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 maschilismo e scuola

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arancia



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MessaggioTitolo: maschilismo e scuola   Sab Lug 15, 2017 5:37 pm

Promemoria primo messaggio :

Cari colleghi, vorrei il vostro parere sul ruolo della scuola come luogo in cui si educa alla parità di genere, alla luce dei recenti fatti che vedono ancora una volta le donne oggetto della violenza maschile...dobbiamo reagire, dobbiamo fare la nostra parte per cambiare le cose!!!
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:35 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Un'altra direzione che si deve prendere è quella di insegnare che maschi e femmine sono uguali nella dignità e nei diritti. A tal proposito abolire l'ora di religione sarebbe un ottimo inizio.

Digitate su google “Contro l'ora di” e vedete cosa viene fuori.
Qui gladio ferit gladio perit, per cui se non volete che aboliscano le vostre ore, lasciate stare l'ora di religione, che tra l'altro presenta diverse connessioni con altre discipline ed è troppo importante per essere abolita (basta pensare al nome della celebre trasmissione di Michele Santoro, trasmessa dal 14 settembre 2006 al 28 giugno 2011). Digitando su google “il misticismo dei” esce il titolo di un libro che potrebbe essere utile per i docenti atei che insegnano la disciplina di Paolo. Se poi ce l'avete proprio con i prof di religione, chiedete che venga richiesto loro un percorso di studi analogo al vostro per la conquista della cattedra, con laurea in teologia, abilitazione e vittoria di un concorso. E una volta saliti in cattedra, si chieda a tali docenti di trasmettere la dottrina cristiana (nota ben poco persino a tanti che si dichiarano cattolici), invece di fare lezione sulla droga e sul disagio giovanile.
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:36 pm

avidodinformazioni ha scritto:
4) ribellarsi palesemente e finire a Carbonia

Dove finivano di preciso? Dal padre di Giancarlo Dessì? O sul Colle del Buon Pastore?
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:37 pm

Masaniello ha scritto:
Embe' e dove sta il problema se esistono culture dove le donne si sposano giovani? Sulla base di cosa la nostra,dove l assenza di limiti ed educazione produce branchi di ventenni senza regole che si alcolizzano e fumano hashish, sarebbe superiore?
Robe da chiodi....ma a voi chi ve lo ha detto che nel rispettare il loro credo e la loro cultura vivano male? Ho parlato molte volte con delle alunne mussulmane,  vivono serene pur non sentendo il bisogno di andare a sballarsi di alcool nelle discoteche .
Stabilire il paragone  tra l obbligo di sposarsi giovani e lo sterminio degli ebrei è la dimostrazione che il veleno del politicamente corretto e il fumo tossico del femminismo può  far sragionare anche persone istruite ed intelligenti.

Grande Tommaso! (Aniello). Hai scritto delle cose molte belle. Su questo forum purtroppo c'è gente che arriva ad accusare una persona che semplicemente ha un credo diverso di essere malata di mente e sessuofobica e addirittura ad auspicare che non possa camminare liberamente per la strada. Ma allora gli islamici che fanno andare le donne col burqa soffrono tutti di disturbi psichici? A me non risulta, è semplicemente una cultura diversa dalla nostra. L'accusa di malattia mentale rivolta a persone che si sforzano di mettere in pratica i precetti della religione in cui credono mi ricorda la questione della medicalizzazione della scuola di cui parlava il prof. Israel. E' un grave errore invitare una persona che è stata coerente con la sua fede religiosa ad andare dallo psichiatra. E' un grave errore accusare una persona che invita a riscoprire il timore di Dio e il rispetto dei comandamenti di essere anormale. Normale deriva dal latino normalis, che significa perpendicolare, retto. Chi può stabilire che avere atteggiamenti sessuofobici è qualcosa di non retto? E se fosse il contrario? E se avere atteggiamenti sessuofobici volesse semplicemente dire essere coerenti con la propria fede e desiderare che venga rispettata la volontà di Dio? Tanti anni fa, ai tempi dei nostri nonni, quando i pinzoccheri erano di più di oggi, difficilmente qualcuno si sarebbe permesso di accusare di sessuofobia chi cercava di preservare la verginità e la purezza dei giovani. Ricordo che la nonna di mio cugino rimase scandalizzata nel vedere in tv alcune ballerine in abiti succinti. Perché? Perché all'epoca c'era un altro tipo di cultura, che non dovrebbe essere definita sessuofobica, ma biblica. Chi ha letto la Bibbia dovrebbe sapere che la fornicazione e l'impurità vengono condannate dalle Scritture, per cui chi lotta contro l'impurità non è sessuofobico, è una persona che si sforza di mettere in pratica il precetto biblico. Come chi lotta contro l'omosessualità non è omofobico, ma è una persona che crede nel precetto biblico “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole”. Pertanto, d'ora in poi, cercate di usare i termini appropriati e dite chiaramente “Non credo in quello che è scritto nella Bibbia, però rispetto coloro che ci credono, che non sono malati mentali, ma persone con una fede diversa dalla mia”.
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:39 pm

