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ushikawa

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MessaggioTitolo: l'avete mai letto?   Dom Giu 25, 2017 4:57 pm

Promemoria primo messaggio :

A proposito di competenze e pedagogismo, un interessantissimo e lunghissimo articolo che risale a novembre del 2010

http://www.lacropoli.it/articolo.php?nid=790
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Lun Giu 26, 2017 9:35 pm

mac67 ha scritto:


Che il numero sia cresciuto, diminuito o rimasto uguale, rimane il fatto che docenti così ce ne sono e tu sei fortunato a non averne intorno.

Non ho mai negato che esistano docenti di questo tipo, così come esistono docenti fannulloni, docenti ignoranti, docenti con evidenti patologie psichiatriche e via dicendo.
Ciò che contesto è che sia necessaria una nuova didattica per contrastare un approccio, portato avanti da una infima minoranza di docenti, che è sempre stato ampiamente stigmatizzato.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mar Giu 27, 2017 6:51 am

L'articolo si concentra molto sulle superiori, dove l'apporto delle discipline è fondamentale (e su questo credo che siamo tutto d'accordo).

Purtroppo per noi un certo tipo di approccio pedagogico e didattico è largamente prevalente alla primaria, dove quel briciolo di sano nozionismo che sarebbe utile viene sempre più evitato, mentre la didattica è sempre più incentrata sull'aspetto ludico-partecipativo; il risultato evidente a chi lavora alle medie è che arrivano alunni sempre più poveri dei necessari saperi di base e sempre meno scolarizzati.

E' una cosa che si riflette anche nelle indicazioni nazionali per la primaria, apparentemente schizofreniche: ad esempio per storia e geografia, materie evidentemente ritenute dal ministero prevalentemente nozionistiche, si è adottato un approccio eccessivamente lento e cauto e anti-nozionistico, che produce una spaventosa ignoranza geografica e storica che poi si riflette alle medie; al contrario per matematica il programma è talmente zeppo di nozioni da penalizzare proprio le capacità di calcolo di base. Inoltre il tipo di apprendimento affrontato alle elementari, che sembra escludere lo sforzo individuale, porta gli alunni ad essere del tutto impreparati alle medie dove l'impostazione per discipline rende necessario quello sforzo.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mar Giu 27, 2017 3:21 pm

per chi volesse invece capire cosa sono le competenze, il libro gratuito di Da Re di Pearson

http://guamodi.blogspot.it/2016/01/la-didattica-per-competenze-in-un-libro.html
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 8:52 am

ushikawa ha scritto:
geo&geo ha scritto:
(...) i ragazzi che escono dalle nostre aule cosa hanno imparato? Abbiamo il coraggio di chiedere l'argomento svolto in prima ai ragazzi di seconda e prendere nota di cosa i ragazzi hanno appreso davvero ?

E' un falso problema.
A parte alcuni contenuti che fanno parte dei cosiddetti "saperi di base" (ad esempio regole grammaticali e sintattiche, operazioni matematiche e algebriche e così via) è assolutamente normale e sano che l'alunno non ricordi le cose fatte l'anno prima o anche a inizio dello stesso anno, specie nelle materie in cui non c'è una propedeuticità accentuata.
Quello che hanno imparato, e credo siano d'accordo anche i pedagogisti, è un metodo di studio, la necessità di impegno, la capacità di distinguere tra contenuti principali e secondari; contenuti che magari ritorneranno alla mente quando, più in là, serviranno. Quando a scuola sarà chiesto loro di ritornare sopra o di rinverdire un argomento già trattato, gli alunni faranno riferimento anche inconsapevolmente a quanto appreso e poi dimenticato, definizione che in genere si dà alla cultura.
Mi pare evidente che nessuno si ricordi la data di inizio delle guerre puniche; ma magari più in là, dovendo studiare alle superiori o all'università i rapporti di forza tra le potenze regionali in area mediterranea del III secolo, gli alunni lo faranno con una consapevolezza diversa.
Anche la nozione che si dimentica fa metodo e fa cultura; forse non è una cosa spendibile direttamente sul mercato del lavoro come le mitiche competenze, ma contribuisce sicuramente alla crescita dell'individuo.

Tu pensi che sia un falso problema, secondo me il problema è proprio - esattamente - questo. Quello che scrivi tu vale solo per una frazione molto piccola di studenti. Se non c'è un lavoro pianificato, organizzato, "pensato" da noi docenti, che insegni quello che ho evidenziato in neretto (in sostanza: cosa farsene dei contenuti imparati a scuola, come organizzarli, come gestirli, come utilizzarli), questo processo - la maggior parte delle volte - non avviene.
Non chiamiamole competenze, chiamiamole ... chessò: "acquacalda", va bene lo stesso.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 9:56 am

