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 la difficile arte della valutazione

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ushikawa

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MessaggioTitolo: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 4:27 am

In questi giorni sono impegnato negli esami di terza media e sto osservando come, specie in alcune classi, i voti di ammissione all'esame vengano spesso smentiti in meglio o in peggio dal voto finale di esame.

Vedo alunni sopravvalutati che poi all'esame scendono rispetto al voto di ammissione, specie su matematica, lingue e invalsi; al contrario alunni sottovalutati, considerati al più buoni gregari dalla maggior parte dei docenti, che all'esame invece ottengono più dei loro voti durante l'anno. Parlo di qualcosa che va oltre la banale considerazione che l'esame possa andare bene oppure andare male, della fortuna, dell'emozione eccetera.

Quando l'alunno ammesso con sette passa a sei o quello ammesso con otto passa a nove ad essere smentito non è tanto il voto in quanto espressione numerica, ma la rappresentazione mentale che i docenti, specie quelli delle materie con più ore, si sono fatta dei singoli alunni. Noto infatti un forte effetto alone da parte soprattutto dei docenti di italiano e matematica, per cui gli alunni "sono da dieci", "sono da nove", "sono da otto" e così via, qualcosa che va ben oltre la semplice media dei voti ottenuti durante l'anno e che spesso confina con la simpatia o l'antipatia del docente nei confronti dell'alunno.

Pregiudizi del genere poi vengono il più delle volte confermati nella correzione del tema di esame: lo stesso tema banale riceverà due voti diversi se a produrlo sarà stato l'alunno tenuto in considerazione dal docente di italiano, che "durante l'anno si è impegnato" ecc. ecc. o quello invece da lui poco stimato.

Con la cosiddetta "valutazione globale" si rischia di incasellare gli alunni in un valore numerico, in un voto che è più sulla persona e sulla relazione tra essa e il docente che sui risultati effettivamente ottenuti. In definitiva è una valutazione totalmente arbitraria.

Non va molto meglio neanche con la media aritmetica: ad esempio ci sono alunni che durante l'anno ottengono risultati inferiori alle loro possibilità perché zavorrati da un contesto relazionale di classe poco funzionale e che invece, all'esame, spiccano il volo; oppure ci sono docenti che utilizzando criteri di valutazione mal calibrati, troppo generosi o troppo tirati, valutano in maniera scorretta i propri alunni.
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Cozza

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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 5:48 am

Ecco perché sono, orrore orrore, a favore dell'invalsi (dove va perfezionata la parte di correzione manuale di italiano che troppo spesso vedo interpretata un po' a sentimento). 
Il valore di un alunno, scolasticamente parlando, è formato da attitudine personale (chiamatela un po' come volete, guizzo di genio, neurone sveglio ecc) e competenze...   date, quelle sì, dallo studio personale nel corso degli anni... 
Noi spesso ci fermiamo ad una sola  di queste metà e perdiamo la forma dell'intero...
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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 11:46 am

tellina ha scritto:
Ecco perché sono, orrore orrore, a favore dell'invalsi (dove va perfezionata la parte di correzione manuale di italiano che troppo spesso vedo interpretata un po' a sentimento). 
Il valore di un alunno, scolasticamente parlando, è formato da attitudine personale (chiamatela un po' come volete, guizzo di genio, neurone sveglio ecc) e competenze...   date, quelle sì, dallo studio personale nel corso degli anni... 
Noi spesso ci fermiamo ad una sola  di queste metà e perdiamo la forma dell'intero...

sono d'accordo
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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 12:12 pm

Dove non si sono stabiliti i criteri prima della correzione invalsi ognuno ha valutato a modo proprio le risposte aperte; quindi, anche in quel caso, no comment...

Cmq è vero: gli esami spesso modificano il voto di ammissione rendendolo più alto o più basso.