Masaniello ha scritto:
Ci sono anche tredicenni italiane che escono di casa vestite decenti e poi vanno in discoteca e si cambiano rendendosi VERGOGNOSE.
ci sono italiane che dicono alla mamma che studiano e invece non lo fanno.
Ci sono italiane che dicono alla mamma che vanno a dormire dall amica e poi vanno a trombare con il rafazzo.
e quindi? Di che parliamo? Imporre regole o limiti ad una ragazza equivale a schiavizzarla?

Grande Felipeto! E aggiungo: imporre regole o limiti ad una ragazza equivale ad essere sessuofobici? O piuttosto a preservarla da violenze, gravidanze indesiderate e aborti? Se una ragazza esce di casa vestita decentemente, il rischio di subire violenze è minore rispetto al caso in cui esce in abiti succinti con patata e meloni in quasi evidenza. Se poi non ci va proprio in discoteca e rimane a casa a studiare, ancora meglio. Lo studio dovrebbe servire anche a questo, a preservare i ragazzi da situazioni spiacevoli. Pertanto, caricateli di compiti a casa e dite ai loro genitori che lo fate per il loro bene, se hanno pochi compiti poi potrebbero avere il tempo di andare fare tunz tunz in discoteque, al ritmo di una canzone simile a questa (occhio al testo):

P.S. Roberto da Crema è un mito. Uno dei migliori personaggi televisivi di tutti i tempi. Ecco cosa disse di Berlusconi:

“Silvio l’ho conosciuto a San Siro nel ’94, me l’ha presentato Sgarbi. Mi ha guardato: “Cribbio, io per vendere dovrei prendere lezioni da lei!”».

A quanto pare, il successo di Berlusconi è dovuto anche al Baffo.
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:40 pm

Masaniello ha scritto:
Qui non si tratta di essere freddolosi, ma della DECENZA.
Al mare quest anno si vedono le seguenti cose ripugnanti :
-costumi femminili ormai ridotto a tanga  con le intere chiappa di fuori.
-pantaloncini sulle adolescenti ,ascellari stile "fantozzi partita tennis " ma che lasciano,nuovamente, mezza chiappa fuori.
Insomma un mix di degrado, indecenza e ridicolaggine.
Che esistano culture che ancora arginano questi schifo direi che è una manna dal cielo

E meno male che esistono queste culture, tipo quella di alcuni pinzoccheri fondamentalisti influenzati da messaggi celesti dell'altro mondo! Per aumentare codeste culture, non sarebbe male la digitalizzazione totale della scuola, con corsi online anche d'estate (così forse le esposizioni in spiaggia di meloni, patate, albicocche, piselli e banane si ridurranno) e magari il ritorno del timor di Dio, riflettendo sul perché in passato le classi non erano miste e sul perché in tv c'era maggiore censura verso il nudo (negli anni '80 c'erano le fiction eroti(comi)che di Lino Banfi e Alvaro Vitali, negli anni '90 quelle erotiche spurie, nei primi anni del 2000 quelle erotiche pure, negli ultimi anni sono arrivati pure trans e gay...di male in peggio...e poi dicono che non c'entrano le società segrete in questo degrado morale).
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:41 pm

Masaniello ha scritto:
per tua informazione io non bevo,non fumo, e non faccio cosa voglio, oltre ad essere un padre responsabile
Grande Felipeto! Tu sei un docente con la D (maiuscola!). Magari fossero tutti come te i docenti, molto preparati nelle loro discipline (e lo si capisce da tanti tuoi post fisici e ingegneristici) e con una solida morale sulle spalle, un luminoso esempio per i tuoi allievi, un faro che li guida sulla buona strada, in un mondo pieno di menzogne e iniquità.
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:43 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma scusate se ribatto sempre sullo stesso concetto: è mai possibile che si sia arrivati a pensare in massa che queste cose debbano dipendere dalla scuola e non dai genitori?