Mi pare che tu parta da un pregiudizio non verificato, quello cioè secondo il quale la maggior parte degli insegnanti di 20,30,40 anni fa e quelli "tradizionalisti" o frontalisti di oggi non facciano un lavoro pianificato, pensato, organizzato, che buttino là nozioni senza curarsi di come gestirle, che non adottino (come invece fanno da sempre) strategie individualizzate. Insomma il classico stereotipo dell'insegnante incompetente e fannullone, che legge in classe il giornale, maltratta gli alunni, si occupa solo di trasmettere nozioni. Un po' come i neri che hanno il ritmo nel sangue, i meridionali indolenti, i meneghini furbi e operosi e così via. Poi è ovvio che c'è chi lavora meglio e chi lavora peggio, ieri come oggi, che ci sia una minoranza di insegnanti poco attenta agli alunni e troppo incentrata sui contenuti... Ma, ad esempio, il fatto che alle elementari io abbia imparato, più o meno a memoria, le regioni e le province d'Italia, costituisce parte del mio bagaglio culturale, che mi è stato utile in mille occasioni; cosa che oggi, in nome di un malinteso attivismo e del contrasto a un presunto nozionismo recepiti dalle indicazioni nazionali, non si fa più, con un impoverimento dei saperi di base degli alunni. 
Molti dei sostenitori delle strategie didattiche attiviste o strutturaliste sono quelli che hanno avuto cattivi insegnanti che hanno fatto loro detestare scuola e discipline.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 10:22 am

Regioni,province (quelle che esistevano all epoca), fiumi, laghi, montagne,valichi ecc ecc.
La cara mia maestra nunzia, che mi ha dato una preparazione di base eccezionale, tra un mese passato al banco dell asino, n sculacciate e i "malissimo " scritti rosso sangue e sottolineati dieci volte .
Stranamente nessuno di noi ha riportato traumi o Sindromi da Stress Post Traumatico come i reduci del Vietnam come i fuffi vogliono farci credere
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 12:59 pm

Cerco di interpretare quello che leggo, mi sforzo di non farti dire cose che non hai scritto e mi piacerebbe che tu facessi altrettanto.
Ti aiuto io, comunque :-)

Io non penso che ...
"la maggior parte degli insegnanti di 20,30,40 anni fa e quelli "tradizionalisti" o frontalisti di oggi non facciano un lavoro pianificato, pensato, organizzato, che buttino là nozioni senza curarsi di come gestirle, che non adottino (come invece fanno da sempre) strategie individualizzate. Insomma il classico stereotipo dell'insegnante incompetente e fannullone, che legge in classe il giornale, maltratta gli alunni, si occupa solo di trasmettere nozioni".

Penso invece che ...
un numero elevato di insegnanti non si ponga (abbastanza) il problema di organizzare e pensare la propria azione didattica per fare in modo che i loro studenti apprendano i contenuti delle discipline in modo "significativo" per la loro vita, selezionando gli argomenti essenziali in vista di questo scopo.

Per la geografia con me sfondi una porta aperta (a cosa credi che si riferisca uno dei geo del mio nickname): ma devi anche dirmi chi obbliga le maestre e le/gli insegnanti di scuola media di lettere a NON insegnare "Regioni,province (quelle che esistevano all epoca), fiumi, laghi, montagne,valichi ecc ecc. " come la mitica maestra Nunzia di Masaniello, ma senza bisogno di sculacciare nessuno...
Ho sott'occhio le Indicazioni Nazionali, per la geografia c'è un po' troppa fuffa secondo me, ma ormai dovremmo essere diventati bravi a sfrondare ed arrivare all'essenziale, che c'è. Non è che la geografia non la insegna chi non la sa?
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 3:12 pm

geo&geo ha scritto:
Penso invece che ...
un numero elevato di insegnanti non si ponga (abbastanza) il problema di organizzare e pensare la propria azione didattica per fare in modo che i loro studenti apprendano i contenuti delle discipline in modo "significativo" per la loro vita, selezionando gli argomenti essenziali in vista di questo scopo.

Forse è vero che un numero elevato di insegnanti non si pone il problema (riassumo) dell'apprendimento "significativo" dei contenuti; ma questo secondo me è davvero l'ultimo dei problemi, perché il vero contenuto dell'apprendimento non è la nozione, ma lo studio. Invece i fautori della didattica costruttivista, contraddicendo loro stessi, sotto sotto ritengono che il contenuto dell'apprendimento siano le nozioni, anche se sotto forma di nozioni significative, apprendimento autentico e così via. E' per questo che anche mettendo le nozioni in forma di apprendimento significativo o di compito autentico i risultati non cambiano particolarmente. 

Faccio degli esempi dalla mia realtà quotidiana.

Tra i miei colleghi sono uno dei pochi che si ponga il problema dell'apprendimento "significativo" dei contenuti, che imposto "a favoletta" (come mi diceva una collega che purtroppo non c'è più) cercando di agganciarmi all'esperienza, al vissuto quotidiano degli alunni. Malgrado ciò mi accorgo che l'apprendimento diventa realmente significativo solo per gli alunni curiosi e motivati; al contrario la maggior parte degli alunni non apprende / non capisce perché, sostanzialmente, non studia (magari ritenendo che, avendo capito in classe grazie alla "lezione a favoletta", non ce ne sia bisogno, o magari perché non gli è stato insegnato a farlo). Un'altra parte degli alunni preferisce studiare a memoria senza capire molto. Ovviamente cerco di rispettare i livelli di partenza (purtroppo ogni anno più bassi, grazie alle scelte didattiche delle colleghe delle elementari) e di adattare le strategie agli alunni che ho di fronte e al loro apprendimento; quando lo ritengo opportuno, provo anche tecniche di cooperative learning, di flipped, di role playing, di jigsaw non strutturato, con risultati mai eclatanti. Però tutto ciò non basta.

