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 parliamo di neet

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comp_xt



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MessaggioTitolo: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 9:15 pm

http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Spero che nessuno inizi a dare addosso a questo ragazzo

Mettiamoci invece in discussione noi, come docenti e come cittadini, perché questi sono i frutti sia di una scuola fintamente inclusiva che dei sacri dogmi dell'economia euro-nazista (assenza di ricambio generazionale nel mondo del lavoro grazie alla pessima riforma Fornero, poche persone occupate e quelle poche percepiscono stipendi bassi e sono costrette a lavorare sempre di più, tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione,...).
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 9:29 pm

Perchè mai non dovrei dare addosso a questo fenomeno ? Anch'io ho messo dei 68 alla matura, ed erano delle teste di cazzo da chilo ! Gente che non ha smesso di studiare dopo il diploma ma dopo la quinta elementare.

Diplomato in design industriale ... sti cazzi ! «Ho molta fantasia. Ma mi manca la tecnica per fare un ottimo schizzo» ... sti gran cazzi !

quale sarebbe il tuo grande sogno? «Prendere la patente».  Mio figlio l'ha presa da privatista, non serve un cifrone, certo che se sei gnugno e devi frequentare le lezioni di teoria perchè non ti basta leggere un libro ....


Parliamoci chiaro, i veri sfortunati sono quelli che oggi hanno 40 anni, nati in un modo poco competitivo, magari hanno cazzeggiato per tutta la vita scolastica, poi si sono ritrovati  in un mondo globalizzato incapaci di vincere qualsiasi competizione; poverini, gli hanno cambiato le regole del gioco mentre stavano giocando.

I giovani d'oggi non sono degli sfortunati, sono degli sfigati (nel senso peggiore del termine), sapevano cosa li aspettava, se ne sono fottuti, hanno giocato alla play durante tutto il liceo (anche quello artistico) ed ora .... continuano a giocare alla play.

Del resto cos'altro saprebbero fare ? Mio padre avrebbe spalato il letame, ma ora non ci sono più gli asini che cagano per strada, spalare le polveri sottili non è facile.

Serve scomodare l'Europa dei nazomerkelliani per mettere nella merda uno così ?

Comunque una soluzione per lui ce l'ho: dopo 13 anni di studio saprà bene l'inglese, potrebbe fare il cervello in fuga.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 9:42 pm

Inizialmente dubitavo delle percentuali sparate dai mass media,come di consueto.
Diciamo un quinto dei giovani tra 15-35 anni non fa una sega. Neet =mantenuto, figlio di papà.
Poi quando passo nella zona movida di Torino, o vado al giapponese, vedo stuoli di 20-25 Enni che bevono,mangiano costoso,hanno un potere di acquisto che io mi sognavo alla loro età.
Da anni noto in aeroporto l utente medio di Compagnie aeree dirette in Sardegna, Spagna, Baleari. .insomma vacanzona.
TUTTI GIOVANI.
Allora si ,ci credo che una quantità incredibile di giovani possa vivere tranquillamente senza studiare o lavorare. Finché c è mamma,papy, nonni chi glielo fa fare..
È un periodo di vacche grasse,di una crisi che va affrontata con macchina nuova e settimana a Barcellona. Non vedo ,non capisco quale sia il problema,l emergenza.perché includere a scuola o nella formazione professionale giovanotti e ochette che non hanno bisogno di sbattersi. Lasciate che vivano da mantenuti.
Se uno a scuola non studia, e veste armani, ed esce a fare aperitivo tutte le sere che male fa? Perché includerlo, perché preoccuparsi di lui..
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 9:55 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Perchè mai non dovrei dare addosso a questo fenomeno ?

Perché prima che i nazi-eurocrati ci imbrigliassero nel lager dei loro folli e criminali trattati, un lavoro da magazziniere o da commesso lo trovava anche uno con la terza media presa con "sufficiente".