Se la ragazzina (o il ragazzino) minorenne ha un profilo facebook, la responsabilità di autorizzarlo o no, di controllare cosa ci fa o no, e di sapere chi ha la password e chi no, è dei genitori e non della scuola.

Se la ragazzina (o il ragazzino) minorenne ha uno smartphone con collegamento a internet illimitato senza nessun controllo, è perché gliel'hanno comprato i genitori, e non certo la scuola, e spetta ai genitori controllare cosa ci fa, non certo alla scuola.


Brava paniscus, nonostante l'eccessiva sequela del Cicap ti ha forse allontanato dalla dottrina cristiana e ti ha fatto credere erroneamente che fossi un troll che si divertiva a prendervi in giro, stavolta hai scritto delle cose stupende. Come diceva giustamente il prof. Giorgio Israel, “La scuola non può venire incontro a ogni tipo di problema. La formazione del cittadino dovrebbe vedere la partecipazione di molti soggetti: uno centrale è la famiglia, che non solo non va deresponsabilizzata, ma ad essa bisogna chiedere che si assuma la sua funzione nella formazione del ragazzo.”
Ho trovato questo articolo in rete:
“L’edizione nazionale de ‘Il Messaggero’ di domenica 8 settembre 2013 ha ospitato un lungo intervento del prof. Giorgio Israel, in cui il noto esperto, dopo aver parlato, anche in termini positivi, degli impegni del ministro Carrozza sui bonus della maturità, sull’edilizia scolastica e sulle bocciature, si sofferma sui BES (Bisogni Educativi Speciali), esordendo così: “Si vuole che la scuola sia un centro d’istruzione oppure un luogo di educazione sociale complessiva? La prima veduta è l’unica consona a una democrazia liberale: si forniscono agli studenti conoscenze e capacità adatte a compiere scelte di vita. La seconda è più consona a una visione totalitaria: la scuola invece di limitarsi a trasmettere conoscenze, interviene nel forgiare personalità, assume un ruolo di costruzione sociale”. Israel ricorda la recente legge sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), verso la quale aveva nutrito a suo tempo ampie riserve, rilevando che le cose sono andate “peggio del previsto, il numero di diagnosi aumenta a dismisura, probabilmente per il desiderio di certe famiglie di garantire un percorso semplificato ai loro figli, per la pigrizia di alcuni insegnanti e per l’interesse di alcune corporazioni”. Ma, secondo Israel, “la medicalizzazione della scuola sta progredendo in modo inquietante, riducendo sempre di più gli spazi disciplinari. I DSA rischiano di essere poca cosa rispetto alla valanga che promettono di essere i BES.La loro recente normativa trasforma la funzione istituzionale della scuola da centro di istruzione a centro assistenziale globale”. Dopo aver richiamato la direttiva ministeriale nella parte che identifica le numerose tipologie di BES, afferma polemicamente che “entro una simile definizione non si sa cosa non possa rientrare. Non esiste una sola istituzione che abbia tante funzioni. L’insegnante verrà sommerso da una miriade di attività, coinvolto in una moltiplicazione parossistica di organismi quali GLI, composto da ‘educatori culturali’, assistenti alla comunicazione, genitori, esperti istituzionali o in convenzione, che dovrà, niente meno, formulare un PAI. È lecito chiedersi cosa mai resterà della didattica disciplinare in tutto questo. Il solo menzionare parole come storia, matematica o italiano di fronte al colosso universale dell’inclusività suona derisorio. È ragionevole attribuire alla scuola il compito universale di risolvere qualsia problema della vita dei singoli? È un costruttivismo sociale paranoico che nessun organismo, neppure la società nel suo complesso, può assolvere né dovrebbe assolvere. È il caso di fermarsi prima di imboccare con tanta leggerezza una svolta epocale che – è facile profezia prevederlo – può finire solo in un insuccesso clamoroso che travolgerà nelle rovine anche la funzione dell’istruzione”.
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 10:45 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
I genitori regalano lo smartphone al figlio a 8 anni, e gli fanno aprire il profilo facebook a 11 (sempre che vada ancora di moda, perchè credo che tra i giovanissimi sia già superato), glieli fanno usare senza nessun controllo per anni, e poi si accorgono solo a 16 che li usano con dinamiche distorte e dannose... e allora strillano che a prevenire il cyberbullismo, il sexting, le violazioni della privacy e i ricatti telematici DOVEVA PENSARCI LA SCUOLAAAAAA?