Al contrario la mia collega di musica, che ignora completamente il dibattito sulle metodologie didattiche (e forse fa bene) ha una parte di programma di storia della musica, per il quale gli alunni imparano le "nozioni" sui vari movimenti musicali della storia (quando si è diffuso, perché, maggiori esponenti, caratteristiche ecc.) senza che gli alunni ascoltino niente del pezzo jazz, barocco, dodecafonico, sinfonico classico, madrigale, gregoriano, indie rock, folk e così via. Cioè gli alunni mandano a memoria delle definizioni che in definitiva non li riguardano minimamente.

Un'altra collega di matematica e scienze invece tratta quest'ultima disciplina esclusivamente in maniera laboratoriale e non teorica, portando ogni volta appresso un armamentario per esperimenti chimici, fisici, microscopi e così via, con il risultato di interessare una cerchia di curiosi, mentre il resto della classe fa confusione.

Alla fine il risultato è lo stesso. Nella maggior parte dei casi avviene che il più degli alunni non impara alcunché; gli alunni curiosi e motivati escono arricchiti di stimoli e di cultura; gli alunni diligenti imparano le cose a memoria. La percentuale di alunni che escono arricchiti di stimoli sale con alcuni colleghi molto bravi, ma non tanto in base al metodo adottato, ma in base alla motivazione dell'insegnante e degli alunni, cioè in base alla qualità della relazione educativa. Lo stesso insegnante "bravo" e motivato ottiene risultati nettamente più modesti nella classe "brutta", allo stesso modo in cui l'insegnante "modesto" ottiene buoni risultati nella classe miracolosamente "buona". Questa semplice constatazione è confermata dalle ricerche scientifiche sull'apprendimento.

In definitiva mi sono convinto che il problema non è il metodo adottato e neanche l'apprendimento significativo dei contenuti, ma incentivare la motivazione e l'impegno. Ti posso insegnare moltissimo anche facendo un anno di lezione su qualcosa di difficilmente spendibile, come la riproduzione degli aracnidi, mentre magari non ti insegno nulla cercando di agganciare alla tua esperienza i contenuti.

Che poi l'esperienza di questi ragazzi è sempre più povera: gli interessi dei maschietti delle medie sono spessissimo limitati alla scuola calcio, inopinatamente diventata un must, quelli delle femminucce alle scorribande sul gruppo wa; l'osservazione della natura e della realtà circostante, l'esplorazione degli spazi aperti, l'interesse relazionale per l'altro, per amicizia o interesse erotico sono cose passate in secondo piano, sostituite da bolle di protezione faticosamente allestite dai genitori, tra cui la più pervasiva ed esclusiva è la realtà virtuale.


Ultima modifica di ushikawa il Mer Giu 28, 2017 3:27 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 3:21 pm

geo&geo ha scritto:
Per la geografia con me sfondi una porta aperta (a cosa credi che si riferisca uno dei geo del mio nickname): ma devi anche dirmi chi obbliga le maestre e le/gli insegnanti di scuola media di lettere a NON insegnare "Regioni,province (quelle che esistevano all epoca), fiumi, laghi, montagne,valichi ecc ecc. " come la mitica maestra Nunzia di Masaniello, ma senza bisogno di sculacciare nessuno...
Ho sott'occhio le Indicazioni Nazionali, per la geografia c'è un po' troppa fuffa secondo me, ma ormai dovremmo essere diventati bravi a sfrondare ed arrivare all'essenziale, che c'è. Non è che la geografia non la insegna chi non la sa?

Per la geografia le IN sono quasi tutta fuffa: alto, basso, avanti, dietro, i climi, la mia città... e la preoccupazione principale sembra quella di evitare che gli alunni affermino che "Milano sta più in alto di Roma". Un approccio analogo è adottato anche in storia, con un intero anno dedicato alla preistoria e il programma che al massimo arriva agli antichi romani...
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 5:37 pm

ushikawa ha scritto:
geo&geo ha scritto:
Per la geografia con me sfondi una porta aperta (a cosa credi che si riferisca uno dei geo del mio nickname): ma devi anche dirmi chi obbliga le maestre e le/gli insegnanti di scuola media di lettere a NON insegnare "Regioni,province (quelle che esistevano all epoca), fiumi, laghi, montagne,valichi ecc ecc. " come la mitica maestra Nunzia di Masaniello, ma senza bisogno di sculacciare nessuno...
Ho sott'occhio le Indicazioni Nazionali, per la geografia c'è un po' troppa fuffa secondo me, ma ormai dovremmo essere diventati bravi a sfrondare ed arrivare all'essenziale, che c'è. Non è che la geografia non la insegna chi non la sa?

