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ushikawa

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MessaggioTitolo: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 4:57 pm

A proposito di competenze e pedagogismo, un interessantissimo e lunghissimo articolo che risale a novembre del 2010

http://www.lacropoli.it/articolo.php?nid=790
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 5:40 pm

Poi lungo della corazzata Potemkin
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 6:00 pm

Non l'avevo mai letto.

L'autore presenta una lucida analisi di un processo che parte da lontano e che ancora oggi non è terminato.
Quello che stupisce è che gran parte dei docenti non lo ha ancora capito e continua a lamentarsi per l'ignoranza dei propri studenti o per l'aggravio di burocrazia, senza comprendere però che tutto ciò è funzionale a un ben preciso disegno.
Il ptof, il rav, i pdp, la didattica per competenze, l'Invalsi,... non nascono dall'incompetenza o dalla cattiva gestione della macchina amministrativa da parte dei funzionari del Miur, ma rispondono ad una precisa idea di scuola e di insegnante, idea che si vuole imporre secondo una bieca logica totalitaria.
Eppure anche in questo forum c'è chi sostiene che le varie riforme non hanno inciso sulla libertà di insegnamento.
Poveri illusi! La grave colpa della nostra categoria è quella di non aver capito la gravità di quello che stava avvenendo e di credere che i pedagogisti e gli psicologi potessero davvero fornire un aiuto alla scuola, risolvendo dall'alto della loro scienza, le difficoltà dei docenti.
Insomma, è stato come consegnare le chiavi di casa ai ladri, dimenticandosi fra l'altro che se i corsi di laurea in pedagogia e in psicologia sono sempre stati fra i più facili, forse qualche dubbio sul loro livello culturale sarebbe dovuto venire.
Oggi c'è poco da fare, questa ideologia cialtrona domina il Miur e viene imposta nella scuola.
Alla primaria i docenti sono quasi tutti allineati con i nuovi orientamenti, qualche resistenza vi è ancora nella secondaria. Per quanto tempo ancora? Io ad esempio mi sono stancato di fare battaglie in solitudine o quasi in collegio docenti, fra colleghi filogovernativi che tessono le lodi della didattica per competenze e dell'alternanza scuola lavoro nei licei, fra colleghi che si inventano progetti vari per avere in cambio qualche centinaio di euro dal fondo di istituto e soprattutto fra colleghi che non vogliono rogne e approvano tutto, basta che la riunione finisca quanto prima, salvo poi lamentarsi di ciò che loro stessi hanno votato.
Un nuovo corso non può partire dai docenti, ancor più perché il maggior conformismo si mostra spesso fra i docenti più giovani (e comunque le nuove leve di docenti saranno coloro che sono stati formati nella "nuova scuola").
Non può partire dalla politica perché non vedo, nemmeno nei partiti di opposizioni, partiti o gruppo in  grado di comprendere il motivo della crisi della scuola (la Lega è ancorata alla logica del docente nullafacente che lavora 18 ore alla settima e fa tre mesi di vacanza; il M5S ha partorito un programma per la scuola banale e insipido).
Bisogna solo attendere che il sistema imploda sotto il peso delle sue contraddizioni. A quel punto qualcuno capirà che bisogna cacciare a calci in culo i pedagogisti di regime e tutti coloro che danno loro retta.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 6:10 pm

Masaniello ha scritto:
Poi lungo della corazzata Potemkin

Che in realtà non e' lungo.:la lunghezza della corazziata Potemkin e' una " licenza" fantozziana.
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 6:32 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Poi lungo della corazzata Potemkin

Che in realtà non e' lungo.:la lunghezza della corazziata Potemkin e' una " licenza" fantozziana.
Si è annoiato anche il regista ?
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 9:14 pm

Più lungo di una quaresima.