Ma che razza di genitori sono?

Per quanto riguarda facebook, forse sarebbe meglio se i ragazzi ne stessero lontani. Questa cultura delle immagini ha rovinato la società. Ricordo quando nei primi anni '90 il professor Meo, durante una lezione di informatica al politecnico di Torino, mostrò la Venere di Botticelli per far capire a cosa avrebbe portato la diffusione della rete Internet. E così è stato; ve lo ricordate il topic (purtroppo chiuso) sulla ragazzina che vendeva le sue foto hard online?
La pornografia è una brutta bestia, preconizzata tra l'altro dalla Vergine Maria a Fatima se non ricordo male.
La diffusione di foto hot e immagini hard sul web e su facebook andrebbe vietata. E i ragazzi farebbero meglio a iscriversi sul forum di Orizzonte Scuola invece che vedere immagini su facebook (e non solo i ragazzi; durante un corso di formazione, mi dispiace dirlo, ho visto colleghi che commentavano immagini piccanti su facebook e si scambiavano tramite cellulare del materiale pornografico. Un vero docente non dovrebbe fare queste cose, ecco perché il prof. Masaniello andrebbe ammirato se davvero è contro questo schifo ed è a favore della decenza).
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Dom Lug 16, 2017 11:41 pm

Zeus santo, che noia!
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Lun Lug 17, 2017 12:42 am

C'è chi dice che Masaniello andrebbe ammiarato e chi dice che andrebbe mirato, puntato, fuocato.

Il mondo è bello perchè è avariato.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Lun Lug 17, 2017 1:32 am

Veramente sarebbe puntare, mirare,fuoco. .
Una certa corrente filosofica invece suggerisce di "c'ho dato che c'ho dato che c'ho dato, così, alla cieca, dove prendevo prendevo, devo aver preso anche lei! Mi sono affidato alla bestia! " (Loris Batacchi )
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Mar Lug 18, 2017 1:18 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:
Chi sarebbero questi intellettuali di sinistra? Gente come Fusaro,putacaso?

Ah, Fusaro è di sinistra? Questa mi mancava proprio.

per il camerata Masaniello  si'.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Mar Lug 18, 2017 2:02 pm

Veramente l hai citato tu
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Mar Lug 18, 2017 2:52 pm

chicca70 ha scritto:
Zeus santo, che noia!

Basta non leggere!!!
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Mar Lug 18, 2017 3:49 pm

Masaniello ha scritto:
Veramente l hai citato tu


l'ho citato pensando che ti riferissi ai rossobruni
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Mer Lug 19, 2017 12:11 pm

Masaniello ha scritto:
Embe' e dove sta il problema se esistono culture dove le donne si sposano giovani? Sulla base di cosa la nostra,dove l assenza di limiti ed educazione produce branchi di ventenni senza regole che si alcolizzano e fumano hashish, sarebbe superiore?
Robe da chiodi....ma a voi chi ve lo ha detto che nel rispettare il loro credo e la loro cultura vivano male? Ho parlato molte volte con delle alunne mussulmane,  vivono serene pur non sentendo il bisogno di andare a sballarsi di alcool nelle discoteche .
Stabilire il paragone  tra l obbligo di sposarsi giovani e lo sterminio degli ebrei è la dimostrazione che il veleno del politicamente corretto e il fumo tossico del femminismo può  far sragionare anche persone istruite ed intelligenti.
Io dico NO al politicamente corretto.

Alle corte, camerata! Se un' araba o una persica ci chiede asilo politico perché al suo paese la vogliono lapidare ,avendo giaciuto con uno che non era il marito, cosa dobbiamo fare.? Dovremmo forse riconsegnarla ai suoi boia infami perché  non bisogna interferire con le culture altrui?
Forse ti sorprenderà sapere che anche nel mondo islamico ci sono gli atei; ci sono persino i comunisti, figurati ( quelli che non hanno ancora ammazzato).Ovviamente devono muoversi con grande circospezione , se vogliono morire di morte naturale.