Per la geografia le IN sono quasi tutta fuffa: alto, basso, avanti, dietro, i climi, la mia città... e la preoccupazione principale sembra quella di evitare che gli alunni affermino che "Milano sta più in alto di Roma". Un approccio analogo è adottato anche in storia, con un intero anno dedicato alla preistoria e il programma che al massimo arriva agli antichi romani...
Che poi è vero:

Milano 122 m s.l.m.
Roma 21 m s.l.m.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Giu 28, 2017 5:46 pm

Milano alta ,nobile,pura come una fonte alpina d alta quota..da cui il famoso detto "Una Milano da bere"
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 1:57 pm

comp_xt ha scritto:

L'autore presenta una lucida analisi di un processo che parte da lontano e che ancora oggi non è terminato.
Quello che stupisce è che gran parte dei docenti non lo ha ancora capito e continua a lamentarsi per l'ignoranza dei propri studenti o per l'aggravio di burocrazia, senza comprendere però che tutto ciò è funzionale a un ben preciso disegno.
Il ptof, il rav, i pdp, la didattica per competenze, l'Invalsi,... non nascono dall'incompetenza o dalla cattiva gestione della macchina amministrativa da parte dei funzionari del Miur, ma rispondono ad una precisa idea di scuola e di insegnante, idea che si vuole imporre secondo una bieca logica totalitaria.
Eppure anche in questo forum c'è chi sostiene che le varie riforme non hanno inciso sulla libertà di insegnamento.
Poveri illusi! La grave colpa della nostra categoria è quella di non aver capito la gravità di quello che stava avvenendo e di credere che i pedagogisti e gli psicologi potessero davvero fornire un aiuto alla scuola, risolvendo dall'alto della loro scienza, le difficoltà dei docenti.
Insomma, è stato come consegnare le chiavi di casa ai ladri, dimenticandosi fra l'altro che se i corsi di laurea in pedagogia e in psicologia sono sempre stati fra i più facili, forse qualche dubbio sul loro livello culturale sarebbe dovuto venire.
Oggi c'è poco da fare, questa ideologia cialtrona domina il Miur e viene imposta nella scuola.
Alla primaria i docenti sono quasi tutti allineati con i nuovi orientamenti, qualche resistenza vi è ancora nella secondaria. Per quanto tempo ancora? Io ad esempio mi sono stancato di fare battaglie in solitudine o quasi in collegio docenti, fra colleghi filogovernativi che tessono le lodi della didattica per competenze e dell'alternanza scuola lavoro nei licei, fra colleghi che si inventano progetti vari per avere in cambio qualche centinaio di euro dal fondo di istituto e soprattutto fra colleghi che non vogliono rogne e approvano tutto, basta che la riunione finisca quanto prima, salvo poi lamentarsi di ciò che loro stessi hanno votato.
Un nuovo corso non può partire dai docenti, ancor più perché il maggior conformismo si mostra spesso fra i docenti più giovani (e comunque le nuove leve di docenti saranno coloro che sono stati formati nella "nuova scuola").
Non può partire dalla politica perché non vedo, nemmeno nei partiti di opposizioni, partiti o gruppo in  grado di comprendere il motivo della crisi della scuola (la Lega è ancorata alla logica del docente nullafacente che lavora 18 ore alla settima e fa tre mesi di vacanza; il M5S ha partorito un programma per la scuola banale e insipido).
Bisogna solo attendere che il sistema imploda sotto il peso delle sue contraddizioni. A quel punto qualcuno capirà che bisogna cacciare a calci in culo i pedagogisti di regime e tutti coloro che danno loro retta.

Bellissimo commento, mi fa piacere sapere che in giro ci sono docenti come comp_xt; se i docenti la pensassero tutti come comp_xt, ci potrebbero essere speranze per la nascita di un nuovo corso per la scuola italiana.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 2:11 pm

comp_xt ha scritto:
L'autore presenta una lucida analisi di un processo che parte da lontano e che ancora oggi non è terminato.
Quello che stupisce è che gran parte dei docenti non lo ha ancora capito e continua a lamentarsi per l'ignoranza dei propri studenti o per l'aggravio di burocrazia, senza comprendere però che tutto ciò è funzionale a un ben preciso disegno.
Il ptof, il rav, i pdp, la didattica per competenze, l'Invalsi,... non nascono dall'incompetenza o dalla cattiva gestione della macchina amministrativa da parte dei funzionari del Miur, ma rispondono ad una precisa idea di scuola e di insegnante, idea che si vuole imporre secondo una bieca logica totalitaria.
Oggi c'è poco da fare, questa ideologia cialtrona domina il Miur e viene imposta nella scuola.

