuo storico che solo il fanatismo può mostrare in una luce differete: monarchia assoluta imposta dal concerto delle nazioni europee nel secolo precedente e senza nessun elemento di modernità.

Io più che una rivalutazione dei Borbone percepisco una eccessiva mitizzazione del carattere costituzionale della monarchia sabauda, da cui secondo certa storiografia discenderebbe la sua modernità e la sua superiorità rispetto alle altre dinastie dell'Italia pre-unitaria.
Mi sembra una lettura un po' forzata, se non altro perché nel 1848, alle prime elezioni per la Camera dei Deputati, gli aventi diritto al voto non superavano il 2% della popolazione e perché l'evoluzione statutaria e parlamentare avrebbe comunque interessato anche gli altri stati della penisola, se non fossero stati annessi ai domini sabaudi.
Pertanto ritengo,molto più semplicemente, che i Savoia abbiano vinto sul piano politico, riuscendo a far accettare il Regno d'Italia alle potenze europee e ottenendo i denari per assicurarsi il tradimento dell'esercito borbonico (non credo che qui ci sia qualcuno disposto a credere alla favoletta dei mille).
La storia del Regno delle Due Sicilie arretrato e di Francesco II "retrivo e poco capace" lascia oramai il tempo che trova.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 1:07 pm

Il mito che "quando c era Lui si dormiva con le porte aperte" probabilmente è, appunto,solo un mito.
In realtà il dormire o uscire di casa lasciando le porte aperte denota solo la presenza di un potere forte e intimidatorio locale che sopprime completamente la microcriminalità. La cosa non è necessariamente incoraggiante
È probabile che anche in Corea del Nord nessuno ti entri in casa a rubare.
Il padre di un mio compagno delle elementari originario di San Giuseppe Jato, mi raccontava che anche nel palermitano dei primi anni 80 nessuno chiudeva a chiave l auto o la casa. La microcriminalità locale era effettivamente assente,schiacciata però da un forte potere mafioso che sostituiva lo Stato.
Il prezzo da pagare per non avere ladri in casa era il rischio di andare dal panettiere e trovare un cadavere crivellato sul marciapiede.tutti i giorni. Era la Sicilia di Liggio, Badalamenti,Bontade, Bagarella,Riina.
Il prezzo da pagare per "poter lasciare le porte di casa aperte" era forse troppo alto..
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 2:36 pm

«L’Italia giacobina spazza definitivamente, almeno in un primo
momento, la concezione dell’educazione da affidarsi a un precettore per sostituirvi il concetto di formazione come
affare della comunità di cui deve massimamente interessarsi lo Stato fin dalla scuola popolare. Il concetto di scuola
popolare prende consistenza proprio perché negli anni del cosiddetto giacobinismo si fa strada l’idea di popolo come
parte attiva per la costruzione e il mantenimento della nazione, ossia quell’idea di citoyen che verrà poi sopraffatta
per lungo tempo da un suo pericoloso surrogato, molto più consono alle esigenze della classe moderata che già è
classe egemone non solo durante il periodo risorgimentale, ma durante lo stesso periodo giacobino, cioè l'idea di
popolo come classe bisognosa di guida
per poter collaborare al progetto di una nuova società imprenditoriale e
interclassista. La scuola diventa uno strumento indispensabile per un simile progetto. Questo è un diretto portato
dell’ideologia illuminista, sia che essa vanga utilizzata per interpretare il mondo del cittadino o il mondo del suddito
attivo collaboratore»
(tratto da Giovanni Genovesi, Storia della scuola in Italia dal Settecento a oggi, Laterza, Roma-Bari
2001, pp. 15-16)
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 4:20 pm

Ecco cosa dice la Pellicciari dal minuto 30:33 circa:
"secondo Cavour, l'opinione pubblica è dalla parte del governo, cioè il governo ha popolarità quando vuole sopprimere gli ordini contemplativi e mendicanti della Chiesa di Stato. Della Torre contesta a Cavour la veridicità di questa affermazione: "Non è vero per niente che tu hai l'approvazione dell'opinione pubblica, vai in giro, esci, vedrai che le chiese sono piene".
Per la Pellicciari poi
Cavour risponde al maresciallo Della Torre dicendo: "Come fa a invocare l'opinione di masse che non sono legalmente rappresentate?". Ciò vuol dire dunque che per Cavour il parere di più del 98% della popolazione non vale nulla.