Il problema sorge quando uno prende un voto di ammissione alto (non meritato perché si è stati troppo buoni prima e perché influisce anche il comportamento) ed è convinto di meritare quel voto e poi, dopo gli esami, prende un voto d' uscita più basso.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 1:25 pm

rita 76 ha scritto:
Dove non si sono stabiliti i criteri prima della correzione invalsi ognuno ha valutato a modo proprio le risposte aperte; quindi, anche in quel caso, no comment...

Cmq è vero: gli esami spesso modificano il voto di ammissione rendendolo più alto o più basso.

Il problema sorge quando uno prende un voto di ammissione alto (non meritato perché si è stati troppo buoni prima e perché influisce anche il comportamento) ed è convinto di meritare quel voto e poi, dopo gli esami, prende un voto d' uscita più basso.
Rita, ma che dici? I criteri di correzione sono espressamente riportati nel libretto Invalsi; però sappiamo che in alcune scuole i docenti lavorano con la penna nera anziché rossa o inseriscono direttamente nel computer le risposte corrette.

Il voto comunque può salire come può calare.
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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 1:50 pm

ushikawa ha scritto:
rita 76 ha scritto:
Dove non si sono stabiliti i criteri prima della correzione invalsi ognuno ha valutato a modo proprio le risposte aperte; quindi, anche in quel caso, no comment...

Cmq è vero: gli esami spesso modificano il voto di ammissione rendendolo più alto o più basso.

Il problema sorge quando uno prende un voto di ammissione alto (non meritato perché si è stati troppo buoni prima e perché influisce anche il comportamento) ed è convinto di meritare quel voto e poi, dopo gli esami, prende un voto d' uscita più basso.
Rita, ma che dici? I criteri di correzione sono espressamente riportati nel libretto Invalsi; però sappiamo che in alcune scuole i docenti lavorano con la penna nera anziché rossa o inseriscono direttamente nel computer le risposte corrette.

Il voto comunque può salire come può calare.

Dico che se è scritto che bisognava tenere conto SOLO della risposta "tizio ha mangiato una pesca" e giGino ha risposto "tizio ha mangiato frutta" alcuni l' hanno considerata buona ed altri no
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 2:19 pm

se il manuale di correzione riportava come buone sia la pesca che la frutta bene, se riportava come giusta solo una delle due risposte si doveva segnare in maniera strettamente conseguente la risposta come corretta o errata.

Nel questionario di matematica di quest'anno c'era il quesito della vite che poteva essere risolto in vari modi; anche a parità di risultato corretto alcuni ragionamenti erano giusti, altri sbagliati e con essi la valutazione sulla correttezza della risposta.
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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Sab Giu 24, 2017 2:38 pm

ushikawa ha scritto:
se il manuale di correzione riportava come buone sia la pesca che la frutta bene, se riportava come giusta solo una delle due risposte si doveva segnare in maniera strettamente conseguente la risposta come corretta o errata.

Lo so benissimo che hai ragione ma alcuni non lo vogliono capire ed interpretano come vogliono loro.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Dom Giu 25, 2017 9:10 am

Ariecco l'effetto alone!
Tutto si risolverebbe se "lo stesso banale tema di italiano" fosse valutato, come dovrebbe, dall'intera commissione... Già sento la lamentatio dei colleghinoveclassi oberati da tre terze!
Non facciamo poi finta di non sapere che, quando la situazione non quadra e l'alunno sempre impeccabile per tre anni ha toppato la prova di matematica con i suoi granitici risultati, si cerca sempre di fare pressione per alzare il voto di italiano, sottintendendo che un tema si può valutare come viene.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Dom Giu 25, 2017 11:21 am

ammettilo, Lucetta: il problema siete voi insegnanti di italiano (scherzo)


Ultima modifica di ushikawa il Dom Giu 25, 2017 12:42 pm, modificato 1 volta
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: la difficile arte della valutazione   Dom Giu 25, 2017 11:59 am

Naturalmente. I colleghi delle discipline, notoriamente fiore all'occhiello del sistema di istruzione dovrebbero arginare la deriva ma come fanno? Hannonoveclassi
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