Ciò che è poco chiaro è perché si vuole imporre questa visione di scuola (per avere un popolo di ignoranti da governare meglio?) e da quale pulpito viene questa ideologia.
E perché poi i docenti dovrebbero obbedire a questa logica totalitaria? Un tempo si parlava di "obiezione di coscienza"; è lecito per un docente che crede nella sua disciplina e nella trasmissione del sapere ai discenti rifiutare di occuparsi di ptof, rav, pdp, bes, dsa, ecc...? A chi si potrebbe chiedere aiuto per far valere i propri diritti di libera docenza? Al sindacato?
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 2:41 pm

Pensate agli ambiti specifici della piattaforma S.O.F.I.A. (che di σοφία ha ben poco!) :
1)Alternanza scuola-lavoro;
2)Bisogni individuali e sociali dello studente;
3)Cittadinanza attiva e legalità;
4)Conoscenza e rispetto della realtà naturale e ambientale;
5)Dialogo interculturale e interreligioso;
6)Inclusione scolastica e sociale;
7)Educazione alla cultura economica;
8)Gestione della classe e problematiche relazionali;
9)Orientamento e dispersione scolastica;
10)Didattica singole discipline previste dagli ordinamenti

Pensate ora a un docente di elettronica, laureatosi con lode al politecnico di Torino, che ha conseguito pure il dottorato di ricerca e che per motivi vari si ritrovi a fare l'insegnante in un istituto tecnico. Tra i 10 ambiti elencati, tale docente potrebbe essere interessato soltanto all'ultimo; perché dovrebbe essere costretto a seguire pure corsi relativi agli altri ambiti elencati? Costringere un tale docente a seguire corsi di formazione obbligatoria in settori in cui non prova alcun interesse è un'offesa a quel docente e ai tanti e preziosi anni passati a studiare diodi, transistor, inverter, tiristori e compagnia bella. E a coloro che hanno proposto la formazione obbligatoria per i docenti in ambiti che poco o nulla hanno a che fare con la disciplina conosciuta da un docente, andrebbe detto:

"Come vi sentireste voi se vi costringessero a seguire dei corsi in ambiti e discipline che non amate? Come vi sentireste voi se vi costringessero a fare cose che non hanno nulla a che fare con il vostro percorso di studi e con la laurea che avete conseguito?"
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 3:37 pm

Pensate poi a queste domande del concorso docenti 2017:

"Il candidato illustri cosa si intende per abbandono scolastico o dispersione scolastica e la strategia
presentata dalla Commissione Europea al fine di favorire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva."  (per docenti di disegno e storia dell'arte)

"Il candidato indichi quale possa essere il ruolo giocato dall'orientamento fornito agli studenti delle superiori nel corso dell'ultimo anno, e quali elementi ne potrebbero aumentare l'efficacia." (per docenti di storia e filosofia)

"Il candidato fornisca una panoramica delle tipologie di prove atte al rilevamento dei bisogni, dovuto
all'elevato numero di alunni stranieri in continuo aumento, in una classe di propria scelta." (per docenti di fisica)

"Il candidato, nell'ambito delle scienze, proponga per una prima classe di scuola secondaria di primo grado, un percorso didattico laboratoriale che valorizzi le competenze che uno studente straniero già possiede." (per docenti di scienze)

"Definire le possibili attività atte a favorire una presa di coscienza degli stereotipi di genere che
possono condizionare sia gli orientamenti scolastico-formativi sia quelli professionali, per aiutare i soggetti a rischio di discriminazione ad acquisire le capacità di combattere e superare le prassi discriminatorie." (per docenti di tecnologie tessili)

"Il candidato illustri, specificando il contesto e in presenza di studenti stranieri, come impostare la
discussione di esperimenti aleatori in modo da favorire l'integrazione all'interno della classe." (per docenti di scienze matematiche applicate)

"Nell'ambito delle linee guida degli istituti tecnici e professionali, grande rilievo rivestono i temi della
legalità e della cittadinanza attiva. Il candidato descriva, dopo aver specificato a quale classe è destinata la
progettazione, quali sono i traguardi per lo sviluppo delle competenze chiave nel quadro della piena
consapevolezza del ruolo attivo di cittadinanza." (per docenti della classe B03, Laboratori di Fisica*)

Vi chiedo: è giusto che un professore venga valutato da simili domande? Anche ai tempi del duce i docenti venivano valutati così? Uno potrebbe essere un genio della sua disciplina e allo stesso tempo non saper rispondere adeguatamente a tali domande. Perché tali domande devono ostacolare un dottore di ricerca geniale che per mancanza di fondi non ha trovato posto nell'università italiana e che sogna di entrare di ruolo nella scuola per insegnare la sua disciplina?

* cosa avrebbero risposto a una tale domanda i ragazzi di via Panisperna?
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 4:29 pm

comp_xt ha scritto:

Il ptof, il rav, i pdp, la didattica per competenze, l'Invalsi,... rispondono ad una precisa idea di scuola e di insegnante, idea che si vuole imporre secondo una bieca logica totalitaria.
Insomma, è stato come consegnare le chiavi di casa ai ladri, dimenticandosi fra l'altro che se i corsi di laurea in pedagogia e in psicologia sono sempre stati fra i più facili, forse qualche dubbio sul loro livello culturale sarebbe dovuto venire.
Oggi c'è poco da fare, questa ideologia cialtrona domina il Miur e viene imposta nella scuola.
Io ad esempio mi sono stancato di fare battaglie in solitudine o quasi in collegio docenti, fra colleghi filogovernativi che tessono le lodi della didattica per competenze e dell'alternanza scuola lavoro nei licei, fra colleghi che si inventano progetti vari per avere in cambio qualche centinaio di euro dal fondo di istituto e soprattutto fra colleghi che non vogliono rogne e approvano tutto, basta che la riunione finisca quanto prima, salvo poi lamentarsi di ciò che loro stessi hanno votato.