Su un sito ho trovato questa cosa: "Ippolito racconta che quando a Cavour fu chiesto perchè durante la guerra d'indipendenza si fosse chiamato a Torino dal fronte il maggiore conte Casati per nominarlo ministro della pubblica istruzione e fargli varare, senza discussione parlamentare, una legge sull'istruzione ed in particolare su quella universitaria, si dice che avesse risposto :"essere gli interessi in gioco per una riforma della scuola e della università tali e tanti che solo per decreto, cioè mentre "rullava il tamburo e tuonava il cannone" sarebbe stato possibile la tanto attesa riforma".
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 4:48 pm

Rozukronis Sagendil ha scritto:
«L’Italia giacobina spazza definitivamente, almeno in un primo
momento, la concezione dell’educazione da affidarsi a un precettore per sostituirvi il concetto di formazione come
affare della comunità di cui deve massimamente interessarsi lo Stato fin dalla scuola popolare. Il concetto di scuola
popolare prende consistenza proprio perché negli anni del cosiddetto giacobinismo si fa strada l’idea di popolo come
parte attiva per la costruzione e il mantenimento della nazione, ossia quell’idea di citoyen che verrà poi sopraffatta
per lungo tempo da un suo pericoloso surrogato, molto più consono alle esigenze della classe moderata che già è
classe egemone non solo durante il periodo risorgimentale, ma durante lo stesso periodo giacobino, cioè l'idea di
popolo come classe bisognosa di guida
per poter collaborare al progetto di una nuova società imprenditoriale e
interclassista. La scuola diventa uno strumento indispensabile per un simile progetto. Questo è un diretto portato
dell’ideologia illuminista, sia che essa vanga utilizzata per interpretare il mondo del cittadino o il mondo del suddito
attivo collaboratore»
(tratto da Giovanni Genovesi, Storia della scuola in Italia dal Settecento a oggi, Laterza, Roma-Bari
2001, pp. 15-16)

Interclassista, appunto,come vanno predicando anche cattolici e fascisti."qui ci pigliano a schiaffi, a sputi...ma il grandissimo amore per la patria ci tiene tutti uniti"(Cdr Pierpaolo Rivoluzionario).Quando si profilo' lo spettro,invero assai esangue,del socialismo,i vecchi rancori di origine risorgimentale vennero messi da parte (e te pareva!)
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 5:16 pm

Sulla Pellicciari ho trovato questa cosa in rete:

DOMANDA 4
L’opera della massoneria passò nella scuola di allora. Potrebbe descriverla?
Una circolare del Grande Oriente d’Italia riguardava la scuola. Diceva che non si dovevano dare
patenti di insegnamento a persone cattoliche, nelle scuole vi dovevano essere solo persone o
indifferenti o avverse al cattolicesimo.
Furono soppresse tutte le scuole cattoliche, in quelle pubbliche non si doveva dare la patente agli
insegnanti cattolici.
Giuseppe Mazzini (ovviamente massone) scrisse: “la questione dell’educazione nazionale fu
vitale...”.
“Ordinata la nazione a libera vita sotto l’ispirazione di una libera fede che abbia a cuore la parola
progresso...”. “Chi avversa l’ordine nazionale in nome dell’indipendenza dell’individuo non
capisce che il fanciullo viene sottratto all’insegnamento dei suoi fratelli, per darne l’anima e la sua
crescita all’arbitrio di un solo individuo e tiranno: il padre”. I “fratelli” sono ovviamente i
massoni.
L’ostilità della scuola pubblica in Italia verso il padre e la famiglia si capiscono alla luce di queste
affermazioni di Mazzini e della massoneria.
(N.d.R. La devastazione mirata a distruggere la figura del padre e della famiglia sono continuate
fino ad oggi, propagandate nei media (es. cartoni animati della massonica Walt Disney: vedi sotto),
in politica, in economia, e, oggi, anche con la diffusione dell’ideologia del gender).
Mazzini, Napoleone, tutti i regimi totalitari sono dovuti e devono partire dalla scuola.
Perché oggi si insegna questa “meravigliosa” “dottrina scientifica” relativa al fatto che i sessi sono
tutti uguali?)
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 5:17 pm

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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 5:54 pm

dal minuto 1h07m circa del video della Pellicciari

"L'invasione dello stato pontificio (sottrarre al papa il potere temporale) aveva lo scopo da un lato di distruggere il potere spirituale del papa, dall'altro la falsificazione della storia"
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 6:24 pm

Gran bel video!