Che poi un tempo un diplomato potesse ambire a ben altro e avesse anche una diversa preparazione tecnica e culturale è una verità fuori di discussione.
Quegli stessi ragazzi che oggi si diplomano col voto di 60 + epsilon però sfruttano un meccanismo che non è stato creato da loro ma da delle persone adulte. La didattica mammosa, attenta a eliminare qualsiasi ostacolo o a trasformarlo in "disturbo" con la quale ci fa una testa così la nostra Ire, in realtà è un modello istituzionalizzato, sostenuto dal Miu, da gran parte dei DS italiani e anche da numerosi docenti.
A 16-18 anni molti ragazzi ne approfittano, poi ne pagano le conseguenze.
Ma non sono loro i veri responsabili.
Questa è la vera scuola classista, perché se il ragazzo diplomato con 68 in un liceo artistico fosse stato il figlio di un grande imprenditore, sicuramente avrebbe trovato impiego nell'azienda di papà.
Siccome però è figlio di un pinco pallino qualsiasi, dopo aver cazzeggiato per cinque anni alle superiori, a 21 anni si trova costretto a trascorrere le giornate alla play-station.
Sia chiaro, anche lui ha le sue colpe (e lo riconosce pure), ma francamente io non me la sento di infierire.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 10:01 pm

Volete farli lavorare a tutti i costi,stiamo giovani.
e se non ne hanno bisogno?
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 10:10 pm

Masaniello ha scritto:
Volete farli lavorare a tutti i costi,stiamo giovani.
e se non ne hanno bisogno?

Certo, se lo facciamo fare all'immigrato che si accontenta di 500€ al mese, è ovvio che non ne abbiamo bisogno...
Non lamentiamoci però delle conseguenze.
Evitiamo poi di ricorrere al solito argomento della scarsa competitività perché si ritorna sempre alla storiella del cane e degli ossi: se dieci cani si contendono tre ossi, rimarranno sempre almeno sette cani a bocca asciutta, con buona pace di coloro che insistono con la storiella che chi è rimasto a digiuno non è stato "abbastanza competitivo".
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 1:37 am

comp_xt ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Volete farli lavorare a tutti i costi,stiamo giovani.
e se non ne hanno bisogno?

Certo, se lo facciamo fare all'immigrato che si accontenta di 500€ al mese, è ovvio che non ne abbiamo bisogno...
Non lamentiamoci però delle conseguenze.
Evitiamo poi di ricorrere al solito argomento della scarsa competitività perché si ritorna sempre alla storiella del cane e degli ossi: se dieci cani si contendono tre ossi, rimarranno sempre almeno sette cani a bocca asciutta, con buona pace di coloro che insistono con la storiella che chi è rimasto a digiuno non è stato "abbastanza competitivo".
La storia dei 10 cani e 7 ossi non è da buttar via, ma certamente non è da bersela tal quale.

Oggi molti lavori umili sono spariti, perchè le macchine li hanno portati via ancor prima dei cinesi; uno per tutti ? Quando fai benzina vai dal benzinaio servito o dal benzinaio self service ? Quanti ragazzi che non avevano voglia di studiare finivano a fare il benzinaio ? Quanti ora ?

E' da molto tempo che si dice che i lavori umili si stanno riducendo e tengono un po' di più quelli ad alta specializzazione, lo si dice da molto ma specializzarsi è faticoso; molto più facile giocare alla play.

Dunque è tutta colpa della Merkel ?
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 8:23 am

In passato ho bazzicato il settore hr. Giovani aspiranti commesse che non vogliono lavorare di domenica e festivi; genitori che chiamano in ufficio perché "il ragazzo lo stage non lo può fare a 500€ al mese, PIUTTOSTO LO TENGO A CASA"; tutti super volenterosi ai colloqui, poi 25km da casa diventano un ostacolo insormontabile (e te lo.dicono al telefono al secondo giorno di contratto). Parliamoci chiaro, ho visto anche quarantenni comportarsi. così.
La scuola sarà anche brutta e cattiva, creerà false speranze...ma smettiamola di dare tutta la colpa agli insegnanti. Qui dovremmo farci tutti un esame di coscienza, come.genitori e come società.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 9:07 am

O giovani inizieranno a studiare,o a cercare lavoro,e ad adattarsi, quando "brucerà loro il culo",quando troveranno il portafoglio vuoto.
Tra quanto?non so.per ora genitori e nonni foraggiano alla grande. E la molla che li dovrebbe spingere a darsi da fare viene meno.
Prima o poi un sistema in cui i figli di papà e le principessine ben vestite rifiutano di lavorare perché sul divano di casa si sta meglio, è destinato a crollare. Ma per il momento non possiamo pretendere che abbiano volontà e bisogno di portare a casa la pagnotta.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 9:29 am