Mi sono fermato quando ho trovato (ed ero sicuro di trovarla) la solita accoppiata:

1) tirata contro le competenze, il male assoluto
2) la difesa della vecchia scuola, che non si è mai fermata alle semplici conoscenze ma ha sempre richiesto una rielaborazione critica e autonoma (cioè le competenze)

Sono l'unico che vede questa contraddizione?
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 9:54 pm

presente!

oltre a questo, io trovo anche un po' inutile insistere sul fatto che chi parla di competenze non ne dà una definizione formalmente ineccepibile. Eccheppalle... Le definizioni ci sono, se differiscono per alcune sfumature o sottolineature, vabbè, andiamo oltre... Se poi si dice che la "vecchia scuola" aveva già nel suo DNA la finalità di formare persone competenti, cioè capaci di rielaborare criticamente e autonomamente i saperi disciplinari, applicandoli quando e dove serve nella vita reale... meglio, vuol dire che le definizioni non sono un problema, niente di nuovo sotto il sole.
Io ho evidentemente incontrato insegnanti di liceo che non sapevano di far parte di questa,gloriosa vecchia scuola, la maggiorparte di loro voleva risentire da noi le cose nel modo più simile possibile a come ce le avevano spiegate.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 9:58 pm

mac67 ha scritto:
Più lungo di una quaresima.

Mi sono fermato quando ho trovato (ed ero sicuro di trovarla) la solita accoppiata:

1) tirata contro le competenze, il male assoluto
2) la difesa della vecchia scuola, che non si è mai fermata alle semplici conoscenze ma ha sempre richiesto una rielaborazione critica e autonoma (cioè le competenze)

Sono l'unico che vede questa contraddizione?
se leggi meglio non è come dici tu
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 9:59 pm

geo&geo ha scritto:
presente!

oltre a questo, io trovo anche un po' inutile insistere sul fatto che chi parla di competenze non ne dà una definizione formalmente ineccepibile. Eccheppalle... Le definizioni ci sono, se differiscono per alcune sfumature o sottolineature, vabbè, andiamo oltre... Se poi si dice che la "vecchia scuola" aveva già nel suo DNA la finalità di formare persone competenti, cioè capaci di rielaborare criticamente e autonomamente i saperi disciplinari, applicandoli quando e dove serve nella vita reale... meglio, vuol dire che le definizioni non sono un problema, niente di nuovo sotto il sole.
Io ho evidentemente incontrato insegnanti di liceo che non sapevano di far parte di questa,gloriosa vecchia scuola, la maggiorparte di loro voleva risentire da noi le cose nel modo più simile possibile a come ce le avevano spiegate.
Ma esattamente com'era questa vecchia scuola?
Io vedevo insegnanti mediocri o ottimi allora da alunno come ne vedo tra i miei colleghi oggi da docente.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 10:05 pm

ushikawa ha scritto:
Ma esattamente com'era questa vecchia scuola?
Io vedevo insegnanti mediocri o ottimi allora da alunno come ne vedo tra i miei colleghi oggi da docente.

anch'io...
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 10:09 pm

Le competenze non le cerco, essendo parola vuota; preferisco incoraggiare la capacità di rielaborazione critica e in qualche caso ho la sensazione di riuscirci. Personalmente non amo il nozionismo e spero di fare una didattica stimolante che scoraggi l'apprendimento meccanico (che, va detto, invece piace tanto a molti alunni, e ne ho la conferma ascoltando gli orali di terza media)

Ma se devo scegliere chi premiare tra uno che ha imparato a pappardella e uno che non ha studiato nulla non ho dubbi; allo stesso modo se devo esprimere una preferenza tra un insegnante "old style" anche un po' nozionistico e palloso e un insegnante fancazzista oppure un invasato delle metodologie attiviste.
Motivazione e clima relazionale fanno miracoli sia tra i discenti che tra i docenti.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 11:47 pm

ushikawa ha scritto:
Le competenze non le cerco, essendo parola vuota; preferisco incoraggiare la capacità di rielaborazione critica e in qualche caso ho la sensazione di riuscirci. Personalmente non amo il nozionismo e spero di fare una didattica stimolante che scoraggi l'apprendimento meccanico (che, va detto, invece piace tanto a molti alunni, e ne ho la conferma ascoltando gli orali di terza media)