Una soluzione a questi problemi potrebbe essere quella di introdurre nella scuola delle figure professionali (alternative ai docenti) che si occupino di certe questioni. Ci vorrebbe delle persone diverse dai docenti curricolari che si occupino di ptof, rav, pdp,bes, ecc...Se come hai scritto i corsi di laurea in pedagogia e psicologia sono sempre stati fra i più facili (tra l'altro, per aumentare la veridicità di questa affermazione, ho sentito di persone che si sono laureate in queste discipline in brevissimo tempo; ovviamente ci saranno stati anche psicologi e pedagogisti in gamba, però se su un sito c'è scritto che la percentuale dei laureati fuori corso in psicologia è la più bassa, qualcosa vorrà significare) e quindi in giro forse ci sono tanti disoccupati laureati in queste discipline, perché le scuole non assumono psicologi e pedagogisti a cui affidare l'incarico di occuparsi di certe questioni? Una delle cose che non funzionano nella scuola è proprio quella di pretendere dai docenti cose che non hanno a che fare con il loro percorso di studi universitario. Tanti docenti vogliono insegnare le loro discipline, non fare gli assistenti sociali. E' quasi una follia pretendere da una persona qualcosa per la quale non ha alcuna passione. Ai docenti dovrebbero chiedere il sapere disciplinare come avveniva un tempo, non come è avvenuto negli ultimi anni, in cui hanno preteso conoscenze "fuffopsicopedagodidattiche" (dispersione scolastica, inclusione, orientamento, stranieri, immigrati, bullismo, .... oh? ma stiamo a scherzà? Ma vi rendete conto che molti docenti all'università hanno fatto tutt'altro? Un docente di elettronica che ha sudato e faticato su semiconduttori, convertitori AD\DA, MOSFET, BJT, RLC,... potrebbe sentirsi gravemente "offeso" da queste pretese ministeriali, dopo aver fatto per anni cose ben diverse).
Pertanto, la soluzione è che se proprio dalla scuola si vuole l'assistenza sociale, questa assistenza la chiedessero a persone competenti in materia come psicologi, sociologi e pedagogisti, e non ai docenti curricolari, che sono esperti di ben altro.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 4:38 pm

Questa logorrea non mi è nuova ...
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donadoni



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 5:11 pm

in alcune scuole "professionali" non è utile neanche l'ingegnere elettronico uscito dal politecnico.....basta un bravo elettricista!!!! I ragazzi che escono ora dai professionali non sanno fare praticamente niente! E comunque forse l'ingegnere uscito dal politecnico che si ritrova ad insegnare in un professionale dovrà iniziare a studiare qualcosa sulla gestione della classe e sulla relazione docente figlio di buona donna di 14 anni perchè sennò si ritroverà velocemente alla neuro.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 5:29 pm

donadoni ha scritto:
in alcune scuole "professionali" non è utile neanche l'ingegnere elettronico uscito dal politecnico.....basta un bravo elettricista!!!! I ragazzi che escono ora dai professionali non sanno fare praticamente niente! E comunque forse l'ingegnere uscito dal politecnico che si ritrova ad insegnare in un professionale dovrà iniziare a studiare qualcosa sulla gestione della classe e sulla relazione docente figlio di buona donna di 14 anni perchè sennò si ritroverà velocemente alla neuro.

Il problema è l'obbligo scolastico. La scuola dovrebbe essere un luogo in cui chi va, va perché è interessato ad apprendere. Facciamo l'esempio del pescivendolo. Se uno vuole comprare 1 kg di cozze, va dal pescivendolo e gli dice: "Mi puoi dare 1 kg di cozze?". Il pescivendolo allora provvede a servire il suo cliente, dandogli il kg di cozze pescato il giorno precedente. E il cliente torna a casa contento con il suo bel chilo di cozze. La scuola dovrebbe essere come il negozio del pescivendolo. Se uno va a scuola, si dovrebbe presumere che uno ci va perché vuole qualcosa dal docente, vuole apprendere, vuole acquistare del "sapere" (che si potrebbe paragonare alle cozze). Che senso avrebbe andare dal pescivendolo per dare fastidio? E che senso avrebbe per il quattordicenne figlio della buona donna andare a scuola se poi non ha alcun interesse per quello che dice l'ingegnere del politecnico? Il problema, ripeto, è l'obbligo scolastico, che andrebbe abolito. Come ha scritto il pedagogista Umberto Tenuta "all' inizio di ogni processo conoscitivo e apprenditivo, così come di ogni azione umana, sta un amore, un desiderio, una motivazione: la filosofia è amore del sapere e la parola studente deriva dal latino studium che significa amore, passione, piacere dello studio. Lo studente, da studium, è colui che ama sapere e quindi ha lo stesso significato della parola filosofia (filo, amore, sofia, sapere)." Studente deriva dunque da studium che in latino significa anche "passione, desiderio, impulso interiore". Se uno non vuole essere "studente", è meglio che faccia altro nella vita, perché dovrebbe essere costretto a fare cose per cui non ha alcuna passione?
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Mer Lug 05, 2017 6:29 pm