Ho molte considerazioni da fare in merito:

1) So di cosa sta parlando il ragazzo, anch'io per un anno ero nel limbo del non studio (perchè ero già laureato) e del non lavoro (perchè attendevo le chiamate dalle scuole e non arrivavano). Benchè la situazione fosse molto diversa comunque capisco bene quello che racconta lui, con le stesse sensazioni e la sostanziale marginalità che prova.
2) Ciò detto, è un dato di fatto che esistono percorsi fallimentari in relazione alla zona in cui si abita: un liceo artistico in una zona che non prevede figure di quel genere è un percorso fallimentare e poco conta a quel punto l'impegno profuso negli studi.
3) Come suggerimento concreto se lo conoscessi darei quello di non demordere ma di riqualificarsi con un corso annuale o biennale della regione (ve ne sono di tutti i tipi se si cerca bene: dal fresatore all'amministratore delegato) e poi prepararsi a trasferirsi nelle zone con più lavoro; nella situazione attuale non può stare perchè un giorno i genitori saranno anziani e non potranno provvedere a lui nemmeno volendo...
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 9:40 am

precario_acciaio. ha scritto:
Come suggerimento concreto se lo conoscessi darei quello di non demordere ma di riqualificarsi con un corso annuale o biennale della regione (ve ne sono di tutti i tipi se si cerca bene: dal fresatore all'amministratore delegato) e poi prepararsi a trasferirsi nelle zone con più lavoro; nella situazione attuale non può stare perchè un giorno i genitori saranno anziani e non potranno provvedere a lui nemmeno volendo...
Esattamente quello che stavo scrivendo io.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 10:35 am

"Chi è causa del suo mal pianga se stesso" rivolto a questo ragazzo.
Pateticarente da ' l colpa al quartiere degradato (oggi non piu) e l le origini umili
CAZZATE. Io mi sono laureato provenendo da una famiglia dove solo mio padre lavorava. E finiamola un buona volta con sta scusa che chi è povero non può studiare.Hai voluto fare l artistico? E ora pedala. Tutti, e dico tutti sanno che ARTISTICO, grafico e musicale non danno sbocchi. Ma nulla, teste dure,ti iscrivi li.
Se vuoi ,un corso per muratore lo trovi, il lavoro c è. DATTI DA FARE, ho un amico senza diploma che ha sempre lavorato,come pescheria, panettiere.
Non mi fai pena,sei un grand pigrone.
E chi cerchi di commuovere, dicendo che hai trovato solo lavori umili..E COSA vorresti fare senza istruzione e esperienza, il direttore tecnico della bmw? Fossi tuo padre stai tranquillo che i pomeriggi sul divano con il gatto non li passeresti. Come mio padre non lo hai mai concesso a me.alza il culo e datti da fare
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 10:50 am

Comunque dice di aver fatto design industriale "ma non conosce il disegno tecnico. Fantastico!
..il tuo DISAGGIO. .i tuoi PROBBLEMI.
avessi avuto un padre come il mio vedi come te li faceva passare.
Cercano autisti. Prenditi la patente c.prendi un attestato soccorritore e lavora nelle Anpas.
Oppure stai a casa con il gatto.
"Porto fuori la spazzatura"..wow. vuoi la medaglia?
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 1:15 pm

Altra soluzione intelligente potrebbe essere occupare le ore in cui non fa colloqui studiando in modo diligente l'inglese; qui non ci sono scuse perchè su Internet si può trovare tutto il necessario in modo gratuito (e comunque di libri per imparare l'inglese ce ne sono a migliaia, anche a prezzi irrisori); non sono un esperto ma credo che con tre ore al giorno (non certo proibitive se è l'unica occupazione) in un paio di anni si possono ottenere risultati significativi.