Ma se devo scegliere chi premiare tra uno che ha imparato a pappardella e uno che non ha studiato nulla non ho dubbi; allo stesso modo se devo esprimere una preferenza tra un insegnante "old style" anche un po' nozionistico e palloso e un insegnante fancazzista oppure un invasato delle metodologie attiviste.
Motivazione e clima relazionale fanno miracoli sia tra i discenti che tra i docenti.
Neanch'io; do 3 a quello che non studia e 2 a quello che impara a memoria senza capire; il primo ha fatto miglior uso del proprio tempo e merita un po' di rispetto.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 12:27 am

ushikawa ha scritto:
Le competenze non le cerco, essendo parola vuota; preferisco incoraggiare la capacità di rielaborazione critica e in qualche caso ho la sensazione di riuscirci. Personalmente non amo il nozionismo e spero di fare una didattica stimolante che scoraggi l'apprendimento meccanico (che, va detto, invece piace tanto a molti alunni, e ne ho la conferma ascoltando gli orali di terza media)

Ma se devo scegliere chi premiare tra uno che ha imparato a pappardella e uno che non ha studiato nulla non ho dubbi; allo stesso modo se devo esprimere una preferenza tra un insegnante "old style" anche un po' nozionistico e palloso e un insegnante fancazzista oppure un invasato delle metodologie attiviste.
Motivazione e clima relazionale fanno miracoli sia tra i discenti che tra i docenti.

Tutto giusto, però...
... della didattica per competenze io condivido l'idea che il risultato lo porti a casa solo se fai un lavoro di squadra. Se sei l'unico docente a puntare sulle competenze sulla rielaborazione critica (con tutto il lavoro che comporta) potresti non farcela affatto perché, come dici tu, gli alunni sono molto più rassicurati dall'apprendimento meccanico. Se altri colleghi premiano la "ripetizione" e non grattano mai questa superficie per vedere cosa c'è sotto... i ragazzi si adeguano immediatamente e non capiscono perché affaticarsi di più con te.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 7:27 am

La risposta sarebbe lunga e non so se ho il tempo.
Quello che non condivido nel tuo intervento è che viene puntato il dito contro una parte dei tuoi colleghi, come se quello fosse il problema principale. "Io farei un insegnamento per competenze... ma purtroppo i miei colleghi premiano la ripetizione". 
Nessuno (tranne qualche imbecille) ha mai seriamente posto il problema, ad esempio, delle inflessioni dialettali con cui molti insegnanti fanno lezione. Giustamente. Invece viene posto il problema di un differente e sbagliato approccio didattico di alcuni di noi. Perché il tema del modo di parlare dell'insegnante viene rimosso e quello dell'insegnamento per competenze no? Perché tutti dovrebbero insegnare allo stesso modo? In base a quale principio e/o quali evidenze scientifiche si dice che l'insegnamento autodefinitosi "per competenze" dovrebbe essere preferibile ad altri approcci?

In questi giorni sto ascoltando gli orali di terza media, e siccome ho tutte le classi posso confrontare molti alunni e molti colleghi. In particolare c'è una collega di lettere anziana, prossima alla pensione, di stile particolarmente austero; i suoi alunni all'orale si sono distinti per la ripetizione meccanica-mnemonica degli argomenti ricollegati nella loro mappa concettuale. Mi sono annoiato particolarmente durante quegli orali; ciò nonostante non disprezzo il lavoro della collega perché innanzitutto ha lavorato come me, poi perché ogni insegnante ha i suoi punti di forza e i suoi difetti. In particolare questa collega sa tenere la classe senza che voli la classica mosca, insegnando una attitudine al rispetto dell'insegnante della quale si giovano tutti i colleghi del cdc; inoltre e soprattutto con il suo stile austero e nozionistico lei dà valore allo studio e all'impegno e ha insegnato ai suoi alunni una parte importante di cosa voglia dire studiare. 