Ultima modifica di Rozukronis Sagendil il Ven Giu 23, 2017 9:08 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 7:08 pm

Rozukronis Sagendil ha scritto:
Sulla Pellicciari ho trovato questa cosa in rete:

DOMANDA 4
L’opera della massoneria passò nella scuola di allora. Potrebbe descriverla?
Una circolare del Grande Oriente d’Italia riguardava la scuola. Diceva che non si dovevano dare
patenti di insegnamento a persone cattoliche, nelle scuole vi dovevano essere solo persone o
indifferenti o avverse al cattolicesimo.
Furono soppresse tutte le scuole cattoliche, in quelle pubbliche non si doveva dare la patente agli
insegnanti cattolici.
Giuseppe Mazzini (ovviamente massone) scrisse: “la questione dell’educazione nazionale fu
vitale...”.
“Ordinata la nazione a libera vita sotto l’ispirazione di una libera fede che abbia a cuore la parola
progresso...”. “Chi avversa l’ordine nazionale in nome dell’indipendenza dell’individuo non
capisce che il fanciullo viene sottratto all’insegnamento dei suoi fratelli, per darne l’anima e la sua
crescita all’arbitrio di un solo individuo e tiranno: il padre”. I “fratelli” sono ovviamente i
massoni.
L’ostilità della scuola pubblica in Italia verso il padre e la famiglia si capiscono alla luce di queste
affermazioni di Mazzini e della massoneria.
(N.d.R. La devastazione mirata a distruggere la figura del padre e della famiglia sono continuate
fino ad oggi, propagandate nei media (es. cartoni animati della massonica Walt Disney: vedi sotto),
in politica, in economia, e, oggi, anche con la diffusione dell’ideologia del gender).
Mazzini, Napoleone, tutti i regimi totalitari sono dovuti e devono partire dalla scuola.
Perché oggi si insegna questa “meravigliosa” “dottrina scientifica” relativa al fatto che i sessi sono
tutti uguali?)

Ah ecco , i massoni, l' ideologia gender...mancano solo i protocolli
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 7:30 pm

Dal minuto 1:15:16 al minuto 1:17:30 ? Che ne pensate?


Ultima modifica di Rozukronis Sagendil il Ven Giu 23, 2017 9:10 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 7:48 pm

Masaniello ha scritto:
Il mito che "quando c era Lui si dormiva con le porte aperte" probabilmente è, appunto,solo un mito.
In realtà il dormire o uscire di casa lasciando le porte aperte denota solo la presenza di un potere forte e intimidatorio locale che sopprime completamente la microcriminalità. La cosa non è necessariamente incoraggiante
È probabile che anche in Corea del Nord nessuno ti entri in casa a rubare.
Il padre di un mio compagno delle elementari  originario di San Giuseppe Jato,  mi raccontava che anche nel palermitano dei primi anni 80 nessuno chiudeva a chiave l auto o la casa. La microcriminalità locale era effettivamente assente,schiacciata però da un forte potere mafioso che sostituiva lo Stato.
Il prezzo da pagare per non avere ladri in casa era il rischio di andare dal panettiere e trovare un cadavere crivellato sul marciapiede.tutti i giorni. Era la Sicilia di Liggio, Badalamenti,Bontade, Bagarella,Riina.
Il prezzo da pagare per "poter lasciare le porte di casa aperte" era forse troppo alto..

Ma insomma, camerata, sei proprio incontentabile !la Buonanima faceva appendere i partigiani ai lampioni e gasare i mori petulanti, categorie che non mi pare riscuotano la tua simpatia.I corruttori della gioventù, invece,li mandava al confino,mentre le donne per lui non erano altro che il riposo del guerriero nonché produttrici di fanti,navigatori e marinari.Pensi che avrebbe mandato la regia marina a far da taxi ai saraceni per portarli negli alberghi a 5 stelle?Li avrebbe fatti prendere a cannonate ,altro che storie, e per i pochi che fossero riusciti a sbarcare erano pronti i temuti lager di cui pullulavano le nostre isolette.D'accordo,aveva messo la tassa sul celibato,Ma non si può' avere tutto. Tanto a quel tempo non c'erano femministe e neanche cause divorzili che spennassero i poveri mariti.Potevi sposarti benissimo pure tu.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 8:28 pm

comp_xt ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:

2) Lo stato dei Borboni è a mio avviso un residuo storico che solo il fanatismo può mostrare in una luce differete: monarchia assoluta imposta dal concerto delle nazioni europee nel secolo precedente e senza nessun elemento di modernità.