1877 obbligo scolastico fino a 9 anni
1904 obbligo scolastico fino a 12 anni
1962 scuola media unica, obbligo scolastico fino a 14 anni
2004 obbligo di formazione fino a 18 anni, obbligo scolastico fino a 16 anni

e TUTTE le volte, giuro, qualcuno sui forum ha proclamato che i problemi della scuola dipendevano dall'obbligo scolastico. C'era uno nel 1905 che si lamentava in continuazione di non riuscire ad insegnare la sua disciplina per colpa degli studenti di 10 anni, che dovevano piuttosto andare a zappare la terra perché non amavano abbastanza il sapere.

Certo, al limite, per n= numero di studenti tendente a zero, i problemi miracolosamente spariscono.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Ven Lug 07, 2017 8:44 am

mac67 ha scritto:
Questa logorrea non mi è nuova ...
Wow, il livello si sta alzando velocemente! Finirà che battiamo di gran lunga i thread dell'anno scorso! Sarà un'estate entusiasmante, lo sento.

Per fortuna è logorrea e non diarrea, e meno male che non è scrittura automatica! Ci sono storie inquietanti su quest'ultima, e guarda un po' (come direbbe l'emerito Giulio Cesare Barozzi), hanno a che fare con veggenti ed entità di dubbia provenienza!
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Ven Lug 07, 2017 9:46 am

Ospite ha scritto:
Pensate poi a queste domande del concorso docenti 2017:

"Il candidato illustri cosa si intende per abbandono scolastico o dispersione scolastica e la strategia
presentata dalla Commissione Europea al fine di favorire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva."  (per docenti di disegno e storia dell'arte)

"Il candidato indichi quale possa essere il ruolo giocato dall'orientamento fornito agli studenti delle superiori nel corso dell'ultimo anno, e quali elementi ne potrebbero aumentare l'efficacia." (per docenti di storia e filosofia)

"Il candidato fornisca una panoramica delle tipologie di prove atte al rilevamento dei bisogni, dovuto
all'elevato numero di alunni stranieri in continuo aumento, in una classe di propria scelta." (per docenti di fisica)

"Il candidato, nell'ambito delle scienze, proponga per una prima classe di scuola secondaria di primo grado, un percorso didattico laboratoriale che valorizzi le competenze che uno studente straniero già possiede." (per docenti di scienze)

"Definire le possibili attività atte a favorire una presa di coscienza degli stereotipi di genere che
possono condizionare sia gli orientamenti scolastico-formativi sia quelli professionali, per aiutare i soggetti a rischio di discriminazione ad acquisire le capacità di combattere e superare le prassi discriminatorie." (per docenti di tecnologie tessili)

"Il candidato illustri, specificando il contesto e in presenza di studenti stranieri, come impostare la
discussione di esperimenti aleatori in modo da favorire l'integrazione all'interno della classe." (per docenti di scienze matematiche applicate)

"Nell'ambito delle linee guida degli istituti tecnici e professionali, grande rilievo rivestono i temi della
legalità e della cittadinanza attiva. Il candidato descriva, dopo aver specificato a quale classe è destinata la
progettazione, quali sono i traguardi per lo sviluppo delle competenze chiave nel quadro della piena
consapevolezza del ruolo attivo di cittadinanza." (per docenti della classe B03, Laboratori di Fisica*)

Vi chiedo: è giusto che un professore venga valutato da simili domande? Anche ai tempi del duce i docenti venivano valutati così? Uno potrebbe essere un genio della sua disciplina e allo stesso tempo non saper rispondere adeguatamente a tali domande. Perché tali domande devono ostacolare un dottore di ricerca geniale che per mancanza di fondi non ha trovato posto nell'università italiana e che sogna di entrare di ruolo nella scuola per insegnare la sua disciplina?

* cosa avrebbero risposto a una tale domanda i ragazzi di via Panisperna?

Nessuno risponde? Questo mi sembra un argomento serio.
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@melia

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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Ven Lug 07, 2017 9:54 am

Serio sì, ma ci ha lasciato senza parole.
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Ven Lug 07, 2017 10:21 am

@melia ha scritto:
Serio sì, ma ci ha lasciato senza parole.