In quella classe, come al solito e come in tutte le classi, gli alunni maggiormente dotati e curiosi sapranno benissimo imparare a fare inferenze, scoprire il piacere di un'idea che tira l'altra, insomma trovare un metodo di studio personale, più autonomo e creativo. Ma intanto tutti gli alunni, anche i più deboli, hanno imparato UN metodo di studio; e infatti non c'è nessuno (a parte due casi su venti alunni di grave disagio sociale) che sia stato ammesso all'esame con il sei, mentre quasi tutti hanno ricevuto otto, nove e dieci, con solo qualche sette. Voti che poi hanno confermato dopo l'orale, l'invalsi ecc.

Ho fatto questo esempio solo per affermare che quello del metodo didattico è in definitiva solo un falso problema, anzi è un bene che nello stesso consiglio di classe ogni docente ragioni e insegni seguendo la propria testa e le proprie inclinazioni e che ci siano più proposte diverse. Molto più importante è invece la coesione, la correttezza e il dialogo tra i docenti del consiglio di classe e ancora più importante è la motivazione con la quale si affronta l'insegnamento, come mostrano anche le ricerche compiute secondo l'approccio "evidence based", cioè le ricerche scientifiche sui fattori che favoriscono o ostacolano l'apprendimento (ricerche che, se venissero effettuate sulla didattica per competenze in Italia, ammesso che si riesca a definirla, otterrebbero sicuramente risultati disastrosi o quasi).

C'è poi da dire che qualsiasi capacità di ragionamento o competenza si basa sulla nozione, cosa che mi pare talmente evidente da non esserci il bisogno di spiegarla; e che alcune modalità didattiche proposte nell'ambito della didattica per competenze sono più nozionistiche del nozionismo, o particolarmente ridicole come quelle dell'approccio "autentico", per cui ad esempio programmare nel dettaglio una visita a un museo avrebbe un valore formativo superiore allo studio delle opere in esso contenuto.

L'urgenza di una fantomatica "didattica per competenze" esiste solo al ministero in un'ottica più ampia di progressivo smantellamento della scuola pubblica e dell'idea che essa possa richiedere impegno, fatica, responsabilità, in modo da essere più facile, più allettante, più permissiva; insomma, che possa garantire il "successo formativo", cioè l'inutile pezzo di carta, proprio a tutti, compresi i ciucci che di studiare (e di capire) non ne vogliono sapere.
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 9:10 am

ciascuno di noi ha un proprio "stile" di insegnamento, una propria idea (più o meno consapevole) di come avviene il processo di apprendimento, un proprio metodo di lavoro, una serie di strategie didattiche collaudate. Massimo rispetto per tutto questo,
Alla fine, però, la domanda un po' rozza, da non-pedagogista, non-esperto, non-schierato pro o contro, è la seguente: i ragazzi che escono dalle nostre aule cosa hanno imparato? Abbiamo il coraggio di chiedere l'argomento svolto in prima ai ragazzi di seconda e prendere nota di cosa i ragazzi hanno appreso davvero ?
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Paolo Santaniello



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 2:19 pm

Non l'avevo mai letto, ora l'ho letto e volevo fare un commento... ma dopo aver visto quello di comp_xt ho notato che aveva detto già lui tutto quello che avrei potuto e voluto aggiungere
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 4:04 pm

geo&geo ha scritto:
ciascuno di noi ha un proprio "stile" di insegnamento, una propria idea (più o meno consapevole) di come avviene il processo di apprendimento, un proprio metodo di lavoro, una serie di strategie didattiche collaudate. Massimo rispetto per tutto questo,
Alla fine, però, la domanda un po' rozza, da non-pedagogista, non-esperto, non-schierato pro o contro, è la seguente: i ragazzi che escono dalle nostre aule cosa hanno imparato? Abbiamo il coraggio di chiedere l'argomento svolto in prima ai ragazzi di seconda e prendere nota di cosa i ragazzi hanno appreso davvero ?