Io più che una rivalutazione dei Borbone percepisco una eccessiva mitizzazione del carattere costituzionale della monarchia sabauda, da cui secondo certa storiografia discenderebbe la sua modernità e la sua superiorità rispetto alle altre dinastie dell'Italia pre-unitaria.
Mi sembra una lettura un po' forzata, se non altro perché nel 1848, alle prime elezioni per la Camera dei Deputati, gli aventi diritto al voto non superavano il 2% della popolazione e perché l'evoluzione statutaria e parlamentare avrebbe comunque interessato anche gli altri stati della penisola, se non fossero stati annessi ai domini sabaudi.
Pertanto ritengo,molto più semplicemente, che i Savoia abbiano vinto sul piano politico, riuscendo a far accettare il Regno d'Italia alle potenze europee e ottenendo i denari per assicurarsi il tradimento dell'esercito borbonico (non credo che qui ci sia qualcuno disposto a credere alla favoletta dei mille).
La storia del Regno delle Due Sicilie arretrato e di Francesco II "retrivo e poco capace" lascia oramai il tempo che trova.

Attenzione però che l'ipercritica storica non è storia; l'invasione da parte di Garibaldi è realmente avvenuta e, nonostante ciò sia stato possibile per la collaborazione della flotta inglese e della neutralità del resto d'Europa, ciò è avvenuto realmente e concretamente e non si deve necessariamente sminuire.
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 9:09 pm

Potreste guardare il video della professoressa Pellicciari dal minuto 1:14:55 al minuto 1:17:30 ?

Vedrete una persona in carne ed ossa parlare di certe cose!
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 9:40 pm

Dal minuto 1:14:55 la professoressa di storia dice che "all'interno della massoneria sono state individuate delle persone il cui compito è quello di propagandare all'interno della popolazione l'immoralità"
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MessaggioTitolo: Re: Didattica del risorgimento   Ven Giu 23, 2017 10:03 pm

precario_acciaio. ha scritto:
comp_xt ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:

2) Lo stato dei Borboni è a mio avviso un residuo storico che solo il fanatismo può mostrare in una luce differete: monarchia assoluta imposta dal concerto delle nazioni europee nel secolo precedente e senza nessun elemento di modernità.



Io più che una rivalutazione dei Borbone percepisco una eccessiva mitizzazione del carattere costituzionale della monarchia sabauda, da cui secondo certa storiografia discenderebbe la sua modernità e la sua superiorità rispetto alle altre dinastie dell'Italia pre-unitaria.
Mi sembra una lettura un po' forzata, se non altro perché nel 1848, alle prime elezioni per la Camera dei Deputati, gli aventi diritto al voto non superavano il 2% della popolazione e perché l'evoluzione statutaria e parlamentare avrebbe comunque interessato anche gli altri stati della penisola, se non fossero stati annessi ai domini sabaudi.
Pertanto ritengo,molto più semplicemente, che i Savoia abbiano vinto sul piano politico, riuscendo a far accettare il Regno d'Italia alle potenze europee e ottenendo i denari per assicurarsi il tradimento dell'esercito borbonico (non credo che qui ci sia qualcuno disposto a credere alla favoletta dei mille).
La storia del Regno delle Due Sicilie arretrato e di Francesco II "retrivo e poco capace" lascia oramai il tempo che trova.

Attenzione però che l'ipercritica storica non è storia; l'invasione da parte di Garibaldi è realmente avvenuta e, nonostante ciò sia stato possibile per la collaborazione della flotta inglese e della neutralità del resto d'Europa, ciò è avvenuto realmente e concretamente e non si deve necessariamente sminuire.

Mille individui male armati sgominano un esercito
regolare di circa 120.000 effettivi,roba che nemmeno un Timoleonte.Simili virtù taumaturgiche Calibardo, questo Libertador fasullo,non le aveva dimostrate
nella difesa della Repubblica Romana ,11anni prima, non le dimostrerà sull'Aspromonte ,a Mentana, in Francia.Far notare queste cose significa sminuire il valoroso nizzardo, che,per citare l'ottimo Sciascia,aveva tolto un regno ad un
tiranno per darla ad un altro?
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