P.s. Una mia amica, alla veneranda età di 30 anni, ha trovato un lavoro in canada come cameriera: la paga non è alta ma intanto è un lavoro che consente una vita autonoma.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 1:40 pm

Potrebbe prendersi un brevetto di bagnino, le patenti del camion e pullman come ho fatto io, seguire corsi regionali.
Ma alzarsi dal divano è fatica, accarezzare il gatto è più confortevole
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 3:01 pm

precario_acciaio. ha scritto:
Altra soluzione intelligente potrebbe essere occupare le ore in cui non fa colloqui studiando in modo diligente l'inglese; qui non ci sono scuse perchè su Internet si può trovare tutto il necessario in modo gratuito (e comunque di libri per imparare l'inglese ce ne sono a migliaia, anche a prezzi irrisori); non sono un esperto ma credo che con tre ore al giorno (non certo proibitive se è l'unica occupazione) in un paio di anni si possono ottenere risultati significativi.

P.s. Una mia amica, alla veneranda età di 30 anni, ha trovato un lavoro in canada come cameriera: la paga non è alta ma intanto è un lavoro che consente una vita autonoma.

Per fare la cameriera non c'è bisogno di andare in Canada, si trova anche qui. Una ragazza che lavorava nella gelateria vicino a casa mia, si è trasferita in Australia e cosa fa? La commessa in una gelateria. Mi hanno detto che ha intenzione di tornare in Italia. Andare all'estero è per lo più una moda.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 3:25 pm

comp_xt ha scritto:
http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Spero che nessuno inizi a dare addosso a questo ragazzo

Mettiamoci invece in discussione noi, come docenti e come cittadini, perché questi sono i frutti sia di una scuola fintamente inclusiva che dei sacri dogmi dell'economia euro-nazista (assenza di ricambio generazionale nel mondo del lavoro grazie alla pessima riforma Fornero, poche persone occupate e quelle poche percepiscono stipendi bassi e sono costrette a lavorare sempre di più, tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione,...).

Un ragazzo come questo non è uno sfortunato ma un buono a nulla, le sue stesse parole lo dichiarano tale. Uno che ha cominciato ad essere nullafacente già da quando andava a scuola. Neet non si diventa alla fine del ciclo di studi ma ci si nasce, o quasi. Chi è intelligente, chi ha voglia di imparare, chi sa vedere le occasioni, può essere disoccupato per un periodo, ma non è neet.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 5:03 pm

chicca70 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Altra soluzione intelligente potrebbe essere occupare le ore in cui non fa colloqui studiando in modo diligente l'inglese; qui non ci sono scuse perchè su Internet si può trovare tutto il necessario in modo gratuito (e comunque di libri per imparare l'inglese ce ne sono a migliaia, anche a prezzi irrisori); non sono un esperto ma credo che con tre ore al giorno (non certo proibitive se è l'unica occupazione) in un paio di anni si possono ottenere risultati significativi.

P.s. Una mia amica, alla veneranda età di 30 anni, ha trovato un lavoro in canada come cameriera: la paga non è alta ma intanto è un lavoro che consente una vita autonoma.

Per fare la cameriera non c'è bisogno di andare in Canada, si trova anche qui. Una ragazza che lavorava nella gelateria vicino a casa mia, si è trasferita in Australia e cosa fa? La commessa in una gelateria. Mi hanno detto che ha intenzione di tornare in Italia. Andare all'estero è per lo più una moda.

Non è assolutamente così semplice trovare un posto come gelataio o come cameriere; i miei studenti dell'alberghiero lo sapevano bene, la situazione lavorativa in Italia è difficile, non si tratta assolutamente di una moda.
P.s. Resta il fatto che il ragazzo è giovanissimo e che un tale atteggiamento a quell'età non è giustificabile.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 5:19 pm

precario_acciaio. ha scritto:
chicca70 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Altra soluzione intelligente potrebbe essere occupare le ore in cui non fa colloqui studiando in modo diligente l'inglese; qui non ci sono scuse perchè su Internet si può trovare tutto il necessario in modo gratuito (e comunque di libri per imparare l'inglese ce ne sono a migliaia, anche a prezzi irrisori); non sono un esperto ma credo che con tre ore al giorno (non certo proibitive se è l'unica occupazione) in un paio di anni si possono ottenere risultati significativi.

P.s. Una mia amica, alla veneranda età di 30 anni, ha trovato un lavoro in canada come cameriera: la paga non è alta ma intanto è un lavoro che consente una vita autonoma.