E' un falso problema.
A parte alcuni contenuti che fanno parte dei cosiddetti "saperi di base" (ad esempio regole grammaticali e sintattiche, operazioni matematiche e algebriche e così via) è assolutamente normale e sano che l'alunno non ricordi le cose fatte l'anno prima o anche a inizio dello stesso anno, specie nelle materie in cui non c'è una propedeuticità accentuata.
Quello che hanno imparato, e credo siano d'accordo anche i pedagogisti, è un metodo di studio, la necessità di impegno, la capacità di distinguere tra contenuti principali e secondari; contenuti che magari ritorneranno alla mente quando, più in là, serviranno. Quando a scuola sarà chiesto loro di ritornare sopra o di rinverdire un argomento già trattato, gli alunni faranno riferimento anche inconsapevolmente a quanto appreso e poi dimenticato, definizione che in genere si dà alla cultura.
Mi pare evidente che nessuno si ricordi la data di inizio delle guerre puniche; ma magari più in là, dovendo studiare alle superiori o all'università i rapporti di forza tra le potenze regionali in area mediterranea del III secolo, gli alunni lo faranno con una consapevolezza diversa.
Anche la nozione che si dimentica fa metodo e fa cultura; forse non è una cosa spendibile direttamente sul mercato del lavoro come le mitiche competenze, ma contribuisce sicuramente alla crescita dell'individuo.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 6:11 pm

mac67 ha scritto:

Mi sono fermato quando ho trovato (ed ero sicuro di trovarla) la solita accoppiata:

1) tirata contro le competenze, il male assoluto
2) la difesa della vecchia scuola, che non si è mai fermata alle semplici conoscenze ma ha sempre richiesto una rielaborazione critica e autonoma (cioè le competenze)

Sono l'unico che vede questa contraddizione?

Io non vedo alcuna contraddizione.
La capacità di rielaborazione e di critica autonoma si hanno a partire dai contenuti studiati e sono sempre state concepite come un livello più alto di conoscenza.
i teorici della didattica per competenze invece postulano che  possano esistere competenze senza conoscenze, il che  è un assurdità.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 7:19 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Mi sono fermato quando ho trovato (ed ero sicuro di trovarla) la solita accoppiata:

1) tirata contro le competenze, il male assoluto
2) la difesa della vecchia scuola, che non si è mai fermata alle semplici conoscenze ma ha sempre richiesto una rielaborazione critica e autonoma (cioè le competenze)

Sono l'unico che vede questa contraddizione?

Io non vedo alcuna contraddizione.
La capacità di rielaborazione e di critica autonoma si hanno a partire dai contenuti studiati e sono sempre state concepite come un livello più alto di conoscenza.
i teorici della didattica per competenze invece postulano che  possano esistere competenze senza conoscenze, il che  è un assurdità.

A dire il vero no: i veri teorici della didattica per competenze non fanno a meno delle conoscenze ("non mi importa quel che sa, ma quel che sa fare con quel che sa"", quindi deve sapere, ma non basta). Poi ci sono i competentisti de noantri che fraintendono e pensano che si possa essere competenti senza sapere.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 7:46 pm

mac67 ha scritto:

A dire il vero no: i veri teorici della didattica per competenze non fanno a meno delle conoscenze ("non mi importa quel che sa, ma quel che sa fare con quel che sa"", quindi deve sapere, ma non basta). Poi ci sono i competentisti de noantri che fraintendono e pensano che si possa essere competenti senza sapere.

I miei quaderni di matematica delle elementari sono pieni di problemi ispirati a situazioni reali riguardanti terreni, depositi, compravendite, etc etc
La mia maestra poi insisteva molto sull'utilità reale di quello che facevamo.
La mia maestra non era un alieno, il suo era l'approccio tradizionalmente seguito nella scuola italiana.