Le tracce sono scaricabili digitando su google "concorso docenti miur" e andando alla sezione "prove suppletive".
Mi chiedo come si possa giudicare un docente da tali domande. Da una parte c'è il rischio di non assumere persone davvero preparate nella loro disciplina ma con poche conoscenze pedagogiche (e da notare che ho saputo che alcune delle questioni pedagogiche che sono state chieste al concorso non sono state mai trattate in alcuni corsi di abilitazione, quindi c'erano abilitati che avevano speso migliaia di euro senza ricevere una formazione adeguata), dall'altra c'è il rischio di assumere gente che si è studiata quei pochi documenti ministeriali sui BES e che però ha conoscenze disciplinari davvero basse. E' curioso questo fatto:
le seconde prove dell'esame di stato per ragazzi di 19 anni sono molto più difficili delle prove di un concorso a cattedra che dovrebbe assumere in ruolo docenti che dovrebbero poi giudicare quei ragazzi! E' quasi assurdo! Ma nessuno si rende conto della presa in giro? Perché il Ministero non dice chiaramente cosa vuole? Vuole l'assistenza sociale o vuole la trasmissione delle conoscenze disciplinari? E se vuole quest'ultima, non si rendono conto che tale concorso potrebbe mettere in ruolo gente che non è in grado di risolvere una seconda prova dell'esame di stato? E se vuole l'assistenza sociale, perché non affida questa a gente che si è laureata in discipline psicopedagogiche, lasciando ai docenti curricolari il solo compito di trasmettere le conoscenze disciplinari?
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MessaggioTitolo: Re: l'avete mai letto?   Dom Lug 09, 2017 6:43 pm

geo&geo ha scritto:
1877 obbligo scolastico fino a 9 anni
1904 obbligo scolastico fino a 12 anni
1962 scuola media unica, obbligo scolastico fino a 14 anni
2004 obbligo di formazione fino a 18 anni, obbligo scolastico fino a 16 anni
e TUTTE le volte, giuro, qualcuno sui forum ha proclamato che i problemi della scuola dipendevano dall'obbligo scolastico. C'era uno nel 1905 che si lamentava in continuazione di non riuscire ad insegnare la sua disciplina per colpa degli studenti di 10 anni, che dovevano piuttosto andare a zappare la terra perché non amavano abbastanza il sapere.

L'esimio professore Fioravanti (quello che secondo qualcuno faceva venire l'orchite)  è uno storico della scuola e della pedagogia che ha un'esperienza di insegnamento e di ricerca pluriquarantennale e credo sia contro l'obbligo scolastico. Ecco cosa scrive l'esimio ex allievo di Aldo Visalberghi:

Nessuno si sogna di pensare un mondo senza scuole, ma è anche vero che è sempre pericoloso trascurare le esperienze delle civiltà precedenti, e in particolare quella romana, la cui cultura in Italia ha avuto una unica continuità, senza variazioni di rilievo, fino al 1859; però occorre anche prendere  atto del fallimento del riduzionismo statalistico, perché l’istruzione è conseguenza del parallelo sviluppo di una qualità umana, la studiositas, che a  sua volta trova fondamento nel primo movimento della volontà, che è il desiderio. Non è certo un caso che studium in latino significhi appunto desiderio, e vale la pena misurare la distanza che corre fra il concetto romano (e umano) di desiderio e quello statalistico di obbligo, che
tuttora fregia la nostra scuola governativa.


In una trasmissione radiofonica l'esimio prof ha detto che il concetto di studio è incompatibile con quello di obbligo, che ci perseguita dal 1859. Secondo l'esimio l'università sorge dal desiderio, infatti la prima università del mondo, quella di Bologna, venne fondata dagli studenti e il suo rettore era uno studente. La prima università sorse dunque per l'entusiasmo per il sapere, per la voglia di conoscere.

Consiglio a tutti gli appassionati di storia della scuola la visione di questo video:


Questo professore romano de Roma al minuto 24:50 dice:

"un milione di insegnanti è controllato da 400 000 funzionari che non hanno mai insegnato e che però devono dire agli insegnanti quello che devono fare, perché l'ha detto il Ministero, l'ha detto l'Unesco, l'ha detto l'OCSE, l'ha detto Pinco Pallino"

Grande! Questo professore con oltre 40 anni di esperienza sulle spalle è straordinario! E' uno dei pochi in Italia che ha capito come stanno le cose e che ha suggerito anche un modo per risollevare la scuola italiana. Se volete saperne di più:

1.Digitate su google “Archivio Radio Maria” e cliccate sul primo sito che vi esce;
2. Nel rettangolo “Cerca in tutto l'archivio” digitate “origine dell'universita” e cliccate su “Avvia Ricerca”
3. Nei risultati della ricerca esce  “La vera storia della Chiesa Pellicciari Angela 15/07/2013 L'origine dell'universita' e le sue caratteristiche”
4. Cliccateci sopra; è un file audio in cui vengono dette cose davvero interessanti, capisco che molti sul forum non sono credenti ma in quel file audio vengono dette cose che potrebbero essere di grande aiuto alla scuola italiana. La conoscenza del passato, della storia e delle origini della scuola può essere di grande aiuto per risolvere i problemi della scuola. La soluzione proposta dall'esimio professore è “Riscopriamo il valore dello studio”.
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