Per fare la cameriera non c'è bisogno di andare in Canada, si trova anche qui. Una ragazza che lavorava nella gelateria vicino a casa mia, si è trasferita in Australia e cosa fa? La commessa in una gelateria. Mi hanno detto che ha intenzione di tornare in Italia. Andare all'estero è per lo più una moda.

Non è assolutamente così semplice trovare un posto come gelataio o come cameriere; i miei studenti dell'alberghiero lo sapevano bene, la situazione lavorativa in Italia è difficile, non si tratta assolutamente di una moda.
P.s. Resta il fatto che il ragazzo è giovanissimo e che un tale atteggiamento a quell'età non è giustificabile.

Ne ho parlato con il proprietario di un ristorante in cui vado spesso, che è alla perenne ricerca di personale. Ci sono ventenni che accetterebbero "ma dopo essere andato in vacanza", altri che non vogliono lavorare nel fine settimana, altri ancora che non superano il periodo di prova perché arrivano all'ora che vogliono e chiedono continuamente permessi. Questo non solo nella ristorazione e nel turismo, anche nell'industria. Mi hanno raccontato di colloqui di lavoro surreali.
I genitori e la scuola abituano alla pappa pronta ed all'idea di avere tutti i diritti e nessun dovere. Se ad un possibile datore di lavoro chiedi per prima cosa quando potrai iniziare ad usufruire delle ferie, non puoi meravigliarti se non si fa più sentire. Invece questi ragazzi se ne meravigliano.
Finché non si trova lavoro, si può continuare a formarsi, a fare corsi, ad imparare lingue, si possono intraprendere nuovi studi. La strada non può essere quella di lasciarsi andare.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 5:41 pm

Periodicamente si sente dire che ci sono proprietari in cerca di dipendenti che non trovano; io in cinque anni di alberghiero ho raccolto testimonianza ben differenti: proprietari che assumono i lavoratori solo nel mesi estivi.

Concordo che la strada non è quella di lasciarsi andare, ma i problemi di occupazione in Italia sono concreti e drammatici.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 6:16 pm

precario_acciaio. ha scritto:
proprietari che assumono i lavoratori solo nel mesi estivi.

Nei luoghi di vacanza è ovvio. Nella mia città no di certo, non avrebbe alcun senso, visto che i clienti in estate sono meno.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 6:29 pm

Il punto è che non è vero che vi sono ristoratori senza personale; sono casi isolati che possono sempre accadere è un dato di fatto che la disoccupazione in Italia c'è ed è un problema sociale significativo.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 6:47 pm

Nessuno mette in dubbio che ci sia, ma sono convinta, per molte persone che ho conosciuto direttamente, che almeno una buona metà dei disoccupati sia tale per colpa propria. Ne dico solo una: ragazza più che trentenne, laurea triennale in lettere, non ha voluto fare la magistrale perché non voleva insegnare ma fare la giornalista. Si è iscritta ad una magistrale sul giornalismo, ha dato un esame ma non e piaceva ed ha abbandonato. Vorrebbe fare la giornalista ma aspetta che una redazione si trasferisca a casa sua. Iniziative zero. Intanto scrive roba orrenda. Vogliamo ammettere che forse questa donna ha qualche responsabilità nella propria disoccupazione?
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 6:49 pm

Che la disoccupazione in Italia sia un problema non posso certo negarlo, che trovare un posto fisso senza esperienza pregressa sia praticamente impossibile neanche, ma restare a casa a giocare alla playstation non è certo la soluzione nè un buon biglietto da visita per un colloquio.
Corsi di formazione professionale, studio delle lingue straniere, patenti per guida di autoveicoli vari, patentino da bagnino ... sono tutti modi di rendersi più spendibili per un lavoro.
Ma anche accettare lavoro saltuari, cameriere o commesso il sabato e la domenica, fare la raccolta delle pesche o la vendemmia, sono tutti modi che ha una persona di mostrare la propria buona volontà.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Ven Lug 21, 2017 7:13 pm

Concordo con @melia, che da telefono non riesco a quotare. Ogni esperienza, anche minima, fa curriculum e permette ai datori di lavoro di rendersi conto della buona volontà dei candidati. Il problema disoccupazione in Italia è drammatico, ok, ma lo scarso impegno di molte persone lo è ancora di più.
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parliamo di neet
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