Per cui, tornando alla tua osservazione, i primi hanno scoperto l'acqua calda e quindi la loro presenza è inutile per la scuola (entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem); i secondi invece dicono solo cazzate e pertanto sono anche dannosi per la scuola.

Credo purtroppo che la logica dei competentisti de noantri sia quella prevalente negli ambienti ministeriali.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 7:56 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

A dire il vero no: i veri teorici della didattica per competenze non fanno a meno delle conoscenze ("non mi importa quel che sa, ma quel che sa fare con quel che sa"", quindi deve sapere, ma non basta). Poi ci sono i competentisti de noantri che fraintendono e pensano che si possa essere competenti senza sapere.

I miei quaderni di matematica delle elementari sono pieni di problemi ispirati a situazioni reali riguardanti terreni, depositi, compravendite, etc etc
La mia maestra poi insisteva molto sull'utilità reale di quello che facevamo.
La mia maestra non era un alieno, il suo era l'approccio tradizionalmente seguito nella scuola italiana.

Per cui, tornando alla tua osservazione, i primi hanno scoperto l'acqua calda e quindi la loro presenza è inutile per la scuola (entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem); i secondi invece dicono solo cazzate e pertanto sono anche dannosi per la scuola.

Credo purtroppo che la logica dei competentisti de noantri sia quella prevalente negli ambienti ministeriali.

Che sia la scoperta dell'acqua calda lo dico da tempo. Solo che lo è per noi che abbiamo studiato e insegniamo materie scientifiche. Lo è meno per altri colleghi.

Quante volte hai sentito dire "gli ho dato 6 perché è venuto a ripetermi tutto il programma?".
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 8:27 pm

ushikawa ha scritto:
geo&geo ha scritto:
ciascuno di noi ha un proprio "stile" di insegnamento, una propria idea (più o meno consapevole) di come avviene il processo di apprendimento, un proprio metodo di lavoro, una serie di strategie didattiche collaudate. Massimo rispetto per tutto questo,
Alla fine, però, la domanda un po' rozza, da non-pedagogista, non-esperto, non-schierato pro o contro, è la seguente: i ragazzi che escono dalle nostre aule cosa hanno imparato? Abbiamo il coraggio di chiedere l'argomento svolto in prima ai ragazzi di seconda e prendere nota di cosa i ragazzi hanno appreso davvero ?

E' un falso problema.
A parte alcuni contenuti che fanno parte dei cosiddetti "saperi di base" (ad esempio regole grammaticali e sintattiche, operazioni matematiche e algebriche e così via) è assolutamente normale e sano che l'alunno non ricordi le cose fatte l'anno prima o anche a inizio dello stesso anno, specie nelle materie in cui non c'è una propedeuticità accentuata.
Quello che hanno imparato, e credo siano d'accordo anche i pedagogisti, è un metodo di studio, la necessità di impegno, la capacità di distinguere tra contenuti principali e secondari; contenuti che magari ritorneranno alla mente quando, più in là, serviranno. Quando a scuola sarà chiesto loro di ritornare sopra o di rinverdire un argomento già trattato, gli alunni faranno riferimento anche inconsapevolmente a quanto appreso e poi dimenticato, definizione che in genere si dà alla cultura.
Mi pare evidente che nessuno si ricordi la data di inizio delle guerre puniche; ma magari più in là, dovendo studiare alle superiori o all'università i rapporti di forza tra le potenze regionali in area mediterranea del III secolo, gli alunni lo faranno con una consapevolezza diversa.
Anche la nozione che si dimentica fa metodo e fa cultura; forse non è una cosa spendibile direttamente sul mercato del lavoro come le mitiche competenze, ma contribuisce sicuramente alla crescita dell'individuo.
Mi sbaglierò ma ho sempre avuto la sensazione che i nostri docenti ci abbiano frantumato le palle con 100 nozioni con l'unico scopo che sul lungo periodo ce ne ricordassimo 10.