Il partito comunista iraniano, ad esempio , era piuttosto forte, seppur minoritario..Costretto dagli interessi sovietici a flirtare con il komeino , venne spazzato via dai pasdaran.

A proposito, vedi di trasferirti li' con il pupo. Se sei davvero un ingegnere dovresti trovare un posto lucrevole mentre il virgulto crescerebbe assorbendo i sani principi
Di una cultura tradizionale, dove le donne conoscono il valore della verecondia e quando non lo vogliono riconoscere glielo inculcano sotto forma di pietre sfreccianti.Divenuto uomo in un ambiente cosi' sano, tra 20 anni potrebbe essere uno di quelli che lanciano la prima pietra, da bravo epigono dei boia savoiardi, che non scherzavano neppure loro.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Mer Lug 19, 2017 2:10 pm

In Italia più della metà delle denunce per violenza finiscono archiviate o con una cobtrodenuncia per diffamazione. Immagino che l araba che arriva da chissà dove dichiarando di essersele prese perché, scivolando, è caduta su un estraneo fallo, possa facilmente dimostrarlo ed intenerire gli italici cuori pizza mandolino.
Nel caso la mandiamo a casa tua per un adozione in vicinanza
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MessaggioTitolo: Re: maschilismo e scuola   Mer Lug 26, 2017 9:09 am

Ospite ha scritto:

Ho trovato questo articolo in rete:
“L’edizione nazionale de ‘Il Messaggero’ di domenica 8 settembre 2013 ha ospitato un lungo intervento del prof. Giorgio Israel, in cui il noto esperto, dopo aver parlato, anche in termini positivi, degli impegni del ministro Carrozza sui bonus della maturità, sull’edilizia scolastica e sulle bocciature, si sofferma sui BES (Bisogni Educativi Speciali), esordendo così: “Si vuole che la scuola sia un centro d’istruzione oppure un luogo di educazione sociale complessiva? La prima veduta è l’unica consona a una democrazia liberale: si forniscono agli studenti conoscenze e capacità adatte a compiere scelte di vita. La seconda è più consona a una visione totalitaria: la scuola invece di limitarsi a trasmettere conoscenze, interviene nel forgiare personalità, assume un ruolo di costruzione sociale”. Israel ricorda la recente legge sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), verso la quale aveva nutrito a suo tempo ampie riserve, rilevando che le cose sono andate “peggio del previsto, il numero di diagnosi aumenta a dismisura, probabilmente per il desiderio di certe famiglie di garantire un percorso semplificato ai loro figli, per la pigrizia di alcuni insegnanti e per l’interesse di alcune corporazioni”. Ma, secondo Israel, “la medicalizzazione della scuola sta progredendo in modo inquietante, riducendo sempre di più gli spazi disciplinari. I DSA rischiano di essere poca cosa rispetto alla valanga che promettono di essere i BES.La loro recente normativa trasforma la funzione istituzionale della scuola da centro di istruzione a centro assistenziale globale”. Dopo aver richiamato la direttiva ministeriale nella parte che identifica le numerose tipologie di BES, afferma polemicamente che “entro una simile definizione non si sa cosa non possa rientrare. Non esiste una sola istituzione che abbia tante funzioni. L’insegnante verrà sommerso da una miriade di attività, coinvolto in una moltiplicazione parossistica di organismi quali GLI, composto da ‘educatori culturali’, assistenti alla comunicazione, genitori, esperti istituzionali o in convenzione, che dovrà, niente meno, formulare un PAI. È lecito chiedersi cosa mai resterà della didattica disciplinare in tutto questo. Il solo menzionare parole come storia, matematica o italiano di fronte al colosso universale dell’inclusività suona derisorio. È ragionevole attribuire alla scuola il compito universale di risolvere qualsia problema della vita dei singoli? È un costruttivismo sociale paranoico che nessun organismo, neppure la società nel suo complesso, può assolvere né dovrebbe assolvere. È il caso di fermarsi prima di imboccare con tanta leggerezza una svolta epocale che – è facile profezia prevederlo – può finire solo in un insuccesso clamoroso che travolgerà nelle rovine anche la funzione dell’istruzione”.

Bellissima riflessione quella del professor Giorgio Israel, morto circa 2 anni fa. Aveva avuto sentore già nel 2013 di quello che stava succedendo.
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