Sono convinto che pretendevano che sapessimo i 7 Re di Roma, perchè studiarli e ripeterli per il giorno dopo richiedeva un'ora di studio, e con un'ora di studio ti saresti ricordato per sempre che Roma è stata prima di tutto una monarchia.

Pascoli chi ? Quello della cavallina storna ? Come faceva già ? Bhoo .... comunque dai Pascoli, c'era uno che si chiamava così
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 8:30 pm

mac67 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Mi sono fermato quando ho trovato (ed ero sicuro di trovarla) la solita accoppiata:

1) tirata contro le competenze, il male assoluto
2) la difesa della vecchia scuola, che non si è mai fermata alle semplici conoscenze ma ha sempre richiesto una rielaborazione critica e autonoma (cioè le competenze)

Sono l'unico che vede questa contraddizione?

Io non vedo alcuna contraddizione.
La capacità di rielaborazione e di critica autonoma si hanno a partire dai contenuti studiati e sono sempre state concepite come un livello più alto di conoscenza.
i teorici della didattica per competenze invece postulano che  possano esistere competenze senza conoscenze, il che  è un assurdità.
A dire il vero no: i veri teorici della didattica per competenze non fanno a meno delle conoscenze ("non mi importa quel che sa, ma quel che sa fare con quel che sa"", quindi deve sapere, ma non basta). Poi ci sono i competentisti de noantri che fraintendono e pensano che si possa essere competenti senza sapere.
Quelli che dicono che la didattica per competenze va meglio per DSA, H, BES e fancazzisti.

Proprio perchè non richiederebbe (secondo loro) di studiare a casa.

Non capiscono che la vera didattica per competenze è più difficile di quella standard, perchè richiede un passo finale aggiuntivo.


Ultima modifica di avidodinformazioni il Lun Giu 26, 2017 9:18 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 8:57 pm

mac67 ha scritto:

Che sia la scoperta dell'acqua calda lo dico da tempo. Solo che lo è per noi che abbiamo studiato e insegniamo materie scientifiche. Lo è meno per altri colleghi.

Quante volte hai sentito dire "gli ho dato 6 perché è venuto a ripetermi tutto il programma?".

Sinceramente mi viene difficile pensare a verifiche di storia, filosofia, inglese, italiano e latino in cui si valuti solo la capacità di ripetere a memoria un argomento.
Non nego che vi siano docenti che operano in tal  modo, tuttavia non credo affatto che nel passato il numero di costoro fosse più alto.
Per cui un conto è auspicare che sempre meno docenti premino la ripetizione a pappardella, un altro è stravolgere il senso delle discipline fino a trasformarle in un qualcosa di profondamente diverso da quello che sono in nome dell'ideologia delle competenze.
Anni fa, ad esempio, assistetti a un seminario tenuto da un esperto di didattica che competenze il quale, con una sicurezza degna di miglior causa, affermava che "non esiste la matematica, esistono solo le applicazioni della matematica". E noi dovremmo perdere tempo a discutere con gente simile?
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 9:15 pm

comp_xt ha scritto:

Sinceramente mi viene difficile pensare a verifiche di storia, filosofia, inglese, italiano e latino in cui si valuti solo la capacità di ripetere a memoria un argomento.
Non nego che vi siano docenti che operano in tal  modo, tuttavia non credo affatto che nel passato il numero di costoro fosse più alto.

Che il numero sia cresciuto, diminuito o rimasto uguale, rimane il fatto che docenti così ce ne sono e tu sei fortunato a non averne intorno.


comp_xt ha scritto:

Anni fa, ad esempio, assistetti a un seminario tenuto da un esperto di didattica che competenze il quale, con una sicurezza degna di miglior causa, affermava che "non esiste la matematica, esistono solo le applicazioni della matematica". E noi dovremmo perdere tempo a discutere con gente simile?

Tipico caso di "incompetente" a cui non dedicare nemmeno un secondo.
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